Hic et Nunc

Papa Francesco a Cop28: “Scegliamo la vita, scegliamo il futuro”

foto Ansa/Sir
04 Dic 2023

“Purtroppo non posso essere insieme a voi, come avrei desiderato, ma sono con voi perché l’ora è urgente”. Comincia così il discorso di papa Francesco per la Cop28, letto dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a Dubai, dove il Santo Padre non si è potuto recare a causa di problemi di salute. “Sono con voi perché, ora come mai, il futuro di tutti dipende dal presente che scegliamo”, prosegue Francesco: “Sono con voi perché la devastazione del creato è un’offesa a Dio, un peccato non solo personale ma strutturale che si riversa sull’essere umano, soprattutto sui più deboli, un grave pericolo che incombe su ciascuno e che rischia di scatenare un conflitto tra le generazioni”. “Sono con voi perché il cambiamento climatico è un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana”, spiega il Papa citando la Laudate Deum: “Sono con voi per porre la domanda a cui siamo chiamati a rispondere ora: lavoriamo per una cultura della vita o della morte? Vi chiedo, in modo accorato: scegliamo la vita, scegliamo il futuro!

Ascoltiamo il gemere della terra, prestiamo ascolto al grido dei poveri, tendiamo l’orecchio alle speranze dei giovani e ai sogni dei bambini! Abbiamo una grande responsabilità: garantire che il loro futuro non sia negato”. L’ambizione di produrre e possedere si è trasformata in ossessione ed è sfociata in un’avidità senza limiti, che ha fatto dell’ambiente l’oggetto di uno sfruttamento sfrenato”, la denuncia di Francesco, secondo il quale “il clima impazzito suona come un avvertimento a fermare tale delirio di onnipotenza”.

“I negoziati internazionali e non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale”, l’analisi di Francesco, che stigmatizza le “posizioni rigide se non inflessibili” e i “rimpalli di responsabilità” e osserva che il domani “sarà di tutti o non sarà”. Nel discorso, Bergoglio stigmatizza “i tentativi di scaricare le responsabilità sui tanti poveri e sul numero delle nascite”: “sono tabù da sfatare con fermezza”. Il cambiamento climatico “non è colpa dei poveri, perché la quasi metà del mondo, più indigente, è responsabile di appena il 10% delle emissioni inquinanti, mentre il divario tra i pochi agiati e i molti disagiati non è mai stato così abissale”. I poveri, al contrario, sono vittime del “debito ecologico” che le nazioni più ricche ha contratto nei loro riguardi: “pensiamo alle popolazioni indigene, alla deforestazione, al dramma della fame, dell’insicurezza idrica e alimentare, ai flussi migratori indotti”. “E le nascite non sono un problema, ma una risorsa”, osserva il papa denunciando le “colonizzazioni con mani di velluto”.

La via d’uscita alla crisi climatica è “la via dell’insieme, il multilateralismo”, l’affermazione sulla scorta della Laudate Deum.

“Quante energie sta disperdendo l’umanità nelle tante guerre in corso, come in Israele e in Palestina, in Ucraina e in molte regioni del mondo: conflitti che non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno! Quante risorse sprecate negli armamenti, che distruggono vite e rovinano la casa comune!”.

Al centro del discorso, il rilancio della proposta della Fratelli tutti: “con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e realizzare attività che promuovano lo sviluppo sostenibile dei Paesi più poveri, contrastando il cambiamento climatico”.

“Usciamo dalle strettoie dei particolarismi e dei nazionalismi, sono schemi del passato”, l’indicazione di rotta per un “cambio di passo” politico e culturale: “Se nella strada della lotta al cambiamento climatico, che si è aperta a Rio de Janeiro nel 1992, l’Accordo di Parigi ha segnato un nuovo inizio, bisogna ora rilanciare il cammino”.

“Questa Cop sia un punto di svolta”, la raccomandazione ai Paesi che vi partecipano: “manifesti una volontà politica chiara e tangibile, che porti a una decisa accelerazione della transizione ecologica, attraverso forme che abbiano tre caratteristiche: siano efficienti, vincolanti e facilmente monitorabili. E trovino realizzazione in quattro campi: l’efficienza energetica; le fonti rinnovabili; l’eliminazione dei combustibili fossili; l’educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi”.

“Per favore: andiamo avanti, non torniamo indietro”, la supplica: i vari accordi e impegni assunti “hanno avuto un basso livello di attuazione perché non si sono stabiliti adeguati meccanismi di controllo, di verifica periodica e di sanzione delle inadempienze”. “Qui si tratta di non rimandare più, di attuare, non solo di auspicare, il bene dei vostri figli, dei vostri cittadini, dei vostri Paesi, del nostro mondo”, incalza Francesco, mettendo in guardia da “una nefasta divisione in tifoserie: tra catastrofisti e indifferenti, tra ambientalisti radicali e negazionisti climatici”.

È la buona politica il rimedio: “se un esempio di concretezza e coesione verrà dal vertice, ne beneficerà la base, laddove tantissimi, specialmente giovani, già s’impegnano a promuovere la cura della casa comune. Il 2024 segni la svolta”. Come auspicio, Francesco cita l’anno in cui, nel 1224, San Francesco compose il Cantico delle creature: “Anch’io, che porto il nome di Francesco, con il tono accorato di una preghiera vorrei dirvi: lasciamo alle spalle le divisioni e uniamo le forze! E, con l’aiuto di Dio, usciamo dalla notte delle guerre e delle devastazioni ambientali per trasformare l’avvenire comune in un’alba di luce”, l’auspicio finale.

Eventi a Taranto e provincia

Geometrie urbane, dibattiti e formazione a Taranto dal 9 al 16 dicembre

Una serie di eventi tra MuDi, Concattedrale, palazzo Barion e Crac

Nella foto da sx: Marti, Di Gregorio, Leogrande, Giangrande, Iurlano
04 Dic 2023

Occasioni di incontro e di dibattito, momenti di intrattenimento e formazione: dal 9 al 16 dicembre Taranto ospita la seconda edizione di “Geometrie urbane”, manifestazione pensata per offrire alla città una serie di giornate dedicate alla figura professionale del geometra – spesso collante tra amministrazione e privati cittadini – coinvolgendo istituzioni, addetti ai lavori, studenti, ma anche mondo del commercio, del turismo e culturale. Un programma particolarmente ricco, rigorosamente ad ingresso gratuito, finalizzato anche ad offrire spunti in termini di pianificazione urbanistica, e far avvicinare le giovani generazioni a una professione spesso poco nota.
L’iniziativa è del Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, la partnership di Confcommercio Taranto e l’organizzazione di ArchiTa Festival ets.
«Dopo il grande riscontro della prima edizione – ha sottolineato il presidente del Collegio dei geometri, Giuseppe Leogrande – abbiamo deciso di proseguire su questa strada, consapevoli della forza di un progetto trasversale quale è, appunto Geometrie Urbane. Guardiamo non soltanto ai nostri iscritti, ma anche alle giovani generazioni che possano valutare di intraprendere questo percorso di studi per una figura sempre più richiesta, sia dalle pubbliche amministrazioni che dalle imprese. Tutto questo, però, con l’idea di aprirci alla città e far conoscere la nostra professione in un modo nuovo e insolito». Presenti in conferenza stampa anche il consigliere regionale Enzo Di Gregorio, l’assessore comunale con delega agli Spettacoli Fabiano Marti, il presidente di Confcommercio Taranto Leonardo Giangrande e il project manager e direttore artistico “Geometrie urbane” Fabrizio Iurlano.
Non mancheranno mostre, come quelle dedicate a cimeli e personaggi della città durante i conflitti mondiali, agli strumenti topografici antichi o all’arte contemporanea, un reading letterario con ospite d’eccezione l’attore Ettore Bassi, e lo spettacolo teatrale dedicato ad Alexandre Dumas, prigioniero a Taranto.

 

Un estratto del programma

L’inaugurazione della manifestazione è in programma sabato 9 dicembre con un doppio appuntamento al Crac, il Centro di ricerca di arte contemporanea: alle 18 il talk dedicato alla rigenerazione urbana e all’arte contemporanea e alle 19:30 l’inaugurazione della mostra “Urgenze urbane – l’arte che rigenera il territorio”. Alle 20:30, a Palazzo Barion, la mostra “Taranto: Cimeli, immagini, racconti e personaggi della città durante i due conflitti mondiali” e, in contemporanea, rievocatori storici ricostruiranno scene di vita militare e civile dell’epoca.
Mercoledì 12 dicembre, una mattinata dedicata al mondo della scuola (Palafiom, dalle ore 9:30): dopo i saluti istituzionali e un momento divulgativo sulla figura del geometra, spazio alla premiazione del concorso di idee organizzato dal Collegio. Infine, l’incontro con Samara Tramontana, influencer e content creator Instagram e TikTok, e lo spettacolo di acrobatica e danza aerea.
Mercoledì 13 si parlerà di “Riqualificazione urbana come asset strategico per la tutela del commercio di prossimità” e Pug (sede Confcommercio, dalle ore 15). In serata, dalle 20, la Concattedrale ospita la lectio magistralis “La figura del Geometra tra Storia e Mito” a cura della guida turistica Francesco Franchini e, alle 21, il reading letterario “Taranto nella letteratura classica” dell’attore Ettore Bassi.
Giovedì 14 due seminari sulla gestione ottimale del cantiere e gli strumenti pratici (Museo Diocesano, dalle ore 9).
Venerdì 15 seminario su nuove tecnologie e rilievo 3D (Palazzo Barion, dalle 9), inaugurazione mostra di strumenti topografici antichi (Museo Diocesano, dalle 15), corso di formazione professionale su studi e topografia.
Infine, sabato 16, spettacolo teatrale “Il destino di Alexandre Dumas, prigioniero a Taranto” (MuDi, ore 18:30) e, in collaborazione con Taranto Grand Tour, una giornata dedicata all’esplorazione della città vecchia e degli ipogei, con apertura straordinaria sino a mezzanotte di numerosi attrattori culturali.

Rigenerazione ecosistema marino

A Taranto per la pesca sostenibile

04 Dic 2023

di Noemi La Sorsa

‘Puglia FishLifeStyle’ e ‘Il pescatore ecologico’ sono i due stimolanti progetti presentati a Taranto dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (affiancata da partner d’eccellenza) con l’obiettivo di favorire il rapporto fra operatore ittico e consumatore. Questo, nel rispetto delle caratteristiche qualitative del prodotto, della sostenibilità ambientale e delle potenzialità operative delle pratiche di pesca tradizionali e di quelle tecnologicamente avanzate.
Sono stati studiati e valutati i dati delle maggiori marinerie pugliesi (flotta, pescato dichiarato, tecniche di pesca e varietà biologica delle specie pescate), incrociati con le abitudini di acquisto dei consumatori.
Il dato più evidente è che, al contrario di quanto avveniva con le passate generazioni, i pugliesi non conoscono e non consumano il pesce locale (saraghi, menole, ricciole, triglie di scoglio) prediligendo pesce a trancio o specie di largo consumo, spesso allevato, come spigole e orate. Tornare a preferire il pescato locale, spesso scartato direttamente in barca seppure non più vivo, diventa un buon proposito per un consumo ittico consapevole e sostenibile, a partire dalle famiglie ma soprattutto nei ristoranti e nelle mense scolastiche.

‘Puglia FishLifeStyle’ è realizzato in partenariato tra Arpa Puglia, Ciheam Bari, la struttura Health Marketplace della direzione amministrativa del gabinetto del presidente della Regione Puglia, la struttura di “Progetto Attuazione politiche europee per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura” della Regione Puglia.

 

Il pescatore ecologico

Il secondo progetto, il ‘Pescatore ecologico’, realizzato in partenariato tra Arpa Puglia e Regione Puglia – Struttura di progetto attuazione politiche europee per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, ha prodotto dati tecnico-scientifici sulla distribuzione sui fondali delle zone marino-costiere pugliesi dei rifiuti marini (marine litter), del riccio di mare (Paracentrotus lividus) e delle oloturie (Holothuroidea), utili alla valutazione comparativa delle diverse aree indagate in tutto il territorio regionale per eventuali misure di gestione.

I dati scientifici hanno confermato chiaramente il depauperamento della risorsa biologica delle due specie: basti pensare che in 30 anni si è passati dal censimento di qualche decina di esemplare ogni metro quadro sino ad un rilievo attuale di massimo di 16 esemplari di riccio di mare in 100 mq di fondale.

Tutto ciò fa riflettere su quanto pesano le mode nell’alimentazione, quanto la pesca abusiva (si tenga conto dei numerosi sequestri per traffico illecito di ricci e oloturie anche nella nostra provincia), quanto conta il climate change, l’aumento della temperatura del mare e l’introduzione di nuove specie predatrici.

Soltanto unadeguata ed attenta politica di tutela, affiancata a vigilanza e controllo, potranno permettere agli istituti scientifici di valutare ciascun contributo al fine di fornire sistemi e criteri per gestire e limitare il rischio per queste specie.

Musica

Stasera, lunedì 4, Max Gazzè in concerto al teatro Fusco di Taranto

04 Dic 2023

Un primo assaggio del nuovo album, un nuovo modo di vedere l’amore, meno convenzionale e più vero.
Max Gazzè, lunedì 4 dicembre alle ore 21.00, sbarca al teatro Fusco con la sua tournée “Amor Fabulas – Preludio”, in quello che si preannuncia come un appuntamento unico all’interno dello straordinario palinsesto musicale messo a punto dallo storico teatro tarantino in collaborazione con l’amministrazione comunale, e con il supporto del Teatro pubblico pugliese.

«Accogliamo un artista che ci ha sempre abituato a musica di alta qualità – le parole dell’assessore allo spettacolo del Comune di Taranto, Fabiano Marti –, soprattutto per la sua capacità di parlarci attraverso stili e sonorità sempre nuove ed eclettiche. Max Gazzè è l’ennesimo fiore all’occhiello di questa stagione musicale, siamo certi che il pubblico rimarrà incantato da questo concerto».

Dal passato al futuro, passando per un presente poliedrico e ricco di stimoli: in “Amor Fabulas – Preludio” Max Gazzè mette tutto sé stesso, sogni, speranze, e il suo credo su quello che è il motore delle nostre vite, quell’amore che, spesso ingenuamente, associamo a una fiaba. Passione e vitalità si fondono per coinvolgere con la sua tipica energia gli spettatori, Max Gazzè anticipa con questo tour l’uscita del suo nuovo album, “Amor Fabulas”, che verrà lanciato nella primavera del 2024.

A fare da atmosfera alla serata ci saranno i successi di una vita, insieme a brani storici mai suonati dal vivo e anche quattro inediti, tra cui la recente “Che c’è di male”.

Alla band storica, composta da Cristiano Micalizzi alla batteria, Daniele Fiaschi alla chitarra, Clemente Ferrari alle tastiere, e Max Dedo ai fiati, si aggiungono due nuove importanti figure: Greta Zuccoli ai cori e Nicola Molino al vibrafono, entrambi polistrumentisti.

«Con Max Gazzè arriva sul nostro palcoscenico un artista a tutto tondo del cantautorato italiano – ha commentato Michelangelo Busco, direttore del teatro comunale Fusco –, capace di affascinare con la sua musica diverse generazioni di appassionati. Avere al Fusco personalità di questo tipo impreziosisce la stagione, e sicuramente i tanti che riempiranno il teatro si godranno appieno questo autentico spettacolo».

Biglietti in vendita sul circuito Ticket One

Poltronissima – intero € 48 + più diritto di prevendita
Poltrona platea settore b – intero € 45 + più diritto di prevendita
Galleria – € 38 + più diritto di prevendita
Palchi visibilità limitata – € 32 + più diritto di prevendita

Tracce

Le parole per un uomo, per un amico

04 Dic 2023

di Emanuele Carrieri

Il passare del tempo gioca brutti scherzi. Se poi sono passati oltre quaranta anni, lo scherzo diventa quasi di pessimo gusto. Accade, talvolta, che i ricordi si affollino, si mescolino, si confondano e poi, alla fine, non ci si ricorda chi c’era in quella occasione, chi ha fatto quella battuta che fece ridere a crepapelle tutti i presenti oppure chi raccontò quella barzelletta che fece sbellicare tutti a lungo. Ma ci sono dei ricordi che sembrano davvero scolpiti nella dura roccia. Eravamo diversi amici – non eravamo soltanto colleghi, eravamo diventati, pian piano, veri e propri amici – che facevamo tutti parte della redazione del Nuovo Dialogo e, qualche volta, ci si accordava per trascorrere insieme una giornata diversa. In effetti, erano delle gite fuori porta, così come si dice a Milano. Una domenica di aprile dei primi anni ottanta decidemmo di trascorrere tutta la giornata in quel di Porto Cesareo. All’ora di pranzo, ci sedemmo in uno dei molti ristoranti della cittadina e, per prima cosa, chiedemmo degli antipasti di mare. Uno dei camerieri, che aveva, fra le mani, diversi piatti ovali da portata, senza accorgersene, scaricò buona parte del condimento liquido dei coccioli di mare sul retro della mia giacca. Non me ne accorsi, non se ne accorse il cameriere e nemmeno gli altri commensali. Ma, mentre degustavamo cozze e polipo, Angelo Caputo, che era seduto alla mia sinistra, prese un pezzo di pane e iniziò a strofinarlo sulla mia giacca. Mi girai e lo guardai incuriosito. “Scusa, Emanue’, sto facendo la scarpetta! Il condimento sta tutto qua!”. In quel tempo, a quella età (avevo poco più di venti anni), in un frangente del genere (una giacca indossata per la prima volta il giorno precedente), avrei preso fuoco nell’acqua, mi sarei infuriato, inviperito, imbufalito. Non accadde nulla di tutto ciò. Fui smontato dalla espressione serafica della faccia di Angelo, o, probabilmente, fu il suo sorriso a sgonfiarmi oppure l’innocenza della sua battuta. Era così. Angelo era proprio così. Nelle relazioni con le persone era semplice, spontaneo.

Il suo non era un atteggiamento di parvenza, non era un voler essere a ogni costo simpatico, soprattutto perché era autentico, era genuino, era schietto. In chi lo incontrava per la prima volta poteva provocare l’impressione di essere una persona un po’ ingessata, non molto sciolta. Ma poi, conoscendolo, le cose erano totalmente diverse. In questo, Angelo somigliava tantissimo al suo papà, Nicola: chi scrive ebbe, negli anni ottanta, la fortuna di essere incluso fra i suoi “giovani allievi” nella redazione del Corriere del Giorno. Angelo era “tutto” suo padre: la stessa finezza, lo stesso garbo, la stessa discrezione, la stessa delicatezza e signorilità. Delle volte, in taluni periodi spesso, capitava che ci si ritrovasse a parlare, con lui e con altri del mestiere, delle peripezie lavorative che erano elementi caratteristici dei nostri primi avvicinamenti a una cerchia tutta particolare, come quella del giornalismo, sia della televisione che della carta stampata. Ecco, in quelle occasioni, nessuno di noi lo sentiva mai esprimere giudizi simili a verdetti, vocaboli o frasi di condanna verso chiunque. Mai, neanche nei periodi più complicati della sua esistenza, nei suoi modi, è emerso un indizio di rabbia, di rancore o risentimento. Il suo non era uno stile assolutorio oppure giustificativo: era bravissimo a sprofondarti nel mare dei dubbi. Le sue risposte erano molte volte delle domande del tipo: tu sei certo che sia davvero così? Sei sicuro che volessero farti un torto? Non ti viene il dubbio che ciò sia dovuto a un motivo diverso, magari del tutto differente? Non lo faceva per contraddire ma solo per aiutare l’amico con cui stava parlando, a pensare, ragionare, riflettere sulle situazioni, sui fatti, sulle persone, ma perché alle fondamenta, alla base, c’era una enorme bontà, un immenso altruismo, una infinita generosità. Anche quando era in situazioni di difficoltà, sulle quali non diceva mai nulla, il suo sorriso era sempre lo stesso, lo sguardo continuava a rimanere genuino, la sua battuta era sempre pronta, l’accoglienza che riservava a ogni persona era sempre premurosa, calorosa, festosa. Alla fine degli anni ottanta, un mio cambiamento di città mi portò molto lontano, e per un periodo di tempo davvero lungo. Ma quando incontravo Angelo, quando avevo l’opportunità di vederlo, sembrava che il tempo si fosse arrestato, che ci fossimo incontrati solo la sera prima. Ogni incontro, con lui, era all’insegna della festa, dell’allegria, della contentezza, della felicità, della gioia. Si conversava, ridendo, dei tempi passati e, seriamente, delle cose essenziali, importanti delle nostre vite. Il momento dei saluti finali era quasi sempre uguale: “Angiulì, vuoi sentire l’ultima barzelletta sui gesuiti!”. Anche la risposta era sempre uguale: “E vai!”. Nelle ore della serata di martedì, quando si sparse la notizia che Angelo era volato in cielo – mai, come nel suo caso, il nome fu tanto adeguato – cominciarono a intercorrere decine e decine di telefonate. In una di quelle conversazioni, mi fu rivolto “insistentemente” (situato fra virgolette perché è solamente un eufemismo!) l’appello a scrivere qualcosa su Angelo. “Ci penso!” fu la mia risposta tranchant, quasi liquidatoria. E così, escluso il giornalista eccellente, il professionista serio e preparato, lo studioso appassionato dei riti della Settimana Santa di Taranto, il commentatore con la voce inconfondibile delle dirette tv delle processioni, escluso il marito e il padre, a me non è rimasto da scrivere che dell’uomo e dell’amico. Lassù, avrà sorriso. Immagino la sua voce: “Dai, Emanue’! Ancora? Così, va bene!”.

Hic et Nunc

Papa Francesco: “Guerre e conflitti danneggiano l’ambiente e dividono le nazioni”

04 Dic 2023

“È sotto gli occhi di tutti come guerre e conflitti danneggiano l’ambiente e dividono le nazioni, ostacolando un impegno condiviso su temi comuni, come la salvaguardia del pianeta”: a denunciarlo è papa Francesco, nel saluto preparato in occasione dell’inaugurazione del “Faith Pavilion” all’Expo City, a Dubai, e letto questa mattina dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. “Sappiamo quanto la pace e la custodia del creato siano interdipendenti”, osserva Francesco, secondo il quale “una casa è vivibile per tutti solo se si instaura un clima di pace all’interno. Così è per la nostra Terra, il cui suolo sembra unirsi al grido dei bambini e dei poveri per far giungere fino al cielo una sola implorazione: pace!”. “Custodire la pace è anche compito delle religioni”, l’invito del pontefice: “Per favore, non ci siano incoerenze su questo. Non si smentisca con i fatti ciò che si dice con le labbra: non ci si limiti a parlare di pace, ma si prenda posizione netta contro chi, dichiarandosi credente, alimenta l’odio e non si oppone alla violenza”. Poi la citazione di San Francesco di Assisi: “La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori”, unita all’invito ad  “essere, insieme, costruttori di pace e custodi del creato”.

Corso di formazione

Mcl di Torricella: secondo incontro di formazione politica e di cittadinanza attiva

04 Dic 2023

di Angelo Diofano

Continua a Torricella il corso di formazione politica e cittadinanza attiva “Democrazia del futuro. Noi siamo i protagonisti”, organizzato dal circolo Movimento Cristiano Lavoratori di Torricella, in collaborazione con la Consulta giovanile del Comune di Maruggio, il presidio Libera di Manduria, l’associazione Lotus,  il circolo Mcl di Leporano e l’Avis di Torricella con il patrocinio del  presidente del Consiglio regionale Puglia, l’Unione dei Comuni ‘Terre del Mare e del Sole’ e il Comune di Torricella. 

Il secondo incontro si è tenuto venerdì 1 dicembre, nella sede Avis in via Tenente Minniti, sul tema: “Donne e Uomini contro la violenza di genere” con la testimonianza della dott.ssa Novella De Angelis – psicologa – dirigente Asl Taranto, dell’avv. Anna Grazia  Maraschio, assessore della Regione Puglia, dell’avv. Maristella Carabotto, sindaco di Monteparano, dell’avv. Daniele Galoppa e del dott. Alfredo Longo sindaco di Maruggio.
Ha moderato i lavori Gianni Sebastio, direttore di Antenna Sud.

L’evento di formazione è organizzato in collaborazione con l’operatore culturale Giuseppe Semeraro e vede il sostegno dell’azienda vinicola Cicella di Torricella.
Sono molto soddisfatta della partecipazione responsabile dei giovani e delle donne registratasi nei due incontri – ha dichiarato la presidente del circolo Mcl di Torricella  Grazia Pignatelli -. Questo percorso ci arricchirà tutti,  per continuare a essere, in particolare i giovani, più attenti alla vita culturale e istituzionale dei nostri territori”.

Festeggiamenti patronali

Festa di Santa Barbara: messa dell’arcivescovo Miniero in Cattedrale

04 Dic 2023

di Angelo Diofano

Lunedì 4 dicembre si festeggia Santa Barbara, patrona della Marina Militare e dei Vigili del fuoco. Nell’occasione nella basilica cattedrale di San Cataldo alle ore 10 l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la santa messa solenne assieme ai cappellani militari; saranno presenti il Comandante interregionale Marittimo Sud, amm. div. Flavio Biaggi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, ing. Giuseppe Merendino, e le autorità militari, civili e religiose; al termine sarà letta la preghiera del Marinaio e quella dei Vigili del fuoco.
A seguire, ci sarà il defilamento della Fanfara di Presidio della Marina Militare per le vie cittadine fino al Monumento al Marinaio in corso Due Mari, dove sarà eseguito l’Inno nazionale; in contemporanea, dagli spalti de castello aragonese due vigili del fuoco si caleranno con due grandi cortine tricolori fino alla banchina sottostante.
Su corso De Mari, infine, per tutta la giornata si potranno visitare stand della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco.

Salvaguardia del Creato

Cop28, Bruni: “A Dubai il card. Parolin per portare il contributo di papa Francesco”

foto Siciliani-Gennari/Sir
01 Dic 2023

“Posso confermare che il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, presiederà la delegazione della Santa sede già presente a Dubai in occasione della Cop28, per portare, nella giornata di sabato 2 dicembre, il contributo che avrebbe desiderato pronunciare il santo padre”. Lo ha comunicato, in risposta alle domande dei giornalisti, il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni.
“Il giorno seguente, domenica 3 dicembre, insieme al cardinale prefetto del dicastero per il Dialogo interreligioso, Ayuso Guixot, il segretario di stato parteciperà alla programmata inaugurazione del Faith Pavillion”, ha aggiunto il portavoce vaticano riferendosi al secondo e ultimo momento pubblico del viaggio del papa a Dubai, programmato e poi annullato a causa di motivi di salute.

Ricorrenze

Santa messa nel ricordo del giovane Pierangelo Capuzzimati, servo di Dio

Pierangelo Capuzzimati con papa Benedetto XVI
01 Dic 2023

di Angelo Diofano

In occasione del 15.mo anniversario della nascita al Cielo di Pierangelo Capuzzimati, servo di Dio, sabato 2 dicembre alle ore 10.30 al cimitero di San Giorgio Jonico nel suo ricordo sarà celebrata una santa messa presieduta da don Cristian Catacchio, suo postulatore della causa di beatificazione, assieme a don Francesco Santoro, parroco all’Assunta di Faggiano – dove il  giovane ha vissuto – e ai sacerdoti della vicaria e che lo hanno conosciuto.
“Cosa è la fede? Chi è Dio? È un bisogno, una necessità, la verità che traspare dal volto di ognuno”: questa sua significativa  riflessione, riportata nella locandina della santa messa.

“Quella di Pierangelo è una vicenda umana che merita di essere conosciuta perché schiude ai lettori la figura di un giovane che a 17 anni è in possesso di una forte personalità, di un notevole bagaglio culturale e soprattutto di una fede adulta che gli permette di non arrendersi di fronte a un male che non perdona” – così spiega Giuseppe Grasso nel suo libro “Pier… una scheggia in Paradiso” in cui invita ad approfondire il messaggio, ricco di sollecitazioni per aprirsi alla misericordia di Dio, che scaturisce dalla breve vita di Pierangelo.

Di carattere tranquillo e riflessivo, il giovane sorprendeva insegnanti e familiari per la sua sete di conoscenza. Nell’estate del 2004 gli fu diagnosticata una forma di leucemia che egli interpretò come un’occasione per meditare ancora di più e per sentire Gesù come un vero amico. Morì il 30 aprile 2008, due mesi prima di compiere diciott’anni. Il 26 aprile 2018 la Santa sede concesse il nulla osta per l’avvio della sua causa di beatificazione e canonizzazione. 

“Sul giovane Pierangelo esiste un altro libro dal titolo “Lo stupore dinanzi alla Bellezza – I miei ricordi del servo di Dio Pierangelo Capuzzimati” scritto da Ada Principale, che ne è stata l’insegnante.

Eventi natalizi in provincia

“Christmas Village”, si accende il Natale nel cuore commerciale di Grottaglie

01 Dic 2023

Una grande ruota panoramica, per la prima volta a Grottaglie; un percorso con otto postazioni gastronomiche, camioncini di cibo da strada da tutta Italia; un “parco divertimenti-villaggio” di Babbo Natale, con giochi e gonfiabili dedicati ai bambini; ed infine artisti di strada, musica, negozi aperti ed illuminati a festa.

I commercianti di Via Marconi e piazza Verdi avviano il Natale a Grottaglie. Venerdì 8 dicembre e sabato 9 dicembre la strada – una delle principali arterie commerciali del comune del Tarantino – e la piazza ospiteranno la manifestazione “Christmas Village”. Le iniziative sono promosse ed organizzate dal Comitato commercianti via Marconi e piazza Verdi, rappresentato da Angela De Siato, con il patrocinio del Comune di Grottaglie e dell’Associazione commercianti di Grottaglie ed il sostegno di alcuni sponsor. Tutti i commercianti hanno partecipato in maniera volontaria per supportare la manifestazione; sono 80 le attività aderenti, che, nelle due serate dell’8 e del 9 dicembre, terranno i negozi aperti.

La manifestazione è stata presentata alla stampa e alla comunità mercoledì 29 novembre, nell’aula consiliare del Comune di Grottaglie, alla presenza del sindaco Ciro D’Alò, dell’assessore comunale alle attività produttive Maria Anastasia, del vicesindaco ed assessore comunale Vincenzo Quaranta (spettacolo, sport, associazionismo), dell’assessore comunale Antonio Vinci (turismo, marketing territoriale, cultura), del portavoce dell’organizzazione Massimiliano Manisi e dei commercianti che hanno collaborato all’iniziativa.
Intento degli organizzatori è promuovere un momento di festa in avvio del periodo natalizio e, al contempo, l’incontro con i cittadini e tra i commercianti e la comunità, per valorizzare il commercio locale. Non è Natale senza le vie illuminate e le vetrine vestite a festa: per questo, il Comitato commercianti via Marconi e piazza Verdi vuole dare impulso a queste festività attraverso i due giorni di iniziative.

Lo street food

Lunga quasi un chilometro, via Marconi ospiterà otto postazioni di truck food: camioncini tipici, dallo stile vintage (alcuni di questi sono mezzi storici ristrutturati), in cui si proporrà il miglior cibo di strada selezionato tra varie proposte regionali e da tutta Italia. Ci sarà il caciocavallo impiccato, formaggio fuso lentamente con il calore della brace che accompagnerà la focaccia barese e il capocollo de “Il fuso” di Bari; i panini e le proposte gastronomiche regionali de Lu Calabrese fast food, con salsiccia calabra e provola; “Lu Kosu”, un’attività della provincia di Lecce che ha rivisitato in chiave salentina un dolce tipico ungherese; “Il Corsaro”, un truckfood di 13 metri, il più lungo d’Italia, che servirà puccia con bombette; le crêpes di “Stacco”, storica creperia pugliese con ingredienti di qualità e proposte dolci e salate; ci saranno due postazioni di bevande e le birre del birrificio artigianale Daniel’s e un chiosco con zucchero filato. Tutte le attività gastronomiche di via Marconi e piazza Verdi, come rosticcerie e ristoranti, saranno punti ristoro e serviranno delle loro proposte tipiche ed assaggi dei loro prodotti. L’evento è plastic free, tutti gli operatori sono stati invitati ad utilizzare materiale riciclabile. Saranno presenti contenitori per la raccolta differenziata.

La ruota panoramica

Maestosa e colorata, dal fascino antico e romantico, l’attrazione di Christmas Village sarà sicuramente la ruota panoramica. Alta 18 metri, sarà posizionata su piazza Verdi e i visitatori potranno apprezzare il carosello di luci e colori che la caratterizza e fare un giro per entusiasmarsi ed ammirare le vie illuminate a festa dall’alto. Tutte le misure di sicurezza sono state adottate per garantire la massima tranquillità a famiglie e bambini, ai giovani e a tutti i visitatori, che potranno vivere l’esperienza della ruota panoramica. La ruota panoramica è gestita da una storica famiglia di giostrai, la famiglia Soffiatti, che porta questa attrazione in giro per tutta Europa.

Gli artisti di strada

Nelle due serate, la via e la piazza saranno animate da artisti di strada, mangiafuoco, trampolieri, giocoleria e i negozi saranno aperti. Ci saranno dei figuranti con cui poter fare una foto da postare sui social.

La Christmas radio e i concerti – il raduno di auto e moto storiche – il parco divertimenti

La Christmas Radio, in filodiffusione, accenderà la festa: l’8 dicembre ci sarà Sandra Santoro, il 9 dicembre sarà in scena Kokò. Sarà anche l’occasione per dare voce ai passanti ed intervistare i visitatori, e chiedere loro un augurio per queste festività.

La manifestazione sarà inaugurata l’8 dicembre, di mattina, con un raduno di auto e moto d’epoca e la ruota panoramica. Saranno presenti appassionati del settore da tutta la provincia di Taranto e dalle province di Bari e Brindisi. Parteciperà il campione della specialità “velocità in salita” per il centro Sud – Autostoriche 2022 Francesco Maltese. Un gruppo di amatori e collezionisti del territorio prenderà parte con vespe e lambrette d’epoca.

Dalle 19 alla mezzanotte, nelle due giornate, saranno attivi la ruota panoramica e il percorso di street food. Nella sera dell’8 dicembre, sul palco in via Marconi, ci sarà un concerto gospel, con i “Vocal Sinergy”. Nella serata del 9 dicembre, invece, la “Salento street band”, un gruppo di 15 elementi, attraverserà la festa, suonando in maniera itinerante. La strada e la piazza saranno illuminate dalle luci natalizie e le vetrine si tingeranno dei colori e delle atmosfere di festa. Sarà presente inoltre un’area – parco divertimenti con gonfiabili e giochi per i bambini, allestita dalla Original party.

Emergenze ambientali

Cop28, Van der Heijden (Unicef): “Gli Stati devono agire per garantire il diritto dei bambini a un pianeta pulito e sostenibile”

foto Unicef
01 Dic 2023

“Il nostro successo o fallimento nel rispondere alla crisi climatica sarà valutato su due numeri: mantenere il limite di 1,5 gradi e proteggere il miliardo di bambini messi a rischio da questa crisi. La crisi climatica non sta solo cambiando il pianeta, sta cambiando i bambini. I loro corpi e le loro menti sono particolarmente vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico; i bambini sono colpiti in modo sproporzionato da questa crisi che non hanno creato”. Lo afferma la vicedirettrice generale dell’Unicef, Kitty van der Heijden, in relazione alla Cop28. “Oggi, a 30 anni dalla firma della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, i bisogni dei bambini, i loro diritti e le prospettive sono quasi interamente assenti dalle politiche, le azioni e gli investimenti sul clima a tutti i livelli. La Cop28 può porre rimedio a questa situazione. I leader devono mettere i bambini al centro dei risultati della Cop28, dando alle loro vulnerabilità, ai loro bisogni e ai loro diritti la rilevanza che meritano”. Aggiunge: “Le Parti aderenti all’Accordo di Parigi hanno convenuto che nell’intraprendere azioni per il clima, gli Stati devono rispettare, promuovere e considerare i diritti dei bambini e l’equità intergenerazionale […]. Gli Stati devono agire per garantire il diritto dei bambini a un pianeta pulito, sano e sostenibile”.
Qui per saperne di più sul perché i bambini del mondo hanno bisogno di un’azione urgente sui cambiamenti climatici.