“Mater Dolorosa”, domenica 10 concerto a Montemesola
08 Mar 2024
di Angelo Diofano
Domenica 10 marzo a Montemesola alle ore 19 ritorna a grande richiesta ‘Mater Dolorosa’, il tradizionale concerto di marce funebri organizzato dalla parrocchia Santa Maria della Croce e dalla confraternita San Michele Arcangelo, di cui don Andrea Casarano è rispettivamente parroco e padre spirituale. Protagonista della serata sarà il complesso bandistico ‘F. Trani’ di Montemesola, diretto dal m° Beniamino Casavola, che, per la cronaca, suonerà anche quest’anno alla celebre processione dell’Addolorata di Taranto, che esce alla mezzanotte del Giovedì Santo dalla chiesa di San Domenico Maggiore.
Tra i grandi maestri che si sono succeduti alla guida della banda di Montemesola se ne ricordano due in particolare, legati indissolubilmente alle marce funebri tra le più note della tradizione tarantina: Vincenzo Canale, autore di ‘Angoscia’, e Giacomo Lacerenza, autore di ‘Tristezze’, definita anche la marcia del troccolante, in quanto durante l’esecuzione è previsto il suono della troccola.
È una banalità dire che per la guerra servono armi. Papa Francesco non smette di denunciare lo scandalo della produzione e del commercio delle armi, presentate sempre come la soluzione di tragedie di cui esse sono in gran parte la concausa. Dal 1990 c’è in Italia una legge, la 185, che regola il modo in cui le armi possono essere esportate. Non si tratta di una legge che vieta in assoluto la produzione e il commercio di materiali di arma, anche se l’articolo 1 al comma 3 prevede che il Governo predisponga misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie del settore della difesa: un’affermazione di principio importante nel riconoscere la necessità di allontanare il sistema produttivo del nostro Paese da una economia di guerra. Assieme a questa affermazione, sempre difficile da mettere in pratica, tale legge contiene però almeno altri due elementi fondamentali. Il primo è quello relativo alla chiara indicazione che i sistemi di arma prodotti nel nostro Paese non possono finire a Paesi impegnati in conflitti, oppure che violano i diritti umani. Anche questa è una cosa difficile da mettere in pratica, come dimostrano le bombe italiane scaricate dall’Arabia Saudita sulla testa dei civili yemeniti; oppure i proiettili utilizzati dall’esercito del Myanmar nel reprimere le proteste della piazza.
L’ultimo, fondamentale pilastro è quello della trasparenza: le informazioni di come e dove avviene l’esportazione delle armi italiane devono essere di dominio pubblico; così come deve essere conosciuta la lista delle banche che impiegano le risorse dei risparmiatori e dei lavoratori per finanziare operazioni di vendita di armi. Non sempre è stato puntualmente rispettato in questi anni il dettato della legge 185, che dal 1990 è stata oggetto di continui tentativi di revisione. Queste norme rappresentano però un baluardo fondamentale, che ha permesso, tra l’altro, anche grazie a una forte mobilitazione della società civile, di limitare ad esempio l’esportazione delle bombe prodotte in Sardegna e destinate all’Arabia Saudita. Sulla necessità di una maggiore attenzione al commercio delle armi conviene peraltro tutta la comunità mondiale, che ha promosso un trattato sul commercio delle armi che il governo italiano ha ratificato nel 2014, impegnandosi così ad un certo grado di trasparenza anche a livello internazionale.
Questo baluardo di trasparenza rischia però ora di essere anche formalmente reso del tutto inefficace: il 21 febbraio il Senato ha approvato una proposta di modifica della 185 che potrebbe vanificarne completamente gli obiettivi. Con questa proposta di modifica viene abolito l’Ufficio che aveva tra le altre cose il difficile compito di contribuire allo studio e alla individuazione di ipotesi di conversione delle imprese nel settore non bellico, e si chiude ogni spazio per segnalare violazioni dei diritti umani nei Paesi destinatari dell’export di armi italiane da parte delle organizzazioni della società civile; ma soprattutto cade l’obbligo di dettaglio analitico sulle autorizzazioni all’esportazione dei sistemi di arma e sulle banche che finanziano queste operazioni. Neanche l’adesione al trattato internazionale del 2014 sul commercio delle armi viene menzionato nella nuova legge, nonostante la proposta di un emendamento in questo senso da parte della stessa relatrice di maggioranza, on. Stefania Craxi. Si tratta, insomma, di un deciso arretramento in termini di informazione e di consapevolezza dell’opinione pubblica. Tra le conseguenze più dirette, vedremo sparire ogni dettaglio sulle “Banche armate”, che anche recentemente hanno consentito di mettere in evidenza interessi di alcune banche in questo settore. L’intento dichiarato era di semplificare l’export di strumenti di morte, ma in questo modo si fornisce davvero un assist perfetto alle industrie italiane impegnate nel settore, a partire dalla Leonardo, tredicesimo produttore a livello globale, secondo gli ultimi dati, e attore protagonista di un mercato in fortissima espansione.
Il commercio delle armi non deve essere “semplificato”, come nell’intento dei promotori di questa proposta di legge; se non negli interessi diretti di chi queste armi produce e commercia. E questa “semplificazione” non produrrà nessun miglioramento della sicurezza del nostro Paese. Sarà anzi molto più facile che le armi italiane finiscano a Paesi in guerra, o le cui pratiche sono in aperta violazione dei diritti umani, come ha notato la Rete Pace e Disarmo, da anni impegnata su questo tema. Come troppe volte nella storia è avvenuto, armiamo i conflitti che poi minacceranno la nostra stessa sicurezza, e che diventeranno a loro volta argomento per ulteriore riarmo. La proposta della modifica della 185/90 sta provocando una forte attenzione, con un movimento che in fase di discussione parlamentare ha formulato delle proposte di modifica costruttive e di buon senso: nessuna di queste proposte è stata accettata, a certificazione di quanto limitata sia la volontà di dialogo quando si parla di trasparenza e rispetto dei diritti umani. Diverse organizzazioni cattoliche hanno preso una posizione assai ferma su questo argomento, appellandosi alla coscienza dei parlamentari contro il falso realismo della guerra.
Una vittoria all’ultimo respiro. Il gioco, la tattica, la battaglia, il goal che non arriva: a regalare al Taranto il successo sulla Virtus Francavilla, nel turno infrasettimanale del campionato di serie C, ci ha pensato Michael Fabbro, allo scadere di una partita complicata. Un match nel quale gli ospiti erano riusciti ad imbrigliare i padroni di casa allo stadio Erasmo Iacovone. Così i rossoblu hanno allungato la striscia positiva a 8 risultati (non perdono dallo scorso 21 gennaio) e continuano a tenere viva la speranza. Dimostrando di saper crederci sino alla fine, all’interno del singolo match e dell’intera stagione.
La speranza oltre i punti di penalizzazione
La Società Taranto Football Club 1927 comunica che in data odierna è stato trattato, dal Tribunale Federale Nazionale, un deferimento derivato da problematiche tecnico-informatiche nel generare la documentazione, con rischio di sanzioni. Nel ribadire che la Società non ha alcuna debitoria nei confronti di tesserati, degli Enti previdenziali e fiscali, si attende con fiducia l’esito del giudizio. Questo si leggeva nel comunicato ufficiale diramato ieri 7 marzo. La sentenza poi è arrivata, nel tardo pomeriggio, come una mazzata: i punti di penalizzazione inflitti sono 4. Il legale del Taranto Eduardo Chiacchio preannuncia che verrà fatto ricorso. Che la sentenza verrà impugnata, non appena si conosceranno le motivazioni. C’è da stare tranquilli? La speranza è di non veder inficiati i risultati conquistati sul campo, proprio ora che la squadra aveva migliorato la classifica raggiungendo il terzo posto. Maledetta burocrazia. La questione sembra essere questa: alcuni F24, riguardanti varie scadenze, sarebbero stati generati in un formato non conforme, facendo sì che i modelli di pagamento non fossero considerati dall’Agenzia delle Entrate. “Con l’Appello proveremo a riportare il tutto nella giusta valutazione”, ha detto l’avvocato Chiacchio ai microfoni di Antenna Sud.
La sfida alla capolista
Tornando al calcio giocato, nel prossimo turno gli uomini allenati da Eziolino Capuano sono attesi da una trasferta affascinante quanto complicata. È arrivato, infatti, il momento di sfidare la Juve Stabia: lunedì prossimo, sul campo della formazione campana, sarà un bel banco di prova per il Taranto contro la capolista, che ieri sera ha sconfitto a domicilio il Latina per 3-1. Gli ionici sono chiamati a disputare una bella partita. Con la speranza di veder invariata, o magari ridotta la distanza con la prima del girone C, al termine della 31esima giornata. I punti di distacco adesso sono 15, per colpa della penalizzazione. Un abisso. Al punto che, se prima si poteva fare un pensierino al primo posto, adesso c’è da guardarsi le spalle, per conservare la zona playoff. All’andata fu la Juve Stabia a vincere allo Iacovone. Allora il momento magico della squadra rivelazione di questo torneo fu spezzato sul campo di gioco, contro l’avversario più forte; adesso è intervenuta la malasorte. Prima era la vicenda Iacovone, irrisolta tuttora. Ma il futuro deve essere roseo. Come quel goal di Fabbro, arrivato al 90esimo. Come la vera gioia che segue la tribolazione.
La vittoria del Taranto sulla Virtus Francavilla nel racconto fotografico di Peppe Leva
Alla San Lorenzo da Brindisi, un contest fotografico “La Luce del Crocifisso”
08 Mar 2024
di Angelo Diofano
Il gruppo del SS. Crocifisso della parrocchia San Lorenzo da Brindisi ha organizzato il contest fotografico ‘La Luce del Crocifisso’. L’iniziativa, alla sua prima edizione, ha lo scopo di promuovere la devozione al SS. Crocifisso venerato in quella parrocchia, soffermandosi sulla speranza e la “luce” che scaturisce raccontando la Via Crucis processionale che si svolgerà venerdì 22 marzo alle ore 18.
La partecipazione al contest, gratuita, è aperta a tutti i fotoamatori e professionisti.
Le immagini dovranno pervenire entro l’8 aprile. Sono ammesse fotografie b/n e a colori con inquadrature sia verticali sia orizzontali. Non saranno ammessi fotomontaggi, doppie esposizioni, solarizzazioni, filtri digitali o intelligenza artificiale pena l’esclusione. Le fotografie, inedite, dovranno essere inviate in formato .jpg possibilmente nelle dimensioni di 2500 pixel per il lato maggiore, ed una risoluzione di 300 dpi. Non saranno accettate fotografie con logo e/o firma e/o segni riconoscibili di qualsiasi genere.
Tutto è pronto alla confraternita dell’Addolorata che stasera, venerdì 8 marzo, assieme a tutto il popolo di Dio, accoglierà il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa, che potrà essere venerato nella chiesa di San Domenico.
L’arrivo del reliquiario sarà alle ore 17 nella piazza d’armi del Castello aragonese (accesso libero) da dove muoverà il corteo per via Duomo con i confratelli e le consorelle in abito di rito fino a San Domenico, con tappa intermedia in cattedrale per la proiezione del documentario sull’evento prodigioso il saluto ai missionari siracusani che animeranno la peregrinatio. Particolarmente significativa sarà la collocazione del reliquiario accanto all’Addolorata, a rimarcare il dolore della Madre per i peccatori e, perché no, per la situazione occupazionale e ambientale della città, ancor più problematica in questi ultimi tempi. Alle ore 19 ci sarà la messa dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, alle ore 20.30 la catechesi penitenziale con possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione; la chiesa resterà aperta fino a mezzanotte.
L’indomani, sabato 9, nel pomeriggio è prevista la visita con il reliquiario alle case degli ammalati e, dopo la messa delle ore 18.30, si svolgerà la veglia mariana di preghiera con gruppi e confraternite.
Domenica 10, infine, sante messe alle ore 10 e alle ore 11; dopo quest’ultima, saluto alla reliquia sulle note di “Mamma!”, la marcia funebre di Rizzola, appropriata per l’evento, eseguita dalla Grande Orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto”, che presterà servizio anche durante la processione.
Il prodigioso evento della lacrimazione ebbe luogo a Siracusa nel ’53 nella casa di giovani sposi, la cui veridicità fu accertata da una commissione scientifica di cui a capo era un professionista ateo.
Realizzato in metallo dorato su idea di Biagio Poidimani, docente Accademia Belle Arti di Roma, il reliquiario poggia su un piede dalla base ottagonale. Al di sopra dell’impugnatura vi sono tre livelli sovrapposti. Nel primo sono custoditi: parte di un panno ricamato e utilizzato dalla signora Antonina Giusto per coprire e custodire il quadretto, spesso interamente bagnato dalle lacrime; la metà di un fazzoletto anch’esso impregnato dalle lacrime e donato dalla signora Lisetta Toscano Piccione; una provetta in cui fu riposto il liquido dagli occhi del quadretto, prelevato dalla commissione scientifica esaminatrice, con alcuni batuffoli di cotone. Nel secondo livello, quattro pannelli ricordano l’evento della lacrimazione. Nel terzo è visibile, in un’urna di vetro, la fialetta contenente le ultime lacrime sgorgate e prelevate dalla commissione scientifica.
nella foto, il priore Giancarlo Roberti
Infine, spiegando che i miracoli sono segni, indicazioni di qualcosa di più grande, mons. Emanuele Ferro, padre spirituale della confraternita dell’Addolorata (priore, Giancarlo Roberti) ricorda che “…le lacrime della Vergine Maria sono un forte richiamo per ciascuno di noi alla conversione ma anche balsamo di consolazione”.
“Like o Dislike”, al Fusco per gli studenti il lavoro teatrale su bullismo e cyberbullismo
07 Mar 2024
di Angelo Diofano
Martedì 5 marzo è andato in scena al teatro comunale Fusco lo spettacolo “Like o Dislike” di Stefania De Ruvo, messo in scena dalla compagnia teatrale Lino Conte, sulla delicata e scottante tematica del bullismo e cyberbullismo, più volte andato in scena dallo scorso anno per le scuole di Taranto e provincia, sempre con il sold out raggiunto in pochi giorni.
Il matinée, conclusosi tra gli applausi del pubblico, riservato agli studenti degli istituti di scuola superiore, è stato voluto dall’amministrazione comunale – assessorato alla cultura con il Teatro Pubblico Pugliese, che lo ha inserito nel cartellone ‘La scena dei ragazzi’ 2023/2024.
Questi gli istituti che vi hanno aderito: Pitagora, Pacinotti, Liside, Cabrini, Archimede, Vittorino, Plateja e liceo Archita.
Al termine, ripetute le chiamate in scena degli attori Antonello Conte (che ha curato anche la regia), Barbara Galeandro, Mario Blasi, Sarah Genga ed Erika Suppressa.
L’assessore alla cultura Angelica Lussuoso, che ha voluto questo progetto, e la collega di giunta Desirée Petrosillo (alla pubblica istruzione) hanno pubblicamente ringraziato docenti e alunni presenti, spendendo parole di elogio per questo lavoro che vuole risvegliare le coscienze e sottolineare quanto siano importanti le figure della famiglia e della scuola nel contrasto ai numerosi casi di tali deprecabili fenomeni che ormai accadono con preoccupante frequenza.
“Quando sono uscita dalla prigione libica stavo male. Sono finita in strada, sola con quattro figli. Non avevo nulla da mangiare. Ho incontrato operatori umanitari che mi hanno aiutata, sono stata operata al ventre. Ora sono in Italia e mi rendo conto che ho avuto veramente fortuna, perché laggiù non è facile”. Aisha ha 30 anni e quattro figli, ed è fuggita da sola dal conflitto nella Repubblica centrafricana. Due sono gemelli di 2 anni, gli altri hanno rispettivamente 3 anni e 6 mesi. È stata per 4 anni in Libia, ha tentato 6 volte di fare la traversata del Mediterraneo ma è stata sempre intercettata dalla guardia costiera libica. È stata portata nei famigerati centri di detenzione, dove nessuno riesce a schivare gli abusi, soprattutto le donne. Il conto su chi è o chi sono i padri è presto fatto. Ma oggi è un giorno di gioia e i suoi occhi splendono di luce e speranza, dopo tanta violenza e sofferenza. Ha lunghi capelli intrecciati con fettucce bianche e il fisico di chi ancora allatta. Parla bene francese e racconta di essere arrivata in Libia a piedi attraverso il deserto. “C’è talmente tanta che soffre gente laggiù, che ha bisogno di aiuto. Ho visto cose terribile. Ma oggi sono felice, spero di riuscire a far avere ai miei figli una buona vita”, dice.
Aisha – foto Patrizia Caiffa/Sir
Aisha è una dei 97 rifugiati, tra cui 55 donne e 27 bambini, arrivati martedì 5 pomeriggio in Italia grazie ai corridoi umanitari nell’ambito del protocollo firmato lo scorso dicembre da Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Unhcr (Agenzia Onu per i rifugiati), Arci, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Inmp. Il primo protocollo firmato dal governo in carica, che permetterà a 1500 persone che hanno bisogno di protezione internazionale, di essere evacuati dalla Libia all’Italia nell’arco di tre anni.
foto Patrizia Caiffa/Sir
La maggior parte è stata nei campi di detenzione in Libia, dove sono stati vittime di torture e altri gravi maltrattamenti. Sono stati intercettati dall’Unhcr e dalla piccola diocesi di Tripoli. Molti hanno gravi problemi di tipo sanitario, disabilità. Gli uomini sono molto magri, deperiti, indossano abiti poveri. C’è anche una donna molto anziana. Non parla una sola parola di italiano e si guarda intorno attonita, anche se ha gli occhi radiosi e ha tanta voglia di comunicare. Per farci capire chi è e da dove viene mostra il suo badge: è la capostipite di una famiglia e viene dall’Etiopia.
foto Patrizia Caiffa/Sir
Gli altri sono fuggiti da Etiopia, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan e Sud Sudan, dalla Palestina e dalla Siria, tutti Paesi con situazioni di conflitto e violazione dei diritti umani. Nella nuova vita in Italia saranno ospitati presso famiglie e strutture della Comunità di Sant’Egidio in diverse regioni italiane. Il percorso di accoglienza e inserimento sociale dei corridoi umanitari prevede, tra l’altro, accompagnamento per le pratiche burocratiche, corsi di lingua italiana, scuola per i bambini e inserimento nel mondo lavorativo.
foto Patrizia Caiffa/Sir
“Con questo nuovo protocollo si apre una via per le persone più in difficoltà – spiega Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio -. Tra loro ci sono persone con malattie importanti, molte donne hanno subito abusi. Purtroppo non ci è consentito lavorare in Libia ma ci sono state segnalate situazioni particolarmente gravi”. Impagliazzo accoglie i rifugiati ricordando che “oggi è solo l’inizio di un domani bello in Italia. Non sarete mai abbandonati, nessuno vi farà del male. Siamo felici che possiate avere un futuro”.
foto Patrizia Caiffa/Sir
Chiara Cardoletti, rappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino, ringrazia il governo italiano per la possibilità di attuare questi “meccanismi di evacuazione salva-vita”. “Anche i rapporti con le autorità libiche stanno migliorando e il dialogo è importante – precisa -. Questi voli sono un messaggio importante per il governo libico, per far capire che le soluzioni ci sono”. L’Unhcr non ha ha accesso a tutti i centri: “Riusciamo a raggiungere solo le persone che hanno bisogno di protezione internazionale “ma in Libia ce ne sono migliaia che dovrebbero essere evacuate, mentre i voli sono ancora pochi. Purtroppo l’Italia è l’unico Paese europeo che sta offrendo opportunità sicure e legali dalla Libia”.
Foto di rito con i bambini – foto Patrizia Caiffa/Sir
“Il protocollo è uno strumento indispensabile perché dimostra che c’è una alternativa alle morti in mare e alle violenze in Libia”, sottolinea Filippo Miraglia, responsabile nazionale Immigrazione di Arci. Valentina Setta, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, punta l’attenzione sull’importanza del lavoro di squadra mentre Laura Lega, capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, evidenzia l’importanza di tutelare “la dignità umana e consentire di entrare nel nostro Paese in maniera migliore”.
Il protocollo segue il primo accordo firmato nel 2021 e rinnova l’impegno già avviato dall’Italia nel 2017 che ha permesso l’arrivo dalla Libia di circa 1.400 persone nel nostro Paese, grazie a meccanismi di evacuazione o tramite i corridoi umanitari. Secondo la Comunità di Sant’Egidio dal 29 febbraio 2016 ad oggi sono entrate in Italia, Francia, Belgio e Andorra 7.000 persone grazie ai corridoi umanitari.
Segreti e testimonianze del passato: le indagini archeologiche nel Duomo di San Cataldo
Oggi, giovedì 7 marzo, una conferenza con la dottoressa Annalisa Biffino della Soprintendenza nell’ambito della rassegna Taranto Velata
07 Mar 2024
Un prezioso scrigno di tesori artistici, un sito ricco di storia, di testimonianze del passato e di segreti. Segreti che non sono sfuggiti, però, alla dottoressa Annalisa Biffino, funzionaria della Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo. “Alle radici di una cattedrale, le indagini archeologiche nel Duomo di San Cataldo”, questo il tema della conversazione in programma giovedì 7 marzo, alle ore 19, nella chiesa di San Cataldo, nella città vecchia di Taranto. Protagonista della serata sarà Annalisa Biffino che racconterà quanto venuto alla luce durante gli scavi da lei condotti all’interno della Cattedrale. Cosa si nasconde nel cuore del Duomo di San Cataldo di Taranto? Cosa hanno rivelato le indagini archeologiche nel monumento medievale più rappresentativo della città? A queste e ad altre curiosità risponderà la conferenza, un’esperienza di conoscenza imperdibile, alla scoperta della Taranto medievale. L’iniziativa rientra nella rassegna “Taranto Velata. Itinerari, teatro e talk sulla cristianità” ideata e organizzata da Ethra Archeologia e Turismo, in collaborazione con Symbolum ets e con il patrocinio del Comune di Taranto.
Al termine del talk, l’architetto Daniele Biffino, guiderà i partecipanti in un percorso di scoperta degli aspetti architettonici più inediti della Cattedrale.
Si terrà domenica 10 al seminario di Poggio Galeso con inizio alle ore 9, l’annuale convocazione diocesana del Rinnovamento nello Spirito che avrà come tema “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque creda in Lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14-15).
Il programma prevede alle ore 9 l’accoglienza, alle ore 9.30 la preghiera comunitaria, alle ore 10 l’insegnamento a cura di Carmela Romano, già membro del Comitato nazionale di servizio per l‘area formativa del Rinnovamento nello Spirito; alle ore 11.30, “memoria grata” del cammino svolto nell’anno 2023; alle ore 13, la pausa pranzo; alle ore 15, la ripresa dell’incontro; alle ore 15.30 il Roveto ardente (adorazione eucaristica); alle ore 17, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; a conclusione, le testimonianze.
Con “Jubilate Deo” di Dan Forest, in programma venerdì 8 marzo alle ore 21 nella concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, avrà inizio la decima edizione del Mysterium Festival, rassegna di eventi di fede, arte, storia, tradizione e cultura. Protagonisti del primo evento, l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Filippo Maria Bressan, il soprano Angela Nisi, il mezzosoprano Veronica Simenoni, il L.A. Chorus e il Coro regionale ARCoPu. Maestri del coro: Danilo Cacciatore, Alessandro Fortunato e Andrea Crastolla.
Ingresso, 15euro (info TicketSms, Orchestra Magna Grecia).
Promosso da Le Corti di Taras, il Mysterium Festival 2024 è realizzato in collaborazione con l’arcidiocesi di Taranto, il Comune di Taranto, l’Orchestra della Magna Grecia, il L.A. Chorus e l’ARCoPU, con il patrocinio di ministero della Cultura e Regione Puglia, e il sostegno di BCC San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione Vini, Caffè Ninfole, Programma Sviluppo, Baux Cucine e Chemipul.
Composto nel 2016, “Jubilate Deo” di Dan Forrest è uno straordinario progetto sinfonico-corale per coro, orchestra e soprano e contralto solo, in sette movimenti realizzati su testi tratti dal Salmo 100, “Siate gioiosi nel Signore, voi tutti”. Articolato in sette lingue diverse e attingendo da un ampio spettro di influenze musicali, ogni movimento combina alcune caratteristiche della cultura musicale del proprio gruppo linguistico con il linguaggio musicale proprio del compositore.
foto Orchestra della Magna Grecia
Dirige Filippo Maria Bressan, uno di quei direttori lontani dallo stereotipo dell’artista giramondo, ma che è anche uno dei pochi direttori italiani ad essere invitato a dirigere orchestre e compagini di massimo prestigio. Ospite regolare delle principali società concertistiche e dei maggiori festival di musica sinfonica, antica e contemporanea, fu indicato dal maestro Carlo Maria Giulini come «un direttore di nobile ed elegante semplicità».
«È una decima edizione che si avvale di tutta l’esperienza maturata in questi anni – spiega il maestro Romano, direttore artistico dell’Ico Magna Grecia – e riveste ulteriore importanza per numeri e presenze artistiche, anche di livello internazionale; edizione notevole anche in termini di concetto, per stare sempre più vicini alla comunità; mediante il “Mysterium Off”, e quest’anno in collaborazione con la Cattedrale di Napoli e la parrocchia Santa Maria Assunta, proprio con il concerto “Jubilate Deo” – che inaugura il nostro “Mysterium Festival” venerdì 8 marzo in Concattedrale – portiamo la rassegna in altre città, fuori dal nostro contesto: lo scopo è quello di attrarre e mostrare la nostra capacità di produzione non solo in tema di fede, ma anche dal punto di vista culturale; forse ci troviamo di fronte ad una proposta unica nel suo genere in Italia, con una multidisciplinarietà intorno al sacro, con una produzione artistica importante che anche quest’anno caratterizzerà ogni quartiere della nostra città».
Anche in occasione della decima edizione il pubblico assisterà a una declinazione del linguaggio artistico che andrà a caratterizzare la Quaresima, periodo a ridosso della Settimana Santa. Al centro del ‘Mysterium’, secondo tradizione, tematiche sul sacro, con cinema, musica, teatro, arte, letteratura e performance di grande spessore.
«È il mio primo Mysterium Festival – dichiara mons. Ciro Miniero, arcivescovo metropolita di Taranto – da quanto appreso, la rassegna di fede e tradizione è qualcosa di eccezionale: non vedo l’ora di viverlo insieme con i fedeli per tutto il periodo pasquale; la fede stessa genera una cultura di bene e ci aiuta a percepire in ogni angolo dei nostri cuori tutto il bene che essa produce; non può che essere così anche per la musica, ma ogni forma di arte che esprime il pensiero, i moti del cuore».
Come per le scorse edizioni, tutti gli eventi in programma sono stati selezionati e condivisi dal Comitato scientifico del Mysterium Festival presieduto dal dott. Donato Fusillo e del quale fanno parte la prof.ssa Adriana Chirico, il prof. Paolo Pardolesi, la dott.ssa Stella Falzone, mons. Emanuele Ferro, il maestro Piero Romano, il maestro Pierfranco Semeraro.
Il Mysterium Festival in questi anni si è ritagliato uno spazio autorevole nel panorama degli eventi di grande spessore espressi dal nostro capoluogo. Altro aspetto importante della rassegna eventi di fede, arte, storia, tradizione e cultura: la programmazione distribuita su tutti i quartieri della città, come scelta precisa di condivisione e coinvolgimento dell’intera comunità.
“Jubilate Deo” di Dan Forest, venerdì 8 marzo alle 21.00, Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto.
Ingresso, 15euro. Info: TicketSms, Orchestra Magna Grecia – via Ciro Giovinazzi 28, Taranto (392.9199935). Sito: orchestramagnagrecia.it
Il Mysterium Festival potrà essere seguito anche attraverso gli aggiornamenti social (Facebook e Instagram).
A don Mimino Damasi il Premio San Giuseppe custode
Assegnato dal Comitato feste patronali di Faggiano
07 Mar 2024
Il Comitato Feste Patronali Faggiano comunica ufficialmente di aver assegnato il “Premio San Giuseppe custode” a don Mimino Damasi, già parroco della Regina Pacis in Lama, sacerdote Fidei Donum in Guatemala e attualmente parroco della Madonna del Rosario a Grottaglie.
La consegna e la testimonianza avrà luogo lunedì 18 marzo, nella chiesa Maria Ss Assunta di Faggiano
Don Antonio Panico, già membro da qualche anno del ‘Tavolo di studio per la custodia del Creato’ della Conferenza episcopale italiana lo scorso 20 febbraio, con decreto della segreteria generale della Conferenza episcopale italiana, è stato nominato membro della Consulta di pastorale della salute, in qualità di esperto.