Popolo in festa

A Taranto sono iniziati i festeggiamenti in onore dell’Addolorata

11 Set 2023

di Angelo Diofano

Sabato 9 settembre, con la solenne cerimonia di intronizzazione del simulacro della Beata Vergine Maria SS Addolorata, è iniziato nella chiesa di San Domenico Maggiore il settenario di preparazione alla festa a Lei dedicata che è proseguito domenica 10 alle ore 20.15 con la veglia di preghiera con i novizi.

Lunedì 11, inoltre, alle ore 20.15, durante il concerto della Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, il priore della confraternita SS. Addolorata-San Domenico, Giancarlo Roberti, e il padre spirituale, monsignor Emanuele Ferro, consegneranno le medaglie d’oro ai confratelli e alle consorelle che hanno compiuto i 50 anni di iscrizione al sodalizio e delle pergamene a coloro che hanno raggiunto i 70 anni di appartenenza. Infine sarà effettuata la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli per l’anno scolastico 2022-2023.

Martedì 12, alle ore 20.30, al Centro Cifir in viale Magna Grecia, si terrà una cena solidale.

Mercoledì 13, alle ore 20.15, a San Gaetano, avrà luogo la cerimonia del premio “Cuore di donna 2023” che sarà conferito dalla confraternita alla dott.ssa Pina Antonella Montanaro, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto; seguirà la rappresentazione del monologo ”Stoc ddo’-Io sto qua” di Giovanna Bevilacqua, tratto dalla storia vera di Michele Fazio, di appena 15 anni, ucciso per errore, in un regolamento di conti tra i clan malavitosi di Bari vecchia.

I festeggiamenti si concluderanno domenica 17 con la tradizionale processione serale per le vie della Città vecchia e i fuochi pirotecnici.

Musica

I cantanti più amati dai ragazzi al MArTa per la rassegna Musica fluida

Dal 15 settembre al 30 ottobre, concerti e visite guidate

11 Set 2023

Angelina Mango, Colla Zio, Alfa, Clara e Merk&Kremont. La musica più amata dai giovanissimi dal 15 settembre arriva al MArTa, il museo archeologico nazionale di Taranto, grazie alla rassegna Musica fluida, promossa dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme alla direzione del MArTa e con il sostegno del Mic- Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto. Un percorso culturale che parte dall’archeologia per concludersi con la musica.

Un format, “visita guidata + live successivo” che vuole intrigare il pubblico degli adolescenti conducendoli alla scoperta delle meraviglie del MArTa. I ragazzi saranno prima coinvolti in un percorso di 45 minuti all’interno degli spazi espositivi, tra gli Ori di Taranto e il complesso scultoreo di Orfeo e le Sirene, solo per citare due delle perle del museo. Poi, alle 18.30, si gusteranno il concerto. Si inizia venerdì prossimo, 15 settembre. Cinque gli appuntamenti, che termineranno a fine ottobre. Tutto ad un prezzo simbolico di dieci euro a biglietto, per favorire la fruizione, rendendo il format accessibile davvero a tutti. I biglietti saranno disponibili nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia, in via Giovanazzi 28 e online su Ticketsms. Per info 3929199935.

Questa mattina la conferenza stampa di presentazione della rassegna, nella sala incontri del MArTa. C’erano, in rappresentanza delle istituzioni, il sindaco e presidente della Provincia Rinaldo Melucci, l’assessore comunale allo Spettacolo, Fabiano Marti, il direttore artistico dell’ico Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano e Claudia Lucchese delegata alla direzione del museo archeologico nazionale di Taranto dal direttore generale musei, il prof. Massimo Osanna.

Il programma:

Alle ore 16 ingresso e visita guidata, alle ore 18.30 il concerto.

Si parte venerdì 15 settembre con i COLLA ZIO, gruppo milanese che vanta collaborazioni con i brasiliani Selton, e Blanco e che il grande pubblico ha conosciuto nell’ultima edizione di Sanremo. La loro “Non mi va” ha vinto il premio Enzo Iannacci.

Secondo appuntamento mercoledì 4 ottobre con ANGELINA MANGO, il fenomeno musicale dell’estate. Figlia d’arte, il padre, Giuseppe Mango e la madre, Laura Valente, l’hanno educata a pane e musica d’autore. È arrivata al successo grazie all’ultima edizione del talent Amici e adesso non la ferma più nessuno. “Ci pensiamo domani”, il suo pezzo estivo, è disco di platino mentre l’album è certificato disco d’oro.

Terzo appuntamento lunedì 9 ottobre con ALFA, il rapper “per bene”, che racconta l’amore e suona l’ukulele. Il 12 maggio scorso ha pubblicato “Bellissimissima”, che è diventato subito il pezzo più passato dalla radio in questa primavera ed estate, conquistandosi il disco di platino.

Quarto appuntamento mercoledì 18 ottobre con CLARA, direttamente dalla terza stagione di Mare Fuori. L’attrice e cantante nella serie è Giulia, trapper milanese. Clara nella serie ha interpretato alcune canzoni scritte realmente da lei, tra cui la famosa “Origami all’alba”, che l’ha fatta amare al pubblico dei giovanissimi.

Ultimo concerto domenica 29 ottobre con Merk e Kremont, un duo di dj di musica house e producer di brani che hanno scalato le classifiche come Andiamo a Comandare, di Fabio Rovazzi e Good Times di Ghali.

The economy of Francesco

The Economy of Francesco: il 6 ottobre nuova “tappa” ad Assisi

foto The economy of Francesco
11 Set 2023

Per il quarto anno consecutivo, i giovani economisti, changemaker e imprenditori di The Economy of Francesco (EoF), si riuniscono per celebrare l’incontro annuale, che si terrà il prossimo 6 ottobre in diretta streaming da Assisi, e che raccoglie e racconta iniziative, idee e processi avviati e maturati nel corso del tempo e darsi gli obiettivi per il nuovo anno. La riflessione sull’importanza di rifondare i capitali spirituali e narrativi del nostro tempo ha accompagnato la comunità di EoF durante tutto il 2023, perché – ricordano gli organizzatori – “senza trasformare le esperienze in storie, i fatti non diventano fenomeni sociali, rischiano di rimanere fatti muti. Gli eventi collettivi iniziano quando cerchiamo di raccontarli a qualcuno che vuole ascoltarci”. In preparazione all’appuntamento di ottobre, i giovani sono stati invitati anche a cimentarsi in un esercizio narrativo attraverso un concorso dal titolo “The stories we are”, aperto a molteplici espressioni narrative e artistiche. A circa un anno dall’evento in presenza ad Assisi (22-24 settembre 2022), l’incontro del 6, dal titolo “La 25 esima ora. EoF (on air) Global Gathering” cercherà dunque di trasmettere storie, sogni, vocazioni ed esperienze che fanno parte del capitale di The Economy of Francesco e che hanno una voce e un volto in ognuno dei giovani protagonisti di questa comunità globale. Grande attesa per il messaggio che il santo padre rivolgerà ai giovani economisti e imprenditori del mondo riuniti online per l’occasione. Come detto e come da tradizione, l’evento sarà trasmesso dalla città del Poverello, patria ideale di EoF. Il programma vedrà la partecipazione di giovani collegati da tutto il mondo che condivideranno storie e talenti al servizio di un’economia con un’anima. La diretta streaming verrà trasmessa dal Teatro dell’Istituto Serafico, in forma di web-radio. “Il Serafico, in EoF, rilancia la voce dei più fragili, perché è proprio attraverso le loro difficoltà che si maturano nuove visioni capaci di dare slancio e rinnovamento alla società e all’economia” – le parole di Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto di Assisi. “Ai giovani di EoF infatti chiediamo proprio questo: di tenere negli occhi e nel cuore i volti di chi ha più bisogno d’aiuto, per riprogettare un mondo giusto, equo e senza più esclusi”.

Sport

Dinamo Taranto, coach Orlando loda il gruppo: “Coeso, lavora tanto e con il sorriso”

Il tecnico della Nuovi Orizzonti dirige una seduta di allenamento al PalaMazzola
11 Set 2023

di Paolo Arrivo

Megan Mahoney, Michelle Greco, Giorgia Sottana: sono alcuni dei grandi nomi che hanno fatto grande il basket rosa ionico. Lì dove il pubblico più numeroso ha riempito gli spalti del PalaMazzola, si è avuta chiara ed immediata la percezione che al momento del tripudio massimo segue la discesa ripida, altrettanto rapida. Così è stato. Dopo anni di buio, una nuova realtà si è affacciata e guadagnata spazio, per riconquistare lo stesso pubblico appassionatosi al basket: la Nuovi Orizzonti Dinamo Taranto. Il timoniere è William Orlando. Quelle immagini che ha ben impresse nella sua mente, delle gesta vissute in prima persona sullo stesso parquet di gioco dove ora sta allenando, possono essere replicate, in un futuro non troppo lontano: l’allenatore sa, in cuor suo, di poter scrivere pagine importanti, in un ruolo primario rappresentando una società solida e ambiziosa e affamata, impegnata nella scalata alla pallacanestro che conta. La serie B nazionale è un ottimo punto di ripartenza dopo le battaglie delle ultime annate. Il campionato è lontano, dista sei settimane; la preparazione già entrata nel vivo, per le giovani ragazze, sotto l’egida di William Orlando, che di esperienza ne ha accumulata tanta.

È uscito il calendario: Taranto è collocata nel girone A. Quali indicazioni ci può dare sulle squadre e sul primo scoglio da affrontare?

“È un calendario abbastanza favorevole per noi. Il primo scontro diretto con una squadra importante lo abbiamo alla terza giornata col Campobasso, che è tra le squadre più forti insieme all’Ariano Irpino, da affrontare come penultima avversaria del girone di andata in casa. Il calendario, ripeto, per come sono state messe le partite, è positivo. Ma poi c’è da giocare con tutte le squadre, e quello che ti può sembrare sulla carta facile, può rivelarsi più complicato di quello che puoi pensare”.

Gli organici, peraltro, sono ancora da definire in questa fase…

“Infatti c’è Benevento, nostra prima avversaria (la Virtus Academy, una delle due squadre che rappresenteranno il capoluogo campano, ndr), che deve ancora allestire buona parte della squadra. Sulla carta, al momento, potrei dire che questa partita può risultare facile, ma da adesso al 29 ottobre le cose potrebbero cambiare”.

Siamo all’ottavo allenamento della nuova annata: che gruppo hai trovato?

“Ho trovato un gruppo prima di tutto coeso. Mi sembra che le ragazze stiano bene insieme. Stanno lavorando tanto, con impegno, ma soprattutto con il sorriso. È un gruppo che vuole fare bene e che ha il piacere di stare in palestra”.

La pausa deve aver inciso sullo stato di forma delle ragazze…

“Sicuramente sul piano fisico c’è da lavorare tanto. Tante di loro non hanno fatto granché questa estate, come purtroppo spesso accade, ma il calendario ci dice che il campionato comincia il 29 ottobre: il tempo per prendere una buona condizione fisica c’è tutto”.

L’allenatore parla sempre del gruppo più che del singolo. E ancor meno di se stesso; ma quali sono le ambizioni personali di William Orlando? Se ti dico 7 maggio 2012 cosa ti viene in mente?

“Lo scudetto vinto in casa dal Cras. Gara 3 con Schio, la finale che vincemmo 3-0, se non ricordo male. Un 7-0 complessivo. Perché vincemmo anche in Coppa Italia, entrambe le partite di campionato, e anche in Supercoppa, se non sbaglio. In tanti ancora ricordano quel risultato”.

Che ricordi hai delle tre stagioni vissute da allenatore in seconda del grande Cras?

“Sono state tre stagioni diverse. Tutte molto belle ma, anche se non vincemmo lo scudetto quell’anno, quella che ricordo con maggior piacere è stata la prima, perché mi ha portato a fare la prima esperienza in Eurolega. Ricordo che abbiamo fatto i quarti di finale arrivando alla fine quinti, per la classifica avulsa. Quel risultato, fare quell’esperienza in giro per l’Europa contro squadre che a livello europeo avevano un grande blasone, per me è stato molto importante”.

Ricordi lontani…

“Abbastanza. Alla fine, però, quando ci ricordiamo quelle annate, ci sembrano molto vicine, perché sono state molto importanti: hanno segnato la storia del basket tarantino. Tante situazioni quindi non ti sembrano affatto lontane, nonostante gli anni passati”.

In serie A ci vorresti tornare?

“In questo momento, in considerazione anche della riforma sportiva, è complicato pensare alla serie A: dal punto di vista economico ci vuole una disponibilità importante. Quello che dico io è di fare un passo alla volta. Adesso siamo in serie B: cerchiamo di farla bene, e di mettere fondamenta importanti, sia dal punto di vista delle giocatrici, anche del posto facendo crescere alcune delle nostre, e poi anche dal punto di vista societario. Dirigenti, organizzazione, staff. Una volta messe queste basi possiamo pensare di fare un passo dopo l’altro. E poi, perché no, sognare non costa niente”.

Angelus

Papa Francesco all’angelus: “Il chiacchiericcio è una peste, non aiuta a crescere”

foto Vatican media/Sir
11 Set 2023

“Quando un fratello nella fede commette una colpa contro di te, tu, senza rancore, aiutalo, correggilo: aiutare correggendo”. Lo ha detto papa Francesco, ieri, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo apostolico vaticano e introducendo l’angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in piazza San Pietro. Riferendosi al Vangelo del giorno che parla di correzione fraterna (cfr Mt 18,15-20), il pontefice l’ha definita “una delle espressioni più alte dell’amore, e anche delle più impegnative, perché non è facile correggere gli altri”. “Purtroppo, invece, la prima cosa che spesso si crea attorno a chi sbaglia è il pettegolezzo, in cui tutti vengono a conoscere lo sbaglio, con tanto di particolari, tranne l’interessato! Questo non è giusto, fratelli e sorelle, questo non piace a Dio”, ha ammonito il papa, secondo cui “il chiacchiericcio è una peste per la vita delle persone e delle comunità, perché porta divisione, porta sofferenza, porta scandalo, e mai aiuta a migliorare, mai aiuta a crescere”.
Ricordando l’insegnamento del Vangelo, papa Francesco ha indicato il modo per la correzione fraterna: “Parlaci ‘a tu per tu’, parlaci lealmente, per aiutarlo a capire dove sbaglia. E questo fallo per il suo bene, vincendo la vergogna e trovando il coraggio vero, che non è quello di sparlare, ma di dire le cose in faccia con mitezza e gentilezza”. “Ma, possiamo chiederci, e se non basta? Se lui non capisce? Allora bisogna cercare aiuto. Attenzione però: non quello del gruppetto che chiacchiera! Gesù dice: ‘Prendi con te una o due persone’, intendendo persone che vogliano davvero dare una mano a quel fratello o a quella sorella che ha sbagliato. E se non capisce ancora? Allora, dice Gesù, coinvolgi la comunità. Ma anche qui precisiamo: non vuol dire mettere una persona alla gogna, svergognandola pubblicamente, bensì unire gli sforzi di tutti per aiutarla a cambiare. Puntare il dito contro non va bene, anzi spesso rende più difficile per chi ha sbagliato riconoscere il proprio errore. Piuttosto – ha concluso –, la comunità deve far sentire a lui o a lei che, mentre condanna l’errore, è vicina con la preghiera e con l’affetto alla persona, sempre pronta a offrire il perdono, la comprensione, e a ricominciare”.

Cordoglio

Il telegramma di cordoglio di papa Francesco per le vittime del terremoto in Marocco

foto Ansa/Sir
11 Set 2023

“Appreso con dolore del sisma che ha violentemente colpito il Marocco”: Francesco – in un telegramma di cordoglio inviato a suo nome dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – esprime la sua “comunione orante di fronte a questa catastrofe naturale”. “Rattristato da questo evento”, si legge ancora nel telegramma, papa Francesco esprime la sua “profonda solidarietà con coloro che sono colpiti nella loro carne e nel loro cuore da questa tragedia”. Il pontefice, inoltre prega per “il riposo dei defunti, la guarigione dei feriti e la consolazione di coloro che piangono la perdita dei loro cari e delle loro case”. Oltre a pregare affinché il Signore “sostenga i marocchini in questa prova”, il santo padre offre infine il suo “incoraggiamento alle autorità civile e ai servizi di soccorso”.

 

Festival

Venezia80: Leone d’oro a Yorgos Lanthimos per “Poor Things”. Matteo Garrone miglior regista

foto Andrea Avezz
11 Set 2023

“Poor Things” (“Povere Creature!”), la favola dark del regista greco Yorgos Lanthimos, è come da previsione il vincitore dell’80ª Mostra del cinema della Biennale di Venezia. Ad assegnargli il Leone d’oro è la giuria internazionale guidata dal regista Premio Oscar Damien Chazelle, composta tra gli altri dal Premio Oscar Jane Campion, dal regista italiano Gabriele Mainetti e dal regista irlandese Martin McDonagh.
Nella cerimonia di chiusura di Venezia80, condotta dalla madrina Caterina Murino, il Gran premio della Giuria è andato al giapponese Ryusuke Hamaguchi per il suo suggestivo “Evil Does Not Exist”, un’opera giocata sul rapporto uomo e natura.
L’Italia c’è nel palmares: Leone d’argento per la miglior regia è stato assegnato a Matteo Garrone per “Io Capitano”. “Questo premio – ha dichiarato l’autore – sarà di grande aiuto per il film, lo accompagnerà verso un pubblico ampio. È il racconto di due ragazzi del Senegal, di due migranti, che cercano di arrivare in Europa. E questo avviene secondo il loro sguardo, la loro angolazione. Mi sono aggrappato alle loro storie, ai loro racconti, cercando di mettermi a servizio della loro storia”. “Un pensiero – ha aggiunto Garrone – va anche al Marocco, in questo momento così difficile. Lì abbiamo girato in parte del nostro film”.
E sempre sul tema dei migranti e rifugiati, il Premio speciale della Giuria al film polacco “Green Border” della regista Agnieszka Holland, fotografia drammatica della condizione dei profughi mediorientali e asiatici bloccati sul confine tra Polonia (Europa) e Bielorussia, in un braccio di ferro disumano. “Non è stato facile girare questo film – ha sottolineato la Holland – Dedichiamo questo riconoscimento a tutti gli attivisti che stanno aiutando chi è in difficoltà, dalla Polonia a Lampedusa”.
Coppa Volpi femminile all’attrice statunitense Cailee Spaeny per il film “Priscilla” di Sofia Coppola, opera sulla storia d’amore tra Priscilla ed Elvis Presley. “Ringrazio Sofia – ha detto la giovane attrice emozionata – per la sua leadership intuitiva. Ma soprattutto il mio ringraziamento va a Priscilla Presley, che si è affidata a me per qualcosa di così delicato, complesso e personale. Il premio lo dedico a lei”. Coppa Volpi maschile per l’attore statunitense Peter Sarsgaard per il suo intenso e struggente ruolo in “Memory” di Michel Franco, dove interpreta un uomo colpito da demenza precoce che (ri)scopre l’amore. “Grazie – ha affermato – per il coraggio di questo film che possa trovare speranza e amore”. Sarsgaard ha poi ricordato il suo sostegno per gli attori hollywoodiani in sciopero, richiamando i pericoli legati all’intelligenza artificiale.
Miglior sceneggiatura di Venezia80 è quella di “El Conde” del regista cileno Pablo Larraín, opera che si muove tra horror e commedia nera e punta il dito contro l’impunità del dittatore Augusto Pinochet. Il film è targato Netflix. Premio Marcello Mastroianni al giovane senegalese Seydou Sarr, protagonista del film “Io Capitano” di Garrone. “Sono molto contento – ha detto emozionato, commosso – Sono felice. Non ho parole…”.
Anche tra i riconoscimenti della sezione Orizzonti c’è una nutrita presenza italiana: Premio speciale della giuria all’esordiente Alain Parroni per “Una sterminata domenica”; miglior sceneggiatura al film “El Paraiso” di Enrico Maria Artale, opera che ottiene anche il premio anche per la miglior attrice Margarita Rosa de Francisco. Infine, Premio Armani Beauty Orizzonti Extra all’opera prima dell’attrice Micaela Ramazzotti, “Felicità”, che ha dichiarato: “Dedico questo premio a chi sta lottando con l’infelicità, a chi vive un momento difficile”.

 

Calamità

Terremoto in Marocco, card. López Romero (arcivescovo Rabat): “Siamo costernati, tutta la nostra compassione per le vittime”

foto Ansa/Sir
11 Set 2023

di Maria Chiara Biagioni

“Non ho ancora informazioni precise di tutto il paese. Siamo però costernati per quello che è successo ed esprimiamo la nostra compassione per le famiglie che hanno perso qualche caro e per tutti coloro che sono feriti o hanno subito danni alle abitazioni”: raggiunto telefonicamente, sono le prime parole che  esprime il card. Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat (Marocco). Era in ufficio – racconta – quando ieri sera un forte terremoto, 6.8 nella scala Richter, ha scosso l’intero paese. “Ho sentito tutto l’edificio muoversi, durante quei secondi che sono sembrati una eternità. Siamo a Rabat, una città che si trova molto lontano rispetto all’epicentro ma la scossa, anche qui, si è sentita forte”. Il pensiero dell’arcivescovo salesiano va subito alle vittime. “Ho sentito che sono più di 600 i morti. So che le autorità marocchine stanno reagendo prontamente e stanno facendo tutto il possibile per aiutare la popolazione colpita. Ad aver subito i danni maggiori, sono soprattutto i villaggi delle montagne. Che io sappia nelle grandi città non ci sono gravi problemi. Voglio quindi esprimere tutta la nostra vicinanza soprattutto a coloro che sono stati colpiti maggiormente dal terremoto e chiedo ai cristiani del paese di pregare per le vittime e fare tutto il possibile per essere vicini a chi ha bisogno”. Riguardo alle azioni di aiuto che la Chiesa locale sta pensando di attivare, l’arcivescovo spiega: “Siamo una piccola chiesa con risorse molto limitate. Ma questa mattina abbiamo una riunione di Caritas che era già programmata. Parleremo di come possiamo aiutare le persone più colpite. Ma è successo solo da poche ore e non sappiamo dove sono i più bisognosi, quanti sono. Dobbiamo quindi raccogliere prima tutte queste informazioni nelle prossime ore”. C’è una certezza: “il Marocco – dice il card. López Romero – in questi anni ha saputo raggiungere una certa stabilità. Ha quindi le risorse umane ed economiche ad una catastrofe come questa anche se saranno ben accolti tutti gli aiuti che verranno dall’esterno”.

 

Diocesi

A Martina, diciassette oblate di Nazareth hanno rinnovato i voti

10 Set 2023

L’8 settembre, nella casa madre Villa Betania a Martina Franca, 17 giovani suore Oblate di Nazareth hanno rinnovato i voti religiosi alla presenza della vicaria generale, madre Addolarata De Padova. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Andrea Casarano, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Alberico Semeraro, fondatore dell’istituto.

Diocesi

Mons. Santoro: “affido alla Madonna il mio amato successore, l’arcivescovo Ciro, perché possa pascere questo bellissimo gregge che il Signore gli affida”. 

09 Set 2023

Qui in alto il video integrale dell’omelia.
(Video A. Ingenito)

Nella serata di venerdì 8 settembre nella Basilica Cattedrale di San Cataldo, gremita di fedeli, l’arcivescovo emerito di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento per il suo ministero episcopale svolto dal 2012 al 2023. Hanno concelebrato con lui il Capitolo metropolitano e tutti i sacerdoti della diocesi. Ha assistito alla celebrazione l’arcivescovo monsignor Ciro Miniero il quale all’inizio ha rivolto al suo predecessore un indirizzo di saluto, così come hanno fatto al termine il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il segretario per la consulta delle aggregazioni laicali, Massimo Sabbatucci.

 

Popolo in festa

Iniziano a Taranto i festeggiamenti in onore dell’Addolorata

09 Set 2023

di Angelo Diofano

Con la solenne cerimonia di intronizzazione del simulacro della Beata Vergine Maria SS Addolorata, sabato 9 settembre, inizia nella chiesa di San Domenico Maggiore il settenario di preparazione alla festa a Lei dedicata che proseguiranno domenica 10 alle ore 20.15 con la veglia di preghiera con i novizi.

Lunedì 11, inoltre, alle ore 20.15, durante il concerto della Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, il priore della confraternita SS. Addolorata-San Domenico, Giancarlo Roberti, e il padre spirituale, monsignor Emanuele Ferro, consegneranno le medaglie d’oro ai confratelli e alle consorelle che hanno compiuto i 50 anni di iscrizione al sodalizio e delle pergamene a coloro che hanno raggiunto i 70 anni di appartenenza. Infine sarà effettuata la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli per l’anno scolastico 2022-2023.

Martedì 12, alle ore 20.30, al Centro Cifir in viale Magna Grecia, si terrà una cena solidale.

Mercoledì 13, alle ore 20.15, a San Gaetano, avrà luogo la cerimonia del premio “Cuore di donna 2023” che sarà conferito dalla confraternita alla dott.ssa Pina Antonella Montanaro, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto; seguirà la rappresentazione del monologo ”Stoc ddo’-Io sto qua” di Giovanna Bevilacqua, tratto dalla storia vera di Michele Fazio, di appena 15 anni, ucciso per errore, in un regolamento di conti tra i clan malavitosi di Bari vecchia.

I festeggiamenti si concluderanno domenica 17 con la tradizionale processione serale per le vie della Città vecchia e i fuochi pirotecnici.

Diocesi

L’omelia pronunciata da mons. Santoro nella celebrazione eucaristica di ringraziamento per il suo ministero episcopale

(Foto P. Leva)
09 Set 2023

Nella serata di venerdì 8 settembre nella Basilica Cattedrale di San Cataldo, gremita di fedeli, l’arcivescovo emerito di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento per il suo ministero episcopale svolto dal 2012 al 2023. Hanno  concelebrato con lui il Capitolo metropolitano e tutti i sacerdoti della diocesi. Ha assistito alla celebrazione l’arcivescovo monsignor Ciro Miniero il quale all’inizio ha rivolto al suo predecessore un indirizzo di saluto, così come hanno fatto al termine il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il segretario per la consulta delle aggregazioni laicali, Massimo Sabbatucci.

Di seguito, l’omelia pronunciata da monsignor Filippo Santoro:

Carissime autorità, carissimi fratelli e sorelle, 

celebriamo questa liturgia di ringraziamento per quanto la Grazia di Dio ha fatto durante questi undici anni di ministero episcopale nella nostra Arcidiocesi e nel nostro territorio di Taranto nonostante i miei limiti e fragilità. Sempre la grazia del Signore è più grande e ci raggiunge, ci tocca, ci sorprende in una storia concreta.

La mia nomina è avvenuta il 21 novembre 2011 nella festa della Presentazione di Maria al tempio e il mio ministero di vescovo diocesano si conclude nella festa della Natività di Maria, alba della salvezza. L’antifona al Benedictus di questa mattina recita: «La tua nascita, Vergine Madre di Dio, ha annunciato la gioia al mondo intero: da te è nato il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio: egli ha tolto la condanna e ha portato la grazia, ha vinto la morte e ci ha donato la vita”.

Se Cristo è il sole della vita, secondo i padri della Chiesa, Maria è la luce dell’aurora che precede il sole. La nascita di Maria é l’inizio della luce nella storia della redenzione.

Venendo a Taranto mi sono posto sulla scia degli arcivescovi miei predecessori che ho personalmente conosciuto: monsignor Guglielmo Motolese, il Cardinale De Giorgi, monsignor Benigno Papa e sin dall’inizio ho sentito un affetto grande per questo popolo: sacerdoti, religiosi, religiose, laici, seminaristi e fedeli tutti. Nel mio ingresso avvenuto quell’indimenticabile 5 gennaio 2012 ho detto che il mio proposito era quello di favorire l’incontro con la persona viva di Cristo, con il suo amore e con il suo fascino.

Oggi celebro questo saluto qui in cattedrale, nella nostra cattedrale di San Cataldo perché questo è il cuore della Diocesi, il segno dell’unità della Chiesa di Dio che è in Taranto che risale ad una storia più che millenaria. Qui si trovano le reliquie del nostro patrono San Cataldo che io ho venerato con una commozione straordinaria nel giorno del mio arrivo, pieno di stupore per essere chiamato a succedere ad un Santo. Ricordo bene la mia emozione in quel primo incontro: tornava alla mia mente la mia infanzia, me bambino che correva in bicicletta con gli amici per le strade di Carbonara. Mi stupiva il disegno imperscrutabile della misericordia di Dio che chiama una fragile creatura ad essere successore di un santo missionario di Cristo nella comunità tarantina. E San Cataldo è stato per me l’esempio del Buon Pastore, di colui che serve e dona la vita per il suo popolo in una unità inscindibile e feconda tra fede e contraddizioni della vita di ogni giorno.

Il mio ministero di annuncio del Verbo incarnato ha avuto come punto di partenza la celebrazione nella concattedrale della Gran Madre di Dio e della Chiesa, con la protezione di San Cataldo, di San Francesco de Geronimo e di Sant’Egidio Maria da Taranto.

Nelle letture di questa messa brilla il fatto che Dio ha costituito Maria come termine fisso di eterno consiglioe l’ha fatta con una attenzione tutta speciale. Con la stessa cura con cui ha creato l’universo così ha curato la preparazione della Madre del suo Figlio. Abbiamo ascoltato la genealogia di Gesù, nato da Maria per la forza dello Spirito. La seconda lettura mette in evidenza la predestinazione divina e allo stesso tempo la collaborazione libera della creatura al piano di Dio. Maria è la Vergine che concepirà l’Emanuele, Maria è la madre dell’uomo nuovo; è lei che offre Cristo, luce del mondo.

Sin dall’inizio del mio ministero mi sono mosso in comunione con i sacerdoti, i diaconi e tutto il popolo di Dio promuovendo un percorso più che una serie di eventi, e questo ha assunto la forma anche visibile di un pellegrinaggio annuale. Abbiamo cominciato con la visita alla Santa Casa di Loreto e poi ci siamo recati ogni anno al santuario di San Pio di Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Ci siamo ritrovati ad essere un popolo sinodale di pellegrini e abbiamo orientato i passi del nostro cammino seguendo il magistero di Papa Benedetto e più a lungo di Papa Francesco cercando di costruire una Chiesa in uscita, non sedentaria. Abbiamo intensificato iniziative già esistenti come la Settimana della Fede e sviluppato nuovi cammini valorizzando la pietà popolare del nostro popolo.

Ci è stata a cuore la dimensione pubblica della fede, l’annuncio di Cristo nelle circostanze concrete della vita, provocati dalle ferite che il nostro territorio ancora vive. Il grande tema della carità si è concretizzato in tante opere e particolarmente nella realizzazione del Centro Notturno di Accoglienza per i senzatetto San Cataldo Vescovo, ristrutturando il palazzo Santa Croce. Così un bene artistico è diventato anche un bene sociale, segno del cuore cristiano della nostra terra. Consumando la suola delle nostre scarpe abbiamo unito carità e bellezza a favore dei più bisognosi. Abbiamo riaperto, insieme ad altre Chiese, anche il santuario della Madonna della Salute, restituendo alla città un centro di culto di grande pregio artistico nel cuore di Taranto vecchia.

Abbiamo passato vari momenti di sconcerto e di dolore quando si succedevano le morti sul luogo del lavoro o per causa dell’inquinamento. Non mai è mancata la solidarietà della Chiesa, della comunità cristiana. Il momento più struggente e stato il flagello del Covid che ha falciato tante vite. Ho sentito il dolore di tutta la nostra terra. Ho vissuto nella notte tra il giovedì e il venerdì santo del 2020 una piccola processione portando a spalle la nostra Madre Addolorata. Sentivo il dolore di tutta la gente che non poteva incontrarsi, non poteva comunicare e nemmeno dare l’ultimo bacio ai parenti, sottratti alla vita dalla pandemia. Dal pendio di San Domenico ho invocato la benedizione della Vergine per questa terra chiedendo che il flagello finisse. Abbiamo guardato a Lei, abbiamo pianto, abbiamo pregato, e Lei ci ha portati da Gesù nei misteri della passione e della croce e quindi ci ha indicato il cammino della risurrezione.

Mi sono stati dati incarichi nella Conferenza Episcopale Italiana ponendo anche Taranto al centro della tematica ambientale e lavorativa d’Italia. Non potevamo tacere circa l’intollerabile contrapposizione tra il diritto alla salute e quello al lavoro in tutta la sua drammaticità.
I numeri degli ammalati, quelli della mortalità, continuano a parlare a questa terra del sacrificio pagato; i numeri dei cassintegrati e dei disoccupati ancora oggi denunciano la svendita di un popolo in nome del profitto.
Sono stati anni di impegno e speranza.
Impegno perché l’economia della città potesse finalmente emanciparsi dalla monocoltura industriale, e di speranza perché anche alla nostra città fosse garantito il diritto a un ambiente sano.
Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo preposti?
Non sarei onesto se cedessi all’ottimismo.
No, non li abbiamo raggiunti: nonostante i passi avanti, il siderurgico non è ancora una fabbrica ecocompatibile; troppi i cassintegrati; alta la percentuale degli inoccupati; tanti i giovani che ancora lasciano questa terra per studiare o lavorare.
Ancora i numeri dei malati oncologici destano preoccupazione e ancora i viaggi della speranza sono consuetudine.
Tutto è stato vano? No, assolutamente!
Il processo di ri-conversione è avviato: è un processo passionale di pazienza e di cura.
Il Signore ce ne parla tramite la parabola del fico che non metteva frutti e di fronte alla sua infruttuosità il suo padrone decide di sradicarlo. Il contadino chiede pazienza al padrone, promette di prendersene cura, di stare ad esso vicino. La conversione infatti inaugura un tempo di misericordia, un tempo necessario perché il cuore torni ad appartenere a Dio, perché il fico riemetta i suoi germogli. 
Taranto è il fico, i tarantini i contadini: occorre fede per perseverare nella cura e nella pazienza quale viatico indispensabile perché si porti frutto, perché anche quel fico si converta e torni alla sua vera vocazione. Quindi mano all’opera di buona lena.

Alla vergine Maria affido questa arcidiocesi, alle sue mani grandi raccomando i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, i due nuovi Istituti religiosi che ho cominciato: l’Ordine delle vergini e l’Ordine delle vedove e poi la Consulta delle associazioni laicali, le confraternite e i servizi del volontariato. Alla Madonna affido con affetto speciale gli ammalati dei nostri ospedali e cliniche, la casa circondariale che ho visitato in tutti gli anni nei giorni di Natale e Pasqua.

Affido alla Madonna il mio amato successore, l’arcivescovo Ciro, perché possa pascere questo bellissimo gregge che il Signore gli affida. 

Eccellenza, la tua saggezza e la tua esperienza di pastore premuroso tracceranno questa nuova fase del cammino. 

Eccellenza, ti ringrazio per il bel saluto iniziale a questa santa liturgia e ti assicuro la mia preghiera quotidiana e la mia amicizia perché tu possa portare avanti il ministero episcopale con la protezione di San Cataldo senza mai scoraggiarti. 

Ai sacerdoti dico grazie di tutto. Le dinamiche ecclesiali sono complesse e prego particolarmente per voi. Siate i primi a curare le vocazioni sacerdotali come abbiamo fatto durante questi anni con un buon numero di seminaristi. Sicuramente anche nelle parrocchie vivete gioie e sofferenze con i membri della comunità. Accanto ad innumerevoli soddisfazioni non sono mancate in questi anni le prevedibili prove. Imitiamo Gesù buon pastore che dona la sua vita per il suo popolo. Ciò che muove la Chiesa e ciò che ci rende degni di svolgere un ministero è solo la Misericordia di Dio di cui siamo ministri. Questa misericordia ora invoco per me e per ciascuno di noi, perché voi trasmettiate sempre fiducia a tutta la nostra gente.

Alle autorità civili e militari e a tutti voi , carissimi fedeli, il mio saluto e la mia gratitudine.

Fate risplendere con la speranza  questa nostra terra.

Grazie di cuore a tutti, ad uno ad uno vi abbraccio e vi benedico.

Il vostro † don Filippo