Natale a Taranto

SS.Crocifisso, rinviato concerto gospel

05 Gen 2024

A causa dell’annunciato peggioramento delle condizioni meteo per la serata del 6 gennaio, la parrocchia-santuario del Santissimo Crocifisso, attraverso il parroco don Andrea Mortato, ha annunciato che non si terrà più il concerto gospel del gruppo “Wake Up Gospel Project” diretto dal maestro Graziano Leserri.

L’evento è stato perciò spostato nel mese di settembre, in occasione dei festeggiamenti in onore del SS.Crocifisso, e si terrà sul sagrato della chiesa.

Natale a Taranto

In cattedrale concerto conclusivo del Natale in città vecchia

05 Gen 2024

di Angelo Diofano

Sabato 6 gennaio nella Basilica Cattedrale San Cataldo, dopo la processione di Gesù Bambino (“Bammine all’erta”) dalla chiesa di San Domenico e la santa messa delle ore 11.30 celebrata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il coro di voci bianche della Cattedrale, formato dai bambini residenti nella Città vecchia, e la banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, terranno un concerto con le musiche e i canti tradizionali del Natale tarantino, già eseguiti durante la novena di Natale svolta in città vecchia dal 16 al 24 dicembre scorsi con grande coinvolgimento di tutti gli abitanti e visitatori. Nel concerto, cui parteciperanno il soprano Daniela Abbà e il baritono Mario Patella, saranno riproposte inoltre alcune pastorali tarantine “dimenticate”, trascritte per organico moderno dal maestro Gregucci. I brani saranno registrati per essere diffusi sulle piattaforme on-line, rendendoli così fruibili ad una più ampia platea di ascoltatori e cultori.

Media partner del concerto, Nuovo Dialogo.

La tradizione della Novena di Natale un tempo si viveva nei vicoli, nei pressi delle edicole sacre, e in alcune case, davanti al presepe o alla statua del Bambinello, spesso posizionato sotto un’artistica campana di vetro. Dopo alcune pastorali natalizie dei più noti autori tarantini quali Ippolito, Battista, De Benedictis ecc., gli strumentisti accompagnavano il coro di bambini nell’esecuzione di canti della tradizione natalizia. Non poteva mancare il popolare “Tu scendi dalle stelle” di Alfonso Maria De’ Liguori ma ancor di più “Dalle celesti sfere”, il cui testo è attribuito da Alfredo Nunziato Majorano a mons. Giuseppe Ricciardi, già padre spirituale delle confraternite della SS. Trinità e del Carmine, poi divenuto vescovo di Nardò. Il tutto si concludeva con il canto delle litanie (“‘U Kirieleise”), per concludersi con l‘accenno di una musica popolare. Quindi, l’atteso quanto sobrio rinfresco offerto dal padrone di casa a base di pettole, sanacchiùtele e buon rosolio.

Negli anni Ottanta un gruppo di musicanti volle riproporre la tradizione su iniziativa fu del trombettista Tonino Rosa, già componente della banda “Santa Cecilia”, che vi partecipava sin da piccolo negli anni cinquanta, nel coro dei bambini e successivamente come musicante nel complesso bandistico “Combattenti”. Tornato da Torino (dov’era emigrato per motivi di lavoro) per lavorare al centro siderurgico, a metà degli anni ottanta radunò un gruppetto di giovani suonatori e di piccoli coristi per la Novena in Città vecchia. Le edicole visitate erano nei siti seguenti: via Di Mezzo, largo Chiappino, IV palazzina Iacp (via Garibaldi), discesa Vianuova, vico Crocifisso, largo San Nicola, via Porto, via Cava, chiesa San Domenico, largo Candelli, arco San Martino, arco Madonna del Pozzo, largo Santa Teresa. L’accoglienza fu oltre ogni aspettativa ma l’inarrestabile degrado edilizio e sociale e lo spopolamento del vecchio quartiere di quegli anni fecero daccapo sparire questa bella tradizione e che ora, in un contesto decisamente migliore e grazie alla parrocchia della basilica cattedrale e al suo parroco mons. Emanuele Ferro, è tornata a vivere.

Udienza generale

Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 3: “Non dimentichiamo i popoli in guerra”

foto Sir-Marco Calvarese
04 Gen 2024

di Maria Michela Nicolais

“Non dimentichiamo i popoli che sono in guerra”. È l’appello di papa Francesco, al termine dell’udienza di oggi in aula Paolo VI, la prima del 2024, dedicata al combattimento spirituale. “La guerra è una pazzia, sempre la guerra è una sconfitta”, ha ribadito Francesco durante i saluti ai fedeli di lingua italiana: “Preghiamo per la gente in Palestina, Israele, Ucraina e in tanti altri posti dove c’è la guerra. E non dimentichiamo i nostri fratelli Rohingya, che sono perseguitati”. “Preghiamo che ci conceda un cuore sensibile alle necessità dei poveri, rifugiati e vittime della guerra”, il saluto ai pellegrini polacchi, pronunciato poco prima.

“I santi non sono uomini a cui è stata risparmiata la tentazione, bensì persone ben coscienti del fatto che nella vita si affacciano ripetutamente le seduzioni del male, da smascherare e da respingere”, ha fatto notare il papa nella catechesi. “Tutti noi abbiamo esperienza di questo”, ha proseguito a braccio: “che ti viene un cattivo pensiero, un desiderio di fare questo o di sparlare dell’altro”. “Tutti siamo tentati, e noi dobbiamo lottare per non cadere in queste tentazioni”, ha affermato Francesco ancora fuori testo: “Se qualcuno di voi non ha tentazioni lo dica, sarebbe una cosa strana. Tutti noi abbiamo tentazioni, e tutti noi dobbiamo imparare come portare la vita in queste situazioni”. Il pontefice ha poi stigmatizzato “le persone che invece si autoassolvono in continuazione, che reputano di essere a posto: io sono bravo, io sono brava. Nessuno di noi è a posto. Se qualcuno di noi è a posto sta sognando, ognuno di noi ha tante cose da aggiustare o da vigilare”.

“La vita spirituale del cristiano non è pacifica, lineare e priva di sfide ma, al contrario, esige un continuo combattimento”, ha spiegato il papa: “un combattimento cristiano, per conservare la fede, per arricchire i doni della fede in noi. Non a caso, la prima unzione che ogni cristiano riceve nel sacramento del Battesimo – l’unzione catecumenale – è senza alcun profumo e annuncia simbolicamente che la vita è una lotta. Infatti, nell’antichità, i lottatori, prima della gara, venivano completamente unti, sia per tonificare i muscoli, sia per rendere il corpo sfuggente alla presa dell’avversario. L’unzione dei catecumeni mette subito in chiaro che al cristiano non è risparmiata la lotta: un cristiano deve lottare. Un celebre detto attribuito ad Abba Antonio, il primo grande padre del monachesimo, recita così: ‘Togli le tentazioni e nessuno sarà salvato’”.

Dire “io non ho peccato” è “mancanza di conoscenza di cosa succede nel cuore: tutti siamo peccatori, e un po’ di esame di coscienza ci farà bene”, la raccomandazione per ciascuno di noi. “Questa è la lezione inaugurale che Gesù ci regala”, ha affermato Francesco: “Lo vediamo nelle prime pagine dei Vangeli, anzitutto quando ci viene raccontato il battesimo del Messia nelle acque del fiume Giordano. L’episodio ha in sé qualcosa di sconcertante: perché Gesù si sottomette a un simile rito di purificazione? Perché fa questo Gesù? Lui è Dio, è perfetto. Anche il Battista è scandalizzato, al punto che il testo dice: ‘Giovanni voleva impedirglielo, dicendo: ‘Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?’. Ma Gesù è un Messia molto diverso da come Giovanni lo aveva presentato e la gente lo immaginava: non incarna il Dio adirato e non convoca per il giudizio, ma, al contrario, Gesù si mette in coda con i peccatori: come mai? Gesù accompagna tutti noi peccatori. Lui non è peccatore, ma è fra noi. E questo è una cosa bella. ‘Padre, ho tanti peccati!’. ‘Parlane con Gesù’”. “Gesù mai ci lascia da soli, mai”, ha assicurato il Papa ancora a braccio: “Gesù ti capisce e ti accompagna, capisce il tuo peccato e lo perdona.
Nei momenti più brutti, quando scivoliamo nei peccati, Gesù è accanto a noi per aiutare a sollevarci. Gesù è accanto a noi per aiutarci, proteggerci, per sollevarci e alzarci dopo il peccato”. “Gesù perdona tutto”, ha garantito Francesco sempre fuori testo: “lui è venuto per perdonare, per salvare, soltanto lui vuole il tuo cuore aperto. Mai lui si dimentica di perdonare, siamo noi tante volte che perdiamo la capacità di chiedere perdono”. “Ritroviamo la capacità di chiedere perdono”, l’invito finale: “Ognuno di noi ha tante cose da chiedere perdono. Ognuno lo pensi dentro e parli con Gesù. ‘Signore, io sono peccatore, sono una peccatrice, ma per favore non allontanarti! Signore, non allontanarti da me’”.

Ordinazione sacerdotale

Don Giorgio D’Isabella, venerdì 5 l’ordinazione sacerdotale

04 Gen 2024

di Angelo Diofano

Dopo l’accantonamento del cammino di fede, una volta ricevuti i sacramenti, ecco il richiamo del mondo, le amicizie, gli studi e il desiderio di costruire il futuro contando solo sulle proprie forze. Tutto lecito, come sempre, come per tanti. Accade talvolta che le strade della propria vita s’incrocino con quelle di Dio. E allora salta ogni progetto di vita per assumerne uno ben più importante: quello del servizio totale al Signore e al prossimo. È la storia di don Giorgio D’Isabella, 28 anni, che venerdì 5 gennaio (in cattedrale, alle ore 16) diventerà sacerdote. Figlio di Mario (lavora in una nota catena di supermercati) e di Carmela Fumarola (dipendente Sanitaservice), due fratelli (Michele e Alessandra), il futuro presbitero ha vissuto sin da piccolo in parrocchia, quella dell’Addolorata, in via Laclos, a due passi dal SS.Annunziata.
Dopo la cresima, la fuga da Dio, non da accantonarlo in modo definitivo ma tanto quanto basta da lasciarGli uno spiraglio per farsi sentire all’occorrenza. Tanto accade intorno ai 18 anni, in vista del diploma di maturità all’istituto tecnico Pacinotti. “Furono alcuni miei amici a riparlarmi di Dio – racconta – e lo fecero in modo così convinto che rimanevo a lungo ad ascoltarli, prova di una vita di fede davvero vissuta. Grazie a loro ripresi ad andare a messa, a pregare. Ma in me c’era inquietudine, un qualcosa d’irrisolto, la ricerca di una risposta definitiva. La vocazione al sacerdozio? Sì, quella!”.

Nel giovane mancava però il coraggio della richiesta d’aiuto nel discernimento. “L’occasione – riferisce – mi fu data dall’omelia del mio parroco, don Amedeo Basile, durante la quaresima di una decina d’anni fa. Sarebbe stato un errore, disse, se quel periodo così importante dell’anno liturgico non avesse prodotto alcun mutamento in noi, lasciandoci come sempre. Quelle parole sembravano rivolte proprio a me. Mi sembrò una conferma, al momento della Comunione, la grande pace nel cuore, in una forte unione con il Signore. Così mi feci forza e manifestai le mie intenzioni a don Amedeo, che iniziò a seguirmi nel cammino vocazionale”.

Avuta conferma della chiamata al sacerdozio, rafforzata dal buon esito dell’anno propedeutico al seminario regionale di Molfetta, Giorgio fu inviato dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro all’Almo Collegio Capranica, a Roma, e ultimamente il giovane, ricevuta l’ordinazione diaconale il 23 aprile scorso, frequenta la facoltà di Filosofia alla Sapienza.

Ideale sacerdotali? Risponde: “Nell’ultimo periodo sono molto attratto dall’esempio di vita del beato don Pino Puglisi, impegnatosi strenuamente nella difesa degli ultimi e che seppe andare incontro alla morte con il sorriso e perdonando il suo uccisore”.

Infine, un consiglio per chi vorrebbe avvicinare i giovani alla fede. “Non servono molte parole ma una testimonianza di vita che lasci trasparire la gioia di seguire il Signore, com’è accaduto per me”.

Lavoro

Il cardinale Zuppi convoca alla Cei una delegazione di lavoratori ex Ilva

03 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi, ha convocato una delegazione di lavoratori dell’ex Ilva di Taranto per il 9 gennaio nella sede romana di Circonvallazione Aurelia. La Cei risponde così alla richiesta di aiuto lanciata dalla delegazione dell’Usb di Taranto, nel corso di un incontro svoltosi in Concattedrale, che così spiega in una nota:

“L’iniziativa dell’Unione sindacale di base di Taranto, tenuta presso la Concattedrale per chiedere alla Chiesa un coinvolgimento circa la grande vertenza Ex Ilva con riferimento a tutte le sue articolazioni, lavoratori diretti, appalto ed ex Ilva in As ha determinato gli effetti sperati. È infatti giunta nelle scorse ore la convocazione per una delegazione dei lavoratori, che verranno accompagnati da Usb, per il prossimo 9 gennaio alle 15.30, presso la Cei. L’incontro sarà col presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Zuppi. Sarà per noi occasione per ribadire anche in questo ambiente le pesanti preoccupazioni del momento. Andiamo incontro a questo appuntamento riconoscendo la concreta attenzione da parte della Chiesa che risponde presente alla disperata richiesta di aiuto dei lavoratori”.

Fin qui la dichiarazione a firma dei dirigenti sindacali Usb Rizzo e Colautti, che sottolineano la disponibilità della Chiesa, del resto sempre vicina ai lavoratori dell’industria siderurgica.

Nuovo incontro a Palazzo Chigi

Ricordiamo che la delicata vertenza è giunta ormai a un punto cruciale, davanti alla necessità di stabilire sotto quale forma la compagine aziendale, per ora guidata dal discusso magnate indiano Mittal, con una componente minoritaria pubblica, guiderà la non più rinviabile ristrutturazione aziendale. Lunedì 8 gennaio è, infatti, previsto l’incontro ai massimi livelli tra il governo e i vertici aziendali, che dovrebbe decidere tra le tre opzioni in campo: l’acquisizione della maggioranza da parte dello Stato, la ricapitalizzazione da parte di Mittal o l’amministrazione straordinaria. Quest’ultima opzione, che secondo gli esperti è la più probabile, in quanto eviterebbe azioni ritorsive da parte della proprietà franco-indiana, non è gradita però ai sindacati, che vi intravedono concreti rischi per i lavoratori.

Da parte loro, le organizzazioni sindacali chiedono al governo di essere convocati subito dopo l’incontro, anche il 9 gennaio. Ma tutto è ancora da confermare.

Presidio aziende dell’appalto

Ma intanto continuano le azioni di protesta anche da parte dell’indotto siderurgico, che ha ha messo in atto ieri il presidio nel piazzale della portineria imprese, con una rappresentanza dei trasportatori Casartigiani e degli imprenditori di Aigi e Confapi, che chiedono il pagamento delle spettane fin qui maturate.

Teatro per bambini

Sabato 6, dentro i pensieri di un giocoliere per «Favole & Tamburi»

foto Marco Santiago
03 Gen 2024

Con la compagnia Crest la Befana porta a Taranto il circo contemporaneo per tutti firmato da Andrea Farnetani, vincitore dieci anni fa del «Pavè d’Or» al Festival de artistes de rue di Vevey, in Svizzera. Lo spettacolo che il poliedrico performer presenta sabato 6 gennaio (ore 18) con la messa in scena e la direzione di Emanuele Avallone, all’Auditorium TaTà, per la rassegna «Favole&Tamburi» sostenuta dalla Regione Puglia, s’intitola «Love is in the Air», una sorta di dietro le quinte della vita di un giocoliere, qual è, in effetti, Farnetani, che con la sua ricerca sul clown contemporaneo ha studiato le più innovative tecniche circensi, della danza, del teatro e della magia, diffondendo l’amore per la risata e la leggerezza per i festival e le rassegne di tutto il mondo.
Dunque, al centro dello spettacolo ci sono i retroscena di un artista particolarmente abile nei giochi di destrezza, del quale gli spettatori ascolteranno i pensieri proprio mentre si esibisce per loro. Clown, mimo, giocoleria, equilibrismo, comicità, magia e un pizzico di improvvisazione si mescolano dentro una serie di numeri che si susseguono a un ritmo incessante e coinvolgente: palline, giornali, bicchieri, cucchiai, uova, palloncini, piatti e vari oggetti di uso comune prendono vita e diventano il pretesto e lo spunto per suscitare divertimento e stupore, creare momenti poetici e surreali. Tutte le discipline della «clownerie» e della «giocoleria» vengono reinventate in maniera unica e originale e miscelate con una straordinaria abilità, maturata in anni di strada e di spettacoli in giro per il mondo. Ma oltre allo stupore c’è il racconto. Perché, come si diceva, gli spettatori saranno in grado di ascoltare i pensieri dell’artista mentre porta in scena il suo spettacolo.
Così il pubblico scoprirà che, dietro la facciata brillante e rassicurante del performer, si cela un uomo con la sua giostra di dubbi e ossessioni, gravato dalla colossale ansia da prestazione tipica dell’artista, sempre in cerca del successo, ma col timore costante del fallimento. Praticamente la quotidianità per Farnetani, performer con una consolidata carriera che, dopo la vittoria del «Pavè d’Or», ha fatto molti incontri. Prima ha creato un sodalizio con Antonio Coluccio per l’istituzione della Compagnia Bellavita, poi ha collaborato col famoso Circo el Grito, la compagnia che ridisegna i confini tra le arti e con la quale Farnetani ha partecipato a una serie di progetti, tra cui lo spettacolo «The King of Swing» con la Emanuele Urso Band.
Ora Farnetani ha deciso di raccontare cosa si prova a stare in scena con «Love is in the Air», uno spettacolo «tout public», come si dice riferendosi alle produzioni rivolte alle famiglie. Uno show capace di divertire e stupire con virtuosismi d’altri tempi, ma anche commuovere chi sa emozionarsi di fronte ad un uomo capace di mettere a nudo pubblicamente i propri pensieri.
Lo spettacolo avrà inizio alle ore 18.
Biglietti 7 euro. Info e prenotazioni al 366.3473430.

Natale a Taranto

Chiude la rassegna “I presepi a Taranto”

03 Gen 2024

di Angelo Diofano

Il 6 gennaio chiude i battenti la 35.ma edizione della rassegna “I presepi a Taranto” a cura della sede jonica dell’associazione italiana Amici del presepe (presidente, Francesco Schinaia) con il patrocinio del Comune. Alle ore 19 nella chiesa di San Francesco di Paola si terrà la cerimonia di chiusura con la consegna degli attestati di partecipazione, l’assegnazione del premio ‘Mons. Grottoli’ alla personalità maggiormente distintasi nella promozione dell’arte presepistica e di due premi speciali a coloro che hanno contribuito alla rinascita dell’associazione. Al termine della serata, un concerto del soprano Miriam Serio, accompagnata da un coro di bambini.

La mostra, svoltasi nei locali della galleria comunale del castello aragonese con una piccola sezione nella chiesa di San Domenico Maggiore, ha registrato centinaia di visitatori, entusiasti della bellezza degli artistici elaborati. Apprezzata anche, sempre al Castello aragonese, una mostra filatelica in tema.

Natale a Taranto

Rassegna corali e gospel al SS. Crocifisso

03 Gen 2024

di Angelo Diofano

Due appuntamenti concludono alla parrocchia-santuario del Santissimo Crocifisso le celebrazioni natalizie.

Giovedì 4, alle ore 19.30, Oratorio dell’Epifania: momento di preghiera tra musica e riflessione sul mistero dell’Incarnazione, aiutati dalle esecuzioni delle corali “Alleluja” della chiesa di San Domenico, “Madonna della Fiducia” della omonima parrocchia e “Crux Fidelis” della parrocchia-santuario del Santissimo Crocifisso.

Sabato 6, dopo la santa messa delle ore 18.30, piccola processione in chiesa con Gesù Bambino; poi ci si sposterà sul sagrato per il concerto del gruppo “Wake Up Gospel” diretto dal m° Graziano Leserri.

Natale a Taranto

Natale in Città vecchia: le iniziative del 6 gennaio

03 Gen 2024

di Angelo Diofano

Si concludono in Città vecchia le celebrazioni del Santo Natale “Un Bambino nato per noi” a cura della parrocchia basilica cattedrale San Cataldo.

Sabato 6 gennaio, solennità dell’Epifania, alle ore 9.30 dalla chiesa di San Domenico muoverà la processione di Gesù Bambino in piedi (‘U Bammine all’erte”), a cura della confraternita del SS.Nome di Dio con la partecipazione di tutte le altre della Città vecchia. Questo l’itinerario: via Duomo, via De Tullio, via Garibaldi, vico Via Nuova, postierla Via Nuova, piazzetta San Costantino, via Duomo, piazza Duomo.

Alle ore 11.30, nella basilica cattedrale San Cataldo, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Al termine della santa messa, dai tetti della cattedrale scenderà la Befana che riempirà di dolciumi le calze vuote portate dai bambini. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune, l’orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” ed “Edilizia acrobatica”.

Processione serale di Gesù Bambino

Nella medesima serata, alle ore 17, muoverà dalla chiesa del Carmine la processione del Bambinello con la partecipazione delle confraternite della SS. Trinità e del Carmine. Questo l’itinerario: via D’Aquino, via Margherita, via Matteotti, ponte girevole, piazza Castello, via Duomo, basilica cattedrale San Cataldo, dove alle ore 18.30 sarà celebrata la santa messa.

Al termine, la processione riprenderà per piazza Duomo, via Duomo, piazzetta San Costantino, postierla Via Nuova, vico Via Nuova per concludersi nella chiesa San Giuseppe.

Presterà servizio l’associazione musicale “G. Chimienti-Città di Montemesola” diretta dal m° Lorenzo De Felice.

Libri

Dedicato allo “Spirito” l’almanacco “Un altro anno” del poeta Lino Angiuli

02 Gen 2024

di Silvano Trevisani

C’è qualcosa di rituale, ormai è innegabile, nell’appuntamento annuale che Lino Angiuli, poeta pugliese noto e singolare, propone ad amici ed estimatori. Stiamo parlando dell’almanacco che per il quarto anno consecutivo ha realizzato per le edizioni Quorum, sempre in stretta collaborazione con un artista: “Duemilaventiquattro un altro anno”. “Due amici dell’arte e della poesia – si legge nella quarta di copertina – con la penna l’uno col pennello l’altra, s’incontrano a mezz’aria nei paraggi della bellezza”. Questa volta ad affiancare Angiuli nella compilazione del suo almanacco è la pittrice e poetessa Silvia Venuti veneta, formatasi all’Accademia di Brera che vanta una lunga esperienza artistica, tracciata in vari saggi e che ha dato vita a numerose mostre e partecipazioni, come quella alla Biennale d’arte sacra, e in varie pubblicazioni. La sua ricerca si muove nell’ambito della poesia visiva. Nelle sue opere parola e immagine rivelano la dimensione dell’Infinito con una forte connotazione letteraria volta al trascendente.

Lino Angiuli è uno dei poeti più noti e attivi in Puglia, dov’è nato, nel Barese, originario di Valenzano ma residente a Monopoli, settantasette anni fa. Collaboratore di quotidiani e dei Servizi culturali Rai, ha partecipato alla fondazione di alcune riviste letterarie, tra le quali il semestrale “incroci”, che condirige. La sua produzione poetica è storicizzata in diverse opere di carattere scientifico e didattico. Molti i suoi lavori sul versante della valorizzazione della cultura popolare, così come molti i riconoscimenti e le traduzioni di suoi testi poetici.

Tema dell’almanacco 2024 è lo spirito, e si apre con la citazione del Vangelo di Giovanni: Lo Spirito, come il vento, soffia dove vuole”.

Secondo il canone ormai consueto, per ogni mese dell’almanacco viene proposto, in esergo, una “citazione sapienziale”, che riporta un verso o un aforisma di grandi personaggi che si sono occupati in vario modo del tema, un dipinto dell’artista e una poesia di Angiuli, che segue uno schema fisso: dodici dodecasillabili, o doppi senari, gli ultimi due in rima baciata. La scelta compositiva segue anch’essa un canone specifico: disertando il verso libero e i canoni della modernità, si rivolge ai modi poetici degli autori dei decenni passati, tanto cari ai compilatori di sussidiari e di libri di lettura per l’infanzia, da Libero de Libero ad Angelo Silvio Novaro, da Diego Valeri a Marino Moretti, con l’occhio sempre puntato a Gianni Rodari. Ne vie fuori una lunga filastrocca in dodici stanze che, con un filo di ironia, favorito dalla scelta metrica, da un lato fa il verso alla saggezza popolare, quella dei proverbi legati al clima e all’agricoltura, dall’altro riprende uno dei modi tanto cari alla cultura pedagogica degli scolari di qualche decennio fa.

Ne vien fuori uno spaccato composito che, lungi dal ripetersi, ampia lo spettro di lettura dell’anno solare e costruendo per ognuno dei mesi, un singolo poema a puntate. Un lavoro in copie misurate dedicato ad amici e appassionati si è detto, ma che resta un esercizio quanto meno curioso e affascinante da… collezionisti.

Arte sacra

Massafra, il restauro della tela di San Gaetano

02 Gen 2024

di Angelo Diofano
L’archeogruppo “Espedito Jacovelli” annuncia che la  tela di San Gaetano, dopo accurato lavoro di restauro, il 28 dicembre è stata riconsegnata nelle mani del parroco del Santuario di Gesù Bambino di Massafra, don Fernando Balestra, e collocata nella sua sede originaria.
Il 27 dicembre al Santuario della Madonna di tutte le Grazie  illustri relatori hanno contribuito a svelare i dettagli tecnici e artistici dell’opera d’arte.La dottoressa Viviana Nardò della RestaurArte di Lecce, restauratrice e collaboratrice nel restauro, ha fornito uno sguardo approfondito sugli aspetti tecnici e artistici del dipinto, regalando al pubblico una prospettiva unica sul processo di restauro. Inoltre, l’ingegnere Angelo Notaristefano ha approfondito il tema del culto e dell’iconografia di San Gaetano Thiene, arricchendo la serata di ulteriori elementi di conoscenza. Da Vicenza è giunto il saluto professor Erminio Signorini, restauratore e docente di tecnica e metodologia del restauro, ha condiviso l’impegno profuso nel ripristinare la bellezza originaria dell’opera.
I saluti iniziali sono stati fatti dal presidente dell’archeogruppo, l’avv. Giulio Mastrangelo, che ha sottolineato l’encomiabile lavoro di restauro della tela di San Gaetano, elogiando l’impegno e la buona volontà di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto ed esprimendo i suoi complimenti a tutti gli attori coinvolti. A trent’anni di distanza dal furto, il sogno del restauro è diventato realtà grazie al finanziamento generato dalla vendita del libro “Toponomastica Storica del Territorio di Massafra” .
Giulio Mastrangelo ha inoltre evidenziato l’importanza storica del restauro, definendolo una svolta nella storia dell’Archeogruppo “E. Jacovelli”.
 Sul solco dei fondatori dell’ associazione, padre Luigi Abatangelo, Espedito Jacovelli, Roberto Caprara, Attilio Caprara e tanti altri,  continua il lavoro di ricerca, studio e valorizzazione  del territorio.
Mastrangelo  ha richiamato l’attenzione sulla necessità di passare dalla ricerca e pubblicazione di libri sugli insediamenti rupestri alla valorizzazione concreta del patrimonio, cioè alla conservazione e la fruizione dei beni  storici, artistici e archeologici. Iniziando proprio con il restauro della tela di San Gaetano e dai lavori di ripristino del Santuario della Madonna di Tutte le Grazie. Quest’ultima è un’ardua impresa,  per cui ha sollecitato l’aiuto e i contributi piccoli e grandi di tutti per eseguire i lavori per salvaguardare la chiesa.

Fede & tradizioni

Arriva la Befana per i bambini di Taranto vecchia

02 Gen 2024

Dopo la tombolata, sarà di nuovo festa per i bambini di Taranto vecchia e per tutti quelli che vorranno partecipare. Unica condizione: portare una calza vuota!

Sì, perché, come ormai tradizione, la Befana scenderà dalla cattedrale di San Cataldo con il suo carico di caramelle che distribuirà a tutti i presenti.

Quest’anno il suo arrivo è previsto il 6 gennaio al termine della santa messa delle 11.30 per la solennità dell’Epifania che si terrà nella basilica cattedrale dopo l’arrivo della processione de “‘U bammine all’erte”.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Taranto, gode della collaborazione dell’Orchestra di fiati Santa Cecilia e degli amici di Edilizia acrobatica.

Tutti i bambini sono invitati a partecipare