Settimana della fede

“L’impegno di tutti a infondere speranza, amore, gioia, pace nel cuore dell’umanità”

02 Mar 2024

 Le parole dell’arcivescovo a conclusione della Settimana della Fede

Di seguito, l’omelia dell’arcivescovo pronunciata nella santa messa a conclusione della Settimana della Fede, trascritta integralmente dalla professoressa Elena Falcone, che ringraziamo.

La Parola di Dio che è stata proclamata ci ha presentato nella prima lettura, tratta dal libro della Genesi, l’uomo dei sogni Giuseppe ed il Vangelo la parabola della vigna. Quindi, un fratello che viene venduto schiavo (nella prima) e dei servi che vengono uccisi e perfino il figlio del proprietario della vigna che è messo a morte (nel Vangelo). Giuseppe è destinato a salvare i suoi fratelli quando essi andranno a cercare in Egitto cibo da mangiare e così Gesù attraverso la sua morte e resurrezione diventa pane di vita per quanti credono in Lui. Da ognuna delle malvagità umane nasce un disegno nuovo e inatteso, ma sicuro a motivo di un Dio capace di volgere a bene tutto quello che l’uomo abbruttisce. Resta il mistero del giusto che deve pagare per l’iniquità degli altri: Giuseppe soffre il tradimento dei fratelli, la prigionia, la calunnia.

I servi della parabola ed il figlio del padrone sono messi a morte. Se la storia della salvezza dovesse essere gustata soltanto attraverso le coordinate umane, sarebbe miseramente fallita moltissime volte. Ma Dio sa scrivere diritto sulle vie storte di noi uomini e ha scelto di prendere contatto con la nostra umanità che, anzi, nel Figlio condivide in tutto eccetto la ribellione del peccato, rendendoci partecipi del suo mistero di vita. È questa la novità del Dio d’Israele, il Dio di Gesù Cristo. È questa la novità che ci dona speranza, lo sforzo di superare continuamente noi stessi che ci porta a condividere il disprezzo del peccato per essere rinnovati nel più profondo del cuore. Miei cari, non è questa la nostra vocazione? Siamo stati chiamati a diffondere nelle relazioni umane l’amore impresso da Dio nei nostri cuori. Il Padre ci ha fatto dono di sé nel Figlio e ci ha resi capaci di vivere in comunione con Lui e con l’intera umanità purché ci lasciassimo guidare dal suo Santo Spirito. La pagina evangelica getta inoltre una luce importante sul nostro modo di lavorare nella Chiesa e nel mondo. Essa richiama la pagina della Genesi in cui si dice che Dio ha affidato il giardino all’uomo affinché lo custodisse. I vignaioli hanno lavorato considerandosi i proprietari della vigna. Invece noi come loro siamo semplici custodi di un bene che non ci appartiene fino in fondo. Per questo Gesù ci dice che quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto cioè quanto dovevamo fare. Eppure proprio qui risiede la grandezza dell’uomo, qui vediamo la sua altissima vocazione nell’essere depositario della fiducia di Dio. C’è una fiducia incondizionata del Signore verso ogni persona. Il Creatore si fida e si affida alla sua creatura, non lascia le guardie a sorvegliare la vigna ma, al contrario, pone tutto il suo bene nelle nostre mani. Il Signore ci dona una realtà che Lui per primo ha curato amorevolmente e ha fatto crescere. Ha lavorato nella vigna prima di noi e dunque, essendosi Egli personalmente compromesso, essa è diventata per Lui un bene inestimabile. Tutte le persone e le situazioni che incontriamo nell’apostolato e nel lavoro appartengono a Dio, rappresentano la vigna che il Padre ha piantato e ha curato. Nostro compito è prenderci cura di loro come un bene che ci è stato affidato, questo deve essere sempre più e sempre meglio il nostro atteggiamento nei confronti delle persone che incontriamo: non padroni, ma umili operai nella vigna del Signore. Ammettiamolo, però: non è semplice però prendersi cura degli altri e cioè prestare attenzione, ascoltare, camminare insieme, vivere in fraternità e cogliere tutto il bene che è presente nel mondo. No, non è semplice anche per le nostre esperienze di vita pastorale. L’immagine del figlio, inviato da Dio per raccogliere i frutti potrebbe indurre a leggere la venuta di Gesù come motivata dalla finalità di sottrarre indebitamente all’uomo beni e sostanze faticosamente prodotti. In realtà, da come chiariscono tanti brani del Vangelo, è solo grazie alla presenza del Figlio che siamo in grado di raccogliere i frutti. Ricordiamo le parole di Luca: “Chi non raccoglie con me, disperde”. Oppure quella di Giovanni: “ Chi rimane in me ed io in Lui porta molto frutto perché senza di me non potete far nulla”. Alla fine è Gesù l’autentico frutto della vigna, il frutto abbondante generato dal seme caduto in terra è morto, perché la vita non ci fosse tolta ma restituita. L’impegno dunque di ogni comunità è dunque quello di  camminare insieme. Lavorare insieme per l’annuncio del Vangelo non è un optional. I nostri non sono circoli ricreativi o, come dice il Santo Padre, delle onlus, ma siamo portatori del Vangelo, della novità di vita di Gesù con tutta la potenza del suo amore che portiamo dentro e con tutti i segni dell’amore che leggiamo nella storia tante volte piegata dalla sofferenza. Ricordiamolo sempre: noi apparteniamo a Cristo e in Lui siamo figli di Dio, chiamati a vivere in comunione con Lui e realizzare nella fraternità un mondo nuovo nell’amore e nella gioia.

Quanto ci hanno aiutato in questi giorni i relatori che hanno animato le quattro serate di questa 52.ma Settimana della Fede, aiutandoci ad entrare ancora meglio nel cuore del nostro essere credenti e comunità, credenti e testimoni dell’amore, credenti e uomini e donne di speranza, credenti che sanno di partecipare attivamente alla vita di Dio e partecipano quotidianamente alla vita di Dio degli uomini e delle donne del nostro tempo! Ci hanno aiutato a leggere il nostro essere cristiani nella potenza di un Amore grande, che proprio perché è Amore raccoglie tutti. Ma quanto dobbiamo faticare, perché ci convinciamo che tutti sono amati da Dio: non solo quelli che ci vengono incontro, ma sono amati da Dio particolarmente quelli che noi sentiamo lontani,  forse dai nostri occhi, ma non lontani da Dio. L’impegno di ciascuno di noi allora è quello di infondere speranza, amore, gioia, pace nel cuore dell’umanità. Miei cari, sono questi i frutti del cammino sinodale che abbiamo percepito e che in queste sere, alla luce delle riflessioni e delle esperienze offerteci, hanno rinvigorito i nostri cuori. Intercedano per noi San Cataldo, i patroni della nostra Comunità e la Vergine Maria che qui invochiamo sotto il nome di Gran Madre di Dio.

Foto G. Leva

Quaresima

Ritiro di Quaresima per l’Ordine francescano secolare

01 Mar 2024

di Angelo Diofano

Nei giorni scorsi gli appartenenti alle zone 5 e 6 della “Fraternità di Puglia don Tonino Bello” dell’Ordine francescano secolare si sono riuniti nella parrocchia di San Massimiliano Kolbe (quartiere Paolo VI) per il ritiro di Quaresima sul tema “Dalle ferite la vita nuova”.

La meditazione tenuta da fra Vincenzo Chirico, parroco alla San Pasquale Baylon di Taranto, ha permesso di meditare sul Vangelo della passione di San Giovanni, soffermandosi su alcune parole chiave, utili per il cammino di fede di ciascuno e per essere sempre più testimoni credibili del Vangelo.

Vivamente apprezzate sono state le parole di incoraggiamento rivolte durante l’omelia da fra Angelo De Padova, assistente regionale ofs e cappellano all’ospedale di Lecce, già missionario in Albania. 

Infine i ringraziamenti sono andati alla fraternità nascente di San Massimiliano Kolbe, al parroco padre Salvatore Santomasi e all’assistente padre Giovanni Iuliani per la premurosa, calda e affettuosa accoglienza riservata agli intervenuti, numerosi nonostante l’ imperversante maltempo.

Solidarietà

Movimento Shalom: campagna nazionale ‘Mele della pace’ 2024

01 Mar 2024

di Angelo Diofano

Il Movimento Shalom di Taranto e le altre sezioni pugliesi anche quest’anno aderiscono alla campagna annuale  “Mele della Pace” per contribuire ai progetti di cooperazione internazionale in Burkina Faso.  Sarà possibile ritirare un sacchetto con 2 kg di mele dietro contributo che aiuterà a diffondere il diritto all’istruzione, un elemento indispensabile per contribuire al progresso dell’Africa.

Quest’anno le Mele della pace saranno vendute sabato 2 e domenica 3 marzo: a Taranto nei pressi della parrocchia San Pio X, in piazza S. Pio X; a Massafra nei pressi della parrocchia Sacro Cuore di Gesù in via Zara; a Mottola nei pressi della parrocchia Sacro Cuore di Gesù in via Deledda; a San Giorgio Jonico solo su prenotazione contattando, al 329.280922, il signor Corrado Grande, referente dell’Associazione nazionale Sottufficiali d’Italia di San Giorgio Jonico.

Così spiega la responsabile regionale del Movimento Shalom, Lucia Parente De Cataldis:“La situazione economica del paese e la presenza del terrorismo jihadista fa sì che spesso ragazzi e ragazze meritevoli ma privi di mezzi economici debbano rinunciare al proprio diritto all’istruzione. Shalom promuove, attraverso l’assegnazione di borse di studio a studenti indigenti, l’accesso alla formazione per partecipare alla creazione di una generazione in grado di offrire contributi qualificati e significativi per la crescita dell’Africa. Siamo infatti convinti che senza conoscenza non possa esserci sviluppo e che quindi il diritto all’istruzione sia un elemento indispensabile per contribuire al progresso dell’Africa”.

“Oltre a concorrere al processo di crescita dei paesi in via di sviluppo – continua – la campagna solidale vuol essere in qualche modo un piccolo mezzo per contrastare l’esodo dei giovani africani che giungono sulle nostre coste in cerca di un’opportunità negata nei loro paesi. L’importanza della cooperazione internazionale in Burkina Faso è davvero vitale in questo momento storico in cui il paese è continuamente sotto attacco terroristico da parte degli estremisti islamici: tra il 24 e il 25 febbraio scorsi, in soli due giorni sono state uccise 200 persone in diversi villaggi del paese, di varia etnia e religione, sia cattolica sia musulmana”. 

Quaresima

Concerto di Passione al Rosario di Talsano

01 Mar 2024

di Angelo Diofano

Domenica 3 marzo nella chiesa parrocchiale Maria Santissima del Rosario avrà luogo alle ore 19 il Concerto di Passione, con l’esecuzione di marce funebri tradizionali della Settimana Santa tarantina. Protagonista della serata sarà il complesso bandistico dell’associazione musicale “Maria Santissima Addolorata” di Talsano diretto dal maestro Vito Bucci. Organizza la confraternita Santa Maria del Carmine di Talsano che invita per giovedì 7 marzo, alle ore 19, nel salone parrocchiale, alla proiezione di diapositive di foto storiche della Settimana Santa talsanese, realizzate da Francesco Calabrese.

Esercizi spirituali vicariali

Inoltre dal 4 al 6 marzo la parrocchia parteciperà agli esercizi spirituali vicariali, con momenti di riflessione guidati da padre Francesco Annicchiarico (sj) sul tema “Il Signore mi donò dei fratelli”.

In tutte le parrocchie della vicaria: dalle ore 9.30 alle 12, adorazione eucaristica; alle ore 12, Angelus e reposizione del Santissimo. I momenti comunitari saranno vissuti nella chiesa di Sant’Egidio, ogni sera, con il seguente programma: ore 17, adorazione eucaristica; ore 18 santa messa e alle ore 19.30 meditazione con preghiera conclusiva. Gli esercizi spirituali si concluderanno il 6 con la celebrazione eucaristica presieduta alle ore 18 dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Settimana della fede

Missione come stile di vita: padre Gianni Zampini alla Settimana della Fede

foto G. Leva
01 Mar 2024

di Elena Falcone

“Missione è vivere lo stile di vita come servizio. Oggi Gesù ci propone di condividere il sogno di Dio nella costruzione di un mondo nuovo, caratterizzato da relazioni personali, sociali, nazionali, internazionali che si fondano sulla disponibilità a mettersi a servizio”.

Così ha riferito padre Gianni Zampini, saveriano, giovedì 29 febbraio, nel quarto incontro della Settimana della fede, affrontando il tema “Missione”.

Il relatore ha ricordato che quanto chiede il Signore è una semplice esortazione a ‘fare un po’ di bene’, ma un invito a giocarsi a fondo la vita nella libertà che nasce dal servizio, evidenziando che servire non è dare qualcosa ma fare della propria esistenza un dono continuo e quotidiano. Quindi, condivisione e servizio, dono di sé e prossimità sono i pilastri fondanti il nostro percorso quotidiano”. Padre Gianni ha ancora evidenziato come Gesù chieda collaboratori capaci di annunciare la novità del Regno, di denunciare e opporsi a tutto ciò che ferisce e lede la vita di ciascuno, di opporre al potere il servizio, all’avere la condivisione, all’apparire l’autenticità. Tutto ciò, in una comunità di persone dove la diversità dei compiti e dei ruoli non siano sorgenti di esclusione, ma che diventi spazio accogliente per ognuno, ove il Dio-con-noi possa manifestarsi nelle azioni e nelle parole di tutti.

foto G. Leva

“Come  missionari avvertiamo una crisi della missione ad gentes connessa con l’idea errata di conversione dell’altro a Gesù – ha continuato -. Così la Chiesa rischia di concentrare la sua preoccupazione sui propri problemi interni. Ci si occupa di pastorale, di nuova evangelizzazione, ma rischia l’oblio il mandato missionario di annunciare Cristo a chi non lo conosce. Chi si prende cura della Cina, del Giappone, Indonesia dell’Indonesia? Nella Evangelii gaudium  papa Francesco afferma che i cristiani hanno il dovere di annunciare Gesù, Verbo fatto carne che ha assunto le fragilità dell’uomo. Ma non come un obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello. Da qui nasce la missione, che è incontro con la gente là dove si trova: nei grattacieli, nei supermercati, nelle case abusive o occupate, sotto i ponti nelle bidonvilles, tra ristagni putridi e case di cartone che si disfano. Missione è stare con la gente, ovunque, sviluppando accoglienza, inclusione, partecipazione, comunione”.

Padre Gianni Zampini ha parlato anche delle urgenze dei nostri tempi, che il cristiano è tenuto a denunciare e a opporsi, soprattutto della popolazione mondiale che si sta impoverendo a un ritmo senza precedenti, mentre la ricchezza rimane nelle mani di un’élite molto ristretta. “Questo disequilibrio – ha commentato – è in atto da un po’ di tempo ma ora sta accelerando pericolosamente. Su questo dobbiamo riflettere e trovare un cambiamento. Il papa ci ha indicato le strade da intraprendere nella ‘Laudato si’’ e in ‘Fratelli tutti’ ma il messaggio non è passato. Si può contrastare tutto ciò attraverso piccole realtà: gruppi o comunità che formano quello che papa Francesco chiama grandi movimenti popolari, in grado di scuotere questi sistemi di governo”.

Il relatore ha toccato anche il tema della migrazione, purtroppo valutata ancora come una minaccia e non come un’importante occasione. “C’è la paura dell’altro, sia esso musulmano o in generale di colore – ha denunciato – Ma siamo ad un bivio: o il mondo diventerà un’umanità al plurale o siamo destinati a sbranarci vicendevolmente”. Egli si è soffermato sull’accordo tra Italia e Albania che fa tornare tutto indietro secondo una logica che intende il fenomeno migratorio sempre secondo le regole della dell’emergenza. “Per la Cei ha commentato – quelli impiegati dal governo per tale accordo sono soldi «buttati a mare» che forse sarebbe stato meglio impiegare per progetti di cooperazioni internazionale più efficaci e per i corridoi umanitari, perché nessuno può fermare le migrazioni”.

Dopo aver affrontato la situazione dell’Italia agli ultimi posti per la distribuzione dei redditi, con l’enorme sofferenza di chi non ce la fa più economicamente e la tensione crescente che può portare allo scoppio di disordini, il relatore ha così concluso: “Dio ci insegna ad essere responsabili nella missione, a non fuggire davanti alle prime difficoltà e a impegnarci fino in fondo. Viene chiesto anche a noi di sfidare le nostre paure, di fidarci di Dio e di compiere la sua volontà. Se questo spaventa, si può pensare al profeta Giona, uomo normalissimo che, pur con le sue insicurezze e con i suoi limiti, alla fine riuscì ad affidarsi a Dio e a compiere un’impresa rocambolesca, arrivando addirittura a “mimare” la risurrezione di Cristo ben 900 anni prima. Fece della sua vita un capolavoro! Perché non provarci anche tu?” 

Durante la serata i canti sono stati eseguiti dal coro “Decor Carmeli” della parrocchia “Maria Ss. del Monte Carmelo” di Grottaglie (direttore: Ciro Masciullo, organista: Alessandro Amendola).

Eventi culturali in provincia

Torricella, Giornata della donna alla SS. Trinità

01 Mar 2024

di Angelo Diofano

Domenica 3 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, nei saloni della chiesa SS. Trinità di Torricella (messi a disposizione per l’occasione dal parroco, don Antonio Quaranta), al termine della celebrazione eucaristica, si terrà la seconda edizione della Targa Mimosa. La manifestazione è stata organizzata dal circolo Movimento Cristiano Lavoratori ‘Torricella nel cuore’ e sarà incentrata sul tema “Noi generiamo l’amore contro ogni violenza”. Il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci, ing. Antonio De Caro, consegnerà la ‘Targa Mimosa 2024’ a sei donne scelte dal Mcl: il prefetto, dott.ssa Paola Dessì, la dirigente del commissariato Ps di Manduria, dott.ssa Marinella Martina, la presidente della Fondazione Le Costantine di Uggiano La Chiesa, avv. Maria Cristina Rizzo, il sindaco di Copertino e presidente regionale Mcl, Sandrina Schito, la dirigente del laboratorio analisi chimico-cliniche di Maruggio, dott.ssa Rosanna Santoro, e al già funzionario del Comune di Torricella, Rosanna De Pascale. Inoltre, durante la serata, moderata dal componente del dipartimento nazionale Aiga per il sociale, avv. Maria Antonietta D’Elia, si esibirà il cantautore Mimmo Cavallo con delle testimonianze musicali.

Il presidente del circolo Mcl ‘Torricella nel cuore’, Grazia Pignatelli, ha spiegato che «… il riconoscimento ‘Targa Mimosa 2024’ è idealmente rivolto a tutte le donne che, in questo anno difficile, hanno donato il proprio contributo per la crescita del nostro territorio. Inoltre, porgeremo il nostro più caloroso benvenuto al prefetto di Taranto Paola Dessì che, in questi primi mesi, ha già dato un importante impulso istituzionale alla risoluzione di varie vertenze che affliggono il territorio».

«Desidero inoltre ringraziare –ha concluso – la presidente del consiglio regionale, avv. Loredana Capone, per il patrocinio e il sostegno economico della Regione Puglia, il presidente nazionale Anci, Antonio Decaro che nonostante i suoi tantissimi impegni ci onorerà della sua presenza. Inoltre, il mio particolare ringraziamento va al vicepresidente del circolo Mcl di Torricella, Annamaria Campa, e alla segretaria, Cotrina Orlando, per la grande collaborazione. Il nostro augurio a tutti, con l’auspicio che la nostra società diventi sempre più compiuta, aperta e moderna».
L’evento è patrocinato anche dal Comune di Torricella.

A Taranto

I progetti del Parco naturale regionale Mar piccolo: il 5 marzo a Palazzo di città

01 Mar 2024

Si terrà martedì 5 marzo a Taranto, a partire dalle ore 10 nel Salone degli specchi di Palazzo di Città, I progetti del Parco naturale regionale “Mar Piccolo”, organizzato dal Comune di Taranto.
Un’occasione imperdibile che, nella strategia di Ecosistema Taranto, evidenzia il grande impegno dell’amministrazione nella conservazione della biodiversità e nella salvaguardia del Mar Piccolo, consentendo di conoscere i traguardi significativi raggiunti, le collaborazioni attivate e gli interventi concreti realizzati.
L’evento, incentrato sul tema della tutela della biodiversità, illustrerà il percorso progettuale del Parco del Mar Piccolo fin dalla sua istituzione, attraverso il contributo di esperti del settore che condivideranno le esperienze che hanno contribuito a preservare e valorizzare la ricchezza biologica di un ambiente unico come questo.
Dopo i saluti istituzionali da parte di Rinaldo Melucci (sindaco di Taranto), Anna Grazia Maraschio (assessore all’Ambiente della Regione Puglia) e Caterina Dibitonto (dirigente dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia), seguiranno diversi interventi tecnici e specialistici durante i quali verranno presentate le best practices e le strategie adottate per la gestione sostenibile del parco del Mar Piccolo. I temi dei progetti di conservazione, ripopolamento delle specie marine e monitoraggio ambientale saranno approfonditi con un focus particolare, offrendo spunti concreti per affrontare le sfide attuali e future legate alla protezione della fauna e flora marina.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti coloro che desiderano approfondire queste tematiche e contribuire attivamente alla salvaguardia del nostro patrimonio naturale.

Sport

Turris-Taranto: ambizioni diverse, ma ricerca dello stesso risultato

L'esultanza dei rossoblu sotto la Curva nord - foto G. Leva
01 Mar 2024

di Paolo Arrivo

Una partita intelligente. Un avversario quotato, domato senza grossi patemi. L’ultimo match del Taranto in campionato è stato una conferma per gli uomini allenati da Eziolino Capuano. I quali, sconfiggendo il Catania, sono rimasti ai quartieri alti della classifica, sempre guidata dalla Juve Stabia. I rossoblu hanno rischiato di prendere goal soltanto in pieno recupero con l’ex Cianci. Precedentemente avevano sfiorato il raddoppio con Miceli, che ha centrato la traversa. Di De Marchi il goal della vittoria. Che ha avuto una doppia valenza: motivazionale, e non solo numerica, perché i rossoblu hanno dimostrato di saper andare a rete anche senza Mamadou Kanoute. Ovvero di poter fare a meno dell’attaccante senegalese esploso in questa stagione a trent’anni. Lo stesso bomber potrà rientrare e dare il suo contributo nella prossima sfida del Taranto sul campo della Turris – domenica alle 18.30 allo stadio Liguori di Torre del Greco.

Il nodo stadio

“Amministrazione inadeguata, non comprende l’importanza del calcio per la nostra comunità”. Così Enzo Di Gregorio e Lucio Lonoce sono intervenuti (tra gli altri) sulla vicenda che tiene banco nelle ultime ore a Taranto. “Di tutta la triste vicenda dello stadio Iacovone – continuano i due consiglieri comunali – resta la certezza di quanto la compagine guidata da Rinaldo Melucci sia inadeguata”. Sotto accusa gli amministratori locali, “quello che avrebbero dovuto fare era mettersi umilmente al fianco della squadra e della società e capirne le difficoltà”. Chi sostiene la tifoseria e la città è Gabriele Gravina. Il quale, in visita allo stadio di Faggiano, ha auspicato che il Taranto continui a giocare allo Iacovone anche nel periodo di ristrutturazione dell’impianto, da adeguare ai Giochi del Mediterraneo. Dallo stesso presidente della Federazione italiana gioco calcio è arrivato l’invito ad abbassare i toni lavorando in maniera unanime.

Turris

Tornando al campionato, al calcio giocato, c’è da sottolineare il valore del prossimo avversario del Taranto, per la 29esima giornata della Serie C – Lega Pro. La Turris è una compagine che nel posticipo di lunedì scorso ha perso di misura contro la Juve Stabia raccogliendo probabilmente meno di quanto abbia meritato. La squadra di mister Menichini è in forma e motivata: il suo obiettivo è la salvezza, ovvero lasciare la 16esima posizione in classifica, che la confina nella zona playout. Dall’altra parte il Taranto intende restare in corsa per i playoff.

Sarà una battaglia, contro un avversario da non sottovalutare. Come tutte le squadre campane che sul loro campo sono ostiche da affrontare. Qualora dovessero battere la Turris, i rossoblu potrebbero avvicinarsi o magari raggiungere il secondo posto in classifica, approfittando di un eventuale passo falso di Avellino, Picerno e Benevento. Quest’ultimo ospiterà il Foggia in uno dei quattro anticipi di sabato 2 marzo.

L’ultimo match di campionato, Taranto-Catania, nel racconto fotografico di Giuseppe Leva