Editoriale

Oxfam: “Senza un’azione concreta dell’Europa, a Gaza ogni giorno sempre più morte e distruzione”

ph World food programme
16 Lug 2025

di Patrizia Caiffa

“Ogni giorno che passa senza che l’Europa intraprenda un’azione concreta, implica sempre più morte e distruzione. Eppure, anche oggi abbiamo assistito all’ennesimo rinvio. Il recente accordo per l’ingresso degli aiuti a Gaza rappresenta un primo passo in avanti, ma in realtà è solo una goccia nel mare, perché non argina questa catastrofe”: è il commento di Bushra Khalidi, responsabile policy di Oxfam nei territori palestinesi occupati e a Gaza, rispetto a ciò che è emerso nel Consiglio dei ministri degli esteri europei, che ha discusso le possibili azioni da adottare nei confronti di Israele.
“Non possiamo continuare ad assistere alla mattanza di bambini, donne, civili e al tempo stesso dire che tutto sommato, da qualche parte, in qualche modo, si stanno facendo passi in avanti – ha affermato –. Non possiamo ignorare che il cibo marcisce nei camion bloccati ai valichi, non c’è acqua, le persone vengono uccise mentre fanno la fila per un pugno di farina e sostenere che la risposta umanitaria stia funzionando.
L’Unione europea non può continuare a mantenere intatte le relazioni con il governo israeliano, di cui riconosce le potenziali violazioni dei diritti umani, contrarie ai principi europei. Non può con una mano offrire (pochi) aiuti umanitari, con l’altra garantire l’impunità di Israele
– ha continuato Khalidi –. L’ennesima dichiarazione cauta o un altro accordo segreto non servono a nulla e a nessuno. È necessario che l’Europa assuma una leadership reale e intraprenda un’azione decisa. Basta scaricare la responsabilità sugli altri. Basta ritardi. Basta spargimenti di sangue”.

Oltre alla sospensione dell’Accordo di associazione tra Ue e Israele, Oxfam chiede un cessate il fuoco permanente, l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza in sicurezza e senza limitazioni; la fine dell’occupazione illegale israeliana e la cessazione della vendita e trasferimento di armi a Israele.

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