Natale in diocesi

E venne la luce, concerto a lume di candela nel cappellone di San Cataldo

19 Dic 2025

“Preparati al Santo Natale nel tremolìo delle fiamme delle candele che illuminano il cappellone di San Cataldo”, è l’invito del parroco della basilica cattedrale di San Cataldo, mons. Emanuele Ferro, ad assistere al concerto che si terrà domenica 21 dicembre alle ore 19.30 nel cappellone di San Cataldo dal titolo ‘E venne la luce’. Si esibirà il coro ‘Alleluja’ diretto dal m° Francesco Marani, accompagnato dall’ensemble d’archi composto dai maestri Marco Pio Marzialetti, Gaia Giorgi, Manuel D’Ippolito e Libero De Bellis.
Mons. Emanuele Ferro curerà le meditazioni. Ingresso libero.

 

Ecclesia

Natale: il volto di Dio nelle nostre ‘notti’

19 Dic 2025

di Luana Comma

Nel tempo delle inquietudini profonde, l’uomo contemporaneo, pur circondato da connessioni globali, sperimenta una solitudine che spesso lacera e disorienta. Le relazioni sembrano fragili, i legami si consumano nella fretta, le parole non bastano più a custodire la verità del cuore. Cresce il peso dell’incertezza economica, dell’instabilità sociale, della fatica psicologica. È come se dentro ciascuno si aprisse una crepa sottile: nostalgia di un senso che sfugge, desiderio di una luce capace di attraversare la notte interiore.

Eppure, proprio in questa condizione segnata da fragilità, irrompe il Natale. Non come un rito che si ripete, ma come l’arrivo dell’Inatteso. Dio non sceglie un tempo perfetto, né un’umanità perfetta: entra nella storia quando essa sembra più povera, più esposta, più bisognosa. L’Incarnazione non avviene nel palazzo dei potenti, ma in una periferia del mondo; non nella sicurezza di una casa, ma in una mangiatoia. Il Figlio eterno prende carne nel punto più vulnerabile dell’esistenza umana: la nascita. È lì che si compie il mistero più sorprendente della fede cristiana: Dio si fa uomo non per sfiorare la nostra vita dall’esterno, ma per abitarla dall’interno.

Se guardiamo con attenzione alla scena di Betlemme, scopriamo che l’evento dell’Incarnazione si colloca dentro difficoltà molto simili alle nostre. Maria e Giuseppe affrontano l’incertezza del viaggio, la precarietà dell’alloggio, la paura dell’ignoto. Non trovano posto, come spesso anche noi non troviamo posto nel cuore degli altri o dentro le nostre stesse giornate. E tuttavia, proprio lì, dove tutto sembra mancare, si apre uno spazio che accoglie il Mistero: la debolezza diventa il luogo della Rivelazione.

Il Natale ci dice allora che Dio non attende che la nostra vita sia in ordine per avvicinarsi. Egli entra nei nostri frammenti, nelle nostre lacerazioni, nelle fatiche che non sappiamo nominare. Si fa prossimo non quando siamo forti, ma quando siamo poveri; non quando abbiamo risposte, ma quando domina il silenzio. L’Incarnazione è la risposta divina al grido inespresso dell’umanità: non siete soli, io condivido la vostra storia.

Per questo il Natale non è semplicemente un ricordo: è un invito. Ci chiede di riconoscere nella fragilità non una sconfitta, ma una soglia. Dove l’uomo sperimenta i suoi limiti, Dio apre un cammino; dove cresce la paura, Lui accende la speranza; dove sembra regnare l’ombra, Egli accende una luce.

In questo tempo di attesa, il Natale ci invita a guardare con sincerità a ciò che abita il nostro cuore, a riscoprire la dimensione dell’attesa vigilante. Il desiderio di giustizia, di bene, di verità non può ridursi a una pretesa rivolta agli altri: nasce piuttosto da un cuore che si lascia purificare, che si mette alla presenza del Signore. Come ricordava Benedetto XVI, la giustizia non è soltanto l’espressione di un’esigenza che rivolgiamo all’esterno: essa nasce anzitutto come responsabilità interiore, come conversione del cuore.

Prima di chiedere che il mondo cambi, siamo chiamati a lasciarci cambiare. La giustizia evangelica — quella che prepara il cuore all’incontro con Cristo — non è un dare e avere, ma un cammino di verità che coinvolge in primo luogo noi stessi: il modo in cui guardiamo gli altri, in cui custodiamo le relazioni. Prepararsi al Natale significa proprio questo: aprire spazio a Cristo che viene, lasciando che il suo ingresso trasformi il modo di guardare noi stessi, gli altri e il mondo. Solo un cuore vigilante riconosce la sua venuta; solo un cuore aperto può accogliere la pace che Egli dona.

Così come nella notte di Betlemme la luce di Cristo ha rischiarato l’umanità intera, così anche noi siamo chiamati a diventare riflesso di quella luce: una presenza che illumina il cammino delle genti.

* responsabile comunicazione del Gris

Sport

Volley A2, la rinascita della Prisma La Cascina e il tabù trasferta

L'ultimo match al Palafiom - ph G. Leva
19 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Neanche il tempo di gioire per la grande vittoria che è arrivata un’altra delusione e un passo indietro. La vittoria era quella conquistata dalla Prisma La Cascina al Palafiom ai danni di Macerata, sconfitta in quattro set, grazie a una prova convincente ed entusiasmante. Domenica scorsa invece l’ennesimo tonfo in trasferta. Contro una formazione tutt’altro che irresistibile: la Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro. Nell’ultimo match in casa avevamo visto una squadra capace di giocare una buona pallavolo e di reagire nei momenti di difficoltà. Come quando si è resa protagonista di una bella rimonta nel terzo parziale, poi ceduto all’avversario ma con gli onori delle armi.

Prisma La Cascina alla ricerca della continuità

I numeri sono impietosi. Più pesante delle precedenti, l’ultima sconfitta per 3-0: la Prisma si è fatta raggiungere proprio da Porto Viro al penultimo posto in classifica, tornata a farsi preoccupante. In tutte le trasferte sinora disputate (quattro) non è stata mai centrata la vittoria. Per il prosieguo della stagione è facile ipotizzare che il rendimento della squadra allenata dal successore di Gianluca Graziosi sarà ancora altalenante. Probabilmente lo stesso allenatore marchigiano, approdato alla Virtus Aversa di recente, avrebbe meritato più fiducia. La Cascina alternerà periodi negativi a momenti positivi, di ripresa comunitaria. Di certo il rapporto con la trasferta deve cambiare drasticamente. Già a partire da domenica prossima 21 dicembre, in casa dell’Abba Pineto. Vietato replicare la prestazione offerta in terra veneta. Soprattutto è necessario alzare le percentuali della battuta, fondamentale che aveva invece funzionato nel match vinto su Macerata. Da migliorare anche il muro – i monster block sono un lontano ricordo in questo campionato. Un torneo, la serie A2 Credem Banca, dimostratosi decisamente complicato.

Il prossimo avversario

Nella scorsa giornata Pineto ha sconfitto in trasferta il fanalino di coda Cantù. La formazione allenata da Simone Di Tommaso occupa la quarta posizione in graduatoria, a quota venti. Si tratta pertanto di un avversario temibile. Anche loro, alla vigilia del match con Cantù, avevano la necessità di invertire il trend di risultati in trasferta: ci sono riusciti, e in casa non hanno mai perso. Quattro vittorie nette – l’unica squadra ad averla portata al quinto set è stata Prata. La Cascina pertanto è chiamata nella doppia impresa di rompere il tabù trasferta e di spezzare l’imbattibilità degli abruzzesi. L’impresa non è impossibile: la sensazione è che gli ionici siano capaci di vincere qualsiasi incontro, e insieme di soccombere all’avversario meno quotato. Giocatori del calibro di Ibrahim Lawani e Oleg Antonov possono fare la differenza. L’auspicio è che siano in forma, supportati dai loro compagni. Poi la domenica successiva al Natale l’ultimo appuntamento del 2025 dovrà essere coronato dalla vittoria perché si possano limitare i danni a margine di un anno da dimenticare.

Diocesi

Cristo Re, Cantico della pace ferita

19 Dic 2025

di Angelo Diofano

Domenica 21 dicembre alla chiesa di Cristo Re dei frati minori, a Martina Franca, alle ore 20.30 avrà luogo l’oratorio sacro ‘Cantico della pace ferita’, un viaggio musicale  spirituale per lasciarsi toccare, aprire gli occhi e ridestare il cuore. Eseguiranno:  corale ‘Cristo Re’ di Martina Franca, quartetto d’archi dell’orchestra Tebaide di Martina Franca diretto dal m° Cosimo Maraglino, voce solista Gisella Carone e voci narranti Carlo M. Spinelli e Carla Petruni, con monologo di Gioia Leccese.

 

Eventi in diocesi

‘Bellezza in-attesa – verso il Natale con stupore’ a Lizzano

19 Dic 2025

‘Bellezza in-attesa – verso il Natale con stupore’ è il titolo dell’incontro che si terrà sabato 20 alle ore 19 alla parrocchia di San Pasquale Baylon a Lizzano a cura della pastorale giovanile e vocazionale dei frati minori di Lecce, pensato soprattutto per i giovani, per vivere insieme una serata di animazione, annuncio, catechesi e preghiera.

Fra attività varie, annuncio e adorazione eucaristica, l’evento costituirà un’occasione per soffermarsi, mettersi in ascolto e preparare il cuore al Natale.

 

Diocesi

Il Natale a Lama

ph G. Leva
19 Dic 2025

Per le iniziative di ‘Natale a Lama’, domenica 21 dicembre alle ore 19.30 nella chiesa della Regina Pacis, a cura della Proloco, si terrà il concerto del Francesco Greco Ensemble dal titolo ‘Violin live – Show in Christmas’. Con il violinista Francesco Greco si esibiranno in uno scelto programma di musiche natalizie e colonne sonore: Daniele Dettoli (tastiere), Antonio Cascarano (basso), Mino Inglese (batteria) e Valeria Palmieri (voce). L’ingresso è libero.

Nella medesima serata, nella sala di comunità parrocchiale in via Sciabelle, alle ore 19.30, avrà luogo il concerto dell’orchestra di chitarre ‘Andrès Segovia’ diretta dal m° Maria Ivana Oliva.

Infine lunedì 22, nel chiostro della Regina Pacis, dalle ore 16.30, sarà allestito il ‘Villaggio di Babbo Natale’ a cura del gruppo giovani con la partecipazione di tutte le realtà parrocchiali con: laboratori creativi, casa di Babbo Natale, pettolata, merenda per i bambini, tradizionale pane di Lama, stand dei giochi, balli, mercatino e concerto natalizio (quest’ultimo alle ore 19).

Natale in diocesi

Presepe al santuario Madonna di Fatima

19 Dic 2025

Anche quest’anno la parrocchia santuario di Nostra Signora di Fatima, a Talsano, allestirà il presepe vivente negli spazi all’aperto sabato 20 e domenica 21 dalle ore  19 alle ore 22, con stand vari del mercatino.
Inoltre lunedì 22 alle ore 19.15 la chiesa ospiterà un concerto corale di canti natalizi diretto dal m° Alba Noti accompagnata al pianoforte dal m° Aida Caroli, a cura del conservatorio musicale ‘Giovanni Paisiello’.

Diocesi

Santa messa dell’arcivescovo all’ospedale ‘San Giuseppe Moscati’

18 Dic 2025

Un clima di profonda commozione e di intensa partecipazione ha accompagnato la santa messa celebrata nella cappella dell’ospedale oncologico ‘San Giuseppe Moscati’ dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. La cappella, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto numerosi fedeli fra primari, medici, infermieri, operatori socio-sanitari, personale ospedaliero e soprattutto tanti ammalati, cuore pulsante di una celebrazione segnata dalla preghiera, dalla speranza e dalla vicinanza concreta della Chiesa a chi soffre.

Nell’omelia, l’arcivescovo ha rivolto parole di conforto e di incoraggiamento agli ammalati, assicurando la sua vicinanza e quella dell’intera comunità ecclesiale. Egli inoltre ha sottolineato il valore della sofferenza vissuta nella fede e richiamando l’importanza del servizio svolto quotidianamente dagli operatori sanitari, autentici testimoni di carità, chiamati a seguire l’esempio di Gesù che si fa prossimo, che cura, che ascolta e che dona speranza. Un sentito ringraziamento è stato rivolto da mons. Miniero a tutti coloro che, con competenza e dedizione, operano all’interno della struttura ospedaliera, trasformando il lavoro di ogni giorno in una vera e propria missione al servizio della vita e della dignità della persona.

Al termine della celebrazione sono intervenuti don Antonio Di Reda, cappellano dell’ospedale oncologico, e il direttore generale della Asl, dott. Gregorio Colacicco. Entrambi hanno espresso parole di sincera gratitudine nei confronti dell’arcivescovo, rinnovando sentimenti di gioia, amicizia e profonda stima per la sua presenza paterna e attenta, segno tangibile di una Chiesa che non dimentica chi soffre e chi si prende cura dei più fragili.

La celebrazione ha lasciato nei cuori dei presenti un messaggio forte: la speranza non delude quando è condivisa, e la cura dell’altro,  sull’esempio di Cristo, resta il fondamento di ogni autentico servizio umano e cristiano.

Al termine, i membri dell’Ordine francescano secolare della parrocchia San Massimiliano Kolbe, presenti alla santa messa dell’arcivescovo,  hanno donato ai medici e a tutto il personale sanitario un Bambinello di artistica fattura.

Emergenze sociali

Cnel: i giovani scappano dall’Italia, inseguendo il lavoro e una vita migliore

18 Dic 2025

di Silvano Trevisani

Secondo l’ultimo rapporto del Cnel, tra il 2011 e il 2024, 630.000 giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese: il 7% dell’intera popolazione giovanile. Il Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che in molti vorrebbero abolire perché, a fronte di un costo enorme di mantenimento della struttura, non mostra un suo chiaro contributo allo sviluppo del Paese, in questa occasione, fornisce elementi di lettura della realtà che dovrebbero fondare una strategia politica economica specifica. Solo nel 2024 gli espatri sono stati 155.000, mentre circa 50.000 sono rientrati. La perdita di capitale umano accumulata in quattordici anni è valutata in 159,5 miliardi di euro, pari al 7,5% del Pil.

Cosa cercano i giovani all’estero? Un lavoro stabile e molto meglio pagato, ma soprattutto una migliore qualità della vita. Qualcuno osserva che la tendenza in atto è quella di “rimescolarsi”, anche alla luce del fenomeno “Erasmus”, ma si tratta di un giudizio inesatto, perché a fronte della marea di giovani che espatriano sono pochissimi quelli che vengono a risiedere in Italia. Lo stesso Cnel, infatti, è costretto a riconoscere la scarsa attrattività del Paese.

E persino la quota di migranti che si stanzia nel nostro Paese è di gran lunga inferiore al numero di coloro che va via. Nel 2024, dicevamo, il numero degli espatri è salito a 155mila (+36.5%). Parallelamente, i rimpatri sono diminuiti (da 61mila a 52mila, -14,3%), ampliando così la perdita netta di cittadini italiani: il saldo è passato da -53mila a -103mila in soli dodici mesi. Il Mezzogiorno fa registrare un doppio esodo, infatti oltre alle perdite di giovani risorse dovute alle migrazioni internazionali, si aggiungono anche quelle relative alla mobilità verso il Centro-nord, accentuando ancora di più il dualismo territoriale tra le due aree del Paese. Il giovane capitale umano trasferito nel 2011-24 dal Mezzogiorno al Nord, corrisponde a un valore di 147 miliardi di euro, di cui 79 miliardi relativo al trasferimento dei giovani laureati, 55 a quello dei diplomati e 14 a quello dei non diplomati. E in una situazione del genere c’è chi insiste ancora su un’autonomia differenziata che aggravi ancora di più lo squilibrio

Venendo in particolare alla Puglia, si calcola che siano stati 130.000 i giovani che, negli ultimi 14 anni, si sono trasferiti all’estero.

Nel 2011-24 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord, 484mila giovani italiani. Al netto di quelli che sono arrivati, 240mila sono andati nel Nord-Ovest dal resto d’Italia, 163mila nel Nord-Est e 80mila nel Centro. L’afflusso top si è registrato in Lombardia con 192mila, seguito dall’Emilia-Romagna (106mila) e Piemonte (41mila).

E allora? Cosa fare? Ecco che lo stesso Cnel, presieduto notoriamente dall’ex ministro Brunetta, chiarisce che la situazione esige risposte concrete, rapide, efficienti ed efficaci, su tutti: l’aumento dei salari, il welfare, una politica industriale seria e di largo respiro, più servizi, investimenti in infrastrutture fisiche e digitali, per collegare le diverse realtà del nostro Paese, semplificazione fiscale per stimolare l’imprenditorialità, un sistema universitario che non sia una corsa a ostacoli, ma basato su percorsi di studio ben definiti e stabili nel tempo, così da favorire un più regolare ingresso nel mondo del lavoro e tornare un paese attrattivo per i giovani e non solo.

Rigenerazione sociale

′Cantiere Pantaleo′: si presentano gli esiti del progetto

18 Dic 2025

Il progetto «Cantiere Pantaleo», avviato dal Comune di Taranto nell’ambito del Piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi e affidato alla compagnia teatrale Crest, mostra gli esiti del proprio percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, venerdì 19 dicembre, alle ore 18, a Palazzo Pantaleo, in città vecchia, sede del Museo etnografico Majorano. Durante l’incontro verranno presentati il lavoro svolto in sei mesi di attività e i diversi manufatti prodotti nel corso dei laboratori, alla presenza del direttore scientifico del Museo Majorano, Pierluca Turnone, del vicesindaco Mattia Giorno, del vicepresidente del Crest e coordinatore dell’intero progetto, Giovanni Guarino, presenti gli allievi, le loro famiglie e gli operatori coinvolti.
A Palazzo Pantaleo, dimora nobiliare del Settecento affacciata sul Mar Grande, «Cantiere Pantaleo» nasce per valorizzare il patrimonio culturale e stimolare le nuove generazioni attraverso laboratori che intrecciano tradizione e creatività. Le attività, curate da Giovanni Guarino con la guida di maestri artigiani e operatori legati alla città vecchia, hanno spaziato dalle tradizioni popolari all’artigianato, dall’economia circolare al restauro, fino alla riflessione sulla società e la comunità, con l’intento di restituire senso di comunità e promuovere modelli di sviluppo sostenibili e rispettosi del territorio.
Dal 17 giugno, per ciascuno dei cinque percorsi previsti dal bando – ritualità magico religiosa, artigianato e antichi mestieri, economia circolare, restauro e funzionalizzazione, società e comunità – è stato realizzato un laboratorio della durata di dieci incontri pomeridiani, rivolti gratuitamente a ragazzi e adolescenti dai 10 ai 17 anni, ai quali sono state offerte esperienze che hanno spaziato dalla manualità artigiana alla scrittura, dal teatro di narrazione al fumetto sino all’animazione digitale. La partecipazione gratuita ha rappresentato una nuova occasione per famiglie e scuole di sostenere la crescita culturale dei ragazzi.
Cantiere Pantaleo ha rappresentato non solo per i ragazzi che vi hanno partecipato, ma anche per tutti gli operatori coinvolti un’esperienza ricca di significato e di emozioni, base da cui possono germogliare nuovi protagonisti della valorizzazione del patrimonio culturale di Taranto.
Animatrici ed animatori del Crest hanno lavorato a stretto contatto con operatori, tecnici e maestri coinvolti nelle attività, esperti non estranei alla cultura e alla vita quotidiana della città vecchia, nella quale hanno investito con passione per la crescita professionale dei propri mestieri, facendo della tradizione motore di nuova creatività, oltre che occasione di incontro attivo con la comunità.
Seguendo i criteri-guida «imparare facendo» e «pensare facendo», i giovani partecipanti ai laboratori hanno potuto conoscere e scoprire mestieri, riti, aneddoti, usanze della cultura tradizionale tarantina, stimolando nuove forme di creatività, consapevoli e motivate dal senso di appartenenza. E di ogni percorso didattico resterà testimonianza nelle sale del Museo etnografico Majorano attraverso totem illustrativi e un touchscreen situato al piano terra. Pertanto, i visitatori di Palazzo Pantaleo avranno modo non solo di conoscere il progetto realizzato con «Cantiere Pantaleo» ma anche scoprire la storia dell’edificio e del Museo Majorano situato all’interno con storie e aneddoti popolari di Taranto attraverso un progetto realizzato da Nasse Animation Studio di Nicola Sammarco, disegnatore e storyboard artist che ha lavorato per Walt Disney.

Eventi natalizi in provincia

Il Natale diffuso: tantissimi eventi a Taranto e provincia

La rete delle associazioni culturali ed enti del terzo settore presenta la sua proposta con un cartellone dal basso

18 Dic 2025

‘Natale Diffuso’. Così la Provincia di Taranto si racconta e fa comunità. Al via in questi giorni un cartellone diffuso che coinvolge decine di associazioni e operatori culturali. «Non è solo un progetto, ma un appello che arriva al cuore del nostro territorio» dicono Fabrizio Iurlano e Gaia Silvestri, rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore rete dal basso di associazioni culturali ed enti del terzo settore. «È il momento che tutte le realtà culturali, che da anni operano con passione e dedizione, si uniscano sotto una stessa visione di sviluppo, condividendo obiettivi comuni e facendo fronte comune per il bene di Taranto e della sua provincia. Occorre una vera e propria rivoluzione culturale, sociale e turistica, una visione che veda nella cultura non solo un elemento di identità, ma anche uno strumento di crescita economica, di coesione sociale e di attrazione turistica. Le associazioni culturali, che rappresentano il motore pulsante della vita locale, sono chiamate a un impegno nuovo e congiunto: progettare insieme il territorio, unire le forze per disegnare un futuro che non solo celebri le tradizioni, ma che crei anche nuove opportunità per le generazioni future. Le realtà culturali, insieme agli enti del terzo settore, sono l’elemento fondamentale per trasformare questa visione in realtà. Il progetto Natale Diffuso è solo l’inizio di un percorso che dovrà portare a una trasformazione duratura e profonda del nostro territorio. Solo mettendo in comune le nostre competenze e risorse, possiamo davvero pensare a una Taranto che sia punto di riferimento culturale, non solo per la Puglia, ma per l’intero panorama nazionale e internazionale».

 

I primi appuntamenti in cartellone
Gli appuntamenti, la maggior parte gratuiti, andranno avanti sino al mese di gennaio. Tra le prime date da segnare in agenda: venerdì 19 a Massafra alle ore 18 (a Casa in Metamorfosi) la presentazione del libro di Giandomenico Crapis, “La democrazia non è un talkshow”, a San Giorgio Jonico “Antichi mestieri in bicicletta” (dalle 18 alle 21 alla scuola elementare M. Nesca), il 20 dicembre il percorso dell’antica via di Santa Lucia (ore 9:45, ingresso ospedale militare), in piazza Carmine (ore 18) “Rose sotto il vischio” con Ferrari e Babbo Natale, alle 20 a Palazzo Galeota il Concerto di Natale. Il 21, nel centro storico, “Aspettando il Natale” con leggende e visita guidata alle 10 e, in via Mignogna, la mostra Opi con inaugurazione alle 17. Nella stessa giornata, al mattino, la Palude La Vela ospiterà un’attività di birdwatching dell’avifauna, mentre dalle 17:30 via Crispi, via Mazzini, via Oberdan e via Principe Amedeo ospiteranno musica dal vivo, animazione e mercatini. Sempre il 21, dalle 16:30, “Presepi nell’ipogeo Stola” e allo stesso orario nella parrocchia Regina Pacis di Lama il Villaggio di Babbo Natale. A seguire il concerto di Francesco Greco Ensemble.
Il cartellone, nato in forma spontanea, resta aperto ad altri contributi ed è pronto ad accogliere altre proposte dal territorio. Si tratta di un momento iniziale, con l’idea più ampia di creazione di un laboratorio che possa portare avanti questo format di proposta continua per tutti i mesi dell’anno, sino ad arrivare ai Giochi del Mediterraneo 2026.
Per info: 388.7848371.
 

Le prime realtà già coinvolte
Crac – Centro di ricerca Arte contemporanea, Proloco Taranto, Amici dei Musei, Taranto Centro Storico, Polisviluppo, Manifesto della Città vecchia e del Mare, Maria D’Enghien, Proloco Lama, Creativi per passione, Discoverart, Pachamama, Popularia, Proloco Crispiano, Taranto Jazz Festival, Xenia, La rotta dei due mari, Poweraut, Backstage, Tarantinidion, Circolo fotografico “Il Castello”, Essere Donna, Progentes aps ets, Il Ponte onlus, Orizzonte cultura, Eufonia, Arcas, Apulia Face, associazione culturale Endecete, Archita, Edit@, Movimento sportivo associazione culturale, Radiovera, associazione culturale Dedalo, associazione culturale onlus Turismo delle Radici Taranto e provincia, gruppo anonimo 74′ odv di Monteiasi, Esser Donna aps Massafra, Venera aps Massafra, Al Surya aps Massafra, Giardini musicali aps Massafra, Comunità  di Taranto e provincia aps, Dionisyakos aps Massafra, Swich Up aps.

Eventi internazionali

Grande entusiasmo e interesse a Napoli per il progetto del Museo delle scienze al 65° deposito A.M. di Taranto

18 Dic 2025

Il Comitato promotore del Museo delle scienze di Taranto è stato invitato a partecipare, venerdì 12 dicembre scorso, alla XIV Giornata internazionale di studi dell’Inu (Istituto nazionale urbanistica), ricevendo sorpresa, interesse ed entusiasmo da parte della comunità scientifica e degli esperti di rigenerazione urbana.
Il contributo, intitolato “Dal bisogno sociale alla rigenerazione urbana: la proposta di un Museo delle scienze nel 65° deposito A.M. di Taranto”, racconta un percorso nato dal basso: iniziato con un gruppo di genitori e cresciuto fino a una petizione con oltre 1.700 firme: il processo di community planning ha coinvolto bambini e ragazzi che hanno condiviso idee e visioni, contribuendo ad immaginare un museo radicato nella comunità.
Il sito scelto, il 65° deposito dell’Aeronautica militare, si estende su 45 ettari affacciati sul Mar piccolo, facilmente accessibile, con pontile e collegamenti a percorsi trekking e cicloturistici. Confina con la riserva naturale Palude La vela e rientra nel Parco regionale del Mar piccolo, garantendo connessione diretta con un contesto di grande valore ecologico.
Secondo l’indagine Istat 2022, l’offerta di musei scientifici in Puglia è molto limitata, rendendo il progetto una risposta concreta a un bisogno culturale e sociale. Il Museo delle scienze a Taranto non dovrà essere solo un’infrastruttura culturale: rappresenta un investimento strategico per la comunità, sull’educazione delle nuove generazioni e sulla rigenerazione urbana. Il Comitato promotore continuerà a coinvolgere istituzioni, scuole, enti scientifici e sanitari, convinto che il museo possa diventare un luogo dove competenze e curiosità nutrano le comunità, costruendo insieme un nuovo immaginario collettivo fondato su conoscenza, cura e futuro.

Ispirazione da Città della Scienza di Bagnoli

Il giorno successivo alla conferenza, il Comitato ha visitato la Città della scienza di Bagnoli (https://www.cittadellascienza.it/), esempio nazionale di rigenerazione urbana e divulgazione scientifica, nato negli anni ’90 grazie all’intuizione dello scienziato Vittorio Silvestrini. Tra gli spazi visitati, Corporea, museo interattivo dedicato al corpo umano e alle scienze biomedicali, ha fornito ispirazione per la concezione di un Museo delle scienze a 360 gradi anche a Taranto, in connessione con il nuovo ospedale San Cataldo e la Scuola di medicina.

   

Un investimento per la comunità

Città come Genova, Trieste e Napoli dimostrano come presìdi culturali e scientifici possano accompagnare le trasformazioni economiche e sociali del territorio. Taranto, città profondamente segnata dalla monocultura industriale, ha oggi l’opportunità di costruire un nuovo immaginario collettivo fondato su conoscenza, cura e futuro.

Il Museo delle scienze nel Parco del Mar piccolo non rappresenta solo un’infrastruttura culturale, ma un investimento strategico per l’intera comunità, sull’educazione delle nuove generazioni e sulla rigenerazione della comunità.

Non immaginiamo un semplice presidio espositivo: il Museo delle scienze di Taranto dovrà dotarsi di esposizioni permanenti e temporanee, un planetario, laboratori interattivi Stem, un giardino botanico con percorsi sensoriali e un playground artistico-scientifico all’aperto. Potranno essere presenti un campus/ostello per ricercatori e attività estive per ragazzi, un centro visite del Parco del Mar piccolo e spazi dedicati ad attività educative e riabilitative in natura, in collaborazione con Asl e ospedale San Cataldo. Completerebbero la dotazione, aree fieristiche permanenti ad oggi assenti.