Sport

Taranto, un’occasione persa: solo pari con l’Atletico Acquaviva

ph G. Leva
16 Feb 2026

di Paolo Arrivo

Una prestazione deludente. Un pareggio che sa di sconfitta per il Taranto, che nella 28esima giornata del torneo di Eccellenza Puglia non riesce ad andare oltre l’1-1 nel confronto con l’Atletico Acquaviva, squadra di metà classifica. Dopo essere passati in vantaggio in avvio di secondo tempo con Antonio Guastamacchia, i rossoblu si sono fatti raggiungere dimostrando poi scarsa incisività. Ovvero fallendo la possibilità di avvicinarsi al secondo posto della classifica. Il mancato appuntamento con la vittoria fa il paio con l’eliminazione dalla Coppa Italia, che offriva un altro pass per la promozione.

Il match Taranto – Atletico Acquaviva

Primo tempo gradevole per l’intensità di gioco. Anche se le occasioni non fioccano: la più ghiotta arriva al 23’, dalla punizione di Davide Derosa, diagonale di Davide Incerti e salvataggio sulla linea. Al 40’ cross di Ricci per Antony Guglielmi che colpisce di testa ma trova l’opposizione di Justas Martinkus. Allo scadere la difesa dell’Atletico Acquaviva è provvidenziale nell’impedire a Francesco Losavio di andare a rete.

A sbloccare la partita, al minuto 58, ci pensa Guastamacchia con un preciso colpo di testa dal calcio d’angolo battuto da Alessandro Di Paolantonio. Sei minuti dopo gran tiro di Incerti e gran parata di Lorenzo Bozzi. Il Taranto sembra avere il controllo dell’incontro. Ma al 75’ arriva il clamoroso errore di Martinkus: l’estremo difensore lituano classe 2006, anziché rinviare lungo verso centrocampo, di fatto passa la palla a Rocco Girardi che segna. E il centrocampista nato a Taranto per rispetto non festeggia. Un minuto dopo gli ionici hanno la possibilità di riportarsi in vantaggio, ma Losavio su assist di Incerti, a porta spalancata, si mangia il goal. All’87’ Guglielmi di testa esalta le qualità di Martinkus che si riscatta. La squadra di mister Danucci si riversa in avanti. All’88’ imponente colpo di testa di Dramane Konate, il portiere dell’Atletico Acquaviva devia in calcio d’angolo. I minuti di recupero sono otto. Ma non succede nulla. I rossoblu escono dal campo tra i fischi dei sostenitori accorsi al “Dimitri” di Manduria, per l’indisponibilità del tradizionale impianto di casa, lo stadio “Italia” di Massafra.

Il campionato

Domenica prossima ventidue febbraio il Taranto giocherà ancora in casa. Sarà big match contro il Bisceglie. Nel mezzo c’è il turno infrasettimanale, giovedì in trasferta, sul campo del Toma Maglie. Si tratta di una squadra da non sottovalutare. Ricordiamo che, lo scorso primo febbraio, era stato capace di rifilare 8 goal alla Virtus Mola, presentatasi per quella gara in piena emergenza. È un gruppo, quello allenato da Alberto Giuliatto (vecchia conoscenza del calcio italiano, da giocatore ha vestito la maglia del Lecce in serie A), che guarda ai playoff come a un sogno da realizzare. Per il Taranto invece acciuffarli è quasi un obbligo. Mentre la distanza dalla vetta aumenta: dieci punti dal Brindisi, unica squadra imbattuta nel campionato di Eccellenza Puglia.

 

Taranto – Atletico Acquaviva nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Diocesi

La Madonna di Carosino: la memoria di una devozione che chiede di essere riabbracciata

16 Feb 2026

di Floriano Cartanì

Dopo i festeggiamenti in onore della Madonna di Lourdes, Carosino torna a volgere lo sguardo verso un’altra figura mariana profondamente radicata nella sua storia: la Madonna di Carosino. Una ricorrenza, quella del 17 febbraio, che affiora ogni anno come un frammento di memoria antica, sospesa tra tradizione orale, fede popolare e qualche inevitabile zona d’ombra storica. La data e la stessa ricorrenza, tramandata di generazione in generazione, è oggi al centro di interpretazioni discordanti. C’è chi sostiene che affondi le sue radici in una leggenda relativamente recente altri, al contrario, la fanno risalire addirittura a un’epoca in cui il casale di Carosino non era ancora sorto. È in questo secondo filone che si colloca la storia dell’apparizione della Vergine al pastorello sordomuto Fortunato, un racconto che non trova più riscontri documentali ma che, per secoli, è bastato ai fedeli come prova di un legame speciale tra la Madonna e questo lembo di terra jonica. Da quel momento – così vuole la tradizione – la Vergine sarebbe stata chiamata familiarmente “di Carosino”, un titolo affettuoso che attirò devoti da tutto il circondario, desiderosi di affidarle malesseri, speranze e conversioni. A testimoniare questa antica devozione resta oggi il cappellone della Madonna di Carosino,  nella chiesa madre: un luogo che non è solo architettura, ma memoria viva di un 17 febbraio che continua a chiedere ascolto. Negli anni, tutti i parroci che si sono avvicendati alla guida di questa comunità hanno mantenuto viva la ricorrenza, scegliendo di valorizzarla con il triduo di preghiera e con le celebrazioni del 17 febbraio come una vera festa locale, nonostante il tempo e le abitudini moderne tendano a relegarla in secondo piano. Eppure, se si osserva la storia con un minimo di attenzione più particolare, emerge comunque un dato evidente: questa giornata meriterebbe forse una rivalutazione più convinta da parte della stessa comunità carosinese, che oggi si fregia del titolo di città mariana. Perché il 17 febbraio non è un semplice ricordo, ma un ‘prodotto mariano’ che ha segnato l’identità del paese, un archetipo – potremmo dire – della presenza della Madonna in questo luogo. Occorre allora anche distinguere, come spesso non si fa, questa ricorrenza dal più noto ‘Carusuniedde’ del Lunedì dell’Angelo, qui dedicato alla Madonna delle Grazie, copatrona del paese: due storie diverse, due tradizioni autonome, due devozioni che non vanno sovrapposte. Nel caso del 17 febbraio, infatti, non si celebra solo la Vergine, ma un vero e proprio punto di svolta, anche per i miracoli e le conversioni che la tradizione le ha attribuito. Forse è proprio in questo dettaglio che si nasconde il senso profondo della ricorrenza, un invito cioè a non lasciare che la lunga storia mariana di Carosino resti in questo ricordo del 17 febbraio, quasi incompleta. Una memoria perciò che chiede di essere custodita, compresa e, perché no, abbracciata più fortemente, contribuendo così a rinvigorire, nel caso ce ne fosse bisogno, la richiesta in pectore della comunità carosinese per elevazione della chiesa di Carosino a santuario mariano.

Il programma della giornata prevede sante messe alle ore  8.30 e 10.30,; in serata, alle ore 18.30, santa messa solenne presieduta dal parroco don Filippo Urso alla presenza elle autorità civili e religiose, cui seguirà la processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale ‘Giuseppe Verdi’ di Sava.

 

Diocesi

Montemesola, le ‘Giornate eucaristiche’

16 Feb 2026

La parrocchia di Santa Maria della Croce, a Montemesola, ha organizzato le ‘Giornate eucaristiche’ nei giorni lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Nelle due giornate il parroco don Andrea Casarano ha previsto alle ore 16 l’adorazione eucaristica, alle ore 18 la benedizione eucaristica seguita dalla santa messa; a conclusione, martedì 17, dopo la santa messa, si terrà la processione penitenziale.

Infine il Mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio, alle ore 18 sarà celebrata la santa messa con l’imposizione delle sacre Ceneri.

 

Angelus

La domenica del Papa – Come leggere la pienezza della legge di Cristo?

ph Vatican media-Sir
16 Feb 2026

di Fabio Zavattaro

Ancora una volta la liturgia si sofferma sul discorso della montagna, dopo averci proposto le beatitudini e indicato che il cristiano deve essere sale della terra e luce del mondo, proprio per farci comprendere chiaramente la novità cristiana espressa da quel “ma io vi dico”. Per sei volte risuona questa espressione di Gesù nel brano del Vangelo di Matteo. Se Mosè Sali sul monte per ricevere la legge di Dio e portala al popolo eletto, Gesù – diceva papa Benedetto quindici anni fa – “è il figlio stesso di Dio che è disceso dal cielo per portarci al cielo, all’altezza di Dio, sulla via dell’amore. Anzi, lui stesso è questa via: non dobbiamo far altro che seguire lui, per mettere in pratica la volontà di Dio ed entrare nel suo regno, nella vita eterna”.

Dopo aver proclamato le Beatitudini, dice all’angelus Leone XIV, Gesù “ci invita a entrare nella novità del Regno di Dio” e rivela “il vero significato dei precetti della Legge di Mosè: essi non servono a soddisfare un bisogno religioso esteriore per sentirsi a posto davanti a Dio, ma a farci entrare nella relazione d’amore con Dio e con i fratelli. Per questo Gesù dice di non essere venuto ad abolire la Legge, ma a dare il pieno compimento”.

Con Matteo, dunque, capiamo che Gesù non è colui che non rispetta la legge, i profeti, anche se è entrato nella casa del pubblicano e ha compiuto azioni il sabato. La sua non è una giustizia diversa, afferma il Papa, ma una “giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei, una giustizia che non si limita a osservare i comandamenti, ma ci apre all’amore e ci impegna nell’amore”.

Come leggere allora la pienezza della legge di Cristo? Matteo ci propone una serie di antitesi – il discorso che troviamo nel Vangelo è proprio chiamato delle antitesi – quattro nel testo di questa sesta domenica del tempo ordinario, e due nella prossima domenica. Così nel riproporre la legge mosaica, non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza, Gesù dice: non solo chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio, ma anche chi si adira con il proprio fratello; chi dice stupido al fratello dovrà essere sottoposto al sinedrio, chi dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geèmma.

Come dire: siamo messi male un po’ tutti. Quante volte abbiamo detto stupido o pazzo rivolgendoci a un nostro fratello, e così quel “ma io vi dico” ci tocca da vicino.

La legge data a Mosè e ai profeti, afferma il vescovo di Roma, è “una via per iniziare a conoscere Dio e il suo progetto su di noi e sulla storia”. Ma Gesù è venuto in mezzo a noi, e “ha portato a compimento la Legge, facendoci diventare figli del Padre e donandoci la grazia di entrare in relazione con Lui come figli e come fratelli tra di noi”.

La vera giustizia, ricorda papa Leone all’angelus, “è l’amore e dentro ogni precetto della Legge, dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore. Infatti, non basta non uccidere fisicamente una persona, se poi la uccido con le parole oppure non rispetto la sua dignità”.

Papa Francesco ha ricordato più volte che le chiacchiere non fanno bene alla vita della chiesa e del cristiano, e si può uccidere anche con le parole. Un vecchio adagio ci ricorda che ne uccide più la penna che la spada. Così non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia.

Ancora, all’Angelus Leone XIV dice che “non basta essere formalmente fedele al coniuge e non commettere adulterio, se in questa relazione mancano la tenerezza reciproca, l’ascolto, il rispetto, il prendersi cura di lei o di lui e il camminare insieme in un progetto comune”. Il Vangelo, afferma Papa Prevost, “ci offre questo prezioso insegnamento: non serve una giustizia minima, serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio”.

Dopo la preghiera mariana dell’angelus, il vescovo di Roma ha parole per il Madagascar colpito a poca distanza di tempo, da due cicloni, con inondazioni e frane: “prego per le vittime e i loro familiari e per quanti hanno subito gravi danni”. E ricorda che miliardi di persone in Asia orientale e in altre parti del mondo si apprestano a celebrare il Capodanno lunare. La festa, che sarà il 17 febbraio e darà inizio all’anno del Cavallo di fuoco, “incoraggi a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia; porti serenità nelle case e nella società”. La celebrazione simboleggia l’arrivo della primavera e segna per le popolazioni cinesi, vietnamite coreane, mongole e del Tibet l’inizio del nuovo anno. La “gioiosa festa”, ha detto papa Prevost, “sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli”.

Diocesi

Martina Franca, inaugurato l’emporio solidale

16 Feb 2026

Giovedì scorso, 12 febbraio, a Martina Franca, la parrocchia basilica di San Martino  ha inaugurato nella ex chiesetta della Madonna della Pace (in via Dante) la nuova sede dell’emporio solidale. In precedenza durante la santa messa il parroco mons. Peppino Montanaro ha impartito la benedizione ai volontari.

Nell’occasione, il parroco e Dino Marangi invitano i martinesi a donare beni alimentari non deperibili, legumi in scatola, medicinali da banco, beni per igiene personale, beni per bambini e neonati. L’emporio apre ogni giovedì alle ore 17.

 

Diocesi

Confraternita Addolorata: la processione notturna e le ‘Quarantore’

13 Feb 2026

di Angelo Diofano

La confraternita Maria SS. Addolorata e San Domenico  invita a partecipare martedì 17 febbraio alla tradizionale processione penitenziale cosiddetta della ‘Forora’, che uscirà alle ore 24 dalla chiesa di San Domenico. Si tratta di un segno antico di fede, silenzio e penitenza che apre il cammino quaresimale.
Tra i canti (accompagnati dalla banda ‘Santa Cecilia’) e le preghiere, la processione si snoderà nel silenzio della notte per i vicoli della città vecchia, col passo lento dei confratelli, in un momento di raccoglimento che rinnova la nostra identità e la nostra tradizione.
Questo l’itinerario: via Duomo, piazza San Costantino, postierla e vico Vianuova (con breve momento di meditazione nella chiesa di San Giuseppe, davanti alla quale si bruceranno le palme dell’anno passato per ricavare le Sacre Ceneri), via Garibaldi, piazza Fontana, pendio San Domenico.
Prima del rientro, i confratelli, disposti sulle scalinate di San Domenico, eseguiranno il ‘Mottetto alla Desolata’ di padre Serafino Marinosci.

 

Le ‘Quarantore’

La confraternita dell’Addolorata terrà le “Quarantore” non più in San Domenico, a causa di lavori in corso. S’inizierà il Mercoledì delle Ceneri (18 febbraio) alle ore 18.30 in San Cataldo con la celebrazione eucaristica e l’imposizione delle Sacre Ceneri. Quindi i confratelli si trasferiranno nella chiesa di Sant’Anna per l’adorazione eucaristica che durerà fino alla mezzanotte. Giovedì 19 le ‘Quarantore’ riprenderanno alle ore 10 per svolgersi ininterrottamente (con la chiesa aperta anche di notte) fino all’indomani, venerdì 20 febbraio, con la santa messa di chiusura alle ore 18.30.

Diocesi

Il programma quaresimale della parrocchia Maria SS.ma del Rosario di Talsano

13 Feb 2026

La parrocchia Maria SS.ma del Rosario di Talsano ha reso noto il programma delle azioni liturgiche e delle attività pastorali/culturali nel periodo quaresimale.

Da domenica 15 a martedì 17 febbraio avranno luogo le ‘Quarantore per il Signore’ nella chiesa del Carmine.

La giornata di Mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio, prevede: alle ore 16, Azione liturgica con i bambini del catechismo; alle ore 17.30 Santa Messa con imposizione delle Sacre Ceneri; a seguire processione penitenziale con il Crocifisso.

Venerdì 20 febbraio, alle ore 19 Via Crucis animata dalla confraternita del Carmine e dalla Caritas.

Sabato 21 febbraio, ‘I santi della porta accanto’, concerto del cantautore Daniele Durante.

Lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, Settimana della fede in Concattedrale (in parrocchia la santa messa sarà anticipata alle ore 18).

Giovedì 26 febbraio, alle ore 19.30 adorazione eucaristica vicariale nella parrocchia Nostra Signora di Fatima.

Venerdì 27 febbraio, alle ore 19 Via Crucis animata dalla confraternita del Rosario e dal gruppo Marta.

Domenica 1 marzo: inaugurazione mostra sulla Settimana Santa di Talsano, fino al 7 marzo; alle ore 20, concerto ’Crux’ del coro ‘Harmonici concentus’ diretto da Palmo Liuzzi.

Venerdì 6 marzo: alle ore 17.30, via Crucis animata dalla confraternita del Carmine e dall’Apostolato della preghiera; ore 18.30 santa messa; a seguire ‘24 ore per il Signore’.

Sabato 7 marzo: ‘24 ore per il Signore’ fino alle ore 18; alle ore 18.30 santa messa.

Venerdì 13 marzo, alle ore 19, via Crucis animata dalla confraternita del Rosario.

Sabato 14 marzo, alle ore 19.30 attribuzione simboli e simulacri della confraternita del Rosario.

Domenica 15 marzo, alle ore 20 concerto ‘I tre archi’: Marco Marzialetti (violino), Carmine Fanigliulo (viola) e Daniele Pozzessere (violoncello) con la partecipazione di Cosimo Ciquera alla chitarra classica.

Venerdì 20 marzo, inizio settenario B.V. Maria Addolorata: Stabat Mater; alle ore 19, via Crucis animata dalla confraternita del Carmine.

Domenica 22 marzo: attribuzione simboli e simulacri della processione dei Sacri Misteri, a cura della confraternita del Carmine.

Lunedì 23 marzo, rito di vestizione dell’Addolorata nella chiesa del Carmine a cura della confraternita del Carmine.

Martedì 24 marzo, Via Crucis vicariale alla parrocchia Regina Pacis di Lama.

Giovedì 26 marzo, alle ore 19 liturgia penitenziale parrocchiale.

Venerdì 27 marzo: alle ore 17.30 santa messa, a seguire processione della Via Matris a cura della confraternita del Rosario accompagnata dall’associazione bandistica ‘Maria SS. Addolorata’ diretta dal m° Vito Bucci e dai canti dell’‘Europa Chorus’.

Sabato 28 marzo: nella chiesa del Carmine, Concerto di Passione dell’associazione bandistica ‘Maria SS. Addolorata’ diretta dal m° Vito Bucci con la presenza del vicario generale della diocesi di Taranto, mons. Alessandro Greco, che terrà degli intermezzi catechetici sui Vangeli della Passione.

Domenica delle Palme, 29 marzo: alle ore 9.30, benedizione solenne dei ramoscelli d’ulivo alla chiesa del Carmine e processione fino alla chiesa parrocchiale; sante messe alle ore 8 – 10 – 18.30.

Durante la Settimana Santa, ogni mattina alle ore 8 recita delle lodi mattutine.

Giovedì Santo, 2 aprile: alle ore 17, messa in Coena Domini; pellegrinaggio dei confratelli del Carmine e Rosario agli altari della reposizione; dalle ore 19 alle ore 23.30, confessioni.

Venerdì Santo, 3 aprile: dalle ore 7 alle ore 12 pellegrinaggio dei confratelli del Carmine e del Rosario all’altare della reposizione della parrocchia del Rosario; dalle ore 9 alle ore 11 Confessioni; alle ore 12, ora media e oscuramento del repositorio; alle ore 15, Azione della Passione del Signore; alle ore 17 processione dei Misteri a cura della confraternita del Carmine.

Sabato Santo, 4 aprile: dalle ore 9 alle ore 11, confessioni;  dalle ore 17 alle ore 20, confessioni; ore 22.30, veglia pasquale.

Domenica di Pasqua, 5 aprile: sante messe alle ore 8 – 10 – 18.30.

Ecclesia

L’amore per Cristo salverà il mondo

ph Gris
13 Feb 2026

di Luana Comma

L’affermazione secondo cui l’amore per Cristo può salvare il mondo non appartiene al linguaggio della retorica religiosa, ma esprime una verità che tocca il cuore della rivelazione cristiana. Essa rimanda a una visione unitaria dell’amore, che attraversa la creazione, la storia della salvezza e trova il suo compimento nella persona di Gesù. L’amore non è un’aggiunta morale alla fede, ma la forma stessa con cui Dio entra in relazione con l’uomo e lo conduce alla pienezza.

Alla radice, l’amore appartiene all’atto creatore. L’uomo non è il risultato di una necessità impersonale, ma nasce da una volontà che vuole comunicarsi. La creazione, nella prospettiva biblica, non è soltanto origine dell’essere, ma inizio di una relazione. L’essere umano è strutturalmente aperto all’altro perché è stato pensato dentro una logica di dono. In questo senso, l’amore non è estrinseco all’uomo, ma ne costituisce la verità più profonda.

Tuttavia, l’esperienza umana mostra come l’amore sia segnato da ambivalenze, tensioni e ferite. Il desiderio, che spinge l’uomo fuori da sé, può diventare possesso; la ricerca dell’altro può trasformarsi in chiusura. La Scrittura non rimuove questa fragilità, ma la assume dentro la storia della salvezza. L’amore umano, con le sue luci e le sue ombre, diventa il luogo in cui Dio continua a educare il suo popolo, purificando il desiderio e orientandolo alla fedeltà dell’alleanza.

Nel cammino biblico, l’amore di Dio non resta confinato nella sfera del sentimento, ma prende la forma di una scelta stabile e irrevocabile. Dio ama rimanendo fedele, anche quando l’uomo tradisce. Questo amore, che non si ritrae di fronte all’infedeltà, rivela che la salvezza non nasce dalla perfezione dell’uomo, ma dalla perseveranza di Dio. L’amore divino assume così i tratti di una responsabilità per l’altro, che attraversa la storia e la sostiene.

Proprio in questo orizzonte si comprende il rapporto tra eros e agape, spesso percepiti come realtà opposte. La rivelazione biblica non elimina la dimensione del desiderio, ma la purifica e la conduce a compimento. L’eros, inteso come tensione verso l’altro, non è negato, ma liberato dalla sua chiusura autoreferenziale. L’agape non distrugge il desiderio, bensì lo orienta, affinché l’amore non si consumi nel possesso, ma maturi nella comunione. In questa unità, l’amore ritrova la sua verità, senza scissioni tra corpo e spirito, tra bisogno e dono.

La crisi contemporanea dell’amore nasce spesso da una sua riduzione. L’amore viene identificato con l’emozione immediata o con il soddisfacimento del bisogno, perdendo la sua profondità relazionale. Quando l’amore è separato dalla responsabilità e dalla durata, esso diventa fragile e incapace di sostenere la vita. La Scrittura, invece, custodisce una visione più esigente e più vera: amare significa assumere l’altro nella sua totalità, accettando il rischio della fedeltà e del dono di sé.

È in Cristo che questa unità dell’amore trova la sua manifestazione piena. In Lui non si contrappongono l’amore che desidera e l’amore che si dona, ma si ricompongono in una forma nuova. Gesù rivela che l’amore autentico non elimina il desiderio, ma lo trasfigura, orientandolo alla comunione. La sua vita mostra che l’amore raggiunge la sua verità quando diventa dono di sé, fino alla consegna totale sulla croce.

Amare Cristo, allora, non significa aderire a un ideale astratto, ma entrare in una relazione che coinvolge tutta l’esistenza. L’amore per Lui non sottrae l’uomo al mondo, ma lo restituisce alla sua vocazione originaria: vivere per gli altri. In questo amore, l’uomo ritrova l’unità interiore tra ciò che desidera e ciò che dona, tra la ricerca di senso e la responsabilità per la vita altrui.

In questa prospettiva si comprende il valore salvifico dell’amore per Cristo. Esso non agisce come forza esterna che impone un ordine, ma come principio interno che rigenera l’umano. Là dove l’amore per Cristo prende forma, le relazioni vengono risanate, la libertà viene liberata dalla chiusura egoistica e la storia si apre a un futuro non dominato dalla violenza o dal possesso.

Per la Chiesa di oggi, questa visione rappresenta una sfida decisiva. Annunciare Cristo significa testimoniare un amore che unifica, che ricompone le fratture dell’uomo contemporaneo e restituisce alla vita la sua direzione. Solo un amore vissuto come relazione vera, fedele e donata può diventare segno credibile di salvezza. In questo senso, l’amore per Cristo non è un’esperienza privata, ma una forza capace di trasformare il mondo dall’interno.

 

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Diocesi

Le chiavi del cuore: Martina Franca in pellegrinaggio giubilare da Leone XIV

ph Vatican media-Sir
13 Feb 2026

di Ottavio Cristofaro

Non sono solo manufatti di ferro e bronzo, ma segni tangibili di una custodia spirituale che dura da secoli. Le antiche chiavi dei portali della Basilica Collegiata di San Martino, restaurate e restituite al loro originario splendore, hanno ricevuto la benedizione di papa Leone XIV durante un’intensa udienza giubilare in piazza San Pietro. Un momento di grazia che ha visto la comunità di Martina Franca stringersi attorno al successore di Pietro, portando in dono il frutto del lavoro e della devozione della propria terra.
Incastonate in un raffinato cofanetto, le chiavi della Basilica martinese hanno rappresentato il baricentro simbolico dell’incontro. Il pontefice, soffermandosi in preghiera silenziosa, ha benedetto questi strumenti che ogni giorno aprono le porte della ‘Casa di Dio’ ai fedeli.
Nella teologia dei segni, la chiave richiama il mandato petrino, ma in questo contesto ha assunto anche il valore del recupero della memoria: restaurare le chiavi significa rinnovare l’impegno di una comunità a farsi ‘porta aperta’ verso il prossimo.
Il legame filiale tra la Chiesa martinese e il Papa si è manifestato anche attraverso un dono di straordinaria fattura liturgica. La comunità ha infatti offerto al Santo padre un set di paramenti sacri per le celebrazioni pontificie, realizzati con quella ‘carità del fare’ che distingue l’artigianato locale.
Il corredo è frutto del talento della Sartoria Frandrè di Andrea Franchini, che ha saputo interpretare con rigore e maestria i canoni della nobile semplicità liturgica. A impreziosire i tessuti, i ricami eseguiti dal ricamificio DF ricami, che ha tradotto in filo e ago la preghiera della comunità.
“L’arte sacra non è mero ornamento,” ha ricordato un rappresentante della delegazione, “ma un modo per rendere visibile l’invisibile. Portare questi paramenti al Papa è un atto di offerta che coinvolge tutta la nostra città, i suoi lavoratori e le sue famiglie”.
L’udienza si è conclusa con un gesto di grande affetto da parte di papa Leone XIV, che ha salutato con calore i fedeli presenti, lodando la capacità di coniugare fede e professione. Le chiavi benedette, che ora sono custodite a Martina Franca, non sono solo un cimelio restaurato, ma un monito perenne: la Chiesa è un luogo di accoglienza le cui porte, grazie alla fede dei padri e all’impegno dei figli, restano spalancate sul mondo.

 

Eventi in diocesi

Beni culturali, Amici dei musei e Museo diocesano siglano un protocollo d’intesa

13 Feb 2026

Il Museo diocesano (MuDi) e l’associazione Amici dei musei di Taranto annunciano la firma di un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei beni culturali dell’arcidiocesi. L’accordo nasce dalla volontà comune di trasformare la ricchezza culturale del territorio in una risorsa viva ed accessibile, capace di attrarre non solo turisti e studiosi ma anche e soprattutto cittadini locali.

La collaborazione si articolerà attraverso diverse iniziative. Il MuDi si impegna a dedicare agli Amici dei musei uno spazio operativo al suo interno e ad accogliere in un locale idoneo il patrimonio librario dell’associazione finora custodito nell’ex convento di Sant’Antonio, sede della Soprintendenza nazionale al patrimonio culturale subacqueo. L’associazione, invece, si impegna ad organizzare seminari, conferenze e convegni dedicati al patrimonio storico-artistico dell’arcidiocesi, ad attuare campagne di comunicazione congiunte per far conoscere le attività del MuDi ed a partecipare, su indicazione della direzione scientifica del museo, al restauro di opere o arredi.

Il trasferimento della biblioteca associativa all’interno del Museo diocesano è un atto di alto valore culturale. La collezione di volumi, specializzata in storia dell’arte, archeologia e tradizioni locali, prima accessibile solo ai soci, diventa ora parte integrante dell’offerta del Museo, creando un polo di consultazione nel cuore della città vecchia.

“Questa firma non è solo un atto formale, ma l’inizio di un percorso condiviso –  dichiara la presidente degli Amici dei Musei – Siamo orgogliosi di mettere le nostre competenze e la nostra passione al servizio del MuDi che è uno scrigno di bellezza che appartiene a tutta la comunità. Questo protocollo rafforza missione di custodi attivi del patrimonio tarantino, convinti che la cultura sia il vero motore della rinascita della città”.

Il direttore del Museo diocesano così dichiara: “Il protocollo d’intesa siglato è guidato dalla volontà condivisa di valorizzare il patrimonio storico-artistico del Museo e dell’arcidiocesi di Taranto. La sinergia punta a rendere il MuDi un luogo inclusivo e dinamico attraverso progetti condivisi e volontariato qualificato. Insieme, ci impegniamo a trasformare la memoria storica in un’esperienza partecipativa per l’intera cittadinanza”.

Diocesi

Le ‘Quarantore’ al Carmine di Martina Franca

ph G. Leva
13 Feb 2026

di Angelo Diofano

A Martina Franca l’arciconfraternita del Carmine e la parrocchia Maria Ss.ma del Monte Carmelo organizzano da domenica 15 a martedì 17 febbraio le solenni ‘Quarantore’ dal titolo ‘Eucarestia sorgente di pace:  Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, Io la do a voi’ (Gv.14,27).

S’inizierà domenica 15 alle ore 10.30 con la santa messa cui seguirà l’esposizione del Santissimo Sacramento per l’inizio dell’adorazione silenziosa; alle ore 27, adorazione eucaristica comunitaria con meditazione;alle ore 18.30, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Francesco Imperiale; seguirà la processione e la benedizione eucaristica.

Lunedì 16, alle ore 8 esposizione del Santissimo Sacramento e lodi mattutine cui seguirà l’adorazione eucaristica silenziosa; alle ore 17, adorazione eucaristica comunitaria con meditazione; alle ore 18.30, celebrazione eucaristica presieduta da don Antonio Acclavio, vicario parrocchiale al Rosario in Talsano, cui seguirà la processione e la benedizione eucaristica.

Martedì 17, alle ore 8 esposizione del Santissimo Sacramento e lodi mattutine cui seguirà l’adorazione eucaristica silenziosa; alle ore 17, adorazione eucaristica comunitaria con meditazione; alle ore 18, celebrazione eucaristica presieduta da don Antonello Bruno, vicario parrocchiale alla basilica cattedrale di San Cataldo in Taranto; seguirà la processione e la benedizione eucaristica.

Diocesi

Madonna della Fiducia: l’arcivescovo per la festa liturgica

ph G. Leva
13 Feb 2026

Sabato 14 febbraio alla parrocchia della Madonna della Fiducia, a Taranto, il parroco don Cristian Catacchio per la festa liturgica in onore della titolare ha invitato l’arcivescovo mons. Ciro Miniero che alle ore 18 presiederà la solenne concelebrazione eucaristica; seguirà alle ore 20 la ‘preghiera di Taizè’.