Libri

Giovedì 6 a Martina Franca la presentazione del libro “Kaire Maria” di Semeraro e Aquaro

04 Nov 2025

‘Kaire Maria tra Oriente e Occidente, luoghi e volti della Madre di Gesù nella Chiesa di Taranto’ è il titolo del libro scritto da don Franco Semeraro e da Gianfranco Aquaro per le edizioni Scorpione.

Il libro sarà presentato giovedì prossimo, 6 novembre, nel teatro Verdi di Martina Franca, con un intenso programma che si apre, alle 18, dopo l’accoglienza, con la proiezione video delle numerose immagini contenute nel libro, che ripercorrono la venerazione di Maria, da sempre molto intensa, attraverso i numerosi luoghi e la storia del culto nel territorio tarantino.
A scrivere la postfazione del volume è lo storico Vittorio De Marco, docente dell’Università del Salento. Dopo i saluti e introduzione, il giornalista Silvano Trevisani, nostro collaboratore, dialogherà con l’arcivescovo Ciro Miniero, con Patrizia De Luca, storica e presidente dell’Associazione amici dei Musei di Taranto, con gli autori e con l’editore Piero Massafra.

Emergenze sociali

Disoccupazione, povertà, denatalità: il report dell’Inps a Taranto e provincia

30 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Disoccupazione, povertà, denatalità: sono i drammatici fenomeni che caratterizzano la situazione di Taranto oggi. La gravissima crisi industriale e la mancanza di alternative, pur tanto attese, fanno di Taranto e provincia un fanalino di coda della condizione socio-demografica italiana, che pure non brilla affatto nonostante i proclami.

È dal Rendiconto sociale dell’Inps che scaturisce questo quadro inquietante, che viene portato all’attenzione pubblica dal segretario della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo: “Il mercato del lavoro tarantino resta segnato da criticità profonde. Permangono forti squilibri di genere, una bassa partecipazione giovanile e divari territoriali che penalizzano la provincia tarantina che resta capitale degli ammortizzatori sociali”. Anche il coordinatore territoriale della Uil, Gennaro Oliva, comne vedremo, interviene sull’argomento.

Ma entriamo nel merito dei dati ufficiali, partendo dall’“inverno demografico” che si registra in città: il saldo tra nuove nascite e decessi è sempre più alto, essendo passato da -400 nel 2013 a – 2008 nel 2024. Inverno destinato a diventare ancora più rigido, sottolinea D’Arcangelo, se si considera che chi dovrebbe far figli decide di abbandonare la propria città e a volte il proprio paese per cercare altrove condizioni di vita migliori.

Per quanto riguarda l’occupazione, la situazione è pessima da tutti i punti di vista. Vediamolo nelle varie fasce, diversificato per sesso: tra i 25 e i 34 anni, il tasso di occupazione per le donne è fermo al 24,4, mentre quello degli uomini è al 43,2! Nella fascia tra i 35 e 49 anni l’occupazione femminile arriva a malapena al 29,9, mentre quello maschile è dell’81,1. Che è ben al di sotto del dato nazionale e di quello che auspicherebbe in un contesto sostenibile. Infine: tra i 50 e 64 anni il dato cala terribilmente: solo il 22,9 per cento per le donne e il 73,5 per cento.

Un tasso di occupazione globale ben al di sotto del dato nazionale (62,2%) e regionale (51,2%).

Disoccupazione ma anche lavoro povero, sottolinea D’Arcangelo: “Basta vedere il ricorso a forme di lavoro precario (stagionale, a chiamata) e i bassi salari di chi ad esempio si occupa di sanità o istruzione nell’alveo pubblico”. Per non parlare del buco nero degli ammortizzatori sociali: “Un esercito di lavoratori e lavoratrici privati di dignità, trasformati in fantasmi impossibilitati persino ad immaginare la loro emancipazione dal precariato. In provincia di Taranto tra Cassa integrazione ordinaria, in deroga, straordinaria e fondo di solidarietà ce ne sono oltre 17mila. Il dato assolutamente più alto di tutta la Puglia. Il resto è noia!”

Secondo Gennaro Oliva della Uil, “la realtà industriale tarantina continua a essere segnata dall’ex Ilva e dalle crisi dell’indotto. Lo dimostrano i dati sulla Cassa Integrazione Straordinaria: delle 19.666 posizioni regionali, quasi il 60% – ben 10.813 – è stato gestito nella provincia ionica. Questo dato fotografa la dipendenza del nostro territorio da un modello industriale ormai insostenibile, incapace di garantire futuro e stabilità”.

Il quadro sociale resta altrettanto complesso: nel 2024 sono stati oltre 40.900 i trattamenti pensionistici per invalidità civile, con una prevalenza femminile del 60%. Crescono anche gli ammortizzatori sociali e le richieste di sostegno al reddito (14.054 per l’assegno di inclusione e 2.717 per il supporto formazione lavoro). Dietro questi numeri – rimarca Oliva – ci sono famiglie che non ce la fanno più, lavoratori espulsi dal ciclo produttivo e giovani costretti ad emigrare”.

Sinodo

Intervista a monsignor Romanazzi: dal Sinodo una Chiesa più accogliente

ph G. Leva
28 Ott 2025

di Silvano Trevisani

La parola ‘Sinodo’ deriva da due parole greche che significano insieme e strada, quindi la combinazione trasmette l’idea di “camminare insieme”. Oggi nella Chiesa cattolica, il termine ‘sinodo’ significa molto di più. Seguendo l’insegnamento di papa Francesco, che si basa sul Concilio Vaticano II, la sinodalità indica la partecipazione attiva di tutti i fedeli alla vita e alla missione della Chiesa. Per quattro anni tutta la Chiesa italiana si è interrogata, a vari livelli, a partire dalle singole comunità, sulla propria dimensione e, al termine di questo lungo percorso, è stato prodotto un documento conclusivo che recepisce questa lunga elaborazione facendone sintesi. E porgendola ai vescovi, perché siano loro a darle in qualche modo pratica e sostanza.

Abbiano ascoltato, all’indomani dell’approvazione del Documento di sintesi del cammino sinodale, il referente diocesano, monsignor Gino Romanazzi, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Cos’ha significato per la Chiesa italiana questo cammino sinodale?

Il sinodo è un cammino che si fa insieme e che coinvolge il popolo di Dio, tutti i battezzati. Li sollecita a tenere vivo il pensiero che è stata affidata loro una missione: diffondere la propria esperienza di Cristo e della salvezza. Anche a livello diocesano abbiamo avuto la possibilità di incontrarci e incontrare anche persone che non erano molto coinvolte nella vita di Chiesa. Ebbene, in tutti gli incontri abbiamo registrato una grande attenzione all’accoglienza, anche da parte di coloro che potevano sembrare indifferenti. Si è verificato, potremmo dire, un contagio, la testimonianza di un entusiasmo che ci ha investiti e ha reso ciascuno di noi consapevole della responsabilità che si assume nei confronti degli altri. Non solo da punto di vista religioso, ma anche da quello strettamente umano. Un cristiano che vive nel mondo testimonia la bellezza della propria fede in tutti i modi e in tutti i campi: nella vita quotidiana, nella pratica religiosa, nel lavoro, nella politica, nella malattia e così via. La nostra vita si innesta nella storia precedente e in quella che verrà ancora nel mondo. Il cui cammino è anche illuminato dalla vita dei santi, testimoni reali.

È noto che i lavori dell’assemblea hanno anche avuto dei momenti di difficoltà, come dimostra lo slittamento del documento di sintesi.

I lavori dell’assemblea sono stati intensi e complessi, per questo hanno richiesto un supplemento di lavoro che limasse e perfezionasse la sintesi. Gli osservatorri esterni, però, e una parte dei mass media, hanno dato a questo una spiegazione non aderente alla realtà. Noi abbiamo avuto la possibilità di stare con i vescovi, compreso il nostro arcivescovo Miniereo, e abbiamo dialogato approfonditamente sulla vita della Chiesa. Una realtà che, nel complesso, non è fatta di pantofolai ma di uomini e donne che affrontano le difficoltà dell’uomo, che si interrogano sulle questioni. E del confronto sanno fare sintesi.

Una delle questioni centrali in questo dibattito è stata quella dell’affettività e dei cosiddetti omoaffettivi, cui si sono dati giudizi diversi e diverse interpretazioni sull’apertura nei loro confronti.

É così. La Chiesa per sua natura è madre e in quanto tale accoglie tutti impegnandosi all’educazione e all’accoglienza della verità che gli uomini sono chiamati a rappresentare, essendo creati a immagine e somiglianza di Dio. Ma accogliere non significa accettare ideologicamente di adeguarsi. Poiché la dottrina della Chiesa non cambia: non si tratta di approvare i comportamenti di chi si pone in modo diverso, ma di accoglierlo comunque e di accompagnarlo.

Una delle conclusioni più importanti del Documento riguarda la partecipazione dei laici alla vita delle parrocchie, la valorizzazione dei consigli pastorali, e così via….

Il coinvolgimento dei laici è un problema molto sentito. Abbiamo sperimentato come gli organismi di partecipazione, a livello parrocchiale come a livello diocesano, testimonino un impegno all’autenticità, alla disponibilità, a una partecipazione più coinvolta, che è perfezionamento della propria missione di credente. E credo che la valorizzazione di questo dato sia ulteriore compimento del cammino sinodale.

Ora anche la diocesi farà sintesi del suo cammino sinodale.

Il 4 novembre la Chiesa di Taranto è convocata in assemblea in Concattedrale, per ascoltare la relazione di sintesi e comprendere, così, lo stato attuale della Chiesa diocesana e cogliere quelli che saranno i punti cardini che dovremo affrontare in questo anno pastorale appena iniziato.

La Chiesa diocesana si è coinvolta pienamente nel percorso ma è anche scontato che, quando si cammina, c’è chi ha un passo più veloce e chi lo ha più lento. Tuttavia si coglie una realtà viva e un segnale di rinascita quando si è insieme. E l’indicazione del nostro vescovo è proprio l’invito a essere accoglienti.

Città

Il Documento per la pace della città di Taranto presentato e sottoscritto

27 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Oltre cinquanta, tra associazioni, istituzioni e comunità religiose del territorio, hanno sottoscritto il “Documento per la Pace della Città di Taranto”, promosso dal Consiglio comunale, durante la cerimonia svoltasi nella sala consiliare. Il documento, che era stato varato dal Consiglio nella seduta del 13 ottobre scorso, votato all’unanimità, pur rappresentando un atto simbolico, segna la nascita di un patto civico e morale fondato sui valori del “dialogo, del rispetto e della solidarietà”, acquisendo in questo modo il valore di un concreto impegno collettivo e permanente per la costruzione della pace, della giustizia e della convivenza civile, riaffermando il ruolo di Taranto come città del Mediterraneo capace di scegliere il dialogo e di opporsi all’indifferenza.

L’obiettivo è quello di trasformare il capoluogo ionico, secondo l’appello già lanciato da san Giovanni Paolo nella sua storica visita a Taranto del 1989, quando auspico “Un ponte di pace sul Mediterrraneo” in un luogo di accoglienza e speranza, dove la pace diventi una pratica quotidiana.

“Con questo atto – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano – Taranto sceglie di dare voce a una comunità che crede nella pace come responsabilità condivisa. Abbiamo voluto creare un momento di unità civica, in cui istituzioni, scuole, associazioni e cittadini si riconoscono in valori comuni. La pace non è un’utopia, ma un cammino che parte da ciascuno di noi. Vogliamo restituire il senso dell’appartenenza, il desiderio di sentirci comunità, il rispetto per le diversità”.

Il ‘Documento per la pace’ si fonda su cinque principi cardine: responsabilità condivisa, giustizia, rispetto, dialogo e accoglienza. Su questi valori poggeranno le azioni concrete previste dal patto, come la promozione di progetti di educazione alla pace, la cooperazione con le città del Mediterraneo, la valorizzazione dei luoghi simbolici della città e l’impegno per una comunicazione rispettosa e inclusiva. La firma collettiva dei 55 aderenti testimonia la volontà di Taranto di farsi “comunità della pace”, unita nel costruire ogni giorno relazioni fondate sulla dignità della persona e sulla solidarietà sociale.

“Oggi Taranto lancia un messaggio forte – ha sottolineato il sindaco Piero Bitetti –: scegliere la pace è un atto di coraggio e di civiltà, la strada per un futuro più giusto, umano e condiviso. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, abbiamo voluto affermare con forza che la pace è un valore che unisce e impegna tutti: cittadini, istituzioni, mondo del lavoro, scuola e associazionismo».

Con la sottoscrizione del documento, Taranto si candida a diventare un laboratorio permanente di dialogo e convivenza, un modello di partecipazione civica che guarda al Mediterraneo come spazio di incontro e cooperazione.

Hanno aderito:

ARCIVESCOVO DI TARANTO (ha firmato don Antonio PANICO per conto di S.Ecc.za Mons. Miniero)

CARITAS DIOCESANA (don Nino BORSCI)

UFFICIO SCUOLA DIOCESI DI TA (don Ciro ALABRESE)

UNIVERSITÀ LUMSA (don Antonio PANICO)

UFFICIO PASTORALE DEL LAVORO GIUSTIZIA PACE E CUSTODIO DEL CREATO (don Antonio PANICO)

AZIONE CATTOLICA DIOCESANA (Aldo CESARIO)

ACLI (Lucia SIMONETTI)

COMUNITA’ MULMANA (Hassen CHIKA)

CHIESA VALDESE (Gianfranco RICCHIUTI)

CHIESA DI GESU’ CRISTO DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI (chiesa mormone Lillo IMPOLLONIO)

COMUNITA’ SENEGALESE A TARANTO (DOTT. NDOFFENE DIOUFF)

COMANDO DEI VIGILI DEL FUOCO (Lillo IMPOLLONIO)

ASL TARANTO (Gregorio COLACICCO)

ARPA TARANTO (Vittorio ESPOSITO)

ARCA JONICA (DONATO PASCARELLA)

ORDINE DEGLI AVVOCATI (Enzo DI MAGGIO)

ORDINE DEGLI ARCHITETTI (Paolo BRUNI)

ORDINE DEGLI INGEGNERI (Gigi DE FILIPPIS)

ORDINE DEI COMMERCIALISTI (Angela CAFARO)

ORDINE DEI MEDICI (Giovanni POLLICORO)

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI (Stefano VINCI firmerà Paolo PARDOLESI)

LICEO ARCHITA (Salvatore MOTTOLA)

LICEO QUINTO ENNIO FERRARIS (Paolo SIMONETTI)

ISTITUTO TECNICO PACINOTTI (Teresa NASTRO)

ISTITUTO MARIA PIA (Giovanni TARTAGLIA)

ISTITUTO CABRINI/LISIDE (Lucilla TRISOLINI)

CONSERVATORIO PAISIELLO (Cristiano MARANGI)

CONFINDUSTRIA (Vincenzo FANELLI)

CONFAGRICOLTURA (Angelo DE FILIPPIS)

CONFCOMMERCIO (Giuseppe SPADAFINO)

CONFCOOPERATIVE (Carlo MARTELLO)

CONFARTIGIANATO (Fabio PAOLILLO)

CONFAPI (Fabio GRECO)

CISL (Luigi SPINZI)

UIL (Gennaro OLIVA)

UGL (Alessandro CALABRESE)

CSV (M.Antonietta BRIGIDA)

UISP (Giovanni CRISTOFORO)

PANATHON (Michelangelo GIUSTI)

AMICI DI MANAUS (Giovanni DE GIORGIO)

ABFO (Eleonora OCCHINEGRO)

ANPI (Francesco SOLFRIZZI)

COMITATO QUALITA’ DELLA VITA (Annamaria LANEVE)

ASSOCIAZIONE ANTIRAKET (Mino SESSA)

ASS. RAGAZZI IN GAMBA (Gennaro ESPOSITO)

CREST (Giovanni GUARINO)

CENTRO STUDI CESARE G.VIOLA (Enrico VIOLA)

 

Hanno aderito preannunciando la loro firma:

CAMERA DI COMMERCIO

COMMISSARIO PER I GIOCHI DEL MEDITERRANEO

CGIL

COLDIRETTI

CASARTIGIANI

CONFESERCENTI

CIOFS/FP

ANCE

ORDINE DEI GEOMETRI

PEACELINK

LIBERA

LEGAMBIENTE

Rassegna musicale

La Rassegna organistica di Grottaglie propone il concerto di Nicola Dolci

24 Ott 2025

Sabato 25 ottobre, alle 19.30 si tiene, nella Chiesa madre collegiata Maria SS.ma Annunziata di Grottaglie, si terrà il terzo appuntamento della VI Rassegna organistica grottagliese con un concerto del maestro Nicola Dolci, organista, compositore e direttore. Una presenza che si aggiunge in maniera significativa ai vari e importanti appuntamenti che la rassegna grottagliese ospita grazie alla disponibilità del parroco della collegiata don Eligio Grimaldi e al sostegno della Pluriassociazione S. Francesco De Geronimo guidata dal Ciro De Vincentis.

Si tratta di appuntamenti che consentono agli amanti della musica d’organo di potersi accostare a uno strumento musicale di assoluto prestigio, grazie alla sua antichità e alle sue caratteristiche tecniche e foniche.

Nicola Dolci ha all’attivo una carriera concertistica internazionale, sia come solista che come organista, direttore e continuista con vari ensemble europei. Dopo aver completato gli studi presso i conservatori di Brescia e Verona sotto la guida di Francesco Zuvadelli, Pietro Pasquini e Massimiliano Raschietti, si è diplomato in organo con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Ha quindi approfondito la conoscenza del repertorio organistico studiando con Jean-Baptiste Monnot, Brett Leighton e Ben Van Oosten e grazie a corsi tenuti da musicisti di fama internazionale quali Wolfgang Zerer, Olivier Latry, Andrea Marcon ed Edoardo Bellotti. Ha inoltre studiato improvvisazione organistica con Fausto Caporali e direzione corale e strumentale con Alessandro Quarta e Angelo Bolciaghi.

Diversi i riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale: ancora giovanissimo vince la categoria “non diplomati” del Concorso nazionale “Rino Benedet” di Bibione, nel 2021 è insignito del ministeriale “Premio nazionale delle arti – XV Edizione”, nel 2022 è vincitore del secondo premio al prestigioso “International Martini organ competition” di Groningen, mentre nel 2025 è assegnatario del terzo premio al “Concorso internazionale Organi storici del Basso Friuli”, e vincitore del secondo premio assoluto (primo premio non assegnato) nella prima edizione del “Concorso Internazionale organistico Terenzio Zardini” di Verona.

Collabora regolarmente con rinomati ensemble, tra cui “I Barocchisti”, il coro della “RSI – Radiotelevisione Svizzera Italiana”, “Ensemble Quoniam” e il “Coro Claudio Monteverdi di Crema”, esibendosi in concerti, trasmissioni radiofoniche e progetti discografici. Come direttore, la sua carriera spazia tra la direzione corale, orchestrale e di ensemble. Dal 2018 è direttore dell’Orchestra “Cremaggiore” di Crema e dal 2024 al 2025 ha diretto la “Polifonica Francesco Cavalli”, coro della Cattedrale di Crema. Oltre alla carriera concertistica, svolge l’attività di docente di organo presso la “Scuola diocesana di musica Santa Cecilia di Brescia” e di organista presso il Santuario “Santa Maria della Croce” di Crema.

Il programma propone brandi che vanno dal Rinascimento al contemporaneo e comprende improvvisazioni su temi dati.

Introduce il maestro Nunzio Dello Iacovo, direttore artistico della rassegna.

A Taranto

Pace: la preghiera della vicaria del Borgo e il Documento del Consiglio comunale

21 Ott 2025

di Silvano Trevisani

La pace è il più grande dono cui l’uomo possa ambire, come dimostrò il saluto che Cristo risorto rivolse agli apostoli. E come confermano le prime parole dette da Papa Leone XIV nel presentarsi dopo l’elezione. Importanti sono, perciò, tutte le iniziative promosse in suo favore, sia dalla Chiesa che dalla società civile e da ogni tipo di organismo, tesi a una serena convivenza civile.

Se la Chiesa di Taranto sta rispondendo alla richiesta di preghiera rivolta dal Papa, anche il Consiglio comunale sta proponendo il suo percorso che esprime la “necessità di ricostruire coesione comunitaria e di riappacificare la città”.

Lunedì sera le comunità parrocchiali della vicaria “Taranto Borgo” si sono radunate per pregare il Santo Rosario in comunione con il Papa Leone XIV, in un momento partecipato e intenso, guidato dal vicario zonale don Ciro Santopietro, con l’intervento di numerosi sacerdoti e rappresentanti che si sono alternati nelle letture e nelle meditazioni.

Ieri mattina, su iniziativa del presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, si è svolta, a Palazzo Latagliata la conferenza stampa di presentazione della “Giornata della Pace” e del “Documento per la Pace della Città di Taranto”, primo momento pubblico di illustrazione del percorso condiviso promosso dal Consiglio comunale di Taranto, volto a costruire coesione sociale e partecipazione attiva della cittadinanza.

Il Documento per la Pace della Città di Taranto, secondo la mozione che il Consiglio ha votato all’unanimità lo scorso 13 ottobre, lo ha sottolineato Gianni Liviano, costituisce un patto morale e civile, volto a: trasformare la memoria della città da archivio di sofferenze a patrimonio di resilienza; rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e favorire la coesione sociale; realizzare un “Circuito del Mediterraneo Resiliente” attraverso il confronto con altre città che hanno vissuto la transizione dall’industria pesante alla rigenerazione culturale e ambientale; promuovere un forum giovanile internazionale con sottoscrizione condivisa della Carta della Pace di Taranto.

Pertanto, venerdì 24 ottobre, alle 17, nella sala consiliare di Palazzo di Città, si terrà l’iniziativa pubblica per la sottoscrizione del Documento di Pace per Taranto, promossa dal Consiglio comunale di Taranto.

L’evento rappresenta una tappa fondamentale del percorso avviato dal Consiglio, che nella seduta del 13 ottobre ha deliberato all’unanimità la necessità di ricostruire coesione comunitaria e di riappacificare la città. Alla sottoscrizione sono invitate le istituzioni, le scuole, le comunità religiose, le organizzazioni sindacali, le realtà produttive, il mondo dell’associazionismo e tutti i cittadini. “Sarà un momento di partecipazione collettiva e di impegno comune per costruire una Taranto più coesa, solidale e capace di ritrovare fiducia in sé stessa. La città ha bisogno di ricucire legami e superare le divisioni che ne hanno segnato la vita sociale e politica. Il Documento di Pace nasce proprio con questo obiettivo: promuovere dialogo, ascolto reciproco e collaborazione tra le diverse componenti della comunità tarantina”.

Canonizzazioni

Bartolo Longo proclamato santo e il suo intenso legame con Grottaglie

20 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Così come Papa Francesco aveva annunciato il 25 febbraio scorso, Bartolo Longo è stato proclamato santo. Domenica scorsa, in una affollatissima piazza San Pietro, papa Leone lo ha elevato agli onori degli altari assieme ad altri sei beati di diverse nazionalità.

Il nome di Bartolo Longo, la cui vicenda spirituale e umana rappresenta una delle testimonianze più significative della rinascita religiosa dell’Italia postunitaria, è indissolubilmente legato al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, centro mondiale di devozione mariana e di opere sociali.

Grande gioia ha manifestato la sua città, Latiano nel Brindisino, doven+ nacque il 10 febbraio 1841, Ma vogliamo ricordare che il nome di Longo è anche saldamente legato anche a Grottaglie, dove viveva una sua nipote, e dove propagò la pratica del Rosario, in stretta collaborazione con i gesuiti che vi operavano nel santuario sorto laddove era nato san Francesco de Geronimo, e a lui si deve l’erezione della chiesa della Madonna di Pompei.

Bartolo Longo si trasferì nel 1863 a Napoli per completare gli studi di giurisprudenza. Dopo un periodo di “buio”, nel quale si avvicinò al mondo dello spiritismo, che anche nella capitale del Regno delle Due Sicilie aveva una certa espansione, ritrovò la strada della conversione e si dedicò totalmente alla religione e alla carità. Grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli, oggi santa, conobbe la contessa pugliese Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova in giovane età, con cinque figli piccoli. Il 1° aprile 1885 sposò Bartolo Longo a Napoli, e divenne una figura decisiva nella realizzazione di tutta l’opera pompeiana.

Nel 1872 Longo giunse a Valle di Pompei e, mentre si aggirava tra le campagne, fu preso da profondo pentimento per la vita passata, tanto da temere per la sua anima, quando una voce gli sussurrò: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Cominciò così a catechizzare i contadini; ristrutturò, poi, la piccola chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, e decise, su consiglio del Vescovo di Nola, di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario.

Il 13 novembre 1875, arrivò a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario. Pian piano arrivarono le offerte per la costruzione della nuova chiesa, la cui prima pietra fu posta l’8 maggio 1876. Il santuario è poi divenuto meta di costante pellegrinaggio e punto di riferimento per opere di carità e propagazione della fede. La memoria della Madonna di Pompei si celebra l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, quando in tutte le chiese si recita la “supplica” che lo stesso Bartolo Longo compose. Il beato, invece, si spense all’età di 85 anni, il 5 ottobre 1926. L’opera dell’avvocato Longo ha avuto il suo primo, solenne riconoscimento con la beatificazione da parte di Giovanni Paolo II, il 26 ottobre 1980.

Ma accennavamo alla presenza costante di Bartolo Longo a Grottaglie. Qui mantenne un legame profondo con i padri gesuiti, come testimoniano in numerosi scritti apparsi sulle riviste della compagnia “Societas” e “Tornate a Cristo”, i gesuiti Marranzini, Trani, Campagna e anche il grottagliese Michele Ignazio D’Amuri. Queste e altre testimonianze sono riportate, tra le altre, nella “Storia del Santuario di san Francesco De Geronimo e dei padri gesuiti” da Francesco Occhibianco. Il quale ha recentemente pubblicato un volume dedicato a Bartolo Longo contenente tre sue lettere inedite.

A Grottaglie Bartolo Longo si recava a far visita, nella casina bianca che sorgeva accanto al convento delle Figlie del Sacro Costato, alla sorellastra Maria Campi, nata dal matrimonio della madre Maria Luparelli con l’avvocato Giovanni Campi di Mesagne. Maria Campi a Grottaglie aveva poi sposato un personaggio molto noto e amato: il direttore didattico Ciro Vincenzo Peluso, autorità pedagogica e umana universalmente riconosciuta, premiato con la medaglia d’oro per meriti scolastici. Dal matrimonio tra Peluso e Maria Campo nacquero i figli: Marianna, che i più anziani ricordano organista al Santuario, Antonietta, Adele e Giuseppe, che fu gesuita e che morì nel 1974.

Bartolo Longo fu il fautore della costruzione della Chiesa della Madonna di Pompei. La chiesetta venne eretta agli inizi del Novecento, e terminata nel 1905, su un terreno donato da una famiglia devota alla Vergine, proprio per le sollecitazioni di Bartolo Longo, la cui presenza in città era ricordata ben dagli anziani e dai sacerdoti, con i quali teneva una rapporto consuetudinario. La chiesa, rimasta chiusa per anni, è stata riaperta al culto regolare una decina d’anni fa, oggi è rettoria, affidata a don Eligio Bonfrate, e si trova sulla via intitolata alla Madonna di Pompei che si innesta alla superstrada per Francavilla Fontana.

Sull’altare maggiore campeggia un venerato altorilievo della Madonna di Pompei opera del noto cartapestaio leccese Raffaele Caretta (1871-1950), del tutto simile a quello da lui stesso realizzato per la Chiesa dell’Immacolata di Latiano negli ultimi anni dell’800, mentre la volta del presbiterio è affrescata dal pittore e decoratore grottagliese Arcangelo Spagnulo (1913-1968).

Lavoro

Lavoratori in sciopero e Comune concordano su come cambiare l’Ilva

16 Ott 2025

di Silvano Trevisani

In una mattinata fredda e piovosa, il lungo corteo dei lavoratori dell’industria siderurgica hanno manifestato, sfilando la statale Appia, partendo dalla portineria della direzione e raggiungendo Palazzo di città. Il traffico in entrata in città da direzione nord è stato a lungo bloccato e dirottato verso il Ponte Punta Penna, creando naturalmente molti disagi. Com’è è logico che accada in queste occasioni.

Le organizzazioni sindacali Fim Fiom Uilm e una rappresentanza dei lavoratori sono stati ricevuti dal sindaco, presente l’assessore all’Attuazione del programma, Cataldino, con i quali hanno condiviso un documento finale. In esso esprimono la necessità di “un cambio di passo immediato nella gestione della vertenza ex Ilva, con un intervento pubblico deciso in grado di garantire la tenuta sanitaria, occupazionale e impiantistica del sito siderurgico di Taranto”.

Nel documento condiviso si legge: “Siamo in una fase storica in cui la città e i lavoratori possono finalmente vedere concretizzarsi una transizione industriale reale, basata sulla decarbonizzazione del sito di Taranto e sul pieno rispetto dei diritti costituzionali al lavoro e alla salute. Occorre dare centralità assoluta alla realizzazione del processo di decarbonizzazione, definendo tempi certi e risorse adeguate, in un quadro di nuova autorizzazione ambientale che sancisca l’abbandono programmato del ciclo integrale a carbone”.

Comune e organizzazioni sindacali ritengono indispensabile la definizione di un Accordo di Programma, partecipato da Governo, Regione Puglia, enti locali e parti sociali, per garantire: “la tutela occupazionale piena, nel rispetto delle salvaguardie dell’accordo del 6 settembre 2018; misure straordinarie per i lavoratori di ADI in AS, Ilva in AS e dell’appalto, comprese le possibilità di prepensionamento e incentivi all’esodo volontario; formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione; screening sanitari periodici per tutti i lavoratori, come già sollecitato dalla commissione Sanità regionale; valorizzazione e tutela dei lavoratori dell’indotto, con l’introduzione di una clausola sociale che garantisca il loro impiego nei nuovi impianti e attività”.

La transizione ecologica e industriale di Taranto non può essere più rinviata. È una responsabilità collettiva verso i lavoratori, le famiglie e le future generazioni. Il tempo dei proclami è finito: servono scelte, atti e certezze.

“L’Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm concordano, a valle dell’incontro del 28 ottobre a Palazzo Chigi, sulla costituzione di un gruppo di lavoro congiunto per l’esame delle problematiche che emergeranno in quella sede e per definire orientamenti comuni sul proseguimento della vertenza”.

Da parte loro, i lavoratori che hanno scioperato e hanno preso parte alla manifestazoine, non sottovalutano le divisioni che si sono verificate in città e anche nel Consiglio comunale, tra chi vuole porre fine alla storia dell’acciaio e chi invece punta alla diversificazione, e sostengono che “in una città alimentata da divisioni abbiamo il dovere di avere la maturità necessaria per agire come comunità!”

Per farlo bisogna mettere subito fine alla demagogia e affrontare con serietà e corresponsabilità una vergognosa vicenda che continua a tenere in ostaggio il futuro di un intero territorio stremato da cassa integrazione e disoccupazione. Il ruolo del primo cittadino, insieme a tutti i sindaci della provincia ionica e non solo, diventa fondamentale proprio per essere il collante di un territorio in crisi già fortemente provato e che ha bisogno di risposte immediate per la risoluzione di una vertenza che dura ormai da troppi anni”

“Il nostro compito – affermano – è quello di unire le differenze e trovare le giuste soluzioni che possano finalmente traguardare un serio processo di transizione ecologica”.

Ricordo

Ricordo di don Emidio: “C’è qualcosa di ulteriore che non dobbiamo lasciarci sfuggire”

16 Ott 2025

di Silvano Trevisani

“La realtà forse è migliore di quella che può apparire dalle esperienze comuni che facciamo: c’è qualcosa di ulteriore che non dobbiamo lasciarci sfuggire”. Una riflessione profonda, quasi un aforisma spirituale, che condensa anche una testimonianza di fede autentica, come derivata da un riflesso colto dalla realtà. Me l’aveva dettata don Emidio nell’intervista pubblicata su questo giornale nel maggio scorso, in occasione dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie a Grottaglie.

Stavamo riflettendo sull’enorme successo che aveva riscosso, pochi giorni prima, il concerto di apertura dei festeggiamenti, che era nato da una sua esigenza profonda da lui rivolta a Nunzio Dello Iacovo, noto pianista concertista grottagliese.

“Il tutto è nato – così mi raccontò – da un mio desiderio espresso al maestro Dello Iacovo mentre usciva dalla sua preghiera personale. Gli ho espresso il bisogno di un momento culturale e spirituale insieme, che fosse di evangelizzazione ma che uscisse anche fuori dal circuito ordinario della catechesi o della liturgia, in genere limitata ai parrocchiani. Lui ha detto che ci avrebbe pensato e poi ha portato una proposta che è andata al di là della più rosea aspettativa. Un sogno che si è realizzato: un vero percorso culturale e spirituale che, tenendo in Bach e in Listz grandi autori di riferimento, ha tratto dalle loro musiche, la spiritualità che ha animato la loro vita. Molto apprezzata la formula, che ha visto il maestro Nunzio al pianoforte e il maestro Massimiliano Conte come voce narrante, o voce orante come si può benissimo definire. Un percorso di spiritualità vissuto mediante l’esecuzione pianistica. La chiesa della Madonna delle Grazie, che è molto capiente, era piena. A significare un’attesa, di un desiderio. Sono venute persone anche da Taranto e da altri paesi. Questo sta a dire come si può provare a esprimere la fede grazie a questi grandi contributi del passato, di uomini e donne di fede che hanno messo nell’arte il loro patrimonio spirituale”.

È bene che siano le sue stesse parole a delineare un ricordo efficace, perché i rischi connessi alla memoria sono sempre in agguato. Anche se don Emidio non avrebbe bisogno di una laudatio postuma, perché egli era esattamente come si mostrava. La densa sobrietà e la repulsione per ogni ipocrisia (propria e altrui) erano dati caratteristici della sua azione pastorale, come la sua mitezza, che abbiamo spesso incontrato nella sua troppo breve vita sacerdotale, come già anche nel complicato e delicato ruolo di segretario particolare del vescovo, cui fu chiamato dall’arcivescovo Benigno Papa, che lo aveva ordinato sacerdote nell’agosto 1997, e mantenuto in tale servizio da monsignor Santoro, che poi lo designò parroco della centralissima Madonna delle Grazie. Una parrocchia vivace e impegnativa, che ancora recava le impronte del ministero di monsignor Salvatore Ligorio, futuro arcivescovo di Potenza.

E lui stesso, parlando della partecipazione dei parrocchiani alle pratiche religiose legate al culto della Vergine, aveva detto: “Vi è una partecipazione apprezzabile, legata a una tradizione profonda, che vede le persone apprendere un messaggio che aiuti a vivere la fede e aiuti nella vita. Lo colgo dall’attenzione che mettono: non è una presenza passiva, legata a un dovere, a un atto sacro da compiere, ma è proprio un desiderio di ricerca che emerge e che riscontra la profondità spirituale realizzata dai predicatori. La predicazione rimane elemento importante nell’evangelizzazione. Avere il dono di sacerdoti che sanno spezzare bene la parola di Dio, renderla attuale è qualcosa per cui rendere grazie a Dio”.

Quanto sono importanti, oserei dire profetiche, queste ultime sue parole, che assumono un denso senso prospettico, alla luce della sua prematura dipartita. E intanto ci viene da pensare, come invito indiretto rivolto al maestro Dello Iacovo: perché non ripetere il grande concerto ispirato da don Emidio come atto commemorativo?

Festa di comunità parrocchiale

Nella chiesa del Rosario di Grottaglie un video sulla violenza di genere e il bullismo

09 Ott 2025

Venerdì 10 ottobre, nella Chiesa di Maria SS. del Rosario, alle ore 20, nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione della celebrazione della festa della Madonna del Rosario, sarà presentato “Non sono mai parole è violenza”. Si tratta di un video-recital dei giovani di azione cattolica della parrocchia Immacolata di San Giorgio Jonico sulla violenza di genere e sul bullismo. La manifestazione, realizzata in collaborazione con Alzaia Onlus e Sostegno donna, vedrà anche un approfondimento guidato dalla psicologa Carmen Palazzo, coordinatrice dello Sportello antiviolenza “Sostegno donna” di Grottaglie.

“Non sono mai solo parole… è violenza” – avvertono gli autori – non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza collettiva capace di unire generazioni diverse in una riflessione profonda: la violenza si può prevenire anche scegliendo ogni giorni un linguaggio libero da pregiudizi, stereotipi e offese-

Intervista esclusiva

L’ex Ilva tra agonia e diversificazione
Ne parliamo con il sindaco Bitetti

09 Ott 2025

di Silvano Trevisani

La città vive un momento di svolta nella sua storia socioeconomica. L’estrema incertezza sul futuro dello stabilimento siderurgico, il difficile dialogo con il governo, l’ombra di un ridimensionamento dell’occupazione che incombe comunque sul territorio sono gli elementi che caratterizzano questi primi giorni di autunno. Segnali indecifrabile e a volte contraddittori, che si colgono indirettamente da incontri ed eventi di questi giorni, ci parlano di un ministro Urso che continua a parlare di decarbonizzazione e anche di una sua accelerazione, ma che non dà chiarezza sul come tutto avverrà. La sue dichiarazioni all’incontro svoltosi a Roma per la presentazione delle otto proposte industriali da attuare a Taranto come reindustrrializzazione, sono state chiare: la decarbonizzazione va fatta, mentre i Dri per il preridotto dovrebbero andare a Gioia Taranto, data l’indisponibilità espressa da Taranto. Ma quali prospettive aprono queste affermazioni? Ce lo chiediamo mentre sono in corso le allarmate assemblee sindacali, che hanno “subito” un incremento cospicuo della cassa integrazione, che precedono lo sciopero già indetto per il 16 ottobre.

Abbiamo girato la domanda al sindaco Piero Bitetti, di ritorno dall’incontro romano, dove ha confermato le aspettative di Taranto e le cautele nei confronti di nuove strutture impattanti.

Sindaco: il ministro Urso ha dichiarato che la decarbonizzazione aprirà nuovi scenari, dandola quindi per scontata, ma non ha detto chi sarà a realizzarla.

Il ministro sembra anche aver raccolto la richiesta da me espressa con forza di accelerare l’implementazione dei forni elettrici, perché divengano operativi in un quinquennio e non nei dodici anni precedentemente previsti. Ma non si è espresso sulle risultanze del bando di vendita, nel quale c’era qualcosa che sicuramente non andava, e su come si dovrà procedere.

La sua opinione in merito qual è?

Io credo che, dopo i risultati molto deludenti del bando di gara, l’unica possibilità che resta per avviare la decarbonizazzine e tenere in vita lo stabilimento di Taranto, come del resto chiede l’industria italiana, sia la nazionalizzazione.

Urso ha anche dichiarato che il preridotto dovrebbe essere prodotto a Gioia Tauro, vista la posizione assunta dalla città sulla nave rigassificatrice.

La posizione mia e quella del Consiglio comunale erano già chiare al governo che, tuttavia, ha strada facile nello scaricare la responsabilità. D’altro canto, le scelte di politica industriale nazionale le compie il governo e non certo l’ente locale. E credo che a volte si cerchino pretesti e strade tortuose invece di soluzioni realmente utili e accessibili. Anche a proposito di gas.

Mentre si ipotizza, come ha fatto ancora una volta il ministro, un ridimensionamento dell’occupazione, si presentano progetti produttivi nuovi. Non corriamo il rischio, come accaduto in passato con la 181, di creare illusioni per progetti molto ambiziosi, per poi scaricare la responsabilità sulla città, com’è avvenuto nei giorni scorsi Renexia?

Nuovi insediamenti sono possibili e indispensabili, sia per creare occupazione in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, sia per utilizzare aree industriali già libere, assieme ad altre che si potranno liberare anche all’interno del perimetro stesso dello stabilimento. Vigileremo, assieme all’imprenditoria locale e faremo ogni sforzo per smontare gli alibi avanzati, anche nel recente passato, da chi ha vanificato importanti iniziative industriali che si era impegnato a realizzare.

Eventi culturali in città

Da venerdì 10 ottobre tornano concerti ed eventi “in Bianco e Nero”

08 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Ritornano, dal 10 ottobre al 14 novembre, i concerti dedicati al pianoforto, lo strumento “In Bianco & Nero” che ne dà il titolo, organizzati, con la direzione artistica di Palma di Gaetano e promossi dall’associazione ArmoniE odv, che quest’anno festeggia i sedici anni di attività.

La undicesima edizione della rassegna “ArmoniE in Bianco & Nero” vede la conferma della formula che ne ha decretato il successo: i quattro concerti con musicisti di livello internazionale, prevedono importanti eventi collaterali tra cui mostre pittoriche, fotografiche e di artistici manufatti ceramici, accompagnati da brevi conferenze per illustrare queste esposizioni.

La rassegna, infatti, promuove e valorizza la presenza di artisti, di artigiani e di personalità di chiara fama del mondo culturale e letterario, al fine di offrire al pubblico un più ampio ventaglio di esperienze multidisciplinari che interessino occhi, orecchi e mente. Al fine di valorizzare le giovani eccellenze musicali del territorio, inoltre, l’apertura di alcuni concerti sarà affidata alla pianista Francesca Lupo.

I quattro appuntamenti, tutti con ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti, si terranno, in due venerdì e in due domeniche, nel salone degli specchi di Palazzo di città di Taranto, col patrocinio del Comune, della Provincia. della Regione Puglia e del Csv Taranto ets.

Numerose associazioni partner hanno collaborato all’organizzazione della rassegna, prima fra tutte il Club per l’Unesco di Taranto, presieduto da Carmen Galluzzo Motolese, che ha coordinato le mostre e le brevi conferenze del 12 ottobre con Giulio De Mitri, artista e intellettuale, e del 14 novembre con Vito Felice Uricchio, commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto.

Collaborano l’associazione Flart, Ragazzi in Gamba Taranto, associazione “Marco Motolese”, Anteas Grottaglie, Lams Matera e associazione culturale “Rocco D’Ambrosio” di Montescaglioso e Serena Cuore di Francavilla Fontana.

Il primo appuntamento, alle ore 19.30 di venerdì 10 ottobre, prevede la mostra pittorica “Forme e Passioni” di Maurizio Montesardo, e, preceduto dall’esibizione della giovane pianista Francesca Lupo, il concerto “Bene, bravi, bis” che vedrà esibirsi al pianoforte a 4 mani Elvira Foti & Roberto Metro, in un programma con musiche di J. Strauss, G. Bizet, J. Brahms, C. Saint-Saëns.

Il secondo appuntamento – alle ore 18 di domenica 12 ottobre, prevede la mostra pittorica “Noi Angeli” a cura di Giulio De Mitri, e il concerto “Suoni in Movimento: Omaggi e Fantasie tra Cinema e Classica” che, con un programma con musiche di F. di Fiore, M.D. Pujol, F. Bortoluzzi, F. Lomuscio e F. De Santis, vedrà esibirsi il Trio Rospigliosi, composto dal pianista Luca Torrigiani e dai chitarristi Mattia Dugheri e Lapo Vannucci.

Terzo appuntamento alle ore 18 di domenica 2 novembre, con la mostra “Sulle Ali della Civetta” della Bottega “La Terra Incantata” dei Fratelli Donatello e Gianni Spagnulo, maestri ceramisti di Grottaglie, e, dopo l’esibizione della giovane pianista Francesca Lupo, il concerto “Omaggio all’Opera” che, su musiche di G. Rossini, G. Donizetti, G. Verdi e G. Puccini, vedrà esibirsi il soprano Nicoletta Guarasci e il pianista Luigi Vincenzo.

L’ultimo appuntamento è alle ore 19 di venerdì 14 novembre, e prevede la mostra “Miticultura e Resilienza” e la relazione sulle “Bellezze Marine di Taranto” di Vito Felice Uricchio, commissario per le bonifiche, seguite dal concerto “Visioni tardo romantiche” che, con un programma con musiche di F. Chopin e M. Mussorgsky, vedrà esibirsi il pianista Alessandro Marano.

Info al 328.8365625 –www.associazionearmonie.org
Fb: Associazione odv ArmoniE.