Mons. Neri: “L’importanza della riconciliazione tra tanti focolai di guerra sparsi nel mondo”
L’arcivescovo della diocesi di Otranto ha presieduto la solenne eucarestia, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Lorenzo da Brindisi
Dopo averlo accolto nel giorno della sua ordinazione diaconale e in seguito ospitato più volte da ministro provinciale della Provincia cappuccina di Puglia, venerdì 21 luglio la parrocchia di san Lorenzo da Brindisi ha riabbracciato fra Francesco Neri, ora arcivescovo della diocesi di Otranto, che ha presieduto la solenne eucarestia, nell’ambito dei festeggiamenti in onore del titolare.
L’omelia di mons. Neri è stata incentrata sull’importanza della riconciliazione. Una parola di attualità considerando i tanti focolai di guerra purtroppo sparsi nel mondo. Ha evidenziato il ruolo di ministro della riconciliazione espletato da san Lorenzo nell’incarico di superiore dell’ordine francescano e di ambasciatore, inviato della santa sede.
Sintesi efficace di missionario di verità, con l’annuncio della Parola, e seminatore di pace. E l’essere un riconciliatore è missione di ogni cristiano che si acquisisce attraverso tre passaggi.
Il primo è di non vendicarsi sul nemico, per non incorrere nella sventura di rimanere invischiati dello stesso peccato. San Paolo nella lettera ai Romani invita a vincere il male con il bene e “san Francesco commentando questo testo specifica se anche non riesci a fare del bene incomincia a non fargli del male”.
Il secondo passaggio è di riconoscere che “io e il mio nemico siamo uguali, siamo tutti e due un impasto di bene e di male, un miscuglio di luce e di tenebra. Siamo entrambi bisognosi della misericordia di Dio. E sarebbe bene ricordare che il nemico qualche volta mi ha fatto del bene”. E dunque l’importanza di conoscersi, di parlarsi per abbattere muri e trincee.
Il terzo scalino consiste nell’“individuare una persona concreta a cui offrire la riconciliazione, il perdono. Chi ha ricevuto la misericordia di Dio, deve offrirla a sua volta al fratello con il quale non è in pace”. Strada difficile da percorrere se non si attinge, come san Lorenzo, forza dall’Eucarestia.
Al termine della celebrazione, prima di guidare la processione del simulacro per le vie del quartiere, mons. Neri ha dato appuntamento alla comunità parrocchiale al prossimo 18 ottobre nel 60° compleanno del parroco, fra Pietro Gallone.




Le avventure dell’onorevole Eupremio Spezzazappe sono narrate nel thriller satirico “Cosa sarei senza di me”, scritto da Silvano Trevisani per le edizioni Radici Future. Non nuovo a questo singolare genere letterario, Trevisani torna a proporre la figura del parlamentare pugliese in una serie di esilaranti avventure, che hanno da sfondo il panorama politico italiano, sul quale… non ci resta che ridere!
Cari presbiteri e diaconi, cari religiosi e religiose, cari laici e laiche che formate il santo e fedele popolo di Dio, nel tempo trascorso con voi qui a Taranto, ho avuto la possibilità di conoscere il fervore della vostra fede, la vostra vivacità pastorale, la ricchezza delle vostre tradizioni culturali e di pietà popolare. Insieme a tutto questo, ho percepito anche la vostra sofferenza causata dai disagi sociali e ambientali da cui questa nostra amata terra, purtroppo, è segnata.
Confesso che sono molto contento di questi anni vissuti a Taranto come arcivescovo. Ho ricevuto una eredità preziosa dai miei predecessori ed ho anche potuto continuare l’esperienza avventurosa vissuta in Brasile vivendo l’annuncio di Cristo in mezzo alla gente. Il sì detto al Signore si è concretizzato nel sì a questa bella terra ionica con i suoi pregi e i suoi limiti. Ho obbedito cordialmente a papa Benedetto XVI mentre ero in pieno ministero in Brasile e ora dico di sì a papa Francesco mentre mi trovo con i motori accesi in questo territorio tarantino che ho amato dal primo momento. 



