Regina caeli

La domenica del Papa – Il messaggio alle famiglie

ph Vatican media-Sir
03 Giu 2025

di Fabio Zavattaro

Domenica in cui la chiesa in Italia celebra l’Ascensione, un tempo di attesa per dirci che sono passati quaranta giorni dalla sofferenza vissuta da Maria sotto la croce, dalla gioia della domenica di resurrezione, e che ci avviciniamo alla festa di Pentecoste che nella tradizione ebraica era la festa della mietitura, occasione per ringraziare Dio dei frutti della terra. Tempo per rendere testimonianza al Signore, nel cui nome, come scrive Luca, “saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”. Evento che l’evangelista pone al termine della vita di Gesù e che gli Atti narrano come tempo che segna l’inizio del compito dei discepoli “testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino ai confini della terra”. È il momento in cui si conclude la presenza umana e terrena di Gesù, poi sarà il dono promesso dal Padre, lo Spirito Santo, il dono “del Consolatore, di colui che li accompagnerà, li guiderà, li sosterrà nella missione, li difenderà nelle battaglie spirituali”. Gesù, afferma papa Francesco al Regina caeli, “non sta abbandonando i discepoli. Ascende al Cielo, ma non ci lascia soli”. Occasione per papa Leone di ribadire che il Signore “non vuole che noi, per unirci, ci sommiamo in una massa indistinta, come un blocco anonimo, ma desidera che siamo uno: come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola”.

In piazza San Pietro, questa domenica, si celebra il Giubileo delle famiglie, dei nonni e degli anziani, e il vescovo di Roma ricorda che abbiamo ricevuto la vita prima di volerla e appena nati abbiamo avuto bisogno di altri per vivere, “da soli non ce l’avremmo fatta”. Viviamo, dunque, grazie “a una relazione, a un legame libero e liberante di umanità e di cura vicendevole”. Questa umanità a volte viene tradita: quando “s’invoca la libertà non per donare la vita, bensì per toglierla, non per soccorrere, ma per offendere”. Ma anche “davanti al male, che contrappone e uccide” la preghiera di Gesù al Padre per noi “agisce come un balsamo sulle nostre ferite, diventando per tutti annuncio di perdono e di riconciliazione”. Il Signore ci vuole “uno, nelle nostre famiglie e là dove viviamo, lavoriamo e studiamo: diversi, eppure uno, tanti, eppure uno, sempre, in ogni circostanza e in ogni età della vita”. Così saremo “segno di pace per tutti, nella società e nel mondo”. Dalle famiglie “viene generato il futuro dei popoli”.
Ricorda quindi i coniugi proclamati beati e santi proprio perché famiglia, “testimoni esemplari come sposi”; in questo modo la chiesa ci dice che “il mondo di oggi ha bisogno dell’alleanza coniugale per conoscere e accogliere l’amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società”.
Così “con il cuore pieno di riconoscenza e di speranza” Leone XIV guarda le famiglie e dice, citando l’Humanae vitae di papa Paolo VI: “il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l’uomo e la donna: amore totale, fedele, fecondo. Mentre vi trasforma in una carne sola, questo stesso amore vi rende capaci, a immagine di Dio, di donare la vita”.

Quindi si rivolge ai genitori e li invita a educare i figli “alla libertà mediante l’obbedienza, cercando sempre in essi il bene e i mezzi per accrescerlo”.
Ai figli dice di essere grati ai genitori “per il dono della vita e per tutto ciò che con esso ci viene donato ogni giorno, è il primo modo di onorare il padre e la madre”.
A nonni e anziani la raccomandazione “di vegliare su coloro che amate, con saggezza e compassione, con l’umiltà e la pazienza che gli anni insegnano. In famiglia, la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione: viene condivisa come il cibo della tavola e gli affetti del cuore”. E con Sant’Agostino ci ricorda che un giorno saremo “una cosa sola nell’unico Salvatore, abbracciati dall’amore eterno di Dio”.

Nel Regina caeli chiede che “la fede, la speranza e la carità crescano sempre nelle nostre famiglie” e chiede a Maria di sostenere le famiglie “nelle loro difficoltà: penso specialmente a quelle che soffrono a causa della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in altre parti del mondo. La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”.

Leggi anche
Ecclesia

Domani, 25 giugno, a Roma la firma del ‘Patto tra le religioni’

“La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”. Si intitola così il “Patto” che giovedì 25 giugno i responsabili delle religioni che sono in Italia, sottoscriveranno a Roma presso l’auditorium dell’Ara Pacis. A siglarlo saranno: Istituto buddista italiano Soka Gakkai; Assemblea spirituale nazionale dei bahá’í d’Italia; Sikhi Sewa […]

Taranto onora San Francesco di Paola, patrono della gente di mare

Da giovedì 25 a domenica 28 giugno si svolgono a Taranto i festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, patrono della gente di mare e compatrono della città. Come ogni anno la parrocchia retta dai padri minimi ha programmato celebrazioni religiose e civili in onore del santo. Giovedì 25, giornata dedicata alla santità dell’ordine […]

Presentato il libro che racconta mons. Motolese negli ultimi 20 anni di scritti

“Oggi è il tempo del sì” è il titolo eloquente del libro che contiene, come spiega il sottotitolo “scritti di monsignor Motolese Arcivescovo emerito di Taranto (1987-2005) nel XX anniversario della morte”. Il volume, curato dallo storico Vittorio De Marco e edito da Scorpione, è stato presentato nella chiesa inferiore della Concattedrale, fornendo l’occasione per […]
Hic et Nunc

Presentato il libro che racconta mons. Motolese negli ultimi 20 anni di scritti

“Oggi è il tempo del sì” è il titolo eloquente del libro che contiene, come spiega il sottotitolo “scritti di monsignor Motolese Arcivescovo emerito di Taranto (1987-2005) nel XX anniversario della morte”. Il volume, curato dallo storico Vittorio De Marco e edito da Scorpione, è stato presentato nella chiesa inferiore della Concattedrale, fornendo l’occasione per […]

Il pellegrinaggio diocesano a Pompei

Come già anticipato nelle settimane scorse, si terrà domani, giovedì 25 giugno, il pellegrinaggio diocesano al santuario ‘Regina del Rosario’ di Pompei. I fedeli accompagnati dai presbiteri si ritroveranno alle ore 11.15 in piazza San Bartolo Longo per dare inizio al pellegrinaggio, entrando insieme in basilica, dove avrà luogo la recita dell’Angelus e del santo […]
Media
25 Giu 2026