Per ricordare il giovane poeta scomparso, Lorenzo Pataro, nasce un premio nazionale di “poesia giovane”
Con l’intento di riscoprire i valori autentici della giovane poesia italiana e ricordare il giovane poeta prematuramente scomparso nel 2025, all’età di ventisette anni, nasce il Premio nazionale di Poesia “Lorenzo Pataro”.
Il premio, voluto dall’amministrazione comunale di Laino Borgo (Cs), in collaborazione con Macabor Editore e la rivista di poesia “Il sarto di Ulm”, promuove annualmente un’iniziativa culturale per onorare la memoria e l’opera di Lorenzo Pataro. Laureato in Lettere moderne e studente di Filologia moderna all’Università di Salerno, Pataro ha lasciato un segno importante nel panorama letterario attraverso le raccolte “Bruciare la sete” (Controluna, 2018) e “Amuleti” (Ensemble, 2022, con prefazione di Elio Pecora).
Il premio nasce con l’obiettivo di rintracciare e premiare i valori più autentici della giovane poesia italiana. Per l’edizione in corso, riservata agli autori nati a partire dal 1991 (così da mantenere il limite d’età entro il trentacinquesimo anno), i poeti vincitori sono: Sacha Piersanti, Arianna Vartolo
e Michele Zacchia.
Ogni anno, l’espressione più alta del Premio consisterà nella pubblicazione di un volume composito, incentrato sull’autopresentazione dei tre autori e su un’antologia di poesie tratte dalle loro raccolte, arricchito inoltre da testimonianze critiche che spaziano ben oltre i confini della biografia o della critica in senso stretto.
Così, dunque, i riconoscimenti assegnati dalla giuria della prima edizione (2026), composta da Bonifacio Vincenzi, Mariapia L. Crisafulli, Anna Maria Di Pietro, Angela Greco AnGre, Gianni Mazzei, Silvano Trevisani e Pino Corbo: ha assegnato il “Premio Nazionale di Poesia Lorenzo Sacha Piersanti (nato a Roma nel 1993 e autore delle raccolte “Pagine in corpo”, Empirìa 2015; “L’uomo è verticale”, Empirìa 2018; “L’infanzia stipendiata”, Giulio Perrone Editore 2025). Il riconoscimento è stato conferito con la seguente motivazione:
“La poesia di Sacha Piersanti mette sempre al centro l’uomo per tentare di conciliare la via del conoscere con quella del sentire e per ritrovare, deragliando, il punto di arrivo e di partenza di una storia a ritroso dove niente è come sembra nel ribaltamento della prospettiva. Le sue immagini poetiche si offrono a una nuova lettura perché nate dal bene e dal male del mondo, da ciò che amiamo e da ciò da cui fuggiamo. Vivere, in fondo, è attraversare la perdita fino all’orlo dell’Oscurità”.
Il secondo riconoscimento è stato assegnato ad Arianna Vartolo, nata a Roma nel 1998. Ha esordito in versi con la raccolta “L’aiuto a non morire” (Cultura e Dintorni Editore, 2019), a cui è seguita la pubblicazione di “Derma” (Arcipelago Itaca Edizioni, 2025).
La giuria ha premiato l’autrice con la seguente motivazione:
“Arianna Vartolo segue la rotta del linguaggio, interroga le parole, suggerisce risposte che non verranno. Scoperte, incontri, stupori, delusioni, incanti spingono a sondare l’anima, vanno dritti verso l’archetipo per quel bisogno di sapere che viene da lontano. La sua poesia sviluppa una duttile eloquenza, insegna a leggere le ferite, rimpiange quel vento che soffia altrove. Il linguaggio, in lei, è sia rassicurante che inquietante: apre porte senza mai spalancarle, non rifugge la paura, la disattiva. E c’è il Silenzio che sa della sua storia e della nostra, dove la parola parla continuando a tacere”.
Infine il terzo giovane autore premiato alla prima edizione del “Premio Nazionale di Poesia Lorenzo Pataro” è Michele Zacchia, nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1999, vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesia “La Teoria del cerchio” (Controluna, 2022), “Il taccuino dell’ospite” (RP Libri, 2024). È stato premiato con la seguente motivazione:
“Nella poesia di Miche Zacchia la parola si apre a spazi di interrogazione, pone costantemente dubbi non necessariamente da risolvere. Il rapporto tra memoria e presente è per certi aspetti forte, ma non possiamo attribuirgli la massima ambizione creativa perché il senso non è mai pienamente acquisito: si cerca altro, una vicinanza con l’inconoscibile più sfiorata che effettivamente raggiunta.
Il poeta pare contare sull’imprevisto, su qualcosa che sbaragli le fragili certezze umane per diventare l’aria che solleva la parola e il senso, la risposta che nessuno ci ha insegnato a cercare”.
La Cerimonia di premiazione si svolgerà a Laino Borgo (Cs) il 19 agosto 2026, nell’ambito della Quarta edizione del Festival internazionale di poesia “Pollino in versi”.




