La peregrinatio del simulacro di San Cataldo a San Marzano

foto G. Leva
04 Mag 2023

di Marina Luzzi

Una bella idea, che contribuisce a far conoscere un culto forse finora colpevolmente relegato alla solo città. Eppure san Cataldo è patrono di tutta la diocesi ionica. La prima tappa della peregrinatio della statua di San Cataldo nei tre centri dell’arcidiocesi, si è svolta a san Marzano. L’accoglienza del simulacro e delle sue reliquie è avvenuta alle ore 18 in piazza Madonna delle Grazie; da lì si è mossa la processione verso la chiesa di San Carlo Borromeo dove, alle 19.00, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Al termine, il corteo con il simulacro argenteo si è diretto in piazza Caduti di Nassirya per il saluto della comunità. Don Cosimo Rodia è parroco a san Marzano. Qui una sola parrocchia assolve alle esigenze di una comunità di diecimila persone. Una comunità che il 3 maggio scorso si è sentita “coccolata” dalla presenza dell’arcivescovo e del santo irlandese.  “C’è stata grande sorpresa da parte mia quando nel giorno di pasquetta mi hanno comunicato di questa bella iniziativa.  Mi ha colpito soprattutto che mons. Santoro volesse che la statua si mettesse in cammino fino alla nostra periferia, così come vuole il Papa. Una felice intuizione che ha entusiasmato la comunità. D’altronde è la prima volta nella storia. Sono state addobbate le piazze, le statue. Un momento di festa per conoscere la missione, la vita di san Cataldo, con la confraternita omonima e la banda. Ne ho approfittato per dare mandato ai catechisti di tornare con i bambini sulla storia del santo ed io ho fatto lo stesso  anche con i ragazzi delle medie, dove insegno. San Cataldo mi ha sempre affascinato per la sua vicenda umana e spirituale. C’erano tanti bambini ieri ad accoglierlo. L’aspetto più bello è l’attenzione del pastore a tutto il suo gregge, soprattutto a chi è fisicamente più lontano. Questa venuta ci ha fatto sentire oggetto di attenzione. Ieri a pelle, sia quando la statua è entrata che quando è uscita dalla chiesa madre, ho avuto la sensazione che lui fosse il patrono anche di questa nostra parrocchia, d’altronde è grazie a lui  se dopo sette secoli Taranto e la sua provincia sono tornate alla fede cristiana e sono felice che in questa occasione tanta gente abbia riscoperto la figura di san Cataldo”. L’arcivescovo Santoro ha consegnato al sindaco di san Marzano, a don Cosimo Rodia e ai due sacerdoti vicari zonali, don Antonio Quaranta e don Giuseppe D’Alessandro “e a tutti i sacerdoti ha donato il proprio della santa Messa – ha spiegato don Cosimo Rodia- rinnovata per l’occasione e l’ufficio divino di san Cataldo, in modo che tutti possano avere gli strumenti liturgici per celebrare la festa in queste giornate”. Un bel momento di condivisione spirituale e devozionale anche per don Antonio Quaranta, vicario di Pulsano. “Noi avevamo una nostra rappresentanza, la gente che ha partecipato era soprattutto di san Marzano e il tempo che si è aggiustato all’ultimo non ha aiutato i pulsanesi a decidere di venire. Chi c’era però mi ha detto di averlo trovato molto significativo e di essersi sentito coinvolto. Noi paesi o realtà più periferiche facciamo fatica a sentire vicine talvolta le iniziative diocesane, soprattutto se coinvolgono san Cataldo, che viene considerato patrono di Taranto più che dell’intera diocesi. Ho elogiato don Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale, per aver portato qui il simulacro. Un’idea bella e originale, quella dell’arcivescovo. Abbiamo vissuto un momento storico e forse si è aspettato pure troppo. Di pelegrinatio ce ne sono tante in giro e questo primo tentativo è da appoggiare e promuovere per il futuro. Poi mi rendo conto anche che c’è bisogno di tante disponibilità per organizzare e portare in giro la statua e le reliquie ma noi ci terremmo davvero che si continuasse, anche per il bel momento di condivisione vissuto con il vescovo e con i sacerdoti”.

 

 

 

Ecclesia

Card. Parolin: “Missione di pace ci sarà, le due parti sono state informate”

foto Vatican media/Sir
04 Mag 2023

“Ci sarà una missione di pace. A quanto mi risulta, le due parti sono state a suo tempo informate”. Il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, si è espresso in questi termini riguardo alla “missione di pace” per l’Ucraina di cui ha parlato papa Francesco nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Budapest. “Non so se ci siano le condizioni oggi per il cessate il fuoco”, ha detto il cardinale a margine della presentazione, all’Università Lumsa di Roma, di un libro di mons. Domenico Cornacchia, “Testimone e maestro di virtù”, edito dalla Libreria editrice vaticana a 30anni dalla morte di don Tonino Bello: “Lo speriamo, credo che anche l’iniziativa del Vaticano, se ci sarà, intende andare in quella direzione”. “A mia conoscenza, le due parti ne sono a conoscenza”, ha aggiunto il segretario di Stato Vaticano: “Mi sorprende che dicano il contrario. Le due parti, a suo tempo, sono state informate”. Interpellato sul fatto se l’attacco odierno con i droni al Cremlino rappresenti un allontanamento dalla pace, Parolin ha risposto: “Credo di sì. Tutte le azioni belliche, soprattutto se servono a creare un clima ancora più di ostilità, non arrivano certamente alla pace”. Riguardo, infine, alla presenza del metropolita Antonij in questi giorni in Italia e in Vaticano, il cardinale ha precisato: “Rientra nelle comunicazioni normali che di tanto in tanto ci sono. Antonio ha sempre detto che le comunicazioni continuano, e lui è il rappresentante del Patriarcato di Mosca”.

 

Oltre 700 studenti hanno animato la Giornata Cataldiana in Cattedrale

04 Mag 2023

Si è svolta mercoledì 3 maggio, nella Cattedrale di San Cataldo la ‘Giornata Cataldiana della scuola’, che si è sviluppata nell’arco dell’intera mattinata, con quattro turni per permettere agli oltre settecento studenti coinvolti di partecipare a un’iniziativa dall’alto valore simbolico, con l’obiettivo di sensibilizzare alla riflessione sui temi della guerra e sulle stragi del Mediterraneo.
“Il Mediterraneo sta diventando un freddo cimitero senza lapidi”: così lo definì papa Francesco durante la sua visita al centro per i rifugiati di Lesbo, 5 anni dopo la sua prima visita.
“Fermiamo questo naufragio di civiltà” invocò il pontefice e usò parole forti per scuotere tutti di fronte alla tragedia dei migranti; “Se vogliamo ripartire, guardiamo i volti dei bambini. Troviamo il coraggio di vergognarci davanti a loro, che sono innocenti e sono il futuro. Perché i bambini “interpellano le nostre coscienze e ci chiedono: ‘Quale mondo volete darci?”

Gli studenti hanno fatto navigare le loro “barchette” sul “mare” che ha circondato l’ulivo simbolo di pace – installato al centro della navata della Cattedrale e che hanno creato, nel complesso, un’istallazione artistica denominata “Mediterraneo mare di pace”.

Durante la loro visita in cattedrale agli studenti è stata data la possibilità – per la prima volta e in maniera totalmente gratuita – di visionare una parte di San Cataldo Inclusive & Digital project. Si tratta di un’esperienza immersiva e digitale all’interno della basilica. Sull’intera navata destra della basilica un avvincente videomapping ha raccontato ai ragazzi la fede, la storia e l’arte del più importante luogo della cristianità tarantina.

A tutti e 700 gli studenti presenti è stato fatto un piccolo omaggio: un succo di frutta offerto dalla Masseria Fruttirossi, azienda leader a livello nazionale nella coltivazione della melagrana, frutto tipicamente mediterraneo e simbolo di prosperità.

I festeggiamenti del santo patrono Cataldo sono patrocinati dal Comune di Taranto, dalla Provincia di Taranto e dalla Camera di Commercio di Taranto.

Nel pomeriggio di giovedì 4, il simulacro di San Cataldo sarà a Grottaglie

04 Mag 2023

È prevista per giovedì 4 maggio la seconda tappa della peregrinatio del simulacro e delle reliquie di San Cataldo in una vicaria della diocesi di Taranto: la visita straordinaria – per la prima volta nella storia fuori città – approderà a Grottaglie, dove alle ore 17 sarà nell’ospedale San Marco.
Alle 18, la statua argentea e le reliquie del santo patrono di Taranto e dell’intera arcidiocesi sarà accolta in piazza IV novembre dalle autorità religiose, civili e militari della vicaria e la consegna simbolica da parte del Capitolo metropolitano alle autorità presenti.

Seguirà un breve corteo verso la Collegiata Maria Santissima Annunziata per via Re Vittorio Emanuele II. dopo una sosta al monastero di Santa Chiara per le sorelle Clarisse, una processione verso piazza Regina Margherita.

Alle ore 19, nella Collegiata Maria Santissima Annunziata avrà luogo la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Filippo Santoro, arcivescovo Metropolita di Taranto, alla presenza dei presbiteri della vicaria, dei sindaci dei Comuni, delle altre autorità e dei fedeli tutti.

In via Martiri d’Ungheria (davanti alla casa comunale), alle 20.30 è previsto il saluto al simulacro del Santo Patrono e alle sue reliquie e partenza del corteo di rientro nella Basilica Cattedrale San Cataldo a Taranto.

Diocesi

Don Cosimo Porcelli: “Solo Cristo rende capaci”

foto Martino Marzella
04 Mag 2023

di Marina Luzzi

È passata qualche settimana dall’ordinazione sacerdotale ma l’emozione è ancora viva. Don Cosimo Porcelli, è uno dei tre sacerdoti ordinati dall’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, venerdì 14 aprile, in Concattedrale. Anche lui ha scoperto la vocazione attraverso la conoscenza dei “Servi della sofferenza” di san Giorgio Jonico ma l’incontro con loro è avvenuto tramite il parroco di quella che è sempre stata la sua parrocchia di riferimento, san Nunzio Sulprizio. «È stata una bellissima celebrazione, non mi sarei aspettato così tanti sacerdoti insieme a noi, in un momento così importante per le nostre vite. Ce n’erano sia venuti da Roma, (dove studia, insieme a don Michele Monteleone, ndr) sia confratelli dei Servi della Sofferenza, che preti diocesani. Tanta gente, anche parrocchiani, mi hanno accompagnato nella preghiera.  Il sabato successivo, il giorno seguente, ho celebrato la prima Messa, come da tradizione. Anche lì molti in piedi e non mi sarei mai aspettato una festa della comunità così bella. Come essere passati da una festa diocesana ad una di famiglia. Don Giuseppe Carrieri, durante la sua omelia, mi ha invitato ad essere uomo di comunione e di preghiera e penso che la cosa più grande che un uomo ordinato prete possa fare, sia celebrare una Messa. Pregare per, pregare con, è un dono grandissimo. Un’altra grande emozione è poi vedere i miei genitori ogni giorno in chiesa, seguire la celebrazione eucaristica. Non lo avrei pensato possibile, così». Don Cosimo, quando lo avevamo intervistato appena consacrato diacono, un anno fa, ci aveva raccontato delle esperienze di fede e carità fatte a Roma. «Ho svolto il mio servizio nella parrocchia di san Basilio, che si trova in una zona che è centrale nello spaccio di droghe della città. Lì ho incontrato tante ferite – ci aveva confidato – tante storie e ho imparato a servire, che poi è il carisma dei Servi della Sofferenza. Un’esperienza di umanità unica, così come quella in una casa famiglia chiamata Ain Karim, dove sono stata accanto a bambini senza genitori. È stato un anno, l’anno dell’accolitato, quello tradizionalmente dedicato alla carità, in cui io vivevo proprio con loro nel fine settimana, in un appartamento attiguo. Ho prestato servizio anche a Santa Maria delle Grazie, al Trionfale, una zona ricca ma al contempo molto povera spiritualmente, nei valori. Ho visto tante persone che sembravano essersi dimenticate di Dio, pensando solo al superfluo eppure proprio lì ho capito che prete vorrei essere: uno che si sappia sedere accanto, portare Gesù alla gente senza mettermi al centro. La gente è assetata di Dio, non di me, di come mi presento, della mia simpatia o del mio carattere. Non mi interessa rendermi accattivante ma mostrare con l’esempio ai ragazzi la bellezza di Gesù che mi ha conquistato e può conquistare anche loro. Ecco, per me il prete è questo». Oggi che prete è, il ricordo va a chi lo ha seguito lungo il cammino e ancora lo seguirà: don Piero Galeone, dei Servi della Sofferenza. «Dopo la celebrazione mi ha chiamato subito e lo sentivo contentissimo al telefono. Mi continuava a dire che mi abbracciava. Ho sentito vicino anche quella che noi chiamiamo la madre, Giorgina Tocci. Mi sono preparato con don Pierino al giorno dell’ordinazione presbiteriale. Gli esercizi spirituali mi hanno dato consapevolezza che senza Gesù non si può fare nulla e questo valeva prima, vale ora e varrà sempre, nella mia vita ministeriale. Non è Cosimo che è bravo ma è Lui che mi rende capace. L’augurio che mi faccio oggi» – conclude -«è di vivere un ministero fedele».

 

 

 

 

Mobilità

Strisce blu: a Taranto, novità per le aree di sosta e i permessi

foto fp Occhinegro
03 Mag 2023

In previsione di una più organica revisione del contratto della sosta, in scadenza il prossimo 30 giugno, l’amministrazione Melucci ha approvato in giunta un atto di indirizzo che apporterà alcune modifiche al servizio gestito da Kyma Mobilità.
Si tratta di un provvedimento che recepisce soprattutto le istanze dei commercianti cittadini, rappresentati in particolare da Confcommercio, intervenendo anche su alcune questioni sorte in questi mesi.
La novità più importante, infatti, è che viene rimandata l’attivazione delle “strisce blu” in viale del Tramonto. «Contrariamente a quanto avevamo previsto – ha spiegato l’assessore alla Polizia Locale Cosimo Ciraci – e proprio in virtù del confronto avuto con i cittadini in queste settimane, abbiamo deciso in tal senso, anche perché attendiamo l’esito della manifestazione d’interesse per l’individuazione di nuove aree da destinare a parcheggio nelle borgate di Lama e San Vito. Avendo disponibilità di questo tipo, infatti, potremo attivarci meglio per la riorganizzazione dell’area, che prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile, oltre che interventi di riqualificazione e mitigazione del traffico».
Come concordato con i commercianti, invece, vengono sospesi gli abbonamenti agevolati a 25 euro. «Abbiamo accolto questa sollecitazione – ha spiegato l’assessore alla Mobilità Sostenibile Mattia Giorno – poiché la loro proliferazione aveva ridotto la disponibilità di stalli da destinare alla sosta breve. Stiamo immaginando soluzioni che favoriscano l’uso del trasporto pubblico locale per chi, come dipendenti e professionisti, raggiunge i quartieri cittadini dove sono attive le “strisce blu”». Contestualmente, è stata limitata anche la validità dei pass per residenti e domiciliati della zona “E”, l’area di viale Liguria: su questa arteria non sarà consentita loro la sosta gratuita.
Con lo stesso provvedimento, infine, viene istituita una nuova area di sosta a pagamento solo nell’area interna di piazza Pio X, lasciando gratuita la sosta nel perimetro, e viene prevista la sopraelevazione dei parcheggi recintati “Oberdan” e “Icco”, in modo tale da raddoppiare quasi la disponibilità di posti auto.

Emergenze sociali

Decreto Lavoro, Caritas: “Necessarie revisioni, il contrasto alla povertà ci deve vedere tutti corresponsabili”

foto Caritas italiana
03 Mag 2023

di Marco Pagniello *

Rispetto alle politiche contro la povertà, un punto inderogabile per Caritas consiste nel fatto che una misura contro la povertà debba assicurare a chiunque cada in povertà il diritto ad una vita dignitosa, fino a quando persiste la condizione di bisogno. La previsione governativa (Adi e Sda) va nella direzione di sostituire il RdC con due misure, l’Assegno per l’inclusione (Adi) e lo Strumento di attivazione (Sda).

Senza entrare nel dettaglio, occorre tuttavia fare due rilievi generali: da un lato l’Adi copre solo alcune categorie specifiche di persone in povertà – in particolare famiglie con carichi di cura (famiglie con minori, con over60 e con persone con disabilità) – e dall’altro lo Sda adotta il requisito anagrafico (tra i 18 e i 59 anni) che non sempre è di per sé un criterio di occupabilità, cioè di maggiore probabilità di trovare un lavoro. In questa fascia di popolazione potrebbero trovarsi persone che hanno fragilità e vulnerabilità tali da render necessari interventi di supporto psico-sociale specifici piuttosto che di attivazione al lavoro (si pensi alle persone senza dimora o a persone single molto lontane dal mercato del lavoro).

Il risultato è che la protezione dalla povertà viene in tal modo garantita solo ad una particolare fascia di popolazione, ovvero le famiglie con caratteristiche demografiche specifiche (con minori, over 60) o con particolari carichi di cura (presenza di minori, persone con disabilità e non autosufficienti o invalidi). Chi non rientra in questo gruppo potrà essere supportato con un contributo di 350 euro al mese per al massimo un anno a condizione di impegnarsi in percorsi di riqualificazione, terminato il quale pur essendo povero, sarà privo di qualunque tipo di aiuto da parte dello Stato.

Inoltre rileviamo come il riferimento alla sussidiarietà locale sia a nostro avviso ancora troppo debole e poco vincolante, affidato come è nella previsione del decreto, alla discrezionalità degli operatori dei comuni e dei servizi sociali mentre dovrebbe essere promosso con forza perché l’inclusione delle persone è un processo radicato nei territori, e quindi collettivo, in rete, integrato, altrimenti si rischia di non garantire le migliori risposte alle persone.
Ci auguriamo che la proposta del governo possa essere suscettibile di ulteriori revisioni che vadano nelle direzioni indicate e tengano conto del punto di vista e dell’esperienza delle tante realtà che si occupano da anni di povertà a stretto contatto con operatori del settore e persone.

L’auspicio è dunque che sul contrasto alla povertà tutti ci sentiamo corresponsabili e si possano cercare insieme opportunità di miglioramento, proseguendo nel dialogo in spirito costruttivo.

(*) direttore di Caritas Italiana

Emergenze sociali

Alleanza contro la povertà: “Grave che il decreto-lavoro escluda dal sostegno parte della popolazione in difficoltà”

03 Mag 2023

L’Alleanza contro la povertà non condivide l’impostazione della nuova misura di contrasto alla povertà contenuta nel “decreto Lavoro”, approvato ieri in Cdm, così come commentata dal presidente Meloni e dalla ministra Calderone. Non avendo avuto modo, pur avendolo richiesto, di un confronto con il Governo, ci riserviamo una valutazione dettagliata del testo definitivo. “Qualora dovesse essere confermata la volontà del Governo di superare una misura universale di contrasto alla povertà con un intervento di natura categoriale, – dichiara il portavoce dell’Alleanza contro la povertà, Antonio Russo – che divide la platea delle persone in condizione di bisogno, escludendo dal sostegno una parte della popolazione in difficoltà economica, ci troveremo di fronte a un fatto grave, ancor di più in una fase storica di crisi economica e sociale, come quella che stiamo ancora vivendo, e in cui l’incidenza della povertà non accenna a diminuire”. Rimaniamo disponibili ad un confronto che auspichiamo – conclude Russo – possa giungere al più presto”.

Sport

CJ, l’ottimismo di coach Olive: “Con il roster al completo non temiamo nessuno”

foto G. Leva
03 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Le imprese impossibili non esistono nello sport. Lo hanno dimostrato i ragazzi del basket di casa ionica che, dopo aver già sconfitto la capolista di turno in questa stagione (era la TecnoSwitch Ruvo), hanno sfiorato l’impresa domenica scorsa, perdendo per 88-93 contro la Luiss Roma. L’ultima prestazione del Cus Jonico ha convito anche coach Olive. Che guardando al prosieguo della stagione, si mostra fiducioso.

L’avversario da conoscere

Nell’ultima giornata di campionato il Cus Jonico, già certo del nono posto nella classifica della serie B Old Wild West – girone D, sarà impegnato sul campo della BPC Virtus Cassino, e guarderà con interesse alla sfida tra Bisceglie e Avellino – si affronteranno domenica prossima 7 maggio al PalaDolmen. Si farà spettatore per sapere quale delle due squadre dovrà affrontare negli spareggi playoff. “Per me l’importante sarà avere a disposizione Conte – dichiara l’allenatore degli ionici – riavere in squadra Piccoli, con il roster al completo davvero non temiamo nessuno”. Le assenze pesano, eccome, nell’ultimo scorcio di una stagione da vivere con intensità, fino in fondo. Il campo dirà anche chi ha avuto la dea bendata a proprio favore.

Coach Olive carica l’ambiente in vista dei playoff

Facendo un passo indietro, alla partita giocata tra le mura amiche del Tursport, va ricordato il gran primo tempo disputato contro la Luiss Roma dal CJ. Impressionante la prima frazione di gioco, quando i padroni di casa hanno raggiunto il vantaggio massimo di 16 punti. Troppo bello per essere vero. Ma se poi Roma ha recuperato il gap, grazie alle triple di Matteo Fallucca (troppe volte l’avversario del Cus è incontrastato nell’andare a canestro con i tiri dalla lunga distanza), non è stato di certo per demerito di Taranto. La squadra ha lottato fino agli ultimi secondi nel tentativo di agguantare la vittoria. Dalla sua parte, aveva nel pubblico un alleato prezioso, del quale non si può fare a meno. Lo riconosce lo stesso allenatore: “I nostri sono giocatori che, finché hanno birra, ci mettono tutto il cuore possibile per onorare la canotta che indossano. Sicuramente la cornice di pubblico (mille spettatori, ndr) ci ha fatto dare qualcosa in più, un colpo d’occhio importante, mi auguro che la gente abbia capito le emozioni che questi ragazzi possono dare, e di ritrovare il palazzetto pieno in occasione dei playoff”.

 

Taranto-Roma, photogallery by Giuseppe Leva

 

Nella serata di mercoledì 3, la peregrinatio della statua di San Cataldo a San Marzano

03 Mag 2023

Nella serata di mercoledì 3, avrà inizio la peregrinatio della statua di San Cataldo in alcuni centri dell’arcidiocesi, segno tangibile del percorso sinodale che sta caratterizzando tutta Chiesa.
La prima tappa sarà San Marzano di San Giuseppe: l’accoglienza del simulacro di San Cataldo e delle sue reliquie è prevista alle ore 18 in piazza Madonna delle Grazie; da lì si muoverà la processione verso la chiesa di San Carlo Borromeo dove, alle ore 19, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro presiederà la celebrazione eucaristica.
Al termine, il corteo con l’argenteo simulacro si dirigerà in piazza Caduti di Nassirya per il saluto della comunità di San Marzano di San Giuseppe.

Francesco

L’udienza generale di papa Francesco di mercoledì 3 maggio: “L’Europa intera è in crisi”

foto Vatican media/Sir
03 Mag 2023

di Maria Michela Nicolais

“Anche oggi, la libertà è minacciata. Come? Soprattutto con i guanti bianchi, da un consumismo che anestetizza, per cui ci si accontenta di un po’ di benessere materiale e, dimentichi del passato, si galleggia in un presente fatto a misura d’individuo”. È il monito di papa Francesco, durante la catechesi dell’udienza di oggi, in cui ha ripercorso le tappe del suo recente viaggio in Ungheria e ha affidato a Maria “la martoriata Ucraina”, esortando a pregare il rosario per la pace, in questo mese di maggio.

“Questa è la persecuzione pericolosa della mondanità”, ha aggiunto: “La porta avanti il consumismo”. “Ma quando l’unica cosa che conta è pensare a sé e fare quel che pare e piace, le radici soffocano”, il grido d’allarme del papa: “È un problema che riguarda l’Europa intera, dove il dedicarsi agli altri, il sentirsi comunità, la bellezza di sognare insieme e di creare famiglie numerose sono in crisi, l’Europa intera è in crisi”. Di qui l’importanza di riflettere “sull’importanza di custodire le radici, perché solo andando in profondità i rami cresceranno verso l’alto e produrranno frutti”. “Chiediamoci, anche come popolo”, l’invito di Francesco: “Quali sono le radici più importanti della mia vita? Dove sono radicato? Ne faccio memoria, me ne prendo cura?”.

“Costruire ponti di pace tra popoli diversi”: è questa, per il papa, “la vocazione dell’Europa, chiamata, quale pontiere di pace, a includere le differenze e ad accogliere chi bussa alle sue porte”. “Bello, in questo senso, il ponte umanitario creato per tanti rifugiati dalla vicina Ucraina, che ho potuto incontrare, ammirando anche la grande rete di carità della Chiesa ungherese”, l’omaggio di Francesco. “Il Paese è poi molto impegnato nel costruire ponti per il domani”, ha sottolineato il Papa: “È grande la sua attenzione per la cura ecologica – e questa è una cosa molto bella dell’Ungheria –  e per un futuro sostenibile, e si lavora per edificare ponti tra le generazioni, tra gli anziani e i giovani, sfida oggi irrinunciabile per tutti”. Per il papa, inoltre, “ci sono ponti che la Chiesa, come emerso nell’apposito incontro, è chiamata a tendere verso l’uomo d’oggi, perché l’annuncio di Cristo non può consistere solo nella ripetizione del passato, ma ha sempre bisogno di essere aggiornato, così da aiutare le donne e gli uomini del nostro tempo a riscoprire Gesù”. “Costruire ponti, ponti di armonia, ponti di unità”, l’invito a braccio a proposito della “bellezza di creare ponti tra credenti”, che in Ungheria “lavorano bene insieme”.“Superare il rischio del disfattismo e la paura del domani, ricordando che Cristo è il nostro futuro”, ha esordito Francesco definendo quello ungherese “un popolo coraggioso e ricco di memoria”. “Ho visto tanta gente semplice e laboriosa custodire con fierezza il legame con le proprie radici”, ha testimoniato Francesco: “E tra queste radici ci sono anzitutto i santi: santi che hanno dato la vita per il popolo, santi che hanno testimoniato il Vangelo dell’amore, santi che sono stati luci nei momenti di buio; tanti santi del passato che oggi esortano a superare il rischio del disfattismo e la paura del domani, ricordando che Cristo è il nostro futuro”. “Le solide radici cristiane del popolo ungherese sono state però messe alla prova”, il riferimento alla storia del popolo magiaro: “La loro fede è stata provata al fuoco. Durante la persecuzione ateista del ‘900, infatti, i cristiani sono stati colpiti violentemente, con vescovi, preti, religiosi e laici uccisi o privati della libertà. Ma mentre si tentava di tagliare l’albero della fede, le radici sono rimaste intatte: è restata salda una Chiesa nascosta, con tanto clero ordinato in segreto, che testimoniava il Vangelo lavorando nelle fabbriche, mentre le nonne evangelizzavano nel nascondimento”. “In Ungheria quest’oppressione comunista era stata preceduta da quella nazista, con la tragica deportazione di tanta popolazione ebraica”, ha ricordato Francesco: “Ma in quell’atroce genocidio tanti si distinsero per la resistenza e la capacità di proteggere le vittime, e questo fu possibile perché le radici del vivere insieme erano salde. Così i comuni legami di fede e di popolo hanno aiutato il ritorno della libertà”.

In Cattedrale con gli studenti per la Giornata Cataldiana della scuola

Mercoledì 3, un’iniziativa che vuole sensibilizzare alla riflessione sui temi della guerra e sulle stragi del Mediterraneo

foto studio Renato Ingenito
02 Mag 2023

Faranno navigare le loro “barchette” sul “mare” che circonderà l’ulivo simbolo di pace – installato al centro della navata della Cattedrale e che, tutte insieme, concorreranno all’istallazione artistica denominata “Mediterraneo mare di pace” – gli alunni che parteciperanno alla ‘Giornata Cataldiana della scuola’ che si svolgerà domani, mercoledì 3 maggio.

L’iniziativa, quest’anno, vuole sensibilizzare alla riflessione sui temi della guerra e sulle stragi del Mediterraneo; “Il Mediterraneo sta diventando un freddo cimitero senza lapidi”: così lo definì papa Francesco durante la sua visita al centro per i rifugiati di Lesbo, 5 anni dopo la sua prima visita.
“Fermiamo questo naufragio di civiltà” invocò il pontefice e usò parole forti per scuotere tutti di fronte alla tragedia dei migranti; “Se vogliamo ripartire, guardiamo i volti dei bambini. Troviamo il coraggio di vergognarci davanti a loro, che sono innocenti e sono il futuro. Perché i bambini “interpellano le nostre coscienze e ci chiedono: ‘Quale mondo volete darci?”
Purtroppo l’appello di Francesco non è stato accolto e le tragedie nel Mediterraneo sono continuate: uomini, donne e bambini continuano a morire. Questa iniziativa ha l’obiettivo di stimolare nei più giovani una riflessione, una preghiera, sulle guerre e la povertà che spingono tanti ad affrontare il pericoloso viaggio: le scriveranno poi su un foglio di carta che ripiegheranno a mo’ di barchetta.

Durante la loro visita in cattedrale agli studenti sarà data la possibilità per la prima volta e in maniera totalmente gratuita di visionare una parte di San Cataldo Inclusive & Digital project. Si tratta di un’esperienza immersiva e digitale all’interno della basilica. Sull’intera navata destra della basilica un avvincente videomapping racconterà ai ragazzi la fede, la storia e l’arte del più importante luogo della cristianità tarantina.

A tutti gli studenti sarà fatto un piccolo omaggio: un succo di frutta offerto dalla Masseria Fruttirossi, azienda leader a livello nazionale nella coltivazione della melagrana, frutto tipicamente mediterraneo e simbolo di prosperità.

Vi saranno quattro turni di visita (ore 9, ore 10, ore 11 e 12) che prevedono un momento di accoglienza in piazza Duomo a cui segue l’accesso in basilica.

I festeggiamenti del santo patrono Cataldo sono patrocinati dal Comune di Taranto, dalla Provincia di Taranto e dalla Camera di Commercio di Taranto.