Iniziano sabato 2 al Borgo i festeggiamenti del SS. Crocifisso




Nell’ambito della peregrinatio in tutt’Italia, sabato 2 settembre giungerà nella parrocchia di San Francesco De Geronimo, al quartiere Tamburi, la reliquia insigne di Sant’Alfonso Maria de Liguori, vescovo, dottore della Chiesa nonché fondatore dell’Ordine dei Redentoristi.
Il programma prevede alle ore 18 il santo rosario e la supplica al santo; alle ore 18.50 l’accoglienza della reliquia e la solenne esposizione; alle ore 19, la santa messa, con la benedizione e il bacio della reliquia, proveniente dalla Cappella e casa natale del santo in Marianella, quartiere di Napoli.
Il parroco don Nino Borsci invita a partecipare all’avvenimento: “Sarà un’occasione speciale di grazia per conoscere e riscoprire questo grande santo, del quale profetizzava San Francesco de Geronimo: ‘Questo bambino vivrà vecchio vecchio, né morirà prima degli anni novanta e farà grandi cose per Gesù Cristo’”.
Nato a Napoli il 27 settembre 1696, Sant’Alfonso si dedicò alla stesura di numerose opere ascetiche, dogmatiche, morali ed apologetiche, tra cui la “Theologia moralis“e “La pratica del confessore”; fu anche compositore di molte canzoni in italiano e in napoletano, tra cui il celebre canto natalizio “Tu scendi dalle stelle”, scritto e musicato durante una sua missione a Nola, derivato da “Quanno nascette Ninno”, composta con testo in napoletano durante la sua permanenza a Deliceto (in provincia di Foggia) nel convento della Consolazione.
Nel 1762 papa Clemente XIII lo volle, contro la sua volontà, vescovo della diocesi di Sant’Agata de’ Goti.
Durante la terribile carestia che colpì nel gennaio 1764 il Regno di Napoli, egli riuscì a limitare le sofferenze della popolazione del suo territorio. Si industriò, assieme ai governatori locali, ai sacerdoti della città e della diocesi, per accendere mutui e calmierare il prezzo del pane arrivato alle stelle, rilanciando l’economia bloccata per quasi due anni.
Morì a Nocera dei Pagani il primo agosto 1787: a 90 anni, proprio come aveva profetizzato San Francesco de Geronimo. Fu beatificato il 15 settembre 1816da papa Pio VII e canonizzato il 26 maggio 1839 da papa Gregorio XVI.
Papa Pio IX lo proclamò dottore della Chiesa nel 1871 a soli 84 anni dalla morte, mentre Pio XII nel 1950 gli conferì il titolo di “Celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti”.
La sua memoria ricorre il primo agosto.


Nel mese di settembre, che il Santo Padre ha voluto fosse dedicato al tempo del Creato, la nostra arcidiocesi ha organizzato alcune iniziative finalizzate alla valorizzazione dei luoghi “più feriti” del territorio ionico. Ce ne parla il vicario episcopale dell’ufficio diocesano per la società e la custodia del creato, don Antonio Panico, che ha approntato il calendario delle manifestazioni, dandone comunicazione direttamente a tutte le parrocchie. Ciascuno degli eventi è aperto alla partecipazione e alla collaborazione di tutti coloro che si sentono interpellati dall’invito del santo padre per “un’autentica cura della casa comune”.
Questi i luoghi interessati, secondo le differenti specificità: Tamburi, Tramontone e Lizzano. “Non si può non dare centralità nel nostro programma ai Tamburi, com’è noto maggiormente colpito dai problemi dell’inquinamento industriale – spiega don Antonio –. L’appuntamento è per sabato 16 settembre alle ore 17 al ‘Parco di Lulù’, inaugurato qualche settimana fa nell’ex plesso scolastico Gabelli in via Verdi, dove vivremo un momento di preghiera e di festa rivolto ai bambini e ai ragazzi del quartiere”.
La seconda iniziativa è fissata per domenica 24 settembre alle ore 12 a Tramontone, simbolo delle periferie più dimenticate. “Al termine della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero nella chiesa di Sant’Egidio da Taranto sarà impartita la benedizione al piccolo parco denominato ‘Largo dell’amicizia’ (tra la Circonvallazione dei fiori e via Carlo Magno) dove, in occasione della 49esima Settimana sociale dei cattolici, svoltasi a Taranto nell’ottobre del 2021, furono messi a dimora dei platani” – continua il sacerdote.
Il tempo dedicato al Creato troverà conclusione mercoledì 4 ottobre (solennità di San Francesco d’Assisi) alle ore 19.30, a Lizzano, il cui territorio soffre per la presenza di una discarica. “Invitiamo tutti nel salone della chiesa di San Pasquale in via Convento per la proiezione de “La Lettera” – conclude don Antonio – Si tratta di un film documentario con papa Francesco in cui vengono raccontate le storie di alcuni leader in prima linea provenienti da Senegal, Amazzonia brasiliana, India e Hawaii che danno voce alle sofferenze dei poveri, delle popolazioni indigene, dei giovani e della natura maltrattata”.
Inoltre la Conferenza episcopale italiana, con un’iniziativa congiunta degli uffici “Problemi sociali ed il lavoro” e “Ecumenismo e dialogo interreligioso”, ogni anno realizza un corposo sussidio che contiene il messaggio del santo padre ed alcuni strumenti utili per l’animazione pastorale, liturgica e culturale delle nostre comunità, offrendo spunti per le omelie domenicali del tempo dedicato al Creato. Quest’anno i contenuti liturgici del sussidio e parte di quelli scientifici sono opera di don Antonio Panico, componente del gruppo degli esperti che redige il sussidio. Tutto il materiale è consultabile nel sito della Conferenza episcopale italiana all’indirizzo https://unedi.chiesacattolica.it/giornata-del-creato-2023.


“La Barbiera – la donna che rasava e curava menti” è il titolo del romanzo di Antonietta Muscas Podda, edito da Iacobelli editore, che verrà presentato martedì 5 settembre alle ore 19.30 nella corte interna della sede del Collettivo Le Onde, in via Acclavio 88 a Taranto.
La Barbiera è un’opera narrativa tratta da una storia vera: quella vissuta da Concetta Belfiore (nome d’invenzione), nella città di Taranto e trasmessa dalla protagonista all’autrice facendole dono di memorie e testimonianze uniche, col desiderio espresso dalla sua viva voce che l’oralità diventasse scrittura.
Ambientato nella città dei due mari tra gli anni Sessanta e Settanta, all’interno di un periodo storico contrassegnato da cambiamenti epocali, il romanzo ripercorre la vita di Concetta a partire dalla sua nascita e dallo stigma che la segnerà per sempre: essere figlia di NN, e che per una fatalità della vita nacque proprio il giorno dell’Immacolata Concezione. L’otto dicembre.
Racconto prezioso sulla storia travagliata dell’unica barbiera di Taranto, se non del sud Italia, La Barbiera è un romanzo sulla forza e sulla fragilità dell’esistenza femminile, condizionate da una società profondamente patriarcale. La Barbiera cerca di parlare a tutti/e, col tentativo di ribaltare parole e luoghi comuni che abitano ancora oggi nei diversi universi umani.
La Barbiera fa parte della collana I Leggendari diretta da Anna Maria Crispino.
Ad introdurre la presentazione del libro sarà Titti Voccoli, guida del Collettivo Le Onde e del Gruppo di scrittura e lettura al femminile Ipazia di Taranto. A dialogare con l’autrice la docente Rosaria De Bartolo. Le conversazioni saranno intervallate dalla lettura di alcuni passi tratti dal romanzo, a cura di Daniela Delle Grottaglie, e dall’accompagnamento musicale a cura di Giù Di Meo.
L’evento è organizzato dal Collettivo Le Onde in collaborazione con la libreria Ubik di Taranto.

