Salute

Aggredite tre infermiere del “Moscati”, la sanità pubblica continua ad arretrare

20 Gen 2025

di Silvano Trevisani

La sanità è sempre sotto attacco. Le aggressioni al personale sanitario continuano e tre infermiere sono state aggredite all’ospedale “Moscati”, riportando ferite che hanno necessitato di cure mediche e di alcuni giorni di prognosi. Che le costringono a rimanere a riposo e a temere anche il ritorno al lavoro. Non basta certo l’aumento delle sanzioni a evitare le aggressioni. I provvedimenti punitivi sono sempre i più facili da prendere e di solito i più inutili. Perché solo la prevenzione risolverebbe il problema: servizi sanitari più efficienti, percorsi diagnostici efficaci e completi, risposte più sollecite.

Ma purtroppo la sanità pubblica sta andando in direzione opposta, Mentre una popolazione come quella italiana, che invecchia sempre più, avrebbe bisogno che si tornasse ai livelli che le hanno consentito di essere giudicata, negli anni passati, tra le migliori al mondo.

L’aggressione

Ma partiamo con l’ultimo episodio registratosi a Taranto, riprendendo la notizia diffusa dalla Cgil: La notte tra venerdì 17 e sabato 18 gennaio, nel reparto di otorinolaringoiatria del “Moscati” ci sono solo tre giovani infermiere in servizio. Mentre stanno svolgendo il regolare giro di notte per la rilevazione dei parametri vitali dei pazienti ricoverati vengono brutalmente aggredite da uno di loro.

Il paziente ha subito un intervento chirurgico, ma nulla lasciava presagire lo scatto di ira che ha riguardato lo stesso. Le tre infermiere vengono prese di mira con calci e pugni.

Le reazioni

Quel paziente malgrado l’intervento chirurgico fosse di competenza di quel reparto, probabilmente aveva bisogno di essere valutato a monte per gli eventi disturbi psichici che avrebbe potuto manifestare”. Lo sottolinea Cristina Fama, segretaria provinciale della FP CGIL jonica.

Questa cronaca, così come quella dei medici e di tutto il personale sanitario vessato e malmenato da parenti dei pazienti stessi, mette in evidenza un aspetto comune di gravi inadempienze relative all’organizzazione del lavoro”. Dichiara da parte sua Mimmo Sardelli, segretario generale della FP CGIL di Taranto.

Quel paziente avrebbe avuto diritto ad altro tipo di assistenza, altro tipo di valutazione preliminare e le lavoratrici avrebbero avuto il sacrosanto diritto di maggiore sicurezza.

Ma la scarsità crescente di risorse, la carenza assoluta di personale medico e paramedico, ma secondo noi anche le norme che incentivano la medicina privata, stanno rendendo tutto sempre più complicato. E non solo favorendo le cliniche private nelle strutture ma anche con la favorendo le prestazioni private da parte dei dipendenti pubblici.

Sul pronto soccorso

Brilla negativamente Taranto, soprattutto per quel che riguarda i pronto soccorso: “vanta” la peggiore situazione regionale, dopo la chiusura di varie strutture, fra le quali proprio quella del “Moscati”. La situazione è a dir poco vergognosa: Taranto ha un rapporto di 186.798 abitanti per pronto soccorso (molti di più se si passa dalla teoria alla pratica!), più del doppio di Bari, che scende a soli 79.053 abitanti per pronto soccorso. Nei giorni scorsi, dopo le forti pressioni politiche e sociali, il presidente Emiliano ha affermato di voler chiedere al ministero della Sanità il secondo pronto soccorso per la città di Taranto. Ma per ora sembrano solo pie intenzioni.

Sulla vicenda interviene il consigliere Gianni Liviano il quale ricorda che il pronto soccorso dell’ospedale “Moscati” (il secondo pronto soccorso di Taranto) è stato chiuso proprio durante la prima legislatura del presidente Emiliano. “Inoltre – aggiunge – perché ci sia un pronto soccorso occorre che ci siano dei reparti ospedalieri minimi: praticamente un ospedale di base. Questo farebbe pensare quindi che nel futuro il “Ss.ma Annunziata” sarebbe destinato a rimanere ospedale di base per avere il pronto soccorso (che si aggiungerebbe ovviamente a quello del “San Cataldo”). In realtà però questo ospedale di base non è previsto in nessuna programmazione del Piano Sanitario e quindi non è sostenibile. Questo perché con i posti letto previsti e finanziati dal Piano della Regione (e quindi dal Piano Sanitario nazionale) non possiamo incrementare né il personale, né i posti letto. Quindi non è possibile allo stato attivare l’Ospedale di Base annunciato. In assenza di un ospedale di base, non può, allo stato delle cose, esserci un secondo pronto soccorso”.

Insomma: per ora solo dichiarazioni astratte che non bastano. Per risolvere i problemi ci vorrebbero atti politici concreti, che rimediassero alle assurde decisioni che il territorio sta scontando.

Città

Università, dissalatore, tecnopolo, asili: la città discute ma le scelte sembrano fatte

16 Gen 2025

di Silvano Trevisani

Autonomia universitaria, dissalatore, tecnopolo, asili nido: sono i temi di quattro consigli comunali monotematici indetti, svolti o da programmare dal Comune di Taranto. Si tratta di argomenti molto importanti che si impongono all’attenzione in un momento particolarmente complicato della vita pubblica. Non sono neppure gli unici argomenti urgentissimi, in quanto passano per le strade e le stanze dei bottini altre questioni forse ancora più importanti. Il futuro industriale, il Piano regolatore generale, il processo di disinquinamento sono argomento decisivi per il futuro. Ma né su questi né sui quattro citati in apertura l’assise comunale o solo la politica locale può (o è in grado) dire parole decisive. Anche per la debolezza dell’attuale compagine amministrativa.

Consigli monotematici

Ma veniamo alle questioni al centro dei consigli monotematici, impostati dalla conferenza dei capigruppo. Il primo, quello sull’autonomia universitaria si è già svolto e ha visto l’unanime convergenza sulla necessità di richieder l’autonomia. È stato approvato all’unanimità l’emendamento con cui si impegna il sindaco a dare seguito alle iniziative già intraprese per ottenere l’istituzione della sede autonoma dell’Università degli Studi di Taranto. Ma il governo ha stoppato l’istituzione di nuovi atenei e Taranto rischia ancora di pagare il suo isolamento. Il comunicato finale del Comune ha riferimento alle tante collaborazioni di cui la città e il suo polo hanno goduto, a livello nazionale e internazionale, ma c’è da segnalare che proprio da alcuni di quegli ambienti universitari vengono espressioni di scoraggiamento nei confronti dell’autonomia. Senza la quale, a nostro parere, pur con realistiche difficoltà, quella di Taranto non potrà mai considerarsi una vera università.

Dissalatore e tecnopolo

Il 3 febbraio si svolgerà il consiglio monotematico sul dissalatore che la Regione vuole realizzare sul fiume Tara. Le amministrazioni di Comune e Provincia, assieme al mondo associazionistico, hanno già detto di no nell’incontro svoltosi a Bari. Ma l’assessore regionale all’Ambiente, Serena Triggiani, ha ribattuto: “Ma Taranto non si è mai presentata alle conferenze dei servizi”! E questo è un fatto.

L’8 febbraio si terrà il Consiglio comunale monotematico sul Tecnopolo del Mediterraneo, progetto lanciato con tante ambizioni e posto in soffitta da questo governo, come tante altre cose.

Asili nido

Un altro Consiglio sarà fissato dalla conferenza dei capigruppo sulla questione della privatizzazione degli asili nido comunali. Che registra la netta contrapposizione di operatori e organizzazioni sindacali, mentre il sindaco la giustifica con le difficoltà economiche del Comune.

Altre urgenze

Ma altre questioni, come segnalavamo, meriterebbero una discussione attenta, magari in un Consiglio allargato ad altre istituzioni, anche provinciali. Il futuro dell’industria, a partire dall’ex Ilva e dell’appalto, per arrivare alle aziende di appalto comunale, alle difficili situazioni di Leonardo e Hiab, meriterebbero un’analisi attenta. Anche il restringimento dei Sin pone dei dubbi: se da un lato rende possibile l’utilizzo di aree prima sottoposte a vincoli di risanamento, dall’altro ci impone la domanda sul perché tale scelta del governo: le aree si sono risanate da sole? È solo un escamotage per risparmiare interventi? Non parliamo poi del nuovo Piano regolatore che lascia intravvedere rischi di un’espansione delle aree edificabili: sarebbe una vera assurdità, in una città già spropositatamente espansa, con una popolazione urbana passata da 230.000 abitanti degli anni ’90 ai 203.000 del 2013 agli attuali 186.000! Con previsioni di drastica riduzione entro la fine del decennio! Risanamento, riqualificazione, delimitazione dovrebbero essere le parole d’ordine sul piano urbanistico, tenuto conto che vi sono tantissimi grandi strutture vuote o destinate a divenirlo presto (come il SS: Annunziata).

Eventi culturali in provincia

Un intenso programma tra cultura e solidarietà a Grottaglie per i 20 anni di Medici per San Ciro

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16 Gen 2025

“20 anni di impegno e solidarietà: l’Associazione Medici per San Ciro celebra un traguardo importante con un congresso dedicato alla forza della vita”. L’approssimarsi della festa patronale di San Ciro, a Grottaglie, rappresenta ormai da molti anni l’occasione per l’appuntamento con l’annuale programmazione dell’Associazione Medici per San Ciro. L’associazione socio-sanitaria della città delle ceramiche nel ventesimo anniversario della sua fondazione, propone un calendario di eventi di grande rilevanza scientifica, culturale e umana.

Un percorso che intreccia medicina, solidarietà, arte e spiritualità, riflettendo l’essenza di un impegno lungo due decenni, come spiega il presidente Salvatore Lenti. “Ogni evento rappresenta un tassello della storia dell’Associazione, che da vent’anni si impegna a costruire ponti di solidarietà. Vogliamo condividere questo momento con l’intera comunità, invitando tutti a partecipare a un ricco programma di celebrazioni, riflessioni e condivisioni che si estenderà su più giornate interessando più parrocchie”.

In occasione del suo ventennale, l’associazione propone, quindi, un ricco calendario di eventi, che qui sotto riassumiamo.

Giovedì 23 gennaio – Chiesa Santa Maria in Campitelli, ore 18.30, il congresso “Donare come scelta di vita”, organizzato in collaborazione con l’Aido.

Al centro dell’evento, la straordinaria storia della dottoressa Rossella Bonfrate, esempio di coraggio e determinazione. Affetta fin dall’infanzia da una grave malformazione cerebrale genetica, Rossella ha affrontato un percorso medico complesso grazie all’amore incondizionato della sua famiglia. Nonostante le difficoltà e la disabilità, ha conseguito la laurea in Medicina, incarnando un messaggio di speranza e resilienza che ispira medici, pazienti e comunità intere. L’iniziativa non sarà solo un’occasione di celebrazione, ma anche un momento di riflessione sulla forza della vita e sull’importanza della donazione degli organi.

Venerdì 24 gennaio – Chiesa Madonna del Carmine, ore 19, “Giru era piccinnu” una narrazione suggestiva in cui il piccolo San Ciro viene raccontato attraverso le immagini di Luigi Petraroli e i testi di Leonardo Arcadio, con la voce narrante di Alfredo Traversa e la partecipazione del Gruppo Grotte di Grottaglie.

Sabato 25 gennaio – Convento di Santa Chiara, ore 19, presentazione del libro ‘Il cammino di Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo’ di Carlos Solito, che dialogherà con Silvano Trevisani. Seguirà il suggestivo racconto “Vampa di Fueco” narrato da Giorgio Consoli.
Domenica 26 gennaio – Macchiaviva Bistrot, ore 13: Pranzo di solidarietà, in collaborazione con Slow Food Grottaglie Vigne e Ceramiche. Un’occasione per condividere non solo il cibo, ma anche per intrecciare speranze e costruire nuovi ponti di umanità.

Lunedi 27 gennaio – Chiesa matrice, ore 19. Dopo la celebrazione della santa messa, l’arcivescovo Ciro Miniero, terrà una riflessione dal titolo “Il dono come cura”.
Durante l’evento, verrà assegnato il Premio del concorso al miglior giovane laureato in medicina per l’anno 2024, di Grottaglie, in onore e memoria del dottor Franco Palmieri, che con la sua umanità e professionalità ha lasciato un segno indelebile nella comunità di Grottaglie.

Domenica 2 febbraio – piazza Principe di Piemonte e piazza Fago, ore 10.30: un gesto concreto per restituire ciò che è stato tolto: saranno riposizionati i defibrillatori vandalizzati, grazie alla donazione dell’associazione Medici per San Ciro.

A seguire, una dimostrazione di manovre BLSD per sensibilizzare la comunità sull’importanza del primo soccorso e della tempestività nelle emergenze.

Nello stesso pomeriggio, alle 18 al Palasport Campitelli, la programmazione celebrativa si concluderà con un incontro di pallavolo maschile di serie B tra Grottaglie e Casoria.
Il ricavato dell’evento sarà devoluto al Ceas (Centro di accoglienza salute) e ai progetti solidali: Il pane sospeso e Progetto Cuore.

Archeologia

Presentato dal Museo nazionale il programma “Domeniche in concerto – Musica e Aperitivo”

15 Gen 2025

di Silvano Trevisani

È stato presentato, nel Museo archeologico MarTA, il programma annuale di concerti e appuntamenti di approfondimento: “Un anno di concerti al MArTA – Domeniche in concerto – Musica e Aperitivo”. Un programma singolare del Museo tarantino che, insieme all’associazione Le Corti di Taras e in collaborazione con LA Chorus, contraddistinguerà l’offerta culturale e di fruizione del MarTA.

A presentare i 12 appuntamenti con la rassegna delle Domeniche in concerto, nella sala degli incontri del museo sono stati la direttrice del MArTA, nonché curatrice scientifica dei percorsi, Stella Falzone e il direttore artistico della rassegna, il maestro Pierfrancesco Semeraro.

Il simposio racchiude in sé valori che vanno ben oltre la piacevole condivisione di musica e vino, e già partire dall’VIII secolo a.C. il simposio si consacra anche come momento dal forte significato di confronto sociale, politico e di arricchimento culturale. – Ha detto la direttrice Stella Falzone che ha aggiunto – Va da sé che gli appuntamenti con la musica, il teatro o la danza all’interno del museo, non sono altro che fruizioni educative più ampie che attraverso il linguaggio dell’arte ci mettono in contatto diretto con le civiltà del passato e la nostra stessa identità culturale”.

12 appuntamenti

La musica proposta nei 12 appuntamenti, a partire da domenica 26 gennaio fino a domenica 14 dicembre 2025, è un meltin-pot di generi differenti. Si parte dal jazz, al flamenco, al funky e alla world music del primo appuntamento con il pianista, organista e compositore pugliese Vincenzo Cipriani. Seguirà un altro “talento nostrano” quello del pianista jazz Mario Rosini, passando per la sofisticata tecnica d’ingegneria acustica e di estrapolazione della voce, che consente di ascoltare la voce di Maria Callas. Mentre il trio di “Vissi d’arte, vissi per Maria”, suona dal vivo in perfetta sincronia.

In uno dei musei con maggiore presenza di reperti antichi provenienti dal mondo della musica o collegati ad esso, questo programma in 12 tappe consente di toccare accenti differenti ogni volta. E insieme alla musica scoprire addirittura la rilettura di grandi classici come l’Otello che, se raccontato da Shakespeare, è una tragedia, se raccontato da Verdi è un melodramma e se raccontato da un’attrice come Marina Massironi è un’ora e mezza di musica, parole e sorrisi”. Come conferma il direttore artistico della rassegna, Pierfranco Semeraro.

Un anno di concerti, dunque, con musica operistica, da camera, jazz, gospel, corale e pop, abbinata a percorsi di approfondimento alla collezione permanente del MArTA e un aperitivo da gustare insieme tra il Chiostro e la Temporary Art del Museo archeologico nazionale di Taranto.

La visita, abbinata al concerto e all’aperitivo ha un costo di 10 euro e per ogni appuntamento è acquistabile a partire dal 20 gennaio sulla piattaforma www.vivaticket.com o nella sede de Le Corti di Taras in via Giovinazzi, 28 (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Il programma della rassegna

26/01/2025 Just me, Vincenzo Cipriani Quintet

16/02/2025 Vissi d’arte, vissi per Maria, Ensemble Musica Civica, violino Dino De Palma, violoncello Luciano Tarantino, pianoforte Donato Della Vista, voce Maria Callas, interprete Giampiero Mancini, testo e drammaturgia Roberto D’Alessandro

16/03/2025 Music Anthology, Sebastiano Brusco, Harmoniae Aureae Ensemble

23/03/2025 Buzzing Jars, Brass band: Vinicio Allegrini (tromba e flicorno), Dario Zara (tromba), Lorenzo Panebianco (corno), Luca Mangini (trombone), Claudio Lotti (basso tuba), Pierpaolo Strinna (vibrafono, percussioni), Emanuele Murroni (batteria, percussioni)

13/04/2025 Ma che razza d’Otello, Marina Massironi – Monica Micheli (arpa)

27/04/2025 Anniversaire…senza prendersi sul serio, Ensemble Cécile, Testo e voce – Stefano Valanzuolo

A Taranto

Asili nidi restano i “no” alle privatizzazioni, per la Multiservizi indetto un nuovo appalto

14 Gen 2025

di Silvano Trevisani

Per asili nido e lavoratori degli appalti comunali la situazione resta confusa. Anche gli incontri tra sindaco e organizzazioni sindacali, al di là dell’impegno di rivedersi il prossimo 5 febbraio e approfondire le questioni, non ha sortito se non ipotesi operative, tutte da vagliare.

Appalto

Diciamo subito che le aziende dell’appalto, le prospettive per Multiservizi sono sostanzialmente quelle di andare verso una riduzione condivisa del numero dei lavoratori, facendo ricorso agli strumenti disponibili ma precisando gli ambiti di interesse comunale. Dopo la proroga dell’appalto fino al prossimo 31 marzo, adesso l’Amministrazione procederà all’impiego delle ulteriori risorse economiche allocate su apposito capitolo di spesa. “Coordinando – si legge in una nota –  l’organizzazione dei servizi attraverso l’utilizzo di tutta la residua “platea storica” dei lavoratori e tutto questo nel modo più virtuoso possibile e in aderenza ai principi di buon andamento, efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa”.

Resta per il momento priva di una seria prospettiva, invece, la situazione dei circa 90 lavoratori della “Green Passage”, che raccoglie la controversa eredità di Isolaverde. L’incontro, convocato a Bari presso la task force per l’occupazione, non si è svolto per l’assenza dell’amministrazione comunale.

Asili nido

Per quanto riguarda, invece, gli asili nido, che sono il fronte più caldo per la netta opposizione di lavoratori e sindacati alla privatizzazione, all’indomani dell’incontro s Palazzo di città, riemergono con maggiore chiarezza le opposizioni nette di quasi tutte le organizzazioni sindacali. Anche alle ipotesi ventilate di parziale, temporanea, privatizzazione di una parte degli asili nido. Posizione che registra una certa apertura solo da parte della Uil Flp. Mentre Cgil e Cisl funzione pubblica ribadiscono la propria posizione. Come fa, con toni ancora più netti e risoluti, anche l’Usb.

Ricordiamo che, nell’incontro svoltosi in municipio, il sindaco Melucci ha ribadito che “l’esternalizzazione del servizio si rende necessaria per salvaguardare i posti di lavoro della piattaforma Multiservizi”.

In sede di discussione, Melucci ha sottolineato che “esistono coperture sufficienti per l’anno in corso” e che “l’amministrazione è disponibile a procedere ad un’organizzazione mista pubblica-privata. Fatti salvi gli attuali equilibrio di bilancio e le disposizioni di legge, a patto che la tutela dei posti di lavoro resti prioritaria”.

Fra le proposte formulate – si legge nel comunicato conclusivo – spicca quella di valutare quanti asili possano restare pubblici senza procedere alla loro completa esternalizzazione. A tal proposito, si valuta la possibilità di formare e valorizzare il personale in altre mansioni, oltre alla clausola sociale per i lavoratori degli appalti”.

Le posizioni

Ma, concluso l’incontro, le posizioni dei sindacati vengono nuovamente precisate. Cgil e Cisl Funzione pubblica, che prendono le distanze da altre posizioni (leggi Uil), dopo aver sottolineato di essere stati coinvolti in ritardo e solo dopo l’approvazione del Dup, ribadiscono che “gli asili pubblici restano l’unica soluzione possibile. Ma possiamo certamente lavorare affinché si acceda ad altri capitoli di finanziamento per finanziare un servizio che, secondo noi, rappresenta un’eccellenza del servizio pubblico locale.” In vista della prossima riunione, inoltre, chiedono “un’informativa dettagliata sulle ipotesi in campo, sui costi e sul servizio reso”.

La Uil, da parte sue, rilancia la propria proposta, che prevede, tra l’altro di “esaminare l’eventualità di avviare, su base sperimentale, per un anno, l’esternalizzazione di alcune strutture asilari, chiedendo quanti asili potrebbero rimanere sotto gestione pubblica. Garantire che, durante l’anno di sperimentazione, il personale educativo sia ricollocato negli uffici, senza modifiche al profilo professionale. Questo al fine di garantirne una sistemazione stabile e definitiva una volta terminata la sperimentazione”.

Netta la contrarietà dell’Usb che chiede la evoca della delibera consiliare che esternalizza la gestione. “Siamo convinti che gli equilibri del bilancio comunale non possano essere ricercati a danno delle condizioni di vita e di lavoro, spesso già precarie, delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio educativo pubblico. Pensiamo invece che sia necessario rilanciare la dimensione pubblica dei servizi all’infanzia. A partire dall’ assunzione delle educatrici idonee e ancora in attesa di occupazione all’esito dell’avviso pubblico finanziato con i Fondi di coesione. E ancheattraverso l’utilizzo delle ingenti risorse trasferite dallo Stato ai Comuni attraverso il Fondo di solidarietà per l’ampliamento e la gestione degli asili nido e che tutt’oggi risultano solo parzialmente spesi dall’Amministrazione Melucci”.

In provincia

Monumento di caduti di Grottaglie riprendono i lavori tra le polemiche

13 Gen 2025

di Silvano Trevisani

É una storia molto confusa e “italiana” quella del Monumento ai caduti di Grottaglie. La vicenda della manomissione del parco per consentire la realizzazione di una rotatoria articolata per dare ordine all’accesso stradale alla città. resta al centro di un’accesa controversia tra amministrazione e comitato cittadino. I lavori sono ripresi e proseguono ora più alacremente, dopo le vicende che hanno coinvolto ministero e soprintendenza, per la levata di scudi del comitato cittadino.

L’interesse del Comune è non perdere il finanziamento e così, dopo un controverso atteggiamento degli enti preposti, che hanno tutelato l’opera ma in qualche modo consentito la manomissione, resta unica a farsi sentire la voce dell’architetto Fanigliulo. Che ha intrapreso varie iniziative, nei confronti di tutte le istituzioni coinvolte e ha chiesto al Comune gli atti relativi al fascicolo senza tuttavia ottenere riscontro. E così, con un’estrema iniziativa che fa i conti sia con una sostanziale indifferenza pubblica (anche politica), sia con l’ambiguità delle disposizioni ministeriali, a livello nazionale e locale, che di fatto sta consentendo la conclusione dei lavori, chiede le dimissioni di tecnici, funzionari e anche della dirigenza dell’ordine degli architetti. Un’iniziativa certamente provocatoria.

“L’insostenibile devastazione della Lirica Architettonica del Parco Monumentale di Piazza IV Novembre – scrive il noto architetto – è intollerabile e grida vendetta. (…) Mentre ovunque si tutelano, valorizzano e salvaguardano i Beni Culturali, a Grottaglie si demolisce un Parco dedicato alla “Memoria dei Figli Caduti per la Patria nei due conflitti Mondiali” per costruire una inutile, invasiva e non conforme rotatoria stradale, quando sarebbero stati sufficienti quattro o cinque semafori”.

“I dirigenti, i funzionari degli enti preposti, compresa la Soprintendenza, – scrive Fanigliulo – sembrano non avere il coraggio o la competenza per adempiere alle loro funzioni con responsabilità e determinazione. Il procedimento della Soprintendenza per il rilascio delle autorizzazioni appare impostato su dati e informazioni false, travisate e infondate, generando riscontri contraddittori e, a tratti, falsi”.

Duro il suo giudizio sul fatto che si sarebbero ignorate le disposizioni ministeriali e sulla mancata esecuzione dei controlli. Ma egli ricostruisce poi l’iter del confronto tra le istituzioni e l’andamento dei lavori che hanno comportato già “la rimozione impropria e con mezzi inidonei di elementi storici ha già portato alla distruzione/frantumazione di alcuni significativi elementi architettonici, come il coppo a punta di diamante che completa uno dei Bastioni, e ulteriori danni sono prevedibili. Questo comportamento non è accettabile e la Soprintendenza, per i suoi doveri, dovrebbe intervenire immediatamente”.

Il professionista, inoltre, allega una serie di chiarissime foto nelle quali si mostra il modo di procedere nei lavori che prevedono, dopo l’interpretazione delle disposizioni emesse, un “arretramento” limitato della delimitazione della piazza che viene comunque stravolta.

Nelle scorse settimane, inoltre, si è più volte discusso sul progetto originario che è attribuito a Marcello Piacentini, il grande architetto che era stato il punto di riferimento per l’edilizia pubblica nel Ventennio fascista, ma autore nel dopoguerra di importantissimi progetti. Tale attribuzione è stata respinta perché ritenuta infondata, ma sussistono invece vari documenti, a partire dalla “Rassegna amministrativa” del Comune, edizione n. 1960, nella quale si descrive il Monumento ai caduti come “opera dell’architetto Piacentini . Realizzato in economia sotto la direzione dell’Ufficio tecnico comunale – spesa complessiva di L. 35 milioni”. Aggiungiamo che ideatore e tramite del coinvolgimento di Piacentini fu il senatore Gaspare Pignatelli e che il gruppo scultoreo fu realizzato da Sergio Sportelli.

Non sappiamo se e quali appendici avrà questa vicenda, che è complicata e triste per il suo sviluppo, sappiamo solo che, comunque vada, il “vecchio” Monumento di caduti non sarà più lo stesso.

Emergenze ambientali

Un netto “no” della città alla realizzazione del dissalatore alla foce del Tara

10 Gen 2025

di Silvano Trevisani

Il dissalatore non si deve fare! Per lo meno alla foce del fiume Tara. Questa è la posizione unanime espressa in città da un po’ tutte le componenti. Anche se tra gli oppositori al progetto vi è una gradualità di posizioni. Se il Comitato per la difesa del territorio jonico, guidato da Mario Guadagnolo, che si è riunito per chiedere il rinvio della conferenza dei servizi del Comune, si limita a chiedere l’esclusione del Tara, altre associazioni ambientaliste, a cominciar dal Wwf, chiedono che non si faccia affatto, in nessun altro luogo. È noto, infatti, che l’attività dei dissalatori, per estrarre acqua dolce dal mare o da fonti saline, scarica la cosiddetta ‘salamoia’, ovvero l’acqua con altissima percentuale di salinità, che incide negativamente sull’ecosistema marino, laddove viene scaricata.
La sospensione della conferenza comunale dei servizi, prevista a Taranto per oggi, venerdì 10 gennaio, è stata chiesta alla luce della convocazione del Comitato da parte della commissione Ambiente della Regione Puglia, fissata per il 14.

La posizione del Comitato

“Il confronto in commissione – ci spiega Guadagnolo – è un passaggio imprescindibile per valutare attentamente gli impatti ambientali, sociali ed economici di questo progetto. Nell’affermiamo la nostra contrarietà alla realizzazione dell’impianto alla foce del Tara, premettiamo di essere consapevoli che la scarsità dell’acqua è un problema gravissimo che si abbatte su tutto il territorio. Problema che è aggravato sia dalla siccità che sta caratterizzando il clima negli ultimi anni, sia dalla conseguente carenza degli invasi, che hanno finora consentito un approvvigionamento accettabile, sia dai ‘buchi’ dell’acquedotto”.

Ebbene, sostengono i rappresentanti del comitato, raccogliendo le sollecitazioni dei numerosi sostenitori: prima ancora di realizzare il dissalatore è necessario sanare i guasti che sono a monte. Il primo è il pessimo stato delle condotte dell’Acquedotto pugliese che, tra rotture e furti d’acqua, porta a destinazione meno della metà del flusso immesso. Indispensabile, quindi, è avviare da subito un monitoraggio e un piano di lavori di ripristino. Inoltre è al contempo necessario portare a compimento e utilizzare l’invaso Pappadai, costato centinaia di milioni e abbandonato a se stesso.

“Al contempo – spiega ancora Guadagnolo – la Regione deve farsi carico di rivalutare il luogo dove posizionare il dissalatore, che non può essere collocato sul Tara né gravare ancora su un territorio che è totalmente asservito ad attività altamente inquinanti. Esso comprometterebbe ulteriormente le produzione marine i cui allevamenti sono stati messi in ginocchio dal riscaldamento globale. Se la sua utilità è riconosciuta, occorre individuare un nuovo sito nel quale collocare l’impianto affinché la sua pericolosità venga attenuata”.

La proposta del Parco

Il Comitato, però, non si limita a bocciare il dissalatore al Tara, ma avanza una richiesta ‘costruttiva’: la realizzazione di un Parco dei fiumi carsici del comprensorio. Esso includerebbe i fiumi: Galeso, Cervaro, Patemisco, Lenne e altri minori presenti sul territorio. Un parco che dovrebbe combinarsi col Parco del Mar piccolo, già istituito ma ancora in attesa della composizione dell’autorità di gestione.

La posizione dell’Aqp

Da parte sua, l’Acquedotto pugliese ha già fatto sentire le sue ragioni. Spiegando che l’impianto non sarà invasivo e preleverà parte dell’acqua, afferma che “il tributo complessivo avrà un approccio che rispetta il fiume ed il deflusso ecologico. Con una visione finalmente complessiva, che deriva da una normativa, dalla Direttiva acque che impone obiettivi di qualità da raggiungere”.

Le opere Aqp non impatterebbero direttamente sul fiume. “Si useranno le strutture ex Eipli già presenti dove saranno installate le pompe che porteranno acqua al dissalatore (lontano 800 metri dal percorso del fiume). Lungo l’asta fluviale non sarà realizzata nessuna nuova opera”.
Ragioni che saranno ovviamente ribadite nel corso dell’incontro già fissato per il 14, ma non sappiamo ancora con quale esito.

Lavoro

Si apre una stagione decisiva per la Taranto dell’industria e del lavoro

07 Gen 2025

di Silvano Trevisani

Si apre una stagione decisiva per la Taranto industriale. Reduce dalla sonora bocciatura de “Il Sole “4 Ore”, che ha stigmatizzato l’assenza di propensione imprenditoriale nel settore cittadino, Taranto si trova in una situazione molto delicata. Tra ipotesi di sviluppo, concrete ma ancora futuribili e crisi di interi settori, che mettono a rischio moltissimi posti di lavoro.

Ex Ilva

L’appuntamento più atteso è quello che riguarda la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione dell’AdI, ovvero l’ex Ilva. La data, già slittata, è quella del 10 gennaio, data nella quale dovrebbero essere definite, ma il condizionale non è mai sprecato, le offerte da parte dei candidati all’acquisizione, dell’intera società (offerta ovviamente privilegiata) o di settori di essa.

Le candidature ritenute più valide finora sono quelle di Vulcan Green Steel (del gruppo indiano Jindal) e l’azienda siderurgica dell’Azerbaijan, Baku Steel Company. Ma prende corpo, negli ultimi giorni, l’ipotesi di un ritorno d’interesse da parte di investitori americani, che rimarcherebbe la strategicità della siderurgia e soprattutto per l’ancor più strategica posizione di Taranto. Soprattutto dopo che il presidente Biden ha posto il veto sulla vendita di US Steel alla giapponese Nippon Steel.

Nei prossimi giorni ne sapremo di più, ma ricordiamo che i commissari straordinari di AdI hanno indicato cinque requisiti fondamentali che devono trovare spazio nei piani industriali del nuovo proprietario deve garantire: lo sviluppo di una produzione siderurgica in Italia, l’attuazione della decarbonizzazione, la tutela dell’occupazione, l’individuazione di attività e forme di compensazione in favore delle comunità locali e la continuità dei complessi aziendali per portarli rapidamente ai massimi livelli di attività. Ricordiamo anche che il valore preliminare della cessione dell’azienda, comprensivo della dismissione dei magazzini, pari a 1,8 miliardi di euro.

Occupazione

Intanto, per quanto riguarda l’occupazione, nello stabilimento di Taranto che lo scorso anni ga prodotto 1,7 milioni di tonnellate di acciaio, e che ora ha in marcia due altoforni, ci sono quasi 3.000 lavoratori in cassa integrazione e, dopo l’accordo del mese scorso, dovrebbe essere esteso a tutto il 2025 lo smart working, previsto per oltre 2.000 impiegati e quadri dello stabilimento.

Call center

Sul fronte occupazione, la nuova stagione di proteste, che già nei prossimi giorni vedrà due giorni di sciopero nazionale dei trasporti, 9 e 10 gennaio, si apre a Taranto con una manifestazione prevista per venerdì prossimo. A protestare sono i 600 lavoratori che solo a Taranto (ma sono 5.000 in Puglia) rischiano di perdere le già risicate tutele nel mondo dei call center. Alla base dello sciopero, si legge in una nota “la decisione di Assocontact, associazione di rappresentanza di una parte minoritaria dei call center, di smettere di adottare il contratto collettivo nazionale delle Telecomunicazioni e applicare un nuovo contratto di lavoro scritto esclusivamente su misura dei propri interessi”. Un incontro è stato chiesto alla Regione.

Leonardo

Domenica scorsa, inoltre, è terminata è la cassa integrazione ordinaria allo stabilimento Leonardo di Grottaglie, che era cominciata a metà novembre per 931 addetti a rotazione. Al momento la misura non è stata prorogata, ma dallo stabilimento di Foggia (anch’esso appartenente ad Aerostrutture), sono rientrati 20 montatori impegnati sul programma Airbus. Ritorno alla normalità? Solo il 14 si potrà capire perché per quella data è in programma a Roma l’incontro tra Leonardo e sindacati nazionali nell’ambito dell’Osservatorio strategico per discutere di tutte le questioni lasciate in sospeso nel 2024.

Hiab

Ma molte altre sono le vertenze aperte, a cominciare dalla Hiab di Statte, che prevede la chiusura dello stabilimento che occupa 100 lavoratori, per i quali l’azienda ha chiesto la cassa e sono in corso verifiche, tramite la Regione, per capire se vi sono interessi di aziende a subentrare alla Hiab.

Porto

E poi c’è il porto, che ha in prospettiva il passaggio della piattaforma logistica alla Vestas, per la realizzazione del più grande stabilimento per la costruzione di pale eoliche, e il progetto di realizzazione di piattaforme eoliche off-shore. Ma si ipotizza anche il subentro di cantieri di Puglia a Ferretti per la costruzione di grandi yacht, mentre viene confermata per due anni la cassa per i 327 dell’ex Tct. Tale conferma rassicura i lavoratori che avrebbero la precedenza per l’assunzione nelle nuove imprese nel porto.

Comune e asili

L’elenco della “instabilità” potrebbe continuare ancora, comprendendo i lavoratori delle imprese impegnate nei servizi per il Comune e per i dipendenti degli asili nido comunali che rischiano di essere privatizzati, nonostante la generale contrarietà al progetto. Nelle prossime settimane molte di queste questioni dovrebbero chiarirsi, a cominciare proprio dal futuro dell’ex Ilva

Città

La privatizzazione degli asili nido passa per un solo voto e tra molte polemiche

27 Dic 2024

di Silvano Trevisani

Un “tradimento”: così il segretario generale della Cgil Giovanni D’Arcangelo definisce la decisione fortemente voluta dal sindaco Melucci e votata dal consiglio comunale dalla striminzita maggioranza che lo sostiene, di privatizzare gli asili nido comunali. Un tradimento nei confronti di quei bambini che tante volte vengono additati strumentalmente in tante battaglie, ma che poi non vengono difesi, in nome dei conti pubblici. Che comunque restano nebbiosi e che potrebbero essere rimessi in discussione dai ricorsi al Tar, preannunciati dalle opposizioni.

Le manifestazioni

A nulla è valsa la doppia mobilitazione messa in atto in difesa degli asili nido comunali ed evitare la privatizzazione. Nel pomeriggio di venerdì scorso, 27 dicembre, le mamme si erano ritrovate in piazza Immacolata per manifestare il loro dissenso. Ieri mattina, invece, mentre si svolgeva una seduta del consiglio comunale particolarmente “agitata”, si svolgeva una manifestazione sindacale indetta da FP Cgil, Cisl FP e Uil FPL Taranto davanti al Palazzo di città, con la partecipazione delle educatrici.

Se famiglie e sindacati concordano nel ritenere fondamentale che il Comune continui a erogare il servizio, senza devolverlo ai privati, i motivi ci saranno. E vengono spiegati in vario modo: mettere al primo posto la qualità del servizio rispetto alla logica del mercato; valorizzare la professionalità del personale acquisita in anni di formazione e di lavoro; evitare la scure di tagli che sempre incombe di fronte all’esternalizzazione, e così via.

I bambini di Taranto – si legge in una nota – hanno diritto a un servizio educativo pubblico e di eccellenza, e il personale educativo deve poter contare su stabilità e condizioni che consentano di costruire un legame educativo stabile e duraturo”.

La posizione del Comune

Ma proprio il sindaco Melucci, nella conferenza stampa di fine anno, oltre elencare le cose fatte e le molte altre che iscritte nel libro dei sogni, si era soffermato sul problema sostenendo le ragioni della scelta. Che, sottolineava, non vede certo l’amministrazione comunale unica in questo orientamento. Secondo il sindaco, la gestione privata comporterebbe per le famiglie rette più contenuti e per il Comune un risparmio di 1,6 milioni di euro. “Consentendo in tal modo al Comune di partecipare a nuovi bandi e misure per la manutenzione straordinaria delle medesime strutture esistenti” e “notevole potenziamento del capitale umano negli uffici amministrativi”.

Le ragioni dei contrari

Ma i dati non vengono dettagliati specificamente e alimentano dubbi sulla logicità di queste affermazioni. Perché, ci si chiede, se con i risparmi garantiti dal passaggio ai privati si potrebbero fare nuove assunzioni di dipendenti comunali, proprio nei giorni scorsi sono state assunte nuove educatrici dal Comune? Se poi i privati risparmiano e chiedono davvero rette inferiori, allora il Comune ammette di conseguenza di aver gravato sui costi? E che senso ha provvedere alla manutenzione pubblica di strutture date in gestione ai privati?

E poi: se è vero che e il Comune di Taranto vuole intraprendere la strada che altri Comuni hanno già percorso, è anche vero che sono molti i Comuni che stanno facendo il percorso opposto, riappropriandosi di strutture private per ragioni di efficienza educativa ed economica.

Gli interrogativi

Sorgono, a questo punto, interrogativi anche sulle vere motivazioni che, se davvero fossero stringenti, dovrebbero essere meglio definite e formalmente assicurate, a partire dalla garanzia occupazionale di tutto il personale. Ivi compreso quel 56% che, secondo le parole del sindaco, non è dipendente dell’amministrazione ma ha certamente pari dignità umana e lavorativa. Ci si chiede, infatti, se i privati sarebbero in grado di mantenere i livelli occupazionali e le professionalità e come pensano di rendere remunerativo un servizio che, nelle spiegazioni del sindaco, avrebbe minori costi. Davvero con i buoni educativi regionali, oggetti nebulosi e tutti da verificare?

Affermare che la privatizzazione migliorerebbe la qualità del servizio – sostengono i sindacati – significa, di fatto, mettere in discussione l’impegno, la professionalità e il valore che queste donne (e uomini) portano ogni giorno nelle vite delle famiglie tarantine. Gli asili nido comunali sono molto più di un servizio: sono un investimento essenziale nel futuro della comunità, un sostegno irrinunciabile per le famiglie e una garanzia di educazione per i più piccoli”. Affermazioni che non possono non trovarci d’accordo.

Ma, come è ormai noto, la privatizzazione passa nel Dup che però è approvato con soli 17 voti, 15 contrari e 3 astenuti. Sugli asili vi sono distinguo e dissociazioni anche all’interno della maggioranza, oltre alle dure critiche dell’opposizione, ma si tratta di una evidente imposizione e non si torna indietro.

“Il semaforo verde dato alla privatizzazione e quindi all’ingresso nel mercato privato e del fatturato nei servizi educativi per l’infanzia, avallato dal si di 17 consiglieri comunali di Taranto imbarazza e non poco – termina la nota inviata da D’Arcangelo – e in una delle città come Taranto, morsa dalla disoccupazione e dalla povertà, cancella anche la speranza. Sindaco ci ripensi, se non se n’è ancora accorto, stiamo parlando della vita di suoi concittadini, all’interno di una città che lei ha l’onere e l’onore di amministrare per il bene comune. Noi non ci fermeremo e insieme alle persone in carne e ossa, alle lavoratrici e ai lavoratori, al mondo dell’associazionismo faremo il possibile per salvare gli asili nido comunali pubblici”.

In provincia

Inaugurato a Grottaglie Agrilog Centro servizi per l’agricoltura

21 Dic 2024

È stato inaugurato a Grottaglie il Centro servizi per l’agricoltura, denominato Agrilog, che sorge all’ingresso della città a poca distanza dalla stazione ferroviaria. Dopo ben 13 anni dalla sua realizzazione, il Centro servizi apre finalmente le sue porte dopo un complesso lavoro iniziato nel 2016 dalla precedente amministrazione D’Alò e portato avanti con costanza dall’attuale. La struttura verteva in un totale stato di abbandono e si faceva concreto il rischio della restituzione dei fondi ricevuti per la sua realizzazione.

Soddisfazione del lavoro svolto dall’amministrazione D’Alò nel corso degli anni viene espresso da Michele Nuzzo, oresidente di Sud in Movimento, forza politica che ha espresso il sindaco D’Alò, che ne è stato a lungo il presidente. “Il Centro servizi per l’agricoltura – dice Nuzzo (foto in basso) – era ed è uno spazio a cui come movimento siamo particolarmente legati per tutti i risvolti positivi che ci potranno essere a seguito della sua attivazione”.

Agrilog è l’unico centro logistico presente nella zona e potrà essere un riferimento per gli agricoltori locali, oltre che un luogo di aggregazione e formazione per i ragazzi e le ragazze del territorio. Infatti, all’interno di questo spazio ci saranno il Gal Magna Grecia e L’Its Academy Mobilità impegnato nella formazione per i settori logistica e mobilità.

“Il comparto agricolo attuale – sostiene Nuzzo – è cambiato, le aziende locali sono in parte gestite da ragazzi e ragazze che per spirito di radicamento al territorio e anche per dare una continuità al lavoro dei loro genitori, hanno scelto di crearsi uno spazio lavorativo con tutte le difficoltà del caso”.

In questo contesto il Centro può essere uno spazio nel quale discutere le difficoltà legate al comparto agricolo e allo stesso tempo uno strumento per ricercare soluzioni collettive a tali difficoltà, determinando di fatto la costruzione di una rete di persone portatrici di interesse per quanto concerne il mondo agricolo.

L’economia vive una competizione nella quale chi detiene grossi capitali – sostiene il presidente di Sud in Movimento – schiaccia e toglie ossigeno alle piccole realtà aziendali. A ciò si aggiungono le grosse difficoltà legate alla crisi climatica che richiede misure urgenti da parte della Regione e del Governo in primis al fine di sostenere le piccole e medie realtà imprenditoriali. Sono queste, è bene ricordarlo, a dare linfa all’economia locale, oltre che essere esempi di resistenza e di riscatto da parte di chi ancora nella terra ci crede e affonda le proprie radici.

Qualità della vita

Alla biblioteca Marco Motolese il progetto per i servizi culturali e sociali per la terza età

19 Dic 2024

La biblioteca “Marco Motolese”, nel quartiere Tamburi, per 9 mesi si trasformerà in un hub di promozione sociale a totale vantaggio della popolazione over 60. È l’obiettivo del progetto “Servizi per la terza età, cultura, partecipazione e impegno sociale”, predisposto dall’associazione “Marco Motolese” e destinatario di un finanziamento dell’AReSS – Agenzia regionale per la salute e il sociale volto alla promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute.

L’iniziativa è stata presentata dalla presidente dell’associazione, Carmen Galluzzo Motolese, durante un partecipato evento che ha, di fatto, inaugurato questo percorso di crescita che si articolerà in diverse azioni. Nella sede della biblioteca in via Lisippo, i destinatari del progetto hanno avuto un primo assaggio delle esperienze che potranno vivere nei prossimi mesi, grazie a un programma redatto con il contributo di un ampio partenariato, composto dal Club per l’Unesco di Taranto con l’ammiraglio Filippo Casamassima, oltre che dalla cooperativa Kairos e dalle associazioni Anteas, con il presidente Cosimo. Luccarelli e “Ragazzi in gamba” con il presidente Gennaro Esposito, senza dimenticare il patrocinio di Comune e Provincia di Taranto.


“Ci impegneremo affinché le previsioni progettuali possano lasciare un segno tangibile nella comunità – ha commentato la presidente Galluzzo Motolese – perché guardiamo all’invecchiamento attivo come a un’opportunità per tutti: sia per chi lo pratica, sia per le generazioni precedenti. Confermando il nostro storico impegno per il quartiere Tamburi, siamo partiti a metà novembre con il reclutamento e l’organizzazione delle figure professionali necessarie, per debuttare con l’evento di mercoledì che ci ha già dato degli spunti importanti per proseguire il nostro percorso”.
Entrando nel merito delle azioni, il progetto “Servizi per la terza età, cultura, partecipazione e impegno sociale” prevederà alcune iniziative per promuovere la scoperta delle bellezze territoriali da parte dei destinatari. Grazie alla disponibilità di un altro partner progettuale, la “Componente Nazionale sommergibilisti” dell’Associazione nazionale marinai d’Italia, l’Arsenale militare, le sue professioni e la storia delle unità navali custodite saranno capitoli di un percorso di conoscenza declinato nel rapporto tra Taranto e il mare. Ma anche la biblioteca “Marco Motolese” e la sua gemella “biblioteca del mare”, in Città Vecchia, saranno luoghi di scoperta delle bellezze artistiche, naturali e culturali della città attraverso i giovani, alla presenza costante dei libri, intesi come scrigni di letteratura e poesia, oltre che oggetti da rilegare, della musica, con serate concerto come quella di mercoledì, e del teatro amatoriale.

Nel progetto rientreranno anche alcune azioni formative, per migliorare lo stile di vita e favorire proprio l’invecchiamento attivo. Il primo laboratorio sarà dedicato alla dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco, e all’attività fisica in età avanzata: due aspetti imprescindibili per garantire più qualità agli anni. Il secondo laboratorio, invece, lavorerà sull’emotività e su recupero e valorizzazione delle capacità individuali. A margine di queste azioni, inoltre, avrà un ruolo fondamentale l’interazione generazionale: under e over 60 si scambieranno esperienze e creatività.
“L’obiettivo generale del progetto – ha aggiunto Galluzzo Motolese – è favorire la partecipazione della popolazione non più giovane nei diversi contesti di vita, permettendole di rivestire un ruolo attivo nella creazione del proprio ambiente sociale, accrescendo il senso di consapevolezza sociale e autostima. Ne abbiamo avuto conferma mercoledì, vedendo la partecipazione dei presenti alle attività predisposte e al confronto che ne è scaturito. Siamo certi che otterremo risultati meravigliosi, grazie a questo percorso progettuale che vedrà insieme giovani e over 60”.
Particolarmente partecipato, l’evento di mercoledì ha messo insieme diverse esigenze, in un contenitore eterogeneo di storia, cultura, musica e danza, oltre che un’efficace riflessione sul tema dei diritti umani.

Presentata da Nicla Pastore, la serata ha visto la presenza di Antonio Fornaro con un intervento intitolato “Il Natale e le tradizioni tarantine” che ha evidenziato, attraverso episodi e ricordi personali, come i nostri concittadini celebravano il Natale, anche attraverso le numerose “leccornie” preparate dalle donne più anziane della famiglia. Subito dopo, si è esibito il “Timeless duet” composto da Antonella Pierannunzio ed Emidio Di Maio, con un repertorio di grandi successi della musica leggera dagli anni ’60 a oggi. A chiudere la serata è stato il “Dance Group” di Loredana Peluso: un vero esercito di donne e uomini, dai 32 ai 77 anni, che ha dimostrato grande vitalità e bravura.

Città

Regione: risorse per la formazione, la sanità e il campo di Angeli Custodi

19 Dic 2024

di Silvano Trevisani

Il Bilancio di previsione 2025 licenziato dal Consiglio regionale della Puglia, contiene numerosi provvedimenti riguardanti il territorio ionico in campo universitario, sanitario, sociale e culturale approvati dall’assemblea. tra questi anche il campo sportivo della parrocchia Angeli Custodi ai Tamburi. Ne dà notizia il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio, presidente II Commissione consiliare.

Iniziamo con il consolidamento e ampliamento dell’offerta universitaria. Con un primo intervento sono state stanziate le risorse per l’avvio e il consolidamento del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia industriale a Taranto per il quale è previsto un finanziamento a carico della Regione di 7,2 milioni di euro, 102.868 euro sono stati stanziati per l’esercizio finanziario 2025. Il secondo intervento riguarda l’erogazione di contributi per il corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche dello sport, che rischiava di essere sospeso: la norma stanzia 167mila euro per il 2025 finalizzati al sostegno del corso nella sede universitaria di Taranto. Un altro provvedimento stanzia 300mila euro per la formazione di logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva finalizzati all’attivazione di specifici corsi di laurea nella sede universitaria di Taranto.
Il processo di digital innovation obbliga a comprendere e a utilizzare al meglio le nuove tecnologie. A questo scopo il Consiglio regionale ha approvato, su proposta di Di Gregorio, un progetto di formazione per l’uso dell’intelligenza artificiale per il personale del nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto. Importante anche il progetto per lo svolgimento di un laboratorio di teatro e video terapia con l’Asl di Taranto. Entrambi hanno ottenuto uno stanziamento di 40mila euro ciascuno.
Ammonta a 200 mila euro il totale dei contributi per il sostegno e lo svolgimento di attività culturali sul territorio di Taranto. A questi vanno aggiunti 100mila euro stanziati con un emendamento per la ristrutturazione del campo sportivo della parrocchia SS. Angeli Custodi al rione Tamburi. La struttura ospita una scuola calcio frequentata dai ragazzini della zona ed è un prezioso presidio di socialità e di legalità in un contesto con forti criticità. Qualche settimana fa la struttura è stata al centro di un’iniziativa della Federazione italiana gioco calcio (Figc), a seguito dei ripetuti appelli del parroco don Alessandro Argentiero. Le risorse stanziate dalla Regione Puglia consentiranno finalmente di migliorare l’impianto sportivo e di accogliere un numero maggiore di giovani.

Di Gregorio e Paolicelli, inoltre, sono stati i promotori dell’emendamento che proroga di un anno la validità delle graduatorie dei concorsi pubblici della Regione Puglia, degli enti e delle aziende collegate. Una decisione di buon senso che interessa migliaia di persone in tutta la Puglia.