Via Crucis a Tramontone sui temi del lavoro
Venerdì 20 marzo alle ore 18,30 per le vie adiacenti la parrocchia di Sant’Egidio ci sarà la via crucis con la statua del Crocifisso, animata dalla confraternita intitolata all’umile fraticello tarantino. Questo l’itinerario: via Gregorio VII, via Gasparri, via Salvo D’Acquisto, piazza Giorgio Giorgis, via Salvo D’Acquisto, via Como con rientro in chiesa.
Durante il pio esercizio il parroco e padre spirituale della confraternita, mons. Carmine Agresta, terrà meditazioni sul mondo del lavoro. “La proposta a don Carmine scaturisce dagli ultimi avvenimenti tragici accaduti in città, uno dei quali ha provato e squarciato il cuore di una famiglia del nostro rione Tramontone – spiega il priore, Pino Lippo –. Mi riferisco all’infortunio mortale, all’interno dello stabilimento ex Ilva, del padre, marito e conoscente Loris Costantino. Mi sembra ancora di sentire il grido della giovane moglie: «Loris sei stato un padre meraviglioso»”.
“Non si parla mai abbastanza dei rischi sul lavoro in quello stabilimento e non solo – continua Lippo –. Non si parla mai in genere abbastanza della mancanza di lavoro, della precarietà, dei diritti negati, dello sfruttamento dei minori, della mancanza di sicurezza. E cosa dire dell’altra piaga che è il lavoro nero!
Questa via crucis vorrà essere una preghiera al Signore, che faremo proprio giorni dopo la solennità di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, per ottenere giustizia, salute, diritti, rispetto nei luoghi di lavoro, serenità per ogni famiglia, tantissime opportunità per i nostri giovani. Ogni figlio deve poter aver fiducia e speranza di poter riabbracciare il proprio papà al ritorno dal lavoro.
Lo stesso papa Francesco considerava il lavoro come un elemento centrale della dignità umana, una vocazione che rende l’uomo simile a Dio, non una semplice merce. Sottolineava l’importanza della sicurezza, criticava lo sfruttamento, il precariato e il lavoro nero, invocando un’economia che metta al centro la persona e la famiglia.
Venerdì 20, tutta la comunità insieme alla confraternita di Sant’Egidio porterà per le vie quella Croce – conclude il priore -. Ognuno di noi sarà un Simone di Cirene, il quale con il suo gesto insegna il valore della solidarietà concreta, la condivisione inaspettata della sofferenza e la disponibilità ad aiutare il prossimo”.




