Ci lascia Tonino Gigante, anima delle nostre tradizioni religiose
Erano questi giorni di intensi preparativi per Tonino, per l’imminente partenza per il pellegrinaggio di Assisi e per la preparazione dei festeggiamenti in onore di San Giuseppe, in città vecchia. Ma il Signore ha preferito altrimenti, chiamandolo a partecipare gioiosamente alla liturgia celeste assieme ai suoi santi così amati, in particolare i Santi Medici, il ‘santo vecchierello’, San Cataldo e la Madonna del Carmine. Siamo felici per lui, ovviamente, in quanto ha raggiunto la meta cui ognuno cristiano aspira, però ci mancherà tanto.
Lo saluteremo domani, giovedì 26 alle ore 16.30 basilica cattedrale di San Cataldo. Nel frattempo, da oggi pomeriggio, mercoledì 25, sarà possibile visitarlo nella chiesa giù alla Marina, in via Garibaldi, dov’è ubicata la segreteria delle confraternite di cui era responsabile.
Renderà omaggio a Tonino Gigante anche la banda musicale ‘Santa Cecilia-Città di Taranto’ che accompagnerà il corteo da San Giuseppe fino a San Cataldo, salutando infine l’uscita del feretro, al termine della santa messa.

Tonino, scomparso all’età di 78 anni, era l’anima della religiosità popolare tarantina, scrupoloso programmatore dei numerosi appuntamenti in città vecchia, assieme al parroco della Cattedrale, don Emanuele Ferro, che martedì sera lo ha preparato all’ultimo viaggio impartendogli il sacramento dell’Unzione degli infermi.
Chi scrive era in frequente contatto con lui per le informazioni sui vari festeggiamenti, sopportato pazientemente per le telefonate alle tre del pomeriggio, sottraendo momenti al meritato riposo. Però dava atto di tanto interessamento sui vari giornali dove venivano riportate le note: “Iangiulì, sei rimasto fra i pochi che si interessano di queste cose, ma non mi chiamare più a quell’ora! – diceva, pur sapendo che ciò si sarebbe ripetuto.

Tonino proveniva dai cortili di via Garibaldi e perciò assiduo frequentatore di San Giuseppe e dell’annesso oratorio. Conosceva vita, morte e miracoli delle tradizioni e dell’ambiente della Città vecchia, che ha strenuamente difeso nell’attività di partito (era iscritto alla sezione della vecchia Democrazia cristiana, in piazza Duomo) e come presidente dell’allora circoscrizione Isola-Porta Napoli. Da lui chi scrive riceveva notizie di prima mano su quanto accadeva nei vicoli, di bello e di brutto: “Amma salvà Tarde vecchie!”, era il suo imperativo. Ci si vedeva di frequente alle processioni organizzate con la confraternita di turno, iniziando da quella de “U Bammine all’erte” con la confraternita della Trinità, il 6 gennaio, concludendo con quella in onore di Santa Cecilia, il 22 novembre.
Ma come non ricordare lo zelo per il grande appuntamento con la festa dei Santi Medici (era gioioso per la riapertura del santuario in via Di Mezzo) e soprattutto per la festa patronale di San Cataldo, con la cura per scelta delle bande musicali, dell’illuminatore e del fuochista, ben attento che le loro prestazioni risultassero all’altezza delle aspettative.
Tonino in particolare va ricordato per gli anni in cui è stato cerimoniere (1978-1999) e segretario (2000-2008) della confraternita del Carmine, nelle cui fila accolse la mia iscrizione, ai tempi dell’avvocato Solito quale priore. E tanto egli ha dato per il bene del sodalizio (assieme all’amico Franco Zito, che ne è stato anche priore) manifestando gioia per l’adesione dei tanti giovani che sempre più numerosi partecipano sia alla processione del 16 luglio sia, ovviamente, ai Sacri Misteri. Mi raccontava in particolare di quando assisteva alle prove delle marce funebri della allora banda Piave del maestro Vernaglione in un vecchio edificio di vico Sant’Agostino (ora restaurato), dove un paio di confratelli davano il tempo nazzecandosi.

Questi e tanti altri ricordi scorrono nella mente di chi scrive ma che restano bloccati nella penna, pardon nei tasti del computer, di chi redige queste poche note. Perciò, spazio alle note biografiche.
Insignito del titolo di commendatore dell’Ordine Equestre di San Silvestro Papa, è stato anche segretario del comitato festeggiamenti patronali di San Cataldo e dal 2012 commissario arcivescovile della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli sotto il titolo dei Santi Cosma e Damiano; infine nel 2016 ha ricoperto il medesimo incarico per le confraternite riunite della città vecchia, con sede in San Giuseppe.




