La parrocchia di San Pasquale celebra il 30º della canonizzazione di Sant’Egidio
ph Pasquale Reo
29 Mag 2026
di Angelo Diofano
Nel 30° anniversario dalla canonizzazione, avvenuta il 2 giugno 1996 in piazza San Pietro, solenni celebrazioni in onore Sant’Egidio si svolgono a cura dei frati francescani minori della parrocchia-convento di San Pasquale. Si tratta della cosiddetta ‘Festa del Baglio’, uno dei quattro pittaggi in cui era suddivisa la città vecchia, dove appunto nacque l’umile fraticello (pendio La Riccia).
Sabato 30, alle ore 17.30, nella casa natale al pendio La Riccia si terrà la memoria della nascita del santo; alle ore 18, processione con il simulacro di Sant’Egidio per via Duomo con destinazione la basilica cattedrale dove alle ore 18.30 il parroco mons. Emanuele Ferro presiederà la santa messa.
Domenica 31, alle ore 18.30, in cattedrale, il vicario parrocchiale dn Antonello Bruno presiederà la celebrazione eucaristica; alle ore 20, dagli spazi antistanti il battistero, avrà luogo un momento artistico-itinerante sui passi di Sant’Egidio con la lettura teatralizzata a cura di Giovanni Guarino e l’accompagnamento musicale alla chitarra di Francesco Rizzo; conclusione, con un rinfresco in terrazza.
Lunedì 1 giugno, alle ore 18.30, in cattedrale, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco della San Pasquale, padre Vincenzo Chirico.
Martedì 2, alle ore 18, processione dalla cattedrale per via Duomo fino a piazzetta Sant’Egidio (accompagnata dalla banda musicale di Crispiano) dove alle ore 19.30 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero celebrerà la santa messa. Al termine, il simulacro sarà riportato, sempre processionalmente in San Pasquale.
Proclamato nel 1919 dall’arcivescovo Mazzella compatrono di Taranto per averla protetta durante la Prima Guerra Mondiale, frate Egidio (al secolo Francesco Antonio Domenico Pasquale Pontillo) nacque al pendio La Riccia nel 1729 da Cataldo Pontillo e Grazia Procaccio. A 23 anni egli entrò nel convento di San Pasquale. Successivamente il fraticello partì per il convento di Galatone per effettuare il noviziato francescano, approdando dopo una serie di tappe a quello di San Pasquale a Chiaia, a Napoli. Nella città partenopea, durante il servizio quotidiano della questua per le strade, si fece amare quale uomo di pace, di conforto e di carità. Ascoltava tutti, poveri e ricchi, nelle proprie situazioni di sofferenze e aveva sempre per ognuno parole di consolazione unite a un abbraccio affettuoso. Il suo esempio si impone soprattutto ai giorni nostri, dove dilaga un individualismo che genera solitudine e nessuno trova più tempo da dedicare all’ascolto del prossimo.




