Messaggio del Santo padre

Il messaggio di Francesco dal Gemelli: ascolto e multilateralismo per fronteggiare la ‘policrisi’

ph Vatican media-Sir
04 Mar 2025

di Giada Di Reda

‘Policrisi’: è con questo termine che papa Francesco evoca la drammaticità del tempo che stiamo vivendo. Una complessità in cui guerre, cambiamenti climatici, problemi energetici, epidemie, fenomeno migratorio e innovazione tecnologica, convergono, scatenando nuovi interrogativi che necessitano di altrettante e urgenti risposte.
Il tema è affrontato e approfondito nel Messaggio del Santo padre Francesco ai partecipanti all’Assemblea generale della Pontificia accademia per la vita del 3 marzo, inviato dal policlinico Gemelli.
Destinatari del messaggio sono i partecipanti del convegno internazionale della Pontificia accademia per la vita, sul tema ‘The End of the World? Crises, Responsibilities, Hopes’, in corso dal 3 al 5 marzo al centro conferenze dell’Augustinianum.
Il discorso, rivolto agli uomini e alle donne di scienza, si apre con un richiamo al dialogo fecondo tra Chiesa e mondo scientifico, e in particolare alla possibilità che essi hanno di servire la causa della vita e del bene comune.

Successivo, il richiamo alla ‘policrisi’, che leggendo le parole del pontefice, “evoca la drammaticità della congiuntura storica che stiamo vivendo, in cui convergono guerre, cambiamenti climatici, problemi energetici, epidemie, fenomeno migratorio, innovazione tecnologica. L’intreccio di queste criticità, che toccano contemporaneamente diverse dimensioni della vita, ci induce a interrogarci sul destino del mondo e sulla nostra comprensione di esso”.

Il Santo padre suggerisce dei “passi” da seguire per fronteggiare questa complessità: il punto di partenza è esaminare “quale sia la nostra rappresentazione del mondo e del cosmo”, al fine di comprendere, come persone e società, le nostre resistenze al cambiamento, per trasformarle in un mutamento positivo delle coscienze e delle pratiche sociali.
Il richiamo è inoltre a prestare attenzione al contributo delle scienze. Un ascolto attivo che si rivela cruciale nel processo sinodale che in questo momento è in piena fase di attuazione.

Incontro e ascolto, termini centrali e onnipresenti nel cammino tracciato dal papa: “Nell’incontro con le persone e con le loro storie e nell’ascolto delle conoscenze scientifiche, ci rendiamo conto di quanto i nostri parametri riguardo all’antropologia e alle culture esigano una profonda revisione. Da qui è nata anche l’intuizione dei gruppi di studio su alcuni temi emersi durante il percorso sinodale. So che alcuni di voi ne fanno parte, valorizzando pure il lavoro svolto dall’Accademia per la Vita negli anni scorsi, lavoro di cui vi sono molto riconoscente”.

Il richiamo è a un dialogo costruttivo tra scienza e fede, affinché l’avanzamento del progresso non si traduca in mera tecnocrazia o peggio ancora disumanizzazione. In questo contesto si inserisce il richiamo del pontefice a Teilhard de Chardin, padre gesuita, teologo e scienziato tra i più discussi e amati del Novecento. “Possiamo citare come esempio di questo tipo di ricerca p. Teilhard de Chardin e il suo tentativo – certamente parziale e incompiuto, ma audace e ispirante – di entrare seriamente in dialogo con le scienze, praticando un esercizio di trans-disciplinarità. Un percorso rischioso, che lo conduceva a domandarsi: «Mi chiedo se non sia necessario che qualcuno lanci il sasso nello stagno – finisca anzi per farsi “ammazzare” per aprire il cammino». Così egli ha lanciato le sue intuizioni che hanno messo al centro la categoria di relazione e l’interdipendenza tra tutte le cose, ponendo homo sapiens in stretta connessione con l’intero sistema dei viventi”.

“Questi modi di interpretare il mondo e il suo evolversi, con le inedite modalità di relazione che vi corrispondono, possono fornirci dei segni di speranza, dei quali andiamo in cerca come pellegrini durante questo anno giubilare (cfr Bolla Spes non confundit,7). La speranza è l’atteggiamento fondamentale che ci sostiene nel cammino”.
Ecco che ritorna la speranza, concetto centrale nel cammino giubilare che, come insegna Benedetto XVI, attraverso la lettera enciclica Spe Salvi, è un’aspirazione attiva verso una vita in cammino vissuta in comunione con gli altri.
A questa dimensione comunitaria è collegato il richiamo ad una coesione globale e l’invito al rafforzamento degli organismi internazionali: “Dobbiamo purtroppo constatare una progressiva irrilevanza degli organismi internazionali, che vengono minati anche da atteggiamenti miopi, preoccupati di tutelare interessi particolari e nazionali. Eppure dobbiamo continuare a impegnarci con determinazione per «organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali» (Fratelli tutti, 172). In tal modo si promuove un multilateralismo che non dipenda dalle mutevoli circostanze politiche o dagli interessi di pochi e che abbia un’efficacia stabile (cfr esortazione ap. Laudate Deum, 35). Si tratta di un compito urgente che riguarda l’umanità intera”.

Il messaggio di Francesco mette in luce quelle che sono le strade da percorrere affinché, attraverso il contributo della scienza, si possa giungere ad uno sviluppo integrale di ogni persona nell’ottica di un bene comune. Cammino che passa attraverso l’ascolto, il dialogo e l’apertura dell’uomo al progresso e non meno verso il prossimo, ovvero accogliere nuove scoperte senza perdere il senso della missione cristiana.

Caritas

Corso Caritas di formazione al volontariato

04 Mar 2025

La Caritas diocesana organizza, come ogni anno, al centro polivalente ‘Giovanni Paolo II’ in via Lisippo 8 (quartiere Tamburi) un corso base di formazione per volontari e operatori pastorali delle Caritas parrocchiali. Tutti gli incontri si svolgeranno di giovedì dalle ore 16 alle ore 17:30.
L’inaugurazione del corso con la conoscenza dei partecipanti si terrà giovedì 6 e prevede la relazione dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero sul tema ‘Il Giubileo, cammino di speranza’.

Questi gli appuntamenti successivi:

Giovedì 13 marzo, don Alessandro Mayer (direttore della Caritas diocesana di Oria) parlerà su ‘Giubileo – La speranza ha un volto: Gesù e i poveri’.

Giovedì 27 marzo toccherà invece a don Antonio Panico (vicario episcopale per la società e la custodia del Creato) parlare su ‘Il centro d’ascolto: funzioni e compiti – seminare la speranza’.

Giovedì 3 aprile il responsabile regionale della Caritas relazionerà su ‘Accenni su Ospoweb e Ospo Risorse: Quale animazione è possibile’.

Giovedì 10 aprile don Pasquale Cotugno (direttore della Caritas diocesana di Cerignola e delegato regionale Caritas) si soffermerà su ‘Caritas, una porta aperta alla speranza’.

Giovedì 24 aprile è prevista la visita a un’opera segno: l’emporio di Oria.

Infine lunedì 28 aprile si terrà la verifica e la consegna degli attestati.

Lavoro

Urso ci ripensa: lo Stato forse resta nell’acciaio. L’accordo sulla Cigs

04 Mar 2025

di Silvano Trevisani

“Non escludiamo affatto che ci sia una partecipazione largamente minoritaria dello Stato che possa accompagnare questo processo di rilancio produttivo e di riconversione industriale dai forni a caldo ai forni elettrici”. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy, a margine di una visita al Centro Enea del Brasimone (Bologna) sembra aver cambiato idea a proposito dei futuri assetti dell’Ilva. Che dovrà essere ceduta a una della grandi aziende straniere candidate all’acquisto.

“Se gli attori dovessero chiederlo potremmo mettere in campo una partecipazione pubblica. Una partecipazione che ci consente di garantire meglio lo sviluppo industriale degli impianti evitando gli errori del passato, che sono stati fatti anche in questo campo”.

Le parole di Urso, che sembrano segnare un cambiamento di rotta rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi, non possono che rappresentare un segno positivo per il futuro della siderurgia. All’indomani delle sollecitazioni rivolte dal governatore Emiliano, fattosi interprete delle perplessità sindacali. Anche alla luce dello scarso entusiasmo che sta accompagnando il processo di vendita, di fronte alle due proposte ritenute più credibili: l’azera Baku e l’indiana Jindal. Forse proprio quest’ultima considerazione, soprattutto per i risvolti occupazionali e ambientali, potrebbe indurre il governo a voler “controllare dall’interno”.

Domani a Roma

Domani, 5 marzo, Urso incontrerà a Roma il presidente della Puglia Emiliano per un focus sulle crisi dei maggiori sistemi industriali regionali, coinvolti in un’epocale fase di transizione. Oltre ad Ilva e Leonardo sono sul tavolo la dismissione di Versalis a Brindisi, che si aggiunge alla conversione in atto delle aree dismesse da Enel a Cerano e le sofferenze dell’automotive regionale. Vertenze che sembrano comportate un rischio occupazionale per circa 30.000 unità, in un contesto che sembra ampiamente contraddire l’entusiasmo del governo per l’occupazione. I dati forniti non nascondono, da una parte, l’inoccupazione delle fasce giovanili e soprattutto non evidenziano come la stragrande maggioranza del lavoro creato riguardi contratti precari e sottopagati. Non si può dimenticare, inoltre, che la produzione italiana è in calo da 23 mesi. Se poi consideriamo che le quattro segnate in apertura sono le crisi industriali principali, a cui se affiancano un’altra quarantina (tra le quali si annoverano, tra le altre Hiab e Cementir), ci si renderà conto che la situazione occupazionale offre prospettive tutt’altro che rosee. Lo conferma anche il fatto che negli ultimi tre mesi anche la crescita occupazionale si è arrestata.

L’incontro con Emiliano

Commentando l’incontro con i sindacati svoltosi ieri alla Fiera del Levante, Michele Emiliano ha sottolineato, tra l’altro, che la vendita dell’ex Ilva non dà garanzie né sulla tenuta occupazionale né sui processi di ambientalizzazione dello stabilimento. Proprio Emiliano aveva sottolineato, in una lettera inviata al ministro, di ritenere impossibile che il governo possa controllare il mantenimento degli impegni da parte del futuro acquirente, senza mantenere una partecipazione pubblica rilevante nella compagine sociale.

Che si possa segnare un cambio di passo? Sicuramente non nella dimensione “rilevante” chiesta da Emiliano e dai sindacati, ma in qualche modo sarebbe certamente auspicabile.

Cassa integrazione ex Ilva

Sono proseguiti, intanto, nella giornata di oggi, gli incontri tra AdI e organizzazioni dei metalmeccanici per fare la quadra sulla cassa integrazione. Compito non facile, proprio nella prospettiva della diminuzione degli occupati nello stabilimento, che in qualche modo si danno per scontati.

Al termine dell’incontro, le parti hanno concordato un numero massimo di CIGS pari a 3.062 unità (di cui 2.680 a Taranto, 15 a Racconigi, 10 a Legnaro, 115 a Novi, 25 a Marghera, 190 a Genova, 18 a Milano e 9 a Paderno). Per quanto riguarda il riconoscimento del Premio (Welfare), l’1% sarà riconosciuto al raggiungimento di 3 milioni di tonnellate; il 2% ai 3,5 milioni di tonnellate; e il 3% ai 4 milioni di tonnellate.

Ecclesia

‘Accade – Poesia religiosa’: la presentazione al MuDi

04 Mar 2025

Martedì 4, al MuDi, il museo diocesano, alle ore 17:30, sarà presentato ‘Accade – Poesia religiosa’, un fascicolo realizzato dall’Università della poesia ‘J. R. Jimenez che contiene l’espressione di sedici componenti del gruppo, solerti al bisogno di affrontare in versi il tema della riappropriazione del senso della vita, scavando negli abissi della coscienza. Vi sono contenute sedici preghiere laiche che reclamano un senso duraturo, in questa vita percorsa da sentimenti contingenti e transeunti, in un modo diverso, forse, di seminare il sentimento della pace.

Dopo il saluto di don Francesco Simone, direttore del MuDi, introdurranno la serata il vicario episcopale ad omnia mons. Alessandro Greco e il curatore dell’opuscolo, Cosimo Rodia. Interverranno alcuni dei poeti che hanno partecipato alla pubblicazione: Margherita Bufi, Rosa Cecere, Anna Cellaro, Maria Curatolo, Giuseppina Girasoli, Loredana Lorusso, Roberta Positano, Clara Russo, Rocco Angelo Stano e Giuseppe Zilli.

Corso di aggiornamento

‘Costruttori o distruttori di speranza?’: corso diocesano di aggiornamento degli insegnanti di religione

04 Mar 2025

di Paolo Simonetti

“Il tema della speranza, nel Giubileo 2025 – scrive mons. Ciro Marcello Alabrese, direttore dell’ufficio diocesano educazione, scuola, insegnamento religione cattolica, università settore insegnamento della religione cattolica – provoca in modo speciale il mondo dell’educazione e della scuola, luoghi in cui prendono forma le coscienze e gli orientamenti di vita e si pongono le basi delle future responsabilità”.
Per questo motivo anche l’annuale corso diocesano di aggiornamento degli insegnanti di religione specialisti delle scuole di ogni ordine e grado, che si è tenuto nel seminario di Poggio Galeso dal 18 al 20 febbraio scorsi, ha dato modo di interrogarsi sui risvolti educativi e formativi della speranza.
Ben 130 insegnanti di religione si sono ritrovati per studiare e riflettere insieme sotto la guida di alcuni esperti mentre le commissioni d’esame stanno per terminare il loro lavoro per il concorso straordinario per il settore insegnamento religione cattolica.
Come hanno ricordato recentemente i vescovi italiani nel messaggio alle famiglie e agli studenti alle prese con le iscrizioni ai primi anni scolastici, “testimoni di speranza sono i docenti di religione, che uniscono alla competenza professionale l’attenzione ai singoli alunni e alle loro domande più profonde. Siamo molto grati a tutti gli insegnanti che, mentre offrono le ragioni della speranza che li muove, accompagnano coloro che stanno crescendo a scoprire la bellezza e il senso della vita, senza cedere alle tentazioni dell’individualismo e della rassegnazione, che soffocano il cuore e spengono i sogni”.
Nell’intervento di apertura, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha esortato gli insegnanti di religione a proseguire con fiducia nell’impegnativa azione educativa in favore delle nuove generazioni. La Chiesa di Taranto può contare su uomini e donne che vivono da protagonisti il mondo della scuola, declinando il Vangelo nei complessi sentieri della società di oggi in cui i giovani sono la parte che più ha bisogno di coraggiosi investimenti educativi, anche da parte della Chiesa.

Nella prima serata, il 18 febbraio, il prof. Fabio Pompeo Mancini, docente alla Lumsa e all’istituto di scienze religione “San Giovanni Paolo II” di Taranto, ha parlato del tema: “Quali apprendimenti per generare la speranza”. Sperare, ha spiegato il prof. Mancini, nasce dal ‘desiderare’, è voce del verbo desiderare, lo esprime al punto quasi d’identificarsi con esso, fluisce dal desiderio e ne ha la forza; chi desidera poco, infatti, spera poco. La speranza è desiderio che diventa coraggioso e paziente, tenace nell’attendere e nel tener fisso lo sguardo verso l’oggetto sperato e resistente alla tentazione d’accontentarsi di qualcosa d’inferiore ad esso o alla persona attesa. La scuola, e in essa anche l’insegnamento di religione cattolica, svolge un ruolo fondamentale nel far riconoscere i segni di speranza e di fiducia nel contesto sociale di appartenenza (famiglia, amici, parrocchia…) in cui si vive.

L’indomani invece il prof. don Vincenzo Annicchiarico, docente stabile-ordinario all’istituto di scienze religiose di Taranto, ha guidato la riflessione su: “Educare alla speranza: l’insegnamento di religione cattolica propone un progetto di vita umana”. Educare è sperare, ha esordito il prof. Annicchiarico, l’insegnamento di religione cattolica è orientato alla costruzione di un progetto di vita che richiede la speranza nel futuro e la fiducia in se stessi. La scuola può così dare valore alla vita quando è capace di cogliere le domande delle nuove generazioni. Gli insegnanti di religione devono proteggere il diritto a sperare mostrando quei valori che facilmente oggi vengono trascurati o occultati. Al termine dell’interessante approfondimento, il prof. Annicchiarico ha animato un laboratorio su: “La vita eterna secondo un approccio culturale”. I docenti si sono interrogati su sentimenti e emozioni relativi al tema offerto, facendo aderire al vissuto personale quanto ricevuto e ascoltato.

La fiducia è stato il filo conduttore del contributo finale della prof.ssa Adriana Schiedi, docente associata di pedagogia generale e sociale al Dipartimento jonico dell’Università di Bari che ha parlato di: “Contrastare la povertà educativa per costruire speranza”, riferendo che “Occorre ricostruire la fiducia nell’umano e progettare il futuro per uno sguardo nuovo sull’umanità, capace di rinsaldare quei legami che oggi risultano sfilacciati dell’io con se stesso, con l’altro, con la società, con la natura”.

Ha concluso i lavori mons. Ciro Marcello Alabrese, direttore dell’ufficio, che ha parlato dei cammini di speranza alla luce della Bibbia. “L’azione educativa dell’insegnante di religione cattolica – ha ribadito – è finalizzata a generare la speranza conciliando due aspetti apparentemente contraddittori: la fiducia in se stessi e il senso della propria impotenza, aiutando gli studenti a progettare la propria vita. La speranza non è un concetto astratto, ma una realtà concreta che si costruisce giorno dopo giorno attraverso le azioni e le parole degli educatori. Gli insegnanti di religione cattolica hanno il privilegio e la responsabilità di essere modelli di speranza per i loro studenti”.

Lo stile dei tre giorni di aggiornamento è stato quello del confronto e della ricerca comune grazie al tempo dedicato ai laboratori dopo ogni intervento dei relatori. Lungi dall’essere una semplice forma di risonanza, i laboratori hanno costituito il momento in cui i partecipanti hanno personalizzato la riflessione facendola passare al vaglio della quotidiana esperienza di vicinanza al mondo degli alunni e degli studenti.

I dati raccolti dalla Cei mostrano che gli avvalentisi dell’insegnamento di religione sono in tutto circa l’84%. Nel dettaglio, nelle scuole dell’infanzia si avvale l’87,69% degli alunni, nelle primarie l’88,13%, nella secondaria di I grado l’85,15% e nella secondaria di II grado il 78,03%. Questi dati rappresentano una responsabilità che gli insegnanti di religione possono cogliere per un’azione culturale più incisiva e coinvolgente, con la cura della propria formazione che ha in questo incontro diocesano il momento più qualificante.

Ecclesia

Shine to Share, un contest per 100 futuri content creator

Al via dal 17 marzo l’iniziativa rivolta a chi, tra i 18 e i 35 anni, vuole creare contenuti digitali di qualità. Saranno selezionati 100 video che raccontino il bene e il bello della Chiesa

04 Mar 2025

di Filippo Passantino

Un progetto per diventare content creator della Chiesa cattolica: ecco “Shine to share”. I giovani, tra i 18 e i 35 anni, potranno così imparare a realizzare contenuti video per i social network e lanciare un messaggio di speranza e di fede nel mondo digitale. L’iniziativa è promossa dalla Chiesa cattolica, attraverso il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile e il Servizio per la promozione del sostegno economico della Cei, con la direzione didattica dell’Università Cattolica.
Per partecipare basta raccontare con un video un evento o un’esperienza significativa vissuta in oratorio, in parrocchia, con gli scout o in un’associazione cattolica, che testimoni la propria esperienza di fede, di vita di comunità cristiana e lo spirito di servizio che la anima. Il video, della durata di 40/60 secondi, deve essere caricato sul sito www.shienetoshare.chiesacattolica.it  a partire dal 17 marzo e fino al 6 aprile. Tra le caratteristiche che deve presentare, la coerenza e profondità del messaggio, la qualità e chiarezza espositiva, la creatività e capacità di raccontare storie originali e coinvolgenti. Entro il 27 aprile 2025 una giuria di qualità, composta da esperti del mondo della comunicazione, selezionerà 100 video finalisti e i loro giovani autori saranno invitati a partecipare a un corso online di 36 ore per diventare Content creator, con focus sullo storytelling, il marketing digitale, il video editing e l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Il corso organizzato dall’Università Cattolica di Milano sarà totalmente gratuito.
“Il bene va raccontato, bene – dichiara don Riccardo Pincerato responsabile della Pastorale giovanile – e #ShinetoShare è la possibilità per avere strumenti e occhi per raccontare il bello e il bene della Chiesa attraverso gli occhi e la voce dei giovani che ci possono sorprendere con le loro visioni e le loro narrazioni”.

“Gesù si è identificato talmente tanto con noi che ci chiama con il suo nome, ci chiama luce, «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,14) – ricorda Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa – #ShinetoShare ci ribadisce che non solo abbiamo questa luce ma siamo chiamati a diffonderla anche nei social a chi non conosce ancora la gioia della vita nuova in Gesù”.

Al termine del corso online di 36 ore, dal 23 al 26 giugno 2025, i cento giovani selezionati parteciperanno a un workshop in presenza di 4 giorni nel Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi a Seveso. Avranno così la possibilità di apprendere regole e strumenti per una comunicazione social in linea con i valori e la missione della Chiesa cattolica. Tutti i costi (laboratorio, vitto, alloggio e viaggio) saranno a carico della Cei. Inoltre, il 30 e 31 luglio i cento giovani si trasferiranno a Roma per partecipare ad alcuni eventi durante il Giubileo dei giovani. Per l’occasione, potranno mettere in pratica quello che hanno appreso realizzando contenuti coinvolgenti, in video reel, per raccontare l’esperienza e le emozioni vissute durante il Giubileo. I video verranno condivisi sui propri account social e caricati sulla piattaforma dedicata dal 1° agosto al 31 agosto 2025, utilizzando l’hashtag #ShinetoShare. Entro il 30 settembre 2025 una giuria composta da esperti di comunicazione della Cei selezionerà i 20 giovani (uno per ogni Regione d’Italia) che avranno realizzato i video più creativi, di qualità e in linea con i valori della Chiesa cattolica e proporrà loro di diventare Ambassador per realizzare e pubblicare contenuti sui profili social della Cei (Instragram, Facebook, X, TikTok).

“Non si tratta semplicemente di un evento mediatico o promozionale, ma di un vero e proprio itinerario pastorale, durante il quale i ragazzi saranno formati, guidati e chiamati a testimoniare la propria fede, cultura e identità cristiana nello spazio digitale”, spiegano i promotori.

Diocesi

Mercoledì delle Ceneri nella basilica di San Martino

ph ND
04 Mar 2025

Nella basilica di San Martino, a Martina Franca, il Mercoledì delle Ceneri sarà vissuto secondo il seguente programma: ore 8, lodi mattutine; ore 8.30, santa messa con imposizione delle sacre ceneri; ore 17.30, dalla chiesa di San Pietro dei Greci, si terranno la liturgia stazionale e la processione penitenziale con la partecipazione delle confraternite attraverso via Cavour fino alla basilica per la santa messa (ore 18) e l’imposizione delle sacre ceneri, che sarà ripetuta alle ore 20 durante la celebrazione eucaristica nel cappellone.

Inoltre, sempre dopo la santa messa vespertina, ogni martedì di Quaresima si terrà una catechesi comunitaria sull’enciclica di papa Francesco ‘Dilexit nos’; il giovedì, invece, l’adorazione eucaristica e le confessioni; il venerdì, infine, Via Crucis animata dai gruppi parrocchiali.

Francesco

Diciottesima notte di papa Francesco al Gemelli: “Ha riposato tranquillamente”

foto Marco Calvarese-Sir
04 Mar 2025

“Papa Francesco ha dormito tutta la notte, ora prosegue il riposo”: questa la nota della sala stampa della Santa sede, a proposito della diciottesima notte di degenza del papa al policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale.
Il bollettino di ieri sera registrava due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da un accumulo di muco nei bronchi con conseguente broncopasmo. Sono state effettuate due broncoscopie, oltre alle aspirazione delle secrezioni, ed è stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva.

Quaresima

Mercoledì delle Ceneri: santa messa dell’arcivescovo in Concattedrale

foto G. Leva
04 Mar 2025

di Angelo Diofano

Mercoledì 5 in Concattedrale alle ore 18.30 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa solenne d’inizio Quaresima con l’imposizione delle Sacre Ceneri. Questo, nell’ambito delle celebrazioni delle ‘Quarantore’ dal titolo ‘Camminiamo insieme nella speranza’, prendendo spunto dalla Prima Lettera ai Corinzi 15,54-55: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?»

Le ‘Quarantore’ iniziano oggi, lunedì 3, col seguente programma: ore 7.15, Angelus e santa messa; ore 7.45 esposizione SS.mo Sacramento – lodi mattutine; ore 12, Angelus – ora media; ore 15, coroncina Divina Misericordia – ufficio delle letture; ore 17.30, vespri; ore 18, Angelus – santo rosario – benedizione eucaristica; ore 18.30: santa messa.

Il programma sarà ripetuto nella giornata di martedì 4, con l’aggiunta alle ore 19 della lectio divina e alle ore 20 della preghiera di liberazione.

Infine Mercoledì delle Ceneri, 5 marzo: ore 7.15, Angelus – santa messa e imposizione delle Sacre Ceneri; ore 7.45 esposizione SS.mo Sacramento – lodi mattutine; ore 9, catechesi del gruppo preghiera di Padre Pio; ore 12, Angelus – ora media – benedizione eucaristica; ore 18, Angelus – santo rosario; ore 18.30, santa messa presieduta da mons. Ciro Miniero e imposizione delle Sacre Ceneri, che sarà ripetuta alle ore 20.30 durante la liturgia della Parola.

Diocesi

Inizio del cammino quaresimale alla Santa Famiglia

03 Mar 2025

di Angelo Diofano

La parrocchia della Santa Famiglia, al quartiere Salinella, martedì 4 marzo terrà la ‘Passio Christi’ alle ore 19.30, in cui – spiega il parroco, don Alessandro Solare – “rivivremo insieme, attraverso la liturgia della Parola, i momenti della Passione di Gesù. Porremo l’immagine di Gesù crocefisso all’ingresso dell’aula liturgica per predisporre il nostro animo al cammino quaresimale. Sarà benedetto il ‘pane del digiuno’ che ci sarà d’aiuto per il proposito del digiuno e dell’astinenza”.

Invece il Mercoledì delle Ceneri, 5 marzo, alle ore 16.30 sarà celebrata la santa messa per i bambini e i ragazzi dell’iniziazione cristiana e delle loro famiglie, con l’imposizione delle Sacre Ceneri. L’altra celebrazione eucaristica, sempre con l’imposizione delle Sacre Ceneri, avrà luogo alle ore 18.

Azione cattolica

La vocazione laicale

In seminario, il terzo incontro del percorso FormAzione di Azione Cattolica

03 Mar 2025

di Angela Giungato

Terzo incontro, venerdì 28 febbraio, al seminario arcivescovile, del percorso di FormAzione per i responsabili di Azione Cattolica con la relazione del nostro arcivescovo, mons. Ciro Miniero, dal titolo ‘Laici forgiati dallo Spirito pellegrini di speranza’. Il titolo riprende una frase del discorso di Papa Francesco nell’incontro del 25 Aprile 2024 con circa 100.000 aderenti all’Azione Cattolica riuniti in piazza San Pietro in occasione della XVIII assemblea nazionale ed ha avuto come parola chiave ‘chiamati’.

L’arcivescovo, nel suo intervento, ha subito ripreso dall’introduzione della presidente diocesana, Letizia Cristiano, il riferimento ai tanti santi e beati provenienti dall’esperienza dell’Azione Cattolica; ha affermato che i tanti santi derivano dalla forza di santità insita nel carisma dell’associazione che si sforza di vivere la laicità nel proprio tempo e dalla consapevolezza forte di appartenere ad una comunità, la Chiesa.

Rilevando poi la forza profetica del Concilio Vaticano II, si è soffermato, dal paragrafo 7 della Lumen Gentium, sull’immagine della Chiesa corpo di Cristo, unico, ma con una pluralità di membra, generata dallo Spirito, che costituisce misticamente tutti noi come parti del Signore provenienti da tutte le genti. Per cui la Chiesa non è un’élite, non si riunisce per le qualità di un leader, ma è un popolo di salvati, non di salvatori, che sanno riconoscere il bene presente nel mondo, sapendo che è il Signore che salva. Il Battesimo ci innesta nel corpo di Cristo e ci introduce nella vita cristiana retta dall’appartenenza a Lui.

Mons. Miniero si è poi soffermato sul paragrafo 30 del IV capitolo della Lumen Gentium dedicato ai laici, che non sono una categoria ma che sono popolo di Dio, anche per esserne la maggioranza. Raccontando la vita del beato Bartolo Longo, pienamente laico, di cui è stata annunciata l’imminente santificazione, ha delineato la vocazione laicale. Dio non tira i laici fuori dalla vita, ma dà loro la forza di sostenere la vita dei più deboli per costruire una nuova civiltà dell’amore, di dare una svolta alla società del tempo, di portare al mondo la salvezza del Signore, di fare ciò che la vita personale e professionale chiede secondo il Vangelo.

Rispondendo poi alle domande dei presenti l’arcivescovo ha offerto ulteriori spunti di riflessione circa il ruolo delle associazioni all’interno della Chiesa, che hanno come compito quello di ‘organizzare la speranza’. Ogni associazione, in una visione ministeriale, deve compiere ciò che c’è di proprio insieme con gli altri. In un mondo occidentale portato all’isolamento, dove i poteri economici sono più forti di quelli ideologici, non solo l’Azione Cattolica ma tutta la Chiesa è in evidente difficoltà. Noi però non dobbiamo perdere la bussola, ma continuare a percorrere vie nuove attraverso l’accoglienza, consapevoli che la nostra forza è la presenza del Signore e l’impegno a fare comunità. Quando l’Azione Cattolica serve in varie forme i ragazzi, i giovani, gli adulti risponde alla sua vocazione affinché le parrocchie mettano insieme le persone e siano aperte a tutti. Infine ha sottolineato che ‘intimismo’ è ‘tradizionalismo’ sono i rischi che i credenti corrono di fronte alla complessità del nostro periodo storico.

Oltre il contributo di riflessione che mons. Miniero ci ha offerto, ci restano nel cuore la sua paternità, il suo stile pacato e riflessivo, le sue parole precise e incisive, che ci sostengono nel nostro impegno a servizio della Chiesa e del mondo, per cui non possiamo che esprimere al nostro Pastore un sentito ringraziamento.

 

Diocesi

La Quaresima alla San Pasquale

ph fp Occhinegro
03 Mar 2025

I frati minori della parrocchia di San Pasquale, al Borgo, rendono noto il programma delle iniziative di Quaresima.
Ogni giovedì, adorazione eucaristica dalle ore 8.30 alle 12 e dalle ore 16.30 alle 18.30.
Ogni venerdì, alle ore 19.30. pio esercizio della Via Crucis.
Ogni sabato, alle ore 19.30, lectio divina.
Mercoledì delle Ceneri, 5 marzo, celebrazioni eucaristiche alle ore 8 e alle ore 18.30 con imposizione delle Sacre Ceneri; ore 20, liturgia della Parola con imposizione delle Sacre Ceneri.
Giovedì 13 marzo, alle ore 20, adorazione eucaristica
Giovedì 20 marzo, alle ore 19.30, iniziative di ‘ConTatto con l’arte’.