Otium

Gli agricoltori prevedono un 2022 denso di incertezze

02 Apr 2022

di Andrea Zaghi

Bene il 2021, più che incerto e denso di incognite il 2022. Il comparto agroalimentare fa segnare agli analisti una sintesi di questo genere. E non potrebbe che essere così: dopo due anni in salita a causa del Covid-19, la filiera che porta gli alimenti dai campi e dalle stalle alle nostre tavole, si ritrova a dover fare i conti con una guerra praticamente “in casa”.

A delineare la situazione è stato il report ‘Agrimercati’ pubblicato da Ismea, il documento che analizza le principali dinamiche del settore agroalimentare italiano nel 2021, con particolare riferimento al 4° trimestre 2021 e con un occhio al 2022.

L’agroalimentare nazionale, spiega l’Ismea, ha mostrato nel 2021 una buona tenuta dopo lo shock pandemico. “La lieve flessione del valore aggiunto agricolo – dice l’istituto di ricerca -, è avvenuta in un contesto caratterizzato dalla crescita della produzione industriale, spinta da un export in decisa ripresa”. Detto in altro modo, quindi, il 2021 si è chiuso con un balzo a doppia cifra delle vendite all’estero del made in Italy agroalimentare (+11%) che ha raggiunto il valore record di 52 miliardi di euro. E tutto sommato bene parrebbe essere andato anche il mercato nazionale. Sul fronte dei consumi interni, spiega sempre Ismea, gli acquisti alimentari domestici hanno registrato nel 2021 una flessione in valore molto lieve (-0,3%), soprattutto in confronto con l’eccezionale annata precedente e la contemporanea riapertura dei canali horeca. La spesa di cibo e bevande si è attestata nel 2021 su un valore di circa 87,3 miliardi di euro, superiore del 7,5% rispetto all’anno precrisi (2019). Insomma, il complesso comparto agroalimentare parrebbe essere uscito da due anni difficili in modo più che dignitoso. A complicare tutto, però, ci sono messi i costi delle materie prime e dell’energia e, adesso, una guerra nel cuore dell’Europa.

Sempre Ismea spiega: “L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia è un fattore che grava pesantemente sia sul settore primario, sia sull’industria alimentare, sommandosi ai problemi collegati ai trasporti e alla logistica”. Problemi importanti, quindi, aggravati da un mese a questa parte dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina che è arrivato con tutto il suo peso a cambiare “equilibri geopolitici” già rima delicati. Detto in termini economici, la guerra avrà un “elevato impatto sullo scenario internazionale, sia per l’accentuata instabilità dei mercati finanziari e le pressioni al rialzo dei prezzi di tutte le materie prime, anche di natura speculativa, sia per l’introduzione di sanzioni e restrizioni commerciali”. Gli effetti, d’altra parte, si fanno già sentire con l’incremento dei prezzi di molti listini che toccano da vicino l’agroalimentare. E che non hanno fatto che proseguire la crescita già iniziata nell’ultimo trimestre del 2021.

E il 2022? Per gli operatori di tutta la filiera agroalimentare italiana, la parola d’ordine è una sola: incertezza. Crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, aumento delle bollette per le imprese, effetti delle sanzioni neo confronti della Russia, rischiano di segnare un 2022 che potrebbe essere peggiore degli altri due anni appena passati. Per questo, di fatto, tutti gli attori dell’agroalimentare nazione ed europeo hanno chiesto a gran voce strumenti straordinari di intervento, a partire dalla sospensione della nuova politica agricola comune e di tutte le misure dedicate al miglioramento della compatibilità ambientale delle produzioni agricole. L’imperativo, adesso, è produrre di più a costi almeno sopportabili per tutti. Un traguardo che è possibile raggiungere per non perdere quelli raggiunti in precedenza.

Letteratura

Lo scrittore martinese Mario Desiati selezionato tra i 12 del Premio Strega

02 Apr 2022

di Silvano Trevisani

Lo scrittore martinese Mario Desiati è tra i dodici scrittori italiani selezionati per l’edizione 2022 del Premio Strega. Il suo ultimo romanzo “Spatriati” (Einaudi) è stato scelto tra una nutritissima e agguerrita rosa di scrittori, per essere ufficialmente candidato a quello che viene considerato il premio letterario più importante d’Italia. Per il giovane ma già notissimo scrittore originario di Locorotondo ma cresciuto a Martina Franca, quaranticinque anni a maggio, si tratta, se ce ne fosse stato bisogno, di un’ulteriore consacrazione, che arriva dopo un percorso ormai intenso, apertosi con la poesia: ha esordito nel 2000 nel volume “I poeti di vent’anni” (Stampa), seguite da alcune plaquette e dalla prima prova narrativa: “Neppure quando è notte” per Pequod (2003) cui seguì una raffica di altri nove romanzi, quasi tutti con Mondadori, tra i quali “Ternitti” che, nel 2011, lo vide già tra i finalisti allo Strega.

“Con la poesia o finito”, mi disse qualche anno fa, ed è comprensibile come le sono le scelte che Mario ha operato sempre nella sua vita, anche a costo di rinunciare a posti di prima fila, come la sue dimissioni dalla giuria del Viareggio, l’anno scorso, per non avere condiviso il modo poco ortodosso nel quale maturò la scelta finale.

E poi un “buco” di cinque anni dal precedente romanzo, “Candore” del 2016, pubblicato con Einaudi. Anni nei quali ha studiato, è stato all’estero, in Germania, ha cercato qualcosa di preciso. E ora sembra averlo trovato, tornando col suo racconto, ancora nelle terre d’origine, nella sua Puglia di bellezze e veleni, di slanci e contraddizioni, nella quale si incontrano i due “spatriati”, Claudia e Francesco. Sono loro i protagonisti di questo romanzo che, come descritti dal titolo con un aggettivo sostantivato delle nostre parti, sono personaggi singolari, che hanno un mondo tutto loro, proprio come chi espatria, lasciando consapevolmente la propria terra, ma restandone in qualche modo visceralmente legato, proprio come lo stesso Desiati. Anche se la sua è sempre una lettura critica, non certo velata dal nostos del rimpianto di valori antichi, che poi quasi sempre non erano “valori” ma polvere nascosta sotto i tappeti. E i due spatriati cominciano con l’affrontare quel po’ di polvere che il rapporto extraconiugale tra la madre di lui e il padre di lei sparge sulla loro storia, che trova poi altri elementi da sgrossare nel bigottismo religioso di Francesco, mentre Claudia sembra vocata a una trasgressione che la porta fino a Berlino. Nella capitale tedesca i due vivono insieme, ma sperimentano relazioni, fino poi a un ritorno “diversro” perché Mario Desiati ci ha abituati a romanzi “forti” e fuori dall’ordinario, ma ci dimostra, attraverso i suoi personaggi, e nonostante i suoi tentativi di rimozione, che, così come ammettono gli stessi “sbatriati”: “Le nostre origini ci rimangono addosso come una voglia gigante sulla pelle, che puoi coprire con tutti i vestiti che vuoi, ma resta sotto e quando ti spogli la vedi”.

La cinquina sarà svelata l’8 giugno, il vincitore il 7 luglio,

Ecclesia

L’appello alle parrocchie di Azione Cattolica e Agesci: Ricuciamo insieme la pace!

02 Apr 2022

L’Agesci e l’Azione Cattolica diocesana, in collaborazione con alcune comunità religiose presenti sul territorio hanno organizzato una veglia di preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo intero

 

La preghiera è la nostra grande forza e, per questo, invitano proprio tutti, gruppi parrocchiali e fedeli, a unirsi a loro in un grande gesto di sinodalità per invocare il dono della pace, che ogni essere umano ha diritto di pretendere.

Appuntamento per sabato 2 aprile alle ore 18:30 in piazza Garibaldi a Taranto.

Attraverso l’arte del patchwork, collage di stoffe, si vuole realizzare insieme una grande bandiera come espressione visiva del ripudio della guerra.

Pertanto chiedono la collaborazione dei gruppi parrocchiali della diocesi perché portino con sé alla veglia 8 pezzi di stoffa di cotone di cm. 50×50 cadauno del colore assegnato alla loro vicaria (vedi sotto vicarie) che saranno cuciti insieme a formare una grande bandiera.

In questi giorni bui è urgente scendere in piazza a manifestare per la pace ed è altrettanto urgente e necessario pregare per la pace.

“Oggi vogliamo essere questo: pezzi di stoffa che uniti formano qualcosa di nuovo” dicono le due comunità.

 TARANTO ORIENTALE I COLORE BLU

CONCATTEDRALE – SANTA RITA – SANTA TERESA – SAN NUNZIO SULPRIZIO – SANTA LUCIA – CUORE IMMACOLATO DI MARIA – MADONNA DELLE GRAZIE

CRISPIANO-STATTE COLORE CELESTE

MADONNA DEL ROSARIO – SACRO CUORE – SAN GIROLAMO EMILIANI – SAN FRANCESCO – SANTA MARIA GORETTI – MADONNA DELLA NEVE – SAN MICHELE ARCANGELO

GROTTAGLIE COLORE VIOLA

MADONNA DELLE GRAZIE – MADONNA DEL CARMINE – MADONNA DEL ROSARIO – SANTA MARIA IN CAMPITELLI – SANTA MARIA DELLA CROCE MONTEMESOLA

MARTINA FRANCA COLORE VERDE

CRISTO RE – DIVINO AMORE – MADONNA DEL CARMINE – REGINA MUNDI – SAN DOMENICO – SAN FRANCESCO – SAN PAOLO – SAN MARTINO – SANTA FAMIGLIA

PULSANO COLORE GIALLO

IMMACOLATA LEPORANO 2- SAN MARCO TORRICELLA 3- SANTA MARIA NOVA PULSANO 4- SAN PASQUALE LIZZANO 5- SAN NICOLA LIZZANO

SAN GIORGIO COLORE ARANCIONE

IMMACOLATA SAN GIORGIO – SAN CARLO SAN MARZANO – SAN GIOVANNI BATTISTA MONTEIASI – SANTA MARIA DEL POPOLO SAN GIORGIO – MADONNA DELLE GRAZIE CAROSINO

BORGO COLORE ROSSO

ADDOLORATA – SANT’ANTONIO – CARMINE – SAN PASQUALE – SS. CROCIFISSO – SAN FRANCESCO DA PAOLA

TARANTO NORD COLORE BLU

SAN CATALDO – GESU DIVIN LAVORATORE – SAN FRANCESCO DE GERONIMO – S.AN MASSIMILIANO KOLBE – SAN DOMENICO – SAN GIUSEPPE

TARANTO ORIENTALE II COLORE CELESTE

MADONNA DELLA FIDUCIA – SAN GIOVANNI BOSCO – SAN PIO X – SAN ROBERTO BELLARMINO -SACRO CUORE

PAOLO VI COLORE VIOLA

CORPUS DOMINI – SANTA MARIA DEL GALESO – SAN GIOVANNI MOSCATI

TARANTO SUD COLORE VERDE

SAN LORENZO – SANTA FAMIGLIA3- SPIRITO SANTO – SS. MEDICI

TALSANO COLORE GIALLO

MADONNA DEL ROSARIO – MADONNA DI FATIMA – REGINA PACIS – SAN DONATO – SAN VITO SAN EGIDIO

L'argomento

Un numero verde gratuito per aiutare minori e famiglie

01 Apr 2022

di Marina Luzzi

La pandemia ha accresciuto e acuito situazioni di degrado sociale, culturale, familiare. È avvenuto ovunque e Taranto non fa certo eccezione. Anche per questo è stato attivato il numero verde gratuito 800250411 per la tutela dei minori. Si tratta di un servizio che garantisce l’anonimato ed è attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 presso gli uffici giudiziari minorili. Si può chiamare il numero se si è vittime di maltrattamenti ma anche se si è al corrente di episodi di violenza fisica o psicologica, di un clima familiare non sereno, di condizioni di vita difficili magari di un vicino di casa o di un amico del proprio bambino. «Mi preme chiarire subito un aspetto – afferma Pina Montanaro, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Taranto- bisogna sconfessare il tabù secondo cui rivolgersi alla Procura o ai servizi sociali del proprio Comune significa in automatico togliere il minore ai suoi genitori. Tutte le misure che il tribunale adotta sono sempre a supporto della famiglia e nell’interesse del minore, partendo dal sacrosanto diritto che un bambino o adolescente ha, di vivere nella propria famiglia di origine. L’allontanamento avviene come ultima possibilità e in casi veramente gravi.  Sarei contenta se questo numero potesse dare una chance in più a chi ne ha bisogno. Una telefonata non costa nulla e resta anonima, non viene tracciata. Semplicemente accende un faro sulla situazione e permette di fare degli approfondimenti, di verificare se c’è un disagio ed eventualmente aiutare la famiglia, a seconda del problema». Il numero verde è stato istituito nel 1996, quando a capo della Procura minorenni c’era Piergiorgio Acquaviva «e non ha mai smesso di essere utilizzato ma da settembre 2021, considerando questo incremento di situazioni di disagio – prosegue la Montanaro – abbiamo deciso di rilanciarlo, pubblicando la notizia sul sito della Procura e rendendola nota attraverso le scuole di Taranto e provincia, con una locandina nella sede dei servizi sociali dei vari Comuni di Taranto e dei paesi limitrofi, nei luoghi di aggregazione frequentati da minori e adulti di riferimento e, con il supporto dell’arcidiocesi tarantina, anche nelle parrocchie. In più ho interessato della cosa anche il consiglio dell’Ordine degli avvocati e la Camera minorile di Taranto. La Procura vuole essere un ufficio aperto, un riferimento per la comunità e in questa idea si inserisce il numero verde». D’altronde la Procura presso il Tribunale per i minorenni, rispetto all’ordinaria, non si occupa solo di indagini e responsabilità penali ma anche di misure di tutela, supporto e presa in carico civile. E poi c’è tutto l’ambito dei disagi civili, conflitti familiari, violenze, forme di devianza, bullismo. «Il civile costituisce la stragrande maggioranza del nostro lavoro. Con la pandemia – prosegue la Montanaro – nei più giovani sono aumentati atti di autolesionismo, tentativi di suicidio e purtroppo anche suicidi consumati. Come reazione all’isolamento, sono cresciuti danneggiamenti, violenze di gruppo, esplosioni di rabbia, talvolta senza una causa scatenante. Noi, attraverso il numero verde, raccogliamo segnalazioni di ogni tipo: il vicino di casa che sente piangere troppo un bambino, o chi vede dei bimbi vivere in condizione di scarsa igiene. La segnalazione, una volta fatta o, in orari non d’ufficio, registrata in segreteria, viene riportata per iscritto e passata a me o ai sostituti procuratori che ne appuriamo la fondatezza, delegando ai servizi sociali visite domiciliari, incontri con la famiglia e la scuola. Si può richiedere a quel punto, se si verifica una problematica o un momento di difficoltà, l’intervento della psicologia clinica o di assistenza domiciliare. Ogni caso è a sé. Di recente, ad esempio, abbiamo ricevuto indicazioni di un ambiente malsano, scoprendo una madre sola con figli che aveva bisogno di sostegno, per cui sono state attivate una serie di misure di aiuto che hanno consentito alla famiglia, tutta insieme, di superare il problema».

 

Hic et Nunc

Covid-19: le nuove disposizioni in vigore dal 1° aprile

Non è più necessario il green pass per i ristoranti all’aperto e nel trasporto pubblico; via l’obbligo di super green pass al lavoro, alcune delle novità entrate in vigore da venerdì 1° aprile

Roma, 01 Giugno 2020. La riapertura dei musei vaticani.
01 Apr 2022

di Filippo Passantino

Stop al green pass per i ristoranti all’aperto e nel trasporto pubblico, via l’obbligo di super green pass al lavoro, allentamento delle norme sui contatti a scuola, abolizione della quarantena per i contatti stretti di positivi, anche non vaccinati, mascherine al lavoro anche chirurgiche e non per forza Ffp2. Sono alcune delle novità che entreranno in vigore al termine, dopo oltre due anni, dallo stato di emergenza deliberato per fronteggiare il Covid il 31 gennaio 2020 e via via prorogato.
Non ci sarà più la struttura commissariale del generale Figliuolo a gestire la campagna vaccinale, ma nasce l’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, guidata dal maggior generale Tommaso Petroni. Addio anche al Comitato tecnico-scientifico, istituito a febbraio 2020.
Accesso ai luoghi di lavoro. Dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il green pass base (vaccinazione, guarigione, test). Dal 1 maggio l’obbligo di green pass verrà eliminato.
Green pass per attività e servizi. Il decreto rimodula l’utilizzo del green pass base e rafforzato per attività e servizi. In particolare, dal 1 aprile cade l’obbligo del green pass per i servizi di ristorazione all’aperto e per i mezzi di trasporto pubblico locale o regionale.
Mascherine. Vige obbligo delle mascherine FFP2 fino al 30 aprile per: mezzi di trasporto (aerei, treni, autobus, servizi di noleggio con conducente, impianti di risalita); spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso o all’aperto in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, eventi e competizioni sportive. Dal 1° aprile nei luoghi di lavoro sarà sufficiente indossare mascherine chirurgiche. Lo stesso vale per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari. E resta l’obbligo di mascherine al chiuso, ad esclusione delle abitazioni private.
Quarantena e isolamento. Dal 1° aprile dovrà rimanere isolato a casa solo chi ha contratto il virus. Chi ha avuto un contatto stretto con un caso positivo dovrà applicare il regime dell’autosorveglianza (mascherina FFP2 per 10 giorni dall’ultimo contatto, test alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto).  Tuttavia, ha precisato nei giorni scorsi il ministero, non cambia la tempistica dell’isolamento: un positivo dovrà restare a casa almeno 7 giorni (10 se non vaccinato) prima di sottoporsi al tampone per accertare l’eventuale negatività e uscire.

L'argomento

Oliviero Forti (Caritas): “Dal governo, misure positive
per l’accoglienza dei profughi ucraini”

01 Apr 2022

“Valutiamo positivamente queste misure, che sono frutto di un percorso condiviso tra le realtà del terzo settore, la Protezione civile, i Ministeri del Lavoro e dell’Interno. Per la prima volta vengono messe al centro le realtà del terzo settore come soggetti con i quali interloquire e attrezzare una accoglienza in emergenza come quella degli ucraini. C’è una co-progettazione e una co-gestione che vede tutti partecipare congiuntamente a questo sforzo”. Così Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, commenta oggi al Sir le misure contenute nel Decreto Ucraina relative all’accoglienza dei profughi ucraini nei territori, che ha ottenuto oggi la fiducia in Senato, dopo quella della Camera dei deputati. Nei giorni scorsi sono già usciti un Dpcm che disciplina il permesso per la protezione umanitaria temporanea e l’Ordinanza 881 approvata dal Commissario straordinario della Protezione civile Fabrizio Curcio, che stabilisce uno specifico sistema di accoglienza di 15.000 posti per gli ucraini, da attuare mediante gli enti del terzo settore, compresi quelli religiosi, presso strutture come appartamenti privati, famiglie, parrocchie, a patto di garantire alcune condizioni, standard di accoglienza e fornitura di servizi aggiuntivi come i corsi. Ad oggi sono 75.000 i profughi ucraini in Italia, di cui 5600 già inseriti nel circuito di accoglienza tradizionale (Cas e Sai). “Non sappiamo ancora se sarà necessario o meno attivare corsi di inserimento lavorativo o corsi di lingua intensiva perché dipende da come evolverà la situazione – osserva Forti -. Quindi proviamo a rispondere all’emergenza con uno strumento flessibile, ossia un sistema di accoglienza esterna complementare ai Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e ai Sai (Sistema accoglienza integrazione), che dovranno avere posti liberi per i migranti e richiedenti asilo che arrivano via mare”. Le nuove normative prevedono anche, oltre alla protezione umanitaria temporanea per un anno rinnovabile per un altro anno, anche la possibilità, per gli ucraini che alloggiano in maniera autonoma o presso amici e familiari, di ricevere per tre mesi un contributo di 300 euro mensili ogni adulto e di 150 euro per ogni minore. Nel frattempo la rete Caritas ha già accolto 5.500 persone nelle proprie strutture diocesane: “Ora faremo una verifica su quanti posti ulteriori attivare – conclude Forti -. Presenteremo le nuove norme alle Caritas diocesane chiedendo di farsi avanti, a patto di avere certi requisiti. Ad esempio la presenza di mediatori culturali, o la possibilità di fare inserimenti lavorativi. Non è uno spontaneismo fine a sé stesso”.

Ecclesia

La Passione a Taranto alla XLVIII edizione

01 Apr 2022

Torna il tradizionale concerto della Fanfara dipartimentale del Comando Sud di Taranto, diretta dal m° luogotenente Michele Di Sabato, che si terrà lunedì 4 aprile prossimo, alle 19, nella chiesa di San Domenico Maggiore in città vecchia.

È un evento della Quaresima atteso dai confratelli e dalla città, uniti nella condivisione dell’amore per i Riti della Settimana Santa che sono, come dichiarato dal nostro arcivescovo, “rappresentazione di profonda fede popolare”.

Al programma hanno collaborato mons. Emanuele Ferro, padre spirituale della confraternita, e Giancarlo Roberti, commissario arcivescovile della confraternita Maria SS. Addolorata e San Domenico.

Il concerto sarà arricchito dalle riflessioni di mons. Alessandro Greco, vicario generale dell’arcidiocesi di Taranto, in accompagnamento alle pregevoli esecuzioni della Fanfara dipartimentale che eseguirà le marce della tradizione: Elegia, di Angelo Lamanna; Cristus, di Pietro Marincola; A Maria Santissima Addolorata, di Michele Ventrelli; Giovedì Santo, di Adolfo Bonelli; Mater Dolorosa, di Vittorio Manente; Tristezze, di Giacomo Lacerenza e Mamma, di Luigi Rizzola.

La profonda amicizia tra la Marina Militare e la confraternita Maria SS. Addolorata e San Domenico si consolida ancora una volta in un concerto che è invito alla riflessione e alla preghiera. Per questo un ringraziamento particolare va all’ammiraglio Salvatore Vitiello e al m° Michele di Sabato.

L’ingresso è libero in ottemperanza alle norme vigenti in materia di prevenzione della diffusione del Covid, quindi green pass e mascherina ffp2.
Si potrà accedere alla chiesa dalle ore 18.

Hic et Nunc

Il Senato approva il decreto legge ‘Ucraina’

01 Apr 2022

di Stefano De Martis

Il Senato ha convertito definitivamente in legge il decreto che introduce misure urgenti per la crisi ucraina. Sul provvedimento il governo aveva posto la questione di fiducia. I voti favorevoli sono stati 214, i contrari 35, nessun astenuto.
Il decreto legge approvato nasce dalla confluenza di due provvedimenti varati in tempi diversi dal Consiglio dei ministri. Il secondo è stato incorporato nel primo, già presentato in Parlamento, per snellire e velocizzare l’iter di conversione. Sostegno militare alla difesa contro l’aggressione russa, interventi eccezionali per l’accoglienza dei profughi, misure per fronteggiare l’emergenza energetica: questi sono gli argomenti principali del “decreto Ucraina”. In particolare, viene disposta la partecipazione del personale militare italiano al potenziamento delle attività della Nato sul fianco Est dell’Alleanza e la fornitura a titolo gratuito a Kiev di armi non letali di protezione, nonché la possibilità di cessione, previo atto di indirizzo delle Camere, di equipaggiamenti militari. Autorizzata anche la vendita di materiali di autodifesa per i giornalisti. Il decreto prevede una semplificazione delle procedure di assistenza e di cooperazione con l’Ucraina e, nell’ambito degli impegni sul fronte dell’energia, autorizza tra l’altro l’adozione di misure per l’aumento della disponibilità di gas, la riduzione programmata dei consumi e il riempimento degli stoccaggi per l’anno termico 2022-2023. Vengono inoltre previste forme di sostegno alle imprese il cui fatturato dipenda per almeno il 20 per cento dalle esportazioni verso Ucraina, Russia e Bielorussia. Quanto all’accoglienza dei profughi, oltre alle misure stabilite dal decreto appena convertito in legge (con un aumento degli stanziamenti e il potenziamento delle strutture sul territorio), è da segnalare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui viene recepita la decisione europea di attivare per la prima volta il meccanismo della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati. Un meccanismo di emergenza, immediato e collettivo, che non richiede l’esame delle singole domande.
A differenza di quanto accaduto due settimane fa alla Camera, dov’era stato approvato un ordine del giorno che impegnava il governo “ad avviare l’incremento per le spese della difesa verso il traguardo del 2 per cento del Pil”, al Senato non è stato votato alcun odg. La questione del 2 per cento – obiettivo previsto da un accordo Nato del 2014 – è stata nei giorni scorsi al centro di un confronto politico molto aspro. La situazione si è sbloccata in virtù di quello che è stato giornalisticamente ribattezzato “lodo Guerini”, dal nome del ministro della Difesa che ha indicato nel 2028 il termine temporale per raggiungere l’obiettivo di spesa. Una conferma è arrivata dallo stesso Mario Draghi nell’incontro con la stampa estera, in cui il premier ha anche reso noto che nell’imminente Documento di economia e finanza non è prevista alcuna indicazione specifica sulle spese militari.

Hic et Nunc

Fotogrammi dal confine di guerra

01 Apr 2022

di foto Roberto Pedron

Roberto Pedron è un fotoreporter. Nato a Torino il 10 ottobre del 1969, ha raccontano, con i suoi scatti, i conflitti di guerra in Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Mali e Costa d’Avorio. Attualmente fotografo per l’associazione tarantina Noi e Voi, a metà marzo e’ stato a Medika, al confine polacco dell’Ucraina e poi si è spostato sul confine moldavo, riuscendo infine ad entrare in Ucraina. In questa fotogallery alcune delle sue immagini.

Otium

Oceani… plastificati

01 Apr 2022

di Maurizio Calipari

L’acqua degli oceani è sempre più… “plastificata”! Le stime più recenti parlano di ben 150 milioni di tonnellate di plastica presenti attualmente nelle acque oceaniche. E ogni anno, testardamente, continuiamo a riversarne in mare circa 4,8-12,7 milioni di tonnellate. Tanto che, in assenza di drastici cambiamenti di rotta, si prevede (stime dell’Unione Europea) che entro il 2050 il peso delle plastiche presenti nei mari sarà superiore a quello dei pesci!

Purtroppo, l’osservazione ad occhio nudo tende ad ingannare lo sprovveduto osservatore, offrendo un’immagine apparentemente ridotta del problema. Infatti, solo una piccola parte di questa “plastica oceanica” galleggia sull’acqua in modo visibile. Beh, “piccola parte” per modo di dire, stiamo comunque parlando di almeno 25 milioni di tonnellate di detriti plastici. Ma va considerato che la maggior parte di questi rifiuti sfugge alla nostra vista, o perché ormai ridotta a microplastica, o perché è affondata nelle profondità marine.

Quantità enormi che, però, rappresentano solo una frazione della massa di rifiuti di plastica che giace ancora sulla terraferma. Questo preoccupante scenario, infatti, va interpretato in un contesto più ampio, concernente la produzione di plastica a livello mondiale, come evidenzia una nuova ricerca sul tema (pubblicata su “Science of The Total Environment”), realizzata da un gruppo di studiosi guidati da Atsuhiko Isobe, dell’Università giapponese del Kyushu. In base ad essa, si stima che, dal 1950 ad oggi, la produzione mondiale di oggetti di plastica “scartati” (gettati via o inceneriti) ammonti a circa 5.700 milioni di tonnellate. Ciò corrisponde ad una produzione annuale di circa 31,9 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica mal gestiti, che vengono rilasciati nell’ambiente naturale (il 20% di essi proviene dalle attività delle industrie della pesca). Di questi, 1,15–2,41 milioni di tonnellate vengono riversate ogni anno in mare attraverso i fiumi.

Isobe e colleghi, inoltre, stimano che 540 milioni di tonnellate siano ammassate in discariche mal gestite, discariche selvagge o semplicemente sul ciglio della strada e da lì potrebbero finire in mare. Gli oceani sono quindi minacciati da un’inondazione di plastica ancora maggiore in futuro, soprattutto alla luce della produzione di plastica che continua senza ostacoli.

Nella loro ricerca, Isobe e colleghi hanno potuto calcolare la quantità di plastica non più visibile nell’oceano usando modelli che includevano, per esempio, i processi di invecchiamento dei materiali o i dati del vento per tracciare il movimento delle particelle. Come già sottolineato, si tratta della maggior parte della quantità totale, dal momento che le plastiche grandi e le microplastiche che galleggiano sulla superficie dell’oceano rappresentano ciascuna soltanto il 3% circa del totale dei rifiuti plastici nell’oceano. Il team di ricerca giapponese ha anche stimato che una quantità simile di microplastica si trovi sulle spiagge, mentre quasi un quarto dei rifiuti plastici oceanici di solito finisce di nuovo sulle coste del mondo.

Della enorme quantità di plastica oceanica non più visibile, la metà è costituita da plastiche pesanti (come il polietilene tereftalato e il cloruro di polivinile) che si sono depositate sul fondo dell’oceano. La restante metà è invece costituita da vecchie microplastiche, liberate in mare per decenni; da allora, sono state rimosse dalla superficie dell’oceano e dalle spiagge, oppure depositate sul fondo del mare o altrove negli oceani, come nel ghiaccio marino ai poli.

“Siamo stati in grado di stimare – spiega Isobe – la quantità di plastica nell’oceano, ma questa è solo la punta dell’iceberg di questa spazzatura sulla Terra”. Per questa ragione, il prossimo passo del gruppo di ricerca coordinato da Isobe sarà quello di provare a determinare dove si trovi il quasi mezzo miliardo di tonnellate di plastica depositate sulla terraferma. “Questo – conclude Isobe – sarà un compito erculeo. Sono stati fatti pochi progressi nel campo della ‘plastica terrestre’ a causa della mancanza di metodi di osservazione”.