Libri

Nei “Risvegli”, la metafora della ricerca del senso della vita: l’ultimo libro di Marco Testi

20 Giu 2023

di Angelo Diofano

Una rappresentazione dei “Carmina Burana” solo per lui – svolta in una chiesetta di campagna, dove è stato accompagnato da una silente e misteriosa signora – a cura di una compagnia di attori, alquanto instabile, formata da emarginati e vagabondi, ma nobilitati dallo spirito dell’arte quando calcano le scene, sia pure quelle più umili dalle piazze delle periferie europee. Ma quella messa in scena ha in sé qualcosa di speciale: sembra fatta proprio per quel solitario spettatore, fuggito in una sera di fine inverno dal vivere convulso della metropoli. È proprio la metafora della sua vita e sembra che racchiuda preziosi insegnamenti: li saprà cogliere ed avvantaggiarsene? Al risveglio, il dubbio che tutto non sia stato altro che il sogno di un uomo addormentato in una solitaria abbazia persa nel fitto delle nebbie.

Così, il suggestivo dipanarsi della trama di “Risvegli”, scritto per le Robin Edizioni da Marco Testi, docente alla facoltà universitaria “Trocchi” collegata con la Pontificia Università Lateranense, storico e critico letterario, che vive e lavora nella campagna sabina, dov’è facile scorgere l’ambientazione della sua opera. Oltre che per le pagine culturali del “Sir” (l’agenzia stampa della Cei) e di diversi quotidiani e periodici, l’autore scrive libri, tradotti in diverse lingue, imperniati soprattutto sui rapporti tra letteratura, arti figurative e spirito del tempo tra Ottocento e Novecento. Proprio per il suo lavoro di ricerca egli è stato insignito del premio “Ettore Roesler Franz 2019”.

Lo spunto per questo libro gli venne, una sera di ormai tanti anni fa, dal graditissimo dono di un cd da parte del maestro Carlo Gizzi contenente una sua rielaborazione dei “Carmina Burana”. Le musiche della celeberrima opera di Carl Orff risuonarono fino a tarda ora nel suo studio: prima per un ascolto attento e poi come sottofondo ai suoi lavori di preparazione di lezioni, recensioni e costruzione di libri. E quei passaggi musicali, ascoltati e riascoltati nelle notti a seguire, gli apportavano nuovi stimoli compositivi, “con quelle voci – racconta – che attraversavano all’indietro i secoli e tornavano alle origini giullaresche, vagabonde, ma nel contempo colte e articolate, nello spirito di quello che abbiamo chiamato con una certa approssimazione, medioevo”. Con il sottofondo, spesso martellante, di quei passaggi musicali, compagni di tante ore, Marco Testi immagina la storia di un uomo che decide di abbandonare la sua sfibrante quotidianità, attraversando i sentieri di quanti, per libera decisione o motivi contingenti, hanno abbandonato la loro vecchia vita: in pratica, il nucleo fondate di un racconto che aveva dentro di sé da molto tempo e che ora prendeva finalmente forma.

Recante l’introduzione di Tito Schipa jr., musicista e compositore, figlio e omonimo del celebre tenore leccese, il libro viene dedicato a quanti decidono di sparire per sempre senza lasciar traccia, in cerca di un nuovo senso della vita. L’autore, inoltre, porge sentiti ringraziamenti a quanti hanno lasciato un segno indelebile nella sua esistenza: padre Emidio Alessandrini, sua guida spirituale che con la sue catechesi guidò nel percorso di crescita e avvicinamento alla fede tanti giovani ad Assisi; i suoi genitori Ada (che lo accompagnava nelle prime passeggiate nel territorio e nelle ville tiburtine) e Nello (artista di grande talento), Biagio Conte, incarnazione del senso della storia narrata nel libro.

Drammi umanitari

Cimi (istituti missionari): “Rispettare convenzioni internazionali per evitare altre stragi annunciate”

foto Ansa/Sir
20 Giu 2023

“Con il passare delle ore diventa sempre più drammatico il bilancio delle vittime dell’ennesimo naufragio di una imbarcazione carica di migranti che è avvenuto tra il 13 ed il 14 giugno a Pylos, nel mar Jonio nelle acque territoriali greche. Il timore è quello di arrivare a dover contare più di 600 morti tra uomini, donne e soprattutto bambini lasciati annegare, con soccorsi in estremo ritardo”. Lo si legge in un comunicato stampa della Conferenza degli Istituti missionari in Italia (Cimi). Dopo aver brevemente ricostruito i fatti, Cimi afferma: “stiamo assistendo come sempre all’inguardabile e stomachevole scaricabarile. I superstiti abbandonati su brandine in una struttura del porto di Kalamata, lontano dai giornalisti. I corpi rinvenuti (sino ad ora sono 78) trasportati di notte al buio da una motovedetta della guardia costiera greca e trasferiti al nord di Atene in camion frigoriferi per la identificazione. I parenti delle persone che avrebbero dovuto essere sull’imbarcazione che intasano il centralino dell’ospedale di Kalamata per avere notizie dei propri cari. È il ‘rituale’ che si ripete ad ogni naufragio, ad ogni strage annunciata”.
“Sì, si tratta di vere stragi annunciate perché ogni imbarcazione che parte può essere una strage annunciata e non serve poi proclamare lutto nazionale per lavarsi la coscienza. Le domande che ci poniamo e che poniamo a che è chiamato a governare sono sempre le stesse: le persone che erano su quell’imbarcazione o sulle altre imbarcazioni naufragate avevano altre alternative per scappare dalla violenza? Rischiare la vita oppure continuare a subire violenze nei lager libici? Voi, noi, cosa avremmo fatto se fossimo stati al loro posto?”.
Cimi contesta inoltre la bozza di Patto europeo per le migrazioni e l’asilo, in itinere a Bruxelles. E chiede il “rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali. Leggi e convenzioni che tutti i Paesi hanno votato ma che vengono dimenticate quando si pensa solo alla difesa del proprio paese o della ‘fortezza Europa’ e quando si fa politica per difendere interessi di corporazione o personali. Leggi e convenzioni internazionali scritte nel corso di decenni per impedire che la violenza e la cultura della morte tornassero a prevalere. Rispettare le leggi e le convenzioni internazionali per evitare altre stragi annunciate”.
Il documento è firmato da: Missionari della Consolata; Missionari Comboniani; Missionari Saveriani; Missionari della Società delle Missioni Africane; Missionari del Pime; Missionari Verbiti; Missionari d’Africa (Padri Bianchi); Comunità Missionaria di Villaregia; Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli; Missionarie dell’Immacolata; Francescane Missionarie di Maria; Missionarie di Maria – Saveriane; Missionarie Comboniane; Missionarie della Consolata.

Diocesi

In seminario, il mandato dell’arcivescovo ai partecipanti alla prossima Gmg

20 Giu 2023

di Angelo Diofano

Mercoledì 28 giugno alle ore 19 al seminario arcivescovile di Poggio Galeso, nel corso della celebrazione eucaristica, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro affiderà il mandato diocesano ai partecipanti alla Giornata mondiale della Gioventù, giunta alla 38.ma edizione, che si terrà a Lisbona dall’1 al 6 agosto. Il tema della Gmg sarà “Maria si alzò e andò in fretta”, tratto dal vangelo di Luca, cap. 1,39, in cui il santo padre sottolinea l’importanza di mettersi in cammino in un percorso di discernimento, ponendo l’attenzione sul fatto di essere sempre pronti ma mai ansiosi.

Inizialmente previsto per il 2022, come aveva annunciato papa Francesco il 27 gennaio 2019 a Panama, l’evento è stato spostato all’anno successivo a causa dell’emergenza coronavirus.

Il logo della Giornata è stato presentato il 16 ottobre 2020, nel giorno del 42º anniversario dell’elezione di San Giovanni Paolo II, opera di una giovane designer portoghese: la ventiquattrenne Beatrice Roque Antunez. Il simbolo, con i colori della bandiera nazionale – verde, rosso e giallo – descrive sullo sfondo di una grande Croce il dinamismo della Beata Vergine in visita a Elisabetta, secondo il motto scelto dal papa per l’evento, appunto “Maria si alzò e andò in fretta”.

L’inno ha come titolo “Ha Pressa no Ar” (“C’è fretta nell’aria”), richiama direttamente al motto della Gmg e ruota intorno al “Sì” di Maria e alla sua fretta di raggiungere sua cugina Elisabetta, come recita il passo del Vangelo e come ricorda il logo della giornata; il testo o è stato scritto da P. João Paulo Vaz, mentre la musica è di Pedro Ferreira, entrambi della diocesi di Coimbra. Il brano è stato scelto attraverso un concorso nazionale al quale sono arrivate più di cento brani esaminati da una giuria specializzata.

Fin dalla prima edizione, svoltasi a Roma nel 1986, la Giornata mondiale della Gioventù, voluta da San Giovanni Paolo II,  si è rivelata un laboratorio di fede, un luogo di nascita di vocazioni al matrimonio e alla vita consacrata e uno strumento di evangelizzazione e trasformazione della Chiesa.

Hic et Nunc

Sanità pubblica in tilt, Puglia al collasso. Mercoledì incontro Regione-Governo

19 Giu 2023

di Silvano Trevisani

La sanità pubblica rischia, giorno dopo giorno, di diventare una chimera. Il settore che aveva portato l’Italia, alla fine dello scorso millennio, al secondo posto in Europa, preceduta solo dalla Francia, sta compiendo enormi passi indietro e rischia di implodere. Forse, a pensarci bene, è questo il “sogno” di alcune parti del Paese, che vorrebbero una sanità all’americana, dove può essere curato solo chi ha soldi e può pagarsi un’onerosa assicurazione privata, ma è il rischio concreto che incombe su di noi.
In questi giorni si moltiplicano gli eventi che preconizzano scenari allarmanti. La chiusura di interi reparti negli ospedali pugliesi, come Oncologia di Galatina, il rischio di chiusura di vari reparti di senologia e dello svuotamento letterale dell’ospedale di Brindisi, dove la chirurgia è limitata alle emergenze. E poi le quotidiane dimissioni dei medici ospedalieri (uno al giorno negli ospedali di Puglia, secondo i dati ufficiali), le code lunghissime ai Cup, il sovraffollamento intollerabile dei pronto soccorso e l’impossibilità di avere accertamenti diagnostici che non siano a pagamento sono i dati più inquietanti. Senza considerare, per Taranto, la sospensione dei lavori all’ospedale San Cataldo.

In programma incontro Regione – Governo

Mercoledì è in programma un incontro Regione-Governo, mentre la mobilitazione di associazioni e organizzazioni sindacali cresce, assieme al malcontento degli assistiti. E a loro si uniscono, finalmente, anche rappresentanti politici e organizzazioni di categoria (fnomceo ha aderito alla manifestazione nazionale pro SSN)

Medici e infermieri sono pochi e sottopagati e per questo preferiscono passare alla sanità privata o altre regioni, spesso anche in altri paesi. E questo fenomeno non è solo allarmante ma anche moralmente inquietante. Se è vero, ad esempio, che un anestesista con molta anzianità può percepire nella sanità pubblica uno stipendio medio di 4.000 euro, mentre nella sanità privata può arrivare a 10.000, c’è da chiedersi: come mai i privati pagano tanto, considerando che in genere sono convenzionati con il servizio pubblico e che, cioè, paga comunque lo Stato. Ma molti altri sono gli interrogativi da porsi. Ad esempio: chi si addossa la responsabilità di aver inasprito egoisticamente il numero chiuso nelle facoltà di medicina, salvo a dover prendere atto che si formano troppi pochi medici? E che l’andazzo, pur con qualche correzione, non cambia.

Eppure l’Italia spende poco

Eppure l’Italia spende meno di tutti gli altri paesi: solo il 6 % del proprio bilancio contro l’11 della media. Si dirà che l’eterno problema italiano è il debito pubblico, ma nessuno ammette che quasi metà degli italiani. A partire proprio dai medici specialistici, dai professionisti, da autonomi e artigiani, tassisti e commercianti non pagano le tasse! E nessuno se ne occupa, a destra e a sinistra perché elettoralmente non paga. Proprio la lotta contro le tasse è un cavallo di battaglia del governo attuale il cui presidente del Consiglio ha definito le tasse “pizzo di Stato”. Ma vorremmo chiederle perché quello dei commercianti è pizzo di Stato e quello dei dipendenti, che reggono il sistema non lo è.

Saremo costretti tutti a pagare le prestazioni mediche? Allora provocatoriamente ci si potrebbe chiedere, perché non allargare anche ai dipendenti la facoltà di evadere. In questo modo dovremmo sì pagare le prestazioni sanitarie, ma finalmente le pagherebbero anche gli evasori fiscali che, invece, godono delle tasse dei soliti tartassati e forse il bilancio dello Stato comincerebbe a guarire. È un paradosso, lo so bene, ma anche la situazione del Paese lo è. Un’ingiustizia sociale che fa dell’Italia un unicum in Europa, e in buona parte del “globo terraqueo”.

Diocesi

Gli auguri di ND a monsignor Ciro Miniero

foto Siciliani-Gennari/Sir
19 Giu 2023

Il 19 giugno è una data importante per il nostro arcivescovo coadiutore, mons. Ciro Miniero: in questa data – del 1982 – è stato ordinato presbitero dal cardinale Corrado Ursi e, ventinove anni dopo, è stato consacrato vescovo dal cardinale Crescenzio Sepe, dopo la nomina di papa Benedetto XVI.

A mons. Ciro Miniero rivolgiamo gli auguri del direttore, mons. Emanuele Ferro, del consiglio di amministrazione e dell’intera redazione della testata diocesana ‘Nuovo Dialogo’.

Città

Ancora “MAP Festival”: It’s (not) only rock’n’roll

19 Giu 2023

La terza edizione del MAP Festival presenta una straordinaria appendice per la felicità degli appassionati di musica. Partita giovedì 15 giugno, nella biblioteca Acclavio di Taranto, sarà aperta al pubblico la galleria fotografica “It’s (NOT) only rock’n’roll”. In esposizione le immagini scattate dal grande fotografo Mark Allan, consegnate nelle mani del Maestro Piero Romano giovedì 8 giugno, con una breve cerimonia svoltasi a Bologna alla presenza della dott.ssa Eva Degl’Innocenti, direttrice dei Musei civici, e della dott.ssa Jenny Servino, responsabile del Museo internazionale e biblioteca della musica. La galleria fotografica è una sezione distaccata della mostra principale allestita nel Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna.

Giovedì pomeriggio erano presenti all’inaugurazione della mostra, fra gli altri Aldo Patruno, direttore generale del dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia; Mattia Giorno, assessore del Comune di Taranto; Piero Bitetti, presidente del Consiglio comunale di Taranto; Piero Romano, condirettore artistico della terza edizione del MAP Festival (quest’anno curata insieme con la pianista Gloria Campaner).

 

LE DICHIARAZIONI

«Sono particolarmente orgoglioso – ha dichiarato Patruno – che la Biblioteca Acclavio, esempio per eccellenza del sistema delle biblioteche di comunità di questa regione, divenga non solo più luogo destinato alla lettura, alla comunità dei lettori, ma anche luogo espositivo di arte, di foto artistiche come in questo caso; che poi ospiti Mark Allan, fotografo di star mondiali della canzone, e lo faccia contestualmente al Medimex, il più grande evento destinato alla musica e allo spettacolo dal vivo».

«Con la mostra fotografica di Allan, atto conclusivo del MAP Festival – l’opinione di Giorno – possiamo fare un primo bilancio della rassegna, grazie alla quale abbiamo riscoperto luoghi importanti della città: penso al concerto sull’isola di San Pietro; a quello nei Giardini dedicati al Capitano Basile; ci riappropriamo di angoli della città con occhi diversi con eventi culturali, artistici e musicali; dopo il concerto in Concattedrale, la mostra fotografica chiude la serie di eventi del MAP restando aperta al pubblico fino al prossimo 10 settembre».

«E’ una mostra che condividiamo con i Musei civici di Bologna – dice Romano – che ci hanno permesso di ospitare una sezione della galleria principale: una rassegna che non documenta solo eventi musicali, ma anche momenti particolari, a volte privati, da Michael Jackson a George Michael, dai Rolling Stones ad Amy Winehouse e Tony Bennet; Allan è interprete della nostra visione di fare musica: non creare confini, ma aprirci a trecentosessanta gradi».

«Taranto città dinamica – ha concluso Bitetti – che registra un cambiamento sotto gli occhi di tutti; un cambiamento vero, sentito; una città che custodisce testimonianze importanti dal punto di vista culturale, che si esprimono anche nella declinazione di attività musicali come quelle offerte in questi giorni ai tarantini».

 

LA MOSTRA

Realizzata in collaborazione (e in contemporanea) con il Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna, la mostra “It’s (NOT) only rock’n roll” prevede l’esposizione di fotografie di Mark Allan, a cura di Pierfrancesco Pacoda. Sede principale della mostra, il Museo Internazionale e biblioteca della Musica di Bologna, aperta fino al 10 settembre. La sede tarantina, con cui la mostra bolognese è gemellata, sarà la Biblioteca civica “Pietro Acclavio” – Palazzo della Cultura”, con l’esposizione nella sezione organizzata dal MAP Festival, sino al 10 settembre.

 

MARK ALLAN E IL ROCK’N’ROLL

L’esposizione ripercorrerà ciò che Allan ha immortalato in trent’anni della sua carriera, in un’ampia retrospettiva a cura di Pierfrancesco Pacoda, in cui svela la sua grande passione per la musica rock.

Si tratta di una suggestiva serie di scatti degli artisti della scena musicale internazionale più iconici, in cui è possibile ammirare i grandi protagonisti della musica internazionale, da David Bowie a Amy Winehouse, da Madonna a Jon Bon Jovi e tantissimi altri ancora.

Le fotografie di Allan documentano e raccontano linguaggi diversi e personaggi straordinari, narrati attraverso immagini fuori dalle convenzioni del ritratto, riuscendo, in molti casi, a trasformare relazioni professionali in rapporti di amicizia.

Come tiene a ricordare Piero Romano, direttore artistico del MAP Festival di Taranto: «Mark Allan è colui che ha documentato in immagini artistiche quella che è la storia del Rock ‘n Roll; ha avuto la possibilità sia di scattare fotografie ufficiali ma anche in situazioni ufficiose e private delineando gli artisti per la loro umanità e non solo per la loro dimensione professionale ed artistica».

Il curatore Pierfrancesco Pacoda sottolinea che «l’idea è quella di rendere disponibili queste foto bellissime di Mark Allan, che fanno proprio parte della sua collezione privata». In particolare, prosegue Pacoda, «ogni singola foto è ricchissima di dettagli, li coglieva in momenti ben precisi, riusciva a prendere perfettamente quell’attimo particolare che rendeva unica l’immagine».

Editoriale

Il video, lo schianto e il dominio dei like

Foto dal sito famigliacristiana.it
19 Giu 2023

Alla fine ci sono riusciti. I quattro borderline – termine che indica un disturbo della personalità caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore, da impulsività e da difficoltà a organizzare i propri pensieri – ci hanno provato, in tutti i modi, a diventare famosi, a sfondare con i loro video, finché ci sono riusciti. La loro grottesca e incontentabile sete di fama, di celebrità, di notorietà, li ha resi in un attimo famigerati, vetrina italiana di una categoria giovanile anestetizzata di “mi piace”, narcotizzata di “like”, intesi come l’esclusiva dimensione del successo moderno, riservato a fenomeni umani, furbi e vincenti. Doveva essere un gioco, dicono, una sfida di cinquanta ore a bordo di un suv della Lamborghini – un potentissimo fuoristrada, per uso stradale, con elevate prestazioni – preso a noleggio per l’occasione, ed è finita con la morte di Manuel, un bambino di cinque anni. Purtroppo, la sconcertante verità è che non si è mai trattato di un gioco fatto tanto per divertirsi e divertire: la goliardia spropositata, le battutine sceme, la ricchezza affittata, la spacconeria, non sono altro che una pantomima di bassa lega, una vera e propria esca studiata per attirare menti immature, ragazzini più che altro, abbagliati dai nuovi idoli di cartapesta, ridenti e vuoti. Soldi facili, è la parola d’ordine, a qualunque costo. I quattro perfetti campioni di autentica de-generazione youtuber non hanno niente di originale, di trasgressivo, di simpatico o appassionante: in pratica, imitano il loro idolo americano, un certo Mr. Beast, pseudonimo di Jimmy Donaldson, altro esemplare di furbetto che, con dei video di sfide, tipo cinquanta ore in una bara, come sfuggire al proprio killer, ha messo in tasca oltre cinquanta milioni di dollari e vari miliardi di visualizzazioni. I borderline sono diventati, in breve, una società, la TheBorderline srl, con un fatturato da circa trentamila euro al mese nel 2022, duecento mila euro l’anno, un business ricco che si nutre di visualizzazioni, follower pronti a finanziarli e sponsorizzazioni. Si sta parlando di grosse cifre e di un messaggio lampante: oggi solo i poveri scemi continuano a studiare e a lavorare per guadagnarsi da vivere. La morte di quel bambino non è mai stata un gioco, ma solo una questione di denaro, un affare così florido da spingere gli autori del delitto stradale, insieme ai genitori, a calpestare il dolore di una famiglia distrutta. “Tranquilli, è solamente una bravata, andrà tutto bene. Daremo un sacco di soldi alla famiglia”, sono state le parole di rassicurazione di mamma e di papà ai loro piccoli campioni, subito dopo l’incidente e sul luogo dell’incidente, nel più totale, terribile e raccapricciante cinismo. È quasi impossibile non cedere alla rabbia. Si può dire che sono degli assassini disagiati proprio come il nome che si sono dati – il disturbo della personalità di cui si è scritto sopra –, che sono morti dentro e non sanno di esserlo, ma in tutto questo delirio che separa il mondo virtuale dalla realtà concreta abolendo ogni forma di empatia e di umanità, a fare più paura è l’incredibile rialzo improvviso di “seguaci” social che il collettivo di youtuber ha raccolto dopo tanta spregevole pubblicità. Il conducente, risultato non negativo alla cannabis, è indagato per omicidio stradale e per lesioni stradali aggravate, e incuranti di tutto, migliaia di ragazzini, vittime di un’attrazione malata, non soltanto decidono di “seguire” i quattro famigerati, ma fanno branco per tutelarli dall’indignazione universale: “Nel mondo accadono cose peggiori della morte di un bambino. È stato un incidente, basta odio contro questi ragazzi”. È vero, può accadere di peggio, perché non tutte le ciambelle escono con il buco. Non tutto quello che si vorrebbe talvolta riesce bene e ciò vale pure per un figlio. Nel frattempo, però, succede che il loro canale YouTube non è stato oscurato. La politica della piattaforma vieta formalmente i video di sfida, ma, poi, realmente non vengono rimossi, tanto da diventare virali per mesi. Tutto questo ha una sola spiegazione: più si visualizzano e più si guadagna dalle inserzioni, e più guadagna YouTube, che acquisisce ben il cinquanta per cento delle entrate pubblicitarie. La morte di Manuel, di quel bambino di cinque anni, a distanza di giorni, continua a essere solamente una becera, rozza questione di danari, di luridissimi soldi. L’unico modo per scardinare il sistema è cancellare la possibilità di monetizzare la propria idiozia attraverso i social. Urgono decisioni dall’alto chiare e clamorose. La dittatura dei like non può e non deve continuare.

Sport

Nations League, l’Italia c’è

Davide Frattesi, il protagonista delle ultime gare della nazionale di Mancini
19 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Un terzo posto che è una bella consolazione. Non la vittoria nella finalissima, dove la Spagna ha avuto la meglio sulla Croazia dopo i tempi supplementari, ai calci di rigore, ma il successo ottenuto nella “finalina” della Nations League dimostra che la squadra allenata da Roberto Mancini è ancora viva. L’Olanda è stata domata per 3-2 al termine di una bella e spettacolare partita. Il successo si colloca nel percorso di crescita e valorizzazione dei giovani: dal gruppo Under20, protagonista ai Mondiali in Argentina, alla nazionale maggiore, agli azzurrini che nei prossimi giorni saranno impegnati nel Campionato europeo: il calcio italiano non è affatto al capolinea. I giocatori ci sono. Il potenziale va solo sfruttato, e messo nelle condizioni migliori per esprimersi.

Dalla Nations League all’Europeo

L’Italia è campione d’Europa in carica. Non dimentichiamolo. Per confermarsi, per continuare a scrivere altre belle pagine sportive, il gruppo di mister Mancini deve ritrovare quello spirito che le aveva consentito di trionfare a Wembley nel 2021. A lanciare l’allarme nelle scorse ore è stato Gianlugi Donnarumma. “Non ci divertiamo più come prima”, aveva detto, dopo la sconfitta contro la Spagna. Lo stesso portiere del Paris Saint-Germain ha fatto retromarcia, poi, spiegando che le sue parole sono state strumentalizzate. La sostanza non cambia. E pure il difetto di comunicazione, da parte sua: ha chiarito che si riferiva alla spensieratezza e al divertimento nel giocare la palla. Non a problemi interni al gruppo.

I volti nuovi

Le ultime due partite della nazionale hanno fatto salire le quotazioni di alcuni giocatori. Su tutti, Davide Frattesi: il centrocampista del Sassuolo, conteso tra Inter, Milan, Roma e Juve, è stato il grande protagonista sia nella gara con la Spagna che nella finale per il terzo posto. La Var gli ha negato la gioia del goal. Un fuorigioco millimetrico che ha cambiato il destino della semifinale di Nations League. Il nuovo che avanza si chiama anche Alessandro Buongiorno. Positivo l’esordio in azzurro del difensore del Torino. La conferma è Federico Chiesa: uno di quei talenti dei quali non si può fare a meno, per dare qualità e concretezza al gioco – il suo goal con l’Olanda, ieri, è stato un colpo da biliardo, da maestro.

Gli addii

Per dar spazio ai giocatori più giovani, più motivati e più in forma, sarà inevitabilmente sacrificare qualcuno: i riflettori sono puntati su Leonardo Bonucci. Ma anche su Ciro Immobile e Jorginho. Il primo, pilastro della difesa pronto a smettere, con il suo clamoroso errore nei primi minuti di gioco, ha di fatto regalato alla Spagna il biglietto per la finale giocata ieri. Mentre Jorginho non si è più ripreso da quei pesanti penalty falliti con la Svizzera. L’auspicio è che nelle prossime sfide, partite più importanti e decisive (il match col Malta, di qualificazione al Campionato europeo, si giocherà il 14 ottobre a Bari, al San Nicola), l’Italia sappia coniugare novità ed esperienza, perché possa continuare a vincere e a divertire.

Ecclesia

Il messaggio ai turisti per l’estate 2023 della Metropolia di Taranto

19 Giu 2023

Carissimi turiste e turisti,

come ogni estate, anche quest’anno, noi vescovi della Metropolia di Taranto siamo lieti di darvi il benvenuto nelle nostre diocesi.
Abbiamo tutti bisogno di trascorrere il tempo delle vacanze nel riposo e nello svago incontrando chi ci è prossimo, che è parte della nostra esistenza, e contemplando lo splendore della natura, che si può osservare nell’incanto di un’aurora, di un tramonto, di un cielo stellato o nella maestosità del mare, nei diversi colori delle campagne: tutto manifesta la presenza e la bellezza di Dio.

Osservate i nostri territori, che si contraddistinguono per tipologia, storia, arte, santuari, cattedrali, chiese rupestri; sarà rigenerante incontrare le nostre comunità e le loro tradizioni religiose, dalle feste patronali alle numerose proposte edificanti dal punto di vista sociale e culturale, esperienze uniche da vivere, che lasciano un segno perché sono occasione di crescita umana e di fede. È il tempo dell’ospitalità e della casa; le nostre comunità ecclesiali sono “cantieri” sempre aperti, pronte ad accogliervi affinché ognuno di voi possa sentirsi veramente a casa.

Desideriamo incontrare persone, ascoltare ciascuno e condividere la vita quotidiana in questo tempo di vacanza; è “crescita umana” per tutti! Le vacanze con le proprie famiglie e i propri amici sono giorni per guardarsi, accogliersi e ricominciare.

Gustate i frutti della nostra terra, del nostro mare e i piatti della cucina tipica pugliese. Gli operatori turistici locali cureranno ogni particolare e garantiranno servizi di accoglienza così da rendere il vostro soggiorno unico e indimenticabile. In questi giorni di riposo fisico, ci sia il tempo per incontrare il Signore nella santa messa e nutrirsi della Parola di Dio.

Il Signore benedica voi tutti e vi doni pace e salute. Buone vacanze!

 

+ Vincenzo Pisanello                     + Filippo Santoro                                 + Sabino Iannuzzi
vescovo di Oria                  arcivescovo metropolita di Taranto            vescovo di Castellaneta
www.diocesioria.it                      www.diocesi.taranto.it                     www.diocesicastellaneta.net

Angelus

La domenica del Papa – Vinciamo la paura

foto Vatican media/Sir
19 Giu 2023

di Fabio Zavattaro

Primo angelus di papa Francesco dopo l’intervento al policlinico Gemelli e la degenza post-operatoria. Accolto dall’applauso dei presenti in piazza San Pietro, il vescovo di Roma ha subito espresso gratitudine per le manifestazioni di “affetto, premura e amicizia” ricevute e per “il sostegno della preghiera”; una vicinanza umana e spirituale che è stata “di grande aiuto e conforto”. Ma non ha fatto mancare la sua preoccupazione, la sua “grande tristezza e tanto dolore” per il naufragio avvenuto al largo delle coste della Grecia – “sembra che il mare era calmo” – e, ricordando la Giornata mondiale del rifugiato, ha rinnovato la “preghiera per quanti hanno perso la vita” implorando che “sempre si faccia tutto il possibile per prevenire simili tragedie”.
Angelus nella domenica in cui il Vangelo di Matteo ci fa riflettere sull’incontro di Gesù con i dodici apostoli che “chiama per nome” e li invia esortandoli a “annunciare una cosa sola: predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino”. È lo stesso annuncio, afferma il papa, “con cui Gesù ha iniziato la sua predicazione”. Non è una notizia come le altre, aggiunge “ma la realtà fondamentale della vita”, perché “se il Dio dei cieli è vicino, noi non siamo soli sulla terra e anche nelle difficoltà non perdiamo la fiducia”. Non è un Dio distante perché ci ama, dice il papa, “vuole tenerti per mano, anche quando vai per sentieri ripidi e accidentati, anche quando cadi e fai fatica a rialzarti e a riprendere il cammino”; anzi proprio “nei momenti in cui sei più debole puoi sentire più forte la sua presenza”.
Parole che fanno tornare alla mente quelle pronunciate in piazza san Pietro da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978, messa di inizio pontificato, quel “non abbiate paura” ripetuto tre volte, messaggio di speranza, di salvezza e di liberazione; quello “spalancare le porte a Cristo”, aprire “i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici”. Lui stesso dirà, all’indomani della caduta del muro di Berlino, che non sapeva dove lo avrebbero portato quelle parole, rimaste nella memoria del mondo.
Gesù, ci dice Matteo nel Vangelo, chiama per nome i dodici: il volto concreto di una vera comunità. Ci sono nomi noti Simone diventato Pietro, e poi Andrea, pescatori, Giacomo e Giovanni; quindi, Taddeo di cui non sappiamo nulla. Ancora Matteo che da esattore delle tasse è diventato discepolo e apostolo, e Giuda, che lo tradirà. Gesù conosce le loro storie e le infedeltà. Ma conosce il cuore dell’uomo, e invia i dodici, chiede di pregare e da loro “potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità”, leggiamo in Matteo: “la messe è abbondante, ma sono pochi gli operai”.
Nel commento al Vangelo papa Francesco invita a “pensarsi come un bambino, che cammina tenuto per mano dal papà: tutto gli appare diverso. Il mondo, grande e misterioso, diventa familiare e sicuro perché il bambino sa di essere protetto”. Ecco che vince la paura e impara a aprirsi: “incontra altre persone, trova nuovi amici” e cresce in lui “il desiderio di diventare grande e di fare le cose che ha visto fare dal papà”. Vicini a Dio, dice il vescovo di Roma, “vinciamo la paura, ci apriamo all’amore, cresciamo nel bene e sentiamo il bisogno e la gioia di annunciare”. Per essere buoni apostoli, afferma il Papa, bisogna essere come i bambini e “sederci sulle ginocchia di Dio e da lì guardare il mondo con fiducia e amore, per testimoniare che Dio è padre”.
Ma come annunciare che Dio è vicino, si chiede Francesco. Nel Vangelo, Gesù raccomanda di non dire tante parole, ma “compiere gesti di amore e di speranza nel nome del Signore”. Così se la prende con coloro che definisce “i parolai” che lo lasciano perplesso “con il loro tanto parlare e niente fare”. Già San Francesco ai suoi fratelli diceva: predicate sempre il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole”.
Nelle parole che pronuncia dopo la preghiera mariana, il Papa ricorda i giovani studenti vittime dell’attacco contro una scuola nell’ovest del Rwanda per poi condannare “questa lotta, questa guerra dappertutto: preghiamo per la pace”. E non dimentica Francesco la popolazione della martoriata Ucraina “che soffre tanto”.

Drammi umanitari

Migrantes e Caritas: “La tragedia nell’Egeo tra le più dolorose e gravi degli ultimi dieci anni. Servono canali regolari d’ingresso in Europa”

foto Unhcr
19 Giu 2023

di Patrizia Caiffa

“Una tragedia tra le più dolorose e gravi degli ultimi dieci anni”: così Fondazione Migrantes e Caritas italiana commentano la strage di migranti avvenuta nel mar Egeo davanti alle coste greche. Nell’esprimere dolore per questo ennesimo tragico naufragio, Migrantes e Caritas sottolineano “la necessità di canali regolari d’ingresso in Europa che evitino la morte a uomini, donne e bambini costretti a fuggire per vivere una vita più dignitosa. Occorre una maggiore consapevolezza a livello europeo, affinché si superi presto il regolamento di Dublino e non si chiudano le frontiere”. “La terra è di tutti e ogni persona ha diritto di muoversi liberamente senza alcuna limitazione”, ricordano citando papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il prossimo settembre, sul tema “Liberi di scegliere se migrare o restare”. Due diritti fondamentali come “il diritto di vivere nella propria terra o migrare liberamente. Diritti oggi a rischio perché spesso non si conoscono – o non si vogliono conoscere – le reali motivazioni delle partenze specialmente da luoghi dove c’è guerra o si vivono situazioni di estrema povertà. Dovrebbe essere chiaro per tutti che per comprendere bisogna conoscere”.

 

Eventi religiosi cittadini

Arriva a Taranto il mantello di San Francesco di Paola per la sua festa

foto G. Leva
19 Giu 2023

di Angelo Diofano

Nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, a cura dell’omonima parrocchia di via Anfiteatro angolo via Regina Elena, mercoledì 21 alle ore 18 sarà accolta in chiesa, per la solenne esposizione, la reliquia del mantello del santo, proveniente dal Protocenobio di Paola, che servì nella sua prodigiosa traversata dello Stretto di Messina.
In preparazione alle celebrazioni il parroco padre Alessandro Chiloiro ha provveduto a far accuratamente ripulire la facciata della chiesa, operazione che non si effettuava da molto tempo, liberandola dallo strato di sporcizia, effetto degli agenti atmosferici.
Mercoledì, dopo l’arrivo della reliquia, alle ore 19 la santa messa sarà presieduta da padre Domenico M. Crupi del medesimo santuario e alle ore 20 si terrà la veglia di preghiera.

Giovedì 22, giornata dedicata alla santità dell’ordine dei minimi, sante messe si terranno alle ore 8 (padre Domenico M. Crupi, che celebrerà ogni giorno al medesimo orario), alle ore 10.30 (padre Omar Javier Solis Rosales, vicario parrocchiale) e alle ore 19 (padre Luigi Lia, del convento dei Minimi di Sant’Andrea delle Fratte in Roma); alle ore 20, tavola rotonda su “La nostra chiesa, tra liturgia, storia ed arte”, con interventi di padre Omar Javier Solis Rosales, dell’architetto Augusto Ressa e del prof. Benedetto Mainini.

Venerdì 23, giornata della gente di mare, alle ore 10.30, santa messa presieduta da don Pasquale Didonna, cappellano militare del comando Marina Sud, alla presenza di ufficiali, sottufficiali e marinai della Marina Militare, autorità civili, dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia, dell’istituto Nastro Azzurro e dell’Associazione Mauriziana Nastro Verde; alle ore 19, santa messa celebrata da padre Luigi Lia alla presenza dell’associazione Stella Maris-Apostolato del mare.

Sabato 24, vigilia della festa, alle ore 10.30, santa messa presieduta da padre Omar Javier Solis Rosales con l’amministrazione dl sacramento dell’unzione degli infermi; alle ore 19, santa messa celebrata da padre Luigi Lia; alle ore 20, concerto della fanfara di presidio del Comando interregionale Marittimo Sud diretto dal maestro Donato Taddei.

Domenica 25, festa del santo, alle ore 8.30 santa messa presieduta da padre Omar Javier Solis Rosales; alle ore 11, solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro con la presenza dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro; alle ore 18, solenne concelebrazione presieduta da padre Luigi Lia.

Alle ore 19, processione con il simulacro del santo e il sacro mantello, con la partecipazione dell’arciconfraternita del Carmine e dei Cavalieri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro. Questo l’itinerario: via Regina Elena, via Di Palma, piazza Immacolata, via D’Aquino, piazza Giovanni XXIII (con breve omaggio da parte della parrocchia e dell’arciconfraternita del Carmine), via D’Aquino, corso Due Mari.

Davanti al monumento ai marinai (dove sarà schierata la fanfara di presidio della Marina Militare) ci sarà la sosta per la preghiera della gente di mare e di quella del marinaio, con benedizione al mare e alla città e lancio in mare di una corona d’alloro in memoria dei caduti da parte dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia. Seguirà dagli spalti del Castello aragonese lo spettacolo pirotecnico a cura della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.

Al termine, rientro in chiesa (la cui facciata sarà illuminata a festa) attraverso il lungomare e via Anfiteatro.

Il servizio musicale sarà effettuato dalla Grande Orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.