L’imprevedibilità, l’ultima scoperta della fuoriclasse Benedetta Pilato

Ci eravamo lasciati alla straordinaria impresa di Benny nei 100 rana. Un oro tanto entusiasmante quanto sorprendente perché conquistato, ai Mondiali di Budapest 2022, in quella che non viene considerata la specialità di Benedetta Pilato. È poi arrivata la medaglia d’argento nella seconda finale. Tanto si è detto e scritto su questa gara: alla gioia si è aggiunta una punta di amarezza per l’oro sfumato. Mancato di un niente, nella prova che le è più congeniale, i 50 metri rana, dove detiene il record mondiale (29”30). Lo ha confidato la stessa atleta, che alla vigilia si sentiva stanca. La stanchezza si accumula in una stagione, durante l’anno, e può pesare: ricordiamo che, diversamente da altre sue avversarie, oltre a gareggiare e ad allenarsi, la tarantina di diciassette anni riempie d’altro le sue giornate – studia al liceo e con ottimi risultati. Noi l’abbiamo vista tesa, tirata in volto prima che si buttasse in vasca. La partenza non è stata delle migliori ma, se avesse avuto più “campo”, avrebbe rimontato la lituana Ruta Meilutyte. Il bilancio di questa esperienza ai Mondiali è eccellente. Ad una lettura extra numerica, infatti, al di là dei tempi fatti registrare, si potrebbe dire che l’atleta ha scoperto di possedere un’altra qualità: l’imprevedibilità. Quella dote che contraddistingue i Grandi. La capacità di sorprendere, nel bene e nel male, per non tediare, se stessi e gli altri. Perché alla lunga anche i record possono stancare. Il risultato può svuotarsi di senso, se non di significato. L’imprevedibilità consacra tra i Grandi Benedetta Pilato. È quell’arma in più da annoverare nel suo bagaglio, da custodire, e da utilizzare al momento opportuno, in modo da spiazzare anche le sue avversarie. D’altro canto la capacità di steccare è stimolo per continuare a migliorarsi, come ha fatto la stessa Benny nel percorso che l’ha portata all’ultimo oro, dopo la delusione delle Olimpiadi di Tokyo, lo scorso anno. O ancora, è l’espediente utilizzato dai fuoriclasse per sentirsi più vicini a quegli atleti che fanno tanti sacrifici ma non vincono mai.
BOTTINO MONDIALE. Le medaglie di Benedetta Pilato fanno il paio con le altre conquistate dall’Italia alla 19esima edizione dei Campionati mondiali di nuoto. Un risultato già straordinario. Ha impressionato in particolare l’impresa titanica di Gregorio Paltrinieri che, dominando la gara dei 1500, ha realizzato il nuovo record europeo. Lo Squalo si è andato a prendere poi anche un bronzo nella staffetta mista 4×1500. Ci sarà da divertirsi ancora, a quanto pare: la competizione che riaccende i riflettori sulle discipline acquatiche (nuoto, nuoto di fondo, nuoto artistico, tuffi e pallanuoto) si chiuderà il 3 luglio.
IL MEDAGLIERE AGGIORNATO. Conduce gli Stati Uniti. Segue l’Italia con 7 ori, 4 argenti e 7 bronzi. Al terzo posto l’Australia. Chiudono la Spagna e il Sudafrica, ferme ad un bronzo. Va ricordato che a questa competizione non hanno preso parte la Russia e la Bielorussia: così ha voluto la Federazione internazionale del nuoto (Fina), per i noti fatti legati alla guerra in Ucraina.
