Ecclesia

Il clero della diocesi di Castellaneta ha visitato Martina Franca

09 Gen 2024

di Ottavio Cristofaro

Nella giornata di ieri, un nutrito gruppo di preti della diocesi di Castellaneta, accompagnati dal direttore dell’Ufficio diocesano per la formazione permanente del clero e del diaconato permanente, don Antonio Favale, ha fatto visita a Martina Franca. Assieme a loro c’era anche il vescovo di Castellaneta, mons. Sabino Iannuzzi.
Un momento di formazione continua riservato a sacerdoti giovani di età oppure di recente ordinazione, che si è svolto ieri pomeriggio nell’ex convento delle agostiniane al Villaggio di Sant’Agostino. In mattinata, invece, una visita alle bellezze del centro storico di Martina Franca. Prima tappa alla chiesa di San Francesco da Paola e al suo convento, luogo che fino a diversi anni fa ospitava la sede del seminario minore. Poi la visita alle meravigliose sale del piano nobile al Palazzo ducale, non poteva mancare la tappa alla Basilica di San Martino, per poi concludere il giro al museo della Basilica.

Diocesi

Consegnate borse di studio alla San Nunzio Sulprizio

09 Gen 2024

di Angelo Diofano

Domenica 7 nella chiesa San Nunzio Sulprizio, a Taranto, sono state consegnate le borse di studio a tre neodiplomate distintesi per merito a cura del gruppo di preghiera “San Nunzio Sulprizio”. Le borse di studio sono state consegnate da Carmine e Rosa (genitori di Vittorio Rossi), Angela e Letizia (mamma e sorella di Miriam Vestita) e dal parroco don Giuseppe Carrieri a: Amalia Cafagna, Grazia De Vita e Maria Angela Mancone.

Allietata da intermezzi musicali a cura di Giuseppe Fragnelli, durante la serata Marcella Micelli ha presentato il suo libro “La virtù della Tenerezza, via di santità per gli sposi”, con prefazione di don Carlo Rocchetta. Si tratta di un percorso di riflessione e studio in cinque tappe per far riscoprire agli sposi di oggi la bellezza della loro vocazione al matrimonio come vocazione alla santità: sia a livello di elaborazione di un integrale concetto di sacramento nuziale, sia a livello di pastorale matrimoniale e di educazione dei coniugi a una piena realizzazione della loro nuzialità. Particolare risalto viene dato nel testo alla virtù della tenerezza. Marcella Micelli è docente di religione, educatrice e catechista. Ha conseguito la laurea in scienze del servizio sociale e in scienze religiose con indirizzo pedagogico-didattico, è impegnata nell’accompagnamento delle coppie al sacramento del matrimonio e nella formazione alla vita coniugale.

Lavoro

Ex Ilva: Mittal volta le spalle al governo che ora dovrà decidere il futuro

08 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Futuro Ilva: Mittal è venuto allo scoperto, nell’incontro con la delegazione del governo dichiarandosi indisponibile ad “assumere impegni finanziari”. Nessuno si aspettava realmente qualcosa di diverso, dal momento che il gruppo franco-indiano non ha mai realmente mostrato di credere del futuro dell’acciaio italiano e ha fatto capire, dal primo momento che il suo interesse era quello di acquisire le quote produttive per spostarle altrove. Soltanto l’allora ministro Calenda, che guidò la privatizzazione, molto criticata, ci è cascato, trascurando i gravi contenziosi che l’azienda creava in tutto il mondo, dalla Francia al Canada, dalla Bosnia al Kazakhstan. Trascinandosi dietro tutto il paese che, nel corso degli ultimi anni, ha messo sempre mano al portafogli. E che ha tirato fuori centinaia di milioni di euro per evitare la chiusura dell’ex Ilva, mentre Mittal stava a guardare, assieme ai manager preposti con intollerabile arroganza.

Ma cos’è accaduto nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con ArcelorMittal? É accaduto, come leggiamo nella breve nota diffusa da Palazzo Chigi, che “la delegazione del Governo ha proposto ai vertici dell’azienda la sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale, pari a 320 milioni di euro, così da concorrere ad aumentare al 66% la partecipazione del socio pubblico Invitalia, unitamente a quanto necessario per garantire la continuità produttiva”. Al che ArcelorMittal si è detta “indisponibile ad assumere impegni finanziari e di investimento, anche come socio di minoranza”, e Il governo, prendendone atto, “ha incaricato Invitalia di assumere le decisioni conseguenti, attraverso il proprio team legale”. Si è deciso, inoltre, di convocare le organizzazioni sindacali per il pomeriggio di giovedì 11 gennaio e in quella sede potrebbero essere forniti i dettagli della procedura che si intende seguire.

Ma cosa succederà a questo punto? Lo scenario più probabile è quello dell’amministrazione straordinaria. Non sarà semplice arrivare a una soluzione armonica e la via del contenzioso rischia di complicare ogni scelta del governo. Ricorrendo a una norma del decreto 2/2023, si potrebbe arrivare sì all’amministrazione straordinaria su richiesta del socio pubblico, ma non è escluso, in questo caso, un braccio di ferro legale con il socio privato. Un’ipotesi alternativa è il ricorso alla composizione negoziata di crisi, procedura stragiudiziale che consente di attivare misure protettive a tempo per evitare che i creditori aggrediscano il patrimonio.

Nelle intenzioni del governo, ad ogni modo, c’è l’individuazione di un partner industriale che possa subentrare. Da mesi ormai si fa il nome di Arvedi o di altri acciaieri del Nord.

I sindacati di categoria, Fim Fiom Uilm, da parte loro, rimarcano, in una nota congiunta, ciò che hanno denunciato e per cui hanno mobilitato le lavoratrici e i lavoratori: “la necessità di un controllo pubblico e la mancanza di volontà del socio privato di voler investire risorse sul futuro dell’ex Ilva”.

“L’indisponibilità di Mittal, manifestata oggi nell’incontro con il Governo, – per i sindacati – è gravissima, soprattutto di fronte alla urgente situazione in cui versano oramai i lavoratori e gli stabilimenti, e conferma la volontà di chiudere la storia della siderurgia nel nostro Paese. Nell’incontro di giovedì ci aspettiamo dal governo una soluzione che metta in sicurezza tutti i lavoratori, compreso quelli dell’indotto, e garantisca il controllo pubblico, la salvaguardia occupazionale, la salute e la sicurezza, il risanamento ambientale e il rilancio industriale”.

All’incontro di Palazzo Chigi erano presenti, per l’esecutivo il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, il ministro degli affari Ue e Pnrr, Raffaele Fitto, delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, del lavoro, Elvira Calderone, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano e l’ad di Invitalia Bernardo Mattarella. La delegazione aziendale era guidata, invece, dall’ad Aditya Mittal.

Ricordiamo, in conclusione, che lunedì 8 una delegazione del sindacato di base Usb è stata ricevuta, a Roma, dal presidente della Cei cardinale Zuppi.

Premio

Medici per San Ciro 2024: pubblicato il bando del premio

08 Gen 2024

È tutto pronto per l’organizzazione della diciannovesima edizione di Medici per San Ciro e come prima iniziativa si parte con la pubblicazione del bando premio di studio “Ciro Rosati”, per l’assegnazione di una borsa di studio del valore di € 1.000,00 a un giovane laureato in medicina e chirurgia.
Lunedì 29 gennaio, a conclusione della cerimonia religiosa alle ore 19 nella Chiesa madre Collegiata Maria SS. Annunziata di Grottaglie si terrà la cerimonia di assegnazione del premio Ciro Rosati ad un giovane laureato in medicina e chirurgia, residente a Grottaglie e che abbia conseguito il titolo accademico nell’anno 2023.
“Dal 2006 e quindi da 19 anni la odv Medici per San Ciro organizza e promuove questo premio – spiega il presidente dell’associazione, dott. Salvatore Lenti – dal 2013 la famiglia Rosati mette a disposizione questa borsa di studio in memoria del proprio congiunto Ciro, illustre medico e stimato professionista di Grottaglie, in favore di un giovane laureato in medicina. I nostri giovani vanno incoraggiati nel proseguimento del loro percorso di studi e di ricerca, sperando un giorno possano tornare nel loro territorio di origine arricchiti di nuove esperienze e tanta formazione e dove possano trovare giusta riconoscenza e la valorizzazione del loro impegno”.
Il bando per l’assegnazione della borsa di studio è stato pubblicato sul sito dell’associazione www.medicipersanciro.org, sui canali social di Medici per San Ciro oppure è reperibile nella sede della stessa, in piazza Regina Margherita 28, a Grottaglie (Ta). 
Termine ultimo della presentazione delle candidature sono le ore 12 di martedì 24 gennaio.  Requisiti minimi previsti per partecipare all’assegnazione del premio di studio “Ciro Rosati” è la residenza a Grottaglie, la laurea in medicina e chirurgia e 28 anni il limite massimo di età. 

Natale a Taranto

Mostra di presepi: la serata finale alla San Francesco di Paola

08 Gen 2024

Almeno tremila persone hanno ammirato, nel corso delle festività natalizie, la mostra “I presepi a Taranto” (35.ma edizione) allestita nella galleria comunale del castello aragonese a cura della sede tarantina dell’associazione “Amici del presepio”. Nella cerimonia conclusiva della rassegna, nella serata del 6 gennaio nella chiesa di San Francesco di Paola e presentata dal giornalista Matteo Schinaia, si è svolta la consegna degli attestati di partecipazione a tutti gli espositori (una trentina circa). Momento centrale, l’annuncio da parte del presidente dell’associazione, Francesco Schinaia, della personalità cui è stato assegnato il premio “Mons. Grottoli”, edizione 2023, cioè l‘avv. Francesco Gatto, presidente del circolo filatelico e numismatico “La Persefone Gaia”, curatore di una mostra in tema sempre nella galleria comunale. Inoltre due attestati speciali di riconoscimento sono andati alla giornalista Tiziana Grassi, per il sostegno alla mostra, e al prof. Giuseppe Ferrara, ce da alcuni anni realizza il bozzetto della locandina della manifestazione. Un ulteriore segno di riconoscimento è stato consegnato dal presidente Schinaia al parroco della San Francesco di Paola, padre Alessandro Chiloiro (nella foto), anche lui provetto presepista, per l’ospitalità assicurata alla cerimonia conclusiva, cui hanno partecipato il soprano Miriam Serio (accompagnata in alcune esecuzioni da un coretto di bambini) e il prof. Antonio Fornaro, studioso di tradizioni locali, che ha illustrato alcuni aspetti del Natale tarantino.

Ecclesia

Papa Francesco: “Documento finale Cop28 passo incoraggiante”, serve “pieno coinvolgimento di tutti”

08 Gen 2024

“La crisi climatica esige una risposta sempre più urgente e richiede il pieno coinvolgimento di tutti quanti, così come dell’intera comunità internazionale”. Lo ribadisce il papa, nel tradizionale discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico, in cui fa presente che “tra le cause di conflitto vi sono anche le catastrofi naturali e ambientali”. Secondo Francesco, “l’adozione del documento finale alla Cop28 rappresenta un passo incoraggiante e rivela che, di fronte alle tante crisi che stiamo vivendo, vi è la possibilità di rivitalizzare il multilateralismo attraverso la gestione della questione climatica globale, in un mondo in cui i problemi ambientali, sociali e politici sono strettamente connessi”. “Alla Cop28 è emerso chiaramente come quello in corso sia il decennio critico per fronteggiare il cambiamento climatico”, fa notare il pontefice, rammaricandosi di non aver potuto partecipare personalmente all’evento: “La cura del creato e la pace sono le tematiche più urgenti e sono collegate”. Di qui l’auspicio che “quanto stabilito a Dubai porti a una decisa accelerazione della transizione ecologica, attraverso forme che trovino realizzazione in quattro campi: l’efficienza energetica; le fonti rinnovabili; l’eliminazione dei combustibili fossili; l’educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi”.

Angelus

Papa Francesco: “Festeggiare il battesimo perché è un nuovo compleanno”

08 Gen 2024

“Festeggiare il proprio Battesimo: è un nuovo compleanno”. È l’invito del papa, durante l’angelus di ieri in piazza San Pietro, subito dopo la messa nella cappella Sistina durante la quale ha battezzato 16 bambini. “È importante ricordare il giorno del Battesimo e anche conoscerne la data”, ha ribadito Francesco: “Io domando a tutti voi – ognuno ci pensi –: ‘Io ricordo la data del mio Battesimo?’. Se tu non la ricordi, quando tornerai a casa, domandala per non dimenticarla più, perché è un nuovo compleanno, perché con il tuo Battesimo sei nato alla vita della grazia. E possiamo chiederci: io sono consapevole del dono immenso che porto in me per il Battesimo? Riconosco, nella mia vita, la luce della presenza di Dio, che mi vede come suo figlio amato, come sua figlia amata?”. “Non dimenticatevi la data del Battesimo che è un compleanno”, ha ripetuto il papa: “Maria, tempio dello Spirito, ci aiuti a celebrare ed accogliere le meraviglie che il Signore compie in noi”.

Ordinazione sacerdotale

Don Giorgio, ordinato sacerdote

08 Gen 2024

di Angelo Diofano

Alla presenza di una folta rappresentanza del clero diocesano, venerdì pomeriggio, 5 gennaio, nella basilica cattedrale San Cataldo, don Giorgio D’Isabella è stato ordinato sacerdote per l‘imposizione delle mani e la preghiera consacratoria da parte dell’arcivescovo emerito mons. Filippo  Santoro (mons. Ciro Miniero vi è stato impedito da problemi di salute). Ha concelebrato il vescovo eletto della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, mons. Giuseppe Russo. Fra i banchi, numerosi seminaristi dell’Almo Collegio Capranica, frequentato dal novello sacerdote. Accompagnati dagli educatori e dal rettore mons. Riccardo Battocchio.

Mons. Santoro, nell’omelia, ha ricordato che proprio all’Almo Collegio egli si è preparato al sacerdozio, negli anni dell’immediato post Concilio: “Si è trattata di una esperienza indimenticabile insieme ai miei ventisette anni in Brasile e agli undici anni e mezzo qui in diocesi, in cui ho ordinato 34 sacerdoti” – ha detto.

Così ha proseguito, rivolgendosi a don Giorgio: “Ti sei mosso per una pienezza e per un compito nella vita; per un servizio ai tuoi fratelli e alle tue sorelle. Così tu ricerchi la sapienza divina e umana per offrire alle persone la vicinanza del Mistero fatto carne, per offrire la pace in tempi di guerra, l’amore senza possesso in tempi di femminicidio e l’affezione umana che è propria di Cristo, a cominciare dai più poveri”.

“La Chiesa  ha riferito – non esiste per se stessa ma è per il mondo, con il cuore appassionato e non da burocrati, nel cammino solidale con i tuoi fratelli e sorelle. Papa Francesco nel Sinodo sull’Amazzonia ha parlato del “transborde”, cioè di un amore traboccante, non solo della castità, ma anche dell’obbedienza e della povertà. E tutto questo non come aggiunta moralistica al cammino già complesso della vita, ma come dono che rinnova l’umano e ci fa portatori di speranza”.

Quindi , a proposito del Vangelo dell’Epifania, mons. Santoro ha continuato: “Osservando la stella, i Magi ritrovano la strada che li conduce alla “casa” tanto cercata e desiderata. E così Dio si manifesta e lo adorano in un bambino in braccio a sua Madre.  Potremmo dire che i Magi ci offrono un modello di sana devozione mariana ante litteram, dove si contempla il dono dell’abbraccio di Cristo all’umanità redenta che si è fidata della Parola di Dio. Infine, essi  ripartono da lì ma percorrendo un’altra strada. Così appare il dono di Dio che si manifesta a noi: la conversione che ci fa cambiare strada, non più guidati dalla stella cometa, ma dall’incontro con il Signore, non più determinati da chissà quali eventi della natura ma con una forza ben più grande che ci è data da Cristo e da lui solo”.

Natale a Taranto

Rinviata la “Calata dei Magi” a Lama

05 Gen 2024

di Angelo Diofano

Per i previsti peggioramenti meteorologici, la sacra rappresentazione della “Calata dei Magi” a Lama è stata rinviata a domenica 14 gennaio alle ore 19, con successivo spettacolo musicale in piazza e i fuochi pirotecnici finali. Nella medesima mattinata, alle ore 12.15, si terrà l’estrazione dei biglietti della lotteria.

Nella mattinata di sabato 6 gennaio il programma resterà invariato, con lo sparo iniziale dei “colpi oscuri” , il giro della banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” in tutte le zone di Lama (ore 8) e la processione di Gesù Bambino” (ore 11.30) che si spingerà fino a contrada San Domenico. In serata, alle ore 17.30, non celebrerà l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, impossibilitato per problemi di salute, ma il parroco don Luigi Pellegrino.

Ordinazione sacerdotale

Don Giorgio D’Isabella, oggi 5 gennaio, diventa sacerdote

05 Gen 2024

di Angelo Diofano

Dopo l’accantonamento del cammino di fede, una volta ricevuti i sacramenti, ecco il richiamo del mondo, le amicizie, gli studi e il desiderio di costruire il futuro contando solo sulle proprie forze. Tutto lecito, come sempre, come per tanti. Accade talvolta che le strade della propria vita s’incrocino con quelle di Dio. E allora salta ogni progetto di vita per assumerne uno ben più importante: quello del servizio totale al Signore e al prossimo. È la storia di don Giorgio D’Isabella, 28 anni, che oggi 5 gennaio (in cattedrale, alle ore 16) diventerà sacerdote. Figlio di Mario (lavora in una nota catena di supermercati) e di Carmela Fumarola (dipendente Sanitaservice), due fratelli (Michele e Alessandra), il futuro presbitero ha vissuto sin da piccolo in parrocchia, quella dell’Addolorata, in via Laclos, a due passi dal SS.Annunziata.
Dopo la cresima, la fuga da Dio, non da accantonarlo in modo definitivo ma tanto quanto basta da lasciarGli uno spiraglio per farsi sentire all’occorrenza. Tanto accade intorno ai 18 anni, in vista del diploma di maturità all’istituto tecnico Pacinotti. “Furono alcuni miei amici a riparlarmi di Dio – racconta – e lo fecero in modo così convinto che rimanevo a lungo ad ascoltarli, prova di una vita di fede davvero vissuta. Grazie a loro ripresi ad andare a messa, a pregare. Ma in me c’era inquietudine, un qualcosa d’irrisolto, la ricerca di una risposta definitiva. La vocazione al sacerdozio? Sì, quella!”.

Nel giovane mancava però il coraggio della richiesta d’aiuto nel discernimento. “L’occasione – riferisce – mi fu data dall’omelia del mio parroco, don Amedeo Basile, durante la quaresima di una decina d’anni fa. Sarebbe stato un errore, disse, se quel periodo così importante dell’anno liturgico non avesse prodotto alcun mutamento in noi, lasciandoci come sempre. Quelle parole sembravano rivolte proprio a me. Mi sembrò una conferma, al momento della Comunione, la grande pace nel cuore, in una forte unione con il Signore. Così mi feci forza e manifestai le mie intenzioni a don Amedeo, che iniziò a seguirmi nel cammino vocazionale”.

Avuta conferma della chiamata al sacerdozio, rafforzata dal buon esito dell’anno propedeutico al seminario regionale di Molfetta, Giorgio fu inviato dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro all’Almo Collegio Capranica, a Roma, e ultimamente il giovane, ricevuta l’ordinazione diaconale il 23 aprile scorso, frequenta la facoltà di Filosofia alla Sapienza.

Ideale sacerdotali? Risponde: “Nell’ultimo periodo sono molto attratto dall’esempio di vita del beato don Pino Puglisi, impegnatosi strenuamente nella difesa degli ultimi e che seppe andare incontro alla morte con il sorriso e perdonando il suo uccisore”.

Infine, un consiglio per chi vorrebbe avvicinare i giovani alla fede. “Non servono molte parole ma una testimonianza di vita che lasci trasparire la gioia di seguire il Signore, com’è accaduto per me”.

Migrantes

Accoglienza: i percorsi di formazione della Fondazione Migrantes

foto Sir/Marco Calvarese
05 Gen 2024

di Raffaele Iaria

Con un nuovo appuntamento svoltosi nei giorni scorsi è proseguito il percorso di formazione giuridica, promosso dalla Fondazione Migrantes, rivolto ai direttori diocesani e regionali e ai loro collaboratori impegnati, nelle rispettive diocesi, nella pastorale delle migrazioni. Al centro dell’ultimo incontro, svoltosi nei giorni scorsi, il confronto sull’impatto della legge 50, il cosiddetto “Decreto Cutro”, nel sistema d’accoglienza in Italia. Secondo Migrantes è importante puntare sulla formazione indispensabile per rispondere ai cambiamenti legislativi. L’idea sorgiva di questi momenti – ha spiegato mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale di Migrantes – è quella di “gettare un iniziale piccolo seme di opportuna formazione. Un seme che va seguito, curato con continuità e lasciato crescere. È importante infatti – ha proseguito – approfondire, anche dal punto di vista giuridico, alcune tematiche sia per la salvaguardia della dignità delle persone, sia per contribuire a costruire un’opinione pubblica maggiormente informata”. Presente all’incontro anche il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, il quale, aprendo il meeting, ha ribadito che la “conoscenza fa parte dell’accoglienza”. Sottolineando poi l’importanza dell’iniziativa, mons. Baturi ha riproposto le parole di papa Francesco ricordando che “i migranti sono volti, non numeri; sono persone che non si possono semplicemente classificare, ma che occorrerebbe abbracciare”.

La disamina del testo è stata quindi affidata a Paola Scevi, direttrice del master in Diritto delle migrazioni nell’Università degli studi di Bergamo e docente di Diritto penale nello stesso ateneo. Nel suo intervento, ha sottolineato come “gran parte delle categorie analitiche tradizionalmente utilizzate (migrante economico, profugo, richiedente asilo, vittima di tratta, migrante irregolare, clandestino) sono poco efficaci nell’interpretare percorsi migratori multiformi e complessi, all’interno dei quali si intrecciano negazione di diritti, esperienze di sfruttamento ed emarginazione, progettualità, talvolta in violazione dell’interesse pubblico all’integrità dei confini e al controllo dei flussi migratori”. Nella sua relazione la docente si è poi soffermata sul terribile fenomeno della tratta, evidenziando che traffico e tratta di essere umani “sono spesso strettamente correlati, poiché entrambi sono contraddistinti da una parte dall’avvantaggiarsi di chi specula sui migranti, dall’altra dalla vulnerabilità di tutte quelle persone in cerca di protezione internazionale o di accesso al mercato del lavoro all’estero”.

Ad aprire il primo incontro di formazione svoltosi lo scorso febbraio il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei. Nelle sue parole il desiderio di sottolineare la bontà e l’utilità del servizio degli operatori pastorali, perché “chi si fa migrante tra i migranti è aiutato a stringere relazioni e stabilire tante alleanze, collaborazioni per portare a soluzione vicende spesso difficili e purtroppo prolungate nel tempo e che tante volte diventano delle vere e proprie patologie”. “Le persone con le quali vi siete messi in cammino – ha ribadito in quell’occasione rivolgendosi ai direttori e collaboratori degli uffici Migrantes delle diocesi italiane – ci aiutano a camminare e arricchiscono le nostre chiese e ci spingono a farci un po’ migranti”. C’è bisogno di formazione anche giuridica: “Tante volte ci sono novità normative peggiorative e che non affrontano i veri problemi e spesso limitanti rispetto all’evidenza delle situazioni che voi tutti i giorni vivete”.

Sulla validità dei corsi di formazione è intervenuto infine mons. Gian Carlo Perego, presidente dell’organismo pastorale della Cei. “I corsi sulla formazione giuridica della Migrantes, attivi da dieci anni – ha spiegato l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio –, sono uno strumento importante per l’azione di informazione e di advocacy che le Migrantes diocesane sono chiamate a realizzare. Dalla interpretazione delle leggi, dalla giurisprudenza nascono, infatti, percorsi di tutela dei migranti e richiedenti asilo”. Per mons. Perego la legislazione sulle migrazioni in questi anni è “cambiata, in particolare in questo ultimo anno, con decreti (come il cosiddetto decreto Cutro) e leggi che hanno modificato le forme di protezione internazionale in particolare, che chiedono alle Migrantes di lavorare sulla informazione (spesso ideologica) e sulla formazione degli operatori pastorali”.

Natale a Taranto

Il programma della Calata dei Magi a Lama

foto Pasquale Reo
05 Gen 2024

di Angelo Diofano

“E nell’andare così, ogni giorno, lì avremo la certezza, come i magi, che anche nelle notti più oscure brilla una stella. È la stella del Signore, che viene a prendersi cura della nostra fragile umanità. Mettiamoci in cammino verso di Lui”: con queste parole di papa Francesco, pronunciate nell’omelia per la solennità dell’Epifania 2022 in San Pietro, con cui chiede di imparare dai Magi il desiderio di Dio, il parroco della Regina Pacis di Lama, don Luigi Pellegrino, invita a partecipare alla “Calata dei Magi”, che avrà luogo nella serata del 6 gennaio sul piazzale antistante la chiesa. Quest’anno assisterà per la prima volta alla sacra rappresentazione l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, ormai divenuto estimatore delle tradizioni religiose tarantine, il quale alle ore 17.30 presiederà anche la solenne celebrazione eucaristica.

“La caratteristica predominante di questa sacra rappresentazione – ha detto il parroco, don Luigi Pellegrino – è la continuità, in quanto, in circa 130 anni di svolgimento, non si sono mai verificate interruzioni, neanche con la pandemia, durante la quale gli interpreti, con gli abiti di scena, hanno recitato la loro parte da casa. Il tutto, una volta assemblato, è stato poi mandato in onda attraverso i social”.

“Quanto avviene a Lama non è un semplice presepe vivente, ma la riproposizione di alcuni brani del Vangelo che coinvolge emotivamente sia chi partecipa attivamente sia chi assiste – ha continuato – Risulta veramente difficile, infatti, restare indifferenti davanti a quanto si svolge sul piazzale della chiesa, dove le voci degli interpreti lasciano trasparire un cammino di fede, in cui la Parola si fa vita e testimonianza. Non è secondario inoltre il fattore identitario della ‘Calata’, che rafforza il senso di comunità dei lamesi, pur residenti su un territorio molto esteso e talvolta molto lontano dalla chiesa”.

La “Calata dei Magi” ha avuto come prologo, nella mattinata del 31 dicembre, l’asta fra le contrade Bellatrase, Carelli, Capitignano, Faito, Battaglia, Fontane e San Domenico per aggiudicarsi l’itinerario della processione di Gesù Bambino: quella di San Domenico ne è risultata vincitrice.

Nella mattinata di sabato 6 la festa sarà annunciata dallo sparo dei “colpi oscuri” e dal giro della banda per le contrade. Alle ore 10 il parroco celebrerà la santa messa alla quale seguirà la processione del Bambinello accompagnata dalla banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” con la folta partecipazione dei bambini.

In serata, dopo la messa dell’arcivescovo, alle ore 19 avrà inizio la sacra rappresentazione, con la partenza dei Magi a cavallo dalla contrada San Domenico. Luogo di arrivo, la piazza antistante la chiesa, caratterizzata da un lato dal sontuoso palazzo di Erode e della sua corte, con l’impressione della potenza e del fasto, e da quella opposta dall’umile capanna della Natività con Maria, Giuseppe e il Bambino. Quindi l’arrivo dei Magi per la consegna al Divino Infante dei doni: oro, incenso e mirra.

Seguirà alle ore 20 lo spettacolo musicale del gruppo “Kanousè” di Taranto e alle ore 22.30 i fuochi d’artificio concluderanno la festa.

La “Calata dei Magi” si svolge con il supporto di alcuni sponsor e le offerte della comunità, attraverso una lotteria, i cui biglietti (1 euro) sono in vendita in parrocchia e anche durante la “Calata”. L’estrazione dei premi avverrà il 14 gennaio alle ore 12.15.

In caso di maltempo, la sacra rappresentazione si terrà in quella giornata.