L'argomento

I pacifisti a Kiev per chiedere lo stop alle armi

Hanno attraversato a piedi il centro della capitale, hanno visto una città dove è ancora alta la tensione per la guerra

foto Mean
21 Lug 2022

di Vito D'Ettorre (*)

È stato un momento storico, da ricordare. Il primo gruppo di pacifisti giunti nei giorni scorsi a Kiev per chiedere lo stop alle armi e per esprimere di persona solidarietà agli ucraini. Un momento storico vissuto non senza apprensione, con i pacifisti che hanno attraversato a piedi il centro della capitale. Intorno a loro una città dove dilaniata dalla tensione e dalla guerra. Nel palazzo del Comune hanno poi incontrato il sindaco di Kiev e il nunzio apostolico. Non si sono sottratti anche all’incontro con la popolazione locale, con la società civile ucraina. Orecchie tese per ascoltare le sofferenze, le necessità dopo oltre 4 mesi di guerra.

Alcuni giorni prima, Kiev era stata colpita da un attacco missilistico russo che aveva distrutto un palazzo residenziale e un asilo. Un attacco, come a voler ricordare che nessun luogo in Ucraina poteva dirsi sicuro. In questo contesto, i circa sessanta pacifisti italiani, in rappresentanza di trentacinque associazioni, sono partiti da Cracovia dirigendosi, in pace, a Kiev. Una marcia simbolica, ma senza precedenti.

Il contesto non era propizio. La legge marziale, scattata subito dopo l’inizio dell’invasione russa, vietava e vieta qualsiasi manifestazione in Ucraina. L’incontro, svoltosi in una sala messa a disposizione dal Comune di Kiev, è iniziato con le parole del sindaco della capitale che ha accolto e ringraziato i pacifisti italiani. Un fatto significativo, per nulla scontato, perché in Ucraina il termine Pace viene vissuto con tensione. Spesso infatti, lo si accosta ad una resa incondizionata dell’Ucraina alla Russia.
“Noi abbiamo provato più volte a dire a Mosca ‘cerchiamo di trovare una soluzione, proviamo a trovare un compromesso’ – ha ricordato il sindaco Vitaliy Klitschko – ma il compromesso non deve essere cedere una parte del nostro territorio. Se uno Stato straniero occupasse la Sicilia, voi direste che un buon compromesso sarebbe cedere la Sicilia all’invasore? Io credo di no. Noi siamo pronti a discutere di tutto, ma l’esercito russo deve lasciare l’Ucraina”.

Trovare spiragli di pace, in questo momento, è un’impresa ardua e la Marcia per la pace promossa dal Mean (Movimento nonviolento di azione europea) ha rischiato di apparire utopistica. Ma a incoraggiare il sentimento dei  pacifisti è stato anche il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas: “Se ci troviamo in una situazione in cui l’Ucraina vive un’aggressione così atroce e non trova più nessuna possibilità se non chiedere aiuto morale, economico e militare agli altri paesi – ha detto accogliendo il movimento – significa che l’azione nonviolenta ha fallito. Ma fallire non significa rinunciare all’impegno: dobbiamo continuare a a pensare, a riflettere insieme come trovare un’uscita dalla guerra, come fermarla. È una sfida enorme – ha sottolineato il nunzio in Ucraina – ma dobbiamo affrontarla, dobbiamo continuare a lavorare. Sono grato agli organizzatori di questo evento che hanno accolto questa sfida”.

Per i promotori della Marcia, il risultato ottenuto è comunque andato oltre le aspettative. Oggi, alla luce di quanto accaduto, è importante sottolineare che per la prima colta, dall’inizio del conflitto, un gruppo di europei – ucraini e italiani – ha provato a ragionare insieme su come spezzare la spirale di odio che la guerra ha innescato. “È indispensabile rendere più forte l’Europa, ma non militarmente” ha detto Angelo Moretti, portavoce del Mean, facendo un primo bilancio dell’iniziativa. “La nostra è una semplice proposta che inoltriamo all’Europa ben sapendo quanto sia impegnata e alle prese nelle diatribe tra Nato e Russia. Un’Europa la cui voce è ancora troppo debole. Chiediamo che la competenza delle istituzioni di Bruxelles sia spesa per i negoziati. Chiediamo un’Europa ancor più presente con una mediazione determinata e autorevole”.
Dopo l’incontro la carovana dei pacifisti si è rimessa in marcia, riprendendo le proprie cose, raccogliendo emozioni e ricordi  a cominciare dalle immagini dei tanti sacchetti di sabbia messi a protezione delle finestre, e dei posti di blocco nei punti importanti di Kiev. Le immagini della guerra. A ricordarlo, anche le sirene dell’allarme aereo che poco prima di partire avvisavano la popolazione di prepararsi a far fronte all’ennesimo allarme aereo. Con gli occhi lucidi per le storie di sofferenza ascoltate in questi giorni, siamo tornati in Italia. Il cuore e la testa però sono ancora lì, a Kiev, in Ucraina.

(*) inviato Tv2000

Leggi anche
Editoriale

La donna, il serpente e il sospetto: una nuova caccia alle streghe nell’era dell’indignazione

Può una domanda diventare una negazione? Può una precisazione esegetica essere trasformata in una dichiarazione contro la fede? E può accadere che una riflessione dedicata alla donna finisca per sottoporre a giudizio proprio la donna che l’ha formulata? È quanto sembra essere avvenuto intorno all’articolo Il serpente, la donna e il frutto. E Satana?, pubblicato […]

Quello scontro sulla grazia

In ogni Stato di diritto, in qualsiasi Stato di diritto, vige un confine insuperabile, che non dovrebbe mai essere oltrepassato: è quello che fa da palizzata fra il diritto e la convenienza politica. Tuttavia, nel dibattito sulla inconcepibile concessione della grazia a Mario Roggero, – il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (in provincia […]

Soldi, armi e cortesie

Al vertice della Nato di Ankara, Trump è passato, in men che non si dica, dalla tragedia della ripresa della guerra contro l’Iran, degli insulti agli alleati e della minaccia alla Spagna di rompere subito ogni relazione commerciale, all’idillio del siamo tutti d’accordo su tutto e dell’amore ostentato alla fine dei lavori. L’altalena dei suoi […]
Hic et Nunc

Al Museo un mostra sui “Giochi”: dall'Atleta di Taranto a Iacovone

“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è il titolo della mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo. Presentata dalla direttrice Stella Falzone, la mostra 25 luglio al 10 gennaio 2027, celebra i Giochi del Mediterraneo, a poche settimane, tra l’altro, dal […]

Autonomia: il governo ci riprova ma accentra la gestione di porti. Con gravi rischi

Fra poco meno di un mese avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, ma tra circa un mese e mezzo i Giochi termineranno e l’entusiasmo per un evento la cui portata sarà dimostrata dai fatti, lascerà il posto alla realtà del “dopo”. Qualche impianto sportivo nuovo, di cui la città aveva uno “storico” bisogno, non potrà […]

San Lorenzo da Brindisi, un pieno di energia d’amore

Martedì 21 luglio, memoria di san Lorenzo da Brindisi, nell’eucarestia presieduta dal ministro provinciale dei frati cappuccini di Puglia, fra Ruggiero Doronzo, è stata evidenziata l’organizzazione mentale del santo frate, formatasi attraverso lo studio capillare della Glossa ordinaria, un commentario biblico composto di rimandi.  Una rete di collegamenti biblici che, grazie anche alle sue capacità […]
Media
25 Lug 2026