Ecclesia

In diretta da San Pietro, i funerali di Benedetto XVI

05 Gen 2023

In diretta da piazza San Pietro i funerali del papa emerito Benedetto XVI celebrati da Papa Francesco. Le spoglie di Ratzinger verranno tumulate nelle Grotte vaticane nella tomba che fu di Giovanni Paolo II.

Ecclesia

Domani, giovedì 5, un papa regnante presiederà i funerali di un papa emerito, ma non è la prima volta

foto: Rkc
04 Gen 2023

Sarà papa Francesco a presiedere domani, giovedì 5 gennaio alle 9.30 in piazza San Pietro, i funerali di Benedetto XVI. Ma non sarà la prima volta nella storia della Chiesa in epoca moderna che un papa regnante celebra le esequie di un papa emerito. A precisarlo è Andrea Tornielli, su Vatican news, citando il caso di Pio VI, che dopo essere morto in esilio a Valence nel 1799 prigioniero di Napoleone, ebbe funerali solenni tre anni dopo, quando le sue spoglie vennero riportate a Roma: le esequie furono celebrate da Pio VII, nella basilica di San Pietro, nel 1802. Il defunto, al secolo Giannangelo Braschi (Cesena 1717 – Valence 1799), eletto pontefice nel 1775, dopo un lungo regno morì in esilio in Francia, prigioniero di Napoleone. Le esequie si svolsero a Valence, subito dopo la morte, mentre i “novendiali” (i nove giorni di messe di suffragio prima dell’inizio delle votazioni in conclave) si tennero a Venezia, nella città in cui i cardinali si erano riuniti per eleggere il successore. Pio VII, eletto il 14 marzo 1800, volle riavere a Roma le spoglie del predecessore, che furono riesumate nel dicembre 1801 e viaggiarono da Valence a Marsiglia e di qui, via nave, verso Genova. Sbarcata in Italia, la salma del pontefice esiliato iniziò un pellegrinaggio trionfale, con solenni esequie celebrate a ogni tappa. Il 17 febbraio 1802 avvenne “il magnifico ingresso trionfale a Roma”, con i cardinali che attesero le spoglie a ponte Milvio. La solenne cerimonia funebre venne celebrata in San Pietro in presenza di papa Pio VII. I resti di Pio VI non ebbero però pace: il cuore e i precordi di Pio VI furono riportati a Valence, su richiesta esplicita del governo di Parigi, con un lungo viaggio di ritorno attraverso varie tappe in Francia nel 1802. Ma nel 1811 il cuore fu nuovamente riportato a Roma.

Confraternite

Venerdì 6 pomeriggio, la processione d’u Bammine curcàte

foto Francesco Paolo Occhinegro
04 Gen 2023

Si concluderà con la processione di Gesù Bambino, il programma dedicato alle festività natalizie 2022 proposto dall’arciconfraternita del Carmine di Taranto.

Alla processione, che si svolgerà in comunione con la confraternita della SS. Trinità dei pellegrini, parteciperanno le consorelle e i confratelli in abito di rito. Prenderà il via alle ore 17,15 dalla Cattedrale di San Cataldo, percorrendo la città vecchia, per arrivare alla Chiesa del Carmine dove ci sarà la funzione della santa messa alle ore 18,30, celebrata dai padri spirituali, don Marco Gerardo e don Emanuele Ferro. Al termine della celebrazione, riprenderà il suo percorso per le vie D’Aquino, Cavour, Anfiteatro, Berardi, arrivando a piazza Maria Immacolata per poi procedere per via D’Aquino, piazza Giovanni XXIII e rientrare nella Chiesa del Carmine.

Il tradizionale rito della cerimonia “d’u Bammine curcàte – il bambino coricato” – ebbe inizio verso la fine del 1700 a cura della confraternita della SS. Trinità, poi interrotta per diversi decenni e ripresa timidamente alla fine degli anni ’60 del secolo scorso. Nel 1976, la curia decise di affidare alla congrega del Carmine la statua di Gesù Bambino di proprietà della SS. Trinità per la processione che, da quell’anno, cominciò a svolgersi per le vie del Borgo nella mattinata del giorno di Natale.

Nel 1986, i due sodalizi purtroppo entrarono in contrasto, riguardo alla partecipazione con il proprio abito di rito, anche per la penuria di confratelli iscritti alla SS. Trinità. Non si poteva quindi pretendere, come ci ricorda Nicola Caputo nel suo libro “Quel Natale fatto in casa” editrice Scorpione – che il Carmine ”prestasse” un certo numero di suoi confratelli per farli partecipare alla processione con l’abito della SS. Trinità. Se ciò era avvenuto nel 1976, era stato quello solo un atto di doveroso omaggio verso i fratelli della SS. Trinità che, col prestito della statua del Bambino, aveva consentito la ripresa dell’antica processione.

La confraternita del Carmine, a seguito di questo disaccordo, decise così di acquistare una nuova statua di Gesù Bambino, poi più volte sostituita nel tempo, senza della quale non avrebbe potuto più svolgere la tradizionale processione, facendola slittare alla sera del 6 gennaio, a chiusura delle festività natalizie. Mentre l’antico simulacro, di proprietà della SS. Trinità, non venne più portato in processione per le strade cittadine e solo esposto alla pubblica venerazione nella chiesa di Santa Lucia al quartiere Tre Carrare-Battisti, sino a quando poi non fu affidato alla custodia della Cattedrale di San Cataldo.

Negli ultimi anni, grazie a quel ritrovato sentimento di fratellanza e amicizia, le due confraternite sono tornate a condividere questa antica e tradizionale processione tanto cara ai tarantini.

La statua, che è quella originale di proprietà della SS. Trinità, sarà portata in processione dai giovani novizi, aiutati alle forcelle da confratelli più di esperienza, proprio per condividere quel sentimento di fraternità che alimenta gli antichi sodalizi, seguita dai due labari e dal Crocifisso, dalle consorelle e dai confratelli, oltre che dal complesso bandistico “G. Chimienti” città di Montemesola, diretto dal m° Lorenzo De Felice che proporrà le tradizionali pastorali. Tutto lo svolgimento del rito sarà affidato alla cura del commissario arcivescovile, Tonino Gigante.

Ecclesia

Il ricordo di Benedetto XVI da parte dell’imam Shaykh Yahya Pallavicini

04 Gen 2023

di Maria Chiara Biagioni

“L’ho incontrato diverse volte ma il primo incontro è stato quando lui ci ha ricevuto a Castel Gandolfo come delegazione dell’Islam italiano. Ed è stato un momento simbolico perché c’erano delle stupide polemiche dopo la sua ‘lectio’ a Ratisbona. Ricordo come papa Benedetto XVI ha saputo accoglierci con grande umiltà e con grande dignità. Ebbe così inizio un rapporto che poi negli anni si è articolato, con grandi eventi e con altri saggi musulmani internazionali”. Il ricordo che Yahya Pallavicini, della Coreis, ha del papa emerito Benedetto XVI, parte proprio da una delle pagine più difficili del suo pontificato. Era il 25 settembre 2006 e papa Benedetto XVI ricevette in udienza nella sala degli Svizzeri a Castel Gandolfo, un gruppo di una ventina di ambasciatori e leader musulmani italiani per ribadire – ad una settimana circa dalla sua lectio magistralis di Ratisbona – tutta “la stima e il profondo rispetto” che nutriva verso i credenti musulmani.

25 settembre 2006, incontro di papa Benedetto XVI con ambasciatori e leader musulmani italiani (foto Coreis)

Cosa ricorda, imam Pallavicini, di quell’incontro?

“Non fu un incontro diplomatico ma dal valore simbolico. Ricordo che ebbi con lui un breve ma profondo scambio personale su Dio e sulla figura di Gesù. Tra l’altro stavo preparando una mia traduzione del capitolo di Maria. C’è stato quindi un bel confronto su questi temi teologici. D’altronde la sua modalità di essere papa ma anche teologo, era molto speciale. Con lui si vivevano momenti di grande ricchezza e profondità ma anche scambi di alto livello. Capisco che per alcuni poteva essere difficile da raggiungere ma era un papa di grande profondità.

Questa pagina di Ratisbona ha lasciato secondo lei un’ombra nei rapporti con l’islam? E avendolo visto immediatamente dopo, come le è sembrato?

Secondo me, lo ha lasciato dispiaciuto, perché non aveva nessuna intenzione di imbarazzare o di ferire nessuno. Però attenzione: Benedetto XVI era anche un uomo convinto delle sue posizioni ma questo è forse uno dei suoi grandi insegnamenti che ci ha lasciato. Non dobbiamo andare per forza d’accordo dimenticando o abdicando alle nostre convinzioni. Lui è stato un grande rappresentante della teologia cristiana. Aveva una grande formazione della filosofia cristiana dell’Occidente ed era un grande interprete del rapporto ragione e fede. Molti non lo hanno capito, anche tra i cristiani. Ma se dobbiamo dare un nome a quell’ombra, parlerei di una grande incomprensione. Lui era coerente con la sua personalità.

Nel comunicato della Coreis, ricordate le grandi tappe del dialogo di Benedetto con l’islam: la preghiera nella Moschea blu di Istanbul nel 2006, la visita alla famiglia reale di Giordania ad Amman durante il suo viaggio in Terra santa nel 2009. Che tipo di dialogo era quello di Benedetto XVI?

Era un dialogo serio che richiedeva una grande pazienza ed un dialogo basato su binari molti precisi. Quindi poche chiacchiere, poche emozioni, molta serietà. Il tutto basato sulla sua grande sensibilità per la religione cristiana. Partendo così, è chiaro che l’impostazione può sembrare un po’ stretta. In realtà era seria e lasciava spazio e possibilità di approfondimento. Ma ciò richiedeva tempo. Non era un dialogo immediato ma un percorso che ciascuno doveva coltivare, approfondire, riflettere e studiare.

Quale eredità ha lasciato al dialogo?

L’eredità l’ha abbracciata papa Francesco. Per me questo è un aspetto molto importante da sottolineare. Noi stiamo vivendo nell’eredità di San Giovanni Paolo II e di papa Ratzinger con la sua caratteristica ad essere speciale ma anche molto serio, rigoroso, profondo e concentrato sull’identità cristiana. Papa Francesco ha rispettato, coltivato e sviluppato questa eredità e gli ha dato una diffusione internazionale, aprendo il dialogo a popolo e dotti. Non soltanto ai teologi o ai filosofi ma anche alla gente comune. È quindi un’eredità in opera che si sta sviluppando. Non è un qualcosa di finito ma un processo ancora in divenire. E papa Francesco è un protagonista ed un campione di questo sviluppo. Ci ha messo del suo, chiaramente, ma ha anche beneficiato di tutta un’opera di preparazione che si è svolta prima. In questo caso, quindi, non si chiude un ciclo. Il ciclo ha avuto in Francesco un suo provvidenziale sviluppo non solo per la Chiesa e i cristiani ma anche per tutti i credenti e per tutti i cittadini del mondo.

Eventi a Taranto e provincia

‘80TA Festival: giovedì 5 gennaio, 12 ore no-stop nel centro di Taranto

04 Gen 2023

Una giornata da trascorrere tra concerti, Dj set, mostre digitali, icone e sapori tipici di un’epoca che, da molti, viene definita mitica. È tutto pronto per ‘80TA Festival. Appuntamento domani, giovedì 5 gennaio, dalle ore 12 alle 24 nel Borgo di Taranto in via Principe Amedeo (tra via De Cesare e via Massari) e via Massari (tra via Principe Amedeo e piazza Giovanni XXIII).

L’evento è organizzato da Ciro Merode con la collaborazione del Comune di Taranto – piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto, approvato con decreto del 07/08/2020 del ministero dello Sviluppo economico. Hanno collaborato: Sonora-Art Music Drinks & Food, Mexico 70, Barbin, Meu Pai, Moleque, Bevo_Barbin e Archita Festival.

Tutta l’area interessata, per l’occasione resa pedonale, ospiterà performance artistiche su più livelli legate agli anni ’80. Il pubblico potrà aggirarsi tra le varie postazioni e scegliere le attività da seguire. Tra queste, di particolare interesse per i tantissimi appassionati, sarà l’esposizione della DeLorean DMC-12, l’auto passata alla storia grazie al film “Ritorno al futuro”. Sarà possibile osservare un prototipo della macchina del tempo utilizzata da Doc e Marty McFly.

Inoltre «Illustrissimi 80TA»: mostra digitale di Illustrissima, giovane illustratrice tarantina che, con i suoi disegni, reinterpreta in chiave pop le realtà artistiche, culturali e storiche. I suoi lavori saranno proiettati durante l’evento.

Ecco le band che si esibiranno: 20th Century Band, con le colonne sonore dei film cult degli anni ’80 come “Ghostbusters”, “Dirty Dancing”, “Flashdance”, “Happy Days”. Back to the 80’s: Stazione 37 ha ripescato i musicisti della resident band dello storico Ramblas per farne rivivere quelle sonorità. Studio 82: il meglio del tour Banana Republic che Lucio Dalla e Francesco De Gregori portarono in giro negli stadi. Vasconessi: un set che ripercorrerà le più belle canzoni di Vasco Rossi dal 1980 al 1989.

Dj Set: Attilio Capilli, Dj Peg, Franz Lenti, Gianfranco D’Erasmo, Giulio Della Torre, Lello Santoro, Psychocandy. Inoltre ci sarà il talk «80’ nell’onda di una nuova generazione», storie e musiche selezionate da Marcello Nitti.

Attività e concerti sono gratuiti. ’80 TAFestival è un’occasione per vivere la città ricordando i fasti degli anni Ottanta, fatti di nuove sonorità, progetti all’avanguardia, effetti scenici. In questa parte di Taranto, un festival urbano diffuso per animare il centro, offrendo uno spettacolo adatto a ogni generazione, anche a chi non ha vissuto i mitici ’80.

Diocesi

Calata dei Magi anche a Martina Franca, alle 17.30 di venerdì 6

04 Gen 2023

Arrivano i Magi a Martina Franca, seguendo la stella che li condurrà direttamente alla meta.
Appuntamento venerdì 6 gennaio 2023 alle 17.30 dinanzi al Palazzo ducale, in piazza Roma, insieme a Erode.

Stelline danzanti, piccoli angioletti e fantastici sbandieratori si muoveranno dopo in corteo verso la parrocchia Regina Mundi, accompagnando i Magi lungo corso Messapia. La tappa finale del corteo è la parrocchia di Regina Mundi, dove questi personaggi venuti dall’oriente porgeranno il loro omaggio al Bambino Gesù.

Lungo la strada, ai bambini e alle bambine presenti saranno distribuite delle caramelle.
Non perderti l’evento!

Lo spettacolo è organizzato a cura della compagnia Le Quinte, regia di Pasquale Nessa, e la parrocchia Regina Mundi, con il patrocinio del Comune di Martina Franca. Si ringraziano inoltre tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo all’evento: gli sbandieratori San Basilio di Oria, i volontari della comunità parrocchiale, Anspi San Michele, Anspi Villaggio di Sant’Agostino, Ser Martina e gli sponsor.

 

Francesco

In diretta, l’udienza del mercoledì di papa Francesco

foto Sir/Marco Calvarese
04 Gen 2023

 

“La Vergine Maria è maestra di discernimento: parla poco, ascolta molto e custodisce nel cuore. E le poche volte in cui parla lascia il segno”. Nella parte finale della catechesi dedicata all’accompagnamento spirituale e pronunciata in Aula Paolo VI, il Papa ha additato l’esempio di Maria, e una sua frase “che è una consegna per i cristiani di tutti i tempi: ‘Fate quello che vi dirà’”. “Una volta ho sentito una vecchietta molto buona, molto pia, non aveva studiato teologia”, ha raccontato a braccio Francesco: “Lei sa qual è il gesto che sempre fa la Madonna? Sempre segnala Gesù”. “La Madonna non prende niente per sè, segnala Gesù” ha commentato Francesco a braccio: “Fare quello che Gesù ci dice. Così è la Madonna. Maria sa che il Signore parla al cuore di ciascuno, e chiede di tradurre questa parola in azioni e scelte. Lei ha saputo farlo più di ogni altro, e infatti è presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù, specialmente nell’ora suprema della sua morte di croce”. “Il discernimento è un’arte, un’arte che si può apprendere e che ha le sue regole proprie”, ha concluso il Papa terminando le catechesi dedicate a questo tema: “Se bene appreso, esso consente di vivere l’esperienza spirituale in maniera sempre più bella e ordinata. Soprattutto il discernimento è un dono di Dio, che va sempre chiesto, senza mai presumere di essere esperti e autosufficienti”. “Il Signore mi dà la grazia di discernere nei momenti della vita cosa devo fare, cosa devo capire”, ha assicurato Francesco a braccio: “Dammi la grazia di discernere, e la persona che mi aiuti a discernere. La voce del Signore si può sempre riconoscere, ha uno stile unico, è una voce che pacifica, incoraggia e rassicura nelle difficoltà. Il Vangelo ce lo ricorda continuamente: ‘Non temere’, dice l’angelo a Maria. È proprio lo stile del Signore, ‘Non temere!’. Se ci fidiamo della sua parola, giocheremo bene la partita della vita, e potremo aiutare altri”.

 

Eventi a Taranto e provincia

Emozioni in gioco: al TaTà la magia della “Bottega dei giocattoli”

03 Gen 2023

Vi aspettiamo stasera 3 gennaio alle ore 18 nell’Auditorium TaTÀ Taranto in via Grazia Deledda per vivere insieme la magia della “Bottega dei giocattoli”
Domani mercoledì 4 gennaio vi aspettiamo a partire dalle ore 10 nella villa Peripato a Taranto per trascorrere una mattinata indimenticabile, all’insegna di percorsi, sport, giochi e laboratori per bambini.
Non mancate!!!
‘Emozioni in gioco’ è un evento realizzato con il contributo del Comune di Taranto – nell’ambito del piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto.

Beni culturali

Dati su affluenza musei del 1° gennaio tornati ai livelli pre-Covid

03 Gen 2023

“Il successo dei musei italiani è motivo di orgoglio. La grande affluenza del primo gennaio premia lo sforzo fatto per tenere aperti i nostri siti ed è la riprova di un grande potenziale, in parte ancora inespresso”. Così il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano commenta i dati sull’affluenza della prima #domenicalmuseo del 2023, l’iniziativa che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali
Ecco i numeri del luoghi più visitati: Colosseo (solo anfiteatro Flavio) 9.959; Parco archeologico di Pompei 7.801; Gallerie degli Uffizi – Gli Uffizi 7.624; Gallerie degli Uffizi – Giardino di Boboli 7.584; Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento a Napoli 7.011; Foro Romano e Palatino 6.409; Museo nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo 5.958; Palazzo Reale di Napoli 5.788; Galleria dell’Accademia di Firenze 5.556; Certosa e Museo di San Martino 4.331; Museo archeologico nazionale di Napoli 4.114; Musei Reali di Torino 3.996. A questi dati si aggiungono i 23.433 visitatori del ViVe di Roma, l’istituto autonomo creato nel 2019 e operativo dal 2020, che accorpa il Monumento del Vittoriano e il Museo di Palazzo Venezia e i 23.175 visitatori del Pantheon.
“Quasi tutti i grandi musei – conclude il ministro – sono tornati ai livelli di affluenza del 2019, anno pre-Covid, e in alcuni casi li hanno migliorati. Sono sicuro che il 2023 sarà un anno felice, il nostro obiettivo è quello di elevare i servizi e la qualità. Ringrazio le donne e gli uomini che ci lavorano, spesso in condizioni non facili, che siamo impegnati a migliorare”.

Città

Una convenzione tra Tecnopolis e Cittadella della Carità per sviluppare ricerca, innovazione e formazione

03 Gen 2023

La Fondazione Cittadella della carità ha sottoscritto un’importante convenzione con Tecnopolis, il parco scientifico e tecnologico dell’Università di Bari, finalizzata a sviluppare e realizzare sinergie in grado di migliorare l’offerta di servizi in ambito sanitario e di generare servizi e prodotti innovativi nelle aree: ricerca, cultura, didattica, formazione, anche attraverso la partecipazione a progetti internazionali ed europei.

La convezione è stata firmata dall’amministratore unico di Tecnopolis, dottoressa Annamaria Annicchiarico, e dal presidente della Fondazione Cittadella della carità, avv. Salvatore Sibilla. Essa rappresenta un asset strategico per le due realtà, attraverso il miglioramento dei rapporti istituzionali e la creazione di eventi di promozione delle aree di interesse, con il pieno coinvolgimento dell’imprenditoria locale.

Un comitato tecnico scientifico definirà annualmente  le linee di indirizzo e monitorerà i processi esecutivi attuati.

La partnership con Tecnopolis – afferma il presidente della Fondazione Cittadella della carità  Sibilla – proietta la Fondazione in un respiro di grande progettualità e di grande crescita. Il know how del parco scientifico e tecnologico ci aiuterà nelle definizione di nuove prassi, nuove competenze, nuova formazione. Pensiamo, ad esempio, ai  nuovi sviluppi legati alle ricerca in ambito bio – sanitario, che permettono di migliorare l’offerta della cura attraverso una tecnologia sempre più qualificata e mirata alla persona”.

“Nuove sinergie tra due realtà radicate in territori diversi – afferma l’amministratore unico di Tecnopolis dottoressa Annicchiarico – potranno produrre progetti che ci aiuteranno ad aprirci alle istanze del territorio. Gli ambiti di interesse spaziano dalla ricerca alla formazione. Penso alle nuove imprese e agli spin-off universitari, o alla gestione di servizi tecnologici, logistici e reali. Il 2023 ci vedrà impegnati in un lavoro comune di potenziamento delle due realtà in un’ottica di servizio al territorio”.

Parlamento Ue

Metsola ha avviato una procedura d’urgenza per la revoca dell’immunità di due eurodeputati

foto Sir/European Parliament
03 Gen 2023

La presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, ha avviato una procedura d’urgenza per la revoca dell’immunità di due deputati del Parlamento europeo, a seguito della richiesta delle autorità giudiziarie belghe. La procedura dovrà concludersi entro il 13 febbraio 2023. Lo comunica in una nota il Parlamento europeo. “La presidente annuncerà la richiesta in plenaria nella prima occasione possibile, il 16 gennaio”. La richiesta sarà poi inviata alla commissione Affari giuridici del Parlamento Ue (Juri) per votare una proposta sulla decisione. “Fin dal primo momento il Parlamento europeo ha fatto tutto il possibile per contribuire alle indagini e continueremo a garantire che non ci sia impunità. I responsabili troveranno il Parlamento dalla parte della legge. La corruzione non può comprare e noi faremo di tutto per combatterla”, ha dichiarato la presidente Metsola. In particolare, la commissione Juri adotterà una raccomandazione affinché l’intero Parlamento approvi o respinga la richiesta. “Tutti i casi sull’immunità sono discussi a porte chiuse”, ricorda l’Eurocamera. La raccomandazione verrà poi presentata alla plenaria. In caso di approvazione da parte della plenaria (maggioranza semplice), la presidente comunicherà immediatamente la decisione del Parlamento all’eurodeputato o agli eurodeputati interessati e all’autorità nazionale competente. La presidente ha chiesto a tutti i servizi e alle commissioni di dare “priorità a questa procedura per concluderla entro il 13 febbraio 2023”.