Tracce

Il dramma di Niscemi

La zona rossa di Niscemi - ph Ansa-Sir
02 Feb 2026

Il dramma che stanno vivendo gli abitanti di Niscemi è una grande questione politica nazionale. Questo è il punto di vista da assumere per una corretta valutazione dei fatti, delle loro implicazioni e delle possibili linee di azione. Il che non significa eludere le responsabilità specifiche dei livelli di governo locali e degli altri soggetti legati al territorio. Anzi. Anche senza andare troppo a ritroso nel tempo, basterebbe richiamare la grande frana del 1997 per segnalare quel che non è stato fatto dopo quell’evento, arrivando alla stretta attualità con la notizia a dir poco sorprendente che neanche un euro dei fondi del Pnrr per il dissesto idrogeologico è stato destinato alla situazione della cittadina del Nisseno.
La situazione, controversa e conflittuale, tra i partiti del centro-destra in Sicilia, insieme alla circostanza oggettiva che l’attuale ministro della protezione civile è stato il presidente della Regione dal 2017 al 2022, in pratica l’ultimo prima di quello in carica, hanno creato al governo e alla sua maggioranza un vistoso imbarazzo politico. Le opposizioni hanno avuto buon gioco a inserirsi in questo spazio dialettico, con la Lega pervicacemente sulle barricate in difesa del progetto del ponte sullo Stretto che in questo contesto appare ancora più discutibile di quanto pure non sia apparso finora. Ma resta il fatto che, al di là di quanto doverosamente bisognerà fare in concreto per la popolazione colpita e per il suo futuro, le cronache ci hanno messo per l’ennesima volta davanti all’incapacità della politica di far fronte a quelle che impropriamente vengono chiamate emergenze ambientali. Impropriamente perché si tratta di problemi di lungo, lunghissimo periodo. Che travalicano ampiamente i confini cronologici in cui le maggioranze e i governi esercitano (o non esercitano) i loro compiti. E anche i confini geografici.
A proposito di Niscemi, la Svimez, autorevole centro studi specializzato nelle questioni del Mezzogiorno, ha scritto che “l’episodio assume un significato che va oltre la dimensione locale, configurandosi come un indicatore delle fragilità strutturali nella gestione del rischio idrogeologico”. E ancora: “Il caso di Niscemi si inserisce in una dinamica più ampia in cui il cambiamento climatico aggrava criticità strutturali esistenti, rendendo più frequenti e distruttivi eventi che colpiscono territori storicamente fragili”. L’analisi coglie nel segno perché unisce la valutazione della variabile territoriale con le conseguenze del cambiamento climatico. Le giuste osservazioni sul carattere strutturale del dissesto, sulla storicità dei fenomeni a questo collegati, non devono oscurare la considerazione che la situazione non è immobile, ma è in progressivo, costante peggioramento anche per cause globali. Il territorio classificato a pericolosità da frana – per stare all’ambito più direttamente coinvolto nel caso di Niscemi – è aumentato del 15% in confronto al 2021 e ora interessa il 23% dell’intero territorio nazionale. La politica è quindi doppiamente chiamata in causa. Da un lato deve farsi carico di cercare risposte incisive e ragionevolmente tempestive per le situazioni di criticità acuta, dall’altro deve state ben attenta a non indulgere alla tentazione negazionista rispetto ai mutamenti ambientali. Tentazione che anche nel nostro Paese trova adepti ideologicamente motivati

Leggi anche
Editoriale

AAA cercasi legittimazione

L’interrogativo che, oggi più che in passato, ci si rivolge è se tutte le gravi violazioni dei diritti umani da parte di un regime possano modificare le valutazioni giuridiche di una guerra di aggressione. La risposta all’interrogativo, chiaramente, è fondata sul diritto ed è incardinata nel diritto. Secondo la Carta delle Nazioni unite, che è […]

Ma gli obiettivi sono gli stessi?

Dalla prima offensiva di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, su tutto il Paese sono state scaricate tonnellate di bombe, sparate decine di missili di vario tipo, lanciate centinaia di droni. Ali Khamenei, la guida spirituale degli sciiti iraniani, è stata ammazzata e, con lui, ministri, leader dei pasdaran, capi delle forze armate, oltre a […]

Doppia morale, doppio standard

C’era un mondo prima, ci sarà un altro mondo dopo. Tutto quello che sta accadendo nel mondo ogni giorno è tale che, se tutto ciò avrà una fine, non si potrà solamente voltare pagina e riprendere il corso delle cose come nulla fosse. E come potrà il mondo fare i conti con quanto sta accadendo […]
Hic et Nunc

La domenica del Papa - Un cristianesimo dagli occhi aperti

“La fede – dice Leone XIV – ci aiuta a guardare dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere” “Cessate il fuoco. Si riaprano percorsi di dialogo”. Nuovo appello del pontefice per la fine del conflitto Iran, Israele e Stati Uniti: “da due settimane i […]

Donatella Di Cesare: La dittatura dei tecnocrati è un pericolo incombente

È una miniera di spunti per comprendere il presente e i molti inquietanti problemi che stiamo vivendo il libro di Donatella Di Cesare “Tecnofascismo”, edito da Einaudi. L’autrice, che è docente di Filosofia teoretica all’Università di Roma La Sapienza, ha preso parte attiva alla presentazione del volume, nel salone degli specchi di Palazzo di città, […]

Al via i laboratori partecipativi per il futuro del Mar piccolo

Lunedì 16 marzo, alle ore 15.30, al Dipartimento jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, in via Duomo 259, a Taranto
Media
16 Mar 2026