Festival

Ecologia integrale: l’economista Zamagni ospite della giornata inaugurale del Festival a Montefiascone

foto Siciliani-Gennari/Sir
13 Giu 2023

All’inaugurazione del Festival dell’Ecologia integrale di Montefiascone sarà presente l’economista di fama internazionale Stefano Zamagni.
Il presidente emerito della Pontificia Accademia delle Scienze sociali e tra i “padri” dell’economia civile nella prima giornata della manifestazione che si aprirà giovedì 22 giugno nella piazzetta di fronte alla cripta di Santa Lucia Filippini, all’ombra della basilica di Santa Margherita.
Mons. Fabio Fabene, vescovo titolare di Montefiascone, segretario del Dicastero delle cause dei santi e presidente dell’associazione Rocca dei papi per un’ecologia integrale, organizzatrice del festival, e mons. Orazio Francesco Piazza, vescovo di Viterbo, faranno, alle 17, i saluti introduttivi. Seguiranno, quindi, gli interventi del presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, e del sindaco di Montefiascone, Giulia De Santis. L’economista Zamagni terrà, alle 18, la lectio magistralis dal titolo “Sorella Acqua”, tema centrale della terza edizione della rassegna. La conduzione sarà affidata ad Emma D’Aquino, giornalista della Rai, scrittrice e conduttrice.
Il pomeriggio proseguirà, alle 19, con la compagnia teatrale “Giorgio Zerbini” che metterà in scena “Opera sull’acqua e altre poesie”, libro di poesie dello scrittore Erri De Luca. In serata, alle 21, si terrà il concerto vocale del Coro della cappella papale di Assisi.

Giornata mondiale

Lavoro minorile, Unicef: in Italia nel 2022 registrati oltre 69mila casi di ragazzi-lavoratori

foto Siciliani-Gennari/Sir
13 Giu 2023

di Filippo Passantino

In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, l’Unicef Italia ha presentato il 1° rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”: nel 2022 sono 69.601 i lavoratori minorenni 15-17 anni, in aumento rispetto ai 51.845 del 2021 e ai 35.505 del 2020; la posizione di “dipendente” raccoglie la maggiore percentuale di lavoratori, seguita da “operai agricoli” e “voucher”; se invece osserviamo la fascia di età entro i 19 anni nel 2021 i lavoratori erano 310.258, in aumento rispetto ai 243.856 del 2020. Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2021 le denunce di infortunio di minorenni sotto i 19 anni presentate all’Inail a livello nazionale ammontano a 352.140 di cui: 223.262 per i minorenni fino a 14 anni (erano 31.857 nel 2021 e 18.534 nel 2020) e 128.878 nella fascia di età 15-19 anni (erano 18.923 nel 2021 e 11.707 nel 2020).
Il rapporto esamina i dati sul lavoro minorile e gli infortuni da lavoro in Italia nel quinquennio 2017-2021, distribuiti per età, regione e genere ed è stato realizzato sulla base di dati elaborati a partire da report e database presenti su portali nazionali dell’Inail e dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps). Il rapporto – realizzato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Unicef per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile – è stato curato dal “Laboratorio di Sanità pubblica per l’analisi dei bisogni di Salute delle Comunità” del Dipartimento di Medicina, chirurgia e odontoiatria “Scuola medica salernitana” – Università degli studi di Salerno. “Proponiamo oggi una riflessione pubblica sui dati, grazie alla collaborazione avviata con l’Università di Salerno nell’ambito dell’Osservatorio Unicef per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile – sottolinea Carmela Pace, presidente di Unicef Italia –. Al fine di garantire un’attenzione particolare ai minorenni che lavorano, favorendo la diffusione di una cultura della prevenzione, nello scorso mese di febbraio abbiamo firmato un Protocollo con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per unire le forze nel perseguimento di questo importante obiettivo. Già nel giugno 2022 avevamo dato vita all’Osservatorio Unicef per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile, proprio allo scopo di contrastare lo sfruttamento degli adolescenti e tutelare la legalità, a partire dalla realizzazione di studi, analisi e proposte da rivolgere alle Istituzioni competenti”.

Sport

La Gioiella Prisma Taranto può essere la mina vagante del campionato

Il neo schiacciatore rossoblu Giacomo Raffaelli – foto Legavolley
12 Giu 2023

Un nuovo allenatore e una grande campagna acquisti. Ci sono tutti gli ingredienti, compresa la fiducia rinnovata, per veder brillare la Gioiella Prisma Taranto nella prossima Superlega Credem Banca. Ci credono i tifosi e i giocatori arrivati alla corte di coach Mastrangelo. Un gruppo impreziosito dalla presenza di nazionali: dal giovane opposto azzurro Lorenzo Sala al centrale della nazionale statunitense Jeffrey Jendryk. A chi ha giocato e vinto con l’Italia – Filippo Lanza.

Gioiella Prisma Taranto come bella sorpresa

“Il team nel complesso mi piace. È una bella squadra, un mix tra giovani ed esperienza, che secondo me può fare bene: conosco tanti nomi e sono contento perché comunque so già con chi andrò a vivere questa stagione in Puglia, e non vedo l’ora di iniziare questo percorso tutti insieme, e calarmi nel vivo del campionato”. Queste le impressioni di Giacomo Raffaelli. Che interpellato sulle squadre che sorprenderanno nel prossimo campionato, risponde: “Speriamo noi!” “Adesso vediamo come verrà costruita Catania – continua il neo schiacciatore della Gioiella Prisma Taranto – e le altre squadre contro cui dovremo misurarci per gli scontri diretti. Potremmo essere anche noi la bella sorpresa, certo con l’obiettivo sempre importante della salvezza che non ci dobbiamo mai dimenticare”.

Il lavoro da pianificare

Nel pomeriggio di mercoledì scorso la Prisma ha tenuto un allenamento dimostrativo al Palasport Giovanni Paolo II di Massafra. Gli ionici hanno incontrato le società di volley locali, con l’obiettivo di mettere a rete le stesse realtà, di accrescere lo spirito di collaborazione, utile alla promozione della pallavolo sul territorio. L’iniziativa è stata apprezzata. Merito della Asd Pallavolo Massafra, che l’ha voluta. Il lavoro deve ancora cominciare. E nella prossima fase la figura del preparatore atletico (riconfermato Pascal Sabato) ha un ruolo chiave nel preparare i muscoli dei giocatori ai grandi sforzi da compiere nel prossimo campionato. Dove Taranto non sarà più l’unica squadra a rappresentare il Sud Italia. Perché il titolo di Vibo Valentia che, promossa dalla serie A2, ha dovuto rinunciare alla Superlega Credem Banca, è stato acquisito da Catania.

Il cauto ottimismo della società

A proposito di obiettivi, in una recente intervista pubblicata sul Corriere dello Sport, Vincenzo Mastrangelo ha ribadito che la salvezza è lo step fondamentale. Dopodiché non ci si dovrà accontentare. Lo stesso tecnico subentrato a Vincenzo Di Pinto alla guida della Gioiella Prisma Taranto (i due si sentono ancora, nonostante qualche divergenza passata), ha però messo in guardia dai rischi dell’eccesso di entusiasmo, dalle previsioni ottimistiche poi smentite dalla realtà: si pensi a quanto capitato a Perugia, che dopo la cavalcata trionfale nella stagione regolare, è uscita di scena già ai quarti di playoff scudetto, per mano di Milano. Ma il bello dello sport è proprio questo, se vogliamo. Che non si può dare niente per scontato.

Eventi di sensibilizzazione

Pellegrinaggio Macerata-Loreto: un appello alla pace e alla conversione del cuore

60mila pellegrini, nella notte tra il 10 e l’11 giugno, si sono messi in cammino rispettando una tradizione lunga quarantacinque anni

foto archivio Pellegrinaggio
12 Giu 2023

di Francesca Cipolloni

“Chi cerchi?”. È questa la domanda che ha guidato e sostenuto i passi dei circa 60mila pellegrini che, nella notte tra il 10 e l’11 giugno, si sono messi in cammino da Macerata a Loreto, rispettando una tradizione lunga quarantacinque anni. Era infatti il 1978 quando mons. Giancarlo Vecerrica, allora giovane insegnante di religione e oggi vescovo emerito di Fabriano-Matelica, diede vita al Pellegrinaggio proposto da Comunione e liberazione, come segno di ringraziamento e devozione alla Madonna al termine dell’anno scolastico. Un atto che si è aperto, stavolta, nel ricordo indelebile di san Giovanni Paolo II che, nel 1993, assieme al fondatore di Cl, don Luigi Giussani. Memorabile la tenerezza di quella occasione in cui Woytjla consegnava ai giovani il simbolo che guida ancora oggi il Pellegrinaggio: “Ora affido a voi, cari giovani, la croce che vi farà da guida nel vostro pellegrinaggio al Santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e risurrezione”.

Sulla scia di quelle parole oggi il gesto si ripete, con più fede di sempre, con più giovani di sempre. “Scampato” alla pandemia e rimodulato negli ultimi tre anni secondo formule alternative a motivo delle disposizioni sanitarie imposte dal Covid, il tragitto notturno che, tra le campagne marchigiane, collega la Civitas Mariae alla Santa Casa lauretana, è ritornato ad attrarre partecipanti da ogni parte d’Italia e dall’estero – con circa 200 pullman – e convenuti allo stadio maceratese “Helvia Recina”, dove si è celebrata la consueta messa e l’accensione della Fiaccola della Pace. Fiaccola che, nell’ultima Udienza in piazza san Pietro, ha ricevuto una benedizione particolare da parte di Papa Francesco, prima del ricovero al Policlinico “A. Gemelli”: l’invito dei medici ad un assoluto riposo ha impedito la tradizionale telefonata con cui il Pontefice, ogni anno, ha salutato i pellegrini. E mentre nel mondo non accennano a cessare venti di guerra, è stato letto un messaggio da parte di mons. Paolo Pezzi, arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca: “In questa circostanza, che è molto dolorosa, per certi versi tragica, perlomeno preoccupante, desidero farmi pellegrino di pace e chiedere a voi di pregare, di pregare per la pace perché la pace di Cristo si distenda nelle nazioni e tra i popoli. Domandiamo con insistenza la conversione del cuore, perché è la condizione necessaria affinché nei nostri cuori, e perciò nelle nostre comunità, regni la pace”.

Dal popolo del Pellegrinaggio a piedi, un appello diretto, al termine, è stato rivolto anche ai presidenti Putin e Zelens’kyj, “tenendo nel cuore l’iniziativa del Santo Padre che ha inviato il card. Matteo Zuppi come pellegrino di speranza”. A celebrare l’eucaristia è stato il card. Angelo De Donatis, vicario di papa Francesco per la Diocesi di Roma, alla presenza di numerose autorità civili e militari del territorio, ma soprattutto di ragazzi e ragazze, di famiglie e di quanti, nonostante il meteo incerto, hanno scelto di camminare, di pregare assieme rispondendo ad un interrogativo che, come affermato dal suo ideatore, “non equivale ad una caccia al tesoro, bensì ad un’educazione volta a vivere l’esistenza proprio come un pellegrinaggio, cercando Gesù ogni giorno”. Assieme a Vecerrica sull’altare, oltre a mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo metropolita di Fermo, mons. Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza episcopale marchigiana, che, con un pensiero indirizzato in special modo ai malati, riprendendo le parole di sant’Agostino ha sottolineato come “il tema di quest’anno svela la verità sull’uomo, c’è una ricerca profonda in ognuno di noi e il nostro cuore si quieta solo se incontra un volto” e “solo chi sa scorgere la presenza di Cristo trova la sua meta. Padre Matteo Ricci scrisse: ‘Se hai pochi amici avrai poca gioia’. Ogni anno il Pellegrinaggio vi dona tanti amici, e dunque vi attende una grande gioia”. “Non abbiate paura di cercare Dio – ha evidenziato inoltre De Donatis nell’omelia alla vigilia del Corpus Domini perché Lui si rivela a chi lo cerca dando la vita in pienezza. Ciò che ti attende non è ‘qualcosa’ ma ‘Qualcuno’. Se nel cuore hai tante preoccupazioni che ti appesantiscono, sappi che Dio è più grande del tuo cuore e conosce ogni cosa.

Prova a lasciarti alleggerire da Lui, passo dopo passo, per giungere a Loreto più umile, più ricco dell’essenziale. E ritroverai in quella Casa colei che dirà di nuovo ‘Sì’ per per far entrare Dio nella tua storia. In questa notte e da questa notte, siate voi fiaccole della pace, che illuminano con la speranza questo tempo di buio”.

Quindi, la partenza, con circa 28 km percorsi, interamente trasmessi in streaming, sotto la regia del Comitato organizzatore “Pellegrinaggio Macerata-Loreto”, presieduto da Ermanno Calzolaio, con la logistica curata dal responsabile Massimo Orselli e il generoso servizio di centinaia di volontari, nonché la collaborazione delle Forze dell’ordine preposte. Nitide le intenzioni che hanno scandito la strada: la pace in Ucraina, gli alluvionati dell’Emilia Romagna e delle Marche e, ovviamente, la pronta guarigione del Santo Padre. Nella notte, intervallate dai canti, dalla recita del Rosario e da spazi di silenzio, le tante testimonianze a raccontare le esperienze, le fatiche, le sofferenze e i sogni che albergano nell’animo. All’arrivo all’alba della domenica – con diretta trasmessa su Tv2000 -, con l’accoglienza del card. De Donatis e mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto, l’immagine che più di ogni altra rappresenta il Pellegrinaggio nell’immaginario collettivo: il fiume di gente che, con migliaia di scarpe, cappelli colorati e striscioni, invade la discesa di Montereale, a Loreto, con la statua della Beata Vergine ad “abbracciare” ogni pellegrino che, in questa epoca sofferta di incertezze e sfiducia, pieno “di forza, di grazia e di gloria”, cerca realmente il Signore.

Hic et Nunc

È morto Silvio Berlusconi

foto Ansa/Sir
12 Giu 2023

È morto stamattina Silvio Berlusconi. Da venerdì era ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti programmati per la sua “patologia ematologica”.
Tre volte presidente del Consiglio dei ministri, fondatore di Forza Italia, Berlusconi avrebbe compiuto 87 anni a fine settembre. Impresario edile, fondatore di Fininvest e di Mediaset, presidente del Milan che con lui al comando ha conquistato 29 trofei ufficiali in 31 anni: 8 campionati italiani, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Uefa Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa e una Coppa del mondo per club Fifa. Negli ultimi anni, con il sodale Adriano Galliani aveva rilevato la proprietà del Monza, conquistando la Serie A. Dopo la decadenza da senatore a fine 2013, Berlusconi era stato eletto al Parlamento europeo nel 2019, carica dalla quale si era dimesso per ritornare a Palazzo Madama a seguito delle elezioni dello scorso settembre.
Innumerevoli le vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto.

Rigenerazione sociale

Il grano e l’uva nelle Reti e nelle Azioni di Menti!

Presentati con successo i due progetti che vedono collaborare Gal Magna Grecia, tre Amministrazioni comunali, Terzo settore e Profit

12 Giu 2023

Turismo rurale e innovazione sociale si sono “sposati” in una grande festa che ha coinvolto tre comunità: è la magia dei resoconto e interviste e clip video evento per presentazione due progetti “Reti di Menti” e “Azioni di Menti” che, già da alcuni mesi, per la prima volta stanno collaborando sinergicamente per lo sviluppo sociale ed economico del territorio di tre comuni jonici: Grottaglie, Carosino e San Giorgio Jonico.

La presentazione dell’iniziativa si è tenuta al Castello episcopio di Grottaglie in una serata gioiosa “condotta” da Maria Teresa Marangi, progettista e project manager dei due progetti, che aprendo i lavori ha spiegato che «per realizzare le azioni previste dai progetti “Reti di Menti” e “Azioni di Menti” sono state costituite due distinte ats (associazione temporanea di scopo) che comprendono imprese, aziende ed enti del Terzo settore che, per la prima volta in questo tipo di interventi operano insieme, peraltro alcuni partner sono presenti in entrambe le reti».

La capacità di unire il mondo del profit e quello del terzo settore è stata apprezzata nei loro interventi da Francesco Vizzarro, presidente dell’ordine commercialisti ed esperti contabili di Taranto, e Maria Antonietta Brigida, vicepresidente Csv Taranto.

La serata è proseguita con la presentazione di alcune attività già realizzate nell’ambito del progetto “Reti di Menti” che da subito ha visto il coinvolgimento di studenti delle scuole superiori dell’ic “Don Milani-Pertini”, in iniziative tese prima a individuare i “bisogni” delle comunità, propedeutiche alla elaborazione di un modello di innovazione sociale in grado di produrre benessere diffuso, un processo basato sulle cosiddetta “intelligenza collettiva”, ovvero le Menti degli individui che ne fanno parte.

Gli studenti hanno avuto anche la possibilità di esprimersi: così è stato organizzato un corso di autoimpenditorialità con la creazione di una collezione di abiti che, grazie alla collaborazione dell’Atelier “Annicchiarico” con la maestra di sartoria Angela Annicchiarico, membro dell’Accademia nazionale Sartori di Roma, ha visto gli studenti creare i loro modelli, realizzarli e indossarli nella serata in una sfilata trasformandosi in emozionatissime modelle, tra questi anche Mimmo, uno degli ospiti delle Strutture Rete Epasss di Grottaglie presenti in sala, con loro anche i appresentanti dell’associazione “Amici della Fo’cra”.

Un’altra iniziativa di studenti dell’ic “Don Milani-Pertini” a indirizzo tecnico economico e turistico è stata la realizzazione di tre video – proiettati nella serata – in cui con i loro occhi hanno “raccontato” a ipotetici turisti i comuni in cui vivono, ovvero i tre che finora hanno patrocinato l’iniziativa: Grottaglie, Carosino e San Giorgio Jonico.

Il progetto “Azioni di Menti” è stato introdotto poi dalla “sfilata” di una bimba e un bimbo in costumi che rappresentavano il grano e l’uva, due prodotti della nostra terra!

Infatti Maria Teresa Marangi ha spiegato che il progetto “Azioni di Menti” intende promuovere il turismo rurale e valorizzare le risorse agricole locali, in modo che il “loro valore aggiunto” possa rimanere sul territorio: assumono un valore simbolico il grano che si trasforma in pane e l’uva in vino!

In “Azioni di Menti” saranno messi a punto percorsi turistici elaborati mediante un processo partecipativo “dal basso” in cui sarà coinvolta la comunità, a partire proprio dagli studenti che così diventano consapevoli delle straordinarie risorse del “paesaggio rurale”: le bellezze della natura unite ai tipici interventi antropici del nostro territorio, come i muretti a secco, le masserie, i trulli, gli ipogei e le lamie, diventano così un “bene culturale”, un unicum inscindibile che rappresenta un attrattore turistico.

Apprezzamenti per i due progetti sono stati espressi nei loro interventi dai rappresentanti delle tre Amministrazioni comunali: Antonio Vinci, Assessore comunale Turismo, Cultura, Marketing territoriale e Percorsi ceramici di Grottaglie, Cosimo Fabbiano, Sindaco di San Giorgio Jonico, e Onofrio Di Cillo, Sindaco di Carosino.

Concludendo la serata Ciro Maranò, Direttore del Gal Magna Grecia, ha auspicato che nel prosieguo possano aderire ai due progetti anche altri partner e istituzioni, tra queste gli altri nove Comuni che, con Grottaglie, San Giorgio Jonico e Carosino, aderiscono al Gal Magna Grecia: Crispiano, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, Statte e Leporano.

I Progetti “Reti di Menti” e “Azioni di Menti”

I due progetti sono finanziati dal Gal Magna Grecia nell’ambito della Strategia di Sviluppo Locale avvalendosi di risorse del FEASR – PSR 2014-2020: il progetto “Azioni di Menti”, in particolare, con l’Azione. 3 “Eco-Distretto” per la creazione di una Rete di operatori e soggetti pubblici per favorire la conversione ecocompatibile del territorio, mentre il progetto “Reti di Menti” mediante l’Azione. 4 “Innovazione Sociale” per favorire iniziative di innovazione sociale attivate da partenariati di imprese agricole con altri soggetti pubblici e/o privati.

Partner del progetto “Reti di Menti” sono Associazione Isonomia, Associazione Grott’Art aps, cooperativa sociale Futura Rudiae e Azienda agricola Crescente Vincenzo

Il progetto “Reti di Menti” mira a sviluppare nuove idee, processi, metodologie, servizi e prodotti che possano creare benessere per la comunità soddisfacendo le necessità della stessa; questo sarà possibile adottando modelli di innovazione sociale con il supporto della tecnologia e utilizzando idee, conoscenze, esperienze per un modello di innovazione basato sulle risorse del territorio.

Il progetto parte dal basso e rappresenta un processo di conoscenza, di rilevazioni ed elaborazione e poi di proposte di idee e soluzioni da parte della comunità a supporto delle aziende. L’attenzione per il settore economico però non dovrà contrastare con l’esigenza sociale (tutela della salute consumatore, tutela ambientale, riqualificazione e utilizzo delle risorse del territorio). Tra le risorse vengono ricomprese le produzioni, le tradizioni e la cultura locale. Da una mappatura scaturiranno quali sono gli elementi che la comunità ritiene maggiormente identificanti e qualificanti il proprio territorio.

Si intraprenderà un percorso di osservazione, analisi, rilevazione di dati ed elaborazione statistica. Le rilevazioni porteranno alla   conoscenza delle realtà economiche e di quelle non profit; gli attori del progetto saranno in primis le risorse umane dell’ats costituite appositamente  ma da subito hanno coinvolto gli studenti degli istituti di scuola media superiore e i cittadini che intendono contribuire volontariamente.

Partner del progetto “Azioni di Menti” sono l’associazione Isonomia, Azienda agricola Guarini Roberto, Azienda agricola Annicchiarico Salvatore, Azienda agricola Crescente Vincenzo, L’Arco di Vestita Daniele, coop. sociale Futura Rudiae, l’associazione Grott’Art aps e l’associazione Il Simposio Dello Ionio.

Con il progetto “Azioni di Menti” si intende valorizzare il turismo rurale locale per uno sviluppo economico e sociale. La costituzione di un’ats tra aziende agricole, di servizi e associazioni consentirà di proporre un prodotto unico, caratterizzante il territorio, turismo esperenziale, non di massa che soddisferà le richieste dei turisti di godere di paesaggi, cucina tipica e cultura in maniera sostenibile, lenta e piacevole. Inoltre le aziende agricole saranno spinte ad accogliere anche le scolaresche locali e dei territori limitrofi.

Si vuole così partire/tornare alla terra. Un’attenzione particolare nella diversificazione sia del prodotto sia delle tecniche di coltivazione è richiesta alle aziende partecipati partner; il rispetto per l’ambiente e la salute sarà un punto fermo dimostrando che nel nostro territorio è possibile produrre sano.

Il paesaggio agrario è a tutti gli effetti paesaggio culturale come riconosciuto dall’Unesco e da questo patrimonio si vuole ripartire perché è diretta espressione della “opera congiunta dell’uomo e della natura” dunque racconta la storia. Il paesaggio agrario depositario della memoria del territorio, dunque bene culturale, ma anche espressione di una nuova domanda che gli assegna il ruolo di fattore propulsivo dello sviluppo.

L’apertura alla dimensione territoriale porta l’agricoltura a relazionarsi con le altre attività economiche e a incorporare maggior valore aggiunto con riguardo alla fornitura di un prodotto sempre più complesso e segmentato (nella sua dimensione ricreativa e ambientale) per favorire processi di sviluppo virtuosi all’insegna della sostenibilità.

Francesco

Papa Francesco al Gemelli, Bruni: “Ha potuto fare qualche passo e si è dedicato per alcune ore al lavoro”

foto Sir
12 Giu 2023

“Pomeriggio trascorso bene: papa Francesco ha potuto fare qualche passo.
Si è dedicato per alcune ore al lavoro, intervallato al riposo e alla preghiera”: lo ha comunicato il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni.

Angelus

La domenica del Papa – Le radici cristiane d’Europa

foto Sir/Marco Calvarese
12 Giu 2023

Angelus senza papa Francesco affacciato alla finestra dello studio del palazzo apostolico, e nemmeno dal balconcino del policlinico Gemelli – il Vaticano terzo come lo chiamava san Giovanni Paolo II – dove si trova ricoverato da mercoledì scorso 7 giugno. Per volontà dei medici, è stato sottolineato, per non compromettere il decorso post operatorio e per consentire al Papa di far ritorno quanto prima a Santa Marta: “con il tempo è divenuto più saggio”, il commento di Sergio Alfieri, il chirurgo che lo ha operato.
Angelus nella domenica in cui le chiese fanno memoria della festa del Corpus Domini, ovvero di un Dio che dona il cibo alle sue creature. Questo il messaggio che ci viene dalle letture. Nel Deuteronomio leggiamo che nel faticoso esodo verso la terra promessa, quaranta anni nel deserto, Dio ha fatto provare la fame “poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive di solo pane”. È il pane del popolo pellegrinante verso il Regno; è il pane che dona unità alla comunità, come leggiamo nella lettera di Paolo agli abitanti di Corinto: “il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo”. È il pane, infine che assume il volto e il corpo di Cristo e che Giovanni, nel suo Vangelo, propone con le parole che Gesù pronuncia nella Sinagoga di Cafarnao: “io sono il pane vivo disceso dal cielo: se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.
È la festa dell’eucaristia, per Benedetto XVI, istituita nell’ultima cena e che “costituisce il tesoro più prezioso della chiesa”; ancora, la “comunione con il corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà per ritrovare il gusto della verità e del bene comune”.
Festa che mette in primo piano il tema dell’amore, ricordava papa Francesco in uno dei suoi primi Angelus, e nell’eucaristia adoriamo “il tesoro più prezioso” che Gesù ha lasciato alla comunità cristiana. L’amore è la forza di chi cammina nella vita insieme ai fratelli, sognando un mondo senza differenze raziali, come Martin Luther King, il leader dei diritti civili del popolo afroamericano, che pagò con la vita la sua azione di vedere un popolo unito, bambini e delle bambine unire le loro mani senza preoccuparsi del colore della pelle. Come il Mahatma Gandhi, testimone della non violenza, il quale, parlando nella festa di san Pietro, disse: “l’amore è il potere più duraturo che ci sia al mondo”.
Niente Angelus pubblico per il papa, abbiamo detto, ma non per questo è mancata la sua parola. Sabato ha inviato un messaggio all’evento Not Alone sul tema della fraternità, che vedeva riuniti trenta premi Nobel in piazza San Pietro. Nelle sue parole il no convinto alla guerra: “nel nostro mondo, dilaniato dalla violenza e dalla guerra, non bastano ritocchi e aggiustamenti: solo una grande alleanza spirituale e sociale che nasca dai cuori e ruoti attorno alla fraternità può riportare al centro delle relazioni la sacralità e l’inviolabilità della dignità umana”.
Domenica ha fatto sentire il suo pensiero rivolgendosi ai parlamentari europei appartenenti al Partito popolare, sottolineando la necessità che i politici sappiano portare nella loro azione il contributo originale della Dottrina sociale della Chiesa: “pensiamo, ad esempio, ai due principi di solidarietà e sussidiarietà e alla loro dinamica virtuosa”. Nel suo messaggio papa Francesco ha sottolineato anche le radici cristiane dell’Europa, un continente che “tenga insieme unità e diversità”. Per questo ci vuole “una forte ispirazione, un’anima” ma anche “dei sogni”. Ritengo, scrive il vescovo di Roma, “che i politici cristiani oggi si dovrebbero riconoscere dalla capacità di tradurre il grande sogno di fraternità in azioni concrete di buona politica a tutti i livelli: locale, nazionale, internazionale. Ad esempio: sfide come quella delle migrazioni, o quella della cura del pianeta, mi pare che si possano affrontare solo a partire da questo grande principio ispiratore: la fraternità umana”.
L’Europa è nata unita, ha scritto il papa, con un ideale di fondo: “generare uno spazio dove si potesse vivere in libertà, giustizia e pace, rispettandosi tutti nella diversità”

8xmille

La rete dei referenti dell’8xmille, Monzio Compagnoni: “Con gli incaricati diocesani e parrocchiali dialoghiamo col territorio”

ph 8xmille
12 Giu 2023

di Filippo Passantino

Quasi tutte le diocesi italiane hanno un incaricato che si occupi di far conoscere e promuovere sul territorio le opere realizzate con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Negli ultimi anni, quest’impegno ha chiamato in causa anche le parrocchie, che hanno cominciato a indicare un proprio referente. In Italia sono circa 5mila quelle che hanno nominato il proprio incaricato. Un quarto di tutte le parrocchie presenti in Italia. Ne parliamo con Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

foto Siciliani – Gennari/Sir

Chi sono gli incaricati diocesani e parrocchiali?
Questo è un momento molto importante per la nostra rete, perché storicamente ha sempre avuto una struttura che arrivava fino alle diocesi, in pochi casi alle parrocchie. Quindi, avevamo solo i referenti regionali e poi gli incaricati diocesani quali appresentanti del Sovvenire nelle diocesi, nel territorio, nelle regioni. Non eravamo mai arrivati nelle parrocchie. Adesso abbiamo iniziato un progetto per arrivare ad avere un referente parrocchiale nel maggior numero di parrocchie possibili. Con i progetti di raccolta delle firme o di raccolta delle donazioni, questo comincia ad avvenire. Così siamo già arrivati a 5.000 incaricati: sono dei numeri molto grossi perché le parrocchie sono circa 20.000. Quindi, l’auspicio è di raggiungere le 20.000 persone che entreranno nel territorio e cominceranno a parlare dei valori del Sovvenire, del perché sostenere la Chiesa cattolica e qual è il ruolo della comunità. Mentre per quanto riguarda le diocesi, gli incaricati diocesani coprono quasi tutte le diocesi italiane. Sono presenti nel 99% delle diocesi. Per metà sono sacerdoti e per l’altra metà sono volontari laici. La loro attività è quella di promuovere il Sovvenire sul territorio e, quindi, realizzare eventi, fare corsi di formazione in parrocchia, creare eventi di presentazione con i giornalisti. Come è avvenuto, per esempio, in Umbria, dove si tiene la presentazione del bilancio regionale delle opere dell’8xmille con tutta la stampa locale.

Sono, quindi, degli annunciatori…
Sono persone che oltre a raccontare i valori del Sovvenire e le opere della Chiesa Cattolica raccontano qual è il ruolo della comunità nei confronti della Chiesa, soprattutto perché la Chiesa è sostenuta dalla sua comunità. Agli incaricati diocesani adesso abbiamo dato un compito in più, che è quello di collaborare con i referenti degli uffici delle comunicazioni sociali diocesani, perché oltre a una campagna nazionale sull’8xmille ci sia una campagna locale, che nasce dal territorio, che è più concreta, in quanto deve parlare delle opere che in quel territorio vengono realizzate con l’8xmille.

Dall’ultimo convegno dedicato alla vostra rete nello scorso mese di febbraio a oggi, quali feedback stanno arrivando?
Abbiamo osservato che sta ritornando l’entusiasmo nel compiere questo servizio, un entusiasmo che si era un po’ perso. Il fatto che i vescovi abbiano riscoperto l’importanza del ruolo ricoperto dagli incaricati, il fatto che ci siano dei progetti che hanno un’importanza per la Chiesa, ha rimotivato le persone che svolgono questo servizio.

Dal territorio, invece, quali feedback arrivano?
Che i progetti sono impegnativi, però i risultati che stanno venendo fuori dalle attività che gli incaricati stanno sviluppando sono molto positivi. Perché quello che sta emergendo è che, quando la Chiesa chiede alla comunità un impegno, essa è pronta a reagire. La Comunità esiste e se coinvolta è pronta a sostenere la chiesa e i suoi sacerdoti! Questo credo che sia il messaggio più importante.

Il grafico degli incaricati diocesani e parrocchiali  – ph. Sir

Diocesi

Con la festa di San Vito, il benvenuto ai villeggianti

foto G. Leva
12 Giu 2023

di Angelo Diofano

“I martiri, dal greco ‘martys’ che significa testimone, siano fonte di ispirazione per il rinnovamento delle nostre comunità cristiane. Esse sono chiamate a diventare sempre più missionarie, tutte protese all’evangelizzazione, decise a raggiungere gli uomini e le donne nelle periferie esistenziali e geografiche, dove più c’è sete di speranza e di salvezza”. Così il parroco di San Vito don Nicola Frascella (anche lui a fine mese festeggerà il mezzo secolo di sacerdozio)  annuncia i festeggiamenti in onore del Santo titolare della parrocchia, con un ricco programma di iniziative che si terranno da giovedì 15 a sabato 17. La festa da qualche anno segna in pratica l’avvio della stagione estiva ed è occasione per le famiglie del quartiere per momenti di aggregazione e di familiarizzazione con i villeggianti, che cominciano ad arrivare sempre più numerosi. Attualmente la comunità parrocchiale conta circa 7.000 abitanti, che praticamente raddoppiano nel periodo estivo.

Nata negli anni sessanta, la parrocchia ha visto consolidarsi e nascere diverse attività grazie anche alla corresponsabilità dei fedeli. Diversi i gruppi presenti, fra cui l’Azione Cattolica ragazzi che guida l’iniziazione cristiana dei fanciulli dai 6 ai 13 anni e cerca di creare un rapporto di collaborazione con i genitori.

Questo il programma della festa, finalizzata ad offrire un momento di spensieratezza in un momento storico della nostra città alquanto problematico.

Mercoledì 14, alle ore 19.45, catechesi su inclusione e sinodalità a cura della parrocchia e dell’Ufficio catechistico diocesano; intervengono il dott. Donato Salfi (psicologo e psicoterapeuta), la famiglia Opinto, Adriana Parisi, presidente dell’associazione “Hearth’s music”, la prof.ssa Teresa Di Mitri, responsabile del settore catechesi e disabilità, don Lucangelo De Cantis, responsabile ufficio catechistico diocesano, con la dott.ssa Carmen Sale quale moderatrice.

Giovedì 15, solennità di San Vito, alle ore 17 santa messa celebrata dal parroco; alle ore 18, accompagnata dalla banda musicale “Santa Cecilia” di Taranto diretta dal m. Giuseppe Gregucci, la processione percorrerà le vie del quartiere fino a viale del Tramonto dove ci sarà una breve traversata a mare con il simulacro su imbarcazione  dell’Associazione Rematori Magna Grecia-Lega Navale Taranto, rallegrata dal volo degli aquiloni realizzati dai bambini a cura di “Tarantokite”; dopo il rientro, alle ore 21 circa, sul piazzale affianco alla chiesa, la compagnia teatrale “Regina Pacis” dell’omonima parrocchia di Lama presenterà la commedia dialettale in due atti “È megghie accussì e no pesce! Di Rosa Vitti con la regia di A.M.Barbieri.

Venerdì 16, alle ore 21 tanta musica e divertimento con rock’n’roll, rockabilly, swing e surfrock anni ’50-60 con la “Hill Valley Band”. Sabato 17, ultimo giorno di festeggiamenti, alle ore 21 concerto degli “Heart’s Music”: spettacolo di inclusione sociale con ragazzi affetti da sindrome autistica; a seguire, la Ligabue tribute band “Libera nos a malo”.

Nelle tre serate sarà attiva una pesca di beneficienza mentre al bar parrocchiale funzionerà un punto ristoro; il ricavato sarà devoluto all’autofinanziamento delle attività comunitarie.

Diocesi

Il discorso dell’arcivescovo per la solennità del Corpo e del Sangue di Gesù

11 Giu 2023

di † Filippo Santoro

Fratelli e sorelle, amici tutti,

siamo perennemente sotto lo sguardo di Gesù che preoccupato per la nostra debolezza raccoglie pochi pani e pesci e nella sua unica preghiera mediatrice al Padre, provvede a sfamarci.1 È qui che il Signore ci dice: «Io sono il pane della vita»2 di quella eterna, ma anche già di questa vita. Egli ci parla di un “vero cibo e di una vera bevanda”.3 Così che in un mistero di amore le cui parole sono spirito e vita egli offre sé stesso aprendo nell’eucarestia una porta: «in verità, in verità vi dico, chi crede ha la vita eterna».4

Probabilmente anche noi tante volte di fronte al mistero dell’eucarestia ci poniamo la domanda dei Giudei di Cafarnao: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».5 Il Signore ci dice «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita».6 Ma cosa noi desideriamo se non il pane e la felicità. Ma pensate: il Signore si identifica con un pezzo di pane e lo chiama “pane di vita eterna”. Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 11, rivolge la sua grande preghiera al Padre: «Ti ringrazio Padre perché hai fatto capire queste cose agli umili, ai semplici, e non a chi crede di sapere e di potere con la sua indagine. Così, Padre, è piaciuto a Te».7E i Giudei mormorano e Pietro dice: “Anche noi non capiamo; nella vita infatti c’è un grande mistero, ma se andiamo via da te, dove andremo? Solo tu hai parole di vita eterna. E noi abbiamo veduto e creduto che sei il Figlio di Dio”.8 La realtà sensibile, la carne e il sangue non sono limite, non si oppongono alla realtà ultima vera, all’eterno, allo Spirito. Il Signore ha salvato la nostra fragilità. Per questo si è fatto carne; è diventato uno di noi; è stato crocifisso, si è offerto sino alla fine e l’Eucarestia è la memoria, il segno della passione del Signore, è il segno della sua resurrezione.

Il Signore rimane nel pane e rimane nel suo corpo che è la Chiesa, un corpo vivo presente tra i popoli della terra. Un popolo con le sue fragilità, ma che contiene la potenza del Risorto, il suo Spirito. Il Signore rimane nella nostra unità e cammina con noi, segno dell’amore del Padre, per la potenza dello Spirito.

Ed è così che tra noi, resi degni dall’amore del Cristo, vi sono schiere innumerevoli di angeli prostrati davanti all’Altissimo servendolo giorno e notte, e al loro canto, come tante volte ci dice la liturgia, si sforzano di accordarsi le nostre povere voci acclamando il Trisaghion,9 il tre volte Santo.

Terminata la nostra processione, guardando verso il Santissimo, colmi di gratitudine, certi di un amore che è più forte di ogni peccato, ognuno preghi con il cuore: «Signore Gesù, tu sai tutto, mi conosci, sai quando mi siedo e quando mi  rialzo dalla polvere, tu sai anche che io ti amo».10 «Signore, da chi mai andremo? Tu solo hai parole di vita eterna». Davanti all’Eucarestia, l’intelletto e il cuore dicano all’unisono, in ginocchio: «Mio Signore e mio Dio!».11

Questo pane è indissolubilmente pane di pace e di comunione, una pace la cui costruzione parte dall’atto penitenziale di riconoscersi tutti bisognosi della misericordia di Dio, ma che non si compie se non con Lui che ci dona una pace che il mondo da sé non può donarci.12 Invochiamo dall’Agnello inerme e vittorioso la pace per il mondo intero, per l’Ucraina, e per tutti coloro che patiscono la guerra.

Nel giorno del Corpus Domini un pensiero speciale non può non andare a tutti i sacerdoti ai quali rivolgo soltanto una raccomandazione, quella di celebrare bene la Santa Messa. Sempre. In questa Divina Presenza vi è la nostra gioia e la nostra realizzazione, così come il nostro riposo, un giusto riposo al termine delle tante attività di un altro bell’anno pastorale.

Cari sacerdoti, l’Eucarestia è scuola insuperabile di donazione e gratuità, e quindi di libertà. Come avete appreso da una lettera che ho voluto inviarvi nei giorni scorsi, con l’avvicinarsi del compimento del mio settantacinquesimo anno di età ho posto nelle mani del Santo Padre Francesco, la mia lettera di rinuncia al ministero di arcivescovo di Taranto come richiede il Diritto Canonico. Ora mi rimetto totalmente alla decisione del Papa che disporrà secondo il suo discernimento i tempi dell’avvicendamento e del passaggio di consegne al mio successore.

Umanamente la mia affezione sincera e profonda per questa porzione del popolo di Dio è forte, e le cose da fare sono tantissime. Non vi sono ignote le mie metafore calcistiche e quindi non vi sembrerà strano da parte mia sentirsi ancora in mezzo all’azione di una partita tutta da giocare e da vincere. Parlo delle innumerevoli sfide che questa terra ci porta ad affrontare.

In primis quella della vita, di una vita degna accompagnata dalla salute e dal lavoro. La sfida che tutto il bene e il bello che la Chiesa tarantina vive e attua nelle sue comunità parrocchiali, nelle aggregazioni, nei movimenti, nelle confraternite, non sia soltanto circolante all’interno del recinto ecclesiale, ma scorra per le vie dell’Arcidiocesi attraverso un serio impegno di annuncio e di testimonianza in ogni ambito della vita civile, sociale e politica. Riprendendo il messaggio di Papa Francesco della Laudato Si’ di «custodire e coltivare» (Gn 2,14) la terra il mio desiderio è che il nostro territorio da luogo ferito e contaminato possa diventare un vero giardino. È un desiderio audace, ma è quanto i tarantini si meritano.

Al contempo sento di testimoniare che nulla è nostro ma tutto è di Dio, per questo la partita non è del singolo ma della Chiesa e di tutta la nostra società. Ed è la squadra che vince, ecco il percorso sinodale così auspicato dal nostro amato Papa. Per questo con libertà interiore, come ogni parroco deve fare secondo il consiglio della Chiesa, ho rimesso il mio servizio nelle mani del mio diretto superiore che certo provvederà al mio bene e al bene della Chiesa tarantina.

Questo solo per dirvi grazie ed invocare da Gesù Eucarestia l’abbondanza delle sue benedizioni. Guardando a Gesù i nostri bilanci saranno sempre toccati dalla grazia e allo stesso tempo saranno di richiesta di perdono per le mancanze compiute, affidandomi con tutti voi alla misericordia del Signore come figli della grande famiglia della Chiesa.

Ricordiamo con gratitudine tutti i nostri confratelli che ci precedono verso l’eternità. Voglio ricordare con voi l’arcivescovo emerito Benigno e tutti i preti per i quali in questi 10 anni abbiamo celebrato le esequie. Alcuni sono andati via sazi di anni, due di essi mancati prematuramente in incidenti alquanto drammatici, ma sono tutti qui nel pane della vita, innestati nel corpo mistico, come tutti coloro che sono morti in Cristo.

Preghiamo per la Chiesa tutta, per la salute di papa Francesco, per i nostri ammalati, per i nostri giovani e vorrei qui anche ricordare le migliaia di bambini ai quali nelle nostre parrocchie abbiamo amministrato la Prima Comunione, perché accompagnati dalla nostra testimonianza, crescano cristianamente assimilati a questo Pane che hanno ricevuto da una comunità che non si stancherà di continuare ad educarli nella fede. E preghiamo anche per i giovani che hanno ricevuto la Confermazione, che non siano costretti ad emigrare e siano testimoni della fede e pieni di passione per la giustizia e la pace in questo momento decisivo per il rilancio di tutto il nostro territorio.

 

Ora, mio Signore e mio Dio,

qui presente nel Pane eucaristico, in ginocchio dinanzi a te,

ti presento le preghiere di ciascuno,

a te offro la Chiesa intera di Taranto che mi hai chiamato a custodire, perché per la forza vivificante dello Spirito,

diventi ogni giorno, pane spezzato, condiviso e per la vita. Attiraci tutti a te, o Signore.

Fa’ risplendere sul nostro volto la felicità di appartenerti, rendici con questo Pane la gioia di essere salvati.

E con Maria Madre tua, prima adoratrice, con San Cataldo evangelizzatore,

ottienici di essere sempre il tuo popolo, unito, in cammino.

Amen

 

1 Mt 14,13-21.

2 Gv 6,48.

3 Cf Gv 6.51-58.

Gv 6,47.

Gv 6,52.

6  Gv 6,54.

7 Mt 11,25.

8 Cf Gv 6,68

9 Cf Is 6,1-8.

10 Cf Gv 21,17.

11 Gv 20,28.

12 Cf Gv 14,27

Domani, sabato, nel seminario di Molfetta la Giornata per le persone in permessi premio

09 Giu 2023

Si svolgerà domani, sabato 10 giugno, nel seminario regionale “Pio XI” di Molfetta (Ba) si svolgerà la 2^ Giornata della misericordia per le persone detenute di Puglia e Basilicata che già usufruiscono di permessi premio.
L’evento è promosso dai cappellani e dai volontari delle carceri delle due regioni, in collaborazione con il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. Si tratta di una giornata di spiritualità, di preghiera e di gioiosa fraternità che si prefigge lo scopo di far gustare l’abbraccio della misericordia divina a chi ha commesso un reato e sta finendo di scontare una pena. La misericordia spinge a non rinchiudersi nel passato e apre sentieri di futuro e di speranza. La giornata vuole essere un piccolo e concreto “segno” di accoglienza che le Chiese di Puglia e Basilicata vogliono porre nei confronti delle persone detenute che si preparano a rientrare nella società pronte a scrivere un nuovo capitolo della loro vita. Alle 11, in programma, la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.
Nel pomeriggio, un momento di animazione e di testimonianza. La manifestazione è aperta ai detenuti permessanti di Puglia e Basilicata, accompagnati dalle proprie famiglie, dai volontari e dagli operatori degli istituti penitenziari.