Teatro

Martedì 5 e oggi al teatro Fusco, “I due papi” con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo

05 Dic 2023

Il passaggio di un testimone pesante, ma anche la scoperta dell’altro, nonostante le tante differenze. Il teatro Fusco ‘diventa’ per due sere, martedì 5 e mercoledì 6 dicembre (ore 21 e ore 18) il Vaticano in cui Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo danno vita a “I due papi”, terzo appuntamento con la stagione di prosa d’autore messa a punto dal teatro Fusco con la collaborazione dell’amministrazione comunale, e il supporto del Teatro pubblico pugliese.

«Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo sono due istituzioni della recitazione – ha dichiarato l’assessore agli spettacoli del Comune di Taranto, Fabiano Marti –, poterli vedere in queste vesti è sicuramente d’impatto. La nostra stagione di prosa prosegue con questo racconto più intimo di fatti già noti. Sono sicuro che gli spettatori apprezzeranno le sfumature che gli attori daranno a due papi così diversi ma così vicini tra loro».

Il testo di Anthony McCarten, adattato poi per Netflix in un film di grande successo, è stato tradotto da Edoardo Erba. Nell’opera firmata da Giancarlo Nicoletti – unica produzione al mondo a essere stata autorizzata dall’autore – nessuna dissertazione teologica: attraverso racconti documentaristici, humor e dramma, la storia si svolge a cavallo tra le sorprendenti dimissioni di Benedetto XVI dal soglio pontificio e l’elezione di Francesco, un periodo in cui questi due grandi uomini si conoscono, si contaminano e sviluppano un profondo legame d’amicizia.

Sul palco, oltre a Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, ci saranno Anna Teresa Rossini, Ira Fronten e Alessandro Giova. Le scene imponenti, che spostano la vicenda dai giardini di Castel Gandolfo fin dentro alla Cappella Sistina, portano la firma di Alessandro Chiti e hanno ricevuto il Premio “Mulino Fenicio” per la Migliore Scenografia nel 2022. Ai costumi Vincenzo Napolitano e Alessandra Menè, disegno luci e fonica a cura di David Barittoni. L’opera è messa in scena da Goldenart Production, Viola Produzioni, Altra Scena, I due della città del sole, su licenza di Muse of Fire Production LTD e in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi.

«Vedremo sul palco il lato umano di un periodo che ha segnato la nostra storia recente – il commento del direttore del Teatro comunale Fusco, Michelangelo Busco –, e avremo l’onore di ammirare, nei panni dei due pontefici, attori di grande livello come Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo. Siamo onorati di poter aprire il sipario su quest’opera, la nostra stagione di prosa entra nel vivo».

Il botteghino del Teatro Fusco è aperto dal martedì al venerdì dalle ore 15:30 alle 19:30.
Il biglietto intero per la platea è di 30€ (ridotto 25€), per la galleria è di 25€ (ridotto 20€).

Iniziative solidali

Un giocattolo per ogni bimbo della città vecchia

05 Dic 2023

di Angelo Diofano

Per il prossimo Natale, un regalo per ogni bimbo della Città vecchia. È l’iniziativa della basilica cattedrale di San Cataldo perché ogni piccino del centro storico, in particolare quelli delle famiglie più bisognose, possano festeggiare il Santo Natale ricevendo un bel giocattolo.

La parrocchia perciò lancia un appello a tutti i tarantini di buona volontà, bussando al loro cuore, perché acquistino un regalo per questi bambini (d’età compresa fra i sei e i dodici anni), dal costo massimo di 25 euro.

I doni saranno distribuiti nel corso di una grande tombolata che avrà luogo nel salone dell’oratorio di San Giuseppe, nell’immediata prossimità della festa più bella dell’anno.  

Basterà il poco di tutti per far fiorire il sorriso a questi bambini, seguiti dall’oratorio dell’Isola, che sono circa duecento, in una serata piena di allegria che a lungo resterà impressa nei loro cuori.

Si ringrazia già da ora tutti quelli che, accogliendo questo appello, potranno essere così annoverati tra gli “Amici della cattedrale San Cataldo”.

Chi fosse impossibilitato ad acquistare un giocattolo può aiutare ugualmente in questa iniziativa effettuando un bonifico specificando nella causale “Un dono per ogni bambino”: IT39G0538715802000043053827 intestato a Basilica cattedrale San Cataldo.

Infine, chiunque volesse dare una mano per sostenere gli altri progetti solidali della cattedrale, può contattare inviando un messaggio attraverso la pagina facebook della Basilica cattedrale o tramite una mail a info@cattedraletaranto.com

Popolo in festa

Carosino, la festa dell’Immacolata

05 Dic 2023

di Angelo Diofano

Si concludono venerdì 8, a Carosino, i tradizionali festeggiamenti in onore della Beata Vergine Immacolata, a cura della parrocchia Santa Maria delle Grazie (guidata da don Filippo Urso) e dell’omonimo comitato festa con il patrocinio del Comune. S’inizierà alle ore 4 con il giro della banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” per le vie del paese e che alle ore 7 accompagnerà la processione dal cimitero per le principali vie del paese, con sosta nella chiesa di San Francesco e arrivo in parrocchia. Sante messe saranno celebrate alle ore 8 e alle ore 10: al termine di quest’ultima i bambini del catechismo deporranno fuori ai piedi della statua dell’Immacolata, in piazza Dante. In serata, santa messa alle ore 18.30 e fiaccolata per le vie del paese; al termine, davanti alla statua in piazza Dante, accensione di fontane pirotecniche.

La festa dell’Immacolata a Carosino vanta una consuetudine secolare, come ricorda l’ultracentenario monumento eretto in suo onore in piazza Dante, vicino la chiesa madre. Di tale particolare devozione vi sono anche precisi riscontri storici, tanto che mons. Capecelatro nella sua relazione del 1790, evidenziò la presenza di una cappella dedicata alla Vergine Immacolata nel borgo carosinese. Questa venerazione religiosa appare legata – come suggerisce il compianto prof. Antonio Cinque – ai nobili carosinesi del tempo, che provvidero ad ufficializzarla attraverso un atto formale dell’8 ottobre 1829. In quel documento la principessa di Sant’Angelo e Faggiano, proprietaria della suddetta cappella, cedette il manufatto al Comune di Carosino proprio per il culto dell’ Immacolata. In segno di gratitudine, la cittadinanza istituì un’apposita festa al pari di quelli dei Santi protettori. Fino a tutta la seconda metà dell’800 la ricorrenza cadeva nell’ultima domenica di luglio e solo verso la fine del secolo scorso si decise di spostare la solennità nella sua data consueta dell’8 dicembre.

Emergenze sociali

Rapporto Svimez 2023: salari, lavoro povero, emigrazioni giovanili le questioni più urgenti per il Paese

foto Svimez
05 Dic 2023

Sono i salari, il “lavoro povero” e le migrazioni giovanili le questioni più urgenti per il Paese. Lo afferma il Rapporto Svimez, presentato oggi, martedì 5, a Roma.
La Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) stima un aumento dello 0,4% il Pil delle regioni meridionali a fronte del +0,8% del Centro Nord e di una media nazionale del +0,7%. Il dato però presenta forti differenziazioni regionali: si va dal +1,1 della Lombardia e dal +1% dell’Emilia Romagna allo +0,2% di Calabria e Sardegna. Per il 2024 la previsione è di un andamento allineato tra Centro-Nord e Sud mentre nel 2025 si riaprirà il divario. Molto dipenderà comunque dall’attuazione del Pnrr, a cui la Svimez attribuisce un’importanza decisiva nell’evitare una recessione nelle regioni del Mezzogiorno: attualmente la quota di progetti messi a bando e delle aggiudicazioni presenta delle differenze molto significative rispetto al Centro-Nord. Intanto il Sud continua a perdere popolazione, soprattutto giovani qualificati. Dal 2002 al 2021 hanno lasciato il Mezzogiorno 2,5 milioni di persone, in prevalenza verso il Centro-Nord. Al netto dei rientri, il Sud ha perso oltre un milione di residenti. Si stima che tra il 2022 e il 2080 la popolazione del Mezzogiorno, oggi pari al 33,8% di quella italiana, si ridurrà al 25,8%. In particolare le regioni meridionali dovrebbero perdere più della metà (-51%) della fascia più giovane (0-14 anni) e diventare l’area più vecchia del Paese.
La Svimez sottolinea inoltre che nel 2022 l’inflazione ha eroso soprattutto il potere d’acquisto delle fasce più deboli, concentrate nel Mezzogiorno, dove il reddito disponibile delle famiglie è sceso del 2,9%, oltre il doppio rispetto al -1,2% del Centro-Nord. Né l’incremento dell’occupazione, che rispetto a prima della pandemia ha segnato una ripresa maggiore nel Sud rispetto al resto del Paese, è stato in grado di alleviare il disagio in un contesto di diffusa precarietà e bassi salari. Nel 2022 si contavano nel Mezzogiorno 2,5 milioni di famiglie in povertà assoluta, con un aumento di 250 mila rispetto al 2020 (-170mila nel Centro-Nord).

Diocesi

San Giuseppe Moscati: l’esperienza di don Nembrini e dei “quadratini”

05 Dic 2023

di Angelo Diofano

Mercoledì 6 dicembre alle ore 18.30, don Eugenio Nembrini, sacerdote di Bergamo, celebrerà messa nella parrocchia San Giuseppe Moscati, nel quartiere Paolo VI, e alle ore 19.30, terrà una testimonianza sull’esperienza sul tema “Malattia e felicità: il mistero possibile”. In particolare parlerà dell’esperienza dei “quadratini”, nata durante il lockdown. Si tratta di una fraternità virtuale che è arrivata a contare circa 1.200 malati che si radunano ogni giorno per partecipare online alla santa messa online, per raccontarsi a cuore aperto e pregare per i casi più gravi, patologie «toste», come dice don Eugenio, come tumori, leucemie, sclerosi multipla, Sla, Alzheimer, depressione, patologie cardiache anche in bambini appena nati, ragazzi con gravi handicap; il gruppo comprende anche i familiari che li assistono e abbraccia tutte le regioni italiane e altri stati europei, ma anche il Kazakistan, l’Uganda e perfino sperdute località in Asia.

Diocesi

L’udienza da papa Francesco: il regalo di nozze del parroco per due giovani degli Angeli Custodi

05 Dic 2023

di Angelo Diofano

È stato un bellissimo e originale regalo di nozze quello ricevuto da due giovani della comunità degli Angeli Custodi, al quartiere Tamburi, da parte del loro parroco, don Alessandro Argentieri. Si tratta di Fabiana Albanese e Simone Ricciardi, sposatisi lo scorso 29 giugno, che a don Alessandro avevano chiesto di essere ricevuti da papa Francesco. E così è avvenuto mercoledì 29 novembre, nell’udienza generale in Vaticano, durante la quale il santo padre usa ricevere anche gli sposi novelli in abito nuziale.

Fabiana e Simone appaiono ancora emozionati per l’incontro, che non dimenticheranno mai, in cui ovviamente non è mancata la richiesta di affidamento della loro parrocchia alle preghiere del papa.

Eventi di sensibilizzazione

Gesù Divin Lavoratore: iniziativa a tutela del verde ai Tamburi

05 Dic 2023

di Angelo Diofano

Una giornata di sensibilizzazione a favore del quartiere Tamburi, dal titolo “I care-Mi prendo cura”, si é svolta nel pomeriggio sabato 2 dicembre a cura del polo culturale della parrocchia Gesù Divin Lavoratore in collaborazione con il Corpo forestale volontario Taranto Esaf – Ets, insieme al gruppo Scout Ta14.
La finalità è stata quella di contrastare i cambiamenti climatici attraverso la cura, l’osservazione ed il mantenimento degli alberi sul territorio comunale e in particolare nella piazza davanti alla chiesa.

Questo, riferiscono i promotori dell’iniziativa sui social, nella colpevolezza di essere all’interno di un emergenza climatica, alla luce degli episodi degli ultimi anni “che ci costringono ad aprire gli occhi nei confronti di una natura che non è più disposta a subire in silenzio i soprusi dell’uomo”.

Oltre a contribuire a produrre benefici ambientali, sociali ed economici, l’iniziativa intende dare un segnale tangibile alla comunità della volontà di consegnare alle future generazioni una città e un ecosistema urbano migliori di quello attuale.

“ Ai giovani del nostro rione e a quelli del futuro –  conclude la nota – demandiamo lo stimolo di essere attivi protagonisti nell’avere cura delle aree verdi del nostro rione e della città intera. Che il nostro esempio sia copiato e moltiplicato in altre zone della nostra città. Il Corpo forestale volontario – Esaf di Taranto non mancherà di supportarlo”.

Eventi culturali in provincia

Alla San Francesco d’Assisi di Crispiano, sabato 9, musica sacra con il coro “Harmonici concentus”

05 Dic 2023

Nella chiesa di San Francesco d’Assisi di Crispiano si terrà, sabato 9 dicembre, un concerto di musica sacra che vedrà l’esibizione del coro “Harmonici concentus”, diretto dal maestro Palmo Liuzzi. L’evento, che inizierà alle 19 ed è ad ingresso libero e gratuito, rientra nel cartellone della 17ᵃ edizione di “Nativitas Puglia”, la stagione natalizia di concerti corali che quest’anno vede coinvolti 19 cori in 32 appuntamenti.

“Nativitas Puglia” è un grande progetto organizzato dall’Associazione regionale dei cori pugliesi e realizzato in collaborazione con alcuni cori pugliesi con il patrocinio della Federazione nazionale delle Associazioni regionali corali e con il contributo di Regione Puglia e Ministero della cultura. La serata del 9 dicembre sarà realizzata su iniziativa dell’associazione musicale “Cantus firmus” con la collaborazione di don Santo Guarino e della parrocchia San Francesco di Crispiano e offrirà anche la possibilità di riflessione sulle tematiche mariane e di Avvento, grazie anche alla lettura di testi scelti ad hoc che si alterneranno alle esecuzioni dei brani corali. Come già scritto, protagonista del concerto sarà “Harmonici concentus”, il coro di voci femminili fondato nel 1997, che ha finalmente ripreso le proprie attività dopo la forzata chiusura dovuta alla pandemia da Covid19, reduce dalla recente e bella partecipazione al 5° Festival nazionale “Voci per Santa Cecilia”, con un concerto tenuto nel centro storico di Martina Franca, nella bellissima chiesetta della Madonna della Purità, gentilmente messa a disposizione da don Martino Mastrovito.

Il programma della serata sarà basato sull’esecuzione di un repertorio che va dal Medioevo, con dei canti gregoriani e antiche laudi francescane, sino alla produzione corale contemporanea, con l’esecuzione di brani di importanti autori, quali Orlando Dipiazza, Carlotta Ferrari, Fausto Fenice, Mariano Garau e dello stesso Palmo Liuzzi, compositore eseguito in Italia e all’estero, direttore di coro e fondatore di questo gruppo vocale.

Eventi a Taranto e provincia

La vicenda di Ciccio Speranza giovedì 7 al TaTà per la stagione ‘Periferie′ del Crest

foto di Serena Pea
05 Dic 2023

La stagione ‘Periferie’ della compagnia Crest di Taranto all’auditorium TaTà con il sostegno della Regione Puglia, giovedì 7 dicembre (ore 21) apre lo sguardo sull’attualità con «La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza» di Alberto Fumagalli, che è anche regista con Ludovica D’Auria di questo pluripremiato spettacolo sulla «body positivity» coprodotto da Les Moustaches, Società per Attori e Accademia Perduta Romagna Teatri (i costumi sono di Giulio Morini). La pièce racconta la storia di un ragazzo grasso, ma leggero, con un’anima delicata. Talmente delicata che potrebbe sembrare quella di una graziosa principessa nordeuropea.
foto di Serena Pea

Interpretato da Damiano Spitaleri, Cicco Speranza vive dentro una vecchia e soffocante catapecchia di provincia, come una fragile libellula rosa in una teca di plexiglass opaco. Ma ha un sogno troppo grande per poter rimanere in un cassetto di legno marcio. Ciccio Speranza vuole danzare. Una bella impresa per chi abita nella remota provincia di un’Italia sperduta, dove la smarrita famiglia Speranza vive da generazioni le stesse lunghissime giornate.

Sebbastiano (Alberto Fumagalli) è il padre di Ciccio, violento e grave come un tamburo di pelle di capra in un concerto di ottavini. Dennis (Federico Bizzarri) è il fratello di Ciccio, con un’apertura mentale di uno che va a Bangkok e spacca tutto perché non sanno cucinare riso, patate e cozze. E Ciccio, nel fondo della sua fragilità, vuole scappare da quel luogo che non ha mai sentito come casa, raccontando con il suo linguaggio gutturale, il suo corpo grassissimo stretto in un tutù rosa, il proprio sogno, grande e impacciato. Ciccio appartiene a un mondo lontano, senza alcuna possibilità di esaudire i propri desideri. Il suo destino è segnato, il suo carattere è condizionato, la sua vita è soffocata da un ambiente che gli sta stretto, come un cappottino antigelo va piccolo a un bulldog inglese.
Dunque, perché rattrappire i propri istinti? Solo perché la cicogna ci ha fatto cadere lontano dalla terra promessa? Perché sentirsi schiacciati da una famiglia che non vuole conoscere un mondo che sta oltre il proprio campo di fagioli? Ciccio è pieno di sogni, a volte decisamente fuori dalla sua portata, ma ha il diritto di provarci e di vivere la vita che vuole. Ed è attraverso un linguaggio inventato, poetico e ironico nel suo impasto di dialetti, che lo spettacolo evoca una famiglia di provincia schiacciata dalla sua marginalità sociale, da un immobilismo drammatico e contemporaneo.
È una storia colma di disagio, giovinezza, identità e voglia di libertà. Ma il teatro consente di superare i pesantissimi limiti che ingabbiano l’esistenza del protagonista, che nel suo tutù vola come una farfallaccia, passando da una dimensione pesante e terrena a una leggera e sognante, con la quale catapultare gli spettatori in salti emotivi carpiati come in una commedia nera, ma tra barbabietole e muggiti stonati. Una commedia nerissima, simpaticamente reazionaria nei confronti di una società che tarpa le ali e anestetizza i sogni, prendendo il tono di uno spettacolo vitale, colmo dell’anima dei suoi personaggi, di Ciccio e della sua famiglia, destinati a restare negli occhi e nella memoria. E, forse, anche nel cuore.

Lavoro

Acciaio: mercoledì incontro decisivo, ma anche il Kazakhstan nazionalizza gli impianti ArcelorMittal

04 Dic 2023

di Silvano Trevisani

La notizia forse è sfuggita a molti, come accade per i fatti che succedono in altri continenti. Ma poco più di un mese fa una immane tragedia ha causato la morte di 45 minatori che lavoravano nella miniera di Kostenko, una delle più grandi del Kazakhstan. È il terzo grave incidente che accade in quella miniera che è gestita, pensate un po’, da Arcelor Mittal. Ma questa volta il presidente kazako,

Kassym Jomart Tokayev, ha annunciato di voler interrompere immediatamente i rapporti di cooperazione con Arselor Mittal, puntando il dito sulle responsabilità della compagnia ed ha chiesto al governo di assumere il controllo del ramo kazako della stessa. Forse anche il nostro paese devrebbe decidersi finalmente a questo passo.

Mercoledì si svolgerà in nuovo incontro tra governo e azienda, per capire se Mittal è intenzionato a fare la sua parte, finanziando il risanamento dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa ma, alla luce degli incontri precedenti, regna un certo pessimismo. Notizie contrastanti, in realtà, si inseguono in questi giorni, con il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin che garantisce che le risorse per la conversione green dell’impianto ci sono, e con l’azienda che intanto riduce l’attività produttiva a un solo altoforno e annunzia altra cassa integrazione. Il ministro dell’Ambiente ha assicurato agli industriali di Taranto che “le risorse saranno a breve allocate nel Fondo Coesione e Sviluppo, anche e soprattutto per consentire a Dri Italia, che a partire da gennaio prossimo avvierà un rapporto di collaborazione con Confindustria Taranto, di procedere con l’attività dell’impianto, indispensabile per poter parlare di conversione in chiave green dello stabilimento siderurgico”. Ma i segnali che si colgono dal punto di vista politico e sindacale sono tutt’altro che positivi. Interrogazioni parlamentari a raffica vengono proposte direttamente al presidente del consiglio Meloni, con lo scopo di indurre il governo ad assumere le decisioni necessarie, mentre i consiglieri regionali Mazzarano del Pd e Galante del M5S chiedono alla Regione una seduta monotematica.

Sono oramai in molti a pensare che l’unica soluzione per salvare l’Ilva è nazionalizzare, come del resto sta facendo il Kazakhstan, e tagliare fuori l’attuazione gruppo di maggioranza. Del resto basterebbe guardare con un po’ di attenzione agli eventi internazionali per rendersi conto che il gruppo Arcelor Mittal non è propriamente un benefattore e che è da sempre accompagnato da una fama sinistra per il suo modo di gestire gli oltre quaranta impianti che ha disseminati in una dozzina di stati. La stessa vicenda dell’acquisizione dell’Ilva, in un’asta tutt’altro che esaltante, voluta dal governo per liberarsi della patata bollente dopo la defenestrazione dei Riva, fu accompagnata da grane internazionali che non lasciavano presagire niente di buono. E Mittal impose dei paletti che comprendevano la impunità giudiziaria. Il tempo stringe e va chiarito finalmente il contenuto del Memorandum sottoscritto da Fitto e Mittal.

Sport

Dinamo Taranto, impresa sfiorata contro la corazzata Ariano Irpino

Il match al PalaMazzola - foto G. Leva
04 Dic 2023

di Paolo Arrivo

Applausi e rammarico. Un’impresa sfiorata di poco, tra le mura amiche del PalaMazzola: la Nuovi Orizzonti cede all’Ariano Irpino la sesta giornata della serie B con il punteggio di 62-72 (8-22, 23-36, 51-55), dopo aver combattuto e compiuto una grande rimonta – nel primo tempo il vantaggio delle ospiti sfiorava i venti punti. Nel finale però sono state le ospiti a riportare dalla loro parte l’inerzia dell’incontro. Ariano Irpino conferma di essere dotata di ottime individualità, capaci di esprimere collettivamente un buon gioco. Alla Dinamo non è bastata una monumentale Smaliuk, top scorer della serata con 28 punti. Troppi, ancora una volta, gli errori di conclusioni ad alte percentuali: la maggior precisione sotto canestro avrebbe consentito alle ragazze dirette da coach Orlando di aggiudicarsi la vittoria. Le stesse, ad ogni modo, hanno retto il confronto con la capolista del girone e dimostrato il proprio valore. Un potenziale da affinare ancora.

 

Il match Taranto-Ariano Irpino

Starting lineup Nuovi Orizzonti: Tagliamento, Smaliuk, Ivaniuk, Lucchesini, Gismondi. Da segnalare, nella formazione avversaria, la presenza dell’ex Armenti, tornata in campo dopo sette mesi. Il primo canestro è una tripla di marca ospite. Risponde Smaliuk, sempre dalla lunga distanza. Ariano Irpino non sta a guardare. Sul 3-8 coach Orlando chiama subito time out e alza la voce. Il vantaggio della formazione campana, che anche dalla lunetta non sbaglia un colpo, supera i dieci punti. Nuovo time out chiamato dalla panchina ionica. Tra le mosse provate, l’ingresso di Martelli. La frazione si chiude sul punteggio di 8-22. Nel secondo quarto, cresce l’intensità della difesa; non l’attacco della Nuovi Orizzonti. Ariano Irpino si porta sul 27-8. Segue la reazione d’orgoglio delle padroni di casa che vanno a segno con De Pace, Tagliamento, Smaliuk; Ivaniuk dalla lunetta. Il primo tempo si chiude sul 36-23 per la formazione allenata da Antonio Belluzzi.

Alla ripresa, alla tripla di Armenti risponde Ivaniuk, da tre. La reazione di Taranto si fa rabbiosa. La grande trascinatrice è l’ucraina Smaliuk che favorisce la rimonta. Tagliamento, poi, firma il canestro del sorpasso (49-47). Nel finale sono le ospiti a prevalere ritrovando il loro gioco. Così nell’ultimo periodo: Ariano Irpino si riporta sul +10. Lo svantaggio si riduce a sei lunghezze con capitan Gismondi (62-68). Ma le ospiti non mollano, allungano, e si aggiudicano l’incontro. Il pubblico del PalaMazzola (circa 400 spettatori) applaude comunque le ragazze ioniche per la loro prova generosa. Tra le note stonate, l’assenza per infortunio di Mari Panteva, alla quale Taranto dovrà rinunciare per il prosieguo della stagione.

Photogallery by Giuseppe Leva

Eventi a Taranto e provincia

“Natale da favola”, presentati due testi di Gigi Vellucci

04 Dic 2023

di Angelo Diofano

“Natale da favola” è il titolo della serata culturale che si terrà lunedì 4 nella sala Lacaita (ex biblioteca comunale, al palazzo del Governo) a cura dell’associazione “Sharon” con il patrocinio dell’Amministrazione provinciale. Al centro, i testi de “I racconti del mio Medioevo” in cui si alternano storie horror a sentimenti romantici in versi nati dal cuore, dalla fantasia e dalla storia di Gigi Vellucci, autore di “Io Federico II”. A seguire, poesie dialettali e narrazioni del Natale tarantino del passato riportati nell’opera, sempre di Vellucci, “Natàle de ‘na vòte”.

La lettura di brani dei due libri saranno a cura di Grazia Greco (Gruppo Satyrion) e dell’attrice Danila Delle Grottaglie

L’intervento critico sarà del prof. Giovanni Battafarano, già parlamentare e sindaco di Taranto, mentre modererà la serata la giornalista Tiziana Grassi.