Italia 2030, il Mondiale che ci aspetta
C’erano una volta i maestri del calcio brasiliani e italiani. I primi ci sono ancora, in verità, solo un po’ appannati; gli altri, invece, al Mondiale non ci sanno più nemmeno arrivare. Il grande evento è terminato. Alla fine gli stessi italiani lo hanno guardato. Perché i campionati del mondo di calcio sono uno spettacolo a cui non si può rinunciare, per nessuna ragione al mondo. Le sorprese non sono mancate. Sui campi di USA, Messico e Canada abbiamo assistito alle giocate dei fuoriclasse più quotati, da Lionel Messi a Cristiano Ronaldo, da Erling Haaland a Jude Bellingham. Mentre la stella di Neymer non ha brillato. Non sono mancate le polemiche immancabili. Che nemmeno l’ingresso in campo della tecnologia ha saputo spegnere o scongiurare. Chi si fosse perso qualche partita (tutti noi, ad eccezione del calciofilo più incallito) sarebbe rimasto magari sorpreso nel venire a conoscenza che l’Argentina ha superato ai quarti di finale la Svizzera solamente dopo i tempi supplementari. Ma si sa che può succedere di tutto nell’arco dei novanta minuti di gioco. Le gerarchie stanno cambiando nel mondo del pallone. Alla fine, però, ad arrivare in fondo sono sempre le solite squadre – la Spagna ha strameritato di alzare la coppa per la seconda volta nella sua storia.
L’Italia nel 2030
A una settimana dalla fine del grande evento sportivo è partito già il countdown per la prossima edizione. Non sia fuorviante il titolo di questo articolo: proviamo a immaginare cosa accadrà per l’Italia nel 2030. I Mondiali non si terranno nel Belpaese. Ma poco ci manca, perché si disputeranno in tre continenti, Europa compresa. Verosimilmente l’Italia sarà presente. Riuscirà a qualificarsi per due ragioni: motivazionale la prima, perché la voglia di riscatto sarà altissima, dopo le tre mancate qualificazioni, clamorose; e perché il prossimo torneo potrebbe coinvolgere ben 64 rappresentative. L’elevato numero di nazionali fa discutere. C’è chi sostiene che vada a scapito della qualità sui campi di gioco; e in realtà lo si è visto già ai mondiali americani, che aveva avuto un incremento del numero di partecipanti, da 32 a 48.
Operazione Mondiale
La panchina dell’Italia è vacante, occupata provvisoriamente dall’ottimo traghettatore Silvio Baldini. Chi sarà il successore di Rino Gattuso? Il grande sogno, accarezzato per qualche giorno, è stato Pep Guardiola. È evidente, va ribadito, che la scelta dell’allenatore rappresenta solamente il punto di partenza dell’auspicata, doverosa rivoluzione. Lo sa bene lo stesso allenatore spagnolo, che ha deciso di declinare la proposta della Federazione italiana giuoco calcio, perché intenzionato a prendersi una pausa, dopo dieci stagioni alla guida del Manchester City. Il candidato numero uno per la panchina azzurra diventa Andrea Pirlo. Il campione del mondo di Berlino 2006 viene riconosciuto come il profilo giusto perché si possa aprire una nuova stagione per l’Italia, che tornerà in campo il venticinque settembre allo stadio Olimpico di Roma nel primo appuntamento della Nations League, contro il Belgio. Tre giorni dopo si affronterà in trasferta la Turchia di Montella. Poi la Francia, e di nuovo i turchi al Dall’Ara di Bologna. Quattro sfide ravvicinate e impegnative per capire in quale direzione andrà l’Italia nel futuro.




