Emergenze ambientali

Tara, il paradosso del dissalatore: maggiori emissioni di CO2

ph G. Leva
08 Giu 2023

Tara, il paradosso del Dissalatore. Maggiori emissioni di CO2. E non solo.

Il progetto di costruire un dissalatore alle sorgenti del fiume Tara dovrebbe, nelle intenzioni di chi lo propone, contribuire ad affrontare i problemi derivanti dalla riduzione della quantità d’acqua presente negli invasi che alimentano il sistema idrico pugliese. Una riduzione causata da una forte riduzione delle precipitazioni che, a sua volta, è solo uno dei frutti avvelenati della crisi climatica scatenata dall’incremento dell’anidride carbonica presente in atmosfera e di cui l’altra faccia della medaglia è costituita dal moltiplicarsi dei fenomeni intensi, dalle bombe d’acqua alle alluvioni, con cui ormai facciamo periodicamente i conti..
Paradossalmente, però, il dissalatore costituirebbe una causa non piccola di aggravamento delle emissioni di CO2 e, quindi, del surriscaldamento globale del pianeta da cui scaturisce il dramma della desertificazione dei territori e della siccità. Secondo quanto riportato nel progetto, infatti, per produrre un massimo di 630 litri di acqua potabile al secondo, sarebbero necessari, all’anno, ben 25.380.961 kwh. Se consideriamo un consumo medio di circa 2700 kwh annui per una famiglia costituita da 3 / 4 persone, il dissalatore consumerebbe perciò quanto 9400 famiglie, circa 33000 persone, qualcosa in più degli abitanti del comune di Massafra.
Per produrre con fonti rinnovabili una parte del fabbisogno energetico, nel progetto è prevista la costruzione di un impianto fotovoltaico con una produzione prevista pari ad un misero 3,9% del fabbisogno. Considerato che l’impianto fotovoltaico eviterebbe l’emissione di 314 tonnellate di CO2, ne consegue che, proporzionalmente, il dissalatore sarebbe responsabile della produzione di circa 7600 tonnellate di anidride carbonica. Anche considerando il risparmio energetico ipotizzato per il ridotto emungimento dai pozzi del Salento di una quantità di acqua potabile pari a quella producibile a pieno regime dal dissalatore, il fabbisogno energetico netto – e le conseguenti emissioni di CO2 – resta elevato, essendo pari a ben 10.474.975 kwh.
Siamo di fronte a cifre inaccettabili: non è possibile, nel 2023, non considerare la necessità improrogabile di perseguire l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica producendo l’energia necessaria per il funzionamento del dissalatore solo attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili e non, come ipotizzato in progetto, attraverso l’installazione di una turbina alimentata da gas naturale.Il progetto del dissalatore, incluso inizialmente in quelli proposti per l’utilizzo delle risorse del Just Transition Fund non è stato ritenuto idoneo dalla Commissione VIA VAS del ministero dell’Ambiente che ha giudicato gli obiettivi strategici “Minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera” non influenzati positivamente dall’intervento proposto, così come gli obiettivi “Salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat per gli ecosistemi, terrestri e acquatici” e “Mantenere la vitalità dei mari e prevenire gli impatti sull’ambiente marino e costiero“. Portarlo ugualmente avanti è a nostro avviso una enorme contraddizione.

A queste valutazioni si aggiunge la preoccupazione per le conseguenze che il prelievo ipotizzato di 1000 litri al secondo, in aggiunta ai circa 500 attualmente utilizzati da Acciaierie d’Italia, potrà avere sullo specifico ecosistema del Tara alla luce delle considerazioni riportate dal rapporto di Arpa Puglia allegato alla documentazione progettuale. In esso si legge che “...il livello di qualità “scarso” del corpo idrico per quanto riguarda la componente biotica animale e vegetale rappresenta un elemento di criticità. Esso è risultato come caratterizzato da un ecosistema con una scarsa diversità biologica e quindi potenzialmente non in grado di sopportare variazioni di natura strutturale- come importanti variazioni di portata – che potrebbero quindi comprometterne la funzionalità, con il rischio potenziale di comprometterne ancora di più lo stato di qualità già attualmente “non buono” ai sensi della Direttiva 2000/60 CE”. Si tratta di un rischio che, a nostro avviso, è opportuno non assumere, anche in considerazione della possibilità che si ripetano annate particolarmente siccitose, come quelle già verificatesi nei primi anni Novanta del secolo scorso, in cui la portata del Tara scese ad un minimo di 2017 litri al secondo. Occorrerebbe invece pensare ad azioni che tutelino e valorizzino, anche ai fini dello sviluppo di un turismo sostenibile, l’area delle sorgenti del Tara.

Se è indiscutibile la necessità di affrontare per tempo le possibili criticità, un contributo rilevante all’apporto di nuove fonti idriche potrebbe venire dall’attivazione, purtroppo attesa da 40 anni, della traversa Sarmento, posta sull’omonimo torrente in Basilicata, con portata massima di 25 metri cubi al secondo, che non fornisce disponibilità in quanto ancora in fase di completamento. Anche la traversa Sauro, altro torrente lucano, con portata massima di 12 metri cubi al secondo, che attualmente non fornisce disponibilità perché in fase di ricostruzione, potrebbe dare un apporto significativo. Crediamo sia inoltre necessario implementare le attività volte ad una  accelerazione della riduzione delle perdite che, secondo i dati Istat, superano il 43% dell’acqua immessa in retee che, per quanto a noi noto, in base agli obiettivi fissati da Arera, per la Puglia dovrebbe ammontare al 5% in meno all’anno,  circa 12 milioni di metri cubi, mentre allo stato attuale non arriva a 5.
Cifre consistenti, capaci di compensare ampiamente il mancato apporto riveniente dalla costruzione del dissalatore che dovrebbe garantire una erogazione a pieno regime circa 20 milioni di metri cubi all’anno. Senza contare l’apporto stimato in 500 metri cubi al secondo che, sia pure per usi non potabili, potrebbe rivenire dall’uso dei reflui affinati dei depuratori Gennarini e Bellavista, atteso dal lontano 1994 per usi irrigui o, come inizialmente previsto e poi prescritto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2011 per l’ex Ilva, per far fronte alle necessità idriche dell’impianto siderurgico, la cui proprietà, peraltro, risulta titolare del contratto a tempo indeterminato stipulato a giugno 1991 da ILVA con EIPLI per la fornitura di acqua dal Tara per quantità, 1500 litri al secondo, molto superiori all’attuale prelievo, con obbligo di compensare con acque del sistema Sinni in caso di restrizioni.

Proprio l’EIPLI sta perfezionando con la Regione Puglia il rinnovo della concessione di Grande Derivazione sul fiume Tara n. 335 del 13/02/1965, concordando un uso plurimo, irriguo e industriale, per una portata massima di 1.100 litri al secondo, in base alla seguente ripartizione: 300 litri al secondo ad uso irriguo e 800 litri al secondo ad uso industriale durante l’intero anno. Se durante i mesi estivi fosse necessario utilizzare tutta la portata concessa per far fronte agli usi irrigui e, contemporaneamente, Acciaierie d’Italia chiedesse di utilizzare tutta la portata disponibile a fini industriali, il prelievo totale dal Tara, considerando  i 1000 litri al secondo da destinare al dissalatore, eccederebbe complessivamente i 2mila litri al secondo, superando così in maniera molto rilevante, ben il 33%, il prelievo di portata sino a 1500 litri al secondo cui si riferisce il giudizio di idoneità del sistema Tara asserito dallo studio del CNR-IRSA che accompagna il progetto. Un motivo in più, riteniamo, per giudicare il progetto di dissalatore sul Tara una possibile fonte di pericolo per la biodiversità del fiume.

Rigenerazione di Taranto

Venerdì 9, in Concattedrale, lectio magistralis dell’architetta Benedetta Tagliabue

Benedetta Tagliabue - foto Toni Ricart
08 Giu 2023

Venerdi 9 giugno alle 17.30, nella concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, lectio magistralis a cura dell’architetto internazionale Benedetta Tagliabue.  Titolo della “lectio”: “Tra Architettura e Musica – I progetti di Benedetta Tagliabue (EMBT)”.

L’architettura come eredità positiva nelle trasformazioni urbane. L’evento è realizzato per il MAP Festival in collaborazione con l’ordine degli architetti di Taranto, presidente l’architetto Paolo Bruni, e Taranto 2026 XX Giochi del Mediterraneo, presidente del Comitato organizzatore, il dott. Elio Sannicandro.

Benedetta Tagliabue è un’architetta di fama internazionale con commesse in tutto il mondo. Direttore di EMBT Architects, studio di Architettura fondato con Enric Miralles (1955-2000) nel 1994 con uffici a Barcellona (HQ), Shanghai e Parigi. Presidente della Fundaciò Enric Miralles.

La filosofia dello studio EMBT diretto dalla stessa Tagliabue rispecchia la convinzione di cambiare lo spazio osservando e rispettando la storia e la cultura del luogo, ed esaltandone le peculiarità attraverso un processo progettuale unico. Servizio altamente personale lungo tutto il processo creativo ha offerto nel tempo sempre solide soluzioni tecniche e strutturali.

Il MAP Festival è un progetto originale dell’Orchestra della Magna Grecia, coorganizzato con il Comune di Taranto e in collaborazione con la Marina Militare Comando Marittimo Sud, l’arcidiocesi di Taranto, le Corti di Taras, l’ordine degli architetti di Taranto, i Musei Civici di Bologna, Taranto 2026 – XX Giochi del Mediterraneo, la Scuola di Disegno e Illustrazione Grafite, e con il patrocinio della Regione Puglia e del Ministero della Cultura, con il sostegno di: Banca BCC San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione, Comes, Baux cucine, Programma Sviluppo, Kyma, Ninfole, Five Motors. La direzione artistica della terza edizione del MAP Festival è a cura di Gloria Campaner e Piero Romano.

Ricorrenze

Sant’Antonio da Padova: l’omaggio dei tarantini al Borgo e ai Tamburi

08 Giu 2023

di Angelo Diofano

Si rinnova martedì 13 l’omaggio dei tarantini a Sant’Antonio, il santo più venerato nel mondo e la cui intercessione è richiesta per i casi disperati. È ritenuto il santo degli umili e proprio su questa caratteristica si fonda l’usanza della benedizione del pane, l’alimento dei poveri.

Al Borgo

La festa al Borgo è organizzata dalla parrocchia intitolata al santo, in via Duca degli Abruzzi, in un territorio segnato dall’abbandono e dalla povertà. Non pochi sono gli stabili murati o dove vivono pochi anziani; tante anche le saracinesche abbassate di locali dove insistevano attività artigianali o piccoli esercizi commerciali. Senza un programma di recupero edilizio la situazione è destinata ad aggravarsi. In tutto questo, la parrocchia si pone come importante centro di aggregazione e di aiuto alle numerose famiglie disagiate e di animazione per i giovani.

I festeggiamenti hanno visto per mercoledì 7 la conferenza s “Sant’Antonio nell’arte del ‘900 a Taranto” con l’intervento del prof. Nicola Fasano e della dott.ssa Stefania Castellana,storico dell’atte del’associazione “Fucina del ‘900”; al termine, è stato presentato il tour multimediale della parrocchia. Da segnalare per sabato 10 i festeggiamenti per i quarant’anni di presenza in parrocchia el Gruppo scout Taranto 0 con l’apertura della mostra fotografica (ore 109, la santa messa con il rinnovo della promessa scout (ore 19) con momenti di gioco e divertimento (ore 21); in mattinata, invece, sul campetto della vicina piscina comunale, torneo juniores di calcettoin onore di Sant’Antonio.

Momento forte della giornata di martedì 13 è quello della benedizione del pane di Sant’Antonio, offerto dai devoti, che  sarà distribuito dopo le messe delle ore 7.30-9-10-11-12. Alle ore 17, la benedizione dei bambini e alle ore 18 la  solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro. Seguirà la processione per via Criscuolo, via Parisi, via Crispi, via Dante, via Gorizia, via Oberdan, via Duca di Genova, via Duca degli Abruzzi; al termine, la benedizione con la reliquia. Presterà servizio il complesso bandistico “Città di Crispiano” diretto dal maestro Francesco Bolognino, che al termine della processione, effettuerà un intrattenimento musicale sul sagrato. Successivamente in via Criscuolo, “Luna Park di Sant’Antonio”:   stand gastronomici, gare di tiro a segno, bowling e altri giochi di abilità con ricchi premi in palio. Mercoledì 14, infine, alle ore 20.30, sul campetto della piscina comunale, torneo di calcio di quartiere.

Ai Tamburi

Ai festeggiamenti al quartiere Tamburi provvede la parrocchia di San Francesco De Geronimo con la confraternita di Sant’Antonio, sorta nel 1860. Ai Tamburi la devozione al santo risale ai primi del Novecento, quando famiglie di lavoratori portuali, con l’aiuto dei cantieri navali Tosi, donarono all’allora chiesetta di campagna una statua del santo, organizzando, ogni anno, una festa popolare con processione, banda e fiera. Nel dopoguerra l’allora parroco mons. Cosimo Russo ordinò a Ortisei una nuova immagine in legno di Sant’Antonio, che fu portata a lungo in processione. Il fittizio benessere derivato da una scellerata crescita urbanistica e industriale provocò disattenzione verso la festa, che fu saltuaria e poi non ebbe più luogo. A fine anni settanta il parroco don Nino Borsci e un gruppo di parrocchiani (Nicola De Florio, Peppe D’Elia, Osvaldo Cristofaro, Lino Martinelli, Peppe Valentini, Lino Portulano e Peppe Gentile) decisero di riprendere i festeggiamenti. Nel 2008, infine, fu fatta trasferire in parrocchia dalla rettoria di Sant’Agostino l’inattiva confraternita di Sant’Antonio, che (con il priore Gianni Celestiano) oggi registra l’adesione di molti giovani; da qualche anno, è portata in processione la statua di proprietà della confraternita, proveniente anche questa da Sant’Agostino.

La festa prevede per martedì 13, sante messe alle ore 7.30-8.30-9.30-10.30 al termine delle quali ci sarà la benedizione del pane. Alle ore 18, solenne celebrazione eucaristica presieduta dal padre spirituale della confraternita, don Nino Borsci (che quest’anno festeggia i 50 anni di sacerdozio) e concelebrata dal suo vicario don Marcello Lacarbonara. Alle ore 19 seguirà la processione per via Orsini, via Galeso, via delle Sciaie, via Masaccio, via Verdi, via Orsini, piazza mons. Russo, con sosta per i fuochi artificiali della “Itria Fireworks”. Suonerà l’orchestra di fiati “Santa Cecilia” di Taranto diretta dal maestro Giuseppe Gregucci. Luminarie sono state predisposte dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana nelle vie attorno alla chiesa.
Nell’ambito dei festeggiamenti esterni, venerdì 9 alle ore 20.30, nel salone parrocchiale, la compagnia “Teatro per piacere” presenterà la commedia in vernacolo in due atto “’U Suffitte” di Aldo Solito.

Francesco

Papa Francesco: senza complicazioni l’intervento chirurgico per un laparocele

foto Sir/Marco Calvarese
08 Giu 2023

foto Sir/Marco Calvarese

“L’intervento chirurgico è terminato: si è svolto senza complicazioni ed ha avuto una durata di tre ore”. Lo ha fatto sapere la sala stampa della Santa Sede.
La prima giornata del suo terzo ricovero al policlinico Gemelli, dunque, si conclude serenamente, nella stanza al decimo piano – con attigua cappella – a lui riservata nel nosocomio romano. Il decorso previsto è di alcuni giorni. Sono state comunque annullate, in via precauzionale, le udienze generali e speciali fino al 18 giugno.
Dopo l’udienza generale, Francesco si era recato al Gemelli per un intervento chirurgico di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi, concertato nei giorni scorsi dall’equipe medica che assiste il santo padre, sì è resa necessario a causa di un laparocele incarcerato che sta causando «sindromi sub occlusive ricorrenti, dolorose e ingravescenti», come ha comunicato ai giornalisti il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Quello di oggi sarà il secondo intervento chirurgico a cui si sottoporrà papa Francesco, dopo quello al colon del 4 luglio 2021, sempre nel nosocomio romano. In totale, per il Santo Padre, si tratta del terzo ricovero al Gemelli dopo quelli del 2021, durato 10 giorni, e del 29 marzo 2023, a causa di una bronchite, durato tre giorni.

 

Cinema

Il mondo della cultura fa festa con la riapertura del Teatro Nuovo di Martina Franca

07 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Una scelta di passione e di coraggio, reiterata. Un’opportunità per l’intera regione Puglia: la riapertura del “Teatro Nuovo” è un evento che rallegra la comunità di Martina Franca e quella ionica, che di quel contenitore culturale possono tornare ad usufruire, a beneficio della crescita del territorio a 360 gradi. E dello stesso settore. Che è in ripresa, nel post pandemia, in tutta Italia – lo attestano i dati Istat riferiti allo scorso anno. Cresce la domanda per gli spettacoli dal vivo. Si moltiplicano gli eventi in programma per la stagione estiva. La gente, in sostanza, ha fame di Cultura, da vivere nella forma della condivisione, non più da remoto ma in presenza. Pronto a soddisfare questa istanza, il Teatro Nuovo vuole porsi come punto di riferimento nel panorama artistico e culturale.

L’incontro di presentazione

Numerosi gli ospiti chiamati a raccolta per il pomeriggio di venerdì 16 giugno. L’occasione è l’evento inaugurale aperto alla cittadinanza, e al confronto tra diversi sindaci e rappresentanti istituzionali. Start alle ore 16, tra gli altri interverranno: il primo cittadino di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, l’assessore alle Attività culturali e spettacolo, Carlo Dilonardo; il Dirigente generale del settore Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. L’evento proseguirà con l’inaugurazione di una saletta intitolata a Franco Punzi. Un uomo di cultura, l’anima del Festival della Valle d’Itria e presidente della Fondazione “Paolo Grassi”, che avrebbe benedetto la riapertura, e sarebbe stato presente in sala.

La pausa

Allo stesso incontro della prossima settimana interverrà Rosanna Pantone, in rappresentanza della proprietà. Che ha voluto fortemente la riapertura, il rilancio dell’attività: dopo tre anni di chiusura, i lavori di ripristino dell’immobile sono stati completati. Il teatro, fatto oggetto di riqualificazione in ogni comparto (ha preservato lo stile e il design), ha una capienza di 800 posti, con spazi riprogettati per gli eventi da realizzare. “Riempirlo non sarà facile – confida la signora Pantone – ma noi ce la mettiamo tutta per offrirlo alla cittadinanza, in tutte le sue potenzialità”.

Teatro Nuovo, una missione lunga 46 anni

Correva l’anno 1977 quando l’imprenditore martinese Benito Settimo Semeraro inaugurò una sala dedicata a cinema e teatro nel quartiere Fabbrica Rossa di Martina Franca. Quel palcoscenico è stato calcato da grandi artisti, come Renato Rascel (1912-1991). Una scommessa vinta con la qualità e con la perseveranza. Adesso anche con la duttilità: dopo la pausa imposta della pandemia, il teatro riparte con nuove programmazioni e idee messe in campo, utili a farne un luogo di cultura, di bellezza e di speranza. La magia della sala resta intatta. Così i ricordi legati agli incontri più emozionanti: parole declamate o sussurrate, che fanno giri larghi tornando alla bocca di chi le aveva pronunciate. Parole lasciate scritte su fogli di carta.

Francesco

Papa Francesco sarà operato nel pomeriggio di oggi per un laparocele

foto Sir/Marco Calvarese
07 Giu 2023

foto Sir/Marco Calvarese

Dopo l’udienza generale, Francesco si è recato al Gemelli per un intervento chirurgico di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi, concertato nei giorni scorsi dall’equipe medica che assiste il santo padre, sì è resa necessario a causa di un laparocele incarcerato che sta causando «sindromi sub occlusive ricorrenti, dolorose e ingravescenti», come ha comunicato ai giornalisti il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Quello di oggi sarà il secondo intervento chirurgico a cui si sottoporrà papa Francesco, dopo quello al colon del 4 luglio 2021, sempre nel nosocomio romano. In totale, per il Santo Padre, si tratta del terzo ricovero al Gemelli dopo quelli del 2021, durato 10 giorni, e del 29 marzo 2023, a causa di una bronchite, durato tre giorni.

 

Città

Il progetto Hyperloop punta su Taranto e sulla Puglia

Organizzato da Programma Sviluppo, l’evento dedicato all’innovazione e alla sostenibilità

07 Giu 2023

Nuove opportunità o nuovi problemi? Le innovazioni tecnologiche, talvolta, spaventano, ma sono inevitabili. Lo insegna l’evoluzione dell’umanità segnata da grandi rivoluzioni tecnologiche. L’era di internet a breve potrebbe finire in soffitta. L’intelligenza artificiale è già una realtà, di cui ancora non si conoscono a fondo rischi, benefici, vantaggi, utilizzi, potenzialità.
Da questa mattina Taranto Innovation Summit ha acceso i riflettori sul futuro, sui cambiamenti che stanno già modificando il nostro modo di vivere, di lavorare, di spostarci. L’evento, che si svolge al Relais Histò, è organizzato da Programma Sviluppo ed ha come partner istituzionali il Comune di Taranto e il Dipartimento universitario Jonico dell’Università “A. Moro” di Bari. La prima giornata, moderata da Marco Favia coordinatore  del Summit, è stata aperta dal vicesindaco di Taranto, Fabrizio Manzulli e dal direttore generale di Programma Sviluppo, Silvio Busico.
Fabrizio Manzulli: “Vogliamo accompagnare la diversificazione economica del territorio puntando sull’innovazione non solo tecnologica, ma anche di metodo. I workshop che terremo in questi giorni sono tra i più importanti a livello europeo. Un percorso che  accompagna la creazione del Distretto dell’Innovazione e si lega alle varie misure europee vinte dall’Amministrazione comunale di Taranto. Sono convito che questa sia la strada giusta: Taranto può diventare un punto di riferimento a livello internazionale in ordine ad alcuni asset di sviluppo. Ringrazio Programma Sviluppo per aver sostenuto questa iniziativa insieme al progetto Calliope. Abbiamo numeri importanti di partecipazione e di interesse e questo ci incoraggia a proseguire su questa strada per recuperare quel gap accumulato negli anni della monocultura dell’acciaio”.
Silvio Busico: “E’ una settimana importante per Taranto e non solo. Stiamo lanciando lo sguardo oltre la siepe del presente per scorgere le tendenze, i cambiamenti già in atto che influenzeranno e cambieranno il nostro modo di vivere. In questa settimana vogliamo dare priorità all’innovazione e al futuro. Abbiamo portato a Taranto oltre 50 relatori, coinvolto  12 università nazionali ed internazionali, saranno presenti tante imprese e tanti professionisti che si occupano di nuove tecnologie e di robotica. Una parte del Summit sarà occupata dalla competition dedicata ai giovani, alle startup, alle nuove idee. E’ un momento particolare per il nostro territorio. Su Taranto c’è grande attenzione sia da parte del Governo nazionale sia dell’Unione europea. Non più tardi di due settimane fa abbiamo ospitato il vicepresidente della Commissione europea Timmermans, un segnale forte su cui vogliamo investire per i nostri giovani e per il futuro”.

Tra i numerosi relatori intervenuti nella prima giornata del Taranto Innovation Summit, di sicuro interesse le relazioni del professore Leonardo Becchetti, ordinario di Economia all’Università Tor Vergata di Roma e di Bipop Gresta, co-founder di Hyperloop, il nuovo, rivoluzionario sistema che promette di trasportare persone e merci ad oltre mille chilometri orari.
Leonardo Becchetti: “Taranto oggi rappresenta una sfida perchè è il luogo in cui dobbiamo conciliare le questioni della salute e della sostenibilità ambientale con quella dello sviluppo economico. Uno sviluppo economico che non può prescindere da una sostenibilità integrale che guardi con attenzione a tutte le dimensioni: quella ambientale, quella del lavoro, ma anche quella della qualità e della ricchezza di senso di vita. Non dimentichiamo che la Puglia è una delle regioni migliori d’Italia dal punto di vista della qualità della vita. Questo è il motivo per cui attrae tanto turismo ma anche tante persone creative e innovative che vogliono venire qui a lavorare”.
Bipop Gresta: “Il team di Hyperloop guarda con grande attenzione alla Puglia e a Taranto per lavorare alla creazione di un ecosistema di imprese che potrebbero concretamente contribuire alla realizzazione di questo progetto. Lo  stabilimento Leonardo di Grottaglie    potrebbe realizzare la capsula di Hyperloop con tecnologie avanzate di automazione che rappresenterebbero una svolta. Inoltre, un’azienda pugliese produce un polimero che potrebbe essere utilizzato nella realizzazione del tubo che copre il 60% del budget di Hyperloop. Sviluppi potrebbero esserci anche per il porto di Taranto che con Hyperloop potrebbe acquisire centralità attraverso il corridoio Ten-T e diventare sede di un’infrastruttura del tutto nuova: un centro di smistamento senza bisogno di magazzini, ma che opera just in time e che arriva in tutta Italia in un’ora e in due ore in Europa. Non è fantascienza. Abbiamo lavorato con il porto di Amburgo per realizzare Hyperport, una soluzione completa che si può realizzare in tempi brevi. I tempi di Hyperloop? In Veneto c’è stata una gara che abbiamo vinto con un consorzio di cui fa parte anche Leonardo. Sono stati stanziati 800 milioni di euro per la creazione di un Hyperloop. Contiamo di avere qualcosa di visibile già per le Olimpiadi invernali del 2026 e ipotizziamo di avere i primi passeggeri nel 2029”.

Viaggio apostolico

Papa Francesco: il programma ufficiale del viaggio in Portogallo

foto Siciliani-Gennari/Sir
07 Giu 2023

Diffuso martedì 6 giugno il programma ufficiale del viaggio del papa in Portogallo, che comprende la Giornata mondiale della Gioventù e la visita al Santuario di Fatima. L’aereo con a bordo Francesco partirà mercoledì 2 agosto, alle 7.50, dall’aeroporto di Fiumicino, per atterrare alle 10 alla base aerea di Figo Maduro a Lisbona. Alle 10.45 la cerimonia di benvenuto all’ingresso principale del “Palácio Nacional de Belém”, seguita mezz’ora dopo dalla visita di cortesia al presidente della Repubblica, nel “Palácio Nacional de Belém”. Alle 12.15 l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, nel Centro culturale di Belém, occasione del primo discorso del papa in terra portoghese. Nel pomeriggio, alle 16.45, l’incontro con il primo ministro nella nunziatura apostolica, cui faranno seguito, alle 17.30, i vespri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate, i seminaristi e gli operatori pastorali nel “Mosteiro dos Jerónimos”, con l’omelia del santo padre.

Giovedì 3 agosto, alle 9, ci sarà l’incontro con i giovani universitari alla “Universidade Católica Portugesa”, dove il Francesco pronuncerà un discorso. Poi il trasferimento a Cascais, per il saluto – alle 10.40 – con i giovani di Scholas Occurerentes, nella loro sede locale. Alle 17.45 la cerimonia di accoglienza nel “Parque Eduardo VII”, con un discorso del papa.

La giornata di venerdì 4 agosto comincerà, a Lisbona, alle 9, con la confessione di alcuni giovani della Gmg a “Praça do Império”. Alle 9.45, nel “centro paroquial de Serafina”, l’incontro con i rappresentanti di alcuni centri di assistenza e di carità, a cui Francesco rivolgerà un discorso, per poi, alle 12, pranzare con i giovani nella nunziatura apostolica. Alle 18, nel “Parque Eduardo VII”, si svolgerà la Via crucis con i giovani, con un discorso del santo padre.

Sabato 5 agosto, alle 8 dalla base aerea di Figo Maduro a Lisbona, la partenza in elicottero alla volta di Fatima, con atterraggio alle 8.50 allo stadio, dove alle 9.30 è in programma la preghiera del rosario con i giovani ammalati nella cappella delle apparizioni del santuario Nostra Signora di Fatima, luogo del discorso del santo padre e della preghiera. Alle 11 la partenza in elicottero dallo stadio di Fatima per Lisbona, con arrivo alle 11.50 alla base aerea di Figo Maduro a Lisbona. Nel pomeriggio, alle 18, con l’incontro privato con i membri della Compagnia di Gesù nel “Colégio de S. João de Brito”. La giornata pubblica del papa si concluderà alle 20.45, nel “Parque Tejo”, con la veglia con i giovani a cui indirizzerà un discorso.

Domenica 6 agosto, alle 9, la messa per la Gmg nel “Parque Tejo”, seguita dall’Angelus. Alle 16.30 l’incontro con i volontari della Gmg nel “Passeio marítimo” di Algés, con un discorso del santo padre. Alle 17.50 la cerimonia di congedo nella base aerea di Figo Maduro a Lisbona.
La partenza dell’aereo papale è prevista alle 18.15, con arrivo alle 22.15 all’aeroporto di Fiumicino.

 

Guerra in Ucraina

Card. Zuppi in Ucraina, Santa Sede: “Risultati verranno portati all’attenzione del Papa”

foto president.gov.ua
07 Giu 2023

Una “visita breve, ma intensa”. Così la Santa Sede definisce la visita del card. Matteo Zuppi, inviato di papa Francesco a Kyiv. “Accompagnato da un officiale della segreteria di Stato”, si legge in un comunicato, durante la visita il presidente della Cei “ha avuto modo anche di soffermarsi in preghiera nell’antica chiesa di Santa Sophia”. Al termine della sua missione, Zuppi – si legge ancora nel comunicato – “ringrazia cordialmente le autorità civili per gli incontri svolti, in particolare per quello con il presidente Volodymyr Zelenskyi”. “I risultati di tali colloqui, come quelli con i rappresentanti religiosi, nonché l’esperienza diretta dell’atroce sofferenza del popolo ucraino a causa della guerra in corso – la conclusione del comunicato – verranno portati all’attenzione del santo padre e saranno senz’altro utili per valutare i passi da continuare a compiere sia a livello umanitario che nella ricerca di percorsi per una pace giusta e duratura”.

Diocesi

Il Sacro Cuore per la rinascita del quartiere Tre Carrare

07 Giu 2023

di Angelo Diofano

Si celebra venerdì 16 giugno la festa del Sacro Cuore a cura dell’omonima comunità parrocchiale di via Dante, al quartiere Tre Carrare, che proprio nei giorni ha ricordato i 45 anni della consacrazione della chiesa, che sostituì quella di via Giovan Giovine, sul cui suolo ora sorgono gli impianti sportivi. I festeggiamenti sono anche i primi che si svolgono con il nuovo amministratore parrocchiale, il giovane don Francesco Venuto, che lo scorso anni ha preso in mano le redini della comunità sostituendo don Luigi Larizza, ora alla Madonna della Sanità in Martina Franca. Quest’ultimo ricordiamo, fu alla guida della comunità parrocchiale tarantina dal 2006, ponendo fine alla presenza salesiana nel quartiere che durava dal 1930; a tal proposito, fra i più anziani non si è mai spento il ricordo di don Angelo Fidenzio, primo parroco, e della sua particolare venerazione a Maria Ausiliatrice, alla quale affidava i casi più disperati.

Continuando nel progetto pastorale di don Luigi, ma con un’impostazione più al passo con i tempi, don Francesco Venuto si è subito impegnato soprattutto nella cura dei giovani, attivando numerose iniziative per catturare il loro interesse, ma non dimenticando gli anziani, la cui presenza è molto numerosa nel territorio parrocchiale. Uguale impegno è stato rivolto anche nei confronti dei più piccoli, tanto che, nel giro di un anno, è stato pressocchè raddoppiato i numero dei frequentanti al catechismo. Non manca il sostegno agli operatori Caritas nell’aiuto alla famiglie con disagio economico e in condizioni abitative spesso non delle migliori (oltre quattrocento gli assistiti).

All’indomani del suo nuovo incarico, don Francesco ha avviato i lavori per l’ammodernamento delle opere parrocchiali, a partire dall’auditorium (riaperto nei giorni scorsi), dalla sacrestia e dagli uffici, ricavando anche una stanza appositamente riservata agli incontri di lectio divina; spicca, inoltre, sul presbiterio, la realizzazione del nuovo tabernacolo.

Il programma della festa

I festeggiamenti in onore del Sacro Cuore coinvolgeranno non solo la parrocchia ma anche tutti gli abitanti del quartiere (precisa don Francesco) che, almeno per un po’, potrà dimenticare gli assilli quotidiani per tornare a sorridere. Non a caso per le celebrazioni è stato scelto l’ashtag “#lafestaèanchemia”. Per la prima volta sono state allestite le luminarie tutt’attorno la chiesa che saranno accese venerdì 9, quando inizierà il novenario che sarà predicato da diversi sacerdoti (sante messe, alle ore 18.30).

Fra le iniziative esterne, lunedì 12 alle ore 20.30 nel teatro parrocchiale la compagnia “Teatro per piacere” presenterà la commedia dialettale in due “’U suffitte”, di Aldo Solito. Il 14 giugno nel cortile parrocchiale si terrà una cena-spettacolo  “dove la bellezza dello stare insieme ci farà vivere ancor di più la magia della nostra parrocchia” – sottolinea don Francesco.  La serata inizierà alle ore 20.30 e prevede musica e momenti di animazione, con un menu a un prezzo veramente alla portata di tutti; il ricavato servirà per finanziare la festa del Sacro Cuore”.

La giornata di venerdì 16, solennità del Sacro Cuore, in mattinata sarà annunciata dalle note festose della banda “Città di Crispiano” diretta dal m° Francesco Bolognino che girerà per le vie del quartiere;  alle ore 17, santa messa celebrata da don Francesco Venuto seguita alle 18 dalla processione. Al rientro, nel cortile parrocchiale, alle ore 20.30, concerto gratuito del cantautore Povia in “Sani di mente tour”, con possibilità di degustazioni agli stand gastronomici. Alle ore 23 la festa si concluderà con i fuochi pirotecnici.

Pianeta verde

I cavallucci marini di Taranto: a Genova, la loro riproduzione in ambiente controllato

foto Marco Spoto (Cnr)
06 Giu 2023

Il Mar Piccolo di Taranto è un bacino costiero che ospita una delle più grandi popolazioni di cavallucci marini del Mar Mediterraneo ma, dal 2016, ha registrato una diminuzione della loro densità di circa il 90%.

Il nuovo progetto di conservazione prende il via dal più ampio progetto di valorizzazione del parco del Mar Piccolo e di conservazione della biodiversità intrapreso da anni dal Comune di Taranto. Prevede diverse azioni, tra le quali la creazione di aree di tutela in modo da proteggere i cavallucci marini nel loro habitat naturale e, in parallelo, la riproduzione in ambiente controllato di alcuni esemplari della specie Hippocampus guttulatus detto anche “cavalluccio camuso”.

La riproduzione in ambiente controllato si svolgerà all’Acquario di Genova, gestito da Costa Edutainment, che ha accolto nelle scorse settimane alcune coppie di cavallucci adulti riproduttori nelle sue vasche curatoriali.

Una volta nati, gli esemplari saranno allevati nella struttura fino alla taglia di subadulti per essere poi reintrodotti nel Mar Piccolo, luogo di provenienza dei genitori, in aree idonee perimetrate e controllate, dove saranno monitorati per due anni. Queste aree di reintroduzione potranno fungere da serbatoio per il ripopolamento anche delle zone limitrofe.

Cnr e università degli studi “Aldo Moro” hanno già svolto analisi genetiche e si occuperanno del monitoraggio delle popolazioni di cavallucci pre e post reinserimento degli esemplari riprodotti, elementi importantissimi per il buon esito del progetto.

Divulgazione, sensibilizzazione e disseminazione sono parti integranti del progetto. Acquario di Genova sta realizzando una sala dedicata ai cavallucci marini e pesci ago all’interno della quale saranno ospitati anche i cavallucci camusi tarantini affiancati da un approfondimento sul progetto offrendo così l’opportunità di conoscere questi affascianti animali, le cause del loro declino e gli sforzi per la loro conservazione ai numerosi visitatori.

Il progetto sarà presentato nell’ambito della manifestazione Slow Fish che si svolge a Genova nell’area del Porto Antico, alle 19 di sabato 3 giugno, nello stand della Regione Puglia; interverranno Cataldo Pierri, docente di zoologia applicata dell’università degli studi “Aldo Moro”, Laura Castellano, curatrice del settore Mediterraneo dell’Acquario di Genova, Laura di Santo, assessore all’Ambiente e alla Qualità della Vita del Comune di Taranto, e Marco Dadamo, responsabile del progetto per il Comune di Taranto nonché direttore della riserva naturale regionale orientata ‘Palude La Vela’.

Il progetto di conservazione dei cavallucci marini del Mar Piccolo costituisce un importante esempio di collaborazione tra istituiti di ricerca e formazione, istituzioni pubbliche e istituzioni private per la tutela e la salvaguardia del patrimonio naturale e della biodiversità.