Festeggiamenti patronali

L’arcivescovo coadiutore mons. Miniero stasera a Roccaforzata

20 Lug 2023

di Angelo Diofano

L’arcivescovo coadiutore mons. Ciro Miniero questa sera, 20 luglio, a Roccaforzata alle ore 20 in piazza Vittorio Emanuele III, al rientro della processione, presiederà la solenne concelebrazione eucaristica in occasione della festa patronale in onore di Sant’Elia profeta.

Il culto di San’Elia è abbastanza diffuso sul nostro territorio, soprattutto nelle zone collinari e le sue origini presumibilmente si devono ai padri carmelitani, promotori anche di quello della Madonna del Carmelo. Proprio al santo è intitolata la montagna (monte Sant’Elia) su cui insistono i comuni di Roccaforzata e San Giorgio Jonico, giungendo fino a Faggiano.

“Il profeta Elia, della vicenda biblica – scrive sul manifesto dei festeggiamenti l’amministratore parrocchiale don Giuseppe Mandrillo – riconosce la presenza di Dio in una leggera prezza; negli eventi più fragorosi infatti aveva percepito che Dio era assente. Questo episodio può donare alla nostra comunità di Roccaforzata la capacità di assaporare le piccole cose, essere protagonisti di gesti semplici di umanità e di condivisione, di percepire la presenza di Dio nella nostra storia benedetta e nella nostra quotidianità”.

Il programma di oggi, 20 luglio, prevede alle ore 18.30, dalla chiesa di San Nicola, la processione, accompagnata dalla banda di Ceglie Messapica diretta dal maestro Eduardo Lacorte. Al rientro, come riferito, la santa messa in piazza di mons. Miniero.

I festeggiamenti esterni consisteranno nel concerto in piazza, alle ore 21.30 del Francesco Greco Ensemble dal titolo “Violin live show”.

Al termine, i fuochi artificiali della ditta Pirodaunia di San Severo

Sport

Ju Jitsu, Ruben Cassano e Giulia Plumitallo oro ai Mondiali di Ulan Bator

20 Lug 2023

di Paolo Arrivo

La disciplina è una di quelle che merita più attenzione da parte delle istituzioni locali e regionali. Gli atleti, almeno, dovranno ricevere un’accoglienza festosa al loro ritorno nella città dei due mari: Ruben Cassano e Giulia Plumitallo hanno portato alto il nome di Taranto e della Puglia ai campionati mondiali di Duo system in Mongolia conquistando la medaglia d’oro. Tutto il mondo della arti marziali esulta per questo straordinario risultato.

Dagli Emirati Arabi all’Asia: Ruben Cassano e Giulia Plumitallo

La medaglia più pregiata è sempre una sorpresa. Ma i due atleti avevano dato già prova del loro valore, nel percorso affrontato, tanto da meritare la convocazione in nazionale ai mondiali di Ju Jitsu: diversi titoli conquistati, regionali e nazionali, bronzo mondiale a novembre scorso, nella massima competizione tenutasi ad Abu Dhabi. Ruben Cassano e Giulia Plumitallo si allenano a Taranto, alla palestra Asd Yawara in via Tito Livio. Sotto l’egida dei maestri Massimo Cassano, Rinaldo Zamarian, Mimmo D’Alessandro e Gianni Castellano. L’ultima medaglia ripaga i due combattenti di Taranto dei tanti sacrifici fatti per amore di questo sport che richiede un’abnegazione totale. Anche sacrifici economici, per sostenere i costi della trasferte, in mancanza di sponsor interessati.

La competizione

Ai mondiali che si concluderanno quest’oggi, giovedì 20 luglio, nella capitale della Mongolia (Ulan Bator), ha brillato un’altra coppia, tra gli azzurri in gara: Ben Brahim Salah e Elisa Marcantoni, saliti sul terzo gradino del podio, nella categoria (A)word. Nelle prestazioni individuali, la bolognese Antonella Farné è finita seconda nel Fighting System -52 kg. Terzo posto -48 kg per Martina Porcile.

Il “Duo System”

La specialità che aveva visto brillare Giulia Plumitallo e Ruben Cassano già ad Abu Dhabi è una branca del Ju Jitsu che prevede un confronto tra più coppie, composte da due atleti della stessa società – può dividersi in coppia maschile, femminile, oppure mista. La valutazione è data da una giuria formata da 3 arbitri di sedia. L’arbitro centrale è preposto a dare avvio agli incontri, e a segnalare alla stessa giuria eventuali errori commessi dagli atleti nella esecuzione degli attacchi.

Tornando ai due tarantini, va sottolineato che la loro ambizione, alla vigilia della competizione mondiale, era quella di salire sul podio. Obiettivo per il quale si erano preparati. Se sono andati oltre le previsioni più rosee, anziché soltanto confermarsi, è merito loro, che avevano già visto nella partecipazione al Mondiale un traguardo. Motivo d’orgoglio per la Puglia e per Taranto è stato la presenza degli unici pugliesi in una competizione così importante. Ambedue giovani, ma nella pieno della maturità (Giulia ha 26 anni, Ruben è 27enne), grazie a questo risultato hanno trovato la consacrazione nella disciplina praticata, al punto da poter essere annoverati tra le eccellenze dello sport made in Taranto.

 

Ricorrenze

Il Codice di Camaldoli e il valore della riflessione avviata sul futuro dell’Italia

In quel luglio 1943, trova sbocco, anche intellettuale, la preparazione del “dopo” la ritrovata libertà di coloro che non si erano mai riconosciuti nel regime fascista

foto Ufficio per la stampa e la comunicazione della presidenza della Repubblica
20 Lug 2023

di Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del convegno che si terrà a Camaldoli dal 21 al 23 luglio ha voluto scrivere questo articolo in esclusiva per le testate aderenti alla Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc)

 

Quando un regime dittatoriale, come quello fascista, giunge al suo disfacimento, a provocarlo non sono tanto le sconfitte militari, quanto la perdita definitiva di ogni fiducia da parte della popolazione, che misura sulla propria vita il divario tra la realtà e le dichiarazioni trionfalistiche.

Si apre, in quei giorni, una transizione, a colmare la quale la tradizionale dirigenza monarchica palesa tutta la sua pochezza, dopo il colpevole tradimento delle libertà garantite dallo Statuto albertino. In quel luglio 1943, nel momento in cui il suolo della Patria viene invaso dalle truppe ancora nemiche, mentre il Terzo Reich si trasforma rapidamente da alleato in potenza occupante, entrano in gioco le forze sane della nazione, oppresse nel ventennio della dittatura. La lunga vigilia coltivata da coloro che non si riconoscevano nel regime trova sbocco, anche intellettuale, nella preparazione del “dopo”, del momento in cui l’Italia sarebbe nuovamente risorta alla libertà, con la successiva scelta dell’ordinamento repubblicano.

Trova radice in questo l’esercizio di Camaldoli, voluto dal Movimento laureati cattolici e dall’Icas, l’Istituto cattolico attività sociali. Siamo nel pieno di una svolta: nel maggio 1943 le truppe dell’Asse in Tunisia si arrendono, ponendo fine alla campagna dell’Africa del Nord; il 10 luglio avviene lo sbarco delle truppe Usa in Sicilia. Il 19 luglio l’aviazione alleata dà avvio al primo bombardamento su Roma per colpire lo scalo ferroviario di San Lorenzo, con migliaia le vittime. Il 24 luglio sarà lo stesso Gran Consiglio del fascismo a porre termine all’avventura di Mussolini. Il convegno di Camaldoli si conclude il giorno precedente, mostrando di aver saputo avvertire il momento cruciale della svolta della storia nazionale.

Oggi possiamo cogliere il valore della riflessione avviata sul futuro dell’Italia e lo sforzo di elaborazione proposto in quei frangenti dai circoli intellettuali e politici che non si erano arresi alla dittatura. Dal cosidetto Codice di Camaldoli, al progetto di Costituzione confederale europea e interna di Duccio Galimberti e Antonino Repaci, all’abbozzo di Silvio Trentin per un’Italia federale nella Repubblica europea, alla Dichiarazione di Chivasso dei rappresentanti delle popolazioni alpine, al Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, alle “idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”, che De Gasperi aveva appena fatto circolare, non mancano sogni e progetti lungimiranti per fare dell’Italia un Paese libero e prospero in un’Europa pacificata.

A settantacinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica è compito prezioso tornare sulle riflessioni che hanno contribuito alla sua formazione e alle figure che hanno avuto ruolo propulsivo in quei frangenti. Ecco allora che il testo “Per la comunità cristiana. Principi dell’ordinamento sociale”, dispiega tutta la sua forza, sia come tappa di maturazione di quello che sarà un impegno per la nuova Italia da parte del movimento cattolico, sia come ispirazione per il patto costituzionale che, di lì a poco, vedrà impegnati nella redazione le migliori energie del Paese, con il contributo, fra gli altri, non a caso, di alcuni fra i redattori di Camaldoli.

Occorreva partire, anzitutto, dal ripristino della legalità, violentata dal fascismo, riconosciuta persino nell’ordine del giorno Grandi al Gran Consiglio, con l’esplicita indicazione dell’esigenza del “necessario immediato ripristino di tutte le funzioni statali”, dopo una guerra che il popolo italiano non aveva sentita “sua”, con aggravata “responsabilità fascista”.

Da Camaldoli vengono orientamenti basilari, che riscontriamo oggi nel nostro ordinamento. Anzitutto la affermazione della dignità della persona e del suo primato rispetto allo Stato – con il rifiuto di ogni concezione assolutistica della politica – da cui deriva il rispetto del ruolo e delle responsabilità della società civile. Di più, sulla spinta di un organico aggiornamento della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, emerge la funzione della comunità politica come garante e promotrice dei valori basilari di uguaglianza fra i cittadini e di promozione della giustizia sociale fra di essi.

Si identifica poi, con determinazione, il principio della pace: “deve abbandonarsi il funesto principio che i rapporti internazionali siano rapporti di forza, che la forza crei il diritto…”. Occorre “la creazione di un vero e non fittizio o formale ordine giuridico che subordini o conformi la politica degli Stati alla superiore esigenza della comune vita dei popoli”.

Vi è ragione di essere ben orgogliosi, guardando ai Padri fondatori del Codice di Camaldoli, per il segno che hanno saputo imprimere al futuro della società italiana, anche sul terreno della libertà di coscienza per ogni persona, descritta, al paragrafo 15, come “esigenza da tutelare fino all’estremo limite delle compatibilità con il bene comune”.

Il cardinale Matteo Zuppi, nella sua lettera alla Costituzione, due anni or sono, riprendendo una considerazione del costituente Giuseppe Dossetti, iniziava così: “Hai quasi 75 anni, ma li porti benissimo! Ti voglio chiedere aiuto, perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare…”. Non vi sono parole migliori.

Solidarietà

Raccolta fondi per il primo centro di terapia ricreativa del Sud

L’Invictus Camp sorgerà a Maruggio su un’estensione di otto ettari in una pineta a pochi metri dal mare di Campomarino

20 Lug 2023

di Angelo Diofano

Dal 17 luglio è online “Vieni a giocare in Puglia”, la campagna di comunicazione ideata da “Viceversa Studio” per la raccolta fondi finalizzata all’”Invictus Camp”, il primo centro di terapia ricreativa nel Sud Italia, destinata ad ospitare gratuitamente bambini affetti da malattie genetiche, croniche e oncoematologiche e le loro famiglie, permettendo di vivere qualcosa che per loro può essere davvero eccezionale: una semplice vacanza in Puglia. La struttura si estenderà per otto ettari in una pineta a pochi metri dal mare di Campomarino, nel comune di Maruggio  in grado di accogliere gratuitamente a pieno regime circa 700 bambini. L’obiettivo della raccolta fondi è ambizioso: 1 milione e 400.000 euro, che serviranno per dare vita al progetto del Campus che prevede, tra le altre cose: alloggi capaci di ospitare fino a 64 bambini a settimana, aule per attività laboratoriali, sala mensa e pic nic, campi sportivi, auditorium esterno, strutture per pet therapy, orto didattico e attività al mare.

L’”Invictus Camp” nasce da un’idea della Fondazione Vanni Longo Onlus che opera nel settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria e che da circa due anni spende le proprie energie per realizzare sul territorio pugliese una struttura ricettiva in grado di accogliere bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da tumore, da disabilità, da gravi patologie genetiche o da disturbi dello spettro autistico.
L’iniziativa è nata dalla totale assenza di strutture simili sul territorio pugliese e dall’esigenza di unire in un unico progetto le numerose e frammentate realtà di già presenti che si occupano del sostegno di questi minori e delle loro famiglie, dotando in questo modo l’intera area di una organizzazione unica che sia in rete con tutte le associazioni locali di settore e le varie Asl.

Ed è proprio dalla Puglia e dai pittoreschi cliché che l’hanno resa una meta del turismo italiano e mondiale, che pone le sue basi concettuali la campagna di comunicazione pensata dallo studio creativo indipendente, specializzato in progetti sui temi ambientali e sociali, “ViceversaStudio” e realizzata in collaborazione con la casa di produzione “Basement Hd”. L’obiettivo della campagna si concretizza soprattutto in un film promo di circa 2 minuti allo scopo di dissacrare l’immaginario pugliese stereotipato dagli ormai classici clichè e dalle scene da “cartolina”, grazie al gioco dei bambini che arriveranno a “rovinare”, con le loro attività ricreative e le loro urla di gioia, le tipiche situazioni da spot turistico che sembrano pensate per rappresentare una realtà perfetta.
La chiave creativa della campagna è quindi la stessa che sta dietro a tutto il concetto dell’”Invictus Camp”: il gioco. Dal punto di vista medico infatti, la terapia ricreativa riesce ad avere effetti positivi sia a livello fisico (rilascio di beta-endorfine con effetto antidolorifico, aiuto delle difese immunitarie, riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria e della pressione arteriosa) sia a livello mentale (migliora l’umore e spezza il meccanismo di depressione che nasce dalla consapevolezza di essere bambini affetti da tumori o da altre gravi malattie).

La principale mission del Camp è dunque l’attuazione di interventi in grado di favorire un’equilibrata evoluzione socio-relazionale e psico-affettiva dei piccoli ospiti, al fine di fare loro raggiungere: la piena consapevolezza di sé e dei propri mezzi; la conquista della giusta autonomia, l’acquisizione di risorse per affrontare le situazioni difficili cui la malattia li mette quotidianamente di fronte attraverso un processo evolutivo favorito dalla creazione di un sistema relazionale basato sul gioco
La campagna mira a coinvolgere, sia sui social che nella raccolta fondi, potenzialmente tutte le realtà pugliesi che vogliono essere “disturbate” dal gioco dei bambini dell’”Invictus Camp”, con l’obiettivo di rendere la regione ancora più inclusiva, nonché un punto di riferimento in questa branca dell’accoglienza per tutta l’Italia, con un occhio di riguardo per il Mezzogiorno.

 

È possibile donare sia sul cc: IT 27 H 08817 79040 010000000653 intestato a Fondazione “Vanni Longo” – Onlus specificando la causale: Donazione per Invictus Camp, sia sul sito invictuscamp.it.

Hic et Nunc

Dopo anni di processi, risarcita la famiglia di un dipendente della Marina morto per amianto e altre sostanze

19 Lug 2023

di Silvano Trevisani

Potrebbe essere l’avvio di una vera rivoluzione in fatto di giustizia sociale. Ci riferiamo alla sentenza con cui il tribunale di Lecce ha condannato il ministero della Difesa (Marina Militare), a risarcire da famiglia di un dipendente morto per l’esposizione all’amianto e altri inquinanti.

Ne dà notizia il vicepresidente nazionale Anmil, il tarantino Emidio Deandri, commentando la sentenza relativa a un giudizio promosso dagli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone, consulenti legali Anmil. La sentenza emessa dal giudice monocratico Viviana Mele, ha riconosciuto in favore della moglie e delle figlie di un dipendente civile tarantino della Marina Militare la somma di € 815.000 per il risarcimento del danno patito per la perdita del rapporto parentale.

Il dipendente aveva lavorato nella base militare di Taranto a bordo dei cosiddetti “pontoni” e delle cisterne impiegate per il trasporto di acqua o di gasolio, nonché in tutte le altre attività attinenti la navigazione. Nella sua attività lavorativa era stato esposto a polveri, vernici epossidiche, solventi, oli combustibili, polveri metalliche, fumi di combustione dei motori e ad amianto. Le caldaie e le tubature presenti sui pontoni, alcuni risalenti agli inizi del ‘900, erano obsoleti.

Il dipendente non aveva neanche compiuto cinquant’anni quando gli veniva diagnosticato un adenocarcinoma polmonare che, dopo un anno di malattia, ne causava il decesso nell’ormai lontano 2011. Da qual momento per la moglie e le figlie si avviava un faticoso cammino giudiziario, con ben 4 cause.

Dopo due pronunce favorevoli dei giudici che avevano riconosciuto alla vedova la rendita ai superstiti erogata dall’Inail e il danno differenziale “jure hereditario” pagato dal Ministero della Difesa, il Tribunale di Lecce ora ha sancito anche il diritto ad ottenere il risarcimento da perdita del rapporto parentale.

Dopo anni e anni di udienze questa esemplare sentenza – ha detto Emidio Deandri – rende finalmente giustizia a un lavoratore che ha contratto sul posto di lavoro una terribile patologia, l’adenocarcinoma polmonare. Questa sentenza vede riconosciuto anche il diritto a ottenere il risarcimento da perdita del rapporto parentale”.

Quello che più rattrista – sono le condivisibili parole di Emidio Deandri – è vedere lo Stato che, invece di chiedere scusa vergognandosi di quello che è accaduto a un suo lavoratore e pagare senza fiatare, si accanisce per anni in un’inutile battaglia legale prolungando una seconda volta il dolore dei familiari costretti ad aspettare per vedersi riconoscere i loro sacrosanti diritti!”

Questa sentenza potrebbe fare a apripista per una serie di casi analoghi che vedono ancora coinvolti centinaia di lavoratori, della Difesa e non solo. Si calcola, infatti, che solo nel settore difesa le vittime dell’amianto siano state oltre 450. Numeri inquietanti che, però, stranamente non fanno lo stesso scalpore di altri settori produttivi. Associazioni e istituzioni amministrative non pongono la stessa attenzione sulle vittime, quelle sì certe e indiscutibili, delle produzioni militari rispetto a quanto accade, ad esempio, in siderurgia. Eppure sempre di tragedie umane si tratta.

Sport

I sogni che si avverano: la Nuovi Orizzonti Taranto Basket è in serie B

Il gruppo della scorsa stagione - foto G. Leva
19 Lug 2023

di Paolo Arrivo

L’avevamo lasciata alla partita più dolorosa. L’ultima giocata tra le mura amiche del Palamazzola, la sconfitta inflitta dalla Juve Trani, aveva negato alle cestiste allenate da William Orlando la gioia di centrare quello che era il grande obiettivo. Le sensazioni comunque erano positive. Rispetto all’avverarsi di una sorpresa ufficializzata nelle scorse ore. La Nuovi Orizzonti Taranto Basket prenderà parte al campionato di serie B nazionale nella prossima stagione. L’ufficio centrale affiliazioni della Federazione italiana pallacanestro ha ratificato l’accordo per il trasferimento del titolo sportivo tra la Pallacanestro Partenope Sant’Antimo e l’Asd Dinamo Taranto. A darne notizia, con una nota, è stata la stessa società ionica.

Nuovi Orizzonti, il traguardo raggiunto

“Un risultato importante che premia gli sforzi ed il lavoro della dirigenza, degli sponsor, dello staff tecnico, ma soprattutto ha voluto premiare l’entusiasmo di tutti coloro che hanno supportato i nostri colori nella stagione agonistica appena conclusa”. Così il gruppo Nuovi Orizzonti motiva il traguardo raggiunto rinsaldando il legame tra la cittadinanza e questa realtà sportiva. Senza dimenticare il contributo offerto da tutte le giocatrici che hanno disputato la scorsa stagione, e battagliato in ogni partita.

Il futuro

L’auspicio è che la serie B funga da stimolo per tutte le realtà imprenditoriali del territorio. Perché questa compagine va supportata lungo tutto il percorso sportivo, e la categoria deve rappresentare, per il basket tarantino, il punto di partenza e non quello di arrivo. Le ambizioni quindi si rinnovano nella città che si è riappassionata alla pallacanestro femminile. Lo dimostra la buona partecipazione di pubblico, spettatore delle partite dello scorso campionato di serie C.

La scorsa stagione

Le ragazze della Nuovi Orizzonti hanno disputato un campionato di ottimo livello. In particolare, nella prima parte del torneo, chiusa al primo posto in classifica, a pari punti con Trani. Con un pizzico di fortuna, e una miglior condizione mentale e fisica, si sarebbero potuti vincere anche i playoff promozione. Poco male. La serie B nazionale è arrivata ad ogni modo, e rappresenta un traguardo strameritato per lo stesso gruppo. Che, siamo certi, ci regalerà ulteriori e più grandi soddisfazioni nel percorso a seguire.

Festival

Una tarantina nell’orchestra internazionale del Festival dei giovani

19 Lug 2023

di Angelo Diofano

La tarantina Elisabetta Felicetti (assieme a una coetanea del barese) rappresenterà la Puglia nell’orchestra internazionale di novanta elementi che animerà il Festival internazionale dei giovani a Medjugorje dal 26 al 30 luglio.

Ecco la sua testimonianza:

“Condivido una grande gioia, immensa che mi dilata il cuore e che Dio Padre mi ha donato lo scorso venerdì 16 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù. Dai microfoni di Radio Maria, da anni sentivo parlare del fenomeno di Medjugorje, attraverso la testimonianza diretta di padre Livio che particolarmente documentato raccontava delle prime apparizioni avvenute nel periodo comunista, in quel minuscolo villaggio della Bosnia Erzegovina. Ho avuto il dono ed il privilegio per la prima volta nel 2010 di visitare questo luogo di grazia. Ci sono ritornata per altre 5 volte, l’ultima nel 2019, tutte, sempre nella prima settimana del Festival dei giovani ad agosto. Al mio terzo Festival del 2014 ho sentito fortemente nel cuore il desiderio di ringraziare la Madonna per le innumerevoli grazie ricevute in quel luogo, attraverso il canto in quella magnifica orchestra, dove avvertivo un canto provenire dal Cielo, fatto col cuore, come se quel canto fosse guidato e trasfigurato dalla Bellezza e presenza di Maria reale e inconfutabile! quel canto fosse guidato e trasfigurato dalla bellezza e presenza di Maria reale e inconfutabile! Così qualche anno fa inviai la mia candidatura per il Festival ma distrattamente, dopo aver compilato il modulo, il questionario d’iscrizione, omessi di inviare in allegato anche l’audio per cui credo non fosse neanche stata presa in considerazione. L’anno scorso ho riprovato per la seconda volta su incitamento della mia insegnante di arpa ma invano. Un bravissimo amico chitarrista che suona lì da anni mi suggeriva di non demordere e che era un po’ difficile entrare soprattutto all’inizio perché il grosso dell’orchestra è consolidato da anni. Per la terza volta ho ritentato ed anche in ritardo ad inviare l’email. La risposta che mi arrivò a fine maggio fu piuttosto deludente. Gli iscritti erano troppi e avevano fissato per questo un’età limite. Mi sentivo ormai fuori dai giochi, così un sabato mattina di giugno davanti al Santissimo in adorazione ho elevato questa preghiera a Gesù e Maria: ” Se Tu lo vuoi Gesù, allora pensaci tu! Se tu Maria desideri che io sia lì a cantare per te come rendimento di Grazie, solo per questo e non per esibizionismo, allora fai tu, agisci tu, perché io mi arrendo, la mia piccola parte l’ho fatta…!”

Non sapevo quale canzone inviare tra innumerevoli che conoscevo, però recentemente avevo ascoltato un canto bellissimo su Radio Maria che poi ho inviato a cappella. Il 16 giugno, festa del Sacro Cuore di Gesù mi arriva l’email da Medjugorje, per il Festival dei giovani con cui mi comunicano la scelta per cantare all’orchestra internazionale di Medjugorje! Solo un miracolo dall’alto immeritato e che ricevo ed offro e dono a Gesù e Maria per ciascuno di voi per cantare in questo semplice modo che so di fare portandovi tutti nel cuore e nelle mie preghiere per ogni vostra necessità ed intenzione nella santa messa, durante l’adorazione di ogni giorno, sulla collina delle apparizioni e col mio canto a Maria per voi!”.

Diritti umani

Patrick Zaki condannato a tre anni di carcere, Amnesty: “Un verdetto assurdo e scandaloso”

foto Ansa/Sir
19 Lug 2023

“Un verdetto assurdo e scandaloso. Dopo 22 mesi di carcerazione preventiva, in condizioni durissime, e un processo iniziato più di un anno fa, l’immagine di Patrick Zaki trascinato via dall’aula del tribunale di Mansura è terrificante”. Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia ha così commentato la condanna, in Egitto, a tre anni di carcere dello studente egiziano dell’Università di Bologna Patrick Zaki. “Dopo la scarcerazione, alla fine del 2021 e la laurea di due settimane fa – osserva Noury -, in molti avevano pensato che andasse bene così. Hanno celebrato lo ‘Zaki libero’ e lo ‘Zaki dottore’, ma hanno via via perso di vista lo ‘Zaki imputato’. Ora è il momento di riaccompagnare Amnesty international, le istituzioni accademiche e politiche di Bologna insieme alla società civile della città nella campagna ‘Free Patrick Zaki’”. “Chiediamo urgentemente al governo italiano di esprimere pubblicamente la propria indignazione rispetto alla sentenza di condanna di Patrick Zaki ”, conclude Noury.

Disabilità

Falabella (Fish): “Dopo l’istituzione del Garante, ora si attui la legge-delega”

foto Siciliani-Gennari/Sir
19 Lug 2023

“Con l’istituzione del Garante si fa un ulteriore passo verso l’attuazione della legge-delega in materia di disabilità”, sono le parole di Vincenzo Falabella, presidente della Fish-Federazione italiana per il superamento dell’handicap, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del secondo decreto attuativo della legge-delega sulla disabilità, inizialmente visto con perplessità perché ritenuto una sovrapposizione alla gerarchia amministrativa già in essere e quindi causa di appesantimento dell’apparato burocratico. “Il testo giunto in Consiglio dei ministri, grazie anche alla nostra costante interlocuzione con il ministero per le Disabilità, è stato indubbiamente migliorato ed ora siamo pronti a collaborare con il nuovo organismo, confidando in un coinvolgimento diretto del mondo associativo, e segnatamente delle due grandi Federazioni Fish e Fand, così come previsto dall’articolo 4, comma 3 della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità, e questo dovrà essere in particolare nella fase di individuazione di coloro che andranno a comporre l’organismo collegiale che formerà il Garante”. Questo quanto dichiarato da Falabella che sottolinea la necessità di accelerare sui decreti che costituiscono il cuore della legge 227/21 e che dovranno essere declinati in modo puntuale e dettagliato. In particolare alla definizione della condizione di disabilità, nonché alla revisione, al riordino e alla semplificazione della normativa di settore riguardante l’accertamento della stessa condizione di disabilità. “Questo perché credevamo e crediamo ancor più oggi, alla luce dell’attuale difficile momento sociale ed economico, che le persone con disabilità e le loro famiglie hanno bisogno innanzitutto di provvedimenti mirati a migliorare la loro qualità di vita e a garantire nei fatti le pari opportunità e la loro dignità. Questo si garantisce da una parte combattendo ogni discriminazione e pregiudizio, ma dall’altra riordinando a fondo il settore dei sostegni e dei servizi in un’ottica di riqualificazione del sistema di welfare”. Il presidente della Fish conclude il suo intervento ricordando una necessità importante per l’Italia, “una profonda riqualificazione dell’attuale sistema di welfare, per rendere effettivi i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ad oggi sin troppo spesso non garantiti”.

Eventi culturali in provincia

Mercoledì 19, presentazione di due libri a Fragagnano

foto Pro loco Fragagnano
18 Lug 2023

Mercoledì 19 luglio a Fragagnano, alle ore 20, nell’aula consiliare, si terrà la presentazione dei libri “𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗳𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗨𝗻 𝗮𝗹𝗳𝗮𝗯𝗲𝘁𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗼𝗳𝗳𝗲𝘀𝗮” del fragagnanese Alfonso Musci e “𝗥𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗲𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼” di Gianni Florido. La serata sarà aperta dai saluti istituzionali del sindaco di Fragagnano, Giuseppe Fischetti, e dell’assessore alla cultura, Lucia Traetta. Introdurrà i lavori la presidente della Pro loco, Nunzia Digiacomo.

Interverranno alcuni componenti del gruppo di lettura “Ipazia” della biblioteca “N.D. Elena Dell’Antoglietta” di Fragagnano. Dialogherà con gli autori il loro editore, Antonio Mandese.

Alfonso Musci è direttore del Centro per l’Umanesimo Contemporaneo, Palazzo Strozzi di Firenze, autore e curatore di diversi testi filosofici e dal 2015 al 2020 è stato portavoce del presidente della Regione Toscana. A queste attività ha affiancato dal 2005 il giornalismo politico e culturale collaborando con varie testate tra cui Giornale Critico della Filosofia Italiana, Rinascimento, Ragioni, Quaderni del Circolo Rosselli, Mondoperaio, Italiani Europei, Pandora.

Tra le sue ultime pubblicazioni, “La ricerca del sè. Indagini su Benedetto Croce (Quodlibet,2018) e Elias Canetti. Il pescatore nei secoli (Castelvecchi,2021).

Nel costruire un alfabeto della contemporaneità, l’autore si concentra sul legame nascosto tra catastrofe, vita offesa e speranza ricorrendo a pagine di diario, appunti e note filologiche. L’attitudine alla critica, alla meditazione e alla complessità introduce un uniforme grado di distanza dall’attualità e dalla cronaca, ma al contempo da voce alla quotidianità del vivere e del pensare, premessa necessaria per ogni progetto di filosofia civile. Un manifesto politico generazionale, appello per una cultura sperimentale che sappia intendere il progresso politico come ampliamento del diritto di ciascuno alla propria ricerca linguistica ed etica.

 

L’altro autore, Gianni Florido, politico e sindacalista italiano, già presidente della Provincia di Taranto dal 2004 al 2013, docente, relatore, convegnista, formatore e consulente aziendale, è stato componente della presidenza nazionale Unione Province Italiane e segretario generale Unione Sindacale territoriale – Cisl di Taranto, segretario generale Fim – Cisl di Taranto e della Regione Puglia.

Il suo è il racconto di una vita, tra politica e impegno sindacale in un momento in cui certi valori sembrano smarriti in una narrazione piena di umanità che sembra aprire la strada alla ricerca di una nuova via, facendo memoria di una sinistra democratica il cui patrimonio sembra così difficile da fare proprio, in un Paese schiacciato tra populismo e riformismo negato. Dentro la vita dell’autore, la storia di un Sud dimenticato, di una città privata di classe dirigente, di una classe operaia scippata delle proprie certezze, vittima di una modernizzazione che la politica (autolesionista) non ha saputo cogliere e anzi, forse, ha abbandonato al suo destino.

Pianeta verde

La vera emergenza da affrontare: il caldo non soffoca il negazionismo climatico

Roma bollente - foto Ansa
18 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Non si parla d’altro. Nei tg, con tanti servizi dedicati, sui giornali. Ed è giusto farlo: le temperature elevate che avvolgono in queste ore l’Italia, catturando l’interesse dei media internazionali, rappresentano un’anomalia da denunciare. Il caldo ci mette alle strette. Ma la vera emergenza da affrontare è quella del negazionismo climatico. Che neppure in questi giorni tace. Al netto delle opinioni espresse dai politici, dei quali non ci occupiamo, basta fare un giro sul web, sui social, per leggere sentenze del tipo “è normale che in estate faccia caldo”. Noi guardiamo alla scienza. E ci fidiamo di quanto ha detto, ad esempio, Luca Mercalli, il quale mette in relazione le ondate di calore con i cambiamenti climatici. In particolare, il meteorologo sottolinea l’eccezionale durata di questa ondata, che ha già superato i dieci giorni. E che sembra non volersi arrestare – al Centrosud andrà avanti fino al 26 luglio, per poi smorzarsi.

Dal caldo al disastro

“Questa situazione è il risultato di una gigantesca irresponsabilità politica. Il discorso è sempre lo stesso: le emissioni di gas a effetto serra non vengono ridotte, nonostante le raccomandazioni degli Accordi di Parigi”. Così l’esperto meteo, volto noto della trasmissione televisiva Che tempo che fa, punta il dito contro chi è corresponsabile del cambiamento climatico. E mette in guardia dal rischio di uno scenario catastrofico. Quello definito dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, al verificarsi dell’aumento delle temperature globali di quasi 3 gradi. L’aumento della quantità di gas a effetto serra nell’atmosfera è responsabile non solo del riscaldamento globale ma anche di altre anomalie climatiche. Pensiamo alle precipitazioni abbandonanti, che precedono o seguono le stesse ondate di caldo.

Parola agli esperti

Parlare del caldo è giusto, sacrosanto. Lo ribadiamo. Ma probabilmente, in tv, sono i toni e i contenuti che si sbagliano: anziché fare interviste a turisti e bagnanti, riproporre i soliti servizi con le solite raccomandazioni da osservare (bere tanto, evitare le ore più calde della giornata), sarebbe opportuno stimolare il vivace e proficuo dibattito, tra quanti hanno le competenze per affrontarlo. Il primo passo dovrebbe essere zittire proprio i negazionisti del cambiamento climatico. I quali contribuiscono ad allargare le dimensioni del disastro in atto.

Un futuro rovente

Il mondo si prepari a ondate di caldo sempre più intense. Le quali trovano nel fenomeno El Niño (riscaldamento periodico delle acque dell’Oceano Pacifico centrale) un alleato dalla forza dirompente. Questo è il monito lanciato dalle Nazioni Unite, con riferimento all’impennata delle temperature avvertita nei Paesi dell’emisfero settentrionale: dal Mediterraneo all’Africa, dal nord America all’Asia. La matematica non è un’opinione. I numeri dicono che, nello stesso emisfero settentrionale, il numero delle ondate di calore simultanee è aumentato di sei volte a partire dagli anni Ottanta.

 

Ecclesia

Il card. Zuppi inviato del papa a Washington per cercare spiragli di pace

foto Sir/Marco Calvarese
18 Lug 2023

Tra oggi e domani, 19 luglio, il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, accompagnato da un officiale della Segreteria di Stato, viaggerà a Washington quale inviato del papa. Ne dà notizia la sala stampa della Santa sede.
“La visita – si legge nel comunicato – si svolge nel contesto della missione intesa alla promozione della pace in Ucraina e si propone di scambiare idee e opinioni sulla tragica situazione attuale e di sostenere iniziative in ambito umanitario per alleviare le sofferenze delle persone più colpite e più fragili, in modo particolare i bambini”.