In provincia

San Giorgio jonico: la benedizione degli studenti in piazza

08 Set 2023

di Angelo Diofano

Nell’approssimarsi dell’anno scolastico 2023-2024 va segnalato quanto si svolgerà a San Giorgio Jonico a cura dell’amministrazione comunale in collaborazione con l’Anspi “San Giuseppe dal cuore castissimo” aps e con le parrocchie di Santa Maria del Popolo, Santi Patroni d’Italia e Immacolata.

L’appuntamento è per sabato 9 settembre alle ore 17.30 in piazza San Giorgio dove avrà luogo la benedizione degli studenti che sarà impartita dai sacerdoti sangiorgesi don Angelo Baldassarre, don Gianpiero Savino e don Giuseppe D’Alessandro.

Il sindaco Mino Fabiano e l’assessore con delega all’istruzione Maria Grazia Tasco, in particolare, invitano i ragazzi a portare con sé diari e penne, quale simbolo dell’accessoristica scolastica loro occorrente per tutto l’anno scolastico.

Così commenta don Giuseppe D’Alessandro, assistente ecclesiastico del circolo Anspi San Giuseppe nonché parroco dell’Immacolata: “Abbiamo subito aderito con entusiasmo all’iniziativa organizzata dal Comune, accomunati dal desiderio di essere vicini agli studenti ma anche alle famiglie, agli insegnanti e a tutto il personale per l’inizio del nuovo anno scolastico. Tutto questo, nell’augurio che il lavoro che verrà profuso nelle scuole aiuti sempre più i ragazzi a crescere nell’umanità (soprattutto dal punto di vista della responsabilità civica, dell’appartenenza al territorio e del rispetto ambientale) e nel bagaglio culturale e relazionale”.

Mobilità

A Taranto già sulle strade 56 nuovi autobus ibridi per Kyma Mobilità

08 Set 2023

Da giovedì 7 settembre sulle strade di Taranto saranno in servizio i nuovi autobus ibridi Mercedes modello “Citaro” di Kyma Mobilità.

La presentazione si è tenuta sul parcheggio del Parco Cimino, un evento aperto da Giorgia Gira, presidente di Kyma Mobilità, che ha annunciato che «grazie a fondi pubblici acquisiti dall’amministrazione Melucci, sono stati acquistati complessivamente 56 nuovi autobus Mercedes “Citaro” Hybrid e 5 minibus “Rampini E 60” a motorizzazione completamente elettrica che saranno utilizzati nel centro storico sulla nuova Linea 10 di Kyma Mobilità. Si tratta della più importante acquisizione di autobus nuovi da decenni a questa parte, nel cui allestimento sono stati impegnati massivamente i nostri dipendenti, che ringrazio per il loro impegno; sono mezzi di nuova generazione le cui dotazioni innalzano significativamente gli standard di sicurezza e di confort a favore dei nostri operatori di esercizio e dei passeggeri».

I nuovi autobus Mercedes “Citaro” vanno ad affiancarsi ai 24 autobus ibridi Man modello “Lion’s City” entrati in servizio nel gennaio del 2021, sempre con presidente Giorgia Gira.

«Complessivamente – ha poi detto il presidente Giorgia Gira – con ottanta nuovi autobus con motorizzazione “ibrida” Euro 6 e cinque minibus “full electric” a emissioni zero, in meno di tre anni l’amministrazione Melucci ha rinnovato oltre la metà del parco mezzi di Kyma Mobilità che così, con un’età media inferiore ai 5 anni, diventa uno dei più “giovani” d’Italia, nonché uno dei meno impattanti per l’ambiente, aumentando la disponibilità di mezzi per i servizi di mobilità sostenibile a favore della cittadinanza di Taranto».

Ha poi preso la parola il sindaco Rinaldo Melucci: «nessuna amministrazione, negli ultimi decenni, ha predisposto un così corposo rinnovo del parco mezzi aziendale, seguendo inoltre il principio della sostenibilità con la scelta di acquistare bus ibridi ed elettrici. È una strada obbligata, per noi: rispetto alle indicazioni del programma amministrativo, ma soprattutto rispetto agli obiettivi che il trasporto pubblico locale sta traguardando in tutto il mondo. Ovunque, infatti, la sostenibilità governa le scelte delle istituzioni: dobbiamo ridurre l’uso di mezzi di proprietà, dobbiamo garantire servizi di qualità, dobbiamo favorire l’innovazione. A Taranto lo stiamo facendo, anche grazie all’impegno di Kyma Mobilità, cui va il nostro ringraziamento».

È poi intervenuto l’assessore alla mobilità Mattia Giorno: «oggi chiudiamo un percorso lungo e laborioso, iniziato con l’intercettazione dei finanziamenti che curai direttamente e proseguito grazie all’impegno dell’onorevole Ubaldo Pagano, che lavorò alla loro destinazione definitiva e che ringrazio a nome della comunità. Parlo di risorse importanti che hanno reso possibile questa rivoluzione. Perché di questo si tratta, di un radicale cambiamento che mai nessuno aveva avviato, prima dell’amministrazione Melucci».

«L’acquisto di bus nuovi, efficienti, dalle alte performance, più sicuri per autisti e passeggeri e, soprattutto, sostenibili – ha poi detto l’assessore Mattia Giorno – è una novità assoluta per questa città, resa possibile solo dalla lungimiranza di un esecutivo che non si è fermato alla contingenza, ma ha investito nel futuro. E continueremo a farlo: basti solo pensare alle ambiziose Brt, che cambieranno ancora la storia della nostra città».

I 56 autobus ibridi Mercedes Citaro e i 5 elettrici “Rampini E 60” sono stati acquisiti dal Comune di Taranto con i 20 milioni di cui alla Legge n.77/2020, art.212 “Rinnovo parco mezzi”, mentre i 24 autobus ibridi MAN “Lion’s City” entrati in servizio nel gennaio 2021 grazie a un finanziamento “Smart Go City” di 8 milioni di euro.

L’assessore alle Società partecipate Mary Luppino ha sottolineato come «con 80 nuovi autobus ibridi e 5 completamente elettrici, in sostituzione di mezzi con motorizzazione tradizionale otterremo un significativo abbattimento delle emissioni inquinanti di CO2 in città, nonché una importante riduzione del consumo di carburante!»

Presenti all’evento Michele Matichecchia, comandante Corpo Polizia locale Taranto, e per Kyma Mobilità il consigliere Francesco Scarinci, il direttore Generale Pietro Carallo, il direttore tecnico e d’esercizio Mauro Piazza e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali aziendali.

Alla presentazione è intervenuta una delegazione Evobus Italia (Daimler Buses) con Michele Maldini, Direttore Commerciale Clienti Pubblici, Gianluca Selvaggi, Key Account Manager, e per l’area tecnica gli ingegneri Vincenzo Izzo e Enrico Pizzo.

Nell’occasione Michele Maldini ha dichiarato «non possiamo che ringraziare Kyma Mobilità per aver aderito ad una offerta commerciale che ha portato il prodotto Mercedes-Benz CompactHybrid e la attenta filosofia di sostenibilità che lo stesso rappresenta a servire la cittadinanza di Taranto. Siamo certi che sia il personale di guida, di esercizio e manutenzione, oltre naturalmente all’utenza che rappresenta il focus primario sul quale è stato progettato, sapranno apprezzare le straordinarie doti di comfort dell’autobus urbano più venduto in Europa. Sottolineiamo in ultimo che la particolare composizione della cinematica di questo veicolo rappresenta ancora oggi un milestone a livello di impatto ambientale tra le classiche vetture endotermiche ed il prossimo futuro ad impatto zero, la scelta effettuata da Kyma Mobilità rappresenta un passaggio responsabile e coerente nella salvaguardia dell’ambiente in cui tutti noi viviamo».

 

I 56 nuovi autobus Mercedes “Citaro” Hybrid di Kyma Mobilità

I nuovi autobus Mercedes “Citaro” di Kyma Mobilità dispongono di tre porte: l’anteriore e la posteriore sono per la salita, mentre quella centrale per la discesa è dotata di apertura “sliding door” per favorire un più agevole deflusso dei passeggeri. I mezzi sono dotati di spazio per passeggero non deambulante con apposita rampa manuale per la salita/discesa e del sistema di “kneeling” che, con l’inclinazione laterale del veicolo, favorisce un agevole accesso del diversamente abile.

L’allestimento dei nuovi autobus Mercedes “Citaro” di Kyma Mobilità comprende un sistema di videosorveglianza con 5 telecamere interne, una telecamera esterna “side” lato accesso passeggeri, una telecamera posteriore e 4 telecamere sulle porte, con immagini visibili in tempo reale sul posto guida; è dotato, inoltre, di altre 2 telecamere del sistema VEDR per la ricostruzione dinamica dei sinistri e del “Red button” per segnalazioni di allarme alla centrale operativa di Kyma Mobilità.

Ogni mezzo è attrezzato con il sistema AVM (Automatic Vehicle Monitoring) di geo-localizzazione satellitare che consente un costante contatto, anche con fonia, con la centrale operativa aziendale e la comunicazione di tutte le informazioni in tempo reale sull’arrivo del bus ai passeggeri in attesa alle fermate.

I veicoli sono dotati di climatizzazione, sistema di sospensioni dinamiche, sedili ergonomici e protezione della cabina dell’operatore di esercizio, garantendo così a passeggeri e autisti maggiori standard di sicurezza e di confort.

Oltre alla tradizionale obliteratrice meccanica, gli autobus dispongono già della strumentazione per il nuovo sistema di bigliettazione elettronica che entrerà in esercizio prossimamente, cui è collegato il tornello per il controllo degli accessi e un sistema conta passeggeri in salita e in discesa.

I nuovi autobus Mercedes “Citaro” sono dotati di motore diesel a sei cilindri con potenza max di 220 kW, coadiuvato da un motore elettrico di ausilio alla trazione da 14 kW, il cui vano motore è protetto da un sistema di segnalazione e spegnimento incendio automatico; questa motorizzazione ibrida consente un risparmio di carburante stimato fino a un massimo dell’8,5%.

Durante la frenata, l’energia dispersa viene immagazzinata da accumulatori di corrente continua formati da due moduli, ognuno con 16 condensatori a doppio strato all’interno. Questi sono posizionati nella parte posteriore del tetto, in modo da assicurare il minimo ingombro sul mezzo.

Emergenze sociali

Migranti, Decaro (Anci): “Dai Comuni proposte concrete per affrontare l’emergenza dei minori non accompagnati”

foto Sir/Ce
08 Set 2023

“Durante la riunione svoltasi al Viminale abbiamo detto al ministro Piantedosi che i sindaci non sono mossi da alcun intento polemico, ma nelle settimane scorse hanno dovuto lanciare l’allarme per una situazione che si sta facendo insostenibile. La difficoltà nel gestire in modo adeguato l’affluenza nei nostri territori di migliaia di minori non accompagnati causa un disagio grave alle persone che cercano rifugio in Italia ma anche alle nostre comunità, che hanno sempre dato prova di grande spirito di accoglienza e vogliono continuare a operare in questo spirito”. Così Antonio Decaro, presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani, che rinnova il “pieno spirito della collaborazione istituzionale” facendosi portavoce dei sindaci “fiduciosi che il governo prenderà seriamente in considerazione le soluzioni”. “Noi – ha spiegato – siamo convinti che a ogni livello istituzionale tutti dovremmo impegnarci per dare al mondo l’immagine dell’Italia come Paese attento e impegnato nella salvaguardia della vita umana e dei diritti di tutti, proprio a partire dai più deboli e indifesi: bambine e bambini, ragazze e ragazzi che si ritrovano spesso soli e senza niente in paese straniero”. “Noi sindaci – ha sottolineato Decaro – pensiamo che in Italia sia possibile organizzare un sistema di accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati al tempo stesso sostenibile, programmato, equilibrato e diffuso a livello regionale, provinciale e comunale. Per questo, è necessario il coinvolgimento, su base volontaria, di tutti i Comuni italiani. I Comuni sono disponibili, a patto però che siano dotati di risorse adeguate e che il sistema nel suo insieme venga ridisegnato e riorganizzato”.
“Abbiamo portato al ministro Piantedosi – ha proseguito il presidente dell’Anci – proposte molto precise in questa direzione. Noi pensiamo che a valle di una rete di centri di prima accoglienza esclusivamente a carico e sotto la responsabilità del ministero dell’Interno i minori accertati dovrebbero essere trasferiti esclusivamente in strutture Sai, quindi di competenza comunale, i cui posti dovranno essere adeguatamente ampliati perché ora sono evidentemente insufficienti. Basti pensare che in questo momento, con 21mila minori non accompagnati la cui accoglienza spetta per legge ai Comuni, i posti autorizzati sono solo 6207: c’è il rischio concreto che i costi dell’assistenza a tutti gli altri ricadano direttamente sui bilanci comunali”. “I centri di prima accoglienza – ha precisato Decaro – devono rappresentare in ogni caso la ‘porta d’accesso’ alla seconda accoglienza, e quindi alla rete Sai, che in questo quadro dovrà diventare stabile, strutturata, continuativa nel tempo: il flusso migratorio è ormai una costante, non ha più senso che ogni tre anni le Amministrazioni comunali debbano rinnovare la propria disponibilità a entrare nella rete dell’accoglienza”.
Per quanto riguarda invece i richiedenti asilo, “abbiamo proposto una accoglienza diffusa sul territorio nazionale riattivando la clausola di salvaguardia, secondo la quale i Comuni che appartengono alla rete Sai, o che intendano aderirvi, sono esenti dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza, nella misura in cui il numero di posti Sai soddisfi la quota di posti assegnata a ciascuno di loro. In questo modo si favorirebbe una effettiva equa ripartizione dei migranti secondo il Piano nazionale”.

Formazione

Salesiani per il sociale al Sud e Progetto Policoro: 35 giovani hanno partecipato allo “Stage della carità: formiamoci per esserci”

foto Stefania Careddu
08 Set 2023

Sui passi di don Pino Puglisi, Peppino Impastato, fratel Biagio Conte e di quanti lottano ogni giorno contro l’ingiustizia per crescere nella vita e nel servizio al prossimo. Trentacinque giovani – tra educatori di case-famiglia dell’associazione “Piccoli passi grandi sogni”, animatori del Progetto Policoro, animatori di case salesiane e ragazzi accolti dalle comunità dell’Ispettoria – hanno partecipato, dal 4 al 6 settembre, allo “Stage della carità: formiamoci per esserci” organizzato dal Comitato interregionale salesiani per il sociale don Bosco al Sud in collaborazione con il Progetto Policoro.

Un percorso sulla legalità che ha portato i giovani a confrontarsi con alcune figure chiave della lotta alle mafie e dell’accoglienza. A Cinisi, i giovani hanno visitato la ‘Casa memoria – Felicia e Peppino Impastato’, dove hanno incontrato il fratello Giovanni; a Capaci, al Giardino della memoria Quarto Savona Quindici dedicato a tutte le vittime di mafia, hanno rivolto un pensiero a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli agenti di scorta con l’impegno a non dimenticare. Infine, si sono recati nella sede di Libera Palermo, avamposto di giustizia sociale, cittadinanza attiva e educazione.

Non poteva mancare poi la sosta alla “Casa museo padre Pino Puglisi”, dove – tra gli oggetti e i ricordi appartenuti al beato – i giovani hanno ascoltato la testimonianza emozionante di Pippo De Pasquale, amico di infanzia del sacerdote: “L’ho accompagnato, ero con lui nell’ambulanza che lo ha portato all’ospedale. Non è morto da solo, accanto aveva il suo amico di infanzia. L’idea di aver avuto tra le braccia un santo – ha confidato – non mi sfiora, perché non è morto. Qualche volta gli parlo ancora”.
A completare questo itinerario della carità, le tappe alla “Missione di Speranza e Carità”, fondata da fratel Biagio Conte e oggi guidata da don Pino Vitrano, e all’associazione ‘Santa Chiara’, voluta dai salesiani per i giovani, in particolare per i minori a rischio e gli immigrati. Poi il rientro a casa, con tanto entusiasmo e un rinnovato slancio. “È stata – riassume Chiara Veneruso – un’esperienza talmente forte che ogni educatore e animatore torna nelle proprie realtà e comunità carico di una nuova motivazione nel servizio che quotidianamente porta avanti, ispirandosi alla costanza e al coraggio di tutte le personalità incontrate”.

Ecumenismo

Card. Zuppi: “La nostra forza è la comunione, le guerre sono sempre sconfitte fratricide”

Al Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina, il presidente della Cei ha partecipato in qualità di relatore

foto Siciliani-Gennari/Sir
08 Set 2023

di Riccardo Benotti

“Un ulteriore segno della comunione con la Chiesa di Roma e con quella in Italia”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha definito la sua partecipazione, in qualità di relatore, al Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina che si svolge a Roma fino al 13 settembre. Nel suo intervento, il cardinale – accolto da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyć – ha evidenziato il forte legame tra le Chiese, dovuto alla folta presenza di ucraini e di sacerdoti nel nostro Paese, che si è rinsaldato in occasione del conflitto, esplicitandosi in solidarietà e vicinanza concreta. “La nostra forza – ha detto – è la comunione che è, al contempo, gerarchica e sinodale: la dimensione verticale aiuta a sperimentare aperture e sensibilità, quella orizzontale a verificarle con la storia e con le comunità”. Nel ripercorrere la storia della Chiesa greco-cattolica ucraina, impreziosita dalla testimonianza di tanti preti martiri come il beato Omeljan Kovč, morto nel campo di concentramento di Majdanek nel 1944 e proclamato nel 2009 patrono dei sacerdoti della Chiesa greco-cattolica ucraina, il presidente della Cei ha espresso ancora una volta dolore per la sofferenza del popolo ucraino e per l’insensatezza delle guerre, che “sono sempre sconfitte fratricide”.

Popolo in festa

“Esaltazione della Croce”, il 13 e 14 celebrazioni a Monteiasi

08 Set 2023

di Angelo Diofano

Festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso (antica solennità nota come “lu Crucifissu granne”) si svolgeranno a Monteiasi secondo il programma reso noto da don Giovanni Nigro, parroco della chiesa madre intitolata a San Giovanni Battista, e dal comitato festeggiamenti patronali.

Domenica 10 alle ore 20, incontro di riflessione e testimonianze su “Il mistero della sofferenza umana nella partecipazione alla Passione di Cristo” con la partecipazione della dott.ssa Antonella Sasso e del dott. S. Pisconti. Lunedì 11, inizio del triduo in preparazione alla festa predicato da don Gaetano Noto, dei missionari del Preziosissimo Sangue (sante messe ore 7-19); alle ore 20, nell’oratorio parrocchiale, serata finale del campus estivo Anspi parrocchiale “Progetto cuori in restauro”. Mercoledì 13, alle ore 17.30 esposizione della reliquia della Santa Croce e apertura delle indulgenze. Giovedì 14, solennità dell’Esaltazione della Croce, sante messe saranno celebrate in mattinata alle ore 7 e alle ore 9; alle ore 10.30 celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero con consegna delle chiavi della città al SS. Crocifisso da parte del sindaco; a mezzogiorno, processione per le vie del paese; alle ore 18.30, santa messa con il bacio della reliquia della Croce.

I festeggiamenti civili in piazza prevedono per mercoledì 13 lo spettacolo “Terra mia”, fra musica e divertimento, e per giovedì 14 la presenza del complesso bandistico di Conversano-Ligonzo (m° Angelo Schirinzi). Luminarie della ditta Memmola di Francavilla Fontana saranno predisposte sul corso mentre i fuochi artificiali saranno curati da Itria Fireworks di Martina Franca e da Piroshow di Carosino.

Ecco la storia del culto, secondo il sito www.monteiasi.it: “Si racconta che il crocifisso destinato a Galatone (Lecce) – ove pure lo si festeggia patrono – e proveniente da Napoli  presso cui era stato acquistato , dopo una sosta per ristoro quì a Monteiasi  da parte degli uomini e buoi che lo trasportavano, non volle più staccarsi dal posto ove era stato poggiato. Ciò fu inteso come segno miracoloso e la statua del Crocifisso rimase così a Monteiasi. Una versione però più documentata e meno leggendaria ( vedi manoscritto di F. P. Lotta) , ma non per questo meno densa di significati religiosi, lega la nascita del culto a Monteiasi al dono fatto al reverendo dell’epoca don Giovanni Antonio Teia, di un Crocifisso. Esso fu donato dal gesuita padre Giulio Pignatari a conclusione della missione, effettuata nel 1616 insieme a padre Gabriele Mastrilli, per accrescere negli abitanti la devozione alla SS. Maria Vergine del Rosario. Tale missione porterà alla costituzione della congregazione del SS. Rosario, con bolla di fondazione ottenuta da Roma nel marzo del 1618”.

Popolo in festa

A Faggiano, la festa dell’Addolorata nel segno di don Pino Puglisi

08 Set 2023

di Angelo Diofano

Dopo molti anni sono stati ripresi a Faggiano i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, un tempo fra le più solenni in paese, a cura della parrocchia dell’Assunta e della confraternita del Carmine. “Sarà una festa molto sobria, occasione per stare tutti insieme nella letizia e per lasciarci provocare dalle parole del Vangelo e dall’esempio di Maria, sul quale l’arcivescovo mons. Miniero punta molto nel suo ministero episcopale” – spiega il parroco don Francesco Santoro.

Il tema di queste giornate sarà “Con Maria e come Maria, insieme alla sequela di Gesù Cristo, accanto ai crocifissi della storia… sulle orme del beato don Pino Puglisi”. La festa è dedicata al sacerdote vittima dalla mafia a Palermo: operava nel quartiere popolare di Brancaccio educando i ragazzi a vivere secondo il Vangelo, sottraendoli così alla malavita. Spiega don Francesco che per la barbara esecuzione di don Pino, i capi di Brancaccio, i fratelli Graviano, scelsero proprio la ricorrenza dell’Addolorata (15 settembre 1993, giusto trent’anni fa) perché in quel giorno, in sommo sfregio, ricorreva anche il suo compleanno. Don Pino fu beatificato il 25 maggio 2013 da papa Francesco.

Il programma dei festeggiamenti prevede per il 10 settembre alle ore 20 l’intronizzazione dei simulacri del Crocifisso e dell’Addolorata e per l’11, sempre allo stesso orario, l’adorazione eucaristica.

Il 13 settembre, dopo la santa messa delle ore 19, sarà proiettato il film su don Pino Puglisi.

Giorno 14, festa dell’Esaltazione della Croce, alle ore19 celebrerà l’eucarestia don Mimino Damasi, il sacerdote “fidei donum” di ritorno dalla missione in Guatemala; la questua sarà devoluta alle necessità dei poveri della nazione centroamericana. Al termine, serata musicale in piazza offerta dall’amministrazione comunale.

Infine il 15 settembre, festa dell’Addolorata, nei pressi del Calvario, alle ore 18.30 ci sarà la recita del santo rosario e alle ore 19 la santa messa. Seguirà la processione per: via Verdi, via Leonardo da Vinci, via Taranto, via del Monte, via Dante, via Schkanderbeg e piazza Vittorio Veneto, con rientro in chiesa. Presterà servizio la banda musicale “Città di Crispiano” diretta dal m. Francesco Bolognino.

Con le parole di don Tonino Bello, così il parroco don Francesco Santoro invita i fedeli alla partecipazione ai festeggiamenti: “Santa Maria, donna di frontiera, grazie per la tua collocazione accanto alla Croce di Gesù. Issata fuori dall’abitato, quella Croce sintetizza le periferie della storia ed è il simbolo di tutte le marginalità della terra: ma è anche luogo di frontiera, dove il futuro si introduce nel presente, allagandolo di speranza (…) Le frontiere, insomma, nonostante il gran parlare sule nostre panoramiche multirazziali, siamo più tentati a chiuderle che ad aprirle. Perciò abbiamo bisogno di te: perché la speranza abbia il sopravvento e non abbia a collassarci un tragico shock da futuro”.

Emergenze ambientali

Maltempo, Coldiretti: “Nell’estate più calda di sempre, in Italia media di 22 eventi estremi al giorno”

foto Ansa/Sir
07 Set 2023

“L’estate più calda di sempre è stata accompagnato in Italia da una media di 22 eventi estremi al giorno lungo la Penisola, tra grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento”. Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento ai dati del Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea, secondo cui la stagione giugno-luglio-agosto del 2023 è stata di gran lunga la più calda mai registrata a livello globale, con una temperatura media di 16,77 gradi centigradi, 0,66 gradi sopra la media.
“Siamo di fronte – osserva Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo”. “Il 2023 – sottolinea l’associazione – è stato infatti segnato prima da una grave siccità che ha compromesso le coltivazioni in campo e poi per alcuni mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi, precipitazioni abbondanti e basse temperature ed infine dal caldo torrido di luglio che ha inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati”. “Un’annata nera per l’agricoltura italiana – rileva Coldiretti – con danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, supereranno i 6 miliardi dello scorso anno, dei quali oltre 1 miliardo solo per l’alluvione in Romagna”. A causa dei cambiamenti climatici quest’anno si registra, infatti, un taglio del 10% della produzione di grano, del 14% di quella di uva da vino fino al 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno, secondo l’analisi dell’associazione e si registra un calo anche per il pomodoro. “Ma in difficoltà – conclude Coldiretti – sono anche le altre produzioni ortofrutticole bruciate dal caldo torrido”.

Emergenze sociali

Ai funerali del giovane musicista ucciso a Napoli
mons. Battaglia: “Dinanzi alla bara di questo nostro amico nessun adulto di questa città può dirsi assolto!”

foto Ansa/Sir
07 Set 2023

“Dinanzi alla bara di questo nostro giovane amico nessun adulto di questa città può dirsi assolto!”. Lo ha detto, ieri pomeriggio,  l’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, durante le esequie del giovane Giovanbattista Cutolo, detto Gigiò, nella chiesa del Gesù Nuovo.
“Giovanbattista, figlio e fratello mio, accetta la mia richiesta di perdono! Perché sono colpevole anche io! Fin dal primo giorno dell’arrivo in questa città – ha ricordato il presule – mi sono reso conto dell’emergenza educativa e sociale che la abitava e ho cercato di adoperarmi con tutto me stesso, di appellarmi alle istituzioni locali e nazionali, alla buona volontà di tutti ma evidentemente non è bastato, forse avrei dovuto non solo appellarmi ma gridare fino a quando le promesse non si fossero trasformate in progetti e le parole e i proclami in azioni concrete! Perdonami se non ho gridato abbastanza, perdona me e la mia Chiesa se quello che facciamo, pur essendo tanto, è ancora poco, troppo poco”.
E ancora: “Giovanbattista, figlio di Napoli, accetta la richiesta di perdono della tua città! Accetta le scuse – forse ancora troppo poche – di coloro che si girano ogni giorno dall’altra parte, che pur occupando incarichi di responsabilità hanno tardato e tardano a mettere in campo le azioni necessarie per una città più sicura, in cui tanti giovani, troppi giovani perdono la vita per mano di loro coetanei! Perdona, figlio nostro, tutti gli adulti di Napoli, coloro che dimenticano che i bambini, gli adolescenti, i giovani sono figli di tutti e tutti devono prendersene cura, facendo la propria parte, alzando la propria voce, mettendoci la propria faccia e condividendo la propria vita dinanzi a una deriva fatta di egoismo e di indifferenza, di individualismo e narcisismo, secondo cui è importante ritagliarsi il proprio posto al sole senza curarsi invece di chi cresce e vive nell’ombra del malaffare, del disagio, della criminalità!”.
Mons. Battaglia ha, quindi, osservato: “Perdonaci tutti Giogiò, perché quella mano l’abbiamo armata anche noi, con i nostri ritardi, con le promesse non mantenute, con i proclami, i post, i comunicati a cui non sono seguiti azioni, con la nostra incapacità di comprendere i problemi endemici di questa città che abitata anche da adolescenti – poco più che bambini – camminano armati, come in una città in guerra. Perdona i nostri individualismi, i nostri protagonismi sterili, le nostre visioni parziali, la nostra incapacità di fare rete, di superare l’idolatria dell’io per creare il ‘noi’, opponendo un sistema di vita al sistema di morte di cui anche tu sei stato vittima innocente!”.

Ucs

Corrado (Ucs Cei): “C’è “necessità di rinnovare un patto educativo finalizzato alla comprensione delle nuove tecnologie nella comunicazione”

foto Vatican media/Sir
07 Set 2023

“La cronaca delle settimane appena trascorse ha riproposto all’attenzione di tutti la necessità di rinnovare un patto educativo finalizzato alla comprensione delle nuove tecnologie”. Lo scrive il direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, Vincenzo Corrado: “È un’esigenza richiamata più volte, che – osserva – non può e non deve essere trasmessa solo dagli eventi negativi”. “C’è un contesto culturale che cambia costantemente nelle pratiche e nei valori di riferimento. Ci sono linguaggi mediati dai social che vanno oltre le stesse tecniche, influenzando stili di vita. C’è un ambiente che è sempre meno quello che abbiamo conosciuto fino a qualche anno fa”, rileva Corrado: “Eppure, nonostante l’evoluzione in corso, la chiamata alla conoscenza – e dunque all’educazione – non può essere elusa”. “Altrimenti, sarebbe tradimento comunicativo”, ammonisce il direttore dell’Ucs Cei. “Ecco, forse conviene ripartire proprio da questa accezione di una comunicazione che sa costruire ponti di comprensione per abitare le varie stagioni della vita. Non è mai troppo tardi”, conclude Corrado.

Solidarietà

A Faggiano in parrocchia c’è… lo zaino sospeso

07 Set 2023

di Angelo Diofano

Esiste il caffè sospeso (iniziativa tutta partenopea per non negare ai più poveri, al bar, il più popolare dei ristori)… e c’è lo zaino sospeso. È questa la bella iniziativa adottata dalla parrocchia dell’Assunta a Faggiano a beneficio delle famiglie bisognose del paese alle prese con le esigenze in vista del nuovo anno scolastico. Il materiale didattico con relativi accessori , purtroppo, continuano a registrare aumenti di prezzi non sempre sostenibili, in mezzo a tante altre incombenze non di minor importanza. E tali consistenti esborsi, in questo autunno più che nei precedenti, veramente rischiano di mettere in ginocchio tanti nuclei familiari, pur nella consapevolezza dell’importanza dell’istruzione per il futuro dei propri figli. Per tutto ciò la parrocchia di questo piccolo centro della provincia ionica ha pensato a questo inusuale momento di solidarietà, consistente nella raccolta in chiesa, nella cappella intitolata a Sant’Antonio, di materiale scolastico di ogni genere, nuovo o purché in buone condizioni. L’appello è stato lanciato durante le messe domenicali e tanti lo stanno accogliendo con una risposta generosa.

“In una famiglia, come lo sono la parrocchia e il paese, ci si aiuta – dice il parroco don Francesco Santoro – perché nessuno rimanga indietro e ogni bambino o ragazzo possa accedere al diritto allo studio. Perciò allarghiamo il nostro cuore e aiutiamo chi è in difficoltà, nella consapevolezza che il poco di tutti fa tanto”.

Premio

Mercoledì 13 in San Domenico, “Stoc ddo’”, il monologo di una mamma che non arretra davanti alla mafia

La rappresentazione nell’ambito del premio ‘Cuore di donna 2023’, che sarà conferito alla dott.ssa Pina Antonella Montanaro

foto Domenico Summa
07 Set 2023

di Angelo Diofano

In occasione della consegna del premio ‘Cuore di donna 2023’, che sarà conferito dalla confraternita SS.Addolorata-San Domenico alla dott.ssa Pina Antonella Montanaro, procuratore della Repubblica al Tribunale di Taranto, mercoledì 13 alle ore 20.15 in largo San Martino (alle spalle della chiesa di San Domenico), andrà in scena il monologo “Stoc ddo’ – io sto qua” di Sara Bevilacqua, tratto dalla storia vera di Michele Fazio, il 15enne ucciso per errore a Bari vecchia il 12 luglio del 2001 durante un regolamento di conti tra clan rivali che si contendevano il traffico di stupefacenti.

L’iniziativa si svolge nell’ambito dei solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata.

Vi si narra di una mamma, Lella, la cui esistenza muta radicalmente direzione dalla sera della tragica morte del figlioletto. Giorno dopo giorno, la donna, straziata dal dolore, reclama giustizia nei confronti dei clan malavitosi, denunciando, testimoniando, puntando gli occhi negli occhi di chi vuole imporle il silenzio. Ripete in continuazione “Io non fuggo, e nemmeno chiudo la porta di casa: ‘Stoc ddò!’”.

Da dove Lella trae la forza per combattere una guerra che non l’ha mai vista abbassare lo sguardo? Dall’esempio di sua mamma, cumma’ Nenette, donna determinata nell’educare i figli alla sostanza delle cose, dal sostegno del marito Pinuccio, della famiglia e della gente del quartiere. Ma, soprattutto, dal dialogo mai interrotto con il figlio Michele, il garzone allegro, l’angelo di Bari vecchia, il cui sorriso scioglieva veleni e dolori, che nessun ostacolo riuscirà mai a impedire: nemmeno la morte.

Lo spettacolo si rivolge a quanti sono sedotti dalle logiche del malaffare, soprattutto ai ragazzi che potrebbero cadere nell’inganno dei facili guadagni, in qualunque città soffocata da disoccupazione, precariato e emigrazione, e alle mamme, colluse e pavide, che di fronte alla mafia chiudono gli occhi e lasciano i figli in balia del crimine, con la prospettiva della galera o della morte.

L’interpretazione e la regia sono della stessa Sara Bevilacqua, con l’allestimento drammaturgico affidato a Osvaldo Capraro e il disegno delle luci a Paolo Mongelli; l’organizzazione è di Daniele Guarini.

Al Festival “Le Voci dell’Anima 2022” di Rimini, “Stoc ddo’ – io sto qua” ha conseguito il premio sezione Teatro, il premio della critica e quello di “Voce dell’Anima 2022”, quest’ultimo con la seguente motivazione: “Potente, drammatico ma mai pesante, lo spettacolo riesce e smuovere le coscienze grazie a una grande storia, un grande professionista che la fa vivere e un’atmosfera che incornicia alla perfezione un capolavoro”.