Ecclesia

Festa di San Cataldo: le variazioni a traffico, sosta e trasporto pubblico

08 Mag 2023

Come tradizione, dall’8 al 10 maggio la città festeggia il patrono San Cataldo, con una serie di eventi e celebrazioni che comporteranno alcune variazioni a traffico, sosta e trasporto pubblico.

Nello specifico, dalle 12.00 alle 24.00 di oggi, lunedì 8 maggio, sarà vietata la sosta in piazza Duomo, largo Arcivescovado, corso Vittorio Emanuele II (tra piazza Fontana e largo Arcivescovado), piazzetta Sant’Eligio, piazza Castello Aragonese, via Duomo (tra piazza Castello Aragonese e piazza Duomo), piazzetta San Costantino, piazzetta San Francesco e discesa Vasto (eccetto i mezzi della Marina Militare). Nella stessa giornata, dalle 17:00 alle 24:00, sarà temporaneamente interdetta la circolazione in piazza Duomo, largo Arcivescovado, corso Vittorio Emanuele II (tra piazza Fontana e largo Arcivescovado), piazza Castello Aragonese via Duomo (tra piazza Castello Aragonese e piazza Duomo).

Da oggi, lunedì 8 maggio, a mercoledì 10 maggio, inoltre, dalle 12.00 alle 24.00 sarà vietata la sosta in piazzetta De Geronimo, corso Vittorio Emanuele II (tra largo Arcivescovado e vico Santa Chiara), lungomare Vittorio Emanuele III (tra via Anfiteatro e via Giovinazzi), via Anfiteatro (tra il civico 51 e via Giovinazzi), via Giovinazzi (tra il civico 75 e via Anfiteatro) e rampa Leonardo Da Vinci. Nelle stesse giornate, dalle 14:00 alle 02:00 del giorno successivo, sarà interdetta la circolazione su lungomare Vittorio Emanuele III (tra via Anfiteatro e via Giovinazzi), via Massari (tra via Principe Amedeo e lungomare Vittorio Emanuele III), poiché in quell’area sarà presente il “luna park” temporaneo e il mercatino, trasferiti dalla tradizionale location in Città Vecchia per la presenza di un cantiere.

Per la sola giornata di mercoledì 10 maggio, ricorrenza di San Cataldo, dalle 12.00 alle 24.00 sarà vietata la sosta in piazza Duomo, largo Arcivescovado, piazza Municipio, piazza Castello Aragonese (quadrante sud), corso Due Mari (tra via Matteotti e lungomare Vittorio Emanuele III), lungomare Vittorio Emanuele III (tra corso Due Mari e via Anfiteatro), via Anfiteatro (tra lungomare Vittorio Emanuele III e via Berardi), via D’Aquino (tra via Regina Margherita e via Cavour), via Regina Margherita (tra via D’Aquino e via Matteotti), via Matteotti, via Duomo (tra piazza Castello Aragonese e piazza Duomo), piazzetta San Costantino, piazzetta San Francesco e, ma solo fino alle 20, via Garibaldi (tra via Della Torrenova e vicolo Vianuova) e vicolo Vianuova. Sempre mercoledì 10 maggio, dalle 17.00 alle 24.00, sarà interdetta la circolazione limitatamente al passaggio della processione in piazza Duomo, largo Arcivescovado, corso Vittorio Emanuele II (tra largo Arcivescovado e piazza Castello Aragonese), piazza Municipio, piazza Castello Aragonese, Ponte Girevole, corso Due Mari (tra via Matteotti e lungomare Vittorio Emanuele III), lungomare Vittorio Emanuele III (tra corso Due Mari e via Anfiteatro), via Anfiteatro (tra lungomare Vittorio Emanuele III e via Berardi), via D’Aquino (tra via Regina Margherita e via Cavour), via Regina Margherita (tra via D’Aquino e via Matteotti) e via Matteotti.

In queste giornate anche i servizi offerti da Kyma Mobilità subiranno delle variazioni. Tutte le linee provenienti dalla Città Vecchia, da via Margherita svolteranno su via Anfiteatro e, successivamente, su via Giovinazzi per riprendere il tradizionale percorso sul lungomare Vittorio Emanuele III. Solo lunedì 8 maggio, inoltre, per l’apertura straordinaria del Ponte Girevole per la processione a mare le linee che vi transitano utilizzeranno il ponte Punta Penna.

Da lunedì 8 maggio a mercoledì 10 maggio per chi non volesse raggiungere il Borgo con il proprio mezzo sarà anche disponibile una navetta a pagamento tra corso Italia (capolinea nei pressi dell’istituto “Fermi”) e via Margherita, con partenze ogni mezzora tra le 17.00 e le 00.30. Nelle stesse giornate sarà operativo il parcheggio gratuito dell’ex banchina Torpediniere, dalle 16.00 alle 02.00 del giorno successivo, con un servizio di navetta anch’esso gratuito tra l’area di parcheggio e rampa Leonardo Da Vinci.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.kymamobilita.it.

Oggi pomeriggio, lunedì 8, entrano nel vivo i festeggiamenti per San Cataldo

08 Mag 2023

Oggi pomeriggio, lunedì 8 maggio, si entra nel vivo dei festeggiamenti per San Cataldo, patrono di Taranto e dell’intera arcidiocesi; dopo la liturgia della Parola nella basilica cattedrale dedicata al Santo (alle ore 18), ‘U’ Pregge’, ossia la consegna da parte del Capitolo metropolitano dell’argenteo simulacro del patrono al sindaco di Taranto, per tutta la durata dei festeggiamenti.
Al termine di questa cerimonia, come da tradizione, la processione per mare, con la statua del Santo imbarcata sulla nave Cheradi della Marina militare. L’imbarco da molo Sant’Eligio è quello classico, lo sbarco invece sarà “insolito”: al Castello aragonese. L’approdo a Discesa Vasto non è possibile per i lavori attualmente in corso sul lungomare della città vecchia che guarda il Mar piccolo e quindi vedremo il simulacro del Santo salire dalla scaletta che dall’ormeggio conduce fin su al Castello. Uno storico cambiamento di programma. Poi il percorso procederà da piazza Castello e via Duomo, per arrivare fino a piazza Duomo.
Previsto un concerto di musica tradizionale con l’Orchestra della Magna Grecia e i rituali fuochi d’artificio.

Sport

Il ritorno del trofeo “Masseria Ruina” per dare lustro alle giovani promesse della boxe

08 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Archiviato l’incontro doloroso di Giovanni Rossetti, che continua ad essere motivo d’orgoglio per la comunità appassionata a questo sport, è tempo di guardare oltre, e di dare attenzione ai boxeur più giovani. Un gradito ritorno è il trofeo “Masseria Ruina”. Che si terrà nei pomeriggi del 12, 13 e 14 maggio prossimi. Protagonista il pugilato targato Quero–Chiloiro.

Il programma del trofeo “Masseria Ruina”

A sfidarsi per prime saranno le società pugliesi. A partire da sabato, i riflettori si accenderanno su due confronti interregionali, con l’Abruzzo e con la Calabria – coinvolte le categorie schoolboy, junior e youth. Primo gong alle ore 16.30 e ultimo al tramonto. Domenica mattina, poi, la sesta tappa del criterium giovanile regionale sarà valevole come qualificazione alla Coppa Italia giovanile che si terrà a Roseto degli Abruzzi nel mese di giugno. La squadra pugliese che incontrerà i pari categoria provenienti dall’Abruzzo sarà composta dalla Pugilistica Taranto e dal Gruppo sportivo delle Fiamme oro sezione giovanile di Brindisi. E naturalmente dalla Quero-Chiloiro.

La location

È un ambiente incantevole la sede della manifestazione che lega agonismo e festa dello sport: la Masseria Ruina è rappresentata dal vicepresidente Goffredo Santovito, che mette a disposizione il suo casale di Faggiano per ospitare la boxe. Un appuntamento divenuto già tradizione. Siamo, infatti, alla sesta edizione del trofeo. L’ingresso è libero. A beneficio di quanti vogliano raggiungere l’evento anche dal capoluogo ionico.

I talenti della Quero Chiloiro

A proposito di giovani, va segnalata la crescita di Vincenzo Carparelli (da non confondere con il grande poeta, ma è di buon auspicio l’assonanza nel nome), che si è qualificato ai campionati italiani junior 2023, grazie alla vittoria conquistata al torneo di qualificazione tenutosi a Roseto degli Abruzzi nei giorni scorsi. Alla seconda fase parteciperà anche Marco De Mitri. Un altro tarantino da guardare con attenzione, dotato di una boxe pulita e di abilità tecniche. Il ring dirà se è giusto scommettere su di loro.

Hic et Nunc

La peregrinatio del simulacro di San Cataldo a Martina Franca

07 Mag 2023

La terza ed ultima tappa della peregrinatio con il simulacro di San Cataldo e delle sue reliquie si è svolta ieri a Martina Franca, sabato 6 maggio.

Il simulacro di San Cataldo con le reliquie è stato accolto alle ore 18.00 alla presenza delle autorità religiose, civili e militari, le due vicarie e con la consegna simbolica da parte del Capitolo Metropolitano alle autorità presenti. Dopo una breve processione per le strade si è giunti nella basilica San Martino dove alle ore 19.00, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha presieduto la concelebrazione eucaristica alla presenza dei presbiteri delle due vicarie, dei sindaci dei Comuni, delle altre autorità e dei fedeli tutti.

Numerose le persone che hanno reso omaggio a San Cataldo, manifestando gratitudine per l’esperienza del pellegrinaggio per le vicarie della diocesi; infatti, è la prima volta nella storia che viene portato fuori città, alimentando così la protezione e la diffusione del culto.  

 

Il racconto nelle foto di Peppe Leva.

Mostra d'arte

La personale di suor Palmarita Guida alla galleria d’arte L’impronta

05 Mag 2023

A volte le parole non bastano. La personale di suor Palmarita Guida, inaugurata sabato scorso alla galleria d’arte L’impronta, spiazza. Il titolo scelto per la mostra, “Naif e non solo”, rimanda a qualcosa di semplice, ma non c’è nulla di semplice in queste opere cariche di colore e grazia. Ci sono le icone, realizzate secondo la tecnica tradizionale, ma rinnovate da forme e sfumature più contemporanee. C’è l’arte sacra, i ritratti mariani e dei santi, il Buon Pastore, ma poi c’è tutto il resto, tutto il mondo di una donna alla continua ricerca di nuovi mezzi di evangelizzazione, dalla pittura al counseling, dalla radio ai canali social. Le vedute della città, la Settimana santa, il mare, gli animali, tutto sembra rendere omaggio alla matrice divina della purezza del creato. Ma forse quello che colpisce di più sono i tanti ritratti dedicati alle coppie, agli sposi, punto di partenza di ogni racconto umano e simbolo di quella fedeltà sponsale che dovrebbe legarci all’unico Dio. Eclettica nell’arte come nella vita, suor Palmarita già da alcuni anni, con le sue sole forze, si sta dedicando alla ristrutturazione dell’ex convento dei cappuccini, in quel di Massafra: un imponente complesso che era rimasto abbandonato e vandalizzato per lungo tempo e dove ora, grazie al suo impegno, sorge l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, comunità di accoglienza e fucina di continue attività culturali, antidoto prezioso contro le odierne povertà spirituali. Il ricavato della vendita delle opere esposte alla mostra contribuirà al completamento del restauro della chiesa annessa. Un motivo in più per recarsi in queste sere alla Galleria L’impronta, in via Cavallotti 57b, dalle 17 alle 20 fino a domenica prossima: l’ennesima conferma che l’arte fa bene agli occhi, ma soprattutto all’anima.

Sport

Giro d’Italia 2023, salite e tanta cronometro per il fenomeno Evenepoel

Il Giro a Taranto nel 2020 - foto d'archivio G. Leva
05 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Ci sarà anche Domenico Pozzovivo in mezzo al plotone. Una sorpresa, ma non troppo: il corridore lucano, 40 anni, legato al territorio ionico, sarà al via della corsa rosa per la 17esima volta. Questa volta vestirà la maglia del Team Israel – Premier Tech. Lui che di vicissitudini ne ha vissute certamente troppe, si toglierà le sue soddisfazioni nel confronto con i corridori più giovani, e forti, al Giro d’Italia 2023. Che parte domani 6 maggio in terra d’Abruzzo per concludersi a Roma.

Giro d’Italia 2023, la durezza del percorso

Tre settimane di corsa in 3.489,2 km. In programma ci sono 49 salite per un totale di 51.300 metri di dislivello. Gli arrivi in salita sono sette: Lago Laceno, Campo Imperatore, Crans Montana, Monte Bondone, Val di Zoldo, Tre Cime, Monte Lussari. Non meno impegnativi saranno i chilometri da percorrere a cronometro. Ne sono previsti infatti 70,6, quasi il triplo di quelli percorsi al Giro dell’anno scorso. Potrebbero fare la differenza al pari delle salite. Per riposare, i corridori avranno a disposizione le giornate del 15 e 22 maggio.

Dove vederlo

Il Giro d’Italia, giunto all’edizione numero 106, sarà trasmesso in chiaro su Rai2 e RaiSportHD. Su Eurosport1 la diretta in abbonamento. Quanto allo streaming, RaiPlay lo offrirà gratuitamente; eurosport.it, discovery+, Sky Go, Now e Dazn con il servizio in abbonamento. Immancabile e quotidiano l’appuntamento con il Processo alla Tappa su Rai2, alla fine della telecronaca. In mattinata ci sarà Prima diretta. Da segnalare il ritorno di Davide Cassani, che in compagnia di Ettore Giovanelli, lavorerà dietro le quinte della corsa rosa.

I favoriti

Fuori gioco Tadej Pogacar per infortunio (lo sloveno non aveva comunque intenzione di partecipare al Giro, preferendo la Grande Boucle), gli occhi sono puntati sull’altro fenomeno del ciclismo moderno, Remco Evenepoel, un corridore completo capace di entusiasmare con le sue azioni. Ma occhio anche a Primoz Roglic e Geraint Thomas. Tra gli italiani che possono fare classifica, le speranze sono affidate a Damiano Caruso e Giulio Ciccone. Non mancheranno le sorprese tra i 176 ciclisti appartenenti a 22 formazioni.

Le 21 tappe del Giro d’Italia 2023

6 maggio, Fossacesia Marina – Ortona, cronometro individuale di 19,6 km

7 maggio: Teramo – San Salvo, 202 km

8 maggio: Vasto – Melfi, 213 km

9 maggio: Venosa – Lago Laceno (175 km)

10 maggio: Atripalda – Salerno (171 km)

11 maggio: Napoli – Napoli (162 km)

12 maggio: Capua – Gran Sasso d’Italia, Campo Imperatore (218 km)

13 maggio: Terni – Fossombrone (207 km)

14 maggio: Savignano sul Rubicone – Cesena, cronometro individuale di 35 km

16 maggio: Scandiano – Viareggio (196 km)

17 maggio: Camaiore – Tortona (219 km)

18 maggio: Bra – Rivoli (179 km)

19 maggio: Borgofranco d’Ivrea – Crans Montana (207 km)

20 maggio: Sierre – Cassano Magnago (194 km)

21 maggio: Seregno – Bergamo (195 km)

23 maggio: Sabbio Chiese – Monte Bondone (203 km)

24 maggio: Pergine Valsugana – Caorle (197 km)

25 maggio: Oderzo – Val di Zoldo (161 km)

26 maggio: Longarone – Tre Cime di Lavaredo, rifugio Auronzo (183 km)

27 maggio: Tarvisio – Monte Lussari, cronometro individuale di 18,6 km

28 maggio: Roma – Roma (126 km)

La peregrinatio del simulacro di San Cataldo a San Marzano

foto G. Leva
05 Mag 2023

di Marina Luzzi

Una bella idea, che contribuisce a far conoscere un culto forse finora colpevolmente relegato alla solo città. Eppure san Cataldo è patrono di tutta la diocesi ionica. La prima tappa della peregrinatio della statua di San Cataldo nei tre centri dell’arcidiocesi, si è svolta a san Marzano. L’accoglienza del simulacro e delle sue reliquie è avvenuta alle ore 18 in piazza Madonna delle Grazie; da lì si è mossa la processione verso la chiesa di San Carlo Borromeo dove, alle 19.00, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Al termine, il corteo con il simulacro argenteo si è diretto in piazza Caduti di Nassirya per il saluto della comunità. Don Cosimo Rodia è parroco a san Marzano. Qui una sola parrocchia assolve alle esigenze di una comunità di diecimila persone. Una comunità che il 3 maggio scorso si è sentita “coccolata” dalla presenza dell’arcivescovo e del santo irlandese.  “C’è stata grande sorpresa da parte mia quando nel giorno di pasquetta mi hanno comunicato di questa bella iniziativa.  Mi ha colpito soprattutto che mons. Santoro volesse che la statua si mettesse in cammino fino alla nostra periferia, così come vuole il Papa. Una felice intuizione che ha entusiasmato la comunità. D’altronde è la prima volta nella storia. Sono state addobbate le piazze, le statue. Un momento di festa per conoscere la missione, la vita di san Cataldo, con la confraternita omonima e la banda. Ne ho approfittato per dare mandato ai catechisti di tornare con i bambini sulla storia del santo ed io ho fatto lo stesso  anche con i ragazzi delle medie, dove insegno. San Cataldo mi ha sempre affascinato per la sua vicenda umana e spirituale. C’erano tanti bambini ieri ad accoglierlo. L’aspetto più bello è l’attenzione del pastore a tutto il suo gregge, soprattutto a chi è fisicamente più lontano. Questa venuta ci ha fatto sentire oggetto di attenzione. Ieri a pelle, sia quando la statua è entrata che quando è uscita dalla chiesa madre, ho avuto la sensazione che lui fosse il patrono anche di questa nostra parrocchia, d’altronde è grazie a lui  se dopo sette secoli Taranto e la sua provincia sono tornate alla fede cristiana e sono felice che in questa occasione tanta gente abbia riscoperto la figura di san Cataldo”. L’arcivescovo Santoro ha consegnato al sindaco di san Marzano, a don Cosimo Rodia e ai due sacerdoti vicari zonali, don Antonio Quaranta e don Giuseppe D’Alessandro “e a tutti i sacerdoti ha donato il proprio della santa Messa – ha spiegato don Cosimo Rodia- rinnovata per l’occasione e l’ufficio divino di san Cataldo, in modo che tutti possano avere gli strumenti liturgici per celebrare la festa in queste giornate”. Un bel momento di condivisione spirituale e devozionale anche per don Antonio Quaranta, vicario di Pulsano. “Noi avevamo una nostra rappresentanza, la gente che ha partecipato era soprattutto di san Marzano e il tempo che si è aggiustato all’ultimo non ha aiutato i pulsanesi a decidere di venire. Chi c’era però mi ha detto di averlo trovato molto significativo e di essersi sentito coinvolto. Noi paesi o realtà più periferiche facciamo fatica a sentire vicine talvolta le iniziative diocesane, soprattutto se coinvolgono san Cataldo, che viene considerato patrono di Taranto più che dell’intera diocesi. Ho elogiato don Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale, per aver portato qui il simulacro. Un’idea bella e originale, quella dell’arcivescovo. Abbiamo vissuto un momento storico e forse si è aspettato pure troppo. Di pelegrinatio ce ne sono tante in giro e questo primo tentativo è da appoggiare e promuovere per il futuro. Poi mi rendo conto anche che c’è bisogno di tante disponibilità per organizzare e portare in giro la statua e le reliquie ma noi ci terremmo davvero che si continuasse, anche per il bel momento di condivisione vissuto con il vescovo e con i sacerdoti”.

 

 

 

Società

Napoli campione d’Italia, De Giovanni: “Lo scudetto è un ulteriore riflettore che illumina una città che già è in forte e consapevole crescita”

La vittoria matematica è arrivata grazie al pareggio a Udine, la sera del 4 maggio. Ed è esplosa la gioia dei tifosi che attendevano da trentatré anni un nuovo successo

foto Ansa/Sir
05 Mag 2023

di Gigliola Alfaro

La squadra del Napoli, da giovedì 4 maggio, dopo il pareggio con l’Udinese 1 a 1, è matematicamente campione d’Italia. Uno scudetto atteso da 33 anni dai tifosi napoletani, dopo i due vinti nel 1987 e nel 1990. Tra i tifosi della squadra c’è anche uno scrittore tra i più amati negli ultimi anni in tuta Italia, che ci ha regalato personaggi che sono entrati nel cuore di tutti grazie ai suoi libri e anche alle fiction che ne sono state tratte, come il commissario Ricciardi, i “bastardi di Pizzofalcone” e Mina Settembre. Ed è proprio con Maurizio De Giovanni che commentiamo la vittoria dello scudetto da parte del Napoli.

foto Ansa/Sir

Quali sentimenti prova dopo la vittoria matematica dello scudetto da parte del Napoli?

Sono tifoso della squadra del Napoli, perché sono napoletano.

C’è un rapporto identitario fortissimo tra la città e la squadra del Napoli

perché è l’unica grande città che ha una squadra sola, nella quale i napoletani si riconoscono fortemente.

foto Ansa/Sir

A chi vuole dedicare questa vittoria?

Il pensiero in questo momento deve andare, per me, soprattutto a tutti i napoletani che non ce l’hanno fatta a vedere questo risultato, a tutti i napoletani che non hanno provato questa gioia. Trentatré anni è un periodo lungo, una generazione se n’è andata nel frattempo, c’è stato qualcuno che ha visto gli scudetti precedenti e che ha aspettato un trionfo nuovo e non lo ha visto. Un’altra categoria di persone a cui si pensa poco è costituita dai napoletani che non vivono a Napoli, che sono tantissimi e mantengono un rapporto fortissimo con la propria identità e con la città, ma che portano avanti questa identità con difficoltà perché i napoletani non sono ben visti, lo vediamo purtroppo di domenica in domenica, quando si gioca. Non li dobbiamo dimenticare in questo momento di gioia, innanzitutto per loro questo è un trionfo, finalmente possono guardare gli altri con un sorriso stampato sul volto, fieri di se stessi e di quello che la squadra ha regalato.

foto Ansa/Sir

La lunga attesa ha reso ancora più bella la vittoria?

No, credo che sarebbe stato meglio se fosse arrivato prima. In questi trentatré anni ne sarebbero potuti arrivare altri tre, per esempio, sarebbe stato molto bello, però va bene così, non dobbiamo lamentarci, dobbiamo essere molto contenti, dobbiamo essere fieri di quello che la squadra ha fatto, ma soprattutto per la dimostrazione che questa squadra ha dato: che è possibile fare impresa in questa città, è possibile farlo con le idee, è possibile farlo in maniera finanziariamente sostenibile.Perché questo va ricordato: è una squadra senza debiti, a fronte di squadre che hanno fatto centinaia e centinaia di milioni di capitalizzazioni in questi anni e che poi sono finite largamente indietro. Il Napoli è una squadra che ha il quinto monte ingaggi in Italia e vince il campionato con pieno merito, con cinque giornate di anticipo e con venti punti medi di distanza sulle inseguitrici.

foto Ansa/Sir

Lei ha parlato di una forte identità tra la città e la squadra. Secondo lei, quindi, ha un sapore diverso la vittoria dello scudetto per i napoletani?

Sì, è diversa da tutto. Perché ovunque il campionato venga vinto c’è mezza città che non condivide questa gioia, anzi che è contrapposta a questa gioia: quando vince l’Inter ci sono i milanisti delusi, quando vince la Juventus ci sono i tifosi del Torino, quando vince la Roma ci sono i tifosi della Lazio. Napoli è l’unico luogo dove la gioia è totalmente condivisa; al di là di piccole frange di tifoserie di altre squadre che ci sono dovunque, qui non c’è un’altra anima, c’è un’anima sola. E quest’anima sola è integralmente coinvolta in questa gioia. Quindi, posso dire che questa è l’unica grande realtà metropolitana italiana che conta un milione e mezzo di abitanti – ci sono poi città come Firenze o Bologna dove c’è una squadra sola – che ha una squadra sola.

Possiamo affermare, allora, che la gioia che si vive qui non si vive da nessuna altra parte.

foto Ansa/Sir

Per questa vittoria dello scudetto è ancora corretto parlare anche di riscatto della città?

Le rispondo con forza di no! Napoli non è più la città della fine degli anni Ottanta, quando la città era ridotta in ginocchio dal terremoto, dalla ricostruzione sbagliata che fu fatta dopo, dalle faide di camorra, una citta terribile in cui non si poteva uscire la sera. Oggi è una grande capitale europea, con un incremento turistico a tre cifre nell’ultimo decennio in percentuale, è una città effervescente dal punto di vista culturale, la città più rappresentata nei film e nelle fiction, con dei poli museali straordinari, in grandissima crescita, sebbene con tante ombre, tante difficoltà, con tanto degrado, come tutte le grandi capitali del Sud del mondo, a cui va avvicinata. Dobbiamo pensare a Napoli come a Buenos Aires, ad Atene, a Istanbul. In questo senso, non credo che il calcio debba costituire un riscatto.

Questa vittoria dello scudetto è un ulteriore riflettore che illumina una città che già è in forte e consapevole crescita.

Quindi, ribadisco, non si può parlare di riscatto, secondo me.

foto Ansa/Sir

Non possiamo dire neppure che questa vittoria è stata un “miracolo”, vero?

No. Il Napoli è l’unica squadra italiana che negli ultimi quindici anni è stata stabilmente nelle coppe europee, negli ultimi dieci anni si è classificata quattro volte seconda e tre volte al terzo posto. E sappiamo bene oggi, da quello che sta succedendo nelle aule dei tribunali, che ci sono delle ombre su chi ha vinto il campionato negli ultimi dieci anni.

Non credo proprio che si possa parlare di “miracolo”, anzi con Troisi possiamo dire: “Scusate il ritardo”.

foto Ansa/Sir

Dopo la vittoria matematica le strade di Napoli e della provincia si sono colorate di azzurro, di fuochi di artificio, di caroselli e di tanta gioia, ma contemporaneamente si sono contati un morto e alcuni feriti…

Il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, ha chiarito che il morto e i feriti rientrano in un episodio completamente separato dai festeggiamenti per lo scudetto.Dunque, non mischiamo le cose: probabile che abbiano approfittato dei festeggiamenti per un regolamento di conti, visto che il prefetto di Napoli ha escluso con chiarezza che il morto e i feriti rientrino nell’ambito dei festeggiamenti, anzi ha chiarito che nei festeggiamenti ci sono stati dei feriti di lievissima entità, che sono stati prontamente soccorsi dai presidi medici che erano stati predisposti. Possiamo parlare, perciò, di una festa che è andata benissimo e dobbiamo ringraziare di questo le istituzioni che hanno predisposto il territorio per una festa che è stata solo una festa e basta.

foto Ansa/Sir

In un suo prossimo libro pensa di parare di questo terzo scudetto del Napoli?

Non tratto di “argomenti religiosi” nei miei libri, per me è un argomento di “fede” – qui lo scrittore ride, alla battuta -, sono più interessato a fare una rappresentazione teatrale su questo, in maniera tale da ricordare questo meraviglioso momento. Forza Napoli, sempre!

Cultura popolare

A Carosino si accende la ‘Fucarazza’ del Festival di Primavera

Le ultime due serate si terranno venerdì 5 e sabato 6 maggio nella “zona festa” in via Giorgio La Pira, uno spiazzo appena fuori l’abitato di Carosino

05 Mag 2023

Prosegue a Carosino il “Festival di Primavera” che, organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Fucarazza” con il patrocinio del Comune di Carosino, coinvolge tutta la comunità con laboratori pomeridiani, presentazioni di libri, concerti e rappresentazioni teatrali con spaghettata finale a mezzanotte.
La manifestazione termina, come è ormai tradizione, con il rogo propiziatorio della “Fucarazza” su cui viene issato un pupazzo che rappresenta le negatività dell’inverno “purificate” dal fuoco.
Quest’anno il “Festival di Primavera”, che dura tradizionalmente un’intera settimana, era iniziato nello scorso aprile ma poi, a causa del maltempo, gli organizzatori erano stati costretti a rinviare le ultime due serate della manifestazione.
Queste si terranno venerdì 5 e sabato 6 maggio nella “zona festa” in via Giorgio La Pira, uno spiazzo appena fuori l’abitato di Carosino (per informazioni, pagina Facebook “Fucarazza” o cellulare/whatsapp 3773371122).
Il programma di venerdì 5 maggio inizia alle ore 21.00 con i racconti ”Caliota” a cura di Cristina Carlà, per poi proseguire (ore 22.00) con il concerto di musica popolare del Trio Massarelli-Pastore-Carrino, seguito da “Spaghetti a mezzanotte e favole della buonanotte”.
Il programma di sabato 6 maggio inizia già alle ore 16.00 con “Fiori…Amo in Primavera” a cura dell’Associazione Matassa, per poi proseguire (ore 19.00) con “Favole Altoparlanti”. Alle ore 21.00 è previsto il momento clou del “Festival di Primavera” con un breve corteo e l’accensione della Fucarazza, un’enorme pira allestita solo con residui di potatura di vigna e ulivo (sarmenti e stroma), raccolti in fascine nei mesi precedenti dai volontari dell’omonima associazione che organizza l’evento, evitando così l’impiego di legni trattati.
A seguire è previsto il concerto di “Walter Celi & Blend Project” e poi quello dei “Moonquakes” e, a partire dalla mezzanotte, il DJ Set di “Itria Sound Sistem” cui seguirà, alle ore 02.00, il concerto di Chiara Turco.
Il nuovo giorno sarà salutato, alle ore 5.30, presso il Mandorleto di Carosino con il concerto all’alba di Luca Basile e Domenico Stricchiola, cui seguirà il momento conclusivo con “Spaghetti a colazione e favole del buongiorno”!
Anche l’edizione 2023 del “Festival di Primavera” è caratterizzata da un programma che mette al centro la comunità di Carosino, per la quale e nella quale l’Associazione Fucarazza opera da lustri organizzando iniziative per il recupero e la valorizzazione delle sue antichissime tradizioni.

Arrivano a Martina Franca il simulacro e le reliquie di San Cataldo

05 Mag 2023

La terza tappa della peregrinatio del simulacro e delle reliquie di San Cataldo in alcune vicarie della diocesi di Taranto è prevista per sabato 6 maggio a Martina Franca.

È la prima volta nella storia che il simulacro viene portato fuori città e approderà nella città della Valle d’Itria, dove alle ore 17.45 sarà in piazza D’Angiò per l’inizio del corteo per le seguenti vie: via Ricupero, Paisiello, Mercadante, Rossini, Donizetti, Pergolesi, arrivo davanti alla Chiesa del Carmine.

Alle ore 18, accoglienza del simulacro di San Cataldo e delle sue reliquie da parte delle autorità religiose, civili e militari delle due vicarie e consegna simbolica da parte del Capitolo Metropolitano alle autorità presenti.

Seguirà una breve processione verso la basilica San Martino per le seguenti vie: via Bellini, porta del Carmine, via Principe Umberto, Garibaldi, piazza Maria Immacolata, piazza Plebiscito, arrivo in Basilica.

Alle ore 19, nella basilica San Martino, concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, alla presenza dei presbiteri delle due vicarie, dei sindaci dei Comuni, delle altre autorità e dei fedeli tutti.

Seguirà una breve processione con il simulacro e le reliquie per corso Vittorio Emanuele, piazza Roma, piazza XX settembre.

Alle 20.30, in piazza XX settembre, il saluto al simulacro del Santo Patrono e alle sue reliquie e partenza del corteo di rientro nella basilica Cattedrale San Cataldo a Taranto.


Programma completo

L’accoglienza di san Cataldo a Grottaglie nella testimonianza di due sacerdoti

05 Mag 2023

di Silvano Trevisani

 

Si è svolta giovedì 4 maggio la seconda tappa della peregrinatio del simulacro e delle reliquie di San Cataldo, a Grottaglie, dove alle ore 17 è stata nell’ospedale San Marco.
Alle 18, la statua argentea e le reliquie del santo patrono di Taranto e dell’intera arcidiocesi sono state accolte in piazza IV novembre dalle autorità religiose, civili e militari della vicaria e la consegna simbolica da parte del Capitolo metropolitano alle autorità presenti.

Al termine della cerimonia abbiamo raccolto il commento di don Eligio Grimaldi, parroco della Collegiata di Grottaglie e di monsignor Luca Lorusso, parroco della Madonna del Rosario.

“Si è trattato di un evento straordinario, in un certo senso storico – commenta don Eligio – perché non è mai avvenuto, a memoria d’uomo, che dalla Cattedrale di Taranto la statua e le reliquie del santo siano venute nei centri della diocesi. Sappiamo però molto bene che fino al 1844 il patrono di Grottaglie era san Cataldo. Il 3 maggio di quell’anno, infatti, san Francesco De Geronimo fu proclamato patrono principale della città di Grottaglie. Resta il fatto che Cataldo è il patrono della città di Taranto e dell’intera arcidiocesi”.

Un modo per rinsaldare un legame

“Sì. L’intuizione dell’arcivescovo e del parroco della Cattedrale, Emanuele Ferro, è stata quella di fare questa esperienza di pellegrinaggio, naturalmente sempre finalizzato alla diffusione del culto. Sappiamo bene che per san Cataldo, come per altri santi da calendario pure molto venerati, come santa Rita o san Ciro, vi sono pochi documenti storici. Ma va riscoperta la dimensione storica di questa figura che ha avuto il merito di restaurare la diocesi, quando dovette riparare a Taranto, ricostruendo la comunità dal punto di vista spirituale. La scelta di creare una comunione tra le parrocchie, le confraternite e le associazioni di alcune vicarie, pr dare possibilità alle comunità della diocesi di poter venerare le reliquie”.

Un incontro che ha avuto varie tappe

“Ieri ci siamo trovati in un contesto particolarmente emozionante perché come prima tappe l’abbiamo fatta nell’ospedale San Marco, dove tra l’altro c’erano molti tarantini ricoverati nei reparti, lungodegenti, che si sentivano molto onorati poiché loro non possono più partecipare, pur abitando a Taranto. Ma abbiamo registrato il coinvolgimento di tutta la città. L’accoglienza è avvenuta nei pressi del Monumento ai caduta, poi una tappa l’abbiamo fatta dalle clarisse e infine siamo giunti alla Collegiata, dove c’è stata la concelebrazione di tutti i sacerdoti della vicaria di Grottaglie e Montemesola presieduta dall’arcivescovo, alla presenza delle autorità, del sindaco Ciro D’Alò. Avevamo preparato i foulard pianchi e gialli da agitare in segno di festa. Particolarmete emozionante è stata la visita alle monache di clausura. Una di loro, originaria di Taranto, ha ricordato come da trent’anni non vedeva san Cataldo”.

“Nel corso dell’omelia – aggiunge don Eligio – monsignor Santoro ha sottolineato le virtù del santo e ha anche ricordato l’esperienza del recente viaggio compiuto in Ucraina per donare alla cattedrale greco cattolica di Kiev il bassorilievo raffigurante san Michele Arcangelo”.

“Si è trattato di un incontro molto intenso e per il quale abbiamo constatato la gratitudine della gente che ci hanno ringraziato per averlo organizzato. – commenta da parte sua monsignor Lorusso – Una grazia speciale è stata concessa alla città di Grottaglie e anche a quella di Montemesola. Una devozione molto sentita dalla gente che, soprattutto in Ospedale, si è commossa al cospetto delle reliquie del santo. Una grande accoglienza, tra l’altro testimoniata dalla numerosa presenza delle confraternite, nonostante si svolgesse un orario pomeridiano. La singolarità di un incontro che vede questa volta san Cataldo andare incontro alla comunità diocesana. Anche se per Grottaglie possiamo considerarlo un gradito ritorno, dal momento che egli è stato a lungo il patrono nella città”.

Pubblichiamo di seguito le foto scattate da Giuseppe Leva:

Città

Parco “Mar Piccolo”, partono i forum per candidarlo alla “Carta europea del turismo sostenibile”

Un’area naturalistica di pregio, istituita nel 2020, che merita promozione e valorizzazione adeguate. Venerdì 5 maggio il primo passo per la candidatura

04 Mag 2023

È il parco naturale regionale “Mar Piccolo” di Taranto, che la Regione Puglia ha deciso di candidare alla “Carta Europea del Turismo Sostenibile”, affidando il progetto a Federparchi che, per tale iniziativa, ha inteso avvalersi della collaborazione del Ciheam Bari.
La CETS è promossa da Europarc ed è contemporaneamente uno strumento metodologico e una certificazione che permette di qualificare e migliorare la gestione delle aree protette, per lo sviluppo del turismo sostenibile. Il suo elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti interessate a sviluppare una strategia comune e un piano di azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un’analisi approfondita dello scenario territoriale.
Il percorso di candidatura prevede diverse fasi, tra le quali la creazione di un forum per il diretto coinvolgimento della comunità locale che si svilupperà in sei incontri con gli stakeholder. Il primo si terrà venerdì 5 maggio alle 12, nel Palazzo della Provincia di Taranto, e avrà la principale finalità di presentare il percorso e la metodologia di candidatura, oltre che di insediare il forum stesso. Che dovrà rimanere attivo per tutta la durata del percorso attraverso il coinvolgimento di nuovi soggetti, riunioni e collaborazioni.
Il forum, quindi, è l’assemblea alla quale sono invitati gli amministratori, gli operatori locali, le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti nel processo di partecipazione che punta all’identificazione delle linee strategiche e degli obiettivi chiave per lo sviluppo del turismo sostenibile, attraverso la definizione del Piano di Azione per l’applicazione della Carta CETS nell’area protetta del parco “Mar Piccolo”
L’incontro di venerdì, aperto anche agli organi di informazione e rivolto ai portatori d’interesse della comunità locale, identificati secondo un criterio di massima inclusività, sarà anche un’occasione per il rilancio e la promozione del parco e per instaurare un processo di collaborazione e confronto tra l’ente gestore, le associazioni locali e i rappresentanti delle imprese turistiche. Vi parteciperanno, oltre ai rappresentanti della Regione Puglia, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il vicepresidente di Federparchi Europarc Italia Rocky Malatesta e Massimo Zuccaro del Ciheam Bari.
Sarà possibile partecipare da remoto all’incontro, previa registrazione, utilizzando il link https://events.iamb.it/p/event/marpiccolo.