Festival

Al Taras Teatro Festival di Taranto soffia «l’aria della libertà»

In programma dal 12 settembre al 16 ottobre, dieci spettacoli per tredici recite, cinque prime nazionali, produzioni originali e compagnie italiane e internazionali

08 Set 2026

«La libertà è come l’aria». Le parole di Piero Calamandrei, pronunciate nel 1955 davanti a un pubblico di studenti, diventano il titolo ideale e il tema della quarta edizione del Taras Teatro Festival – Scena antica e visioni contemporanee, in programma a Taranto dal 12 settembre al 16 ottobre. «Rispondiamo con un’etica e un’anima al desiderio di cultura di una città e di una regione», dice il direttore artistico Massimo Cimaglia.
Una libertà che ha molte facce. È quella di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata per aver difeso fino alla morte il diritto di raccontare la verità, che Ottavia Piccolo porterà in scena il 16 ottobre al Teatro Fusco in Donna non rieducabile di Stefano Massini. È la libertà di ribellarsi al potere di Antigone, protagonista della prima nazionale di Antigone atto terzo, firmata da Valeria Cimaglia e diretta dallo stesso Massimo Cimaglia. È la libertà di ridere del potere attraverso la comicità di Aristofane, riletta da una giovane compagnia sotto la supervisione di Antonio Calenda. Ed è persino la libertà di prendersi gioco di un eroe come Odisseo, affidata all’irriverenza del Collettivo VAN.
Ma la libertà, a Taranto, significa anche identità. È il cuore di Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata, prima nazionale scritta e diretta dal regista tedesco Joscha Zmarzlik, che il 24 e 25 settembre intreccerà il mito prometeico con la storia industriale della città. Una produzione internazionale nella quale la memoria dell’Italsider, il desiderio di riscatto e il rapporto fra una comunità e il proprio territorio prendono forma attraverso le musiche di Luigi Nono, eseguite dalla soprano greca Niki Lada e da un coro composto da cittadini tarantini.
È anche attraverso queste contrapposizioni – libertà e potere, mito e contemporaneità, individuo e comunità, memoria e futuro – che il Taras Teatro Festival costruisce la propria identità. Un festival che non si limita a portare spettacoli a Taranto, ma prova a trasformare la città in un luogo di produzione culturale, coinvolgendo artisti, cittadini e nuovi pubblici.
Il festival presenta quest’anno dieci spettacoli per tredici recite, cinque prime nazionali, produzioni originali e compagnie italiane e internazionali, distribuiti tra il Teatro TaTÀ, il teatro comunale Fusco e il cortile del Museo diocesano e altre iniziative collaterali al Museo archeologico MArTa. Un programma nel quale il teatro classico non viene celebrato come un monumento del passato, ma utilizzato come materia viva, capace di continuare a porre domande al presente.
Il viaggio comincia il 12 e 13 settembre al TaTÀ con Antigone atto terzo, produzione Crest: tre epoche storiche e una stessa domanda, quella sulla possibilità di scegliere, disobbedire e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il 19 settembre il mito uscirà dal teatro per invadere le strade di Taranto. Una parata sui trampoli attraverserà il centro cittadino da piazza Immacolata a piazza della Vittoria e introdurrà nel chiostro del MuDi la prima nazionale di Titani e Giganti di Simone Bevilacqua, del Gruppo della Creta.
Il 20 settembre sarà il momento di un altro ritorno, quello di Anna Ferruzzo, attrice tarantina che proprio in città ha iniziato il suo percorso artistico con la compagnia Crest. Insieme a Massimo Wertmüller porterà in scena Omero, Iliade, adattamento del testo di Alessandro Baricco. Un appuntamento nel quale il rapporto tra mito, memoria e identità personale si intreccia con quello tra un’artista e la propria città. L’appuntamento è al TaTÀ, dove il 24 e 25 settembre è prevista anche la prima nazionale di Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata scritto e diretto da Joscha Zmarzlik (Opera To-Go).
Il 26 settembre ci si sposterà al chiostro del MuDi, dove Paolo Panaro sarà protagonista di Ritorno a Itaca da Omero prodotto dalla Compagnia Diaghilev, mentre il 3 ottobre Gianluigi Tosto proporrà al TaTÀ la sua Odissea.
Il 4 ottobre, al Teatro Fusco, Mario Incudine interpreterà Archimede. La solitudine di un genio di Costanza DiQuattro con la regia autorevole di Alessio Pizzech.
Particolare attenzione sarà ancora una volta riservata ai giovani artisti, protagonisti delle passate edizioni e capaci di dimostrare che un teatro appassionante non dipende necessariamente dalla notorietà dei nomi in cartellone.
Il 7 ottobre il gruppo di Pluto, tra le rivelazioni dello scorso anno, tornerà al TaTÀ con la prima nazionale di Aristofane nostro contemporaneo, scritto da Valeria Chimenti, diretto da Alessandro Di Murro con la supervisione artistica di Antonio Calenda.
Il 10 e 11 ottobre sarà invece il turno del Collettivo VAN con Odisseo Superstar. L’eroe di cui nessuno ha bisogno, spettacolo che ribalta con ironia e intelligenza uno dei miti più celebri dell’antichità.
A chiudere il festival sarà, il 16 ottobre, Ottavia Piccolo con Donna non rieducabile: un ritorno a Taranto dopo oltre vent’anni e, insieme, un potente atto di teatro civile. La vicenda di Politkovskaja riporta infatti al centro la libertà più essenziale: quella di parlare, raccontare, dissentire. Una libertà che, come ricordava Calamandrei, è indispensabile quanto l’aria.
Anche quest’anno verrà assegnato a una personalità del mondo del teatro e della cultura il Premio Taras Teatro Festival, un prestigioso manufatto del noto ceramista grottagliese Cosimo Vestita.
Il programma sarà arricchito da incontri e iniziative collaterali: il 6 ottobre al MArTa la presentazione del libro Un cuore greco di Marina Valensise, con Antonio Calenda e una lettura scenica del Gruppo della Creta, l’11 ottobre un flashmob del Collettivo VAN al MArTa e il 16 ottobre, nel foyer del teatro Fusco, la presentazione di Anna Politkovskaja reporter per amore di Lucia Tilde Ingrosso, con la partecipazione di Ottavia Piccolo.
Per tutta la durata del festival al TaTÁ si potrà vedere la mostra ‘Visioni in movimento’ di Francesca Ruggiero.
Inoltre, gli studenti delle scuole di Taranto incontreranno sia gli artisti delle compagnie ospiti che la drammaturga Barbara Gizzi, la quale parlerà del suo testo sull’Atleta di Taranto recentemente rappresentato nel MArTa di Taranto in occasione dei Giochi del Mediterraneo.
Il Taras Teatro Festival è anche un progetto di formazione del pubblico. Per questo prosegue l’attenzione ai giovani, con una campagna social di avvicinamento al teatro e biglietti a 5 euro a loro riservati nelle tre sedi della manifestazione.
Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC, attraverso il FNSV, dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione POC 2021–2027), dal Comune di Taranto e dagli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi consulenze assicurative, EDTS (European Digital Theatre Studio), CONFAPI di Taranto. Inoltre, si ringrazia il mecenate Banca Patrimoni Sella (ArtBonus), Il festival gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA museo archeologico nazionale di Taranto, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, della Fondazione INDA, e dell’ ISAMG (istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia).
Abbonamenti
Per tutti i dieci spettacoli (con posto in platea al Fusco), 120 euro
Miniabbonamento a 5 spettacoli a scelta (con posti in platea al Fusco), 60 euro
Biglietti
Teatro Fusco: 20 euro in platea, 15 euro in galleria
Auditorium TaTÀ: 15 euro
Chiostro del MuDi: 15 euro
Ridotto giovani under 25: 5 euro
Botteghino del TaTÀ (ore 10-13/15-18).
Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket

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