Diocesi

“Il restauro della basilica di San Martino metafora del ‘restauro’ della pace in Medio Oriente”

Con queste parole il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, si compiace dell’opera di racconto del ripristino dell’antica bellezza, a Martina Franca

17 Giu 2023

di Ottavio Cristofaro

“Ma pensando a voi e ai restauri di San Martino, posso dire che abbiamo una lezione da imparare”. Con queste parole il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, saluta l’opera di racconto del restauro della Basilica di Martina Franca. Il patriarca, che più volte è stato ospite della Basilica, prende spunto dall’iniziativa comunitaria che ha permesso alle pietre bianche di San Martino di tornare a brillare nel centro storico di Martina Franca, come metafora per il “restauro” della pace in Medio Oriente.

La storia del restauro della basilica è stata raccontata da don Franco Semeraro, già rettore della collegiata, e dall’architetto Gianfranco Aquaro, nel volume “Palcoscenico del Settecento” edito da Scorpione editrice. Una storia raccontata nel dettaglio, anche attraverso la presenza di decine di fotografie scelte con cura, che tracciano un unico filo rosso dal 1993 al 2019. Un lavoro di ricostruzione che ha di fatto coinvolto tutta la città, a partire da quel nucleo storico degli “Amici della Collegiata”, che a novembre del 1994 decisero di intraprendere un percorso comune volto a sensibilizzare la comunità anche per reperire i fondi necessari per i restauri, resisi ormai urgenti. Un viaggio che ha coinvolto l’intera città per diversi anni, trasformando la basilica e i suoi lavori in una missione aggregativa, animati dalla bellezza dell’opera, capace anche di diventare punto di riferimento culturale di rilievo nazionale. Una missione a cui San Martino non si è sottratta.

Era gennaio del 1994 e da allora i lavori hanno coinvolto decine di maestranze e di intelligenze, sostenuti dal contributo della città, a partire da quei soldini risparmiati da due bimbi, che un giorno si presentarono in sacrestia per contribuire al salvataggio della Basilica.

L’opera di restauro della basilica è andata di pari passo con l’opera di costruzione di una comunità stretta attorno ad un’idea di centralità della chiesa maggiore di Martina Franca. Il libro di Semeraro e Aquaro ne ricostruisce tutti i passaggi, non lesinando in immagini e fotografie dei protagonisti della storia.

Sport

Dall’Africa all’Italia, la pallanuoto come strumento di riscatto

16 Giu 2023

di Paolo Arrivo

“Aiutiamoli a casa loro”, dice qualcuno, per non occuparsi concretamente della questione migranti. Qualcuno lo fa per davvero e con ottimi risultati. È il caso di Asante Sefa-Boakye, pallanuotista californiano, che qualche anno fa ha fatto ritorno nella terra d’origine della sua famiglia per sviluppare un progetto ambizioso e nobile: portare la pallanuoto nell’Africa subsahariana. Segnatamente nel Ghana. L’uomo si è attivato nella raccolta fondi ed ha portato la pallanuoto in diverse città. In un Paese dove le piscine accessibili al pubblico sono una rarità. E in quella dell’Awutu Wintor Water Polo Club, presso l’University of Ghana, ha preso avvio il progetto ad Accra.

La pallanuoto e la grande opportunità

Ottantadue giocatori in totale. Provenienti da diverse aree del Ghana, dieci di questi ragazzi raggiungeranno Lignano Sabbiadoro per prendere parte al HaBaWaBa International Festival (Happy Baby Water Ball) con  una formazione U12. Sono persone alle quali la vita non ha offerto tante opportunità. Come spiegato dallo stesso Sefa-Boakye, per partecipare all’HaBaWaBa stanno vivendo una serie di “prime volte”: per la prima volta hanno ottenuto dei documenti, il loro primo passaporto; per la prima volta prenderanno l’aereo e usciranno dal Paese; per la prima volta parteciperanno a una competizione sportiva internazionale. Soprattutto “non hanno ancora idea di come la loro vita cambierà”. Va sottolineato anche che i protagonisti del progetto Black Star Polo, prima di giocare, hanno dovuto imparare a nuotare – il nuoto non fa parte della loro cultura.

HaBaWaBa International Festival Lignano Sabbiadoro 2023

Giunta alla 15esima edizione, la competizione coinvolge atleti e allenatori, famiglie, dirigenti e appassionati di sport; vede i più piccoli confrontarsi nello sport della pallanuoto. Si svolgerà da domenica prossima 18 al 25 giugno. I bambini e le bambine che giocheranno in acque rappresenteranno 136 squadre di 10 Paesi diversi: Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Principato di Monaco, Turchia, Ungheria, Grecia, Egitto e Brasile. Sono 112 le formazioni iscritte al torneo U11, 24 all’U9. Ci sarà spazio anche per la settima edizione dell’HaBaWaBa Plus U14. Che si disputerà con sessantaquattro squadre. La scorsa edizione dell’HaBaWaBa è stata un successo. Quest’anno, per le tante crisi aperte a livello internazionale, si carica ulteriormente di significato: lo sport per invocare la pace. Le discipline acquatiche, in particolare, come simbolo della vita da preservare. Attraverso l’integrazione e la ricerca dei legami interpersonali.

Black Star Polo U12

Questi i giovanissimi atleti della squadra di pallanuoto affidata a Sefa-Boakye, e agli altri allenatori Richard Senyo e Enoch Nii Nortey: Kingsley Appiah, Daniel Buabeng, Ebenezer Arthur, Elisha Eshun, Emmanuel Mensah, Kwabena Boateng, John Tadeah, Isaac Ntim, Bright Robert Berko e Derrick Tetteh. È facile immaginare il loro entusiasmo, bello riportare i loro nomi. Con il rispetto che si deve ad ogni essere umano.

Giornata europea

Dal 16 al 18 giugno, al MarTa i bimbi “Archeologi per un giorno”

Per le Giornate europee dell’archeologia, nei tre giorni, all’interno del chiostro che ospita il Museo archeologico nazionale di Taranto, un laboratorio che simula alla perfezione uno scavo archeologico e il trattamento dei reperti rinvenuti

16 Giu 2023

Dal 16 al 18 giugno si celebreranno le Giornate europee dell’archeologia.
A Taranto protagonista della tre giorni è il MArTA con un programma tutto incentrato sulla fruizione da parte dei bambini. Saranno loro infatti gli “Archeologi per un giorno”, impegnati all’interno del Chiostro che ospita il Museo archeologico nazionale di Taranto, in un laboratorio che simula alla perfezione uno scavo archeologico e il trattamento dei reperti rinvenuti nello stesso.
Il 16, il 17 e il 18 giugno, dalle 17 alle 18.30 i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, accompagnati da almeno un genitore o un adulto, potranno immergersi nell’atmosfera che attesa e meraviglia che contraddistingue la vita di milioni di archeologi nel mondo. Professionalità e passione a cui dobbiamo anche l’opportunità di persistenza del patrimonio, della nostra storia e della nostra identità.
Le Giornate dell’archeologia in Europa sono gestite dall’Istituto Nazionale di Ricerca Archeologia Preventiva della Francia (Institut Nazional de Recherches Archéologiquest Préventives) e organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – direzione generale musei.
I bambini e gli adulti che prenoteranno le attività previste nell’ambito del programma delle Giornate europee dell’archeologia potranno successivamente visitare le intere collezioni permanenti del Museo archeologico nazionale di Taranto.

“In qualche maniera offriamo ai bambini che in quei giorni verranno al MArTA accompagnati dai loro genitori, amici o nonni e zii, di essere proprio loro i novelli Diogene alla scoperta della storia degli uomini – commenta la direttrice Claudia Lucchese, nuova guida del museo tarantino delegata dal direttore generale musei, prof. Massimo Osanna – diventando guide speciali anche per gli adulti in un vero e proprio viaggio nel tempo alle radici della nostra civiltà”.

 

Per prenotare l’attività e le visite occorrerà collegarsi al link del nuovo concessionario per i servizi aggiuntivi all’indirizzo:https://aditusculture.com/esperienze/taranto/tour-visite-guidate/giornate-europee-dell-archeologia

Rigenerazione ecologica

Domenica 18, a Le canne, pulizia delle spiagge con Pulsano d’A mare

16 Giu 2023

Torna l’impegno sul territorio da parte dell’associazione Pulsano d’A mare con le domeniche dedicate alla pulizia degli arenili e alla sensibilizzazione ambientale, alla cura della costa, alla salvaguardia degli ecosistemi marini con il coinvolgimento delle scolaresche e dei bambini.

Le attività avranno inizio a partire dalle ore 07:30 alla baia Le Canne.

Un appuntamento di condivisione e approfondimento ormai irrinunciabile per l’associazione Pulsano d’A mare e quest’anno ha pensato quale azione tangibile che si inserisce nell’agenda Onu 2030 degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

È necessario pensare alla spiaggia come un ecosistema vivo e al mare quale elemento chiave della nostra stessa esistenza sulla terra, è il messaggio che l’associazione vuole diffondere attraverso questa attività partecipativa.

Al termine dell’attività di raccolta, per le ore 9 il biologo dott. Fernando Cera e la dott.ssa Simia Calella daranno corso ad un momento didattico con bambini, sulle conseguenze dannose arrecate al nostro meraviglioso pianeta dall’abbandono della spazzatura.

L’invito è aperto a tutti i cittadini e in particolare per i più piccoli.
La partecipazione è gratuita e per l’attività è consigliato munirsi di guanti.

 

A seguire – intorno alle ore 10 – sarà possibile ascoltare l’interessante intervento della dott.ssa Teresa Tatullo in rappresentanza dell’associazione Alzàia onlus.

Alzàia è da anni è impegnata a contrastare ogni forma di maltrattamento di genere attraverso la promozione di attività legate al cambiamento culturale, alla sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno della violenza maschile sulle donne. Alzàia onlus supporta le donne vittime di violenza sul territorio di Taranto, Manduria, Grottaglie e l’ambito territoriale n.6.

A Taranto attraverso il Centro Antiviolenza “Sostegno Donna” e lo Sportello “Sostegno Donna” – intitolato a Federica & Andrea.

Diocesi

Anche in estate, disponibilità dei padri saveriani per confessioni o colloqui

16 Giu 2023

di Angelo Diofano

Quando la calura estiva imperversa e si fa meno intensa l’attività ecclesiale, sia per il meritato riposo dei parroci, dopo un anno pastorale densissimo d’appuntamenti, sia per gli impegni dei vari Grest per i ragazzi, talvolta c’è poca disponibilità per le confessioni o per un consiglio o almeno, come canta Celentano in Azzurro, almeno per “un prete per chiacchierare”. E invece, come sempre accade, anche nel periodo di vacanza i padri missionari saveriani offrono la loro piena disponibilità perché nessuno mai possa sentirsi solo, senza possibilità di sentirsi ascoltato. Nella loro casa di via Tre Fontane 15 a Lama (davanti a un noto supermarket) i saveriani assicurano, nella loro grande proverbiale simpatia, accoglienza dal lunedì al venerdì indicativamente dalle ore 9 a mezzogiorno e dalle ore 16 alle 18 e solo il sabato dalle ore 9 alle 12: anche al fresco del gazebo in giardino, se si preferisce. Tutto ciò, previo contatto telefonico per appuntamento allo 099.7772527 per assicurarsi della disponibilità dei sacerdoti. Possibilità di parcheggio nell’ampio cortile.

Mostra d'arte

Domenica 18, a Pulsano, l’artista MaMo inaugura la sua galleria

16 Giu 2023

Appuntamento con l’arte di Mariolina Morciano, artista nota al grande pubblico come MaMo, con l’inaugurazione della “Galleria DARTE” domenica 18 giugno alle ore 20.30 in via Costantinopoli 36 a Pulsano.

Uno spazio d’arte moderna e contemporanea aperto di sera, pronto ad accogliere tutti coloro che apprezzano la sua arte materica, i paesaggi cittadini, i territori astratti, i palazzi, le case. Ogni sera sarà possibile ammirare i quadri ultra colorati, con guizzi improvvisi tesi ad approfondire l’ignoto o le tele monocolore, di carta e gesso, pronte a guidare l’anima nella profondità dell’io, quietamente ed inesorabilmente.  Le opere della Morciano hanno sempre qualcosa di insoluto, pronto ad ispirare domande sul senso della vita, ma non a darne risposta. Finestre di palazzi o distese di bianco, di azzurro e di nero, come l’opera che raffigura la “Galleria DARTE” di MaMo. Guizzi improvvisi, ispirazioni notturne guidano le sue mani, sempre pronte a lavorare le tele.

La Morciano è relativamente giovane come artista, ha infatti iniziato a dipingere nel 2020 durante il lock down, ma i suoi successi sono stati strepitosi. Molti i premi nazionali ed internazionali ricevuti; l’ultimo, risalente a pochi giorni fa, l’ha vista protagonista a Firenze per la presentazione dell’Annuario internazionale d’arte contemporanea Artisti 23, giunto alla quinta edizione. L’annuario è accompagnato, quest’anno, da “Porto Franco le opere sdoganate da Vittorio Sgarbi”, un elenco di artisti contemporanei scelti dal grande critico d’arte, in vendita negli store Mondadori e online. La sua opera “Cattedrali” è presente sia nell’annuario che in Porto Franco.

All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Pulsano, Pietro D’Alfonso, ed esponenti della giunta e del consiglio comunale e la prof.ssa Vincenza Musardo Talò, storico e critico d’arte, che apprezza particolarmente la profonda vena artistica della Morciano.

Francesco

Stamattina, papa Francesco è stato dimesso dal policlinico Gemelli

foto Vatican Media/Sir
16 Giu 2023

Papa Francesco è stato dimesso oggi, venerdì 16, dal policlinico Gemelli, dove era ricoverato dal 7 giugno per un intervento chirurgico programmato all’addome. “L’equipe sanitaria che ha seguito papa Francesco ha deciso per la dimissione del santo padre dal policlinico”, ha infatti comunicato ai giornalisti il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni: “Lo staff medico ci ha informato che papa Francesco ha riposato bene durante la notte. Il decorso clinico prosegue regolarmente. Gli esami ematochimici risultano nella norma. Nella serata di ieri ha cenato comunitariamente insieme a quanti dal giorno del ricovero lo assistono”. Al mattino, “come segno di ringraziamento” – ha reso noto il portavoce vaticano – ha ricevuto tutta l’equipe operatoria formata dal personale medico, dagli infermieri, dagli operatori socio sanitari e dagli ausiliari che lo scorso 7 giugno hanno coordinato, eseguito e reso possibile l’operazione chirurgica”. Successivamente ha incontrato mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica e don Nunzio Currao, assistente spirituale del personale del policlinico; quindi i rappresentanti del consiglio di amministrazione della Fondazione policlinico Gemelli, con il presidente, avvocato Carlo Fratta Pasini, e il rettore dell’Università Cattolica, prof. Franco Anelli, insieme agli organi direttivi del policlinico, con il direttore generale, prof. Marco Elefanti.
Al termine, il papa si è recato nel reparto di oncologia pediatrica e neurochirurgia Infantile dove sono assistiti i piccoli degenti che in questi giorni hanno espresso al papa il loro affetto attraverso numerose lettere, disegni e messaggi di pronta guarigione. “Papa Francesco ha toccato con mano il dolore di questi bambini che portano ogni giorno sulle loro spalle, insieme alle loro mamme ed ai loro papà, la sofferenza della Croce”, ha riferito Bruni: “A ciascuno di loro ha fatto dono di un rosario e di un libro”. Nel salutare i presenti, inoltre, il santo padre “ha rivolto un ringraziamento a tutto il personale sanitario per la professionalità e lo sforzo di alleviare la sofferenza dell’altro, oltre che con i farmaci, con la tenerezza e l’umanità”.

Papa Francesco, dopo la sosta a Santa Maria Maggiore all’uscita del policlinico Gemelli, è rientrato in Vaticano, passando dall’Arco del Perugino. Riprende dunque l’attività ordinaria del santo padre, dopo i 10 giorni di ricovero nell’ospedale romano per un intervento chirurgico all’addome, che si è svolto senza complicazioni e con un decorso post-operatorio regolare. All’uscita del Gemelli, Francesco ha ringraziato i giornalisti per il loro lavoro e alla domanda sulla sua salute ha risposto, come è ormai consueto: “Sono vivo”. Prima di fare rientro in Vaticano, poco dopo le 10 circa – fa sapere la sala stampa della Santa Sede – papa Francesco si è fermato per una breve visita privata alle suore dell’istituto Maria Santissima Bambina, riunite per il loro capitolo generale, e, fuori dall’ingresso del Perugino, per salutare le forze dell’ordine e ringraziarle per il loro servizio. L’angelus di domenica e le udienze dei prossimi giorni sono confermati, salvo l’udienza generale di mercoledì 21 giugno, che è annullata – spiega la sala stampa vaticana – “per salvaguardare il recupero post operatorio del santo padre”.

Scienza

Le zanzare sono sempre più pericolose: per combatterle entrano in azione i robot

15 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Tra gli effetti del cambiamento climatico c’è anche l’aumento delle malattie portate dagli insetti più fastidiosi del mondo. Ovvero le zanzare. Che possono essere pure assai pericolose, entro e oltre i confini dell’Italia: l’incidenza delle infezioni causate da arbovirus, come Dengue e Chingungunya, è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni. Lo ha denunciato l’Oms. Siamo arrivati al punto che buona parte della popolazione mondiale, circa la metà, è a rischio Dengue. Si parla, per ogni anno, di un numero compreso tra i cento e i 400 milioni di infezioni. Ecco che la scienza studia la strategia dei veicoli robot.

La ricerca condotta a Taiwan

L’obiettivo della nuova tecnologia è scovare ed eliminare i punti più nascosti in cui le zanzare proliferano e si diffondono. Sempre secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono circa 390 milioni le persone infettate ogni anno dal virus della febbre dengue nel mondo: il problema non riguarda più solamente i Paesi tropicali e subtropicali. Lo studio proposto porta la firma dei ricercatori del Taiwan National Mosquito-Borne Diseases Control Research Center. Ne sono protagonisti veicoli senza pilota che possono essere utilizzati per identificare ed eliminare le fonti di riproduzione delle zanzare: per le Aedes sono le fognature l’habitat ideale. L’utilizzo dei robot è stato testato in cinque distretti dell’area urbana di Kaohsiung. Come confermato dagli autori dello studio, l’uso diffuso può potenzialmente eliminare alcune delle fonti di riproduzione delle zanzare vettoriali, riducendo in tal modo la prevalenza annuale della febbre dengue nella stessa città.

Il cambiamento climatico c’entra anche con le zanzare

È l’emergenza di cui si dovrebbero occupare tutti i governi prioritariamente. Il cambiamento climatico impatta negativamente sulla convivenza tra la natura e l’essere umano, incide anche sulla circolazione delle zanzare che ogni anno guadagnano 5 chilometri, portando le malattie con loro: la malaria è tra le più pericolose, insieme all’infezione da virus zika, oltre alla stessa dengue. Un recente studio pubblicato su Biology Letters da un gruppo di ricercatori della Georgetown University di Washington rivela l’avanzata nel continente africano delle zanzare Anopheles. Gli spostamenti sono guidati dalle temperature in aumento, per effetto del riscaldamento globale. Così la zanzara tigre asiatica (nota come Aedes albopictus) che si sposta a latitudini più settentrionali. Una specie aggressiva, attiva in ogni momento della giornata. Gli effetti sulla salute non sono affatto trascurabili. Si pensi che le creature più letali del mondo sono proprio le zanzare, le quali, a causa delle malattie trasmesse, uccidono un milione di persone all’anno! Il cambiamento climatico è allora responsabile del numero crescente di focolai. Altri fattori di rischio, riconducibili all’attività umana, sono la deforestazione e l’urbanizzazione. Mentre le zanzare si adattano sempre meglio ai nuovi ambienti procurando guai.

Formazione

Le proposte emerse dall’incontro su “Pietà popolare e formazione liturgica del popolo di Dio”

Organizzato dall’ufficio diocesano per la Cultura, diretto da don Antonio Rubino, è stato l’ultimo appuntamento del corso di formazione “Popolo di Dio e Fraternità dei Popoli”: dal Concilio Vaticano II a papa Francesco

foto Vatican media/Sir
15 Giu 2023

di Lorenzo Musmeci

L’ufficio diocesano Cultura ha proposto l’ultimo incontro del corso di formazione: “Popolo di Dio e Fraternità dei Popoli”: dal Concilio Vaticano II a papa Francesco. L’appuntamento sul tema “Pietà popolare e formazione liturgica del popolo di Dio” si è svolto mercoledì 14 giugno, nella parrocchia S. Roberto Bellarmino. I sentiti ringraziamenti dei corsisti sono andati a  don Antonio Rubino, vicario episcopale per la Cultura, che si è prodigato per l’organizzazione del corso, e al prof. Lino Prenna, docente universitario, che ha condotto gli incontri con professionalità e dedizione.

Due relazioni iniziali

Le relazioni di due partecipanti al corso hanno dato inizio alle riflessioni come di consueto. La prima, a cura di Raffaella Carenza, ha sottolineato la visione di papa Francesco per la quale: “La pietà del popolo di Dio è il sistema immunitario della Chiesa e il popolo evangelizza continuamente se stesso. La pietà popolare è una spiritualità dei semplici e degli umili, incarnata nella cultura dei poveri, ma anche pellegrina e missionaria. La pietà popolare possiede una profondità mistica che raggiunge l’intimo dei suoi fedeli, grazie all’azione primaria dello Spirito Santo, da cui dipende. La seconda relazione, esposta da Stefania Labbruzzo, ha fatto emergere alcune delle idee di Papa Francesco sulla liturgia, così come enunciate nella lettera apostolica Desiderio Desideravi: “Indubbiamente è indispensabile la nostra propensione a voler accettare l’invito al banchetto eucaristico, ma soprattutto e ancor prima è il desiderio che Cristo ha di noi a essere l’elemento fondante di tale invito. Il papa sottolinea con insistenza la necessità di provare stupore per il mistero pasquale. Non deve mai mancare la meraviglia negli occhi del cristiano: lo stupore è parte essenziale dell’atto liturgico perché è l’atteggiamento di chi sa di trovarsi di fronte alla peculiarità dei gesti simbolici”.

Pietà popolare

Il prof. Prenna ha così iniziato: “La pietà popolare è il modo popolare di vivere la fede, come cioè il popolo stesso vive la fede nella specificità della sua cultura. Ogni popolo ha una cultura, cioè un sistema di vita e un modo di pensare, che lo caratterizza e lo rende distinto e diverso da altri popoli, dando forma a una pluralità di culture. La religione è un codice di segni, un universo di realtà segnalate dalla lingua, dall’architettura esterna, dalla musica e dai colori. Tutti segni visibili di una realtà invisibile ”.

Luogo teologico e sensus fidelium

Il relatore ha voluto, dunque, fare sua un’espressione cara a papa Francesco che nel documento Querida Amazonia ha parato di popolo come luogo teologico: “Il popolo vive la fede e la insegna (cioè l’affida ai segni) e la trasmette. Questo concetto è rappresentativo del sensus fidelium (vale a dire il sentire dei fedeli) che è fondamentale per capire come le verità di fede siano sentite dal popolo prima di essere definite dalla chiesa”.  Il prof. Prenna ha dunque esplicitato il concetto con un esempio molto chiaro: “Così e avvenuto per l’ultimo dogma dell’Assunzione di Maria al cielo, definito da Pio XII. È valso prima il sentire secolare del popolo di Dio: dalla dormitio Mariae fino all’idea che Maria è stata sottratta alla corruzione del sepolcro, assunta in anima e corpo in cielo.”

Formazione liturgica del popolo di Dio

Il passaggio dal tema della pietà popolare a quello della formazione liturgica del popolo di Dio è stato immediato: “Alcuni autori, tra i quali Gramsci, hanno affermato che la pietà popolare è alternativa alla pietà ufficiale della liturgia. La formazione liturgica è formazione del popolo e la liturgia è azione del popolo. La pietà popolare si sviluppa secondo modelli culturali del popolo; la liturgia si è sviluppata secondo il codice ufficiale proposto dalla Chiesa, ma il soggetto dell’azione è sempre il popolo”.

Educare alla e dalla liturgia

Il prof. Prenna ha concluso citando Antonio Rosmini, teologo e presbitero italiano, che ha trattato, tra gli altri, anche il tema della liturgia: “Rosmini dice che la liturgia è un corso di educazione, che richiede la comprensione dei segni e dei testi e che bisogna lasciarsi educare dalla liturgia. Infine, Rosmini afferma che la prima delle cinque piaghe della chiesa è la separazione del clero dal popolo nella liturgia”. In ultima battuta, don Antonio ha voluto riassumere così le idee emerse durante l’incontro: “La liturgia è la continuazione del tempo di Cristo nel tempo della Chiesa. Ogni volta che celebriamo la liturgia, celebriamo Cristo che nell’oggi diventa presente attraverso i segni liturgici, donandoci l’oggi della salvezza. La liturgia, dunque, deve educare a vivere quella salvezza in atto”.

Conclusioni, saluti e ringraziamenti

Alla fine dell’incontro, sono stati vari gli interventi di tutti i corsisti che non sono intervenuti solo sul tema del giorno, ma soprattutto su alcuni degli argomenti trattati negli incontri precedenti. È emersa una visione di insieme che ha sottolineato una nuova consapevolezza di tutti i partecipanti: l’essere popolo di Dio, non massa sterile, popolo che deve impegnarsi per promuovere la fraternità, l’amicizia sociale, popolo che deve essere attento ai fratelli e alle nuove generazioni, popolo che deve puntare al dialogo, alla mediazione e a una formazione liturgica solida e fruttuosa. Dopo i sentiti ringraziamenti, i corsisti hanno voluto salutare il relatore trascorrendo insieme un breve momento di convivialità fraterna.

 Per qualunque informazione sull’ultimo incontro e per le sintesi, le relazioni e gli interventi di tutti gli incontri del corso, si rimanda al sito dell’Ufficio di pastorale della Cultura: http://cultura.diocesi.taranto.it/.

Ricorrenze

Il cardinale Semeraro a Martina per il 25° anniversario dell’elevazione a Basilica della Collegiata

Domenica 18 giugno la comunità di Martina Franca vivrà un particolare momento di grazia

15 Giu 2023

di Angelo Diofano

Domenica 18 giugno la comunità di Martina Franca vivrà un particolare momento di grazia nella celebrazione del 25.mo anniversario della elevazione a Basilica della Collegiata di San Martino. In occasione della ricorrenza, sarà presente il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle Cause dei Santi, che alle ore 19 presiederà la solenne celebrazione eucaristica.

Infatti era la medesima giornata del 1998 quando, alla presenza di autorità civili e militari e di una grande partecipazione di popolo, il cardinale Virgilio Noè, allora arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, a nome del papa San Giovanni Paolo II, elevò alla dignità di Basilica minore pontificia la chiesa madre martinese.

In preparazione all’evento, il parroco mons. Giuseppe Montanaro invita la comunità di Martina Franca a partecipare anche all’adorazione eucaristica che si terrà sempre in San Martino sabato 17 alle ore 20.30 per ringraziare il Signore del dono di questa proclamazione.

Dichiarata dall’Unesco il 27 settembre 2002 “monumento messaggero di una cultura di pace”, la Basilica di San Martino fu interessata da consistenti restauri globali nel periodo in cui fu parroco mons. Franco Semeraro, in seguito all’intervento del Comune di Martina Franca che poté accedere ai fondi europei destinati alle opere d’arte. Sotto la direzione della Soprintendenza ai Monumenti di Puglia i lavori consistettero nel recupero statico degli elementi lapidei smossi della facciata, nel consolidamento e nella ripulitura delle superfici in pietra dell’intero edificio e specialmente del prospetto e dei portali, nel ripristino degli intonaci e, infine, nel rinforzo del campanile.

Caritas: un progetto per aiutare le donne vittime di violenza domestica ed economica

Si intitola “Microcredito di libertà” e sarà presentato il 16 giugno il grande progetto nazionale per aiutarle con il microcredito sociale e imprenditoriale

foto Sir/Marco Calvarese
15 Giu 2023

di Patrizia Caiffa

Un grande progetto nazionale per aiutare con il microcredito sociale e imprenditoriale le donne vittime di violenza domestica ed economica. Si intitola “Microcredito di libertà” e coinvolge Caritas italiana e 20 Caritas diocesane (una ogni regione) nella realizzazione di una iniziativa promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha stanziato un fondo specifico di 3 milioni di euro destinato al microcredito sociale. L’accordo con Caritas italiana, l’Ente nazionale per il microcredito, l’Abi e la Federcasse è stato siglato due anni fa ma è diventato operativo in questi giorni. È la prima volta che il Ministero per le Pari Opportunità e Caritas italiana si impegnano in un progetto specifico per le donne vittime di violenza, anche se un centinaio di Caritas diocesane già se ne occupano. Il 16 giugno sarà raccontato in un evento pubblico a Roma (ore 10.30, Teatro dei Ginnasi, via delle Botteghe Oscure 42) su iniziativa dell’Ente nazionale per il microcredito. Interverranno, tra gli altri, don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana; per Abi Giovanni Sabatini; per Federcasse, Claudia Benedetti. Ci saranno i rappresentanti del mondo finanziario che hanno aderito al progetto, dell’associazione Unigens, dei Cav – Centri antiviolenza, di reti contro la violenza di genere e associazioni di promozione femminile. Concluderà i lavori alle ore 12.30 la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella.

Come funziona?

Il progetto prevede di aiutare le donne con un finanziamento di massimo 10.000 euro che può essere usato per corsi di formazione professionale, per le spese di casa o della famiglia. Con il microcredito imprenditoriale si aiutano invece le donne ad aprire un’attività. I Centri antiviolenza segnaleranno le donne ai 20 centri di ascolto Caritas selezionati, tra cui Aosta, Vigevano, Vicenza, La Spezia, Frosinone, Terni, Pistoia, Chieti, Ferrara, Pordenone, Potenza, Sorrento, Catanzaro, Conversano, Catania.

Caterina Boca, responsabile del progetto per Caritas italiana – foto C. Boca

La violenza economica

“Siamo stati chiamati dal dipartimento per le Pari opportunità e parteciperemo con un co-finanziamento – spiega Caterina Boca, responsabile del progetto per Caritas italiana –. Vogliamo aiutare le donne che sono state vittime di violenza, anche economica.

Spesso sono costrette dagli uomini maltrattanti ad intestarsi attività oppure non possono mai aprire un conto, non sono padrone dei soldi e quando lasciano i mariti rischiano di non avere un’autonomia. Spesso la violenza economica le impedisce di avere il ruolo di chi tiene i conti in famiglia. Questo le isola perché non hanno ricevuto una buona educazione finanziaria, non sanno gestire un bilancio familiare, in particolare le donne straniere”

Il microcredito è una forma di finanziamento a tasso zero

“I soldi devono essere restituiti ma sono senza interessi – precisa Boca -. L’aspetto interessante è che chi li riceve viene accompagnato. I nostri operatori nelle diocesi faranno colloqui con le donne, le aiuteranno nella compilazione del bilancio familiare, valuteranno i loro bisogni e la cifra necessaria. È una forma di educazione finanziaria oltre che un sussidio economico. Sarà  anche possibile sospendere la restituzione per un periodo per aiutarle ad avere liquidità. Il valore del microcredito, rispetto ai progetti a fondo perduto, è proprio nell’educazione al valore dei soldi e nella capacità di risparmio. Le donne si sentono rafforzate nella consapevolezza di essere capaci di diventare autonome, di pagare un debito, di risparmiare”.

Le banche che hanno aderito

Sui 3 milioni di euro del fondo 500.000 saranno usati per abbattere i tassi di interesse, in collaborazione con le banche che hanno aderito. Ad oggi sono 14 banche territoriali, tra cui Bcc, casse rurali, Unicredit.  In questi due anni sono stati costruiti i documenti e i regolamenti. Le banche erogheranno i fondi, che passeranno dal Dipartimento per le Pari Opportunità all’Ente nazionale per il microcredito alle banche.

Diocesi

Un libro racconta il restauro della basilica di San Martino e dell’identità dalla sua gente

14 Giu 2023

di Silvano Trevisani

Venerdì 16 giugno alle 19, nel teatro Verdi di Martina Franca, fresco di ristrutturazione, sarà presentato il volume“Palcoscenico del Settecento”. Il libro, scritto da di don Franco Semeraro, già rettore della collegiata, e dall’architetto Gianfranco Aquaro, edito da Scorpione, racconta il restauro della basilica di San Martino. Ma soprattutto chiarisce la relazione tra il lavoro compiuto, a partire dalla ricerca delle risorse, poi alla realizzazione dei lavori, con quello di ricostruzione di un’identità religiosa e culturale di quella comunità. Il libro sarà presentato da Aldo Patruno, direttore generale del dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Cultura della Regione Puglia, alla presenza degli autori e dell’editore Piero Massafra. La serata sarà condotta dal giornalista Rai Salvatore Catapano. All’inizio della serata sarà proiettato il documentario sui lavori di restauro.

Anche attraverso la presenza di decine di fotografie, che tracciano un unico filo rosso dal 1993 al 2019, il libro racconta, quindi, il lavoro di ricostruzione che ha di fatto coinvolto tutta la città, a partire dal nucleo storico degli “Amici della Collegiata”, che nel novembre del 1994 decise di intraprendere un percorso comune volto a sensibilizzare la comunità anche per reperire i fondi necessari per i restauri, ormai urgenti. L’intera città è stata coinvolta per diversi anni, così la basilica e i suoi lavori hanno svolto una funzione aggregativa, divenuta punto di riferimento culturale di rilievo nazionale.

L’opera di restauro della basilica è andata di pari passo con l’opera di costruzione di una comunità stretta attorno ad un’idea di centralità della chiesa maggiore di Martina Franca. Il libro di Semeraro e Aquaro ne ricostruisce tutti i passaggi, non lesinando immagini dei protagonisti della storia.

Scrivono gli autori: “Mettere mano alla Collegiata ha significato toccare le corde più sensibili della vicenda cristiana e della passione civica martinese; ha prodotto il riattivarsi di esperienze, di genialità, di manualità che hanno consentito la realizzazione di un progetto di restauro vincente, che ha aperto l’accesso alle risorse di fondi europei e dei Ministeri dei Beni Culturali, delle Finanze, della Regione Puglia, del Comune. Non è mancato il contributo di istituzioni cittadine e di privati” “Per comporre i fili di questa storia vi è stato il contributo assai cospicuo di risorse economiche pubbliche e private. Sono state impegnate capacità professionali, slanci generosi, cammini percorsi insieme, individuazione di itinerari per arricchimenti culturali e spazi di confronto. Testimoniare questa intensa avventura di bellezza e di comunità è il senso di questa pubblicazione”.

Il messaggio del patriarca di Gerusalemme

Il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, che più volte è stato ospite della Basilica, ha rivolto un denso messaggio a don Franco Semeraro col quale saluta il racconto del restauro della Basilica di Martina Franca, prendendo spunto dall’opera comunitaria che ha permesso alle pietre bianche di San Martino di tornare a brillare nel centro storico della città, come metafora per il “restauro” della pace in Medio Oriente.

“Ma pensando a voi e ai restauri di San Martino, posso dire che abbiamo una lezione da imparare. Per quanto problematici e pericolanti siano, tutti gli edifici si possono restaurare: anche il nostro di Terra Santa. Le risorse necessarie si troveranno. Abbiamo solo bisogno di qualcuno, che con sana fiducia e un briciolo di pazzia, sappia osare e trascinare dietro di sé gli altri, con la sua passione per il bello che, quando è vera, è sempre irrimediabilmente contagiosa”.