Visita apostolica

Leone XIV al Quirinale: “Forte legame unisce la sede di Pietro al popolo italiano”

ph Vatican media-Sir
15 Ott 2025

“Come Vescovo di Roma e Primate d’Italia, per me è significativo rinnovare il forte legame che unisce la Sede di Pietro al popolo italiano, nel quadro dei cordiali rapporti bilaterali che intercorrono tra l’Italia e la Santa Sede, stabilmente improntati a sincera amicizia e fattiva mutua collaborazione”: è l’esordio di Leone XIV nel suo discorso al Quirinale, dove è salito per la prima volta da Pontefice per la visita ufficiale al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato subito prima di lui e che Leone ha ringraziato “per le gentili parole che mi ha indirizzato e per l’invito a venire qui, al Quirinale, Palazzo a cui tanto sono legate la storia della Chiesa Cattolica e la memoria di numerosi pontefici”. Nel discorso del Santo padre, come in quello del Capo dello Stato, è emerso lo spirito di profondo rispetto e collaborazione, all’insegna di una sana laicità, tra la Chiesa cattolica e l’Italia: quello tra il Papa e il popolo italiano, ha detto Leone, è “un felice connubio che ha le sue radici nella storia di questa Penisola e nella lunga tradizione religiosa e culturale di questo Paese”.

“Le mie radici sono in questo Paese”, le parole prese a prestito dal suo predecessore, pronunciate da papa Francesco nello stesso luogo e nella stessa circostanza. Il Papa ha ringraziato l’Italia “per la bella testimonianza di accoglienza, nonché di efficiente organizzazione”  che sta offrendo per il Giubileo  e ha identificato nel “clima di cordiale rispetto” la cifra dei rapporti tra la Santa Sede e l’Itala, sancita dai Patti lateranensi – citati anche nel discorso del capo dello Stato – dei quali tra pochi anni celebreremo il centenario. Nella reciproca distinzione degli ambiti, la Chiesa cattolica e lo Stato italiano “collaborano per il bene comune, a servizio della persona umana, la cui dignità inviolabile deve sempre stare al primo posto nei processi decisionali e nell’agire, a tutti i livelli, per lo sviluppo sociale, specialmente per la tutela dei più fragili e bisognosi.
Rinnovo l’appello accorato affinché si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano i principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli che ne sono irrinunciabilmente alla base”, il cuore del discorso papale, in cui Prevost ha espresso il suo apprezzamento “per l’impegno del Governo italiano in favore di tante situazioni di disagio legate alla guerra e alla miseria, in particolare nei confronti dei bambini di Gaza, anche in collaborazione con l’ospedale Bambino Gesù”. Il “primo impegno” della collaborazione tra Santa sede e l’Italia è la pace, di fronte alle guerre che ”devastano il nostro pianeta”.

“Guardiamo i volti di quanti sono travolti dalla ferocia irrazionale di chi senza pietà pianifica morte e distruzione”, l’invito del Papa: “Ascoltiamo il loro grido e ricordiamo che ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili”. Sulla stessa linea il presidente Mattarella, che ha auspicato “un’interruzione definitiva delle ostilità e delle violenze nella Striscia”, a beneficio della generale stabilità del Medio Oriente e per rilanciare la soluzione di uno Stato per ciascuno dei due popoli, “la sola in grado di consentire la possibilità di un futuro in cui tutti – Israele e Palestina – trovino pace e sicurezza”.

In tempi di crescenti conflitti, il multilateralismo è “un valore importantissimo”, che accomuna lo Stato italiano e va rilanciato, l’altro tratto comune dei due interventi.  Menzionando l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che celebreremo l’anno prossimo, il Pontefice lo ha additato come  modello per affrontare l’urgente questione della cura della “casa comune”. Nel suo discorso, il Papa è entrato nel dettaglio delle questioni politiche da affrontare, in un’Europa – e in un’Italia – alle prese con un notevole calo della natalità.

“Promuovere scelte a vari livelli in favore della famiglia, sostenendone gli sforzi, promuovendone i valori, tutelandone i bisogni e i diritti”, l’appello del Santo padre. “Padre, madre, figlio, figlia, nonno, nonna, sono, nella tradizione italiana, parole che esprimono e suscitano naturalmente sentimenti di amore, rispetto e dedizione, a volte eroica, al bene della comunità domestica e dunque a quello di tutta la società”, ha affermato Leone XIV, sottolineando in particolare “l’importanza di garantire a tutte le famiglie il sostegno indispensabile di un lavoro dignitoso, in condizioni eque e con attenzione alle esigenze legate alla maternità e alla paternità”. La vita, inoltre, va tutelata ”in tutte le sue fasi, dal concepimento all’età avanzata, fino al momento della morte”.

“Esprimo gratitudine per l’assistenza che questo Paese offre con grande generosità ai migranti, che sempre più bussano alle sue porte, come pure il suo impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani”, l’omaggio del Papa.
“C’è una certa tendenza, in questi tempi, a non apprezzare abbastanza, a vari livelli, modelli e valori maturati nei secoli che segnano la nostra identità culturale, addirittura a volte pretendendo di cancellarne la rilevanza storica e umana”, il monito della parte finale del discorso. “Non disprezziamo ciò che i nostri padri hanno vissuto e ciò che ci hanno trasmesso, anche a costo di grandi sacrifici”, ha chiesto il Pontefice: “Non lasciamoci affascinare da modelli massificanti e fluidi, che promuovono solo una parvenza di libertà, per rendere poi invece le persone dipendenti da forme di controllo come le mode del momento, le strategie di commercio o altro”, l’appello. L’Italia è un Paese di una ricchezza immensa, spesso umile e nascosta, e che perciò talvolta ha bisogno di essere scoperta e riscoperta”, l’augurio finale.

Leggi anche
Ecclesia

Taranto celebra don Bosco: educare è cosa di cuore

«L’educazione è cosa di cuore e Dio solo ne è il padrone». Le parole di san Giovanni Bosco continuano a risuonare con sorprendente attualità e hanno accompagnato, come un prezioso filo rosso, i festeggiamenti in suo onore vissuti a Taranto. Una celebrazione che non è stata soltanto il ricordo di un grande santo dell’Ottocento, ma […]

Natascia Lanzo, di Fragagnano, una delle pochissime priore di confraternite in Italia

È una delle pochissime donne in tutt’Italia alla guida delle nostre secolari confraternite: Natascia Lanzo, priora della confraternita del Santissimo Sacramento di Fragagnano, fondata nel 1876. Natascia, dipendente di un’azienda operante nella sicurezza aziendale, sposata con Stefano D’Elia (non confratello, anche se suo fervido sostenitore) ha una figlia, Gloria; ha 36 anni: praticamente una bambina, […]

Iniziate alla San Pasquale le celebrazioni per Sant’Egidio

A Taranto, nella parrocchia di San Pasquale Baylon dei frati francescani minori sono in corso le celebrazioni invernali in onore di Sant’Egidio da Taranto, che si concluderanno sabato 7 febbraio, giorno del suo ‘dies natalis’, cioè della nascita al cielo, avvenuta il 7 febbraio 1812 a Napoli. Martedì 3, alle ore 18.30 la celebrazione eucaristica […]
Hic et Nunc

Lavoro: aumenta l'elenco delle criticità e Taranto assorbe il 60% della cig in Puglia

Si allunga giorno dopo giorno la lista delle vertenze che riguardano il lavoro nel nostro territorio e che toccano anche settori finora esclusi, come quello dei lavoratori del settore giustizia, oltre all’industria, che resta sempre la prima criticità. Corte d’appello La UILTucs Puglia proclama lo stato di agitazione del personale impiegato nel servizio di portierato […]

La domenica del Papa - Beatitudini, una prova della felicità

È la Giornata delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo e papa Leone ricorda che “ogni giorno si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto. I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile […]

Leporano, Giubileo delle confraternite

Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della proclamazione di Sant’Emidio a patrono di Leporano, sabato 31 alle ore 17 si terrà il giubileo delle confraternite a cura della confraternita del Rosario di Leporano e del padre spirituale, nonché parroco, don Giancarlo Ruggieri.  
Media
02 Feb 2026