L'argomento

Il Paese si spacca alle urne, ma il Rosatellum premia il centrodestra anche da noi

26 Set 2022

di Silvano Trevisani

Sono passati solo quattro mesi dalla trionfale elezione di Rinaldo Melucci, espresso dal Pd, a sindaco di Taranto, e pochi giorni dalla plebiscitaria elezione a presidente della Provincia. Lo stesso si potrebbe dire per molte altre città d’Italia, in cui il centrosinistra aveva surclassato il centrodestra, eppure il risultato delle politiche fa voltare pagina. È chiaro e scontato che le amministrative recitano un altro copione rispetto alle politiche, eppure i risultati di ieri qualcosa di chiaro ci dicono. E ci permetterete di riandare a quanto scritto solo pochi giorni fa quando annotavamo che i sistemi elettorali aberranti come il Rosatellum (come l’Italicum, il Porcellum ecc…) escogitati da maggioranze che pensano di assicurarsi così il futuro, finiscono col punire proprio chi li aveva promossi. Così Renzi, che allora guidava ancora il Pd, è stato quasi annientato dal suo Rosatellum e salvato in corner solo da un Calenda che adesso, finalmente, dovrà occultare la sua “agenda Draghi”, sempre ammesso che sia mai esistita, che non ha interessato proprio nessuno. Renzi però, nella sua conclamata vena distruttiva, un successo lo ha ottenuto, provocando la debacle del Pd e, con essa, di tutto il centrosinistra. Lui e Calenda avevano imposto il “no” al campo largo, escludendo tassativamente l’alleanza con il M5S: tale scelta ha spianato la strada al centrodestra che pure ha meno voti degli altri messi insieme e che ringrazia doppiamente. Ma Renzi e Calenda, hanno di nuovo sbagliato a farsi i contri: loro prevedevano l’annientamento dei 5 Stelle che invece hanno più che doppiato la loro lista.

Un altro elemento che avevamo puntualizzato era la prevedibile frattura tra Nord e Sud. Ed è quello che si è verificato, data la voglia del Nord di difendere la sua opulenza e la necessità del Sud di creare un argine, che ha trovato nei 5 Stelle, e non nel Pd, l’interprete più accreditato, tanto che il partito di Conte risulta il primo nel Sul. Per quel che ci interessa, anche in Puglia il partito di Conte è il più votato, anche se il sistema elettorale, che impone alleanza elettorali, che poi non danno nessuna garanzia di tenuta politica, ha premiato il centrodestra, marginalizzando il Pd e i suoi alleati. Uno dei rischi più concreti è che i fondi del Pnrr, già rivisti rispetto al secondo governo Conte, vengano dirottati in maniera più consistente verso il Nord, visto che Giorgia Meloni ha più volte espresso l’intendimento di ridiscuterlo.

È quanto accaduto a Taranto. In provincia, per quanto riguarda il Senato, la coalizione di dx, che appoggiava Vita Maria Nocco, risultata eletta, ha ottenuto il 42,51, ma FdI il 24,76, a fronte del 30% di Roberto Fusco dei M5S e del trascurabile 18,96 di Maria Grazia Cascarano del centrosinistra (Italia Viva addirittura al 4%); ma a Taranto città i Cinque Stella hanno quasi pareggiato, col 34,55, l’intero centro destra (34,77), mentre FdI non arriva da solo al 23.

Risultato simile anche alla Camera, dove risulta eletto il candidato del centrodestra, Dario Iaia, già sindaco di Sava, e dove il candidato del Pd, il “tarantino” Giampiero Mancarelli, nonostante la debacle del suo partito, ha qualche punto in più rispetto al risultato del Senato con il 23,33, surclassato da Annagrazia Angolano di M5S col 32,65.

È evidente che anche il Sud ha risentito, anche se molto meno, dell’ondata che investiva il Paese, ma è stato il sistema elettorale a decidere l’andamento. Ma l’Italia ormai da tempo aveva deciso di spostarsi verso l’unico partito che non aveva partecipato al governo Draghi che, non lo abbiamo mai nascosto, secondo noi è stata una vera iattura, che non ha attuato nessuno dei programmi che sarebbero stati nella sua agenda e che ha fortemente nuociuto a chi lo ha appoggiato, soprattutto tra i più esasperati, come Di Maio e Tabacci il primo dei quali non rientrerà neppure in Parlamento, nonostante il suo ruolo di ministro degli Esteri, e pur essendo stato paragonato, un po’ frettolosamente, ad Andreotti. La scelta di Conte, di dissociarsi non solo da Draghi ma anche da Beppe Grillo che di Draghi era stato uno dei più tenaci sostenitori, ha premiato: non solo egli personalmente ha recuperato oltre 5 punti percentuali, ma ha anche affrancato definitivamente il M5S dal “vecchio” movimento. Il Pd dovrà affrontare, ora, un’ennesima rivoluzione che non potrà non tener conto della posizione di chi, Emiliano prima di tutti, aveva avvertito che annientare il campo largo, come ha fatto Letta con una scelta incomprensibile sarebbe stato un errore fatale per il centrosinistra.

VISITA IL MENÙ DEL GIUBILEO

Leggi anche
Editoriale

Il potere logora tutti, davvero tutti

Forse fu la conseguenza collaterale di Mani pulite, la prima e più vasta delle inchieste che descrissero il fenomeno Tangentopoli, il sistema fraudolento che coinvolgeva in modo colluso la politica e l’imprenditoria. Sta nei fatti che svanì la concezione della politica come servizio, missione, ministero, diaconia, come alto compito, come la forma più alta di […]

Domenica 28 a Mercato nuovo, la presentazione di ‘Tracce’, progetto di comunità dal basso

“Piccole azioni, grande impatto. E anche questa volta, insieme”: è uno slogan detto senza urlare, ma con la forza e la determinazione di chi ha alle proprie spalle esperienza, formazione di alto profilo e la convinzione che i traguardi una comunità li raggiunge lavorando di squadra. Per raccogliere consenso ed energie buone attorno al progetto […]

Chi ascolta il pianto dei bambini?

Il tempo ha smesso di scorrere. Pochi hanno un orologio, ancora meno quelli che hanno un calendario: non c’è neanche un muro in piedi per conficcare un chiodo, per appenderlo. Il tempo viene scandito dalla luce del sole, c’è solo il giorno e la notte, e nessuno sa da quanto tempo è così. Nessun bambino […]
Hic et Nunc

Il governo ha scelto: Flacks Group potrà acquisire gli impianti ex-Ilva

Le acciaierie ex Ilva passeranno alla finanziaria statunitense Flacks Group. È la stessa azienda ad annunciarlo su Likedin, affermando di aver raggiunto un’intesa con il governo, dopo il parare positivo dei commissari sia di AdI (Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli) che di Ilva in AS (Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi), che […]

Bitetti: “Le casse del Comune sono vuote, lavoriamo in emergenza”

Una città in emergenza che fa tutti gli sforzi possibile per uscire dall’angolo in cui è stata messa, in un momento storico complicato dalla situazione industriale. È il quadro in chiaroscuro che il sindaco Piero Bitetti e la sua giunta comunale hanno proposto alla stampa nell’incontro di fine anno. “La situazione economica dell’ente non è […]

Domani, 31 dicembre, a Catania la Marcia nazionale per la pace

Il 31 dicembre, Catania ospiterà la 58ª Marcia nazionale per la pace, promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, insieme all’arcidiocesi di Catania e a numerose organizzazioni cattoliche e realtà della società civile. Il titolo scelto – “La pace sia con tutti voi: verso una […]
Media
01 Gen 2026