Ecclesia

Papa Francesco: “Nella guerra in Ucraina le grandi potenze sono tutte invischiate”

foto Sir/Parlamento europeo
10 Mar 2023

Quella in atto in Ucraina è una guerra “cominciata a pezzetti e adesso nessuno può dire che non è mondiale”: lo dice Francesco, in un’intervista rilasciata alla radiotelevisione  svizzera di lingua italiana, che verrà trasmessa in forma integrale domenica sera, in occasione del decennale del pontificato. “Le grandi potenze sono tutte invischiate”, sostiene papa Francesco: “Il campo di battaglia è l’Ucraina. Lì lottano tutti. Questo fa pensare all’industria delle armi. Un tecnico mi diceva: se per un anno non si producessero le armi sarebbe risolto il problema della fame nel mondo. È un mercato. Si fa la guerra, si vendono le armi vecchie, si provano le nuove”.
Alla domanda “Se incontrasse Putin che cosa gli direbbe?” il pontefice ha risposto: “Gli parlerei chiaramente come parlo in pubblico. È un uomo colto. Il secondo giorno della guerra sono stato all’ambasciata di Russia presso la Santa Sede a dire che ero disposto ad andare a Mosca a patto che Putin mi lasciasse una finestrina per negoziare. Mi scrisse Lavrov dicendo ‘grazie ma non è il momento’. Putin sa che sono a disposizione. Ma lì ci sono interessi imperiali, non solo dell’impero russo, ma degli imperi di altre parti. Proprio dell’impero è mettere al secondo posto le nazioni”.

Scuola e università

Valditara (min. Istruzione) firma l’ordinanza: la Maturità torna alla normalità; il 21 giugno la prima prova scritta

10 Mar 2023

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha firmato, in anticipo rispetto allo scorso anno, l’ordinanza che definisce l’organizzazione e le modalità di svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2022/2023. La sessione d’esame avrà inizio il 21 giugno alle 8.30, con la prima prova scritta. L’esame di Stato torna così alla normalità, secondo quanto previsto dal DLgs. 62/2017. Gli effetti della pandemia di Covid, particolarmente gravosi per la scuola e per i giovani, hanno comportato la necessità di modificare le modalità di svolgimento delle prove negli ultimi anni. Ora a fare ancora eccezione saranno i Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) che non sono requisito di ammissione all’esame ma potranno essere oggetto del colloquio, se svolti. L’effettuazione delle prove Invalsi (che non concorrono alla valutazione) è invece requisito per l’ammissione. Per la prima volta dopo la pandemia, tutte le prove scritte (prima, seconda e terza solo per alcuni indirizzi, tra cui Esabac, Esabac Techno, licei internazionali) saranno a carattere nazionale, a eccezione degli istituti Professionali di nuovo ordinamento. Tra le novità va annoverata l’introduzione della seconda prova scritta per questi istituti.
“L’esame di Stato – dichiara il ministro – è un momento importante nella vita di ogni studente. Si tratta di un passaggio simbolico fondamentale nel percorso di crescita di ciascuno, oltre a costituire il momento finale dell’intera esperienza scolastica, chiudendo un ciclo iniziato con la scuola primaria. L’esame di Stato non si limita a verificare le conoscenze, le abilità e le competenze sviluppate dagli studenti ma ne valorizza il percorso formativo e la crescita personale. A tutte le studentesse e gli studenti che si preparano a questo importante momento – conclude il ministro – voglio assicurare che ho ben presente le tante difficoltà che sono stati costretti ad affrontare negli ultimi anni a causa dell’epidemia. In virtù di questo, nella scelta delle prove scritte e nello svolgimento del colloquio d’esame si terrà conto dell’eccezionalità del percorso scolastico affrontato nel triennio, valorizzando l’effettivo processo di apprendimento. Invito pertanto tutti gli studenti a vivere questo passaggio in maniera serena, consapevoli del loro impegno e degli sforzi fatti”.

Emergenze sociali

Sovraindebitamento: sottosegretario Bitonci e viceministro Sisto favorevoli all’osservatorio proposto da Acli e Movimento consumatori

foto d'archivio Sir
10 Mar 2023

“Siamo favorevoli alla proposta delle Acli e del Movimento consumatori di creare un osservatorio sul sovraindebitamento e sulla consulenza sul debito”: sono queste le parole di Massimo Bitonci, sottosegretario al ministero delle Imprese e del made in Italy, riportate nel comunicato relativo alla presentazione avvenuta nella sala del parlamentino del Cnel, dei dati conclusivi del progetto “Riparto – percorsi di inclusione finanziaria e di accompagnamento per la gestione e soluzione delle situazioni di sovraindebitamento per la ripartenza”.
L’iniziativa promossa per contrastare il sovraindebitamento in Italia, finanziata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha offerto assistenza gratuita ai cittadini e alle imprese che si trovano in situazioni di sovraindebitamento. “Il sovraindebitamento ha delle origini diverse: in primis, c’è un problema di mancanza di formazione e educazione finanziaria. Per questo il ruolo di associazioni come il Movimento dei consumatori e le Acli è fondamentale. È necessario che ci sia una stretta collaborazione interministeriale, tra il ministero del Lavoro, il ministero delle Finanze e il ministero della Giustizia”. Ha proseguito Bitonci durante la discussione durante la quale gli organizzatori hanno presentato proposte concrete per far ripartire cittadini e micro imprese colpite dalla crisi, come ad esempio la necessità di istituire un osservatorio nazionale e l’importanza di garantire servizi gratuiti di consulenza sul debito. “Tutto quello che serve per monitorare la situazione, come un osservatorio, è benvenuto. Questa rete di supporto contro il sovraindebitamento ha l’obiettivo di lottare contro ogni forma di povertà. Siamo chiamati ad intervenire verso chi è in difficoltà: è un principio etico, anche afferente alla nostra fede cattolica. Noi siamo disponibili e lavoreremo insieme per questo”, sono state le parole di Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, che ha a aggiunto “Tutte le progettualità sul sovraindebitamento devono considerare le differenze di luoghi. La questione meridionale deve illuminare tutte le scelte che cercano di alleviare questo problema. I dati Istat del 2021 mostrano come nel Mezzogiorno l’incidenza della povertà familiare è al 10%, nel Nord al 6,7%. Bisogna cablare gli interventi a seconda delle esigenze del territorio”.

Drammi umanitari

Pagniello (Caritas italiana): “Non basta inasprire le pene per fermare i trafficanti. Positivo, invece, il decreto flussi”

foto Ansa/Sir
10 Mar 2023

“Nel ragionare sul fenomeno delle migrazioni va sempre tenuto presente che si tratta di un fenomeno globale e complesso. Soluzioni semplici non ne esistono e tuttavia le soluzioni vanno ricercate e rese possibili”: lo dice don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, commentando le decisioni del Consiglio dei ministri che si è svolto a Cutro.
“Certamente i trafficanti di esseri umani vanno fermati – prosegue don Pagniello -. Ciò è possibile semplicemente inasprendo le pene? O forse piuttosto aiutando concretamente i Paesi dove avvengono gli imbarchi e le partenze ad elevare il livello di legalità e giustizia sociale? Non sempre è possibile identificare i veri trafficanti con i cosiddetti scafisti”.
Per don Pagniello è “positivo che si intenda favorire gli ingressi regolari in Italia, adeguando in tal senso il decreto flussi. È quanto mai opportuno aumentare le risorse che i Paesi ricchi investono nella cooperazione internazionale.
Di fronte a tante morti in mare, abbiamo il dovere di non fare di queste tragedie uno strumento di lotta politica”. Le parole di papa Francesco – “…Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate…” – siano “piuttosto di monito e di stimolo a fare veramente ognuno la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità. Tutti, le istituzioni (nazionali e internazionali) e i cittadini”, conclude.

 

Diocesi

Tarquinio, direttore di Avvenire: “Sono rimasti solo i cattolici a schierarsi apertamente per la pace”

Foto G. Leva
10 Mar 2023

di Silvano Trevisani

Un messaggio chiaro, persino duro, quello che ha lanciato ieri a Taranto il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio, chiamato ad affrontare, all’interno della 51a edizione della Settimana della fede, un argomento delicato come la guerra, col tema assegnatogli: “Conflitto e unità – guerra e pace”. Sempre accogliendo e propalando le paterne sollecitazioni di papa Francesco, Tarquinio ha sottolineato come la pace, la giustizia, la verità non devono mai uscire dalla coscienza dei credenti e devono essere il loro criterio di affacciarsi nel mondo. Lo abbiamo intervistato per chiedergli:

La sua voce è stata una delle pochissime voci che anche nei dibattiti televisivi oltre che nel lavoro quotidiano, si è spesa dal primo momento in favore della pace, mentre tutti gli altri sembravano impegnati a fare calcoli strategici, puntando sulla guerra come una necessità. Come lo spiega?

Questa è una novità del panorama mediatico italiano, dove la diversità degli accenti, delle voci, la profondità della lettura non sono mai stati qualcosa di estemporaneo ma di radicato. Colpisce perché nel tempo in cui siamo sono rimasti soprattutto i cattolici, a cominciare dal papa, e da tanta parte delle nostre comunità cristiane, a essere capaci di vedere l’insidia che è rappresentata dalla guerra oggi nel mondo come logica che presiede ai rapporti tra gli stati. Io credo che tutti gli italiani si siano emozionati il 27 febbraio, tutti quelli che hanno avuto orecchie per sentire evche hanno trovato media disposti a diffondere, le parole dell’angelus del papa sulla guerra, la 169a scatenata nel mondo, vale a dire quella fra russi e ucraini. Papa Francesco ha citato l’articolo 11 della Costituzione italiana e credo che sia venuto il brivido a tutti al sentire il papa citare la nostra Costituzione che recita: “l’Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie tra gli stati”. Ne deriva un grande impegno morale che dobbiamo cercare di essere all’altezza di recepire.

Nel video l’intervista completa

Diocesi

Corso Anspi per animatori d’oratorio: educatori nello stile dell’amicizia

09 Mar 2023

Si è tenuto sabato 25 febbraio al seminario di Poggio Galeso il secondo incontro per animatori d’oratorio ed educatori organizzato dal Comitato zonale Anspi di Taranto, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la catechesi e il Servizio diocesano di pastorale giovanile. L’importanza dell’amicizia, quale relazione significativa nella vita dei ragazzi e dei giovani, è stata la tematica affrontata da don Lucangelo De Cantis, responsabile dell’Ufficio diocesano per la catechesi.

L’incontro è partito da una domanda: essere educatore significa essere amico?

Con l’aiuto del formatore Anspi Alessio Perniola, seguendo uno stile interattivo, l’incontro è stato intervallato in modo equilibrato tra momenti di confronto-riflessione e momenti più ludici attraverso i quali – nello stile tipico dell’oratorio – è sempre possibile apprendere nuove tecniche e metodologie, divertendosi.

In un clima di apprendimento cooperativo, infatti, divisi in piccoli gruppi, gli animatori hanno analizzato il comportamento di Gesù in un brano del Vangelo liberamento scelto, per poi riflettere – guidati da don Lucangelo – sul fatto che Gesù usa “lo stile dell’amicizia” nel suo rapporto educativo, ma nelle relazioni non perde mai la sua identità. Prendendo a modello l’amicizia di Gesù con Maria, Marta e Lazzaro la riflessione è giunta a ritenere che la relazione educativa, pur essendo vissuta nello stile dell’amicizia, è sempre asimmetrica perché differenti sono i ruoli dei protagonisti.

L’educatore, quindi, è colui che si accompagna all’altro, che cammina insieme sulla strada dell’altro, che conosce il villaggio in cui abita l’altro. Conosce il nome del discepolo, in altre parole significa che trasmette amore alle persone che gli vengono affidate.

Gesù, modello del vero educatore che vive nello stile dell’amicizia, insegna poi un’altra caratteristica importante del rapporto educativo: promuovere la libertà. Il vero educatore, che rispetta lo stile dell’amicizia, promuove la libertà di chi ha di fronte; non si comporta come un dittatore, condizionando o pilotando le scelte dei propri ragazzi.

Uno dei primi testimoni che ha vissuto pienamente le caratteristiche dell’educatore nello stile dell’amicizia è stato senza dubbio San Giovanni Bosco. Il formatore Alessio Perniola attraverso delle citazioni del santo torinese, ha guidato il gruppo di educatori presenti alla riflessione sullo stile dell’educatore per il quale “nessuna predica è più edificante del buon esempio”, che si impegna ad allontanare “le mormorazioni perché raffreddano il cuore”, che “cammina con i piedi per terra mentre con il cuore abita il cielo”, “impegnandosi più a farsi amare che a farsi temere”.

Grande è la responsabilità di tutti noi educatori, perché consapevoli che da quello che facciamo dipenderà la qualità della società di domani. Siamo decisi ad accogliere questa prova con speranza ed entusiasmo, consapevoli del fatto che probabilmente non vedremo mai i risultati della nostra azione educativa, ma questa è la nostra sfida: siamo educatori nello stile dell’amicizia.

Eventi religiosi cittadini

Ultima relazione, con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, della 51° Settimana della Fede

09 Mar 2023

Ultima relazione sul tema “Conflitto e unità – guerra e pace” (ore 19), con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, della 51° edizione della Settimana della fede, il consueto appuntamento formativo quaresimale voluto da mons. Guglielmo Motolese, che si terrà in Concattedrale sino a domani venerdì 10 marzo.

L’indirizzo generale è stato sulla traccia di “Identità e missione della Chiesa”, legato al discorso della sinodalità; domani venerdì 10, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, mons. Filippo Santoro.

Teatro

Con “Viola(TA) al Tatà la violenza sulle donne diventa danza

09 Mar 2023

Con “Viola(TA)” sul palcoscenico del Tatà, la violenza sulle donne si trasforma magicamente in una performance di danza moderna capace di lanciare un forte messaggio: basta!
L’associazione Ethra Accademia Sociale e AlphaZTL Compagnia d’Arte dinamica presentano, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, la performance di danza contemporanea “Viola(TA)”. L’evento benefico si terrà sabato 11 marzo, con ingresso ore 20.00 e sipario ore 20.30, all’auditorium Tatà in via Grazia Deledda a Taranto; è previsto un contributo volontario (info e prenotazioni 3456317709 –  3245546124).
Il ricavato sarà devoluto allo Sportello di ascolto per le donne in difficoltà dell’Associazione Ethra Accademia sociale che da sempre si occupa di fornire servizi alla persona, con una particolare attenzione alle donne e a tutti coloro che, a vario titolo, subiscono violenza e discriminazioni. Dal 2009 infatti, sono attivi uno sportello antiviolenza donne e gruppi di auto mutuo aiuto, psicoterapia, consulenza legale e laboratori esperienziali.

“Viola(TA)”, co-prodotta da AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica & Fabula Saltica, è una performance di danza contemporanea che, con la regia e la coreografia di Vito Alfarano. affronta “a viso aperto” la violenza contro le donne, argomento di forte attualità.
Denunciare è il primo passo verso la libertà, la riconquista della propria dignità e soprattutto è il primo passo verso la salvezza. Lo spettacolo nasce dalla necessità di raccontare le emozioni che accompagnano le donne vittime di violenza senza bisogno di definire il fatto.
L’inizio di «Viola(TA)» è al tempo stesso anche la sua fine e viceversa, come un cerchio che si ripete ciclicamente nel quale la donna non ha una sola identità ma rappresenta ogni età, estrazione sociale e razziale, sotto il peso di un abuso.
La violenza sulla donna è un tema sul quale insistere: l’attenzione non è mai troppa perché certi argomenti non devono mai essere messi da parte o, peggio, sottaciuti.

Emergenze sociali

Un adesivo contro la violenza di genere: parte la campagna di promozione del 1522

09 Mar 2023

Parte con un adesivo, da diffondere nei principali luoghi di aggregazione, la campagna di sensibilizzazione lanciata dall’amministrazione Melucci contro la violenza di genere, proprio nella ricorrenza della “Giornata internazionale della donna”.

L’iniziativa è stata presentata dall’assessore alla Pubblica istruzione, Mary Luppino, che ha chiamato a raccolta istituzioni, dirigenti scolastici, Asl, Prefettura, università e associazioni, affinché il messaggio di solidarietà e vicinanza verso le donne raggiunga il maggior numero di cittadini.

«Dopo due anni di pandemia abbiamo purtroppo registrato un aumento dei casi di violenza domestica – le parole dell’assessore – per questo abbiamo deciso di dare una “spinta” al servizio di ascolto e segnalazione già avviato dal dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio, il numero gratuito 1522. Lo promuoveremo in tutte le realtà, soprattutto nelle scuole, con iniziative mirate, ma già da oggi lanciamo questo adesivo da distribuire ovunque ci siano occasioni di incontro e socialità. Grazie a chi sosterrà questa iniziativa».

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il viceprefetto Eufemia Tarsia, il direttore generale dell’Asl di Taranto Gregorio Colacicco, il direttore del Set 118 Mario Balzanelli e la responsabile della “terza missione” per il dipartimento jonico dell’Università degli studi “Aldo Moro” Maria Casola. Tutti hanno portato il loro saluto, in particolare il direttore Colacicco ha sottolineato l’importanza di effettuare, attraverso questi strumenti, una mappatura della deprivazione dei diritti. «L’Asl mette a disposizione di questa iniziativa – ha spiegato – operatori, medici, psicologi. In questi giorni si parla molto di istituire un servizio di psicologia di base: noi siamo già pronti e siamo certi che sarebbe utile a tante donne che sono in difficoltà».

Al termine della conferenza stampa sono stati diffusi i primi adesivi realizzati dall’amministrazione Melucci.

Musica

Saman, in una canzone la sua eredità, che non muore

Saman - ritratto di Massimo Ballabeni
09 Mar 2023

di Daniela Verlicchi

L’attualità letta con la lente d’ingrandimento della musica. E una tragedia raccontata in note e poesia. È una duplice sfida quella accettata da Fausto Bizzarri, compositore di Novellara (Reggio Emilia), ed Edoardo Tincani, direttore del settimanale diocesano di Reggio Emilia-Guastalla “La Libertà” che firmano musica e testo di “L’eredità di Saman”, la prima canzone sulla tragica storia di Saman Abbas. La 18enne pakistana è sparita da Novellara nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021 e il corpo è stato ritrovato a novembre 2022. Dietro il delitto, confessato dal padre per il quale l’Italia ha chiesto l’estradizione, la storia di una ragazza di seconda generazione, in fuga da un matrimonio combinato, in cerca della libertà e dell’identità. “Un atto di denuncia – scrive Tincani sul suo blog – per le tante violenze a cui, in mezzo mondo, le donne sono condannate”. Il brano è stato registrato nel febbraio 2023 a Bagnolo in Piano, con l’arrangiamento del maestro Primo Iotti, che ha suonato il pianoforte, e la voce di Francesca Seminara. “L’eredità di Saman”, ascoltabile sulla piattaforma Youtube (sul canale “Energieinvolo”) dove ha già raggiunto il migliaio di visualizzazioni, racconta proprio questo, attraverso le parole di Tincani che immagina una lettera scritta da Saman alle sue coetanee e alle donne e agli uomini di oggi.

da sinistra Primo Iotti, Edoardo Tincani, Fausto Bizzarri, Francesca Seminara

Un’eredità pesante, ma preziosa: “Non ho perso la mia libertà/di denunciare tanta ipocrisia/e il male di una certa autorità/che si confonde con la tirannia”. Un’eredità che non assolve, ma mette in gioco: “Mi avete pianto come una di voi/mandate i baci che ora non ho più/mi proteggete col senno di poi/ma è già finita la mia schiavitù/E quanti abusi, quanti mattatoi/ancora serviranno in questa folle guerra?”. Le parole di Tincani partono dalla cronaca, ma non si fermano lì, aprono al futuro e al mondo: “Spero vi rimarrà/in memoria/l’eredità di Saman/per le altre vittime nel mondo/senza la pubblicità/che ha ricevuto/questa mia tragica storia/e per il buio profondo/su tante grida d’aiuto”. Le ultime righe sono un colpo d’ali: segno di una speranza che non muore. L’ “Eredità di Saman” non può rimanere in una tomba: “La morte toglie ogni falsità/ogni rancore, ogni codardia/ora vi lascio questa eredità/e insieme a voi potrò volare via”.