Festival

Da mercoledì 19 a domenica 23 luglio, Taranto capitale del Jazz italiano

La quarta edizione del Taranto Jazz Festival all’Arena Villa Peripato di Taranto con artisti del calibro di Fiorella Mannoia e Danilo Rea

18 Lug 2023

Tutto pronto per la quarta edizione del Taranto Jazz Festival che andrà in scena dal 19 al 23 luglio all’Arena Villa Peripato di Taranto con artisti del calibro di Fiorella Mannoia con Danilo Rea, continuando con Raphael Gualazzi in trio e Richard Sinclair, oltre ad un omaggio ai Radiohead con Lisa Manosperti e Rodrigo D’Erasmo, insieme alla vera novità di questa edizione: due serate completamente gratuite con artisti pugliesi protagonisti del jazz nazionale ed internazionale.

Si parte quindi con le prime due serate ad ingresso libero.

Mercoledì 19 luglio: Dolphins Jazz Orchestra diretta dal maestro Massimiliano Bucci con la partecipazione alla voce del cantante Elio Arcieri, un ricco ensemble da più di venti elementi per un concerto che rivisita grandi standard ed hit internazionali tra jazz e funk. Seguirà Salvatore Russo con il suo progetto “Gypsy Jazz” questa volta in quartetto. Russo è un maestro di chitarra classica tarantino ormai riconosciuto a livello nazionale. Giovedì 20 sarà la volta di: Nico Morelli con il suo progetto “Unfolkettable two”. Morelli è un importante pianista jazz italiano, molto ricercato per il suo virtuosismo a livello internazionale. Il suo spettacolo è un viaggio sperimentale tra il jazz e la musica popolare. Prima di Morelli si esibirà con un ensemble. un altro chitarrista tarantino talentuoso come Livio Bartolo con il suo progetto “Variable Unit”.

Le tre serate principali (con ingresso a pagamento) vedranno l’avvio venerdì 21 luglio con Richard Sinclair e il suo progetto “Taranterbury band of dreams”. Storico bassista e voce dei Caravan, Hatfield & The North e Camel, Sinclair è uno dei vati del “Canterbury sound”. Seguiranno i Nude, un omaggio in chiave jazz all’importante band inglese dei Radiohead con Lisa Manosperti, cantante jazz pugliese apprezzata anche per la sua recente apparizione in “The Voice Senior” sulla Rai, Pierpaolo Martino al contrabbasso e la partecipazione del violinista di Diodato e degli Afterhours, il maestro Rodrigo D’Erasmo.
Sabato 22 sarà la volta di Raphael Gualazzi in trio, uno dei più creativi e sperimentatori jazzisti italiani, dal ragtime fino al jazz, al soul e al blues, senza dimenticare la canzone italiana. In apertura un’altra jazzista tarantina trapiantata con successo a Londra, Germana Stella La Sorsa.

Il Taranto Jazz Festival si chiude con il nome principale della sua quarta edizione arrivato quasi al sold out: Fiorella Mannoia con Danilo Rea con lo spettacolo “Luce”. I classici del repertorio della Mannoia e tante cover importanti in una modalità intima a piano e voce, in uno scenario suggestivo a lume di candela.

L’Arena Villa Peripato sarà allestita anche di un’Area food & beverage dove gli spettatori potranno bere e mangiare per tutta la durata del festival.

:::

Biglietti disponibili nel circuito Dice e Ticketone.
https://linktr.ee/tarantojazzfestival
Info/botteghino/accessibilità al numero 3333323354
Info accessibilità: 
https://www.movidabilia.it/tarantojazzfestival
Apertura porte ore 19.00 – inizio concerti indicativi ore 20.30/21.00

Premio

Il premio Mcl ‘Torricella Terra d’Amare’ alla seconda edizione

18 Lug 2023

di Angelo Diofano

Il circolo Movimento Cristiano Lavoratori di Torricella ha organizzato la II edizione del Premio Mcl Torricella Terra d’Amare che si terrà domenica 23 luglio in piazza Castello a Torricella alle ore 20.
L’evento, patrocinato dalla Regione Puglia e dal Comune di Torricella in collaborazione con la presidenza provinciale Mcl di Taranto, vede anche il sostegno di alcune aziende dell’area jonica salentina. Saranno undici le personalità del mondo istituzionale, culturale e delle attività produttive di terra jonica, che riceveranno il riconoscimento per il loro impegno alla promozione del proprio territorio: avv. Loredana Capone, presidente del Consiglio della Regione Puglia; dott.ssa Pina Montanaro, procuratore capo Tribunale minorile di Taranto; mons. Emanuele Ferro, parroco della Basilica Cattedrale di Taranto; dott. Gianfranco Fino, viticoltore; dott. Luigi Solito, già medico di famiglia, Premio alla memoria; dott.ssa Giuseppina Franzoso, imprenditrice; dott.ssa Iolanda Lotta, assessore alla cultura, spettacolo e turismo del Comune di Leporano; dott. Giovanni Papasso, sindaco di Cassano all’Jonio; dott.ssa Antonella Maci, imprenditrice; dott.ssa Gaia Melpignano, imprenditrice; avv. Mariantonietta D’elia, coordinatrice regionale AigaPuglia.

 Animata da alcuni artisti del territorio tra cui Robj Rad, Esiride, Roberta Mele, Anna Coletta e Carmine Rubino, con la partecipazione speciale del piccolo violinista Angelo dell’Aglia, la serata sarà presentata dalla giornalista Valentina Fanigliulo di Antenna Sud che riprenderà, in differita, l’intera serata di gala.

“La II edizione del Premio Mcl Torricella Terra d’Amare è un evento che, speriamo, si istituzionalizzi nel corso delle edizioni, una attestazione di affetto e di riconoscenza a personalità – dichiara la presidente del Circolo Grazia Pignatelli – che si impegnano nella crescita e nello sviluppo economico e turistico dei nostri territori. Desidero ringraziare tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato con tenacia in particolare la segretaria Cotrina Orlando e tutti gli amici soci, che a vario titolo hanno partecipato e sostenuto questo significativo evento”.

Ecclesia

A Ottant’anni dalla stesura del “Codice di Camaldoli”

Tra il 18 e il 24 luglio del 1943, alcuni intellettuali cattolici – sotto la guida di mons. Adriano Bernareggi – si ritrovarono nel monastero benedettino per confrontarsi e individuare linee programmatiche riguardanti la dottrina sociale della Chiesa

18 Lug 2023

di Andrea Migliavacca (*)

Non poteva passare inosservato l’importante anniversario degli ottant’anni dalla stesura del “Codice di Camaldoli”.
La memoria va a quei giorni, tra il 18 e il 24 luglio del 1943, quando alcuni intellettuali cattolici, sotto la guida di mons. Adriano Bernareggi, si ritrovarono nel monastero benedettino di Camaldoli per confrontarsi e individuare linee programmatiche riguardanti la dottrina sociale della Chiesa, in particolare circa i temi del lavoro, della giustizia sociale, della libertà, del rapporto individuo-Stato.
Sono tematiche che poi confluiranno anzitutto in molte parti di quella che sarà la Costituzione Italiana e anche nella politica che la storia della Democrazia Cristiana ha cercato di interpretare e realizzare nella vita del Paese.
È significativo che il lavoro e la riflessione sia maturata ancora in tempo di guerra, ma guardando alle esigenze che la pace e il superamento degli effetti della distruzione bellica avrebbero poi richiesto alla Nazione per ritrovare non solo risorse umane ed economiche, ma anche i princìpi fondamentali di una nuova idea di società civile.
La stesura finale del cosiddetto Codice di Camaldoli, che vedrà il suo compimento nel 1944, sarà affidata a Sergio Paronetto, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni, Giuseppe Capograssi. Anche La Pira partecipò attivamente alla settimana di Camaldoli e ne diventerà felice interprete.
Un anniversario dunque da ricordare, celebrare e a cui ispirarsi per sostenere e rinnovare il pensiero della democrazia oggi.
È significativo che l’evento celebrativo, che vedrà la presenza del presidente dell’Italia Sergio Mattarella, del presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi e del segretario di Stato Card. Pietro Parolin, si tenga proprio nel citato monastero benedettino. È proprio Camaldoli luogo significativo, allora e anche oggi, della riflessione sui temi della dottrina sociale della Chiesa, della formazione ad una sana politica, del ricercare le strade di ispirazione cristiana per una vera attenzione sociale contemporanea e tutto questo con particolare sguardo per i giovani. Si trova a Camaldoli l’intreccio tra annuncio e testimonianza evangelica, formazione ad una cittadinanza attiva, attenzione particolare ai giovani. Queste coordinate hanno guidato gli intellettuali di allora che portarono al Codice di Camaldoli e gli stessi orientamenti guidano le iniziative con cui oggi Camaldoli cerca di essere ancora luogo di pensiero e di formazione.
Particolarmente interessante è anche il fatto che l’evento celebrativo riguardi una questione che tocca i temi della politica nel suo vasto orizzonte (cittadinanza, economia, sviluppo, valori, giustizia…) e la ricerca della pace e della giustizia sociale, sulla base della dottrina sociale della Chiesa.
Il tema è di grande attualità, in un contesto in cui si è sfilacciata la politica e la partecipazione attiva dei cittadini, soprattutto dei giovani e pure sono venuti meno i tanti luoghi di formazione alla politica intesa come servizio che un tempo formarono figure che sarebbero poi diventati i grandi Statisti nel Paese. È l’attualità che chiede di collocare oggi questi valori e principi ispiratori in un tempo in cui difficili sono di nuovo diventate le strade della pace quando invece si deve correre in tale direzione di riconciliazione e di impegno cristiano-sociale.
Il tema si colloca poi in un quadro della dottrina sociale della Chiesa che si è sviluppato in questi anni e che ci ha portato ai grandi interventi di papa Francesco con le encicliche “Laudato sii” e “Fratelli tutti”. Lo sguardo a ottant’anni fa e al Codice di Camaldoli trova nuovo impulso dai documenti del Magistero pontificio in questo ambito e spinge a riscoprire le radici cristiane e sociali su cui basare l’impegno civile oggi.
Queste giornate celebrative e di riflessione a Camaldoli, dal 21 al 23 luglio, si collocano non solo nel contesto del Monastero fondato da San Romualdo, ma anche nella cornice della Chiesa che è in Italia, delle diocesi toscane e in particolare di quella nella quale ha sede Camaldoli, la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Per noi, nella diocesi aretina, la memoria del Codice di Camaldoli e le giornate celebrative sono stimolo e conferma dell’impegno che come Chiesa siamo chiamati a investire nella riflessione e nella formazione, alla luce della dottrina sociale della Chiesa.

(*) vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

Popolo in festa

Festa di San Lorenzo con l’arcivescovo di Otranto, mons. Neri

18 Lug 2023

di Angelo Diofano

Al quartiere Salinella si festeggia San Lorenzo da Brindisi a cura della omonima parrocchia dei padri cappuccini. Per il triduo, dal 18 al 20 luglio,  alle ore 19, celebrerà la santa messa il nuovo vicario parrocchiale fra Francesco Simone, originario di Campi Salentina e proveniente dalla casa d’accoglienza vocazionale di Giovinazzo. Nell’ultima giornata del triduo, alle ore 20.30, veglia di preghiera nella vigilia della festa.

Il parroco, fra Pietro Gallone (che ha ricevuto il rinnovo per altri tre anni del suo mandato) anche quest’anno ha pensato di presentare un aspetto della vita di San Lorenzo su cui riflettere, che è “messaggero di pace” per la sua proficua opera di diplomatico fra le corti d’Europa. La pace, in particolare, intesa non solo come speranza, ma anche come certezza, scelta di vita possibile, realizzata e proposta da tanti testimoni, gente comune e straordinaria. Si tratta di un tema particolarmente adatto ai tempi attuali, data la guerra tra Russia e Ucraina e che minaccia di allargarsi mettendo a serio rischio la pace nel mondo.

Le celebrazioni religiose per venerdì 21, giorno della festa, prevedono sante messe alle ore 7.30 e alle ore 8.30; alle ore 19 presiederà la solenne celebrazione eucaristica l’arcivescovo di Otranto mons. Francesco Neri, anche lui dell’Ordine dei frati minori cappuccini, che ricevette l’ordinazione diaconale nel 1991 dall’allora arcivescovo mons. Benigno Papa proprio nella parrocchia di viale Magna Grecia. Seguirà la processione per le vie della parrocchia, accompagnata dalla banda musicale di Crispiano, diretta dal m. Francesco Bolognino; al rientro, sparo di fuochi artificiali dal tetto della chiesa.

In collaborazione con l’Associazione donatori di sangue Bambino Microcitemico “Nicola Scarnera”, i festeggiamenti esterni si svolgeranno sul sagrato, illuminato a festa. S’inizierà  sabato 22 alle ore 21 con un momento fraternità e gastronomia e il concerto della band “Napoli e corde”.

Domenica 23, ancora un momento di fraternità e gastronomia sul sagrato e alle ore 20 nell’auditorium la compagnia teatrale “Teatro per piacere” metterà in scena la commedia dialettale “’U suffitte” di Aldo Solito (ingresso libero), che, con umorismo e ironia, tratta una tematica sempre attuale che è quella della solitudine, che il più delle volte colpisce le persone anziane.

San Lorenzo da Brindisi, frate cappuccino (1559 – 1619) fu raffinato e mistico, dottore della Chiesa, poliglotta e tempo addietro fu proposto come compatrono d’Europa per la sua incessante opera di messo di pace tra i principi cattolici del Continente. Egli fu amante della santa messa (che durava addirittura diverse ore), studioso instancabile della Bibbia, insegnando ai cattolici il valore della lettura e conoscenza della Parola di Dio e particolar modo della Vergine Maria, cui dedicò il trattato di mariologia “Il Mariale”. Figura modernissima di religioso impegnato a creare incontri tra gli uomini e tra Dio e l’uomo, fu riconosciuto come “eroe dei cristiani” anche dai protestanti, nonostante fossero a lui avversi per la sua logica stringente nel difendere la fede cattolica.

Sport

Dalla nazionale italiana alla Gioiella Prisma Taranto: il grande volley al Palamazzola

La squadra di coach Fanizza nel quadrangolare giocato nel capoluogo ionico
17 Lug 2023

di Paolo Arrivo

Per quanti si fossero persi lo spettacolo, all’inizio del mese, lo ricordiamo attraverso le foto allegate in coda. Il capoluogo ionico ha ospitato il quadrangolare internazionale “Torneo dei due Mari”. A sfidarsi, l’Italia con l’Olanda, la Tunisia e il Giappone. Un evento riuscito al meglio. Infatti, il trionfo degli azzurri U23 che guidati da coach Fanizza, hanno vinto tutti e tre gli incontri, fa ben sperare per la crescita del movimento in tutta la Penisola. Inoltre è stata un’occasione per fare incetta di grande volley. Che ha avuto già nella Gioiella Prisma Taranto la squadra portacolori del Meridione nel massimo campionato italiano di pallavolo. E la stessa società continuerà a portare alto il nome della città bimare, in Superlega, nella prossima stagione.

Il grande volley

Per assicurarci un’altra grande stagione è fondamentale il contributo di tutti. Di quanti amano questo sport e il territorio. Infatti, il presidente Bongiovanni ha lanciato un appello nelle scorse ore. “Affrontiamo ogni campionato con grande entusiasmo, anche di fronte alle difficoltà che ci porterà ad affrontare”. “Il campionato 2023-24 della Gioiella Prisma Taranto – ricorda – sarà per il quarto anno una stagione in cui i colori della Puglia e della nostra città risplenderanno nei prestigiosi palazzetti del nostro Paese nel campionato più forte e spettacolare del mondo. Abbiamo costruito una squadra che pensiamo abbia tutti i requisiti per poter competere con chiunque e togliersi molte soddisfazioni”. Il presidente guarda già alla prima sfida col Verona. L’auspicio è che il Palamazzola possa essere gremito di appassionati e tifosi. Perché il sostegno, prezioso, va dato lungo tutto il percorso.

Gioiella Prisma Taranto, le gare della prossima stagione

Il calendario della Superlega Credem Banca, giunta alla 79esima edizione, è stato ufficializzato nei giorni scorsi. Per Taranto il cammino prenderà avvio il 22 ottobre prossimo. A raggiungere il parquet del Palamazzola sarà Verona. Catania, invece, l’ultimo avversario della regular season. Che si concluderà il 3 marzo dell’anno prossimo. Ecco il calendario completo:

1 giornata: 22 ottobre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Rana Verona/ ritorno  30 dicembre 2023

2 giornata: 29 ottobre 2023 Itas Trentino- Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 7 gennaio 2024

3 giornata: 5 novembre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Pallavolo Padova/ ritorno 14 gennaio 2024

4 giornata: 12 novembre 2023 Vero Volley Monza – Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 21 gennaio 2024

5 giornata: 15 novembre 2023 Gioiella Prisma Taranto -Sir Susa Vim Perugia/ ritorno 24 gennaio 2024 (infrasettimanale)

6 giornata: 19 novembre 2022  Cisterna Volley- Gioiella Prisma Taranto /ritorno 4 febbraio gennaio 2024

7 giornata 26 novembre 2022 Cucine Lube Civitanova- Gioiella Prisma Taranto/ ritorno 11 febbraio 2023

8 giornata: 3 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto – Modena Volley /ritorno 14 febbraio 2024 (infrasettimanale)

9 giornata 10 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto- Gas Sales Bluenergy Piacenza/ ritorno 18 febbraio 2024

10 giornata 17 dicembre 2023 Allianz Milano- Gioiella Prisma Taranto /ritorno 25 febbraio 2024

11 giornata: 26 dicembre 2023 Gioiella Prisma Taranto – Farmitalia Catania/ritorno 3 marzo 2024

 

Torneo dei Due Mari, photogallery by Giuseppe Leva

 

 

Editoriale

Se la bellezza incute paura …

Foto dal sito avvenire.it
17 Lug 2023

Nella nostra città sono frequenti: auto date alle fiamme, cassonetti della spazzatura bruciati, gazebo danneggiati, panchine abbattute, scuole vandalizzate. Le matrici possono essere le più svariate: si va dal racket delle estorsioni al mitomane di turno, dal marito lasciato e tradito al tentativo di riempire il vuoto più vuoto che si possa solo immaginare. Purtroppo i luoghi all’aperto, le strade, i parchi gioco, ma anche gli edifici, i monumenti, le opere d’arte, gli arredi urbani e gli stessi cassonetti della spazzatura, sono sempre stati oggetto di un conflitto che ci dice che le nostre non sono società pacificate e che il conflitto sociale, se non è manifesto. come nelle rivolte che si verificano in Francia, è latente e cova sotto la cenere. Si innalzano le barricate quando si resiste o quando si vagheggia la rivoluzione, si demoliscono le statue perché è caduto un regime e il nuovo ordine ha nuove immagini e nuove priorità o perché la qualità eroica di chi è riprodotto è messa in discussione da una nuova sensibilità. Poi ci sono i gesti di rabbia impotente dei casseur, i teppisti delle periferie che partecipano a manifestazioni di piazza al solo scopo di sfasciare e danneggiare, i vandali delle banlieue che sfregiano auto, vetrine e arredo urbano del centro cittadino dal cui lusso si sentono attratti e allo stesso tempo respinti. Qualche volta è un gesto di sovversione individuale solamente sognato e sublimato dalla creazione artistica e poetica. Ma poi c’è l’iconoclastia, propria di alcune estremistiche e radicali culture religiose fondamentaliste, per le quali tutte le forme di raffigurazione dell’umano e del divino sono delle eresie e, quindi, come tali, vanno distrutte. Non si è affievolito, nonostante il tempo trascorso, il ricordo della distruzione delle due gigantesche statue del Buddha scolpite nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan. Un accanimento, quello dei talebani, a suon di tritolo e di cannonate, che serviva a sconfessare la stessa identità afghana e a restringerla nella veste di contenzione di un islam tanto primitivo quanto semplificato, rispetto alla sua ricchezza e alla pluralità delle sue manifestazioni. Non è nulla di nuovo l’azione di chi ha dato alle fiamme la “Venere degli stracci”, opera di Michelangelo Pistoletto, artista, pittore, scultore, animatore, protagonista e uno dei massimi esponenti della corrente dell’arte povera. È quasi certo che si tratti di un atto doloso, anche se non pare si tratti dell’esito distruttivo di una sfida fra giovanissimi, partorita nello spazio virtuale dei social: si pensa piuttosto all’opera solitaria di un clochard. L’idea, comunque, resta quella di lasciare un segno della propria presenza facendo un gesto gravissimo, distruggendo la bellezza di un’opera d’arte fragile per i materiali adoperati nella realizzazione e per la collocazione in un contesto urbano – la vastissima Piazza Municipio a Napoli – che la mette in balia da qualunque malintenzionato. Ma che, allo stesso tempo, invita tutti alla cura di tanta bellezza. Poco o niente importa che i capolavori di Michelangelo Pistoletto, per quanto fragili, quasi fragilissimi, abbiano superato il tabù dell’unicità e che siano più che facilmente riproducibili a piacere, senza esagerati sforzi. La “Venere degli stracci” sarà ricostruita perché quella è la sua sostanza, come è nella sua natura essere nomade e vivere in diversi contesti urbani, scomponibile, trasportabile e assemblabile in altri siti, in altre città, in altre nazioni. Questo, però, non vuol dire che l’incendio vandalico di Piazza Municipio sia meno grave ma piuttosto che i piromani o il piromane sono troppo grezzi per comprendere la vuota inutilità del loro gesto. Non è bruciando i libri o le opere di arte che si contiene il flusso della creatività umana. Lascia molti dubbi, molte perplessità il fatto che al di là di questa furia distruttiva non ci sia una ideologia forte come quella degli iconoclasti, ma solo il nichilismo o la rabbia impotente di qualcuno che è ai margini dell’esistenza. La domanda, quella vera, autentica, infine è questa: perché la bellezza, sublimata dal gesto artistico, fa paura? Perché, per qualcuno, esiste l’impulso irresistibile a deturpare e bruciare qualunque cosa bella solo per il semplice fatto che è bella? Per rispondere non basta la razionalità, perché la bellezza artistica seduce e, nello stesso tempo, spaventa e quindi accade sempre che qualcuno cerchi di distruggere l’oggetto di tanta fascinazione. Ma, nel frattempo, la bellezza è già altrove. La bellezza, d’altra parte, è come il pensiero: cantava Lucio Dalla, “non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”.

Musica

Domani, martedì 18 luglio, allo Yachting Club secondo appuntamento del Magna Grecia Festival

“Songs Reloaded”: concerto al tramonto con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Angelo Valori

17 Lug 2023

Martedì 18 luglio alle 20, dunque al tramonto, secondo appuntamento con il Magna Grecia Festival nello Yachting Club di San Vito-Taranto. In programma “Songs Reloaded” con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Angelo Valori, e la straordinaria voce di Mariapia De Vito. Dopo il debutto con una serata “sold out” dedicata a Gershwin nell’Arena Villa Peripato, ecco l’annunciata serie di concerti al tramonto che godrà di alcune fra le cornici più suggestive dei nostri litorali.

«Questa edizione del Magna Grecia Festival – dichiara Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – crediamo rappresenti una delle dediche più belle al nostro tramonto; dopo l’esordio con le musiche di Gershwin, ecco una collezione di grandi brani d’autore riletti e impreziositi dagli arrangiamenti per orchestra sinfonica a cura del Maestro Angelo Valori, interpretati da una stella della canzone come Mariapia De Vito; a seguire altri eventi con dediche ai grandi della musica, da Sakamoto a Morricone, passando per Ravel e i Pink Floyd; protagonisti, come da programma, interpreti, musicisti e direttori di livello internazionale, elementi che per la gioia del nostro pubblico garantiranno momenti di altissimo profilo culturale».
Il Magna Grecia Festival è una rassegna realizzata dall’ico Magna Grecia in collaborazione con Comune di Taranto e Regione Puglia, e con il sostegno di Banca Bcc San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Programma Sviluppo, Comes, Ninfole Caffé, Varvaglione 1921, Baux cucine, Five Motors, Kyma Mobilità e Fondazione Puglia.

“Songs Reloaded” è una collezione di grandi brani d’autore riletti e impreziositi dagli arrangiamenti per Orchestra sinfonica del direttore e compositore Angelo Valori. Brani scritti ed interpretati da artisti come Bob Dylan, Tom Waits ed Elvis Costello, proseguendo con Sting, Joni Mitchell e Paul Simon. A restituire anima a una innumerevole serie di classici, la straordinaria voce di Maria Pia De Vito, nominata in una classifica annuale a cura della rivista americana “Down beat” tra i dieci Artisti dell’anno nella categoria “Beyond Artist” (insieme a nomi del calibro di Joni Mitchell e Caetano Veloso). Mariapia De Vito ha più volte vinto il referendum della critica “Top Jazz” indetto dalla rivista Musica Jazz, e il referendum popolare della rivista Jazzit, nonché il premio Musica e Dischi per la migliore produzione internazionale con il suo disco “Mind the Gap”. Fra i riconoscimenti, il Premio alla Carriera attribuitole dall’associazione Musica Oggi.

Questi gli altri appuntamenti con il Magna Grecia Festival:
Domenica 23 luglio alle 20 “Il Bolero di Ravel” in programma al Mon Reve Resort, con l’Orchestra Giovanile della Magna Grecia diretta dal Maestro Giuseppe La Malfa.
Sabato 29 luglio alle 20.00, “Sakamoto & Morricone” al Molo Sant’Eligio. I brani di due dei più grandi compositori eseguiti dall’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Paolo Vivaldi.
Giovedì 10 agosto alle 20.00 allo Yachting Club, “Pink Floyd’s legend”, viaggio nel tempo attraverso i brani che hanno segnato la storia del rock, dagli anni Sessanta ad oggi. Con Roberto Molinelli a dirigere l’Orchestra della Magna Grecia, anche la DNA Pink Floyd Tribute Band.
Domenica 13 agosto alle 20.00 all’Oasi dei Battendieri, “No limits music”. Di scena l’Orchestra della Magna Grecia con il grande violinista Alessandro Quarta.

 

Ingresso 5euro (più prevendita). Biglietti online su TicketSms

Info: Orchestra Magna Grecia Taranto – Via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935): orchestramagnagrecia.it . Il Magna Grecia Festival è presente anche su Facebook e Instagram.

Festival

Vicoli Corti compie 18 anni e si regala un’edizione large: il via già a luglio con un omaggio a Lina Wertmüller

17 Lug 2023

Vicoli Corti diventa maggiorenne e, per l’occasione, propone agli amanti del cinema più di un mese di interessanti appuntamenti. Il festival cinematografico organizzato dall’associazione Il Serraglio quest’anno giunge alla diciottesima edizione e ha stilato un ricco programma, a partire già da luglio, che culminerà con la storica sezione legata alle proiezioni di cortometraggi e lungometraggi, dal 17 al 21 agosto al castello di Massafra.

Intanto dal 20 luglio al 3 agosto, nell’atrio di Palazzo De Notaristefani in via Vittorio Veneto, si terrà una retrospettiva su Lina Wertmüller intitolata “Vicoli d’Amore e d’Anarchia”. Tre giovedì per tre differenti prospettive sull’opera della cineasta romana, pioniera, esempio e apripista per generazioni di registe e sceneggiatrici: si comincia il 20 luglio con la proiezione di “Film d’amore e d’anarchia ovvero: stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza”, pellicola del 1973 con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. Il 27 luglio sarà la volta di “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti”, film con Harvey Keitel e Angela Molina. Chiuderà l’omaggio alla Wertmüller, il 3 agosto, “Noi ce la siamo cavata”, il documentario di Giuseppe Marco Albano in cui, a trenta anni dall’uscita del film cult della regista romana “Io speriamo che me la cavo”, l’attore Adriano Pantaleo si mette sulle tracce dei suoi ex compagni di classe nel film. L’ingresso alle proiezioni è libero. È partner dell’iniziativa la Massafra World Library.

Il secondo momento di avvicinamento al festival è rappresentato dalla mostra fotografica “L’isola degli arrusi” di Luana Rigolli, che sarà ospitata nel Palazzo della Cultura “N. Lazzaro” dal 30 luglio al 30 agosto. Anche in questo caso sono previste delle proiezioni extra legate al tema della mostra.

La diciottesima edizione di Vicoli Corti. Cinema di Periferia ha il contributo e patrocinio del Comune di Massafra e rientra nell’ambito di Apulia CineFestival Network 2023 con il sostegno di Regione Puglia e Apulia Film Commission.

Dipartita

Mons. Luigi Bettazzi, mons. Farinella (Biella): “Autentico testimone di pace, pastore di una Chiesa accogliente, aperta al dialogo con tutti, sinodale ante litteram”

foto Cei
17 Lug 2023

“Come i Patriarchi biblici, vescovo del Concilio Vaticano II, carico dei suoi anni, ricco in umanità, saggezza e misericordia, uomo delle beatitudini secondo il Vangelo e ricco di una fede incrollabile e di una grande intelligenza spirituale e culturale, continuerà ad essere sempre l’autentico testimone di pace e il pastore di una Chiesa accogliente, aperta al dialogo con tutti, sinodale ante litteram, pronta a mettersi in gioco per la verità e per servire il bene comune, vicino a chi soffre”. Così il vescovo di Biella, mons. Roberto Farinella, ha commentato la scomparsa di mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, morto nella notte tra sabato e domenica.
Di origine canavesana, mons. Farinella ha ricordato che Bettazzi “è il vescovo che mi ha cresimato, ordinato diacono e presbitero ed infine, come vescovo conconsacrante mi ha ‘messo le mani sul capo’ all’ordinazione episcopale”. “Il vescovo Luigi – ha aggiunto mons. Farinella – è stato un autentico maestro con i suoi insegnamenti di vita, un vero Padre nei momenti belli e difficili della vita, e un grande esempio per il suo fiero amore alla Chiesa e l’impegno per la giustizia e la pace”. “Proverbiale – ha evidenziato il vescovo di Biella – è la sua carica umana e la sua capacità di intessere relazioni, improntate dal suo senso di arguzia e di allegria, forte quanto il suo impegno schietto per la giustizia, la pace e l’impegno per gli ultimi e gli indifesi”. Rammentando il legame che lo univa a mons. Bettazzi, il vescovo eporediese ieri ha raccontato che “ho avuto la grazia di potergli stare accanto ieri, nel suo ultimo sabato terreno, nella sua residenza di Albiano, mentre lucidamente e serenamente si avviava a varcare le porte della vita eterna. Circondato dalle persone che, da tempo, lo accudivano con grande amorevolezza, sostenuti dall’invito alla preghiera del vescovo di Ivrea mons. Edoardo Cerrato, incoraggiati dalle tante visite e attestazioni di riconoscenza e di amore al vescovo Luigi, che ricoprono un arco ecumenico per appartenenza di diverso credo religioso e impegno sociale e civile”.

Angelus

La domenica del Papa – Continuiamo a seminare

foto Vatican media/Sir
17 Lug 2023

di Fabio Zavattaro

Le braccia spalancate di papa Pio XII, quasi abbraccio alla folla del quartiere romano di San Lorenzo, dopo il bombardamento: 19 luglio del 1943. È l’immagine evocata da papa Francesco con le sue parole, nel dopo angelus di domenica, quando parla di tragedie che si ripetono, come oggi in Ucraina, preghiera per un popolo che soffre tanto: “com’è possibile? Abbiamo perso la memoria? Il Signore abbia pietà di noi e liberi la famiglia umana dal flagello della guerra”.
Angelus nel giorno in cui il Vangelo di Matteo ci propone la parabola del seminatore, Gesù come un agricoltore che semina prima ancora di raccoglierei frutti e “bruciare la paglia con un fuoco inestinguibile” come diceva Giovanni Battista. Con una lettura superficiale si potrebbe dire che non tiene conto del terreno in cui cade il seme, un contadino distratto. Ma lui, il Signore, continua a seminare potremmo dire con pazienza e speranza; certo conosce i terreni, e sa che i primi tre, la strada, il terreno sassosi e i rovi, non porteranno alcun frutto, ma continua a seminare con tenacia e fiducia: sono “i sassi della nostra incostanza e le spine dei nostri vizi che possono soffocare la parola, eppure spera – dice papa Francesco – spera sempre che noi possiamo portare frutto abbondante”. Poi ecco il quarto terreno, il terreno buono che darà frutto anche al di là delle aspettative.
Nel linguaggio di Gesù la parabola aveva la funzione di far comprendere facilmente, attraverso immagini e esempi di vita quotidiana, il senso del suo discorso; il suo non era un linguaggio complicato come usavano i dottori della legge del tempo. E la semina – “immagine molto bella” dice il papa – è utilizzata da Gesù per “descrivere il dono della sua parola”: il seme è piccolo ma “fa crescere piante che portano frutti”. Il Vangelo è “un piccolo libro semplice e alla portata di tutti che produce vita nuova in chi lo accoglie”.
Matteo pone in primo piano il seminatore e il seme perché noi siamo il terreno e dipende da noi l’efficacia della semina. Con Isaia, la prima lettura, il legame tra Antico e Nuovo testamento, sappiamo che la pioggia e la neve non ritornano al cielo senza aver irrigato e fatto germogliare la terra, così la parola pronunciata dal Signore non tornerà da lui senza aver prodotto frutti.
Anche noi siamo chiamati a seminare continuamente senza stancarci, afferma Francesco. Così, per spiegare meglio il senso delle sue parole, propone alcuni esempi, innanzitutto i genitori: “seminano il bene e la fede nei figli, e sono chiamati a farlo senza scoraggiarsi se a volte questi sembrano non capirli e non apprezzare i loro insegnamenti, o se la mentalità del mondo rema contro”. Il seme buono resta e “attecchirà a tempo opportuno”, per questo non bisogna cedere alla sfiducia e lasciare “i figli in balia delle mode e del cellulare, senza dedicare loto tempo e senza educarli”, altrimenti “il terreno fertile su riempirà di erbacce”.
Poi i giovani che “possono seminare il Vangelo nei solchi della quotidianità”, con la preghiera “piccolo seme che non si vede” e che Gesù può far maturare. Ancora il tempo da dedicare agli altri, a chi ha bisogno: “può sembrare perso – ha affermato – e invece è tempo santo, mentre le soddisfazioni apparenti del consumismo e dell’edonismo lasciano le mani vuote”. Infine, lo studio: “è faticoso e non subito appagante, come quando si semina, ma è essenziale per costruire un futuro migliore per tutti”.
Una parola, infine, per i “seminatori del Vangelo”, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nell’annuncio che “vivono e predicano la Parola di Dio spesso senza registrare successi immediati”. Francesco li ha esortati a non dimenticare che “anche dove sembra non succeda nulla, in realtà lo Spirito Santo è all’opera e il regno di Dio sta già crescendo, attraverso e oltre i nostri sforzi”. Così invita tutti a fare memoria a quando è iniziata la fede in ognuno di noi, forse anni dopo l’incontro un testimone che ha posto la parola di Dio nella nostra vita. Angelus che termina con alcune domande: “getto qualche seme di Vangelo nella vita di tutti i giorni: studio, lavoro, tempo libero? Mi scoraggio o, come Gesù, continuo a seminare, anche se non vedo risultati immediati?”.

Diseguaglianze territoriali

Autonomia differenziata, mons. Battaglia (Napoli): “Rompe concetto di unità, lacera senso di solidarietà, divide il Paese, accresce la povertà, cancella conquiste democratiche”

foto Siciliani-Gennari/Sir
17 Lug 2023

“La bellezza della nostra Costituzione è nella inscindibile unità tra autonomie e solidarietà, tra libertà individuale e azione sociale, tra ricchezza individuale e ricchezza complessiva, tra singoli territori e unità territoriale. Tra regioni e nazione. Tra comuni e Stato, tra pluralismo e compattezza”. Lo scrive l’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, in una lettera aperta sull’autonomia differenziata. Dicendosi “preoccupato seppur non rassegnato”, il presule parla da quella “terra di confine” che è la sua “Napoli” per ricordare “che al centro di ogni divenire sociale c’è la persona, non l’individuo singolo privo di tutto quel corredo umano che fa l’uomo l’essere speciale che è”. “L’autonomia differenziata, per quanto la si voglia edulcorare con nuovi innesti terminologici che la gente non comprende, rompe questo concetto di unità, lacera il senso di solidarietà che è proprio della nostra gente, divide il Paese, accresce la povertà già troppo estesa ed estrema per milioni di italiani. Infine, cancella d’un colpo quel bagaglio ricchissimo di conquiste democratiche realizzato dalle lotte popolari dal Risorgimento a oggi”, la denuncia dell’arcivescovo.
“Abbiamo di recente visto che da soli non si va da nessuna parte, che anche le zone ricche subiscono il rischio di diventare povere e di incontrare la sofferenza e il dolore. Il terribile terremoto e la devastante alluvione, che in due ravvicinate ‘sventure’ ha subito la nobile e fiera Emilia Romagna, hanno visto ancora una volta la straordinaria grandezza del popolo italiano. La solidarietà è partita subito. Specialmente dal Sud il cuore della generosità è volato su quelle terre così duramente colpite”, ricorda mons. Battaglia. “Nessuno ha fatto i conti della spesa. Qui al Sud si è pregato e tifato – ha aggiunto il presule – e si è gioito quando il Governo ha elargito somme considerevoli, che anche qui sono considerate insufficienti per far tempestivamente rinascere quella parte della nostra Italia”. L’arcivescovo avverte: “Il territorio è la prima ricchezza che hanno i poveri, indebolirglielo è colpa grave, non solo politica. Le ferite ai territori, in qualsiasi modo inferte, sono ferite sulle carni già aperte dei poveri. Sfugge ai responsabili della cosa pubblica il significato della parola gente, della parola popolo. Della parola comunità. Essa ha valore se si comprende che gente, popolo, comunità, è la ‘Persona’, con tutto il suo carico di diritti inalienabili”.

Diocesi

I solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. del Monte Carmelo a Martina Franca

15 Lug 2023

Anche quest’anno in occasione dei suoi 310 anni dalla fondazione, l’arciconfraternita del Carmine di Martina Franca organizza i solenni festeggiamenti della sua Titolare. Momento tanto atteso per la comunità, per il quartiere e l’intera città della Valle d’Itria. A Maria siamo soliti affidare le nostre preoccupazioni, le nostre mancanze… a Lei vogliamo affidare le preoccupazioni del mondo cha ha bisogno di respirare pace. Il nostro sodalizio che conta circa 1000 iscritti continua a portare avanti quelle tradizioni che ci sono state tramandate dai nostri predecessori e che hanno portato avanti sapientemente quella che è la devozione della vergine, spetta a noi il compito di continuare il cammino lasciando alle generazioni future quella strada di fede che solo con Maria possiamo trovare.

L’arciconfraternita del Carmine di Martina Franca invita l’intera cittadinanza a unirsi a noi in questo momento di preghiera durante i giorni della novena intitolata a Maria SS. DEL MONTE CARMELO.

“Sospinti dall’azione della Spirito Santo, con la protezione della Vergine Maria, camminiamo insieme”

 

Questo il programma religioso e civile.

Giovedi 13 LUGLIO

ore 19: santa messa con unzione degli infermi con la presenza di Unitalsi, Croce rossa italiana e Misericordia

*da Venerdi 14 a Sabato 22 LUGLIO

ore 7.15: Lodi mattutine

ore 8: santa messa

ore 17: confessioni

ore 19.30: Santo Rosario

ore 20: santa messa – Novena animata da fra Vincenzo Chirico, parroco e superiore a San Pasquale di Baylon a Taranto

Venerdi 14 LUGLIO

Messa di ringraziamento per il dono del sacerdozio

Sabato 15 LUGLIO

ore 22.00: Veglia Mariana

Domenica 16 LUGLIO

ore 6/7/8/9/10/20.30 e 22.00: s. messe ore 11: s messa presieduta da mons. Ciro Miniero, coadiutore dell’arcidiocesi di Taranto. Professione di nuovi associati all’arciconfraternita, seguirà supplicaalla Vergine del Monte Carmelo

ore 18.30: S. Messa con Ammissione al noviziato e rinnovo delle promesse al Terz’Ordine Carmelitano

Martedi 18 LUGLIO

La celebrazione serale sarà animata dal Terz’Ordine Carmelitano

Mercoledi 19 LUGLIO

La celebrazione serale sarà animata dai bambini e ragazzi del catechismo e dall’ACR con le loro famiglie

Giovedì 20 LUGLIO

La celebrazione serale sarà animata dall’Azione Cattolica Italiana parrocchiale

Venerdi 21 LUGLIO

ore 18.30: Catechesi comunitaria guidata da fra Vincenzo Chirico Giornata del Volontariato, celebrazione serale con la presenza delle associazioni di volontariato della città

Sabato 22 LUGLIO

ore 18.45: Benedizione consegna degli abitini della

Vergine del Carmine ai bambini e alle mamme in attesa

Domenica 23 LUGLIO

ore 7.00 – 8.00 – 9.00 – 11.00 – 12.00: Ss. Messe ore 10.00: S. Messa presieduta da S. Ecc. mons.

Gjergi Meta, vescovo di Rreshen in Albania, in lingua albanese

ore 18.00: S. Messa presieduta da S. Ecc. mons. Gjergj Meta, vescovo di Rreshen in Albania

ore 19.30: Solenne processione per le seguenti vie:

via Pergolesi, via Donizetti, piazza Mario Pagano, via Rossini, via Mercadante, via Paisiello, c.so Italia, piazza XX Settembre, piazza Roma, via Bellini, rientro in parrocchia con consacrazione della città alla Vergine

 

PROGRAMMA CIVILE

 Domenica 16 LUGLIO

Dalle ore 8.00 alle ore 12.00: giornata della donazione AVIS.

Complesso bandistico “Città di Martina Franca” direttore-maestro Caterina Santoro associazione Armonie d’Itria, giro per le vie della città

Venerdi 21 LUGLIO

Durante la giornata sarà possibile portare viveri che verranno donati alla caritas parrocchiale

Sabato 22 LUGLIO

ore 20.00: Accensione della grandiosa illuminazione della ditta “ILLUMINA” di Rocco Micolani

ore 21.00: Spettacolo di musica leggera con   – – VEGA 80° in collaborazione con l’AVIS – –

Domenica 23 LUGLIO

ore 11 e 21.30: Concerto musicale con: “premiato gran concerto bandistico città di Gravina di Puglia” direttore e concertatore M° Giuseppe BASILE

ore 23.45: Spettacolo fuochi pirotecnici in Valle d’Itria

*Mercoledi 26 LUGLIO

ore 19: messa di ringraziamento

Addobbo e parata liturgica: “Allestimenti sacri multiservizi” di Taranto

Addobbo floreale: “il Bocciolo” di Martina Franca

Liturgia animata dal m° Egidio Cofano

Fuochi pirotecnici: “Itria FIREWORKS* di Martina Franca in collaborazione con le aziende Marraffa S.r.l. e Werent S.r.l.