Diseguaglianze territoriali

Sanità: al Sud servizi carenti e condizioni peggiori. L’autonomia differenziata aggraverà le disuguaglianze

foto Alessandro Feltre
08 Feb 2024

di Giovanna Pasqualin Traversa

Il diritto alla salute non è uguale per tutti. Al Sud i servizi di prevenzione e cura sono infatti più carenti, è minore la spesa pubblica sanitaria e maggiori sono le distanze da percorrere per ricevere assistenza, soprattutto per le patologie più gravi. Aumentare la spesa sanitaria è la priorità nazionale, ma andrebbe inoltre corretto il metodo di riparto regionale del Fondo sanitario nazionale per tenere conto dei maggiori bisogni di cura nei territori a più elevato disagio socio-economico. E l’autonomia differenziata rischia di ampliare le disuguaglianze nelle condizioni di accesso al diritto alla salute. Queste, in estrema sintesi, le principali considerazioni emerse dal Report Svimez Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute,presentato oggi a Roma in collaborazione con Save the Children.

Divari territoriali fin dalla nascita. Per Save the Children, le disuguaglianze sono evidenti già dalla nascita. Nonostante l’eccellenza del nostro Ssn, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il tasso di mortalità infantile (entro il primo anno di vita) era di 1,8 decessi ogni 1.000 nati vivi in Toscana, ma era quasi doppio in Sicilia (3,3) e più che doppio in Calabria (3,9).

Ssn e spesa pubblica. Dopo l’emergenza Covid, i divari territoriali Nord-Sud sono aumentati in un contesto di generalizzata debolezza del Ssn che, nel confronto europeo, risulta sottodimensionato per stanziamenti di risorse pubbliche, in media 6,6% del Pil contro il 9,4% di Germania e l’8,9% di Francia,a fronte di un contributo privato comparativamente elevato (24% della spesa sanitaria complessiva, quasi il doppio di Francia e Germania). Per quanto riguarda i dati regionalizzati di spesa sanitaria, dal Report emerge che a fronte di una media nazionale di 2.140 euro, la spesa corrente più bassa si registra in Calabria (1.748 euro), Campania (1.818 euro), Basilicata (1.941 euro) e Puglia (1.978 euro). Per la parte di spesa in conto capitale, i valori più bassi si ravvisano in Campania (18 euro), Lazio (24 euro) e Calabria (27 euro), mentre il dato nazionale si attesta su una media di 41 euro.

foto Sir

Povertà sanitaria. In Italia colpisce 1.6 milioni di famiglie, di cui 700mila al Sud dove la quota la povertà sanitaria riguarda l’8% dei nuclei familiari, percentuale doppia rispetto al 4% del Nord-Est (5,9% al Nord-Ovest, 5% al Centro).

Speranza di vita. Nel 2022, la speranza di vita alla nascita per i cittadini del Sud era di 81,7 anni, 1,3 anni in meno del Centro e del Nord-Ovest, 1,5 rispetto al Nord-Est. Nel Mezzogiorno, inoltre, si fa meno prevenzione oncologica. Secondo l’Istituto superiore di sanità (Iss), nel biennio 2021-2022, in Italia circa il 70% delle donne di 50-69 anni si è sottoposta ai controlli: circa due su tre lo ha fatto aderendo ai programmi di screening gratuiti. La copertura complessiva è dell’80% al Nord, del 76% al Centro, ma scende ad appena il 58% nel Mezzogiorno.

“Fuga” dal Sud. Soprattutto per le patologie più gravi, in Italia si assiste ad una vera e propria “fuga” dal Sud per ricevere assistenza in strutture sanitarie del Centro e del Nord. Nel 2022, si legge nel Report, dei 629 mila migranti sanitari (volume di ricoveri), il 44% era residente in una regione del Mezzogiorno. Per le patologie oncologiche, 12.401 pazienti meridionali, pari al 22% del totale dei pazienti, si sono spostati per ricevere cure in un Ssr del Centro o del Nord nel 2022. Save the Children evidenzia numeri crescenti anche nelle migrazioni sanitarie pediatriche da Sud verso il Centro-Nord. L’indice di fuga – ovvero il numero di pazienti pediatrici che vanno a farsi curare in una regione diversa da quella di residenza – nel 2020 si attesta in media all’8,7% a livello nazionale. In particolare, un terzo dei bambini e degli adolescenti si mette in viaggio dal Sud per ricevere cure per disturbi mentali o neurologici, della nutrizione o del metabolismo nei centri specialistici convergendo principalmente a Roma, Genova e Firenze, sedi di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) pediatrici.

L’autonomia differenziata aggraverà le disuguaglianze interregionali. È la preoccupazione espressa da tutti i partecipanti alla presentazione del Report. “Tutte le Regioni a statuto ordinario – è stato spiegato – potrebbero richiedere il trasferimento di funzioni, risorse umane, finanziarie e strumentali ulteriori rispetto ai Lea in un lungo elenco di ambiti: gestione e retribuzione del personale, regolamentazione dell’attività libero-professionale, accesso alle scuole di specializzazione, politiche tariffarie, valutazioni di equivalenza terapeutica dei farmaci, istituzione e gestione di fondi sanitari integrativi”. Tutto questo, “in un contesto in cui i Lea non hanno copertura finanziaria integrale a livello nazionale e cinque delle otto Regioni del Mezzogiorno risultano inadempienti, determinerebbe una ulteriore differenziazione territoriale delle politiche pubbliche in ambito sanitario”.

Per il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, “rafforzare la dimensione universale del Sistema sanitario nazionale è la strada per rendere effettivo il diritto costituzionale alla salute. Una direzione opposta a quella che invece si propone con l’autonomia differenziata dalla quale deriverebbero ulteriori ampliamenti dei divari territoriali di salute e una conseguente crescita della mobilità di cura”. “E’ necessario – afferma Raffaela Milano, responsabile dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – un impegno delle istituzioni a tutti i livelli per assicurare una rete di servizi di prevenzione e cura per l’infanzia e l’adolescenza all’altezza delle necessità, con un investimento mirato nelle aree più deprivate. Occorre conoscere e superare i divari territoriali che oggi condizionano l’accesso ad un servizio sanitario che rischia di essere ‘nazionale’ solo sulla carta”.

“Il nostro Ssn è ormai profondamente indebolito e segnato da inaccettabili diseguaglianze regionali. E con l’attuazione delle maggiori autonomie in sanità si legittimerà normativamente la ‘frattura strutturale’ Nord-Sud”, l’analisi di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Così, prosegue “il Meridione sarà sempre più dipendente dalla sanità del Nord, minando l’uguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto costituzionale alla tutela della salute”.
Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, rileva “una frammentazione che si aggiunge alle disuguaglianze Sud-Nord poiché riguarda questioni diffuse come la desertificazione dei professionisti e dei servizi”. In questo quadro, la riforma della autonomia differenziata, “senza la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni, dà come unica certezza quella di amplificare questa frammentazione e di consegnarci un Paese ulteriormente diviso nella garanzia del diritto alla salute”.

Diocesi

Le “Quarantore” al Carmine

08 Feb 2024

di Angelo Diofano

L’arciconfraternita del Carmine di Taranto si prepara alla quaresima con la funzione delle “Quarantore”, cioè l’adorazione eucaristica del Santissimo Sacramento che per l’occasione verrà solennemente esposto su di un artistico trono al centro dell’altare. Indicanti il periodo di tempo trascorso da Gesù fra la sua morte (venerdì pomeriggio) e la resurrezione (domenica mattina), le “quarantore” si svolgeranno da domenica 11 a martedì  13 febbraio, alla presenza per tutta la sua durata, con apposita turnazione, dei confratelli in abito di rito. Nell’occasione il padre spirituale, mons. Marco Gerardo, guiderà gli esercizi spirituali sul tema “Vivere da cristiani nell’epoca contemporanea. Alla scuola della prima Lettera di Pietro”.

S’inizierà domenica 11 febbraio alle ore 18.30 con la santa messa presieduta da mons. Marco Gerardo, cui seguirà la processione eucaristica che partirà dalla sacrestia per percorre un breve tratto di via D’Aquino fino all’ingresso principale della chiesa per poi procedere all’esposizione del Santissimo Sacramento. Quindi, alle ore 21, preghiera della sera e introduzione agli esercizi spirituali. I turni di adorazione eucaristica si svolgeranno fino alla mezzanotte.

L’indomani, lunedì 12, alle ore 7 inizieranno i turni di adorazione dei confratelli, con la celebrazione delle lodi mattutine (ore 8), la prima meditazione (ore 8.15), l’Ora media (ore 16), la seconda meditazione (ore 16.15), i vespri (ore 18.30) e la preghiera della sera (ore 20). I turni di adorazione eucaristica proseguiranno per tutta la notte con la chiesa che resterà aperta.

Martedì 13, celebrazione delle Lodi mattutine (ore 8), la terza meditazione (ore 8.15), l’Ora media (ore 16), la quarta meditazione (ore 16.15), la santa messa (ore 18.30) con la benedizione eucaristica conclusiva.

Diocesi

A Pulsano, si arricchisce il programma degli appuntamenti per le 15 visite

07 Feb 2024

di Giovanna D'Oronzo

Si infittiscono gli appuntamenti in vista della solennità della B. V. Maria di Lourdes nella comunità pulsanese.
Il programma delle concelebrazioni eucaristiche, animate durante questi giorni di preparazione dalle predicazioni del frate ofm cappuccino fra Massimiliano Scolozzi e da padre Saverio Zampa (omi), sarà impreziosito giovedì 8 febbraio dalla presenza di mons. Giuseppe Russo, vescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti e sabato 10 febbraio dalla presenza di mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Crotone – Santa Severina che presiederanno le concelebrazioni euristiche delle ore 18.
La pia pratica delle 15 visite ha avuto inizio il 27 gennaio scorso e si va, dunque, ulteriormente arricchendo con momenti di preghiera comunitari, volti a commemorare i 90 anni del Santuario.

L’11 febbraio del 1933, infatti, l’allora arcivescovo di Taranto benedisse e inaugurò la grotta votiva all’interno della Chiesa matrice, voluta ed eretta dal dottor Egidio Delli Ponti, medico pulsanese destinatario di un prodigioso miracolo grazie al quale – per intercessione della Madonna di Lourdes – riacquistò la salute a seguito di un tumore maligno diagnosticato nella regione carotidea.

In occasione del 90° anniversario della costruzione della grotta, infatti, domenica 11 febbraio mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto presiederà la celebrazione eucaristica e impartirà la solenne benedizione papale a chiusura dell’Anno giubilare.

Qualità della vita

La nostra città straparla di cultura, produce migliaia di libri ma fa chiudere le librerie

07 Feb 2024

di Silvano Trevisani

In questi giorni, molti segnali inquietanti sembrano contribuire a mostrare una profonda crisi “culturale” del nostro territorio. Negli ultimi giorni abbiamo letto del moltiplicarsi di appelli tesi a scongiurare la chiusura dell’Archivio di Stato, la cui sopravvivenza è messa in pericolo semplicemente dalla mancanza di personale, mai rimpiazzato e ora quasi azzerato. Ma eravamo “reduci” da una battaglia analoga per l’Archivio comunale, sul quale è semplicemente calato il silenzio.

Che dire, poi, della soprintendenza, dove un solo funzionario ha il compito di vigilare su tutto il territorio, con le lungaggini e sospensione che ricadono su tutte le attività edilizie…? solo per parlare del più evidente interesse pubblico…

Negli ultimi giorni, poi le voci, confermate, di una imminente, definitiva chiusura della storica Libreria Mandese e l’episodio di violenza accaduto nella Scuola Europa hanno scatenato nuove reazioni. Che sono tutte condivisibili ma che sembrano dimenticare il contesto umano e urbano della nostra città. Una città che, lo dicono le statistiche nazionali, non è fatta per i giovani. Anzi: proprio Taranto è l’ultima in classifica per la “felicità” dei giovani.

Chi partecipa a eventi culturali o li organizza sa bene che l’età media dei partecipanti scende raramente sotto i sessant’anni! Ma più spesso sale! Che dire poi dell’organizzazione istituzionale della cultura? Proprio in questi giorni la Corte dei Conti ha bacchettato la Regione sulle Short list, cioè sugli elenchi di operatori cui affidare incarichi in maniera “trasparente”, dove una delle strutture regionali in discussione è il Teatro pubblico pugliese. Ma varrebbe la pena allargare il discorso ad altre agenzie pubbliche che spendono tanti soldi in progetti poco utili, spesso autoreferenziali. Forse non abbastanza trasparenti. E comunque spesso mischiamo “bucce e fave”, parlando di turismo e spettacoli (e infatti spesso gli assessorati sono differenti) perché la cultura e il turismo sono cose distinte. Basta leggere le statistiche nazionali e si apprende, ad esempio, che solo il 14% dei turisti sono interessati ai luoghi dell’arte. Quanto agli spettacoli sono “consumo” ma non investimento… se non per chi ci lavora!

Ma cos’è la cultura?

Fatta questa lunga premessa, ora chiediamoci: ma davvero la cultura, come dicono spesso politici raccogliticci e operatori improvvisati, può rappresentare un’alternativa economica?

La risposta, non mia ma di tutti i grandi politologi e luminari, è inequivocabile: NO! Per anni mi sono professionalmente occupato della cronaca culturale. Già nel 1992 pubblicai, per le edizioni del “Corriere del giorno”, il volume “La cultura a Taranto”, cui collaborarono personalità come Attilio Stazio, Cosimo Damiano Fonseca, Nicola Carrino, Nicola Martinucci, Mariella Nava ed altri. L’analisi era chiara soprattutto nelle parole di Attilio Stazio: “La cultura si sviluppa solo quando si sviluppa la società”. Una società che si deprime, si impoverisce, si richiude nelle poche certezze non promuove la crescita della cultura, che è sviluppo di talenti, ricerca, alta formazione, investimento a lungo termine, organizzazione di un’offerta aperta a tutti e non solo ai soliti raccomandati o agli affini alla politica.

“Sai perché nacquero i Convegni internazionali di studi della Magna Grecia?” mi chiede Stazio che poi mi spiegò: “Perché erano gli anni Sessanta, gli anni del Boom, dell’ottimismo, della crescita. Oggi un’avventura del genere non potrebbe più iniziare”.

Si scrive ma non si legge

Ho letto nel web che qualcuno affermava, a proposito della chiusura della libreria Mandese: “non è vero che non si legge”. Come si può fare un’affermazione del genere, quando i dati ufficiali dicono che la Puglia è ultima in Italia per lettura di libri e che Taranto si attesta agli ultimi posti? Sfido che Feltrinelli scelga di non venire in città: negli ultimi anni sono chiuse almeno 5 grandi librerie (e altre minori): Filippi, Veralibri, Gilgamesh, Ubik e ora anche Mandese! É vero che libri se ne stampano a iosa, soprattutto a causa di pseudoeditori che pubblicano a pagamento (sempre su Facebook se ne incontrano a decine), assecondando l’istinto narcisistico, ma questo è piuttosto segno di una chiusura intimistica. Se tanti scrivono ma pochi leggono che segno è? È segno che tutti vogliono dire la “propria”, ma non ascoltare quella degli altri. Proprio come avviene nei social, dove ad aver la meglio sembra essere chi non ha contegno, autodisciplina, dignità. Un modello purtroppo in grande espansione, nella cultura come nella politica. E l’esempio di qualche eminente, adulato uomo di cultura e governante, che tutti sono disposti a pagare pur di annoverarlo tra i propri fautori, prefatori, oratori, è molto illuminante.

Diocesi

Le “Quarantore” al Sacro Cuore

07 Feb 2024

di Angelo Diofano

In questi giorni anche la parrocchia del Sacro Cuore, in via Dante, si appresta a vivere le “Quarantore”, importante momento di adorazione, preghiera e riflessione che servirà a prepararsi alla Quaresima.

S’inizierà giovedì 8 febbraio alle ore 18.30 con la santa messa e l’apertura delle “Quarantore”, con l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento, con l’adorazione animata dal gruppo Agesci; conclusione alle ore 21 con la compieta.

Venerdì 9: alle ore 7 esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12 recita dell’ora media, alle ore 17 momento di adorazione animato dai catechisti; alle ore 18.30 santa messa; alle ore 19.15 momento di adorazione animato dall’Azione Cattolica e (alle ore 20) dai giovani; alle ore 21, compieta.

Sabato 10: alle ore 7 esposizione del Santissimo Sacramento; alle ore 12 recita dell’ora media; alle ore 17.30 momento di adorazione animato dal collegio dei ministranti; alle ore 18.30 santa messa solenne a chiusura delle “Quarantore”.

Crisi economica

Trattori a Strasburgo: più incentivi, meno burocrazia

foto Sir/Marco Calvarese
07 Feb 2024

di Gianni Borsa e Marco Calvarese

La protesta degli agricoltori arriva a Strasburgo. Mentre nell’emiciclo dell’Europarlamento si discuteva – martedì 6 febbraio – del presente e del futuro della Pac (Politica agricola comune), una trentina di trattori e un centinaio di agricoltori hanno bloccato la strada che porta alla “torre” dell’Assemblea. Polizia schierata in tenuta anti sommossa, barriere mobili a fermare i trattori: ma si è trattato di una protesta pacifica, a tratti rumorosa, per ribadire quanto sostenuto in altre manifestazioni avvenute in diverse città europee: costi crescenti, concorrenza, burocrazia, norme eccessivamente stringenti nell’ambito della difesa dell’ambiente e della lotta al cambiamento climatico (Green Deal).

La voce della protesta
Parlando con gli stessi agricoltori, giunti dalle campagne dell’Alsazia, emerge tutto il disagio di un settore economico essenziale per la vita di tutti, ma in forte sofferenza. Perché siete arrivati fin qui? – chiede il Sir a un manifestante appena sceso da un gigantesco trattore. “È un simbolo il Parlamento europeo. Da qui dipende tutto. È l’Europa che decide la politica agricola”. Cosa domandate ora all’Unione europea? “Uscire dall’Unione europea” – interviene un altro agricoltore. Uscire dall’Ue, è una buona opportunità? – incalziamo. Gli interlocutori ridono tra loro. Il primo riprende: “no, non vogliamo uscire. Ma chiediamo che la politica agricola sia più equa verso gli agricoltori europei, che l’Ue elimini le troppe distorsioni della concorrenza tra i Paesi, perché questo non è normale”. E meno burocrazia… più fondi europei? “Sì certo, meno burocrazia ‘sovietica’”. Altri colleghi contestano apertamente il Green Deal e la lotta al cambiamento climatico, altri se la prendono con i loro governi. A una domanda sui fondi comunitari al settore un altro manifestante afferma: “noi ci spacchiamo la schiena tutti i giorni. Ma chi protegge i nostri prodotti e i nostri animali? Bisogna controllare la concorrenza straniera. E poi i fondi non bastano. Tutti gli anni il clima ci fa brutti scherzi, i raccolti sono sempre a rischio. E poi non capiamo perché a noi i prodotti della terra vengono pagati pochissimo e poi al supermercato li troviamo a prezzi decuplicati. Chi ci guadagna?”.

“Angosce e preoccupazioni”. Nel corso del dibattito al Parlamento europeo, le istituzioni Ue si sono interrogate sul “disagio”, le “angosce e le preoccupazioni” che portano nelle piazze i produttori del settore primario. Il tema è stato affrontato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, e da numerosi eurodeputati. Purtroppo la discussione ha preso, in alcuni interventi, una deriva elettorale, con gruppi politici e parlamentari intenti a cavalcare la stessa protesta in vista del voto europeo del 6-9 giugno.

“Cibo di qualità”. Ursula Von der Leyen ha riconosciuto che “gli agricoltori si sentono messi all’angolo”, mentre sperimentano nel loro lavoro “e sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico. Siccità e inondazioni hanno distrutto i raccolti e minacciato il bestiame. Pagano il peso degli aumenti dei costi di produzione – in particolare energia e fertilizzanti – anche in relazione alla guerra in Ucraina”. “Eppure ogni giorno producono ciò di cui abbiamo bisogno, portando sulle nostre tavole cibo di qualità. Meritano dunque il nostro rispetto e di essere ascoltati”. “Gli agricoltori hanno bisogno di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita delle rese. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi”.Von der Leyen è poi passata ad alcune proposte operative, ribadendo il sostegno Ue (l’agricoltura è peraltro il settore che beneficia di maggiori aiuti economici dall’Unione europea), incentivi “per perseguire obiettivi ambientali e climatici, consentendo a loro di continuare a lavorare e a guadagnarsi da vivere”. Nei giorni scorsi era già stata decisa una proroga di una delle regole Ue più contestate: il riposo periodico dei terreni. La stessa presidente ha annunciato il ritiro della proposta legislativa sui pesticidi, “divenuta elemento di polarizzazione”, che sarà sostituita in futuro da una “nuova proposta, più matura”.

Il nodo del Green Deal. Nel suo intervento nell’emiciclo del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha affermato inoltre: “forse la Commissione non è stata abbastanza convincente” nel mostrare agli agricoltori che le misure del Green Deal, a protezione dell’ambiente e per il contrasto al cambiamento climatico, “convengono anche agli stessi agricoltori”. Ha poi insistito su incentivi e approccio “dal basso”, aprendo un dialogo con i produttori e tutto il settore della trasformazione dei prodotti agricoli. La Pac, Politica agricola comune, è uno degli ambiti di maggior intervento finanziario tramite il bilancio Ue, “ma dobbiamo fare di più” mentre “la protezione efficace della natura deve offrire incentivi generosi” agli stessi agricoltori. “I sussidi pubblici possono fornire questi incentivi. Insieme ad etichettature premium, ad esempio, in collaborazione con rivenditori e trasformatori”.

Reddito e regole. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, a sua volta ha affermato in aula: “gli agricoltori meritano di essere rispettati per il lavoro che fanno a nostro servizio e per il ruolo che svolgono nella lotta al cambiamento climatico”. L’agricoltura “è fondamentale per la sicurezza alimentare”, anche per questo i produttori hanno “bisogno di un reddito dignitoso”, “riduzione della burocrazia, e avere regole del gioco eque”.

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Emergenze sociali

Parla il preside aggredito in città: “Sono venuti meno i doveri e la figura del genitore che educa”

07 Feb 2024

di Filippo Passantino

“Nella scuola si verifica purtroppo che tanti genitori hanno smesso di fare i genitori, che educano a dei valori anche con un sano distacco dai propri figli. Oggi molti di loro non sopportano neppure il giudizio sui figli, perché a volte è come colpire loro. È venuta meno, in molti casi, la figura del genitore che educa, che corregge”. Lo dice Marco Cesario, preside dell’istituto comprensivo Europa-Alighieri di Taranto, aggredito e malmenato dal genitore di una bambina che frequenta il plesso. “La situazione è drammatica da tanti punti di vista. Oggi è assente qualsiasi tipo di limite. Lo dimostra la quotidianità. Non c’è consapevolezza del male”, ha riferito.
Il preside denuncia una “totale assenza di riferimento, di autorità”. “Mi preoccupa il clima culturale per cui ci si bea di essere in uno stato di diritto, ma la parola ‘doveri’ è totalmente scomparsa. Vi è una percezione generale in cui tutto è diritto e non ci sono doveri – osserva -. Questo è conseguenza, secondo me, di avere abbattuto ogni autorità: quella di Dio, del padre e anche il senso del dovere. Non solo i diritti sono preposti al dovere, ma questa parola non esiste più. La rivoluzione culturale ha cancellato ogni riferimento oggettivo, ogni autorità. L’idolo di oggi è l’uomo stesso che reclama i suoi diritti trascurando i suoi doveri”. Quindi, Cesario si concentra in particolare sul mondo della scuola. “Mettere una nota a un ragazzo significa oggi mettere una nota a un adulto, che si arrabbia. Spesso mi sono dovuto trovare a difendere i docenti dai genitori, che credono ciecamente ai figli. Siamo di fronte a un deserto educativo, più che a un’emergenza. Bisognerebbe riportare il senso della bellezza delle regole, del limite – conclude -. Sono contento di aver attivato nella scuola che dirigo  l’indirizzo musicale: la musica ha delle regole precise solo all’interno delle quali è possibile sviluppare meravigliose armonie e lo spirito di cooperazione”.

Diocesi

“Per una Chiesa sinodale”, il tema della 52.ma Settimana della fede (26 febbraio-1 marzo)

07 Feb 2024

“Per una Chiesa sinodale” è il tema della 52.ma Settimana della fede, consueto appuntamento quaresimale, che avrà luogo da lunedì 26 febbraio a venerdì 1 marzo in Concattedrale.
Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 19.

“L’evento della Settimana della Fede è per l’intera comunità diocesana una grande opportunità per camminare insieme, per comunicare il Vangelo ed essere testimoni del Risorto. Abbiamo bisogno di formarci e di vivere la profezia della pace nella speranza. Vi attendo numerosi e vi benedico”: con queste parole l’arcivescovo mons. Ciro Miniero invita alla partecipazione a quest’importante appuntamento annuale.

Il programma:

lunedì 26 febbraio ci sarà la relazione sul tema “Speranza” di don Eugenio Nembrini, impegnato nell’accompagnamento spirituale dell’associazione  ”Quadratini & Carità”.

Martedì 27 don Giuseppe Bonfrate, consultore della segreteria generale del Sinodo e presidente delegato dell’assemblea sinodale, svilupperà l’argomento “Partecipazione”.

Mercoledì 28, il tema “Comunione” sarà al centro dell’intervento del prof. Ignazio Punzi, psicologo di comunità.

Giovedì 29, padre Giovanni Battista Zampini, missionario saveriano, parlerà di “Missione”.

Venerdì 1 marzo, sempre alle ore 19, la concelebrazione eucaristica di chiusura della Settimana della fede sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Diocesi

Domenica 11, in città vecchia, l’Unitalsi celebra la Madonna di Lourdes

foto G. Leva
07 Feb 2024

di Angelo Diofano

Domenica 11 febbraio, Giornata del malato, l’Unitalsi-sottosezione di Taranto celebra in città vecchia la Madonna di Lourdes, in collaborazione con la basilica cattedrale di San Cataldo e le confraternita dell’Immacolata e di Santa Maria di Costantinopoli, in comunione con la comunità regionale dei Foulards bianchi.

Il programma prevede alle ore 12.30 l’accoglienza nel centro  San Gaetano, alle ore 13 il pranzo di fraternità con gli ammalati e alle ore 15 un momento di convivialità. Alle ore 16.40 ci si trasferirà in cattedrale per il digital tour, videomapping e la visita alla “stanza del tesoro”. Alle ore 18 ci si incontrerà al santuario della Madonna della Salute per la recita del santo rosario e la santa messa delle ore 18 concelebrata dal mons. Giovanni Chiloiro, assistente diocesano dell’Unitalsi, durante la quale saranno nominati i nuovi soci effettivi. Al termine, processione aux flambeaux fino alla basilica cattedrale.

La storia di questa realtà tarantina prese avvio il 23 agosto del 1965, quando da Taranto partì in treno un gruppo di persone diretto al celebre santuario di Lourdes, organizzato dal compianto Antonio Giusti che fu spinto dal forte desiderio di accompagnare a quei luoghi santi il fratello Andrea, gravemente ammalato.
Due anni dopo, esattamente nel febbraio del 1967, partì da Bari un pellegrinaggio a Lourdes di  50 tarantini, guidato dall’allora arcivescovo mons. Guglielmo Motolese. Nel 1968 lo stesso mons. Motolese autorizzò la nascita della sottosezione dell’Unitalsi a Taranto che immediatamente organizzò il primo pellegrinaggio a Lourdes con un gruppo di ammalati, volontari e pellegrini, accompagnati amorevolmente da mons. Saverio Greco, primo assistente e primo  presidente diocesano. Alla guida della sottosezione di Taranto seguirono nell’ordine: Antonio Giusti, Angela Simeone Amalfitano, Antonio Picardi e Giovanni Insogna. Attualmente la carica di presidente della sottosezione di Taranto dell’Unitalsi è affidata a Gianfranco De Giorgio, con mons. Giovanni Chiloiro nel ruolo di assistente spirituale.

Diocesi

Giornata mondiale del malato: iniziative in diocesi

07 Feb 2024

di Angelo Diofano

Si celebra in diocesi in due momenti la 32.ma Giornata mondiale del malato sul tema “Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina (Gv 5,7): L’universalità e il diritto di accesso alle cure”. che si terrà in due momenti a cura dell’ufficio per la pastorale della salute diretto da don Cristian Catacchio.

Innanzitutto lunedì 12 febbraio alle ore 18 nella chiesa della Madonna della Fiducia, in via Emilia, ci sarà la liturgia eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; concelebreranno, oltre a don Cristian Catacchio, i cappellani ospedalieri della diocesi. Sono stati invitati ad animare i vari momenti della celebrazione i rappresentanti di Unitalsi, Cvs (Centro volontari della sofferenza), Mac (Movimento apostolico ciechi), Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti), Ens (Ente nazionale sordi), Acos (Associazione cattolica operatori sanitari) e l’Amci (Associazione medici cattolici italiani).

Infine mercoledì 10 aprile, in luogo e orario che saranno comunicati in seguito, ci sarà la conferenza di padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo.

L’ufficio diocesano per la pastorale della salute invita a parteciparvi riflettendo, oltre che sul tema della Giornata, sui seguenti passi tratti dall’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” di papa Francesco in cui, fra l’altro, si legge: “La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente”.

Rigenerazione di Taranto

Venerdì 9 e sabato 10, in città vecchia, L’isola che accoglie

06 Feb 2024

Il 9 e 10 febbraio nel Centro San Gaetano in Città vecchia due giorni di incontri e confronto sul tema dell’abitare collaborativo e sociale, organizzati e promossi da Homers, brand di Homes4All – società benefit B Corp torinese –  esperta di cohousing e rigenerazione urbana e SouX, la scuola di architettura per bambini di Farm Cultural Park. Entrambe le realtà sono partner del progetto l’Isola che Accoglie, che vede capofila l’associazione Symbolum nel ridare vita al Centro san Gaetano, in un progetto di riqualificazione sostenuto dalla Fondazione con il Sud, che lo sta trasformando in un hub sociale, riferimento per la comunità residente.

Nelle giornate di discussione, esperti e professionisti di vari ambiti disciplinari saranno chiamati a condividere le loro conoscenze e buone pratiche.

La prima giornata, venerdì 9 febbraio, coordinata da Homers, si svolgerà in un’unica sessione pomeridiana divisa in tre parti: un primo momento di racconto del progetto “L’isola che accoglie” attraverso la testimonianza di alcuni partner; un secondo momento di inquadramento rispetto alla ‘questione casa’ in cui saranno presentate alcune sperimentazioni di abitare collaborativo e rigenerazione urbana; a chiusura un tavolo di confronto tra gli stakeholder per avviare una mappatura-riflessione del patrimonio immobiliare disponibile e delle risorse, a volte nascoste, da valorizzare.  La tavola rotonda vuole essere il primo momento di lavoro per la costruzione di questa mappatura collaborativa e per la definizione di strumenti e strategie utili per la riconversione del patrimonio immobiliare sfitto, non a norma o occupato, in soluzioni abitative sociali ‘legalizzate’. Grazie al contributo dei partecipanti si vogliono indagare gli spazi di interferenza e mediazione fra gli attori stessi, così da permettere a gruppi differenti, divisi da obiettivi ed interessi diversi, di lavorare insieme.

La seconda giornata, da mattina a tardo pomeriggio, sarà dedicata ai processi educativi che vedono i bambini protagonisti dei cambiamenti urbani.  Sono previste due sessioni entrambe caratterizzate da laboratori: al mattino si terrà il consueto incontro del sabato organizzato da SOUx Taranto Scuola di Architettura per Bambini, dedicato alla realizzazione di un allestimento per gli spazi del Centro San Gaetano, hub del progetto Isola che Accoglie.  La sessione pomeridiana prevede presentazioni, tavoli di lavoro per lo sviluppo e la condivisione di proposte rivolte ai bambini, con la partecipazione attiva di stakeholder, partner di progetto, scuole del territorio, esperti del territorio e di vari ambiti, cittadini, gestori di spazi culturali, imprenditori. Nei tavoli si individueranno tematiche da affrontare, possibili alleanze e scenari per le future attività della scuola di architettura. Tutte le attività vedono al centro i bambini e le attività educative a loro destinate, che fungono da catalizzatore per immaginare processi, strumenti e strategie per estendere l’impatto del progetto.

Entrambe le giornate si chiuderanno con un momento conviviale negli spazi del centro San Gaetano. Sarà visitabile anche una mostra, concepita per raccontare il valore del progetto, anche attraverso alcune testimonianze delle attività già svolte.

 

9 febbraio (solo pomeriggio)

Case che cercano comunità, comunità che cercano casa

Nuove opportunità per ri-abitare Città vecchia generando impatto

15:00

Saluti istituzionali

15.15

Storytelling del progetto: Crest e Post Disaster

15.45

Innovare nell’housing in Italia, emergenza abitativa, nuova domanda sociale, pubblico e privato – Matteo Robiglio per Fondazione Impact Housing

16.00

I nuovi modelli di abitare collaborativo: le prime sperimentazioni in Italia – Giorgia Di Cintio per Homers

16.15

Rigenerazione urbana a base culturale – Andrea Bartoli per FARM-SOU

16.45

Tavolo di confronto tra partner di progetto e stakeholder pubblici e privati

18.15

Q&A

18.30 – 19.30

Aperitivo

 

10 febbraio (mattina e pomeriggio)

Isolalalab

Buone pratiche educative e nuove opportunità per i bambini di Taranto

10.00 – 12.30

Incontro SOUx Taranto guest: Beate Weyland

* appuntamento rivolto ai bambini della scuola con allestimento del Centro San Gaetano

14.30 – 14.45

Accoglienza e icebreaking

14.45 – 15.00

Presentazione progetto L’Isola che Accoglie e suoi partner

Elena Modio – Symbolum ETS

15.00 – 16.00

Presentazioni best practices

Cristina Vignone (SOUper / FARM) + Direttrici SOUx Puglia (Ostuni, Bari, Bitonto)

Beate Weyland, Simona Galateo, Monia Satta – Eden Lab / Università di Bolzano

Michele Massaro arch. / Alvaria (Santeramo in Colle)

Cinnica – Libera consulta per una città amica dell’infanzia (Bologna)

Lia Calloni / Gaia Family Hub (Milano) – https://gaiafamilyhub.com/

16.00 – 16.15

Suddivisione in tavoli tematici

16.15

Sessione laboratoriale

17.30 – 18.00

Presentazione esiti

18.00

Conclusioni e aperitivo-buffet