Salvaguardia del Creato

A colloquio con l’arcivescovo Miniero: l’intelligenza artificiale e i rischi per il Creato

ph G. Leva
20 Set 2026

di Silvano Trevisani

“Capire l’intelligenza artificiale, custodire l’umanità”, è il tema di un incontro svoltosi venerdì scorso, nell’ex cinema Bellarmino, nell’ambito dei festeggiamenti di san Roberto Bellarmino.
(https://www.nuovodialogo.com/2026/09/21/capire-lintelligenza-artificiale-custodire-lumanita/)

L’incontro è stato introdotto da don Antonio Panico, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale, lavoro, giustizia, pace e custodia del Creato, che ha sottolineato come il pontificare di Leone XIV stia dimostrando come la dottrina sociale della Chiesa resti attuale pur evolvendosi con i tempi. Le conclusioni sono state dell’arcivescovo monsignor Ciro Miniero, al quale abbiamo rivolto alcune domande, riservandoci di approfondire in seguito un argomento così importante con l’aiuto dei due relatori.

Che segno è se il santo padre lancia l’allarme sull’intelligenza artificiale?

È un segno grave, perché stiamo per superare ogni limite umano, creaturale, di fronte a un sistema che pone l’accento su ciò che è artificiale, si occupa della conoscenza solo attraverso la logica. Il rischio è quello di schiacciare la persona, quindi la coscienza. È quello che teniamo un po’ tutti la Chiesa in primis, ma anche lo hanno confermato anche gli stessi autori della dell’intelligenza artificiale, le cui dichiarazioni sono spiazzanti per tutti.

L’enciclica del Santo Padre è un vero e proprio trattato, che in un certo senso evidenzia anche le nostre lacune. Molte cose non le abbiamo seguite con attenzione e non le abbiamo capite. Si può dire, come sembra suggerire il tema dell’incontro, che si innesti nel discorso sul creato fatto da Papa Francesco?

Certamente, l’enciclica di Leone XIV si innesta sul questo discorso sul quale i nostri studiosi sono attrezzati per per poter affrontare bene la questione. Tutto l’argomento deve essere approfondito perché ci troviamo tutti un po’ spiazzati anche dinanzi alla fuga in avanti che sta caratterizzando l’intelligenza artificiale e che richiede attenzione adeguata e costante per i risvolti che può avere per tutta l’umanità.

La chiesa di base cosa potrebbe fare? Sarebbe importante capire la portata reale di internet e dei social? Forse abbiamo trascurato un po’ questi problemi?

Certo, capire bene i meccanismi è molto importante, anche se l’intelligenza artificiale sta dimostrando un dominio totale su tutto quello che l’informatica tradizionale. E allora dovremmo crescere nella consapevolezza di quello che sta avvenendo per non farci dominare passivamente e poi per poterla controllare. Un controllo che evidentemente non possiamo chiedere alle persone che usano gli strumenti, che sono ormai la stragrande maggioranza. Ma lo dobbiamo chiedere a chi ha la capacità di poterli controllare, perché garantiscano la sicurezza e la libertà.

D’altra parte però dovremmo anche dire che la politica si mostra poco sensibile al richiamo della Chiesa.

La politica sta mostrando un po’ di .distacco rispetto a questo problema. Se sono stati primi gli stessi ideatori della dell’intelligenza artificiale a lanciare l’allarme e a innescare reazioni varie, è segno che la politica è in ritardo e non ancora in grado di prendere le contromisure necessarie ad affrontare adeguatamente il problema.

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