Lavoro

Nere nubi sull’Ilva: sciopero il 16, bloccato lo scarico di una nave

Sciopero ex Ilva al porto di Taranto con nave ferma al varco Nord - 1
06 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Si acuisce lo scontro sulla complicata vicenda dell’Ilva. Il futuro dell’azienda siderurgica diventa sempre più oscuro, nonostante la volontà dichiarata dal governo di voler realizzare la decarbonizzazione, ma demandandola in effetti agli eventuali acquirenti. Solo che il bando di vendita è andato pressoché deserto. Offerte simboliche, infatti, sono state presentate solo da gruppi speculativi americani Bedrock Industries e Flacks Group + Steel Busines che acquisirebbero gli impianti gratuitamente per rivoluzionarli ed eventualmente rivenderli, ma garantendo l’occupazione solo a pochissimi lavoratori.

E così, mentre a Taranto viene temporaneamente bloccato il rifornimento del carbone da parte dell’organizzazione di base Usb, in segno di protesta verso la mancata ricollocazione di 1.600 cassintegrati di Ilva in amministrazione straordinaria, le segreterie nazionali Fim Fiom e Uilm proclamano, per il 16 ottobre, uno sciopero generale di tutti gli stabilimenti ex Ilva. Con una nota molto polemica, i segretari nazionali Uliano, De Palma e Palombella protestano fermamente per la mancata comunicazione, da parte del governo, degli esiti del bando per l’acquisto dell’ex Ilva, e di averne appreso i contenuti delle notizie diffuse dalla stampa. Segnali tutt’altro che incoraggianti: in particolare l’offerta du Bedrock Industries prevederebbe solo 2000 unità occupate su Taranto e poco più di 1000 negli altri siti. “Riteniamo inaccettabile il silenzio di Palazzo Chigi che, a fronte delle richieste più volte avanzate, non convochi ancora un tavolo sulla chiusura del bando e sulle offerte pervenute”. Altro attacco riguarda lo strappo avvenuto sulla gestione della cassa integrazione per le “scelte unilaterali” compiute dal governo. Che di fatto ha interrotto le relazioni sindacali non accettando la richiesta di rinvio, avanzata dai sindacati, della riunione indetta dal ministero del lavoro sulla cassa. È per questo che i sindacati indicono una campagna di assemblee in tutti gli stabilimenti che culmineranno con una mobilitazione e nello sciopero del prossimo 16 ottobre.

Com’è noto, infatti, il ministero ha deciso unilateralmente di assecondare la richiesta dei commissari Ilva per incrementare la cigs, che passa da 3063 a 4450.

Inoltre, come dicevamo in apertura, è in corso anche uno sciopero proclamato dall’Unione sindacale di base, che avrebbe registrato un’adesione del 100% da parte dei lavoratori ex Ilva impiegati nel primo turno, nell’area portuale, nello specifico gruisti, con un presidio nelle prime ore della mattina al varco Nord. Per effetto dello sciopero, la nave ‘Patricia Oldendorff’, che trasporta oltre 82.467 tonnellate di fossile, è bloccata in porto e non potrà scaricare materiale per 24 ore.

“Alla base dell’iniziativa di protesta – spiega l’Usb – le varie motivazioni già rese note negli scorsi giorni: la ritenuta violazione dell’art 28 dello Statuto dei lavoratori, con ricorso giudiziario per condotta antisindacale. A questo si aggiunge l’abuso nonché  utilizzo non adeguato con mancato rispetto della equa rotazione della cassa integrazione, e la gestione arbitraria del personale, che consiste nell’assunzione di nuovo personale e nell’allontanamento di coloro che operano nello stabilimento da molti anni”.

Musica

Concerto di Grazia Salvatori all’organo rinascimentale di Grottaglie

04 Ott 2025

Nell’ambito della sesta Rassegna organistica grottagliese, promossa e organizzata dalla Chiesa madre Collegiata Maria SS.ma Annunziata guidata dal parroco don Eligio Grimaldi e dalla Pluriassociazione S. Francesco De Geronimo presieduta da Ciro De Vincentis, col patrocinio del Comune di Grottaglie, sabato 4 ottobre alla 19.30, si terrà il concerto del maestro Grazia Salvatori che eseguirà un programma mirato per questo straordinario strumento, dal titolo: “Viaggio tra canzoni, capricci e balli nell’Itala rinascimentale e barocca”.

Grazia Salvatori, organista e cembalista, ha conseguito anche i diplomi di pianoforte e composizione. È docente emerita (dal 1978 al 2008) di organo e composizione organistica presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Nella sua lunga carriera, ha tenuto concerti in Europa (Svizzera, Austria, Germania, Francia, Belgio, Finlandia, Polonia ed in altri Paesi), USA (Washington, nel 2007), Messico (Città del Messico, nel 2004), Australia (Melbourne e Università

di Perth).

Ha composto musica per organo, come strumento solista e in formazione cameristica. Sue composizioni sono state eseguite in Olanda, Germania, in Istituto italiano di cultura di Budapest, a

Vienna, a Città del Messico (XXXII Festival organistico). Alcune composizioni per organo solo e con coro sono state registrate per la Rai Vaticana in incisione discografica, nel 2019, un particolare repertorio per organo a 4 mani, con brani eseguiti dagli organisti Luca Massaglia ed Elena Kalanshishova.

Grazia Salvatori è ideatrice del Concorso internazionale di composizione ed esecuzione musicale “Don Vincenzo Vitti” che si svolge annualmente a Castellana Grotte, competizione giunta alla 21ma edizione.

Introduzione al concerto ddel maestro Nunzio Dello Iacovo.

Si ricorda che l’organo di Grottaglie, il più antico di Puglia e tra i più antichi d’Italia, è uno strumento di straordinaria importanza nel panorama dell’arte organaria. L’analisi tecnico-fonica dello strumento, l’osservazione della cassa lignea e della cantoria e i precisi riscontri documentali, hanno portato alla conclusione che l’organo è anteriore al 1587, data della sua risistemazione da parte dell’organaro leccese Orfeo De Torres che compare sul prospetto della cantoria.

Pace

Oggi, sciopero e corteo per Gaza ma le iniziative si moltiplicano

03 Ott 2025

di Silvano Trevisani

La mobilitazione per Gaza tiene ancora viva l’attenzione, a Taranto come in moltissima città italiane, che in questi giorni moltiplicano le loro iniziative di protesta e di sostegno alla Flotilla.
Oggi, venerdì 3 ottobre, nuova manifestazione indetta dalla Cgil e dal sindacato di base Usb, nell’ambito dello sciopero generale proclamato dalle segreterie nazionali. A partire dalle 8.45 un corteo è partito dal piazzale antistante l’Arsenale di Taranto e sta attraversando le vie del centro cittadino e si concluderà in tarda mattinata in piazza della Vittoria.

Ma intanto numerose sono le iniziative assunte nei giorni scorsi. Come quella promossa da Grottaglie, dove un corteo in solidarietà al popolo palestinese, promosso dal Coordinamento cittadino per la Palestina con l’adesione di numerose associazioni, ha sfilato da piazza IV novembre fino a raggiungere lo stabilimento Leonardo. “Il genocidio in corso in Palestina e le nuove spese per il riarmo rappresentano un’occasione per aumentare i profitti di Leonardo, che ha tra gli azionisti anche lo Stato italiano. Non possiamo accettare che a due passi dalle nostre case si producano strumenti di morte”, aggiungono i promotori del corteo”.

L’Usb, nei giorni scorsi, aveva bloccato al porto, al terminale dell’Eni, il rifornimento per nave di carburante destinato all’esercito di Israele.

Molte altre iniziative sono in corso, ad esempio all’ospedale SS. Annunziata, dove la segreteria provinciale dell’Usb di Taranto, ha fatto richiesta al direttore generale dell’Asl Taranto e al direttore sanitario, di esporre e illuminare la bandiera della Palestina sulla facciata dell’ospedale civile. L’Asl ha accolto l’iniziativa, in concomitanza e a sostegno dell’iniziativa ‘100 ospedali per Gaza’ e del Flash mob ‘Luci su Gaza’.

Così il segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo annuncia lo sciopero generale di domani e che vedrà per le strade di Taranto lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, liberi cittadini e studenti, che hanno accolto l’invito alla mobilitazione lanciato da Cgil e Usb: “Fare la nostra parte, sostenere la Global Sumud Flotilla, muoversi e mobilitarsi per dire no al genocidio a Gaza è una scelta che non conoscerà mai pentimento. E capita in questi giorni di leggere commenti di persone che sostengono che dovremmo occuparci solo delle questioni legate al lavoro o ai problemi degli italiani, neanche di quelli che abitano in questo Paese. Come annunciato da tempo, di fronte al rapimento di cittadini, sindacalisti, pacifisti, rappresentanti istituzionali, in acque internazionali da parte dell’esercito israeliano noi torniamo nel luogo da sempre deputato alla rivendicazione dei diritti: lo sciopero e la manifestazione di piazza”.

“La Global Sumud Flottilla, che ha rappresentato un tentativo di denunciare il criminale assedio portato avanti dallo stato d’Israele contro la popolazione di Gaza – scrive il sindacato di base Usb nella usa nota -, è stata attaccata e sequestrata dalle forze armate israeliane con un atto di pirateria internazionale. Al grido partito dai lavoratori portuali di Genova, risponde anche la piazza di Taranto: l’Usb e la Cgil proclamano per domani, 3 ottobre, lo sciopero generale e chiama i lavoratori e le lavoratrici, i cittadini e le cittadine a scendere in piazza a difesa dei componenti della Flottilla, ma, soprattutto, per gridare la fine del genocidio del popolo palestinese”

Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale di Taranto aveva espresso solidarietà a Gennaro Giudetti, operatore umanitario tarantino che ha dovuto abbandonare Deir al Balah, città dell’area centrale della Striscia di Gaza, dopo che un bombardamento ha colpito la ‘deconflicted area’ delle Nazioni Unite, dove Gennaro era ospitato, obbligandolo ad evacuare dall’alloggio che lo ospitava con grave rischio per la sua vita. Il sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale di Taranto esprimono, inoltre, l’auspicio che finisca presto la guerra a tutela delle vite di tanti uomini, donne e bambini che subiscono il conflitto e auspichiamo che quanto prima si possa stabilizzare nell’ intera area un processo di pacifica convivenza.

Diocesi

I festeggiamenti della Madonna del Rosario a Grottaglie dall’1 al 12 ottobre

30 Set 2025

di Silvano Trevisani

Nel mese di ottobre ricorre la festa della Madonna del Rosario, la cui data liturgica è quella del 7 ottobre. La parrocchia di Grottaglie intitolata alla Vergine propone un intenso calendario di appuntamenti, sul tema: “Maria, di speranza fontana vivace”, che inizieranno il 1° ottobre e che culmineranno nei festeggiamenti solenni in programma per la domenica successiva, 12 ottobre. Ecco il calendario degli eventi che sarà anticipato, la sera del 30 novembre, dall’intronizzazione del simulacro della Vergine nel baldacchino realizzato per la festa.

Prologo alla festa:

1 ottobre giornata sacerdotale per ricordare gli anniversari di ordinazione di don Mimino (42°), don Francesco (21°) don Adriano (3°): ore 19: Concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito di Potenza

2 ottobre memoria dei santi Angeli Custodi – festa dei nonni – ore 19: S. Messa con nonni e nipoti

3 ottobre introduzione alla festa con la presentazione della vita e le opere del beato Bartolo Longo in vista della imminente canonizzazione; ore 19: celebrazione eucaristica presieduta da don Salvatore Rubino parroco della chiesa madre di Latiano, luogo di nascita del santo.

4 ottobre festa di s. Francesco d’Assisi, patrono d’Italia: ore 18: rosario meditato a cura del gruppo del rosario quotidiano; ore 19: S. Messa: celebra don Francesco Nigro in occasione del suo onomastico

Settimana della festa

5 ottobre domenica della supplica. Orario SS. Messe: 8 – 10 con inaugurazione dell’anno catechistico: ore 11.30: S. Messa seguita dalla supplica – ore 19. S. Messa. Ore 20 : “Maria, tu sei di speranza fontana vivace”, commento spirituale e letterario all’Inno alla Vergine di Dante Alighieri a cura di Roberto Cartanì

6 ottobre: ore 19: S. Messa animata dai volontari della Caritas parrocchiale; ore 20: “U parrinu”, monologo teatrale di Christian Di Domenico sulla vita del beato Pino Puglisi, testimone di legalità e speranza

7 ottobre festa liturgica della B.V. Maria del Rosario: ore 8.30: S. Messa – ore 10.30: S. Messa, a seguire rosario meditato e supplica: ore 19: Messa solenne presieduta da monsignor Ottavio Vitale, vescovo di Lezhe (Albania): ore 20: recital mariano a cura del gruppo famiglia: Regina degli Angeli e dei Santi

8 ottobre. ore 19: S. Messa animata dal gruppo Amicizia e prossimità con testimonianza di suor Giustina sulla speranza nel tempo della malattia.

Triduo

9 ottobre giornata vocazionale. Ore 19: S. Messa presieduta da don Francesco Maranò, rettore del Seminario diocesano di Taranto con la presenza dei seminaristi; ore 20: adorazione eucaristica a cura de L’ora di Gesù ed ex allievi rogazionisti.

10 ottobre, ore 19: S. Messa animata dal gruppo catechisti. Celebra don Simone De Benedictis, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano; ore 20: video proiezione del recital sulla violenza di genere: “Non sono mai solo parole… è violenza”, a cura del gruppo giovani/issimi della parrocchia Immacolata di S. Giorgio Jonico, con interventi dello sportello antiviolenza sostegno donna di Grottaglie.

11 ottobre, ore 16.30-18: piazzale Unicef: preghiera mariana con i bambini seguita da giochi, canti, animazione varia. ore 19: S. Messa presieduta da don Luca Lorusso, economo diocesano e parroco di S. Lucia in Taranto. ore 21: Palasport in concerto

12 ottobre: festa della Madonna del Rosario

ore 8.00: S. messa, ore 10.30 S. Messa con omaggio dei bambini alla Madonna; ore 12: supplica, ore 17: S. Messa solenne presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero; processione animata dlla Confraternita del Rosario per le seguenti vie: dello Sport – Buonarroti – Don L. Sturzo – Modigliani – Rubichi – F.lli Bandiera – piazza P. di Piemonte, Marconi, Giotto – sagrato della chiesa.

Al rientro della processione spettacolo pirotecnico. A seguire intrattenimento musicale con la band di Carmine Fanigliulo.

Così scrivono, in una lettera ai fedeli, don Mimino, il parroco e padre spirituale della confraternita, don Francesco e don Adriano: “Carissimi fedeli e devoti della Madonna del Rosario, mentre volge al termine il Giubileo che ci ha visti “pellegrini di speranza” sulle strade della nostra vita quotidiana, guardiamo a Maria come “fontana vivace di speranza” che ci attende per coprirci con il manto della consolazione e ci dice: fate tutto quello che Gesù, mio figlio, vi dirà. A lei, Regina della pace, in questi giorni bui affidiamo le speranze di pace per l’umanità intera”.

Diocesi

La Comunità energetica della diocesi si è presentata alla città con un convegno

29 Set 2025

di Silvano Trevisani

La costituzione della Comunità energetica rinnovabile, Cer, nella diocesi di Taranto, avvenuta giovedì scorso 25 settembre, è stata al centro del convegno organizzata dalla Piazza della democrazia, sul pendio La Riccia in giorno seguente. Le comunità energetiche sono gruppi di utenti produttori e consumatori di energia i cui membri possono produrre, accumulare e scambiare energia rinnovabile al fine di ottenere benefici ambientali, sociali ed economici. Hanno l’obiettivo di produrre e utilizzare energia da fonti rinnovabili, soprattutto attraverso l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici, seguendo le indicazioni della Chiesa italiana.

Dopo i saluti del sindaco di Taranto Piero Bitetti, dell’arcivescovo di Taranto, monsignor Ciro Miniero, e del presidente di Confcooperative Taranto Stefano Marzio, il commercialista Piero Panzetta ha illustrato gli aspetti tecnico-giuridici delle Comunità, dando atto a don Antonio Panico, direttore dell’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e lavoro, giustizia e pace, custodia del creato, di essere stato ispiratore ed anima di questa iniziativa. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Confcooperative, Banca Etica e Power Energia i cui rappresentanti hanno presto parte all’incontro.

“È stato raggiunto, un obiettivo davvero importante, che unisce alle ragioni ambientali ed economiche, anche il tema della solidarietà in favore delle fasce più fragili grazie al lavoro dell’Ufficio della Pastorale sociale”, ha detto monsignor Miniero.

Al vicario economo della diocesi monsignor Luca Lorusso, che ha coordinato la sottoscrizione dell’atto costitutivo della Cooperativa, abbiamo rivolto alcune domande.

Quanti hanno hanno sottoscritto l’atto costitutivo della Cooperativa del Cer?

Finora i sottoscrittori sono in tutto 10 Compresi l’arcivescovado, il seminario e 8 parrocchie che già hanno dato la loro adesione. Ma crediamo che già nei prossimi giorni altri si aggiungeranno decidendo di sottoscrivere l’atto.

Quali sono gli obiettivi del Cer?

Avere una persona giuridica con cui poter dialogare e iniziare il discorso di comunità energetica. Il primo obiettivo, ancor prima di trovare “i luoghi”, è stato la costituzione della cooperativa, che è associata a Confcooperative. Ora noi possiamo interagire con i vari enti che si occupano dell’energia e soprattutto dare la possibilità a più persone, venendo alla Cer, di attivare gli incentivi per avviare l’attività. Certamente non parliamo di incentivi grandi, in quanto si tratta di un discorso comunitario. Ed è la comunità che aiuta all’utilizzo, alla produzione di energie rinnovabili. Tutto scaturisce dalla “Laudato si’” dall’attenzione al creato, dall’insegnamento di Papa Francesco e di Papa Leone. Questo è l’ambito nel quale iniziamo adesso. La Cer diventerà l’ente con cui le chiese, ma anche i singoli parrocchiani che vogliono partecipare, come ha tenuto a sottolineare l’arcivescovo, potranno perseguire obiettivi virtuosi.

Quindi, le parrocchie si possono fare strumento di ampliamento del progetto.

Certamente. Non è un discorso riservato solamente alle parrocchia e agli enti ecclesiastici e non è soltanto riservato a quelli che producono energia elettrica, ma anche a quelli che consumano.

Una convenienza, quindi, dal punto di vista socio-ambientale ma anche economica.

Sì. Non puntiamo prettamente all’aspetto economico, perché non costituiamo certamente la cooperativa per guadagnare, ma per incentivare l’uso dell’energia rinnovabile. Questo è il principale obiettivo. Se ci sarà anche un piccolo ritorno economico, l’obiettivo principale è la socialità, l’essere insieme per costruire qualcosa di bello e soprattutto per salvaguardare il creato. Ci sono incentivi già previsti dallo Stato per le Comunità energetiche rinnovabili, come gli sconti in bolletta, ma sappiamo bene che il nostro obiettivo è produrre e consumare energia rinnovabile, riducendo progressivamente l’impatto ambientale che deriva da fonti fossili e per solidarietà verso i più deboli”.

Convegno internazionale di studi

Inaugurato il Convegno sulla Magna Grecia, cittadinanza onoraria ad Aldo Siciliano

26 Set 2025

di Silvano Trevisani

“La Magna Grecia e l’acqua: natura e cultura” è il tema del Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia, la cui cerimonia inaugurale si è svolta nel salone di rappresentanza della Provincia, e che svolgerà da oggi al 28 settembre. Un tema di grande attualità, oltre che di grande interesse storico, che metterà a confronto studiosi provenienti da numerosi Paesi e da varie università italiane.
Sul tema del convegno abbiamo rivolto alcune domande al presidente del comitato scientifico organizzatore, Aldo Siciliano, al quale sarà conferita dal Comune di Taranto, la cittadinanza onoraria per il lavoro svolto in tanti anni, per promuovere la cultura e la ricerca scientifica nel territorio.

Professor Siciliano, il tema scelto, “La Magna Grecia e l’acqua” è un argomento di grande attualità, sia perché si discute animatamente sulle politiche idriche, sia perché stiamo assistendo ad altre iniziative culturali che si vanno svolgendo sul tema.

Proprio così. Recentemente si è svolto anche un grosso convegno relativo all’Etruria, ma è comunque un tema molto sentito. Così, quando c’è stato proposto da qualcuno dei colleghi del comitato scientifico l’argomento, abbiamo accolto con gran favore proprio perché ci è sembrato uno di quegli argomenti che si può affrontare anche con risvolti nell’attualità cioè il problema del paesaggio in relazione all’approvvigionamento idrico. Così si potrà notare che non è un problema di oggi ma questione di sempre, affrontata in maniera diversa e a secondo delle possibilità e delle capacità anche ingegneristiche e quant’altro. Ma è un problema che ha visto sempre l’uomo coinvolto. Soprattutto nella “sitibonda Apulia”, come dicevano i latini, perché qui l’acqua è stata sempre molto scarsa.

Vivere in Puglia era un vero problema, quindi, per la mancanza d’acqua.

Me è incredibile vedere come gli antichi, in particolare gli abitanti della Magna Grecia, affrontavano il problema. Quali tipi di interventi ingegneristici riuscivano a fare le conoscenze e gli strumenti del tempo. A Taranto, ad esempio, è abbastanza ben conservato l’acquedotto del Triglio, che portava l’acqua dalle sorgenti fino a Taranto Teniamo presente che addirittura la tradizione vuole che a Sibari avessero realizzato dei sistemi per portare il vino dalle montagne in pianura. Quindi non portavano solo acqua portavano il vino per cui… accontentavano tutti. Chi dice che l’acqua fa male e chi dice che il vino fa male. Scherzi a parte, dotarsi dell’acqua è stato sempre un problema, che imponeva soluzioni straordinarie.

Insomma: le capacità ingegneristiche del passato, nonostante le limitate conoscenze, sembrano più avanzate delle attuali.

In rapporto ai tempi certamente sì. Progettavano e realizzavano, in tempi ragionevoli, tipi di interventi che noi non potremmo neanche immaginare, se pensiamo che il riferimento va a 2500 anni fa. Uno dice ma è possibile? Non disponevano certo di strutture e materiali avanzati di cui disponiamo oggi.

Guardando ancora al passato. Noi stiamo vivendo un momento di grande difficoltà sul Mediterraneo che era poi il teatro nel quale agivano le civiltà antiche, in particolare, per quel che ci riguarda, greca e romana. Che cosa può insegnare il passato quest’oggi così tormentato?

Che la belligeranza purtroppo è sempre esistita e non facciamo finta, da laudatores temporis acti, che fosse “meglio prima”. La guerra è stata una situazione abbastanza diffusa, sempre. La voglia di impossessarsi dei territori di altri, di intervenire nelle zone più interessanti, più utili, è sempre stata presente. Pur cambiando gli attori,

Insomma: la storia non insegna niente.

Non insegna niente… a chi non vuole imparare!
Sull’argomento del convegno sarà inaugurata una mostra, domani, venerdì 26 alle ore 20, nel MarTà, dal titolo. “Arkè, il principio e l’acqua”. Mentre sabato 27, nell’ex Convento Sant’Antonio, sarà inaugurata la mostra “Nel segno dell’acqua”.

Politica internazionale

Mattei e Moro: l’attualità dei due statisti per lo sviluppo vero dell’Africa

24 Set 2025

di Silvano Trevisani

Il Piano Mattei e i rapporti internazionali tra Italia, Occidente e Africa sono stati al centro del convegno organizzato dal Centro di cultura Lazzati, in collaborazione con l’Università e la Camera di commercio: “Mattei e Moro gli ultimi statisti?”, svoltosi nel salone dell’Università, in via Dante.

I nomi di Mattei e Moro, due grandi politici, forse gli ultimi “statisti” italiani, come indica il titolo del convegno, hanno fornito la trama della riflessione a più voci, preceduta dal messaggio di saluto dell’arcivescovo Ciro Miniero, al quale abbiamo chiesto:

In quale direzione dovrebbe muoversi un intervento nei confronti del continente africano, come ad esempio il Piano Mattei?

“L’Africa è stata considerata per secoli luogo di saccheggio e solo da pochi decenni si è cominciato a pensare in diverso modo. Adesso è l’Africa che si sta presentando, in vari modi, come una realtà capace di poter interloquire in maniera efficace. Questi piani ci permettono di essere disponibili all’ascolto di comunità, di popoli che hanno una loro forza, in tutti i sensi, ancora poco e variamente espressa, a seconda delle sintazioni. Ci insegnano, però, a interloquire con loro e non solo a porci sempre sulla difensiva”.

Padre Albanese ci insegna, nel suo libro, che ci sono diverse Afriche che chiedono un diverso atteggiamento nei confronti dei suoi problemi di sviluppo e della migrazione

“Io direi che c’è un’Africa sfruttata un po’ dovunque. Alcune zone, come detto, sono più capaci di poter affrontare un dialogo, ma tutta l’Africa è colonizzata da altri popoli, anche nelle nuove forme di colonizzazione legata prevalentemente all’economia. È vero che ci sono comunità simili alle nostre in quanto europeizzate, ma tutte portano una loro ricchezza e una loro tradizionie che sono diverse dalle nostre. A noi fa paura il fenomeno delle migrazioni, fanno paura gli sbarchi di tanti africani, ma non dimentichiamo che sono popoli resi schiavi dalle prepotenze umane. Dobbiamo riconoscerne civiltà e cultura, che nei secoli sono stati loro a insegnare a noi… basti pensare all’antico Egitto, ma oggi sono comunità impoverite e comunque e anche laddove risorse economiche arrivano portano pochissimi benefici alla gente.

Il convegno si è aperto, dopo il saluto dell’assessore all’Attuazione del programma, Gianni Cataldino, in rappresentanza del sindaco Piero Bitetti, con l’intervento introduttivo di Laura Costantino, coordinatrice dei corsi giuridici del Dipartimento ionico dell’Università, che ha ricordato le parole di Aldo Moro: non si può garantire pace e sicurezza in Europa senza garantirli nel Mediterraneo.

La figura e l’opera di Enrico Mattei sono stati ricordati da Rosario Milano, dell’Università di Bari, il quale, riferendosi al progetto elaborato dal governo Meloni riferito al mitico presidente dell’Eni, ha affermato che Mattei non ha mai avuto un piano, ma piuttosto un metodo ed era quello di mantenere rapporti paritari con i paesi emergenti, nel primario interesse dell’Italia, paese sempre dipendente dall’esterno per le risorse energetiche. E che fu proprio il tentativo di rendere paritario il rapporto tra l’Italia e i paesi affacciati sul Mediterraneo, per limitare il potere della cosiddette Sette sorelle cioè la grandi multinazionali petrolifere americane, a costargli la vita.

Potrebbe essere intitolato a Moro, più che a Mattei, in piano che intende sostenere lo sviluppo dei paesi africani emergenti, ha detto, nel suo intervento Federico Imperato, dell’Università di Bari, che ha ricostruito quella che ha definito la “svolta” in politica estera. Avvenuta nel 1959, quando divenne segretario della Dc e si trovò ad affrontare gli anni della guerra fredda, della decolonizzazione e del conflitto mediorientale, dopo seguito alla Guerra dei sei giorni. Egli fu artefice della cosiddetta teoria dell’attenzione, nei confronti dell’Est, della cooperazione multilaterale e della conseguente apertura al Pci, che segnerà poi la sua fine.

Silvio Labbate, dell’Università del Salento ha affrontato il tema: “Dal passato al presente: un Piano Mattei oggi”, sostenendo che Enrico Mattei si muoveva sullo stesso piano di Moro, nel suo progetto di scardinare il sistema energetico internazionale all’interno del Mediterraneo.

Per “aiutare” l’Africa bisognerebbe prima di tutto conoscerla. Conoscere, cioè, la natura, la conformazione, i problemi, le potenzialità di un continente che è grande tre volte l’Europa, ha 54 stati ma 2000 gruppi etnici che parlano oltre 1000 lingue.

È la premessa fatta da padre Giulio Albanese, il missionario comboniano e giornalista che da molti anni segue le vicende dell’Africa e del Sud del mondo per varie testate giornalistiche e che di recente ha dato alle stampa il libra dall’eloquente titolo: “Africa, inferno e paradiso” per la Libreria editrice vaticana. Proprio per sottolineare che diverse Afriche convivono nella stessa terra, nei loro diversi aspetti: storia, cultura, economia, religioni. Solo nel 2010 la stragrande maggioranza dei africani non era in “condizioni lavorative”, ora la stragrande maggioranza lo è. Ma va considerato che nel secolo scorso gli africani erano 265 milioni, oggi sono 1 miliardo e 100 milioni e nel 2050 saranno 2 miliardi e mezzo. Sempre nel 2050 l’Europa rappresenterà soltanto il 5% della popolazione mondiale.

Ma quello che bisogna sapere è come la caduta del muro di Berlino, nel 1989, abbia parcellizzato gli interessi e scatenato una guerra, una vera e propria politica predatoria tra potentati, stati e multinazionali, per impossessarsi delle ricchezze immense del continente, che basterebbero a soddisfare i bisogni di tutti i suoi abitanti, e che invece vengono depredate, lasciando in totale misera la gran parte della gente. Anche se coloro che migrano sono una minoranza insignificante.

Ma bisogna tener presente che la popolazione africana, a differenza di quella europea, è giovanissima, e vi sono Stati in cui l’età media è inferiore ai vent’anni.

Diocesi

Comunità energetica diocesana: al via la cooperativa e il convegno

23 Set 2025

di Silvano Trevisani

Sono giorni fondamentali per la costituzione della Comunità energetica rinnovabile diocesana: domani, venerdì 25 settembre, avverrà la stipula per la costituzione effettiva della relativa cooperativa “Energia Rinnovabile e Solidarietà Condivisa dell’arcidiocesi di Taranto”. Il giorno seguente, venerdì 26, si terrà un convegno sulle comunità energetiche, come Piazza della democrazia, sul pendio La Riccia.

Ricordiamo che le comunità energetiche (o comunità energetiche rinnovabili – Cer) sono gruppi di utenti produttori e consumatori di energia i cui membri possono produrre, accumulare e scambiare energia rinnovabile al fine di ottenere benefici ambientali, sociali ed economici. Hanno l’obiettivo di produrre e utilizzare energia da fonti rinnovabili, soprattutto attraverso l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici. Una parte degli incentivi che la Cer diocesana incasserà potrà essere destinata al sostegno della fragilità energetica delle famiglie. L’incentivo che sarà prodotto nel ventennio di durata del progetto verrà distribuito fra i membri aderenti o secondo le finalità sociali che la Cer vuole perseguire.

La promozione delle Cer nella Chiesa italiana risponde, inoltre, agli obiettivi di favorire l’adozione di comportamenti sostenibili e responsabili, promuovere la coesione delle comunità, ridurre le emissioni di Co2 e ottimizzare i consumi energetici. Ricordiamo che dell’argomento si discusse approfonditamente anche nella Settimana sociale svoltasi a Taranto nell’ottobre 2021, che affrontò il tema “Il Pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”. Ricordiamo, inoltre, che l’anno scorso la Conferenza episcopale italiana ha redatto un vademecum per la costituzione delle Cer.

Nei mesi scorsi, varie parrocchie della diocesi hanno aderito all’invito di partecipare alla Comunità energetica rinnovabile diocesana e ora è arrivato il momento della finalizzazione dell’opera che giunge all’attuazione in tempi ristretti “per non perdere occasioni importanti, soprattutto per accedere a sovvenzioni e facilitazioni”.

La diocesi, quindi, a opera del vicario economo monsignor Luca Lorusso, ha invitato i parroci ha esaminare lo statuto, rivisto da esperti e dall’arcivescovo, e a ritrovarsi all’appuntamento per la stipula della cooperativa, alla presenza del notaio, il 25 settembre alle 17.30 presso nella Curia diocesana. Anche l’arcivescovo sarà presente all’occasione.

Inoltre, il giorno successivo, 26 settembre alle 18.30 presso il pendio La Riccia, in città vecchia,si terrà un convegno organizzato come “Piazza della Democrazia” proprio sul tema delle Cer e sulla costituzione della cooperativa.

Il programma prevede il saluto da parte dell’arcivescovo Ciro Miniero, del sindaco Piero Bitetti, del presidente di Confcooperative Taranto Stefano Marzio, modera la giornalista Monica Caradonna. Questi i temi in discussione: “Opportunità e prospettive: Andrea Pazzi, amministratore di Power; “Il ruolo di Banca etica”: Paolo Vierucci, responsabile Ufficio sviluppo e orientamento crediti di Banca etica: “La Cer della diocesi di Taranto – Energia rinnovabile e solidarietà condivisa. Il pensiero avviato e gli obiettivi da raggiungere”: Piero Panzetta, dottore commercialista e consulente del lavoro.

Musica

Si è aperta domenica 21, a Grottaglie, la VI stagione organistica in Chiesa madre

23 Set 2025

di Silvano Trevisani

Dopo l’anteprima tenuta il 14 giugno scorso dalla ‘Schola Gregoriana’ della Cattedrale di Strasburgo, si è aperta ufficialmente, domenica 21 settembre alle ore 20.30 nella Chiesa Collegiata Maria SS. Annunziata di Grottaglie. guidata dal parroco don Eligio Grimaldi, la VI Rassegna organistica sotto la direzione artistica di Nunzio Dello Iacovo, patrocinata dalla pluriassociazione S. Francesco De Geronimo, presieduta da Ciro De Vincentis.

Al maestro messicano Gustavo Delgado Parra è toccato dare il via alla serie di concerti che anche quest’anno vengono proposti all’attenzione di un pubblico particolarmente affascinato dall’antichissimo strumento, che tanto interesse continua a riscuotere non solo a livello locale, ma senz’altro nazionale, grazie alla partecipazione di tanti organisti di fama ben riconosciuta.

Con comprensibile soddisfazione ne ha dato comunicazione il m° Dello Iacovo: “Il ciclo di concerti in svolgimento da settembre a dicembre, tradizionale periodo della rassegna, avrà fisionomia interamente strumentale, pertanto vedrà l’organo quale unico protagonista. Il concerto iniziale e quello conclusivo porranno in risalto la Scuola organistica spagnola, scuola gloriosa, soprattutto nei secoli XVI e XVII e saranno tenuti da due eminenti musicisti e studiosi di questo repertorio: il messicano Gustavo Delgado Parra, nel primo concerto, la spagnola Montserrat Torrent Serra, nell’ultimo”.

“Per Gustavo Delgado, si è trattato della prima volta al nostro organo, cosa di cui siamo particolarmente contenti a motivo della statura artistica del maestro e, al contempo, per la sua affinità culturale con la letteratura rinascimentale e barocca. Egli eseguirà brani significativi degli Autori seguenti: Nicholas Carlston (s. XVI), Manuel Rodrigues Coelho (1555-1635), Francisco Correa De Arauxo (1576-1654), Antonio Valente (ca 1520-1580), Girolamo Frescobaldi (1583-1643) e altri”.

“Avremo anche il piacere di poter ascoltare, per il terzo anno consecutivo, Montserrat Torrent, e questo rappresenta per tutti noi un grande onore. Un felice ritorno anche per Grazia Salvatori e per Federica Iannella, riconosciute quali rappresentanti all’estero della Scuola organistica italiana e della sua letteratura. Salvatori è caposcuola, in ambito accademico, nella nostra regione; Iannella è nota per le sue incisioni di composizioni di autori italiani, soprattutto dell’Ottocento, e per la ricerca filologica, con relativa pubblicazione, condotta su partiture di autori italiani dei secoli XVIII e XIX.

Il protagonista del terzo concerto sarà un giovane, ancora ventenne, tra i più stimati e conosciuti talenti italiani. La presenza di Nicola Dolci nella Rassegna grottagliese è nuova ma… non al nostro organo, avendo egli partecipato alla masterclass tenuta l’anno scorso da Brett Leighton e Massimiliano Raschietti. Infine, in riferimento alla ricerca musicologica sul “mondo” organistico e le sue vicende storiche nella nostra regione, ho il piacere di segnalare la prossima pubblicazione, a cura del musicologo pugliese Claudio Ermogene Del Medico, di un Quaderno (nell’ambito di una collana tematica) dedicato, in parte rilevante, al nostro organo”.

Medio Oriente sotto assedio

Il silenzio degli innocenti: la tragedia di Gaza del convegno svoltosi in Municipio

19 Set 2025

di Silvano Trevisani

La tragica situazione di Gaza è stata, per forza di cose, l’argomento centrale nell’ultima giornata di approfondimenti che l’Associazione La città che vogliamo ha organizzato per la rassegna “Tre giorni di fine estate”, e che aveva come tema: “La mediterraneità”.

Ne hanno dibattuto, con l’arcivescovo Ciro Miniero, gli europarlamentari Leoluca Orlando, già sindaco di Palermo, e Marco Tarquinio, già direttore di ‘Avvenire’, assieme a Gennaro Giudetti, operatore umanitario, da pochi giorni rientrato da Gaza. Ma il dibattito, svoltosi nel salone degli specchi di Palazzo di città, coincideva con la manifestazione pro Palestina organizzata dalla Cgil che, a Taranto come in tutta Italia, ha indetto uno sciopero generale perché “dopo il precipitare degli eventi e l’invasione dell’esercito israeliano ora si alzi la voce delle piazze e dei luoghi di lavoro anche a Taranto”.

E la manifestazione conclusiva di Taranto si è svolta proprio davanti al Palazzo di città, dove sono intervenuti, tra gli altri, lo stesso Marco Tarquinio, il vicepresidente del Movimento 5Stelle, Mario Turco, il segretario generale della Cgil Giovanni D’Arcangelo.

Il convegno, coordinato da Angelo di Leo, è stato aperto da Giovanni Liviano, coordinatore dell’Associazione, oltre che presidente del Consiglio comunale di Taranto, il quale ha ricapitolato i contenuti dei tre incontri svoltisi nei giorni precedenti, e che, fondati sul tema centrale della Speranza, che è poi lo stesso tema del Giubileo 2025, hanno esaminato il ruolo che la politica è chiamata a svolgere, quello delle università e, più specificamante, il futuro di Taranto.

Il ruolo di Taranto, centro strategico per il Mediterraneo, sul quale Giovanni Paolo II invitò a elevare un “ponte di pace”, e che nel 2026 ospiterà i Giochi del Mediterraneo, ha fornito materia per entrare sul vivo del rapporto tra i paesi che si affacciano sul mare che, da crocevia delle civiltà si è trasformato, secondo la definizione di papa Francesco, il più grande cimitero liquido.

Gennario Giudetti, giovane tarantino che da anni svolge il ruolo di operatore umanitario in numerosi fronti internazionali, è reduce da Gaza e, ancora una volta, ha fornito testimonianza a dir poco drammatica del genocidio che stra avvenendo a Gaza a opera del governo di Israele guidato da Netanyahu, e per il quale ancora si gioca sulla definizione. Il suo racconto ha sconvolto i presenti, semplicemente dimostando che quel che appare in tv è solo la minima parte di quello che avviene nella realtà e che comporta la distruzione sistematica, quasi scientifica, di un popolo. E tra l’altro, l’uccisione sistematica dei bambini perché non diventino i terroristi di domani.

“Certamente – ha detto monsignor Miniero – non possiamo arrenderci dinanzi a una situazione del genere. Si cera di zittire defitivamente quello che potremmo definire “il silenzio degli innocenti”. Ma non si può tappare la bocca all’umanità intera, che sta reagendo a questa situazione insostenibile. Ma ogni guerra deve essere decisamente avversata perché la guerra si regge sulla morte dell’altro, e non porta a nessun risultato. Eliminare chi non la pensa come noi è un’aberrazione che disconosce Dio dovunque essa venga perpetrata. La Speranza è l’unica forza capace di sconfiggere la violenza e la prepotenza che la guerra nasconde dietro falsi ideale, spesso anche dietro la religione”.

Tarquinio e Orlando, da parte loro, hanno spiegato le difficoltà incontrate nella battaglia condotta nel Parlamento europeo per indurlo a votare per la prima volta, una condanna del genocidio in corso. Che è ancora un primo passo, contrastato da una parte conservatrice, compresa quella italiana, ma che apre finalmente a una presa di coscienza. Anche perché molti paesi, compresa l’Italia, continuano imperterriti a fornire armi a Israele.

Solo il seme dell’interdipendenza, che contrasta i nazionalismi sovranistici, secondo quello che fu l’insegnamento di Aldo Moro, potrà dare nuovo respiro alla mediterraneità, all’Unione europea e a tutto il mondo.

Musica

Tante grandi stelle per la Stagione eventi musicali dell’ico Magna Grecia

18 Set 2025

di Silvano Trevisani

“Una Stagione ricca di stelle che arricchisce fortemente l’esperienza pluriennale dell’Orchestra della Magna Grecia”. Così Piero Romano ha definito la Stagione numero 36 dell’Ico Magna Grecia, aprendo la conferenza stampa nei foyer de Teatro Orfeo. Oltre allo stesso Romano, presenti all’incontro Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e valorizzazione del territorio, Mattia Giorno, vicesindaco e assessore con delega a Progetti, opere e finanziamenti strategici, rapporti internazionali, grandi eventi, innovazione e politiche giovanili, e Adriano Di Giorgio, direttore artistico del Teatro Orfeo. “Ci troviamo all’apertura di questa 36sima edizione – ha detto Romano – e come ogni edizione si rinnova l’emozione perché è un nuovo sogno che si incastona nel nostro anello, attraverso la partecipazione di grandissimi artisti che vengono qui spesso e volentieri per delle prime assolute. Taranto diventa palcoscenico di appuntamenti esclusivi. Partiamo con Rafael Gualazzi che nel 2011 rappresentò l’Italia all’Eurovision, perché vincitore di Sanremo, che sarà presente qui di nuovo ma rinnovato nella sua esperienza”. Ed è questo, per Romano, un esempio calzante del ‘sistema’ Magna Grecia. “Pensiamo che Rafael Gualazzi veramente interpreti quello che è il nostro modo di lavorare, cioè partire dal classico e arrivare al pop. Non posso dimenticare appunto che Rafael Gualazzi si riscaldava le mani con gli studi di Chopin proprio sul palcoscenico del teatro Orfeo”. Quindi cita gli altri grandi artisti che fanno parte del cartollone 2025/2026: Richard Galliano, che porterà musiche sue e musiche di Cazzolla, Ermal Meta, le Divas, Rais, Jasmine Choi, Giuseppe Greco, Dardust, Mario Incudine. E via via tutti gli altri. “Questa rassegna è in realtà all’insegna della musica contemporanea che si unisce alla tradizione. E tutto questo naturalmente lo facciamo nel segno della qualità e soprattutto di collaborazioni che possono avere il loro futuro nella produzione italiana. Non dobbiamo dimenticare che molte produzioni, nate sul nostro palcoscenico, oggi sono in giro per i palcoscenici d’Italia. Ma abbiamo già delle produzioni che porteremo all’estero il prossimo anno. Posso già anticipare che saremo in Francia e in Austria e in altri Festival prestigiosi. Ne siamo contenti, ma siamo anche pienamente convinti che questo può essere veramente il giro di boa che aspettavamo cioè: Taranto al centro di un interesse internazionale dal punto di vista culturale”.

Il vicesindaco, Mattia Giorno, ha sottolineato come l’Orchestra della Magna Grecia “si conferma ancora una volta un’eccellenza, presentando una stagione di eventi musicali con nomi di carattere nazionale e internazionale che non sono soltanto un motivo di vanto per la comunità tarantina, da ospitare qui per la cultura dell’intrattenimento, ma sono anche un modo per rendere grande Taranto agli occhi di chi viene da fuori, e da portare in giro per la Puglia, l’Italia, il mondo. Siamo contenti di continuare a lavorare investendo sulla cultura sull’arte, in questo caso sulla musica e la nostra vicinanza e anche il nostro augurio all’orchestra della Magna Grecia per questa importante stagione di eventi”.

Aldo Patruno, da parte sua, ha sottolineato come dalla Magna Grecia siano sempre stati presentati visioni più che semplici progetti, facili da condividere e collaborare.

L’intero programma è visionabile sul sito dell’Orchestra della Magna Grecia, su facebook e istagram.

Pellegrinaggio

Il solenne pellegrinaggio giubilare al Santuario della Madonna della Mutata

18 Set 2025

di Silvano Trevisani

Un evento storico è stato, per le comunità di Grottaglie e Montemesola, il pellegrinaggio giubilare al Santuario della Madonna della Mutata. Organizzato dalla vicaria zonale, il pellegrinaggio verso una delle chiese giubilari indicate dalla diocesi di Taranto, ha coinvolto circa cinquecento fedeli, la gran parte dei quali si è ritrovata al convento di San Francesco di Paola, nella cui parrocchia il santuario rientra. Da lì è partito il lungo corteo che ha impiegato circa due ore per raggiungere a piedi l’antico luogo di culto, a sei chilometri dal paese in direzione Nord. Una bellissima giornata di sole settembrino ha reso piacevole il pellegrinaggio, in puro spirito giubilare, inducendo alla riflessione e alla preghiera i partecipanti, nel segno della Vergine Maria. Come è noto, il santuario risale, nel suo primo insediamento, al X secolo e si trovava nel mezzo della estesa foresta che copriva il territorio, per questo definito “In silvis”.

L’appellativo di Mutata fa riferimento a un fatto prodigioso che sarebbe accaduto nel 1359. In quegli anni vi era un contenzioso piuttosto duro tra i grottagliesi e i martinesi circa il possesso della Chiesa. L’immagine della Madonna, dipinta sulla parete a sud guardava verso Martina, il che era motivo per i martinesi per vantare il diritto di possesso. Ma un giorno la stessa immagine fu trovata dipinta sulla parete a nord: guardava cioè verso Grottaglie. Questo evento miracoloso avrebbe originato l’intitolazione della chiesa, che fu eretta a santuario dall’arcivescovo di Taranto Ferdinando Bernardi il 1° aprile 1954. É da sempre luogo di culto per i grottagliesi, che in passato attribuivano spesso in nome di Maria Mutata alle bambine e celebravano solennemente le ricorrenze legate alla Vergine, che è anche compatrona della città.

Tutti i sacerdoti della vicaria, con l’arcivescovo emerito di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio, hanno partecipato alla solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero, presenti anche i sindaci di Grottaglie e Montemesola, Ciro D’Alò e Ignazio Punzi, aperta dal messaggio di saluto e ringraziamento rivolto all’arcivescovo dal parroco dei Paolotti padre Salvatore Palmino.

Nell’omelia, monsignor Miniero ha preso spunto dal Vangelo di Luca, che proponeva il miracolo di Naim, dove Gesù, mosso a compassione, frma un corte funebre, ridà la vita a un giovanetto morto, riconsegnandolo alla madre. Facendo riferimento agli eventi drammatici che si registrano in questi tempi, monsignor Miniero ha sottolineato come, nei giorni difficili siamo tutti tentati di fare i bagagli e andarcene. Invece di affrontare le situazioni, ne cerchiamo altre che possano essere più gratificanti.
“Questo – ha commentato – succede a tutti i livelli: sociale, politico, umano, familiare. Dinanzi alle situazioni che possono chiedere a noi un impegno maggiore per poter comprenderle e per poterci star dentro, per essere consolazione conforto e sostenere il dolore degli altri”.

“Gesù invece, ferma il corteo dinanzi alla tragedia umana. La sua parola in quel momento si fa silenzio. E continua a parlare con il silenzio perché quel silenzio è eloquente. Sta allacciando una relazione nella sofferenza di quella donna, sta creando con una parola che incoraggia fatta di silenzio. Quanti altri spunti di riflessione ci offre la pagina del Vangelo. Ci aiuta a comprendere meglio il nostro stile di vita cristiano. Ci indica come stare vicino a ogni situazione di sofferenza e non solo a quella che viene in seguito alla morte di un amico o di un parente. Ma dinanzi alla situazione di ogni sofferenza umana. Dobbiamo stare attenti a non passare oltre, a non “lasciar passare il corteo”.

Questa pagina del Vangelo – ha aggiunto l’arcivescovo – ci insegna il rispetto, la comprensione dell’altro, ci invita a essere accoglienti sempre. Così come ogni persona ogni famiglia. Sa di camminare insieme con gli altri: non possiamo pensare di vivere una vita da soli, isolati.
Ogni comunità come ogni persona ogni famiglia sa che deve poter contare sugli altri ma anche sostenere gli altri.

“La pace – ha poi aggiunto – è accogliere l’altro. Camminare insieme all’altro. Per il bene di tutti. Questa è la via della pace. Il Santo Padre Papa Leone ci ha detto subito, appena eletto al soglio di Pietro: “la pace sia con voi”. È il saluto apostolico con il quale gli apostoli salutavano le comunità. Il saluto del Signore nella notte di Pasqua. Il saluto che da sempre ogni ebreo rivolge all’altro. Ma chi ha realizzato questa pace? È la croce del figlio, è Gesù che l’ha realizzata, donando se stesso”.

In chiusura, il vicario zonale, don Gianni Longo, ha invitato tutti i presenti a recitare l’Atto di affidamento a Maria della Mutata, composto per l’occasione.

Al termine della celebrazione, monsignor Miniero ha visitato la chiesa e gli ambienti dell’antico convento, compreso il bel chiostro, compiutamente ristrutturato dall’architetto Antonio Annicchiarico, che è l’attuale proprietario dell’intero complesso adiacente al quale sorge il Santuario.