Popolo in festa

Mons. Ciro Miniero a Martina: “La visita di Santoro in Russia è un segno di pace”

15 Lug 2023

di Ottavio Cristofaro

L’arcivescovo coadiutore di Taranto, mons. Ciro Miniero, ha presieduto il solenne pontificale nell’ambito dei festeggiamenti per i santi patroni Martino e Comasia a Martina Franca.

«San Martino è stato un uomo di pace e un uomo di fraternità, un uomo di carità e veramente possiamo sempre cogliere questi tre aspetti nella nostra vita – ha detto mons. Ciro Miniero – purtroppo il tema dominante della nostra realtà umana è la mancanza di pace, la mancanza di fraternità. Ci aiuti, invece, l’esempio di San Martino a spingerci sempre in avanti, perché vale la pena spendere tutte le nostre capacità e tutte le nostre possibilità nella pace, perché ritroviamo in essa la possibilità di crescere veramente nella dignità umana, nella fraternità e nell’amicizia con tutti».

Nella Basilica di San Martino ha rivolto un messaggio all’arcivescovo Filippo Santoro, che – ha detto mons. Miniero – «è in Russia proprio per portare un piccolo segno, l’immagine di San Nicola. Un piccolo segno ma come segno di pace, segno che certamente darà il suo frutto. Preghiamo particolarmente per lui e lo sosteniamo con il nostro affetto e la nostra attenzione».

Popolo in festa

La festa della Beata Vergine del Monte Carmelo

14 Lug 2023

di Angelo Diofano

Sono in corso a Taranto i festeggiamenti in onore della Beata Vergine del Monte Carmelo, a cura dell’arciconfraternita del Carmine.
Questo è il programma delle due giornate conclusive:

Sabato 15, in piazza Carmine, alle ore 19.30 santa messa con i battesimi dei figli di confratelli e consorelle, l’aggregazione di 14 consorelle e l’offerta dell’incenso da parte dei novizi; al termine, offerta del cero e venerazione del simulacro da parte delle consorelle, dei confratelli, dei novizi e del popolo di Dio.

Alle ore 21, in piazza Carmine, spettacolo della ConTurBand.

Domenica 16, solennità della Beata Vergine del Monte Carmelo, sante messe si terranno alle ore 8 e alle ore 9.

Alle ore 10, celebrazione eucaristica presieduta dal padre spirituale dell’arciconfraternita mons. Marco Gerardo con solenne professione di 33 nuovi confratelli.

Alle ore 11, giro della banda musicale per le vie del Borgo.

A mezzogiorno, recita della supplica.

Alle ore 18.30, in piazza Carmine, celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro; alle ore 19.30, processione con la partecipazione dei confratelli, delle consorelle e dei  piccoli  che stanno prendendo parte al percorso formativo confraternale. Presteranno servizio i complessi bandistici “Giovanni Paisiello” di Palagiano (diretto dal m. Roco Cetera) e “Giuseppe Chimienti di Montemesola (diretto dal m. Lorenzo De Felice).

Questo l’itinerario della processione: via D’Aquino, piazza Immacolata, via Berardi, via Anfiteatro, corso Ai Due Mari (con sosta per lo spettacolo pirotecnico della ditta Itria Fireworks di Martina Franca), via D’Aquino, piazza Carmine.

Dopo il rientro della processione, concerto in piazza (rallegrata dalle luminarie della ditta Faniuolo di Putignano) eseguito dal complesso bandistico “Giuseppe Chimienti” di Montemesola.

Intanto è in svolgimento l’iniziativa solidaristica de “Ristoranti solidali” con la preparazione di 50 pasti completi (primo, secondo e contorno) per due giorni al mese tra il 10 luglio e il 10 ottobre. Se ne fanno carico sei ristoranti cittadini:  La Paranza, Da Biagio, MòMò, Al Gatto rosso, La Fattoria, Core Restaurant. La delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro e  l’Ordine dei Notai di Taranto si occupano della fornitura di 5.400 contenitori per i 1.800 pasti complessivi mentre il Comune, attraverso l’assessore Cosimo Ciraci, si fa carico del trasporto dei pasti alla mensa dell’arciconfraternita (ubicata al centro d’accoglienza per i senza fissa dimora in Città vecchia) tramite la Protezione civile e il Comando di Polizia Municipale.

Città

Al “Mare oltre le barriere”, un progetto di accessibilità alle spiagge pubbliche

Finanziato con i fondi ex Ilva, conferma la grande sensibilità dell’amministrazione Melucci nei confronti delle fragilità

foto Piera Sileno (fb)
14 Lug 2023

Il progetto “Mare oltre le barriere”, finanziato con i fondi ex Ilva, conferma la grande sensibilità dell’amministrazione Melucci nei confronti delle fragilità.
Approvato recentemente in giunta, consentirà con un investimento di circa 60mila euro di intervenire quest’anno sulle spiagge pubbliche di Lido Azzurro, viale Del Tramonto, Tramontone e isola amministrativa, attraverso l’installazione di nuove passerelle d’accesso. Il progetto, inoltre, prevede anche un servizio di accompagnamento dedicato ai diversamente abili, che sarà effettuato da enti del terzo settore individuati attraverso una procedura di evidenza pubblica. L’intero percorso è stato condiviso con le tante associazioni che hanno contribuito alla stesura del Piano di Zona.
«Questa iniziativa scaturisce dalla sfida proposta dai consiglieri comunali di maggioranza Goffredo Lo Muzio ed Elena Pittaccio – ha spiegato l’assessore Gabriella Ficocelli – che hanno sollecitato il lavoro di squadra e sinergico tra gli assessorati ai Servizi Sociali e Patrimonio. Entrambi hanno messo mano alla realizzazione di questo progetto, che sta prendendo vita portandoci al “Mare oltre le barriere”. L’avviso per gli enti del terzo settore, disponibile sul sito istituzionale dell’ente alla pagina https://bit.ly/44Fd4j5, scadrà il prossimo 23 luglio e partirà indicativamente nel mese di agosto. Per il lavoro svolto sento di dover ringraziare la struttura commissariale di Ilva in amministrazione straordinaria, consulenti e uffici delle direzioni Patrimonio e Servizi sociali, che hanno collaborato fattivamente».

Premio

Questa sera, al Mudi di Taranto, la première della XXVI edizione dei Magna Grecia Awards 2023

14 Lug 2023

Oggi, venerdì 14 luglio, al Museo diocesano di Arte sacra di Taranto, a partire dalle ore 21, si terrà la première della XXVI edizione dei Magna Grecia Awards, premio internazionale istituito nel 1997 con l’obiettivo di valorizzare l’operato di uomini e donne che hanno saputo dare un contributo significativo alla società attraverso la propria arte. L’edizione 2023 si intitola “Mi ritorni in mente”, un invito a riflettere sulle proprie radici e a riscoprire l’importanza di mantenere viva la memoria, costruendo oggi il ricordo indelebile che muoverà il domani.
Tra le grandi novità di quest’anno c’è la presidenza del premio affidata a Remon Karam, giovane egiziano che a 14 anni è arrivato da rifugiato in Italia a bordo di un barcone e che oggi, a 23 anni, è impegnato per la difesa dei diritti umani. Remon è il protagonista del libro “Il mare nasconde le stelle” scritto da Francesca Barra. “L’invito che mi è stato fatto mi ha sorpreso e lusingato allo stesso tempo”, spiega Remon. “Nel 2016 ho ricevuto il premio Magna Grecia, è stata la mia prima premiazione internazionale. Tornarci oggi da presidente, a distanza di anni, mi commuove e mi emoziona. Ai Magna Grecia Awards mi lega la battaglia per il sociale e per la diffusione di messaggi legati ai diritti umani e difenderli”. A completare il board dei Magna Grecia Awards 2023 c’è il presidente onorario Giuseppe Antoci, già presidente del Parco dei Nebrodi e presidente onorario della fondazione “Antonino Caponnetto”, simbolo della lotta alla mafia, il presidente del Comitato Scientifico, l’oncologo di fama internazionale prof. Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, scienziato che lotta contro il cancro e l’inquinamento, e Andrea Caschetto, portavoce e direttore delle attività solidali, l’Ambasciatore del Sorriso.
Nell’anteprima di domani a Taranto sarà presentato l’intero calendario dell’edizione 2023, ma saranno anche assegnati i primi Magna Grecia Awards 2023, alla conduttrice radiofonica Ema Stokhoma, all’attore Federico Cesari, al reporter Francesco Malavolta, alla giornalista Giovanna Pancheri, allo spiderman italiano degli ospedali pediatrici Mattia Villardita, all’attivista italo-iraniana Pegah Moshir Pour e all’attrice Valentina Romani.
Durante gli anni il Festival si è distinto per la creazione di talk informali su temi variegati, sempre di grande interesse, animati da alte personalità del mondo culturale, politico, industriale, della televisione, della moda, dello stile, dell’arte, dei new media e della legalità.
Anche quest’anno la kermesse vedrà la partecipazione di tanti ospiti, fra personaggi della cultura, della comunicazione, dello spettacolo e dell’imprenditoria, accanto a giovani talenti e influencer di punta del panorama italiano, allo scopo di consolidare la connessione avviata oramai da tempo con le nuove generazioni e i loro linguaggi.
Per maggiori informazioni
Ufficio Stampa APR
Vincenzo Avveniente, tel. 349.3718302 – mail: vincenzoavveniente@gmail.com
Angelica Scarcelli, tel. 327.1085155 – mail: angyscarcelli@hotmail.it

Ecclesia

Il 23 novembre, il card. Zuppi ricorderà don Tonino Bello a Lecce

foto patriarcato di Mosca
14 Lug 2023

Adesso è ufficiale: il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, sarà a Lecce il 23 novembre prossimo. Un appuntamento per incontrare sacerdoti e laici, riflettere con loro sulle urgenze della pace in chiave evangelica e raccontare la sua esperienza di missione in Ucraina ed in Russia che lui stesso ha posto sotto l’ala della profezia di don Tonino Bello, del quale quest’anno è stato celebrato il trentesimo anniversario della morte.
L’arcivescovo celebrerà anche una messa in cattedrale assieme all’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, ai vescovi della metropolia, con il clero diocesano e i fedeli.

Eventi formativi

Esperienza di preseminario per 20 ragazzi della diocesi

14 Lug 2023

di Angelo Diofano

Giunti dalle parrocchie San Carlo Borromeo di San Marzano, San Giuseppe Moscati, Regina Mundi di Martina Franca, SS.Annunziata di Grottaglie, San Pasquale Baylon di Lizzano, San Francesco d’Assisi di Crispiano e San Giovani Battista di Monteiasi, circa venti ragazzi  tra i 12 e i 17 anni  (con esperienza di ministranti o di  partecipanti agli ultimi incontri vocazionali) hanno preso parte alle giornate esperienziali-vocazionali svoltesi dal 23 al 25 giugno al seminario arcivescovile.

“«Guarda in cielo e conta le stelle!» In cammino con Abramo” è stato il tema proposto dall’équipe del Poggio Galeso, con cui i ragazzi hanno riflettuto sull’esperienza del Patriarca, sollecitato da Dio a uscire dalla propria terra per un progetto che ha contemporaneamente del meraviglioso e dell’incredibile. Quattro le parole chiave trattate prendendo spunto dalla vicenda biblica: Ascolto, Alleanza, Fraternità, Dono. Per ognuna di essa è stata realizzata una drammatizzazione, seguita da momenti di riflessione, condivisione, gioco, laboratori creativi e di preghiera. Il tutto, sotto la guida dell’équipe del Poggio Galeso (il rettore del seminario don Francesco Maranò, il vice rettore don Francesco Manisi e il padre spirituale don Lucangelo de Cantis), con l’aiuto di suor Maria Grazia Rizzo (delle Figlie di Maria Ausiliatrice) e dei coniugi Valeria e Dany Colucci. Particolarmente prezioso è stato l’apporto dei seminaristi, che hanno dato testimonianza del loro essere gruppo unito, compatto e gioioso, quale stimolo per ciascuno a verificare la chiamata a un cammino vocazionale o, comunque, alla sequela del Signore. Grande interesse ha inoltre suscitato l‘incontro con don Lucangelo de Cantis sul tema della vita spirituale.

La giornata di sabato 24 ha avuto come momento centrale la celebrazione della santa messa presieduta da don Ciro Santopietro, parroco di uno dei seminaristi, come  don Andrea Casarano, che hanno partecipato anche al pranzo svoltosi in clima particolarmente festoso.

Al termine delle tre giornate, i partecipanti hanno espresso la loro soddisfazione per la riuscita dell’esperienza all’equipe del seminario; in particolare uno di loro ha espresso ai genitori il desiderio di partecipare ai prossimi incontri vocazionali, che inizieranno nel mese di ottobre.

Salute

Vacanze a misura di bambino: i consigli dei pediatri del Bambino Gesù

foto Siciliani-Gennari/Sir
14 Lug 2023

Quanto aspettare prima di fare il bagno, cosa fare in caso di punture di insetto o medusa o durante un viaggio in auto. Al mare, in montagna o in città, gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù offrono un vademecum utile ai genitori per affrontare con serenità l’estate in compagnia dei propri figli. Tanti i consigli: dalle punture delle zanzare a quelle delle meduse, dall’alimentazione all’abbigliamento. E poi ancora i suggerimenti su come affrontare il mal d’auto. Un articolo e un’intera sezione dedicata sul sito www.ospedalebambinogesu.it. Nel vademecum, si possono trovare le indicazioni dei medici sulle ore in cui uscire e quelle invece da evitare. Secondo gli esperti, i bambini al di sotto dei 6 mesi è preferibile non esporli mai ai raggi diretti del sole mentre tra i 6 mesi e i 2 anni è consigliabile evitare l’esposizione tra le 10.30 e le 18.30.  Vanno privilegiati i tessuti naturali e traspiranti, come il lino e il cotone, meglio di colore chiaro. Riguardo invece a cosa mangiare quando fa caldo, gli esperti consigliano di ridurre l’apporto calorico, in particolare quello dato da cibi grassi ed una dieta più ricca di frutta e verdura. È inoltre “sconsigliabile” far fare il bagno al di sotto dei 6 mesi poiché la delicata pelle del bimbo sarebbe esposta troppo precocemente al sole. Per la montagna, invece, gli esperti avvertono che un bambino ha la stessa tolleranza di un adulto per l’alta quota, “a condizione che non abbia particolari problemi di salute e abbia più di 3 mesi di vita in quanto, al di sotto di questa età, vi è ancora una immaturità polmonare”. Nel vademecum, si possono trovere anche consigli utili per trattare le punture di tracine, meduse e zanzare.

Ricordo

L’elogio della lentezza prima del tempo: lo sguardo dolente e talvolta profetico di Milan Kundera

foto Sir
13 Lug 2023

di Marco Testi

La scomparsa di Milan Kundera, che era nato a Brno nel 1929, non significa solamente la perdita di un grande scrittore, ma una frattura nello spazio tempo del secolo breve: i suoi libri, anche il celebre “L’insostenibile leggerezza dell’essere” (1984) rappresentano infatti uno dei quadri più critici, radicali, e nel contempo oggettivi di un tempo in cui la libertà sessuale si scontrava con il presunto eden dei comunismi dell’Europa orientale, in cui l’ideale del sentimento doveva fare i conti con la malinconia dell’abitudine, della disillusione, della materia, della fine.

Uno scrittore grande e però confinato nei limiti del suo tempo, politica compresa? Chi verrà poi, da qui a cinquant’anni, potrà iniziare il pericoloso gioco delle definizioni conclusive o pseudo tali, e però possiamo iniziare a dire che sì, Kundera è stato il lucido, fin troppo, fino alla distorsione dettata dalla melanconia, narratore e poeta di un tempo di disillusioni, in cui i grandi ideali di una società di eguali si sfaldavano sotto i colpi di eserciti chiamati “fraternamente” a rimettere le cose a posto a suon di cannonate e massacri. L’allora Cecoslovacchia (Brno fa parte ora della Repubblica Ceca) era stata teatro di queste contraddizioni, in cui il grande padre interveniva a salvare il comunismo dalle trappole della “finta democrazia borghese”. Il suo essere per le riforme di quel socialismo gli è costato l’esilio in Francia, dopo i vieti di pubblicazione e il licenziamento da docente universitario.
L’amore, il costume, le contraddizioni, il riconoscimento della casualità e della contaminazione delle cose ne hanno fatto uno degli specchi laici di una realtà in cui il dolore, la dimenticanza, l’assenza si annidano dietro i tanto sbandierati sentimenti, i proclami politici, le sorti magnifiche e progressive già aborrite dal nostro Leopardi. E la citazione del recanatese non è qui gratuita. Un evidente scetticismo, il rifiuto di una storia progressiva, la messa da parte degli -ismi, vale a dire dall’appartenenza a scuole di pensiero sedicenti risolutive dei problemi umani sono stati gli elementi portanti del suo essere e della sua scrittura.

Anche se un titolo edenico come “L’uomo è un grande giardino” ha segnato l’ingresso nella letteratura di Kundera, seppure non ancora come narratore, ma come poeta. Già dal titolo di tre sue raccolte di racconti, “Gli amori ridicoli”, che conoscono un certo successo, si intuisce la visione del mondo dello scrittore: uno sguardo impietoso, che va oltre il mostrare all’esterno ed entra dentro le contraddizioni e il non detto delle umane storie. E la storia stessa inizia ad essere vista con il sospetto di insensatezza e dimenticanza.

Nel suo romanzo più letto in occidente, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, divenuto poi film con il regista Philip Kaufman, questi elementi precipitano in una narrazione in cui tradimenti, abbandoni non desiderati ma insensatamente necessari, primavera di Praga e successiva repressione, possibilità di carriera, suo rifiuto e progressivo autoannullamento, in poche parole caduta del senso hegeliano e necessario della storia, quella grande e quella di ognuno, sono gli ingredienti fondamentali.

Ma anche altrove, ad esempio in “La lentezza”, Kundera rappresenta la tendenza alla falsificazione del mondo, con l’attacco anche al pensiero d’occidente ritenuto spesso utopistico e irreale e con la profetica allusione ad una velocità consumistica e volgare e la rivalutazione di una lentezza che significa anche memoria e ricordo, in qualche modo sopravvivenza in un mondo apparentemente privo di quel senso.
La stessa notorietà pubblica era da lui vista come inautenticità, obbligo di replicare una parte preparata di sé, e non la verità. Per questo è vissuto sempre appartato e al di fuori dei palcoscenici anche virtuali che la modernità veloce propone come unica possibilità di affermazione mordi e fuggi. Cosa che, grazie a questa coerenza, non accadrà alla sua memoria.

Ecclesia

“Ponti per il Vangelo tra memoria e profezia”

A Nardò avrà luogo l’iniziativa formativa estiva dell’Ufficio catechistico diocesano

13 Lug 2023

di Angelo Diofano

Dal 14 al 16 luglio all’Oasi Tabor di Nardò avrà luogo l’iniziativa formativa estiva dell’Ufficio catechistico diocesano dal titolo “Ponti per il Vangelo tra memoria e profezia”.  S’intende così dare compimento all’itinerario iniziato col convegno dello scorso ottobre che è poi proseguito nella diocesi con gli incontri vicariali e il triennio di formazione di base.

Questa lunga citazione di papa Francesco (tratta dall’udienza del 12 aprile 2023) spiega bene il senso del week end formativo: “Lo zelo evangelico è l’appoggio su cui si basa l’annuncio, e gli annunciatori sono un po’ come i piedi del corpo di Cristo che è la Chiesa. Non c’è annuncio senza movimento, senza “uscita”, senza iniziativa. Questo vuol dire che non c’è cristiano se non in cammino, non è un cristiano se il cristiano non esce da sé stesso per mettersi in cammino e portare un annuncio. Non c’è annuncio senza movimento, senza cammino. Non si annuncia il Vangelo da fermi, chiusi in un ufficio, alla scrivania o al computer facendo polemiche come “leoni da tastiera” e surrogando la creatività dell’annuncio con il copia-e-incolla di idee prese qua e là. Il Vangelo si annuncia muovendosi, camminando, andando”.

Quanto avverrà in queste tre giornate (spiegano gli organizzatori) è stato pensato come tempo per gustare la formazione attraverso l’ascolto reciproco e la ricerca comune, con l’orecchio teso alla voce dello Spirito. La preghiera è, infatti, il filo rosso di tutte le giornate, mentre lo stile del laboratorio diventa disponibilità a lasciarsi plasmare da parole, cose, persone.

L’apertura dei lavori, dopo l’introduzione di don Lucangelo de Cantis, è affidata ai rappresentanti dell’Ufficio catechistico di Lecce: don Stefano Spedicato, direttore, e Anna Petrachi e Francesca Rizzo, componenti  della sua équipe, che daranno le coordinate della catechesi oggi, alla luce della “Evangelii gaudium”.

Nella mattina del sabato, spazio al confronto sul tema della formazione dei catechisti con la tavola rotonda guidata da Paolo Simonetti con i catechisti della parrocchia Sant’Egidio di Taranto; nel pomeriggio Teresa Di Mitri e Anna Lippolis, dell’équipe tarantina, animeranno un laboratorio dedicato all’identikit del catechista. Nella giornata di domenica don Lucangelo de Cantis guiderà un tempo di preghiera e di ascolto della Parola che culminerà con la celebrazione eucaristica.

Ecclesia

La nuova app Bibbia della Cei, Vincenzo Corrado: “Tecnologia a servizio dell’annuncio”

È un progetto sostenuto dalla Segreteria generale della Cei sotto la supervisione del settore dell’apostolato biblico dell’Ufficio catechistico e dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali

foto Sir/Marco Calvarese
13 Lug 2023

di Riccardo Benotti

“Ogni nostra iniziativa, legata alla comunicazione, è sempre attraversata dalla linfa vitale dell’annuncio e dell’evangelizzazione. In caso contrario perderebbe la sua specificità. La tecnologia, dunque, può essere a servizio dell’annuncio”. Così Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, presenta la nuova app Bibbia Cei: uno strumento di consultazione dei testi biblici adatto ai dispositivi di ultima generazione disponibile su Apple Store e Google Play.

Vincenzo Corrado foto Siciliani – Gennari/Sir

La tecnologia a servizio dell’annuncio?
Nel ventaglio delle possibilità, che certamente hanno a che fare con l’uso sapiente dell’evoluzione tecnica, va annoverato l’impegno per la diffusione della Parola nel digitale. Un’esperienza che risale ormai al 2000 è quella del sito BibbiaEdu.it, che permette di “incontrare e navigare” la versione Cei della Bibbia del 2008 e da cui ha preso forma la App Bibbia Cei, ora completamente rinnovata.

Quali sono le principali novità?
L’app offre tutti i servizi del sito www.bibbiaedu.it consentendo così di accedere e mettere a confronto la traduzione della versione della Bibbia Cei del 2008 con tutti gli altri testi ufficiali in italiano, ebraico e greco.

A differenza del passato, può essere utilizzata anche in modalità offline. È accessibile dai dispositivi di ultima generazione, permettendo di personalizzare il contrasto e le dimensioni del carattere per le persone con difficoltà visive. App e sito BibbiaEdu.it contengono i testi della Bibbia Cei (2008 e 1974), della Bibbia Interconfessionale, dell’Antico Testamento in ebraico e greco, del Nuovo Testamento in greco e della Nova Vulgata.

La Chiesa italiana prosegue nella presenza digitale?
In poche settimane abbiamo avuto migliaia di riscontri; complessivamente, tra vecchi e nuovi download, siamo a oltre 106.000 per la versione Apple e quasi 30.000 per la versione Android. Questa nuova app ha infatti aggiornato la precedente. E i numeri confermano la bontà del progetto e sono anche stimolo ad andare avanti con altre novità. Non dimenticando peraltro che il sito BibbiaEdu.it mette a disposizione anche alcuni audio dei testi: è un progetto in via di sviluppo che vorremmo integrare sulle piattaforme podcast.

La presenza digitale continua con quella motivazione all’origine del sito e dell’app: strumenti per “visionare, scomporre, richiamare, studiare la Parola che sta a fondamento della fede e della vita della comunità cristiana, patrimonio culturale e spirituale dell’umanità intera”.

foto Siciliani – Gennari/Sir

Al progetto della nuova app ha partecipato anche l’Ufficio catechistico nazionale. Don Dionisio Candido, responsabile del Settore dell’apostolato biblico: perché una Bibbia digitale?
La Bibbia nasce come raccolta di libri che contengono la Parola di Dio. In altri termini, il Dio della Bibbia è un Dio che desidera comunicare, entrare in dialogo, relazionarsi con l’uomo. Nell’era digitale non si può non pensare ad un approdo della Parola orale e scritta anche nella sfera del digitale.

È un grande servizio per rendere ancora più accessibile la fonte della fede cristiana e per apprezzare con facilità i testi e le traduzioni che nel tempo sono stati prodotti.

Cosa rappresenta questa iniziativa per la catechesi e l’apostolato?
Se la catechesi è “l’eco della Parola di Dio” mettere questi testi gratuitamente a disposizione del pubblico più ampio significa favorire il ritorno alle radici. Non esiste catechesi e apostolato biblico appunto senza Bibbia. Le grandi narrazioni bibliche come quelle di Abramo, di Mosè, di Pietro, di Maria sono state le prime catechesi: erano i racconti delle esperienze di fede dei primi credenti, che illuminano e sostengono i credenti di ogni tempo.

 Per chi è pensata l’app Bibbia Cei?
Questa app è una risposta concreta all’invito del Concilio di rendere la Sacra Scrittura accessibile e familiare a tutti. Per far questo non basta “caricare” dei testi su una piattaforma digitale. Bisogna vigilare che i testi siano corretti, che le corrispondenze siano effettive, che ogni elemento (dal testo alle note) sia in ordine.

E poi è necessario trovare le soluzioni migliori per le persone ad esempio con disabilità visiva, attraverso accorgimenti nel settaggio delle lettere. Anche i non vedenti hanno a disposizione adesso una serie di libri, sempre più nutrita, letti da professionisti.

Ed infine non vanno trascurati gli esperti, che adesso possono consultare sul palmo di una mano anche i testi ebraico, greco e latino della Bibbia.

Oxfam: 783 milioni di persone senza cibo. “Vergognose disuguaglianze tra poveri e i miliardari dell’agroalimentare e dell’energia”

foto Oxfam
13 Lug 2023

“È semplicemente vergognoso che in un mondo di abbondanza e persino di grandi sprechi di cibo i governi continuino ad anteporre gli interessi dei grandi colossi e dei miliardari dell’agroalimentare e dell’energia a quelli delle persone più vulnerabili, ampliando esponenzialmente le disuguaglianze tra pochi privilegiati e miliardi di persone che nella parte più povera del mondo non possono permettersi un’alimentazione adeguata o stanno letteralmente morendo di fame in questo preciso momento”: lo dice Francesco Petrelli, policy advisor di Oxfam Italia sulla sicurezza alimentare, commentando i dati del nuovo report dell’Onu sullo “Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione del mondo” reso noto oggi. Secondo il Rapporto Sofi 783 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2022, mentre 600 milioni di persone saranno cronicamente denutrite nel 2030: un aumento di 122 milioni di persone rispetto al 2019. Le disuguaglianze e l’impatto della crisi climatica aumentano, con alcune regioni del pianeta come il Corno d’Africa, che pagano il prezzo più alto. Sono le “lampanti distorsioni di un sistema alimentare globale profondamente ingiusto, che consente a pochissimi di arricchirsi mentre di fatto uccide milioni di persone”. “Nel 2022 – ricorda Petrelli – le grandi aziende alimentari ed energetiche hanno più che raddoppiato i loro profitti e da soli 18 tra i maggiori colossi del settore food and beverage hanno realizzato, in media nel biennio 2021-2022, oltre 14 miliardi di dollari all’anno di extraprofitti, con i prezzi medi dei prodotti alimentari che sono saliti del 14%. Ma cosa hanno fatto gli Stati più ricchi e influenti per correggere queste distorsioni? Purtroppo poco o nulla!”.
L’impatto della crisi climatica e le distorsioni sempre più strutturali stanno superando la capacità di risposta del sistema umanitario nelle più gravi aree di crisi come il Corno d’Africa. In Somalia, uno dei Paesi con meno responsabilità nell’accelerazione del cambiamento climatico (con solo lo 0,05% sul totale delle emissioni globali), si registra la più grave siccità degli ultimi 40 anni che sta portando 1 persona su 3 sull’orlo della carestia. In tutta l’Africa orientale oltre 8 milioni di bambini sotto i cinque anni – quasi l’intera popolazione della Svizzera – e 36 milioni di persone in totale soffrono di malnutrizione acuta, con 1 persona ogni 28 secondi che nei prossimi mesi rischia di morire di fame. Per l’assenza di piogge negli ultimi 2 anni si sono inoltre perduti 13,2 milioni di capi di bestiame e migliaia di ettari di coltivazioni. Solo in Kenya, il costo economico della perdita di bestiame è stimato ad oggi in oltre 1,5 miliardi di dollari. In Etiopia e Somalia, l’agricoltura impiega rispettivamente il 67% e l’80% della popolazione, ma ampie porzioni dei terreni coltivabili dipendono esclusivamente dalla pioggia per essere produttivi. La conseguenza è che i prezzi dei beni alimentari sui mercati locali sono schizzati alle stelle, tantissime scuole in questi paesi vengono chiuse e le minime capacità di sussistenza non esistono più, causando sfollamenti di massa dalle zone rurali più colpite: 1,75 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in cerca di acqua e cibo. Oxfam chiede ai governi di “finanziare interamente gli appelli dell’Onu per le emergenze umanitarie”, sostenere i piccoli produttori agricoli, in particolare i diritti delle donne contadine nei Paesi in via di sviluppo, e tassare gli extraprofitti conseguiti dalle grandi aziende negli ultimi anni in tutti i settori, a partire da quello agroalimentare ed energetico.

Parlamento Ue

Semaforo verde per la legge sulla natura

L’80% degli habitat europei è in cattive condizioni

foto d'archivio Sir
13 Lug 2023

Il Parlamento europeo, approvando la propria posizione negoziale sulla legge per il ripristino della natura, propone che la normativa “si applichi solo una volta che la Commissione avrà fornito dati sulle condizioni necessarie per garantire la sicurezza alimentare a lungo termine e dopo che i Paesi dell’Ue avranno quantificato le aree da ripristinare per raggiungere gli obiettivi per ogni tipo di habitat”. Il Parlamento vuole anche introdurre la possibilità di rinviare gli obiettivi di ripristino in caso di conseguenze socioeconomiche eccezionali. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione dovrà valutare l’eventuale divario tra le esigenze finanziarie del ripristino e i finanziamenti Ue disponibili e “studiare soluzioni per colmare tale divario”. Il relatore César Luena ha dichiarato: “La legge sul ripristino della natura è un elemento essenziale del Green Deal europeo e segue le raccomandazioni e i pareri scientifici che sottolineano la necessita di ripristinare gli ecosistemi europei. Gli agricoltori e i pescatori ne beneficeranno e verrà garantita una terra abitabile alle generazioni future. La posizione adottata oggi invia un messaggio chiaro. Ora dobbiamo continuare a lavorare bene, difendere la nostra posizione durante i negoziati con i Paesi Ue e raggiungere un accordo prima della fine del mandato di questo Parlamento”. Secondo i dati proposti al Parlamento, “oltre l’80% degli habitat europei è in cattive condizioni”. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio Ue sul testo definitivo della legge.