Emergenze sociali

Incidente a Casal Palocco, don Ravagnani: “Creator non hanno più nulla da dire, offrono solo loro stessi”

foto Ansa-Sir
22 Giu 2023

di Daniele Rocchi

“I creator di oggi, delle volte, non hanno più niente da dire e non creano contenuto. L’unico contenuto che offrono sono loro stessi. Tutto quello che fanno è volto ad aumentare la propria immagine per aumentare i follower e in qualche modo aumentare il proprio ego in maniera smisurata. Questa è alienazione dei social network. Questo meccanismo si è infranto, ha sbattuto letteralmente contro la realtà e ha distrutto il ‘giocattolino’ di questi ragazzi che adesso devono fare i conti con un peso e una responsabilità infinita da portare sulle spalle”. Don Alberto Ravagnani, giovane prete influencer, molto seguito su TikTok, Instagram e YouTube, commenta così al Sir la tragedia, avvenuta lo scorso 14 giugno a Roma, dove cinque ventenni, impegnati in una “challenge” – guidare per 50 ore alternandosi alla guida un potente Suv noleggiato – si sono schiantati, mentre si riprendevano con un telefonino, contro una Smart su cui viaggiavano una mamma con i suoi due bimbi di 3 e 5 anni, provocando la morte di quest’ultimo, Manuel. Una bravata per il gruppo di youtuber autori del canale TheBorderline (600mila iscritti e decine di milioni di visualizzazioni) che ha interrotto le attività su YouTube dopo l’incidente.

Don Alberto Ravagnani – foto Facebook

“Alienati”

“Quanto avvenuto a Roma è l’esempio in negativo di come il mondo oggi ci possa far alienare completamente dalla realtà. I social network hanno delle grandi potenzialità, ci permettono di creare contenuti che vanno verso la promozione umana. Ma sono anche degli strumenti che, nel momento in cui vengono usati male, possono fare danni, come in questo caso” aggiunge il sacerdote che è anche l’ideatore del primo oratorio digitale, “LabOratorium”, un progetto al servizio dei giovani che desiderano avere una voce nel mondo digitale e costruire relazioni buone e ispirate al Vangelo.

“L’uomo è capace di essere molto stupido e molto cattivo e può capitare che le due cose vadano di pari passo – afferma don Ravagnani -. Abbiamo creato un sistema per cui oggi si può ‘campare’ anche di questo. Molti youtuber, con il loro stile di vita, diventano dei modelli per gli altri ragazzi guadagnando soldi senza fatica”.

Stile di vita che può prevedere – le indagini sulla morte del piccolo Manuel dovranno fare luce anche su questo – l’uso di droghe. “Nel momento in cui si è privi di valori ci si annoia tanto – spiega il sacerdote -, si fa di tutto per sentirsi vivi ed è facile cercare forme le più estreme possibili per riempire le giornate: sballo, cannabis, vita sregolata. Tutto questo fa da contorno a una ricerca di senso che non porta da nessuna parte”. Per don Ravagnani la domanda interessante non è tanto “che male c’è a guidare un Suv per 50 ore” quanto “che bene c’è nel farlo”: “Se uno non ha mai sperimentato il bene – non sa cosa è – non ha criteri di riferimento per giudicare in maniera reale il valore della propria azione”.

Non si può aggiustare tutto

Anche gli adulti sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità davanti a questa ‘alienazione’ da social network. “Stiamo assistendo – sottolinea il sacerdote – ad una crisi del mondo adulto che ha imparato che con gli strumenti della tecnica si può fare qualsiasi cosa e si può rimanere giovani per sempre”. Fanno pensare, a riguardo, le parole, riferite da testimoni, dei genitori dei ragazzi del Suv che rassicuravano i figli ripetendo che ‘era stata solo una bravata, che si sarebbe risolto tutto’: “Si può aggiustare tutto, ma in realtà ci sono fatti che non si possono aggiustare – rimarca con forza don Ravagnani – e che sfuggono al controllo degli uomini. Non siamo noi il Dio della nostra vita. Il ‘si aggiusta tutto’ rivela il pensare di certi adulti che credono di essere il centro dell’universo. A un bambino morto, non c’è nessun rimedio”.

Educare ad una vita interiore

Cosa direi a questi giovani youtuber? “Starei ad ascoltarli se hanno qualcosa da dire, sapere non tanto perché hanno provato quel tipo di ‘challenge’ ma capire cosa cercano, quali sono le loro passioni, problemi e ferite, cosa vogliono dalla vita. Ascoltare la loro coscienza. Se non si ha contatto con la propria coscienza, è difficile fermarsi quando si sta facendo qualcosa di sbagliato. Allora bisogna essere aiutati, educati ad avere una vita interiore, ad ascoltare la propria coscienza. I social – conclude – se usati bene possono trasmettere contenuti ottimi. Ci sono tante persone che hanno qualcosa da dire e riescono a dirla in maniera bella e devono essere prese ad esempio”.

Sport

Aquathlon, una grande occasione per la stessa disciplina a Taranto

I vincitori dello scorso anno
22 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Dalla terra al mare. A quella risorsa naturale, per una città come Taranto, sulla quale trovano espressione e gratificazione le discipline acquatiche. Un appuntamento che si rinnova è quello con il campionato italiano di Aquathlon. Per il secondo anno consecutivo, infatti, (nel 2022 era stata un’assoluta novità) il capoluogo ionico lo ospiterà, domenica 2 luglio. Un grande evento che chiamerà a raccolta centinaia di atleti provenienti da tutta Italia – si dovrebbero raggiungere le 350 presenze. L’organizzazione è a cura dell’Asd Triathlon Taranto.

L’Aquathlon

Si tratta di una specialità del Triathlon articolata su due frazioni di corsa da 2,5 km e una di nuoto da un chilometro. Gli stessi atleti, che sanno correre su strada, ma anche nuotare, legano la terra al luogo dell’incontro e della speranza. Quale dovrebbe essere il mare. Questo sport richiede un notevole impegno fisico, versatilità; la manifestazione da realizzare garantirà un contenuto agonistico elevato, e assegnerà i titoli di campione italiano maschile e femminile della Federazione italiana Triathon.

Lo spettacolo

I luoghi toccati dalla gara sono quelli più attrattivi della città di Taranto. Ovvero castel Sant’Angelo, meglio noto come castello aragonese, canale navigabile e lungomare. Un’occasione per rimettere in vetrina i simboli della prossima sede dei Giochi del Mediterraneo. I concorrenti, che avranno al seguito accompagnatori e staff tecnici, percorreranno il ponte girevole e il lungomare sino a piazza Ebalia; poi torneranno indietro verso la discesa Vasto. Sulla banchina del castello Aragonese sarà allestita la zona cambio. Gli atleti nuoteranno per un chilometro, sotto il ponte girevole, nelle acque del canale navigabile; usciti dal mare, indosseranno nuovamente le scarpette per l’ultima frazione di corsa, che si concluderà in piazza Castello.

Guardando ai Giochi del Mediterraneo

“Torniamo a Taranto che abbiamo negli occhi e nel cuore le immagini della gara spettacolare dello scorso anno. La città offre uno scenario unico, ci ha accolti benissimo, ed ha messo in campo una forte collaborazione e un gioco di squadra con Marina militare, Regione Puglia e Comune di Taranto”. Lo ha detto il presidente nazionale Fitri Riccardo Giubilei intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell’evento tenutasi nel Salone degli Specchi a Palazzo di città. Lo stesso ospite ha aggiunto che “la nostra Federazione ha avviato una serie di contatti con gli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo, perché auspichiamo e pensiamo che il Triathlon debba essere inserito nelle discipline dei Giochi che si disputeranno a Taranto”.

Il fuoriprogramma

L’anticiclone africano si è impossessato in queste ore dell’Italia. E il caldo e il sole dovrebbero perdurare, farla da padrone in questo avvio di estate. Ma domenica 2 luglio, in caso di condizioni meteo-marine avverse, la frazione a nuoto si terrà sul versante Mar Piccolo, più riparato dalle correnti. Così ha deciso l’organizzazione auspicando il successo dell’evento in ogni dettaglio.

Ricorrenze

Lunedì 26, una santa messa in onore di San Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei

Alle ore 19.30, nel santuario del Santissimo Crocifisso, sarà celebrata dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro

22 Giu 2023

Lunedì 26 alle ore 19.30 nel santuario del Santissimo Crocifisso, al Borgo, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro celebrerà la solenne concelebrazione eucaristica in onore di San Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, in occasione della festa liturgica che coincide con la data della sua morte (Roma, il 26 giugno 1975). Ne dà notizia l’associazione Margrande Taranto che evidenzia come il santo, con la sua grande intuizione, abbia portato l’Opus Dei nel mondo, chiedendo a chiunque ne faccia parte “il compito di contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa e di diffondere una profonda presa di coscienza della chiamata universale alla santità e del valore sanificante del lavoro ordinario”.

Josemaria Escrivà

Canonizzato nel 2002 da papa Giovanni Paolo II, Escrivà aprì ai laici cristiani la concreta partecipazione alla vita della Chiesa attraverso la quotidianità della propria attività familiare e professionale, precedendo di circa metà secolo le conclusioni del Concilio Vaticano II.

Cuore dell’Opus Dei (si legge nella nota) è l’ambiente di famiglia, che si manifesta anche nel calore tipico dei suoi centri, nella semplicità e nella fiducia dei rapporti interpersonali, nell’atteggiamento di servizio, di comprensione  di delicatezza che si cerca continuamente di avere nella vita quotidiana.

L’associazione Margrande Taranto invita a partecipare alla celebrazione di lunedì 26 “che offrirà così a tutti l’occasione di conoscere e avvicinarsi all’Opus Dei, recentemente riconosciuto da papa Francesco come un carisma affidato a San Josemaria a beneficio di tutta la Chiesa”.

Hic et Nunc

Il lavoro perde dignità e persino i morti sul lavoro sono “svalutati” per decreto

21 Giu 2023

di Silvano Trevisani

Gli incidenti mortali sul lavoro stanno crescendo drammaticamente. Nel 2022 sono stati 1090, di cui 74 solo in Puglia, ma quest’anno sono in forte aumento, con una media ben superiore ai tre al giorno dello scorso anno. Ma di fronte a questa drammatica situazione, il governo, attraverso il ministero del Lavoro, ha pensato bene di tagliare, quasi dimezzare, le somme erogate alle famiglie che hanno subito una tragedia. Può sembrare un paradosso ma è la pura realtà: il ministro per il Lavoro, Marina Calderone ha emanato un decreto ministeriale, il n. 75/2023, che dimezza la somma complessiva stanziata per il Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime sul lavoro. Queste passano da 9,8 milioni di euro del 2022 a 5,5 milioni per il 2023. Naturalmente si dimezzano anche le somme erogate alle famiglia che, per lo scorso anno, andavano da un minimo di 6mila euro nel caso ci fosse un solo superstite, a ben 22.400, somma massima, in caso di nucleo con più di tre superstiti.

Per il 2023, invece, si va da un minimo di 4mila euro per un solo superstite a un massimo di 14.000 per più di tre superstiti. Più o meno la metà.

Una decisione paradossale

Che si tratti di una decisione paradossale, in presenza non solo di un aumento degli infortuni mortali, ma anche del deciso aumento del costo della vita che dimezza due volte la somma da erogare, è evidente. C’è di più. Nel testo del decreto viene premesso che “occorre provvedere alla determinazione, per l’esercizio finanziario 2023, dell’importo delle prestazioni del Fondo in relazione alle risorse disponibili e alla numerosità degli aventi diritto per ciascun evento”.

Ma nonostante si abbia la piena consapevolezza della numerosità degli aventi diritto, diretta conseguenza di un vertiginoso aumento degli infortuni mortali, la somma stanziata viene dimezzata.

Una decisione che si giudica da sé e non necessita di ulteriori commenti, anche se commenti ce ne sono stati, e non poteva essere diversamente. Ma noi ci asteniamo dal dare spazio ai commenti esterni, politici e non, limitandoci a osservare che se “l’albero si riconosce dai frutti”, come recita il Vangelo, i frutti, in questo caso, costituiscono la chiara smentita delle parole che, a ogni drammatico evento, vengono spese insieme ad astratti impegni per il futuro.

Il governo sotto in commissione

La verità è che il lavoro sta perdendo, giorno per giorno, la sua dignità e soprattutto sono i più fragili e poveri a pagarne le conseguenze. Lo dimostra l’ennesimo incidente, appena avvenuto il Parlamento. La commissione Lavoro ha bocciato gli emendamenti di FdI sul “loro” decreto Lavoro che, notoriamente, aumenta la precarietà e la povertà. Mentre la presidente del Consiglio dichiara di volere “un fisco alleato con chi fa impresa”, ma non certo con chi lavora. Finora, tutti i provvedimenti del governo sono andati a favore delle classi più agiate e dei ricchi compreso il taglio, in queste ore, della Tobin tax, ovvero l’aliquota per la tassazione delle transazioni finanziarie.

Sport

Festa del volley, preludio ai grandi successi da firmare in riva allo Jonio

21 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Effetto Gioiella Prisma Taranto. L’eccellenza, l’esempio virtuoso che sa farsi trascinante, fuori e dentro il parquet di gioco: quella andata in scena sabato scorso alla Villa Peripato, nel capoluogo ionico, è stata una festa della pallavolo, voluta dall’Asd New Orchidea Volley. Circa 400 i piccoli atleti protagonisti insieme a oltre 15 società. Si è trattato dell’ultimo appuntamento Volley S3 della stagione. Senza alcuna posta in palio, i piccoli si sono sfidati pensando solamente al divertimento.

La risorsa “sport”, volano di sviluppo del territorio

“È bello promuovere la pallavolo, con le associazioni della nostra città e non solo, in un posto come la Villa Peripato di Taranto, uno dei luoghi più belli dal quale si può ammirare il mare di Taranto. Questo evento ci permette d’ora in poi di lanciare le tante iniziative di sport che si svolgeranno nel prossimo futuro a Taranto”. Così l’assessore allo Sport Gianni Azzaro aveva benedetto l’iniziativa posta in essere. Sulla stessa lunghezza d’onda, il presidente di Fondazione TA25 Fabio Tagarelli ha sottolineato il merito dell’essere riusciti a coinvolgere, per l’occasione, tantissimi ragazzi.

La soddisfazione della New Orchidea Volley

Domenica Di Corato ha parlato di “giornata riuscitissima” con riferimento agli stessi numeri. Alla presenza di oltre 400 atleti provenienti dall’intera provincia ionica e dal brindisino. “Sicuramente è stata una giornata all’insegna del divertimento, e questa è la nostra priorità – ha aggiunto l’allenatrice della New Orchidea Volley – quest’anno l’evento è stato bellissimo, riuscitissimo, con tante iscrizioni e siamo contenti che la Federazione ci abbia permesso di organizzare questa festa del volley”. Così coach Montanino ha espresso il ringraziamento al Comune di Taranto per la disponibilità della location. Che è il polmone verde della città, contenitore di diversi eventi ludici e culturali. Ringraziamenti anche per Fondazione Taranto25, e naturalmente ai genitori e agli atleti che hanno partecipato.

Emergenze sociali

Osservasalute 2022, Ricciardi (direttore): “C’è il rischio di una tempesta perfetta. Salute e sanità diventino priorità per decisori”

foto Sir
21 Giu 2023

“In Italia si corre il rischio di avere una tempesta perfetta”: lo sottolinea Walter Ricciardi, direttore di Osservasalute e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, Campus di Roma, nonché presidente del Mission Board for Cancer della Commissione europea, presentando oggi il XX rapporto Osservasalute all’Ateneo.

foto Università Cattolica

“Da un lato – afferma – l’aumento dei fattori di rischio per diverse malattie legati sia alla demografia della popolazione, sia all’epidemiologia con un importante aumento delle malattie croniche; dall’altro il deterioramento forte di un Ssn che riesce sempre meno a garantire anche i servizi essenziali. Si allungano le liste d’attesa, mentre i pronto soccorso sono sempre più affollati e sempre più in ritardo, loro malgrado, nel dare risposte tempestive ai cittadini”.
“Bisogna che salute e sanità diventino una priorità dei decisori – aggiunge Ricciardi – cosa che in questo momento non è, bisogna anche che la popolazione diventi più consapevole di questa emergenza sanitaria, perché molto spesso i cittadini si rendono conto di questo deficit assistenziale solo quando hanno un problema di salute. Per il docente “bisognerebbe cercare di garantire alla più grande opera pubblica del Paese, che è il Servizio sanitario nazionale, adeguati finanziamenti e supporto in tutte le regioni italiane”. Ed è proprio in occasione dei 20 anni di Osservasalute che emerge con evidenza dirompente come “le disuguaglianze regionali in termini di assistenza sanitaria siano aumentate nel tempo, il che determina una sempre più forte spaccatura del Paese – conclude Ricciardi  – in cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

Città

Da oggi, mercoledì 21, al via il ‘Taranto Swing Festival’

21 Giu 2023

Questa settimana per cinque giorni Taranto sarà la capitale europea dello Swing coinvolgendo tutta la città nella sua gioiosa atmosfera vintage Made in Usa.

Perché un festival swing è molto più che il contenitore per una serie di concerti, ma un vero e proprio happening che vede convergere da tutto il mondo centinaia di appassionati per “vivere” giornate e giornate all’insegna della gioia e del sorriso coinvolgendo e travolgendo tutti con la loro scatenata follia!

Da mercoledì 21 a domenica 25 giugno torna il ‘Taranto Swing Festival’, la manifestazione che, organizzata dall’Associazione ‘Be Swing’ da un’idea del Direttore artistico Nicky Pezzolla, in soli quattro anni si è imposta a livello internazionale; l’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Taranto e della Regione Puglia.

Confermata la formula che vedrà in città travolgenti eventi gratuiti aperti al pubblico con importanti artisti, mentre al Mon Rêve Ecogreen Resort, grazie alla preziosa collaborazione con la Direzione della struttura, ci saranno serate e concerti a pagamento, nonché i workshop di danza che attirano gli appassionati dall’intera Europa, e non solo… Tutto nell’atmosfera vintage americana che caratterizza i festival Swing in tutto il mondo!

La manifestazione è stata presentata in una conferenza stampa, moderata dalla giornalista Nicla Pastore, in cui, accolti dal Direttore artistico Nicky Pezzolla, sono intervenuti il Vicesindaco Fabrizio Manzulli, il Consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio, Alessandro Ladiana, capo comunicazione Teleperformance, Tonio Petaro, amministratore delegato Gruppo Officine Jolly, Eleonora Stella, presidente Rotaract Taranto, ed Emilia Di Lello in rappresentanza di Mon Rêve Ecogreen Resort.

«Quest’anno – ha spiegato Nicky Pezzolla – abbiamo deciso di essere presenti nella centralissima Piazza Immacolata, il cuore pulsante della città, con serate, presentate dall’attrice Anna Colautti, in cui – tutto totalmente gratuito – ci saranno concerti, vintage DJset, lezioni di danza swing e l’angolo del “trucco e parrucco”, tante attività per promuovere e far conoscere a tutti lo swing, la fantastica colonna sonora dell’America tra gli anni Trenta e Cinquanta».

«Tutti saranno contagiati da questa atmosfera – ha poi detto Nicky Pezzolla – perché lo swing è energia pura, ritmi travolgenti che ti avvolgono e catturano l’anima facendoti scatenare, danze che trasmettono gioia di vivere e voglia di divertirsi, ma anche acconciature e abiti retrò rigorosamente in stile vintage Made in USA, perché lo Swing è soprattutto un’autentica forma di cultura!»

Nelle cinque giornate del festival al Mon Rêve Ecogreen Resort ci saranno i workshop di danza swing: Lindy Hop, Boogie Woogie, Authentic Jazz, Balboa e Burlesque; le lezioni saranno tenute da insegnanti e performer di livello internazionale provenienti, oltre che dal nostro Paese, anche da Brasile, USA, Germania, Slovenia e Polonia. Per partecipare a questi stage giungeranno a Taranto appassionati da tutto il mondo, persino dall’India!

 

Il programma della quarta edizione del ‘Taranto Swing Festival’

(info e ticket https://www.tarantoswingfestival.com e sulla pagina Facebook del festival) si apre con un effervescente “prologo” (ore 19.00 di mercoledì 21 giugno): la parata musicale Dixieland della TSF All Stars Band, i musicisti jazz che, nello stile imperante a New Orleans agli inizi del Novecento, suoneranno nelle vie del centro della città, partendo da via Di Palma per giungere in Piazza Immacolata dove, a seguire, ci sarà un vintage DJ set e una effervescente “social dance” swing.

L’inaugurazione del ‘Taranto Swing Festival’ 2023 si terrà – ore 18.30 di giovedì 22 giugno – a Piazzale Democrate dove, dopo il saluto delle autorità e degli sponsor, insegnanti e partecipanti ai workshop daranno vita, coinvolgendo il pubblico, a una effervescente “social dance”. Alle ore 20.00 ci sarà l’imbarco sulla motonave di Kyma Mobilità per lo “Swing on boat” – a pagamento – con a bordo il concerto della band “Mary Lee and Caesar’s Cowboy” e le performance di ballerini swing.

Il ‘Taranto Swing Festival’ si trasferirà in serata in Piazza Immacolata per un evento gratuito che inizierà – ore 19.00 – con il vintage DJset e le lezioni di danza swing per tutti, nonché l’angolo “trucco e parrucco” in stile vintage in collaborazione con il CIOFS/FP Puglia ETS e il CNIPAPUGLIA- Sede Operativa di Taranto e con il coinvolgimento di altri operatori sociali e culturali del territorio.

A seguire – ore 21.00 sempre giovedì 22 giugno in Piazza Immacolata – ci sarà l’attesissimo concerto di “Greg and The Rockin’ Revenge”: Claudio Gregori in arte GREG, il celebre comico del duo “Lillo & Greg”, da sempre appassionato del Rock’n’Roll e del Rockabilly che pervasero l’America degli anni ’50, accompagnato da una band di esperti musicisti si cimenterà nell’esecuzione di brani di Buddy Holly, Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Billy Lee Riley, Carl Perkins, proponendo anche di canzoni a sua firma. L’After party Vintage DJset al Mon Rêve Ecogreen Resort concluderà la serata.

Venerdì 23 giugno Piazza Immacolata sarà la location dell’ultima serata gratuita a favore di tutti i cittadini: si inizia alle ore 19.00 con il vintage DJset, le lezioni di danza swing e l’angolo “trucco e parrucco” in stile vintage per tutti, per poi – ore 21.30 – il concerto della popolarissima rock’n’roll band tedesca Die Boogie Banausen sulle cui note si esibiranno in performance mozzafiato gli insegnanti di danza internazionali del Festival. L’After party Vintage DJset e il concerto dei Crosstomper concluderanno al Mon Rêve Ecogreen Resort.

Nella stessa serata, inoltre, il “Taranto Swing Festival” consegnerà simbolicamente al Rotaract Club di Taranto, Club Service che si occupa di azioni a scopi umanitari, sociali, sanitari, culturali ed educativi, le risorse finanziarie per avviare il progetto “Dancing4Ohana” a favore della casa famiglia “Big Family Ohana”. Con presidente Cosimo Calabrese, questa si occupa dell’accoglienza, del sostentamento e dell’educazione di bambini e ragazzi di famiglie disagiate – dai 3 ai 18 anni – segnalati dagli assistenti sociali. Il progetto prevede, oltre all’acquisto di materiale di consumo per le esigenze quotidiane, anche scolastiche, lavori di ristrutturazione della struttura in cui alloggiano i bambini, eventuali visite mediche ed iniziative ludico-educative.

Sabato 24 e domenica 25 giugno il ‘Taranto Swing Festival’ si trasferisce al Mon Rêve Ecogreen Resort per due lunghissime serate – a pagamento – che vedranno alternarsi i vintage DJ set alle esibizioni dal vivo di importanti band e orchestre swing e rock’n’roll con uno special guest: il famoso cantante inglese rhythm & blues Jackson Sloan; sono in programma le esibizioni di Die Boogie Banausen, Lindy Hot Crew, Billy Bros Swing Orchestra, Jumpin’Up e Cosimo and The Hot Coals.

In ultimo Nicky Pezzolla ha annunciato che «con il quarto ‘Taranto Swing Festival” inizia la travolgente estate swing tarantina che continuerà con le tradizionali “Swing on boat” sulle motonavi di Kyma Mobilità e, con partner principale Teleperformance Italia da sempre attenta al benessere del personale, un grandissimo evento in esclusiva domenica 16 luglio: il primo “Swing on Island” sull’isola di San Pietro che per una giornata tornerà indietro nel tempo fino agli anni ’40 in America, con la travolgente musica e le scatenate danze Swing!

Main sponsor del ‘Taranto Swing Festival’ 2023 sono Teleperformance Italia che anche quest’anno rinnova il convinto sostegno a questa manifestazione che produce passioni ed emozioni creando benessere, Gruppo Jolly Officine attenta allo sviluppo culturale del territorio e Associazione AiGi.

Sono partner del Festival Autoclub group, Programma sviluppo, Produttori di Manduria e Farmacie Alioth.

Sono partner tecnici della manifestazione Mon Rêve Ecogreen Resort, Kyma Mobilità, Tagarelli Assicurazione, Provinciali, Service Plus, La Lamiodda, Acqua Orsini, Fiorino Srl, Caffè Cristallo, Fedele Imballaggi e Open Theatre.

Sponsor del ‘Taranto Swing Festival’ 2023 sono Metal tirrena, Castiglia, Italenergy, Feat, Marturano, Drago, Miccoli, GM garage, Arc Domus, Redorà, Immobiliare Cambiocasa, Ego Italiano, Costell Le Porte & Le Finestre, MusicalStore2005, Flagship Sky, Andriani abbigliamento, Estravaganza, Bluebay resort, Centrale del Latte, Gelateria del Ponte, 50 Brooklin, De Lauro Ottica, Farmacia Carano, Bialetti Store Taranto e Ortopedia Lorè.

 

L’associazione Be Swing

L’associazione Be Swing opera da quattro anni nell’ambito dell’insegnamento delle danze Swing, prevalentemente il Lindy Hop, il ballo del sorriso. Obiettivo principale della associazione è il recupero e la promozione del carattere popolare e ‘di strada’ dello Swing attraverso il suonare e il ballare in spazi pubblici, aperti, nelle strade e nelle piazze, in corrispondenza soprattutto di luoghi culturalmente significativi, nonché la valorizzazione della cultura legata alle danze swing, che pur arrivando da lontano, ha un carattere universale, abbracciando trasversalmente nazioni, etnie ed eliminando barriere sociali.

Formazione

Il voto non è il volto

foto Ansa/Sir
21 Giu 2023

di Ebenezer Heungna

Se è vero che il voto non è il volto, è altrettanto vero che il tempo presente ci restituisce uno sguardo piatto caratterizzato da un associazionismo indifferenziato che mette sullo stesso piano la persona dell’alunno e il lavoro da lui svolto. Da docente, credo sia doveroso fare una breve riflessione sulla percezione che si ha oggi della maturità, sugli stati d’animo che accompagnano i ragazzi al traguardo finale del loro percorso formativo. Da una parte, abbiamo la famiglia e la scuola; e dall’altra parte, abbiamo i maturandi. È ormai un dato assodato la consapevolezza secondo cui la famiglia è e rimane la prima agenzia educativa. Gettare uno sguardo attento su come le famiglie vivono l’avvicinarsi dell’esame di stato può essere utile per cogliere la prospettiva dei maturandi.

La famiglia è per definizione il luogo naturale di identità. Parlare di identità significa parlare soprattutto di una novità, quella del figlio. La vita del figlio è un progetto che impegna non solo la famiglia, ma l’intera società.

Secondo un detto africano, per mettere al mondo un figlio, si è da soli, ma per crescere un figlio, ci vuole un intero villaggio. Metaforicamente parlando, il villaggio sarebbe l’intera comunità scolastica nelle sue diverse forme. Quale relazione possibile tra la famiglia e la scuola? La famiglia contemporanea concepisce e vive la relazione con il figlio come uno spazio privato, perciò, vietato ad altri, e per certi casi, anche alla scuola. Il percorso di formazione di un ragazzo richiede necessariamente una relazione strutturata in chiave genitoriale, dove il docente incarna simbolicamente la famiglia del ragazzo, cioè, il genitore. Quando, nostro malgrado, viene meno il patto educativo tra la famiglia e la scuola, il controllo diffidente sostituisce la fiducia. Questo stato di cose porta la famiglia a vivere l’avvicinarsi dell’esame di stato come l’avvicinarsi del suo esame, come il momento valutativo della sua “capacità” di essere stata o meno all’altezza. Naturalmente, il ragazzo, cosciente di questa attesa da parte della famiglia, si avvicina all’esame di stato, con una forte preoccupazione: quella di non riuscire a corrispondere all’attesa della famiglia.

Il percorso di formazione della secondaria di secondo grado si conclude con il superamento dell’esame di stato, comunemente chiamato maturità. L’esito finale è il frutto del lavoro svolto dall’alunno durante l’intero percorso. Come è stato sottolineato nelle prime righe di questa riflessione, associare il voto al volto dell’alunno è la causa principale di numerose crisi d’ansia, di paure di non farcela da parte di molti maturandi

In questo quadro di confusione, la voce dissonante della scuola suona come un barlume di speranza per i maturandi. In qualità di docente, mi permetto di ribadire a tutti i nostri maturandi, che il voto finale non è e non sarà il loro volto. Sarà il lavoro svolto in questi anni che verrà sottoposto alla valutazione, e non la persona che sono.

Nessuno può permettersi di dare un giudizio alla vostra persona. Voi siete e sarete sempre di più rispetto a quello che fate. In questi anni, vi si siete impegnati, rispettivamente con le abilità e predisposizioni differenti, ma desiderosi di diventare donne e uomini liberi, capaci di autonomia, di stupore e di creatività. Questa è la vostra maturità. E lo Stato italiano vuole certificare questo momento della vostra crescita. Tra di voi, ci sono futuri ingegneri, architetti, informatici, matematici, fisici, filosofi, medici, periti in ambiti diversi, sacerdoti, giornalisti, politici, insegnanti, magistrati e avvocati ecc… Badate a non dare troppo peso a questi titoli che possono risultare in alcuni casi, dei contenitori vuoti. Pensate invece a riempire della vostra persona, della vostra maturità, questi titoli. A quel punto, sarete davvero maturi. Voi non siete soltanto quello che fate, voi siete molto di più. Il voto non è il volto!

Libri

A Montemesola, presentazione del libro “Nel tuo nome” sulla vita di suor Maria Vincenza Blasi

21 Giu 2023

di Angelo Diofano

Sabato 24 giugno, a Montemesola, alle ore 19.30, nella chiesa del SS. Rosario sarà presentato il libro “Nel tuo nome” di Cinzia Vivian sulla vita di suor Maria Vincenza Blasi, missionaria montemesolina che ha dedicato tutta la sua intera vita agli ultimi in Brasile. Questo, nel primo anniversario del suo decesso, avvenuto il 24 giugno del 2022. Dialogherà con l’autrice la giornalista Elena Ricci. All’evento, patrocinato dall’amministrazione comunale, interverranno il sindaco di Montemesola Ignazio Punzi, il parroco don Andrea Casarano e l’assessore alle politiche sociali Pasqua Lupoli. La scelta di presentare il volume a Montemesola, è un ulteriore omaggio a Suor Maria Vincenza Blasi la quale, nonostante la lontananza, ha sempre portato nel cuore il suo paese di origine dove vive parte della sua famiglia. Prevista inizialmente lo scorso 30 dicembre, la presentazione fu rimandata a causa del Covid.

L’autrice, nonché nipote, Cinzia Vivian racconta la vita di una donna che ha dedicato tutta sé stessa agli ultimi, ai poveri, sacrificando affetti e famiglia per compiere la missione che Dio ha scelto per lei.

«La fede si può cogliere e raccontare ed è questo aspetto che la rende più comprensibile, più vicina a chi, guardando la vita di una persona semplice che compie una scelta assoluta seguendo la propria vocazione e decide di diventare missionaria, prova ammirazione e si interroga – spiega la scrittrice -. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo libro con i loro racconti e contributi. Il ringraziamento più grande e profondo va a mia zia, suor Maria Vincenza Blasi, per aver voluto felicemente condividere con noi i ricordi più importanti della sua vita, le sue speranze e la sua meravigliosa esperienza di fede: senza la sua lucida memoria, queste poche pagine non avrebbero mai visto la luce».

 

Cinzia Vivian, nata a Roma il 24 febbraio 1961 dove vive e lavora, è autrice del saggio biografico “Il viaggio” Europa Edizioni (2015) che ha ottenuto il premio “Omaggio alla città di Viareggio”; del saggio storico “Vita e morte di un partigiano. Alfredo Vivian 1908-1944” edito da Aracne (2019), premio “Omaggio a Cortona”; del saggio “Una finestra nel passato. Il Borgo di Castelluccio” edito da Europa Edizioni (2021) finalista del Premio Letterario Internazionale Firenze Capitale d’Europa. Svolge inoltre attività di volontariato nell’ambito dell’associazione “Amka onlus” e di quella di promozione sociale “Harmonia Artis”.

Formazione

Maturità, L’augurio di Eraldo Affinati: “Sia un trampolino di lancio verso nuove avventure”

foto Ansa/Sir
21 Giu 2023

di Giovanna Pasqualin Traversa

Prendono il via oggi, mercoledì 21 giugno, gli esami di maturità per 536mila studenti: oltre 267mila provenienti dai licei; oltre 173 mila dagli istituti professionali e circa 95mila dagli istituti tecnici. A valutare i risultati delle due prove scritte e del colloquio che saranno tenuti a sostenere una commissione composta da un presidente esterno, tre membri esterni e tre interni all’istituzione scolastica. Per i candidati dei Comuni delle aree alluvionate in Emilia-Romagna le prove d’esame saranno sostituite da un colloquio interdisciplinare finalizzato ad accertare il conseguimento del loro profilo culturale, educativo e professionale. Come ogni anno ne parliamo con Eraldo Affinati, scrittore e insegnante romano, fondatore con la moglie Anna Luce Lenzi della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati.

Eraldo Affinati – foto Sir

Professore, ad inaugurare l’esame come sempre la prova scritta di italiano con il suo profondo valore simbolico. Quanto è importante per la valutazione complessiva di uno studente?
Lo scritto di italiano, nelle sue varie modalità e anche come base comune a tutti gli indirizzi, resta al centro dell’esame di Stato perché consente di vagliare, prima ancora della preparazione specifica sulle singole materie, le capacità logiche e riflessive del candidato il quale, grazie ai rapporti fra un argomento e l’altro, ha la possibilità di svolgere collegamenti mostrando le proprie inclinazioni. Se questa prova risulta originale e convincente, può essere utilizzata anche nel colloquio orale, quale riferimento per ulteriori suggestioni.

Sette tracce tra le quali il candidato potrà scegliere quella a lui più congeniale. Da scrittore, oltre che da insegnante, che cosa si sente di suggerire ai ragazzi per affrontare questa prova nel migliore dei modi vincendo l’ansia e rimanendo lucidi?
È sempre bene partire dalla propria esperienza per sviluppare ragionamenti più generali. Chi è portato alla sintesi sarà avvantaggiato. Agli altri potrà essere utile avere uno schema su cui basarsi. Tecnicamente, secondo me, è meglio scrivere frasi brevi per evitare di perdere il controllo sintattico. Quanto all’ansia, bisogna imparare a governarla, sapendo che il rischio non è alto, visto che alla fine la quasi totalità degli ammessi conseguirà il diploma. La discussione nelle commissioni riguarderà piuttosto il punteggio e noi sappiamo che gli anni precedenti saranno giustamente considerati.

Tuttavia, sarà compito dei docenti contribuire a sdrammatizzare una prova che gli adolescenti, nonostante le statistiche, continuano a vivere come una tappa decisiva, quasi ciò che resta dei vecchi riti di iniziazione.

A noi adulti questo può far sorridere, ma per un diciottenne l’esame di Stato resta un evento importante, in senso esistenziale prima ancora che scolastico, in quanto scandisce un passaggio epocale: termina la vita di classe e inizia una fase nuova piena di incognite e aspettative.

Rispetto all’anno scorso, quando a costituire le commissioni erano i docenti che avevano seguito gli studenti lungo tutto il loro percorso, insieme ad un presidente esterno, quest’anno i membri esterni sono addirittura quattro, presidente compreso. Che cosa implica questo per i ragazzi?
Per esperienza so che tale modifica può accrescere il timore di alcuni, ma a questi mi sento di dire che nella vita capiterà spesso di avere a che fare con sconosciuti, quindi è meglio cominciare ad abituarsi subito. Così magari i candidati scopriranno che i nuovi docenti, annunciati come severi, non sono necessariamente meno comprensivi degli altri; anzi in certi casi potrebbero mostrare maggiore empatia. Almeno così voglio credere. È chiaro che in ogni esame c’è sempre il rischio di trovare chi si approfitta della discrezionalità del giudizio che è chiamato a fornire; tuttavia, la coralità della commissione dovrebbe scongiurare qualsiasi forzatura al riguardo.

Per gli alunni degli istituti delle aree alluvionate solo un colloquio interdisciplinare. Come valuta questa decisione?
Positivamente. È come se questi alunni avessero già sostenuto una prova di maturità dalla quale, a quanto sembra, sono usciti a pieni voti, anche smentendo sul campo certi stereotipi duri a morire sulla presunta indifferenza dei nostri giovani.

Il termine “merito” inserito nella denominazione del ministero dell’Istruzione è stato accolto da non poche polemiche. Inteso invece come mix di capacità e impegno, quale “spinta” può dare ai ragazzi nell’affrontare questo esame e, più in generale, nel porsi di fronte alle sfide che inevitabilmente incontreranno nella vita  e a dare loro un senso?
È giusto che i docenti valorizzino le risorse dei propri alunni e che questi vedano riconosciuti i loro meriti. Tuttavia, nella mia visione, gli insegnanti non dovrebbero mai isolare i vincitori dal resto del gruppo, e questi ultimi sono chiamati a restituire agli altri ciò che hanno ottenuto: se lo faranno il loro talento si moltiplicherà a dismisura e avrà così avuto un senso pieno, altrimenti tutte le medaglie ricevute finiranno nel cassetto e col tempo perderanno il valore che gli abbiamo dato.

Il suo augurio per i maturandi?
Che possano utilizzare questa prova come trampolino di lancio verso nuove avventure, mettendosi alle spalle le esperienze negative e valorizzando quelle più belle.

Formazione

Msac, lettera aperta ai maturandi

In occasione dell’inizio degli emi di maturità l’équipe diocesana del Movimento Studenti Azione Cattolica ha inviato una lettera aperta agli studenti che si preparano a questo momento altamente significativo della loro vita scolastica

20 Giu 2023

Care amiche e cari amici maturandi, ormai scrivervi in questa notte così speciale è divenuta una bella consuetudine del nostro circolo Msac di Taranto. Ci piace immaginare di essere lì con voi questa notte, studentesse e studenti che festeggiano insieme, ricordano gli anni vissuti insieme e, perché no, provano un po’ di paura insieme!

Tante saranno le raccomandazioni che vi saranno state consegnate in questi giorni, non sto qui di certo a rincarare la dose, anche e soprattutto perché questa maturità è tua e di nessun altro. Pensa a questi giorni come un momento per dire la tua, per non rimanere in silenzio, per essere protagonista.

L’esame di maturità è una grandissima occasione per esprimere il tuo pensiero; il mondo ne ha bisogno. C’è bisogno del pensiero e del contributo di ciascuno, specie in un momento storico in cui dilaga la violenza e l’odio anche tra i più giovani. Nel tema così come all’orale, esponiti; non pensare che la tua opinione non conti nulla e che si tratti solo di un giudizio sterile sul tuo percorso scolastico, come ho già detto prima, il protagonista sei tu!

Sei protagonista con i tuoi pregi, ma anche e soprattutto con le tue spigolosità che, magari, ti fanno sentire imperfetto. Amale e accarezzale, soprattutto in questa maturità, perché ti rendono unico!

Cara amica o caro amico che leggi questo messaggio, non pensare di non aver niente da dire o, peggio, che tutto quello che vorresti dire sia stupido o non meriti di essere ascoltato. C’è una frase attribuita ad Albert Einstein che dice: “Se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà la sua vita a credere di essere stupido.

In questo momento della vostra vita, è facile sentirsi sopraffatti dalle aspettative degli altri e dalle pressioni della società, ma non dimenticate mai che siete voi i protagonisti della vostra storia. Non importa quale punteggio otterrete all’esame di maturità, ciò che conta è la vostra crescita personale e il vostro impegno nel fare la differenza nel mondo.

Non abbiate paura di sognare in grande e di perseguire i vostri obiettivi, anche se sembrano irraggiungibili. La strada per il successo può essere lunga e difficile, ma se siete determinati e perseveranti, alla fine raggiungerete la meta.

Non lasciate che l’esame di maturità definisca la vostra vita. Ci saranno molte altre sfide e opportunità che vi aspettano, e sarete pronti ad affrontarle grazie alla vostra esperienza e alla vostra conoscenza del mondo.

Non dimenticate che la vita è un viaggio lungo e a volte difficile, ma non siete soli. Abbiate fiducia in voi stessi e nella vostra capacità di superare gli ostacoli e di raggiungere i vostri obiettivi. Non temete di chiedere aiuto quando ne avete bisogno e non scoraggiatevi di fronte ai fallimenti, perché sono parte integrante del percorso di crescita.

Ricordatevi di essere grati per le persone che vi hanno sostenuti nel vostro percorso scolastico, come i vostri genitori, i vostri insegnanti e i vostri amici. E non dimenticate di ringraziare anche voi stessi per il vostro duro lavoro e la vostra dedizione.

Sappiate cogliere le opportunità che la vita vi offre, ma non perdete mai di vista i vostri valori e la vostra integrità. Cercate sempre di fare la cosa giusta, anche se non è la scelta più facile o popolare. Ricordate che il successo non è solo una questione di prestazioni accademiche o di carriera, ma anche di felicità, relazioni significative e realizzazione personale.

Ecco, dunque, una frase di don Tonino Bello che voglio inserire al termine di questo messaggio, ti auguro che possa risuonare in te e accompagnarti in questo importante momento come una specie di preghiera: “Salvami dalla presunzione di sapere tutto. Dall’arroganza di chi non ammette dubbi. Dalla durezza di chi non tollera ritardi. Dal rigore di chi non perdona debolezze. Dall’ipocrisia di chi salva i principi e uccide le persone.

Quindi, iniziate questo nuovo capitolo della vostra vita con coraggio e determinazione. Siete pronti per affrontare qualsiasi cosa la vita vi riservi. In bocca al lupo, maturandi!

Serie tv

Elodie e il racconto della sua voce in “Sento ancora la vertigine”

La cantante romana all'ultimo Festival di Sanremo
20 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Sente di stare ancora dentro la Notte della Taranta, un caleidoscopio di emozioni, anche contrastanti, nella dimensione della festa predominante. E si gode il suo momento che ha meritato. Perché quando nasci in certi contesti, ai bordi della periferia romana, nel suo caso (tra le case popolari del Quartaccio), per emergere devi faticare più degli altri. È la stessa Elodie a confidarlo. La storia del suo successo, l’ultima parte, è racchiusa in “Sento ancora la vertigine”. Un viaggio dentro l’Italia, il racconto a puntate della carriera della cantante arriva dopo il Festival di Sanremo a cui ha preso parte – la docuserie è sempre disponibile su Prime Video. Tre puntate per ammirare la voce grintosa, calda, che racconta la sensualità, la determinazione e la conflittualità della sua terra natale. C’è il percorso di avvicinamento a Sanremo 2023 nella scelta del brano. Gli eventi più recenti, i momenti vissuti insieme al suo team, inteso come ambiente familiare. I tre episodi, prodotti da Matteo Rovere e Leonardo Godano, con la direzione di Nicola Sorcinelli, raccontano Elodie nel suo essere costantemente in bilico tra la continua voglia di migliorarsi e la paura di non essere mai abbastanza.

Elodie dal palcoscenico al set cinematografico

Il secondo episodio si apre con Elodie in una versione inedita. È l’attrice che ruba la scena alla cantante: l’esperienza di “Ti mangio il cuore”, film ambientato in Puglia, diretto da Pippo Mezzapesa, è la riprova che la donna è una personalità forte. Curiosa al punto da mettersi in gioco e da avventurarsi in un mondo dove potrebbe non sentirsi a proprio agio. La musica, poi, si riprende presto la scena in tutta la sua forza. Elodie lavora e incanta. Passano i mesi, si avvicina la settimana sanremese, e anche una fuoriclasse deve superare le difficoltà, i momenti di prova. Tornando all’opera del regista pugliese, incentrata sulla storia della prima pentita della mafia garganica, vanno sottolineati i riconoscimenti dei quali sta facendo incetta: il film ha ricevuto 3 candidature ai Nastri d’Argento 2023, che si concludono quest’oggi a Roma nell’arena del museo Maxxi. Elodie si è già aggiudicata il Premio come miglior canzone originale alla 68esima edizione dei David di Donatello – il brano cantato con Joan Thiele si intitola Proiettili. Una sorpresa per i fan che apprezzano anche la performance attoriale.

Due

Superata la crisi legata alla scelta del primo brano, Elodie Di Patrizi trova nella sua famiglia d’origine una nuova linfa vitale. Insieme al suo entourage sa cosa deve fare per farsi trovare pronta sul palco dell’Ariston. Ovvero lavorare sui colori, sui dettagli, oltre alla mera esecuzione del brano: presenta “Due” in gara. Al Festival ci arriva con la voglia di stupirsi e di spaccare. Sento ancora la vertigine, produzione Groenlandia, dura poco più di un pezzo musicale. Giusto il tempo di lasciarti addosso quella voce ruvida, che è impastata di ogni ferita, degli umori e degli odori della terra della Penisola.