Mondo

Pakistan, Unicef: Un terzo del Paese sott’acqua. Colpite 33 milioni di persone, la metà sono bambini

foto ©Unicef/Pakistan22/Sami Malik
06 Set 2022

Le forti piogge monsoniche dei giorni scorsi in Pakistan hanno lasciato un terzo del Paese sott’acqua, colpendo più di 33 milioni di persone. La metà di queste persone sono bambini, di cui almeno 3,4 milioni hanno bisogno di un sostegno immediato e salvavita. Le operazioni di soccorso e salvataggio sono ancora estremamente difficili da portare a termine: molte strade sono ancora interrotte dall’acqua delle inondazioni. Almeno 5.000 chilometri di strade e circa 160 ponti sono stati distrutti o danneggiati. Lo dice oggi l’Unicef, che ha consegnato 32 tonnellate di forniture mediche salvavita e altri aiuti di emergenza per aiutare i bambini e le donne colpiti dalle devastanti inondazioni. La spedizione è arrivata a Karachi partendo dalla Supply division dell’Unicef a Copenaghen. La spedizione comprende medicinali, forniture mediche, compresse per la purificazione dell’acqua, kit per il parto sicuro e integratori alimentari terapeutici.  Gli aiuti saranno immediatamente inviati ai bambini e alle famiglie che ne hanno maggiormente bisogno in alcuni dei 72 distretti più colpiti. Domani, martedì, è previsto l’arrivo di un secondo carico di 34 tonnellate di forniture umanitarie, con medicinali per il trattamento delle infezioni parassitarie, kit di rianimazione e sterilizzazione, micronutrienti per le donne in gravidanza, materiale didattico e kit ricreativi per aiutare i bambini a superare i traumi. Utilizzando forniture di emergenza preposizionate, l’Unicef ha consegnato servizi e aiuti di emergenza immediata per un valore di oltre 2 milioni di dollari nell’ultima settimana. Si tratta di acqua potabile, compresse per la depurazione dell’acqua, kit per l’igiene, medicinali, vaccini, zanzariere, integratori alimentari terapeutici per bambini, donne in gravidanza e in allattamento.
Nell’ambito del Flash appeal delle Nazioni Unite di 160 milioni di dollari per sostenere la risposta nazionale alle inondazioni, l’Unicef chiede 37 milioni di dollari per raggiungere i bambini e le famiglie che necessitano di aiuti salvavita.

 

Europa

Unione europea, prevenzione incendi: ministri per la protezione civile in riunione a Bruxelles

foto d'archivio Afp/Sir
06 Set 2022

Si è svolto lunedì 5 a Bruxelles un incontro ad alto livello, convocato dalla Commissione europea, per preparare fin da ora le misure da utilizzare nel 2023 per contrastare gli incendi boschivi. L’estate è stata “devastante”, spiega una nota, e “migliaia di ettari di foreste sono andati perduti in Europa a causa degli incendi boschivi”. Attorno al tavolo sono seduti i ministri responsabili della protezione civile negli Stati membri dell’Ue e degli Stati partecipanti al meccanismo di protezione civile dell’Ue. L’obiettivo della Commissione è “creare consenso politico sulla necessità di rafforzare rapidamente le capacità di prevenzione, preparazione e risposta agli incendi boschivi”, sia a livello nazionale che nel quadro del meccanismo di protezione civile dell’Ue. “I nostri servizi di emergenza continuano a essere attivi, ma noi decisori politici dobbiamo assumere impegni politici rapidi e forti per fare di più per migliorare la preparazione per le future stagioni di incendi” ha spiegato il commissario per la gestione della crisi Janez Lenarčič. Il meccanismo europeo di protezione civile è stato attivato 11 volte nei mesi estivi, mentre il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze ha coordinato 33 dispiegamenti di aerei antincendio e otto dispiegamenti di elicotteri. A supporto, il satellite Copernicus mappa le aree colpite.

Hic et Nunc

Il comitato promotore della Marcia PerugiAssisi: “Il 21 settembre chiediamo a gran voce di fermare questa guerra!”

06 Set 2022

“Sei mesi di guerra Nessuna iniziativa di pace E noi diventiamo sempre più poveri. Se i governi non prendono l’iniziativa, lo devono fare i cittadini consapevoli e responsabili”. Lo afferma in una nota il Comitato promotore Marcia PerugiAssisi, sottolineando che  il 24 agosto saranno sei mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. “Sei mesi di uccisioni, omicidi, infanticidi, femminicidi, feriti, mutilati, sfollati, rifugiati, sofferenze, disperazione, distruzioni, macerie,… In sei mesi di guerra, alcuni si sono arricchiti ma tutti gli altri sono diventati più poveri. E se la guerra continua, sarà sempre peggio” perché “lo scontro sarà sempre più aperto, esteso e crudele, la gente continuerà ad essere ammazzata e le distruzioni continueranno senza sosta, mentre speculatori, mercenari, produttori e trafficanti di armi faranno fortuna”.

Da noi, prosegue la nota, “il drammatico aumento dei prezzi del gas, delle materie prime e del cibo spingerà milioni di persone nella povertà e nell’insicurezza, molte imprese dovranno chiudere, crescerà l’inflazione e arriverà la recessione economica. Intanto nel mondo, la guerra sta radicalizzando le divisioni internazionali, minacciando addirittura la catastrofe atomica, sottraendo attenzione e risorse a tutte le grandi emergenze globali come il cambiamento climatico, la fame e la salute”. Questa guerra, sostiene il Comitato, “ci sta facendo molto male e abbiamo urgente bisogno che qualcuno la fermi!”. “Spendiamo montagne di soldi per ammazzare e non li investiamo per salvare la vita delle persone. Paghiamo un prezzo altissimo a causa della guerra e non facciamo nulla per fermarla! Che senso ha?”
Di qui un appello: “Mettete fine a questa guerra! Mercoledì 21 settembre, nella Giornata internazionale della pace promossa dall’Onu, assieme a tutte le persone consapevoli e responsabili, chiediamo a gran voce: Fermate questa guerra! Non permettiamogli di soffocare la nostra vita! Prendiamoci cura gli uni degli altri e del pianeta”.
Infine il ringraziamento a “tutte le donne e gli uomini che, dentro e fuori le istituzioni, continuano a lavorare instancabilmente per la pace senza essere illuminati dai riflettori mediatici”

Ecclesia

Sabato 17, ciclopasseggiata organizzata dalla Regina Mundi di Martina

06 Set 2022

Per sabato 17 settembre, in occasione della festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la parrocchia Regina Mundi organizza – in collaborazione con l’associazione Maestri MTB e BDS Martina Franca – una ciclopasseggiata per il territorio rurale, in un abbraccio simbolico tra quartiere e agro parrocchiale.
La partenza è fissata per le 8.30 dinnanzi alla Regina Mundi (ritrovo alle ore 8.00) e la partecipazione prevede un contributo economico di 3,00 €. Il percorso della ciclopasseggiata sarà il seguente: parrocchia Regina Mundi, corso Messapia, viale de Gasperi, via Pietro del Tocco, strada Paretone sp 64, strada Ferrari sp 64 dir, strada Pezze Mammarelle sp 65, contrada Ulmo, via dell’acquedotto, strada Cicerone zona M, strada Monache, strada Lamione, strada Ortolini, via Padre Bonaventura, parco Ortolini, corso Messapia, arrivo in parrocchia.

È particolarmente consigliato l’uso del casco e, se possibile, anche di guanti ed occhiali

Per info e iscrizioni: 080 9907370

Gmg

Gmg Lisbona 2023 – padre Aguiar: “Iscrizioni aperte entro fine ottobre. Primo iscritto sarà papa Francesco”

foto Siciliani-Gennari/Sir
06 Set 2022

“Entro la fine di ottobre saranno aperte le iscrizioni alla Giornata mondiale della Gioventù di Lisbona 2023 (1-6 agosto) e il primo pellegrino ad iscriversi sarà lo stesso papa Francesco”: a dare la notizia è stato padre Américo Aguiar, presidente della Fondazione Gmg Lisbona 2023, che nei giorni scorsi ha partecipato all’Assemblea della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, che si è svolta nel santuario di Aparecida. La visita in Brasile è servita per invitare i giovani brasiliani a Lisbona. “Desideriamo che il contingente brasiliano sia il più numeroso tra quelli presenti a Lisbona la prossima estate” ha affermato padre Aguiar che ha ribadito l’impegno del Comitato Organizzatore locale (Col) per fornire le “migliori condizioni per la partecipazione dei giovani alla Gmg”. “Siamo venuti in Brasile per invitare tutti i giovani del Paese a Lisbona. Nessuno deve sentirsi escluso. L’invito non è per nessuna élite, l’invito è per tutti i giovani in Brasile. La Gmg di Lisbona sia un segno di speranza, affetto, amore, nel momento difficile che stiamo vivendo”.

Festival

La 14ma edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo rifletterà su guerra e pace, rifugiati, energia, ambiente

06 Set 2022

Al via la quattordicesima edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo, in programma dal 7 al 10 settembre a Otranto. Sarà un festival, quello 2022, “che si troverà ad affrontare giocoforza il tema della guerra in Ucraina e delle sue conseguenze nefaste sulla politica e sull’economia internazionale, con i rincari delle materie prime e i costi energetici schizzati alle stelle, e con la testimonianza di tanti cronisti che sono stati in prima linea a raccontare lo strazio delle città martoriate dai bombardamenti e quello dei profughi in fuga senza sapere se potranno mai tornare a casa. E se una casa ancora ci sia”.
“Non sarà però l’unico tema affrontato nei quattro giorni del Festival, che produrrà momenti di confronto anche sui vari temi – segnalano i promotori -. L’accoglienza e il dialogo in primis – non a caso si tiene a Otranto, luogo millenario di convivenza pacifica tra popoli e religiosi – ma anche la crisi energetica, la tutela ambientale e la sostenibilità, le prospettive del turismo, la tutela dei minori. A promuovere come sempre la riflessione sui temi che animano il dibattito internazionale opinionisti, esperti, rappresentanti del mondo delle istituzioni che si confronteranno nei dibattiti e nei workshop in programma nei primi tre giorni del Festival”. La quarta ed ultima giornata, invece – quella del 10 settembre – sarà dedicata alla consegna dei premi ‘Caravella del Mediterraneo’, riconoscimento ispirato alla capacità del ‘Mare Nostrum’ di mettere in relazione Oriente e Occidente, popoli e culture, religioni e linguaggi. I premiati 2022 sono Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede; Andrea Scanzi, Il Fatto Quotidiano; Giuseppe Brindisi, Rete4; Gabriella Simoni, (Tg5); Stefania Battistini, Tg1; David Puente, Open; Renato Piccoli, Tg3 Puglia.

Sport

Un sogno diventato realtà: l’Historic Minardi Day

05 Set 2022

di Paolo Arrivo

Un’iniziativa targata Puglia. Una giornata formativa, vissuta naturalmente all’insegna della pura adrenalina: l’Historic Minardi Day ha avuto il successo che ci si aspettava alla vigilia, presso l’autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, uno dei circuiti tra i più complicati al mondo, e ricco di storia. L’evento prestigioso è stato reso possibile dall’agenzia motoristica Adrenaline24h. Che coadiuvata da Alpine Centre Roma/Milano ha dato vita al track day nei giorni scorsi: i partecipanti, nel weekend di fine agosto, hanno avuto l’opportunità di provare i modelli A110, A110S e GT. C’erano simulatori di guida, stand e auto d’epoca. Tutti gli ingredienti per gratificare anche gli occhi.

“Ogni iniziativa che sprona a coinvolgere appassionati che cercano il confronto con loro stessi e i loro sogni, è degna di nota e va sottolineata perché i giovani e i loro desideri rappresentano l’ossatura portante del futuro di tutto il nostro territorio”, ha detto a Nuovo Dialogo Massimo Castellano, tarantino come Paolo Abalsamo e Flavio Renna. Questi, insieme ai pugliesi Piergiorgio Sarcina e Antonio Di Gioia, sono stati punti di riferimento per i neofiti Leclerc alla guida sportiva, grazie ai loro consigli preziosi. Il responsabile tecnico dello Joni_Co Team loda l’iniziativa e tutto ciò che sta intorno: “Pensare che questo sia possibile anche grazie alla passione profusa dai nostri piloti locali insieme a strutture così importanti e preziose come Adrenaline24h, ci fa ben sperare per traguardi ancora più importanti e gratificanti”. Uno già tagliato l’anno scorso è stato il “Primo Endurance Città dei due mari”. A organizzarlo, lo stesso team guidato da Massimo Castellano.

Tornando all’Historic Minardi Day, va sottolineata la grande e qualificata partecipazione: erano centinaia le vetture presenti in pista, oltre 80 gli iscritti. Piloti come Riccardo Patrese, Gianni Morbidelli e Miki Biasion sono stati a stretto contatto con ragazzi che hanno potuto indossare il casco per la prima volta, alla guida di una vettura da trecento cavalli e solo mille chili di peso. E dalla Alpine A110S, un concentrato di energia, la contagiosità della stessa passione dalla quale sono animati quanti corrono e organizzano eventi in questo settore si propaga a tutte le vetture, ai piloti e alle piste sulle quali dar sfogo alle performance migliori.

 

Editoriale

Gorbaciov, l’innovatore fermato dagli oligarchi

Foto di archivio
05 Set 2022

di Emanuele Carrieri

Era l’inizio di ottobre 1989 e Gorbaciov pronunciò una delle sue più famose frasi, un monito politico che è rimasto scolpito nella storia. Arrivò in visita a Berlino Est per i festeggiamenti della fondazione della Repubblica Democratica Tedesca. C’era aria di sfaldamento, i giovani erano in fermento, la Germania Est si stava frantumando e Gorbaciov lo sapeva bene. Fu avvicinato dai giornalisti e disse: “Chi arriva in ritardo, la storia lo punisce”. Così fu, cadde il Muro dopo un mese. Potrebbe finire qui il ricordo di Gorbaciov, perché in tale frase è racchiusa la sua figura. Se si guarda a quanto accade nel mondo, può prendere un senso di angoscia, di sgomento. Se n’è andato a 91 anni da personaggio che ha fatto la storia, la nostra storia. E noi ora assistiamo a vicende miserabili, a uno scontro fra uomini mediocri, mentre ci sarebbe bisogno di elevarsi sopra le meschinità, i giochi di potere, le menzogne, la pochezza dei più. La guerra in Ucraina è vicina a noi, ne soffriamo gli effetti, siamo alla vigilia di prove difficili eppure tutto questo è cominciato da quelle parti, proprio 31 anni fa quando i nemici di Gorbaciov, che demolirono l’economia sovietica, si riunirono e decretarono la fine dell’Urss. Gorbaciov aveva provato a impedire la dissoluzione del Paese che aveva avviato, fra errori e contraddizioni, verso un cammino riformatore con la perestrojka e la glasnost. Ora siamo qui, sospesi sulle sorti del mondo, da sei mesi a guardare le immagini della guerra di Putin, l’erede di quello Eltsin che infierì su Gorbaciov, portando la Russia degli anni 90 in braccio agli oligarchi. La sera di Natale del 1991 venne abbassata la bandiera dell’Urss, Gorbaciov aveva finito il suo discorso in tv, un commiato segnato dalla preoccupazione per i destini del mondo. Disse: “Ha vinto la disintegrazione dello Stato. Io non sono d’accordo. Vi parlo per l’ultima volta come presidente”. Uscì per sempre dalla scena a soli 60 anni dopo aver sorpreso tutti nel 1985 con la sua elezione a segretario del Pcus che metteva fine alla stagnazione brezneviana e apriva un grande spiraglio per le sorti dell’umanità intera. La sua fu una battaglia dura, feroce, contro i conservatori e i radicali, tutti e due con il fine di sbarrargli la strada, ma anche contro l’Occidente che ammirava l’uomo nuovo dell’Urss. Fu evidente l’ipocrisia delle cancellerie occidentali: blandivano Gorbaciov, se lo contendevano, lo ammiravano, ma poi non erano disposte a dargli una mano nella sua battaglia per la democratizzazione socialista dell’Urss. Lo si capì nel luglio del 1991 quando andò al G7 di Londra: pacche sulle spalle, baci, abbracci, sorrisi e strette di mano ma nemmeno un dollaro di crediti. Gorbaciov non vinse ma lottò fra resistenze e compromessi. Ci fu un momento in cui sembrava potesse svoltare davvero. Era il 1988 quando si inventò la Conferenza di organizzazione del partito trasmessa alla radio: la gente ascoltava con le radioline il dibattito, si discuteva, ci si affrontava, si applaudiva e si fischiava. Sui giornali la stessa cosa. Una ventata di democratizzazione mai vista. Poteva vincere Gorbaciov? Resisteva nella battaglia dentro il Pcus, dentro il Politburo pieno di avversari, cercava sponde in politica estera e le ottenne: il vertice con Reagan a Reikiavik, gli accordi sul taglio dei missili, la mossa sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il vertice di Malta, l’incontro in Vaticano con Wojtyla. Due immagini rendono il senso della tragicità dell’uomo Gorbaciov. La prima: la discesa della scaletta dell’aereo a Mosca una volta liberato dalla prigionia nella dacia sul Mar Nero. I golpisti avevano retto tre giorni, fra montature, messinscena, carri armati in mano a comandanti smarriti e all’alcol. I liberatori alla Eltsin erano i vincitori di una vicenda davvero strana. Gorbaciov era pallido, libero ma sconfitto. La seconda: Eltsin, con il dito puntato che gli impose di firmare il decreto di scioglimento del Pcus. Fine dell’Urss. La morte di Gorbaciov ci fa apparire una sicura enormità la guerra della Russia di Putin contro l’Ucraina. Lui aveva il Nobel per la pace, aveva demolito la guerra fredda, aveva difeso il suo mondo ma consapevole che andava cambiato perché potesse sopravvivere. Pur malato, Gorbaciov era rattristato per il corso degli eventi, aveva parlato con franchezza, perché non poteva smentire sé stesso, era preoccupato per una deriva verso la guerra nucleare. Gorbaciov non ha vinto, abbiamo perso tutti, innanzitutto ha perso la pace.

Politica italiana

Guida alla scheda elettorale. Per destreggiarsi tra liste, coalizioni e scelta dei candidati

(Foto ANSA/SIR)
05 Set 2022

di Stefano De Martis
Elezioni politiche
Il 25 settembre si vota secondo la legge elettorale approvata nel 2017 e nota alle cronache come legge Rosato o Rosatellum dal nome del suo relatore di allora. È la stessa legge con cui si è votato nel 2018.

Prevede un sistema misto: il 37% dei seggi viene assegnato in collegi uninominali maggioritari (viene eletto il candidato più votato); il 61% viene attribuito in collegi plurinominali (liste bloccate da 2 a 4 candidati) con riparto proporzionale tra coalizioni e liste che abbiano superato alcune soglie di sbarramento; il restante 2% riguarda gli italiani residenti all’estero con 4 circoscrizioni e riparto proporzionale.

Rispetto alle precedenti elezioni politiche, tuttavia, sono intervenute due novità a livello costituzionale: la riduzione del numero dei parlamentari e l’allargamento a tutti i maggiorenni del voto per il Senato (prima sussisteva il limite di 25 anni).Sono circa 3,8 milioni gli under 25 chiamati alle urne che rendono per la prima volta il corpo elettorale di Palazzo Madama equivalente a quello di Montecitorio.

Quanto alla riduzione dei parlamentari, alla Camera i collegi uninominali passano da 232 a 147, le circoscrizioni proporzionali da 386 a 245, gli eletti all’estero da 12 a 8; al Senato i collegi uninominali scendono da 116 a 74, le circoscrizioni proporzionali da 193 a 122, gli eletti all’estero da 6 a 4. Ovviamente collegi e circoscrizioni sono significativamente più ampi che in precedenza.
Le liste possono presentarsi da sole o in coalizione.Anche in questo secondo caso, però, ogni lista si presenta comunque con il proprio simbolo. Le coalizioni, infatti, sono sostanzialmente delle alleanze elettorali per poter competere nella conquista dei collegi uninominali convergendo su un unico candidato. Non vincolano in termini di maggioranze di governo, come ha ampiamente dimostrato l’esperienza del 2018.

Le coalizioni (ne sono in campo due che per semplificare definiremo di centro-destra e centro-sinistra, anche se su queste definizioni si potrebbe discutere a lungo) devono superare una soglia di sbarramento del 10% a livello nazionale.

Le liste, invece, per accedere al riparto proporzionale devono ottenere almeno il 3%. Quelle che fanno parte di una coalizione e non arrivano a questa soglia ma ricevono almeno l’1% dei voti, portano i loro consensi alle altre liste coalizzate, in misura proporzionale ai risultati di queste ultime. Sotto l’1% i voti risultano praticamente dispersi. Altre soglie sono fissate per legge a livello regionale, in particolare laddove vigono gli statuti speciali. Ci sono poi delle soglie implicite, di fatto, che si aggiungono per il Senato soprattutto nelle regioni più piccole a causa della riduzione del numero dei parlamentari. Secondo le stime degli esperti le soglie di sbarramento “effettive” vanno dal 3% della Lombardia a oltre il 20% per Umbria e Basilicata.

Sulle due schede del 25 settembre (rosa per la Camera, gialla per il Senato) l’elettore trova una serie di riquadri con in alto il nome del candidato nel collegio uninominale e sotto la breve lista collegata che concorre al riparto proporzionale, con relativo simbolo (più liste con i rispettivi simboli in caso di coalizioni).Se viene segnato solo il candidato uninominale, il voto viene automaticamente computato anche per la lista o le liste collegate (in questo secondo caso il riporto avviene pro-quota in base ai consensi ottenuti da ciascuna lista). Se viene segnata solo la lista, automaticamente il voto va anche al candidato uninominale. Non è ammesso votare una lista e un candidato uninominale non collegati e non si possono esprimere preferenze: le liste sono “bloccate”, conta l’ordine in cui sono scritte, anche se poi sull’assegnazione finale dei seggi incidono i complessi meccanismi del calcolo dei quozienti e dei resti e, a monte, la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni.

Nel mondo

Madre Teresa: 25° della sua morte – Missionarie della carità: una vita al servizio degli ultimi

05 Set 2022

di Roberta Pumpo

Venticinque anni fa, venerdì 5 settembre 1997, Madre Teresa, la suora dei più poveri tra i poveri, moriva a Calcutta circondata dall’affetto delle “sue” Missionarie della Carità, le religiose della congregazione da lei fondata nel 1950. Premio Nobel per la Pace nel 1979, beatificata il 19 ottobre 2003 da Giovanni Paolo II, al quale era unita da affetto e stima fraterna, canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016 durante il Giubileo della Misericordia, la Madre, come tutt’ora la chiamano le sue suore, si è chinata su tutte le sofferenze dell’uomo condividendo la quotidianità di ogni povero che incontrava, facendosi ultima tra gli ultimi.Oggi, giorno in cui la Chiesa celebra Santa Teresa di Calcutta, in tutto il mondo sono state organizzate liturgie anticipate nei giorni scorsi da una novena alla “piccola matita di Dio”, come amava definirsi. “Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro – diceva spesso -. È Lui che pensa. È Lui che scrive.La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata”.

Questa sera alle 19 sarà celebrata una Messa anche nella chiesa di San Gregorio al Celio, a Roma, accanto alla quale sorge una delle case romane delle Missionarie della Carità, la seconda aperta dalla stessa Madre Teresa nella Capitale e nella quale soggiornava almeno due volte l’anno. La prima casa della congregazione in Europa, inaugurata nel 1970, si trova a Tor Fiscale, precisamente a vicolo Torre del Fiscale 73. È bassa, intonacata di bianco e circondata da un pergolato di vite. La Madre dei poveri e le suore la costruirono con le proprie mani e le religiose vi soggiornarono fino al 1973. Ora è la sede dei Padri Missionari della Carità, comunità religiosa fondata dalla Santa nel 1984. Qui è ancora conservata la stanza dove alloggiava Madre Teresa durante le sue visite a Roma. Una stanza piccola dove c’è l’essenziale, il letto, la scrivania, la sedia, il crocifisso e altre preziose reliquie.Una stanza del tutto simile si trova nella casa a San Gregorio al Celio, a due passi dal Circo Massimo, dove le suore con i sari bianchi bordati da tre strisce blu – che stanno a simboleggiare i voti dell’ordine: povertà obbedienza e servizio ai poveri – accolgono e accudiscono i senza fissa dimora. “Il nostro carisma è servire i più poveri tra i poveri” spiegano con disarmante semplicità, restie a farsi intervistare, preferendo di gran lunga svolgere la propria missione nel nascondimento. Nei giorni scorsi, durante la novena, hanno pregato “affinché la Madre assista e aiuti tutte le Missionarie a vivere questo carisma e apostolato come Gesù ha chiesto a lei di fare. Chiediamo che vegli su di noi e interceda affinché per le strade del mondo possiamo essere il riflesso di ciò che lei ha fatto e vissuto. È lo Spirito che fa la differenza, noi seguiamo il suo esempio per arrivare a Gesù”.

A Roma le “sisters” sono una settantina suddivise in varie comunità dal centro alla periferia, fin oltre il Grande raccordo anulare. Accudiscono disabili, ragazze madri, senza dimora, chiunque necessita di aiuto. Oltre al Celio gestiscono case di accoglienza a Tor Bella Monaca, a Primavalle e in Vaticano dove c’è “Dono di Maria”, la struttura in piazza del Sant’Uffizio donata a Madre Teresa da Giovanni Paolo II. In via Casilina, invece, sono ospitate le suore in formazione e infine a Dragoncello c’è il ramo contemplativo della congregazione.

Il servizio delle Missionarie della Carità non è “circoscritto” alle case di accoglienza.“È importante uscire e andare verso il prossimo, verso il povero che si trova agli angoli delle strade di ogni città del mondo – dicono -. Come Gesù, con l’Incarnazione, è venuto da noi così è nostro compito andare verso l’altro. Anche questo è un riflesso dell’amore di Dio”.

La giornata di una Missionaria è “un intreccio tra preghiera e servizio – proseguono le religiose -. Si inizia al mattino presto con la preghiera e poi si va a servire. Si torna quindi a pregare per essere l’amore e la compassione di Dio attraverso il servizio”. Anche in questo le “sisters” portano avanti gli insegnamenti della Madre che, come racconta chi l’ha conosciuta “passava in pochi istanti dalla contemplazione all’azione”.

Nelle case delle Missionarie della Carità c’è una piccola cappella con un crocifisso con accanto la scritta “I thirst”, “Ho sete”,le parole di Gesù sul calvario, le stesse che Agnes Gonxha Bojaxhiu, questo il nome alla nascita di Madre Teresa, sentì nel suo cuore il 10 settembre 1946.

“È dalla preghiera che si trae la forza

– sottolineano le religiose -. Solo rimanendo inginocchiati davanti a Gesù si può attingere l’amore da testimoniare con il servizio al prossimo, proprio come ha fatto Madre Teresa. Un amore che si abbassa, che serve l’altro, che può trasformare le persone, perché non è possibile rimanere indifferenti davanti all’amore”.

Arte

A Martina Franca, Frammenti, la mostra personale di Immacolata Zabatti

05 Set 2022

“Frammenti” è il titolo della mostra personale dell’artista Immacolata Zabatti che sarà inaugurata a Martina Franca, nella Sala degli Uccelli di Palazzo Ducale, il prossimo 10 settembre, alle ore 17.30. L’esposizione sarà allestita nelle sale storiche del piano nobile di Palazzo Ducale dal 10 al 30 settembre, visitabile negli orari 10-13 e 16-19.  Carmen Galluzzo Motolese, presidente dell’associazione Marco Motolese e del Club per l’Unesco di Taranto presenta la mostra personale della pittrice Immacolata Zabatti, con il patrocinio del Comune di Martina Franca. “Nel 1997, a Parigi – dichiara la presidente Galluzzo – presso la direzione generale dell’Unesco, fu sancito lo Statuto dell’artista, il cui obiettivo era quello di valorizzare sempre di più il ruolo dell’artista per uno sviluppo culturale della società. Per rilanciare il significato dello stesso, noi del Club per l’Unesco di Taranto presentiamo Immacolata Zabatti con le sue opere di pregio, tre delle quali dedicate a Dante realizzate nel 2021, in occasione del settecentesimo anno dalla morte del grande poeta. Gli articoli 1 e 2 dello statuto – ricorda Galluzzo – così recitano: noi artisti, autori, riuniti dal 16 al 20 giugno 1997, dall’Unesco, (…) nell’ambito del Congresso mondiale (…), riaffermiamo, che la creazione artistica costituisce il patrimonio culturale del futuro. (…) Ricordiamo con forza che la facoltà di creare è una capacità particolare, la cui potenza e originalità provengono dall’artista, e che è importante incoraggiare la rivelazione e lo sviluppo del talento di ognuno, come manifestazione di una libertà fondamentale”.

Presenterà la serata la giornalista Raffaella Capriglia. La relazione critica sarà a cura del professor Antonio Fornaro. Per la prima volta, dalla collezione astratti dell’artista, saranno esposte alcune opere che trattano la tematica dei cambiamenti climatici e dei problemi ambientali che affliggono il Pianeta. Una sala del piano nobile, inoltre, sarà riservata ad alcune opere dedicate alla Divina Commedia; saranno infine presenti anche le opere della collezione “Ulivi Secolari”.

Interverranno l’autrice Immacolata Zabatti; Carmen Galluzzo; Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca; Carlo Dilonardo, assessore alle Attività culturali; Antonio Fornaro, che curerà la relazione critica. L’intermezzo musicale è affidato a Giuseppe Curci.

Nella mostra, saranno inoltre presentati alcuni “qr code” che rimanderanno alla biografia dell’artista, a videorecensioni delle opere e a “Reel” su Instagram, brevi video in cui è possibile vedere le fasi della lavorazione dei dipinti. È un modo nuovo per comunicare, attraverso la tecnologia, i contenuti di alcune opere ed il lavoro tecnico ed artistico condotto intorno ad esse.

Arte

Impronte d’autore: i colori delle emozioni

05 Set 2022

Sarà inaugurata il 10 settembre alle ore 18, nella sede della ProLoco di Grottaglie, in via Vittorio Emanuele II, la mostra pittorica dal titolo “Impronte d’autore – i colori delle emozioni” che vede protagonisti tre artisti della provincia di Taranto: Antonio Caramia, da Grottaglie; Carmelinda Petraroli, da San Giorgio Jonico; Rita Protopapa, di Talsano.

Interverranno: il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, l’assessore alla Cultura Antonio Vinci, Daniela De Vincentis in qualità di critico d’arte, il presidente della ProLoco di Grottaglie, Francesca Frisa e la dirigente scolastica del liceo Moscati di Grottaglie, Anna Sturino. Gli interventi saranno moderati da Antonio Caramia, docente di storia delle arti visive presso il liceo Moscati, che prenderà la parola per una breve introduzione esplicativa sulle motivazioni che hanno condotto a questa esperienza: il contenitore della mostra, aperta fino al 2 ottobre, prevede diverse attività didattiche e culturali.

Nelle giornate a seguire l’inaugurazione saranno aperte le porte a studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado che nelle ore antimeridiane potranno visitare le opere partecipare allezioni didattiche sulla storia dell’arte e sul territorio del prof. Antonio Caramia. Nel pomeriggio saranno invece, in alcune specifiche giornate, presentati libri e testi di poesie di autori locali e non, tra cui: Alfredo Annicchiarico di Grottaglie; Nicola De Dominicis di Monopoli; Lilly De Siati di Grottaglie; Cinzia Santoro e Mauro Gentile di Martina Franca. Da sottolineare le due giornate dedicate all’inclusione con attività didattiche per ragazzi con affetti da autismo seguiti dalle due pittrici Rita Protopapa e Carmelinda Petraroli. Il calendario con le date precise delle giornate sarà pubblicato sui vari social e sui portali delle sedi istituzionali.

Nella giornata inaugurale, è inoltre prevista la “passeggiata musicale”, performance di canti nel centro storico con il coro polifinico Parsifal diretto dal maestro Andrea Castrolla.