L’appello alla pace del Museo archeologico nazionale di Taranto




“Non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo”: le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno certificato, a poche ore dalla chiusura delle urne, la sconfitta del suo partito di governo, Giustizia e sviluppo (Akp), alle elezioni amministrative che si sono tenute domenica scorsa in tutto il Paese. Un risultato inatteso dopo la vittoria schiacciante alle elezioni generali dello scorso maggio. 58 milioni di elettori sono stati chiamati a rinnovare decine di migliaia di consigli comunali e provinciali e i sindaci di oltre quattromila città, tra queste anche Smirne, Bursa, Adana, Ankara e Istanbul. Quest’ultima è la città più grande d’Europa con oltre 15 milioni di abitanti, il 18% della popolazione turca che, da sola vale un terzo della sua economia. Le urne hanno riconfermato alla guida delle più grandi metropoli turche la principale forza d’opposizione, il partito popolare repubblicano (Chp), tendenzialmente di centrosinistra, nazionalista, erede del fondatore della Turchia moderna, Kemal Atatürk. In particolare, il Chp ha ottenuto il 37,7 per cento dei voti, contro il 35,5 per cento dell’Ak, il partito di Erdogan, affermandosi in 36 province rispetto alle 23 dell’Akp del presidente turco. Abbiamo chiesto un commento al voto a Carlo Marsili, ambasciatore di Italia in Turchia dal 2004 al 2010 e senior advisor di Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).
L’esito del voto di domenica scorsa può essere definito come la peggiore sconfitta degli ultimi 20 anni del partito del presidente Erdogan?
Il partito di Erdogan, Akp, è uscito sconfitto pesantemente dalle urne. È bene ricordare che già nelle ultime elezioni amministrative, quelle di 5 anni fa, il suo partito aveva perduto le amministrazioni delle principali città della Turchia, Istanbul, Ankara e Smirne. Stavolta non solo ha perduto in tutte le grandi città ma è uscito sconfitto in maniera ancora più significativa. Basti pensare che il partito di opposizione, ad Ankara, ha ottenuto il 60% dei voti. Il partito del presidente ha perduto anche a Bursa, la quarta città della Turchia per numero di abitanti, e a Denizli, nel sud-ovest della Turchia. Complessivamente, per la prima volta in assoluto, il partito di opposizione ha ottenuto una percentuale di voti superiore a quella del partito di Erdogan e questo non era mai successo. Il partito di opposizione ha motivi per cantare vittoria.
Quali sono i motivi di questa sconfitta elettorale?
I motivi di questa sconfitta elettorale sono da ascrivere, in primis, alla grave crisi economica turca che sta colpendo la classe media. Il presidente Erdogan ha cercato di correre ai ripari nominando qualche mese fa come nuovo ministro dell’Economia, Mehmet Simsek, che sta cercando di fare una politica economica diversa da quella dei suoi predecessori ma i risultati ancora non si vedono. Un secondo motivo risiede nel fatto che i sindaci dell’opposizione hanno lavorato complessivamente bene in questi anni e i candidati governativi non erano chiaramente all’altezza. Terzo fattore è quello curdo: i curdi, nell’est della Turchia, nelle province dove sono più forti, hanno votato per i loro candidati e difatti hanno vinto. Nelle grandi città invece hanno dato la loro preferenza ai candidati delle opposizioni. Il quarto motivo infine è stato il cambio al vertice del partito di opposizione Chp” (che oggi è guidato dal segretario Ozgur Ozel, ndr.).
Cosa potrebbe cambiare adesso nella politica presidenziale?
Erdogan continuerà a fare il presidente fino al 2028, ma certe idee che aveva in mente come quella di cambiare la Costituzione, di introdurre un altro mandato, verranno fatalmente meno. Non solo, ma a questo punto c’è da fare i conti con l’astro nascente del partito Partito popolare repubblicano, Chp, il riconfermato sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, che si presenta come l’anti-Erdogan. In prospettiva può essere un contendente molto forte per la Presidenza della Repubblica.
Prevede una svolta ‘laica’ rispetto all’Islam politico propugnato da Erdogan?
Il partito di opposizione è un partito laico che prende le mosse dal vecchio partito di Ataturk e quindi si differenzia nettamente dall’islam politico propugnato da Erdogan. Tuttavia, se la divergenza tra il partito di governo e il principale partito di opposizione, uscito vincente dalle urne di domenica, è molto marcata sul piano della politica interna ed economica, lo è di meno in politica estera. Il Chp va considerato più vicino all’Europa e alla Nato, ma è un partito nazionalista con posizioni molto più rigide, in tema di immigrazione irregolare, del partito di Erdogan. L’immigrazione irregolare in Turchia è un cavallo di battaglia più della sinistra che non del governo.
Che segnale politico lanciano, allora, queste elezioni?
L’opposizione ha battuto il partito di Erdogan. La presenza di partiti minori che sono più vicini ai settori conservatori mantiene aperta la battaglia politica. Ma non c’è dubbio che stavolta il segnale c’è stato ed è forte.


L’ora della verità. Quella della partita da dentro o fuori per la Nuovi Orizzonti Dinamo Taranto che, dopo aver già centrato l’obiettivo della salvezza in questa stagione, e disputato come un allenamento la fase a orologio della serie B femminile, è attesa questa sera in casa della New Basket Agropoli Paestum per gara 1 dei quarti di finale dei playoff. Un match da affrontare con la giusta concentrazione.
“Andiamo ad Agropoli con tanta umiltà rispettando l’avversario, come sempre, ma con l’obiettivo della vittoria – dichiara a Nuovo Dialogo il coach della Nuovi Orizzonti – è una partita anomala di 80 minuti: noi però vogliamo dare un segnale forte, e riscattare la sconfitta della fase a orologio”. William Orlando è fiero del percorso fatto sinora: “Per la stagione fatta meritiamo la semifinale e daremo tutto sul campo per andare a prendercela”. Le ragazze stanno bene. E proprio perché si tratta di una partita anomala di ottanta minuti, ovvero di una doppia sfida ravvicinata in tre giorni, servirà il contributo di tutte le giocatrici a disposizione. Come pure, tra gli spalti, quello del pubblico del PalaMazzola, chiamato a sostenere la squadra sabato sera per l’avvio dei playoff. Palla a due alle ore 19.30, l’ingresso è libero nella struttura tornata agibile a capienza piena.
La prima partita, giocata ieri sera, ha visto l’affermazione della Magnolia Campobasso sulla Basilia Basket Potenza. Una vittoria netta (84-66) che ribadisce il valore assoluto della formazione allenata da Gabriele Diotallevi – il gruppo ha conquistato a Battipaglia lo scudetto under 19. Protagonista anche con le cestiste più giovani, valorizzate dal suo allenatore, la Nuovi Orizzonti non è da meno: ricordiamo il successo conquistato a gennaio proprio contro la corazzata Campobasso, nella regular season, tra le mura amiche del PalaMazzola. Un motivo ulteriore per guardare con interesse e con partecipazione la terza fase del torneo. E come una gratificazione l’avventura dei playoff.


È in corso, a Bruxelles, il direttivo del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, l’opera-segno nata a seguito dell’Incontro di vescovi e sindaci del Mediterraneo che si è svolto a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022. Fortemente voluto e sostenuto dalla Cei, “il progetto che raduna oltre 30 tra ragazzi e ragazze di 19 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, mira a curare la dimensione spirituale, a rafforzare l’azione pastorale davanti alle sfide odierne e a costruire relazioni fraterne”. Una vera e propria ‘scommessa’ sui giovani, nello stile di papa Francesco, sulla quale hanno deciso di puntare anche altri organismi come la fondazione La Pira e la Fondazione Giovanni Paolo II. Del direttivo fanno parte Emile Fakhoury (Libano), Maher Dridi (Tunisia), Aleks Birsa Jogan (Slovenia) e la coordinatrice Pilar Shannon Perez Brown (Spagna).
Le voci dei giovani. “Andremo a Bruxelles per incontrare le istituzioni europee e dialogare con loro di temi che riguardano il futuro dei giovani, il nostro coinvolgimento e il futuro dell’area del Mediterraneo che vede al suo interno diversi Paesi dell’Ue che gioca un ruolo rilevante per quanto riguarda la pace, lo sviluppo e l’integrazione”, dichiara Aleks Birsa Jogan. “Cercheremo anche di conoscerne i meccanismi, le funzioni, e di presentare il nostro Consiglio durante gli incontri che avremo.
A tutti diremo che i giovani del Mediterraneo vogliono vivere in pace, in società inclusive e attente al dialogo e al bene comune”.
Una delle finalità del Consiglio, infatti, è quella di tenere unite le comunità ecclesiali delle Chiese che si affacciano sul ‘Mare Nostrum’ quindi favorirne l’unità, la condivisione e il dialogo sia ecumenico che interreligioso. “Da parte nostra ci impegniamo con il nostro lavoro ad avvicinare Europa, Asia e Africa, condividendo quei valori costitutivi e connaturati all’area Mediterranea. Impegnati nel nostro piccolo, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre associazioni a partire dalla preghiera per chiedere a Dio il dono della pace e della conversione dei cuori. E vorrei aggiungere anche partecipando alla vita sociale e politica dei nostri Paesi. Siamo attesi da un importante voto europeo il prossimo giugno. Andare a votare è un importante esercizio di partecipazione e cittadinanza”.
Sul voto recentemente si è espressa anche la Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue, che in un messaggio ha incoraggiato “i giovani a esercitare il loro diritto di voto per costruire così un’Europa che assicuri loro il futuro e risponda alle loro più genuine aspirazioni. Incoraggiamo anche i giovani cattolici europei che sentono la chiamata a impegnarsi in politica a seguire questa chiamata, preparandosi adeguatamente, sia intellettualmente che moralmente, a contribuire al bene comune in uno spirito di servizio alla comunità”. Secondo Pilar Shannon Perez Brown, coordinatrice del Direttivo, “questo meeting a Bruxelles è utile per incontrare le istituzioni europee e illustrare loro il nostro progetto del Consiglio dei giovani del Mediterraneo per impostare e pensare future sinergie e collaborazioni con giovani impegnati nel campo della costruzione della pace, di una società più giusta e unita”.
Quello di Bruxelles, spiega al Sir, “sarà anche un tempo di ascolto delle Istituzioni europee. Come giovani vogliamo condividere le nostre esperienze, le culture dei Paesi da cui proveniamo, ma anche ascoltare cosa le Istituzioni europee avranno da dirci”.
Prossimo appuntamento. Nella capitale europea il Direttivo sarà accompagnato da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei. In programma diversi incontri tra i quali spiccano quelli con mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), e con Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo. Altro appuntamento che attende il Consiglio dei giovani del Mediterraneo è fissato per il 16 aprile, a Fiesole, dove sarà inaugurata la sede. Inoltre è in fase di costruzione anche il portale web del Consiglio dove saranno resi disponibili contenuti relativi ai percorsi tematici affrontati, un’area per la formazione permanente, informazioni e notizie.


Anche quest’anno nella mattina della Domenica in Albis, 7 aprile, si ripeterà in città vecchia la piccola processione di Gesù Risorto, organizzata dalla confraternita dell’Immacolata (priore, Angelo De Vincentis). Il simulacro, portato a spalla dai confratelli in abito di rito, uscirà alle ore 10.30 dalla basilica cattedrale di San Cataldo, accompagnata festosamente dai bambini del catechismo. Dopo aver percorso alcuni vicoli del vicinato, la sacra immagine giungerà al santuario della Madonna della Salute dove, alle ore 11.30, il padre spirituale della confraternita, mons. Emanuele Ferro, presiederà la celebrazione eucaristica.
Accompagnerà la processione la banda musicale cittadina “Santa Cecilia” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.


Tra i prossimi appuntamenti, oltre al triduo in preparazione alla festa della Divina Misericordia (3-4-5 aprile) con adorazione e coroncina alle ore 17, la parrocchia dello Spirito Santo, a Taranto, invita al concerto pasquale che si terrà venerdì 5 alle ore 20 dal titolo “Concento Ieratico-Mater Mors Resurgo”. Protagonista della serata sarà il Falanto Chorus, diretto da Nicola Luzzi. In programma, musiche di Bruckner, Bach, Handel, Jenkins, Rutter, Arnesen, Vivaldi, Taverner, Lotti, Pergolesi e Mozart. Quali voci soliste: Giovanna Taliento, soprano; Maria Grazia Di Gregorio, mezzosoprano; Fabio Mancini, voce narrante.



L’arciconfraternita del Carmine di Taranto si ritroverà la sera della Domenica in Albis, 7 aprile, alle ore 18.30 in chiesa per la celebrazione eucaristica comunitaria di ringraziamento presieduta dal padre spirituale mons. Marco Gerardo con i confratelli che hanno partecipato al pellegrinaggio agli altari della reposizione e alla processione dei Sacri Misteri. Dopo la santa messa saranno consegnati gli attestati di partecipazione mentre il “troccolante” di quest’anno consegnerà la propria foto che sarà esposta nel “Salone delle troccole” insieme a quelle dei suoi predecessori.
“Ringrazieremo il Signore del dono che abbiamo ricevuto durante lo svolgimento dei riti della Settimana Santa e per la calorosa partecipazione del popolo – spiega il priore Antonello Papalia – Sarà un incontro intimo tra confratelli che hanno vissuto le intense emozioni che i riti hanno generato in ognuno, un’occasione per stare tutti insieme e condividere le esperienze, un modo per crescere nella fede e nella fraternità che caratterizza la nostra appartenenza al sodalizio”.


Alle ore 7.58 si è verificato un terremoto di magnitudo 7.2 che è stato avvertito in tutta l’isola di Taiwan. Le violente scosse del mattino hanno causato disastri in diverse contee e città, in particolare Hualien, nella parte orientale dell’isola che si trova vicino all’epicentro del terremoto. “La diocesi – si legge in una nota diffusa dalla chiesa locale questa mattina presto – ha immediatamente contattato tutte le parrocchie”. “Al momento, ad eccezione di alcuni oggetti in alcune parrocchie caduti a terra o danneggiati e bisognosi di riparazioni, non si hanno notizie di danni gravi”. “Mentre le scosse di assestamento continuano, i parroci, i responsabili e i membri dei comitati pastorali e i parrocchiani sono invitati a continuare a essere vigili, prestare attenzione alla sicurezza, stare lontano dagli edifici e cercare rifugio in spazi aperti”. La diocesi assicura il suo impegno a prestare assistenza e “attenzione ai bisogni dei membri della chiesa e delle parrocchie” e conclude: “Cerchiamo nelle nostre preoccupazioni e paure la pace di Gesù risorto! La pace del Signore sia con noi! Per questo preghiamo insieme!”. Le autorità di Taiwan hanno riferito che i feriti causati dal forte terremo di questa mattina sono almeno 736 e al momento il numero delle vittime del terremoto nell’isola è salito a sette morti. Secondo la National Fire Agency (NFA), le potenti scosse che hanno scosso Taiwan mercoledì mattina hanno danneggiato 97 edifici in tutta l’isola.




I temi sociali sono stati sempre il filo conduttore del cinema di Riccardo Milani. Milani sa far ridere, e molto, mettendo a tema però anche solitudini, emarginazioni e fratture sociali, in generale le storture del nostro presente, declinate però secondo il canovaccio della tradizione della commedia all’italiana. Tra i suoi titoli più noti: “Scusate se esisto!” (2014), “Come un gatto in tangenziale” (2017, 21), “Corro da te” (2022) e “Grazie ragazzi” (2023). Del mondo della scuola si era già occupato con il suo film d’esordio “Auguri professore” (1997) da un racconto di Domenico Starnone, con uno sguardo nelle aule di liceo tra professori e studenti. A distanza di quasi trent’anni, torna in classe con “Un mondo a parte”, che si gioca tra i banchi delle scuole elementari in un paesino di montagna. Un avamposto di comunità e resistenza dinanzi allo svuotamento implacabile.Protagonisti gli ottimi Antonio Albanese e Virginia Raffaele.
La storia
Roma, oggi. Michele Cortese è un insegnate infelice: non sopporta più nessuno, tanto meno il suo lavoro e la vita nella Capitale. Un giorno riceve una comunicazione dal ministero che gli accorda il trasferimento in istituto scolastico nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo. Con ritrovata speranza Michele arriva nel paesino in pieno inverno, dove trova prevalentemente neve, neve, neve. Superato l’impaccio iniziale, si fa subito benvolere dal piccolo gruppo di bambini e colleghi, soprattutto dalla vicepreside Agnese. L’equilibrio però vacilla quando arriva la minaccia della chiusura della scuola per mancanza di iscritti…
“Una resistenza culturale – spiega il regista – contro un nemico comune, indifferenza e rassegnazione, impegnarsi per un presente e un futuro migliori per se stessi e per il proprio paese. E tutto questo passa attraverso chi questo futuro lo difende, cioè i nostri insegnanti, e chi lo incarna, cioè i nostri bambini e la loro educazione. Ho visto insegnanti in questo territorio, qui come in tutto il paese, fare 150 chilometri al giorno con neve, ghiaccio e bufera pur di fare il loro lavoro. Per difenderlo, sì, ma anche perché credono profondamente nell’importanza del loro ruolo”. Scritto insieme con Michele Astori, “Un mondo a parte” corre agile su tale binario, forte di un cast affiatato e un copione ben calibrato. Il film, puntellato da ironia brillante e pungente, descrive il percorso di cambiamento di un docente rassegnato che venendo a contatto con una piccola comunità riorienta la sua bussola esistenziale-valoriale, ritrovando slancio nella professione, nella propria vita.E se nobili e valide sono le motivazioni del copione, a ben vedere tutto non gira alla perfezione: il film, infatti, scivola qua e là tra pennellate mielose o marcate dal politicamente corretto (migranti, rifugiati, comunità Lgbtq+), che invece di far brillare l’opera la appesantiscono un po’. A ogni modo, Riccardo Milani si conferma sempre un ottimo regista e il film “Un mondo a parte” funziona tra risate e riflessioni di senso.


A preparare e somministrare i pasti ragazzi con sindrome di Down
Sarà lo chef Gennaro Esposito ad inaugurare la cucina professionale di Casa Mehari, il bene confiscato alla criminalità. L’evento si terrà stamattina, mercoledì 3 aprile alle ore 10,30, in via Nicotera n. 8, a Quarto, in provincia di Napoli.
La cucina è completa di tutte le attrezzature e certificazioni che consentiranno la preparazione e la somministrazione di pasti curati dai ragazzi con sindrome di Down e con altri ritardi cognitivi dell’associazione di volontariato “La Bottega dei semplici pensieri”.
“Una cucina professionale per i nostri ragazzi è sempre stato uno dei nostri sogni – spiega Maria Trapanese, presidente dell’associazione – e finalmente dopo oltre dodici anni di attività e a due anni dalla consegna del bene confiscato, abbiamo realizzato questo nostro obiettivo. Per noi è un traguardo importante che dobbiamo alla grande rete di solidarietà che ci è vicina e grazie alla grande sensibilità dello chef Gennaro Esposito. La cucina è un’occasione di lavoro per i nostri ragazzi. In questo modo ospiteremo eventi grazie alla presenza del nostro chef Michele Pelliccia. La cucina è inoltre un luogo di apprendimento per cui facciamo un appello agli chef del territorio per dedicare ore di formazione che consentano ai nostri ragazzi di migliorarsi. L’obiettivo a lungo termine è l’apertura di un bistrot che consentirà a Casa Mehari di diventare una struttura per eventi gestiti e organizzati dai ragazzi de la Bottega e dai giovani dell’impresa sociale la Scheggia, nostro partner. Il bistrot sarà un punto di riferimento per il territorio e un luogo per creare relazioni sociali e collaborazione lavorativa”.
La realizzazione della cucina è stata possibile grazie al progetto “Cooking a Revolution” finanziato con “Festa a Vico”, la tre giorni dedicata alla grande cucina con chef affermati e giovani promesse con l’obiettivo di raccogliere fondi per progetti solidali. La tradizionale kermesse enogastronomica si svolge a Vico Equense e nel 2023 ha finanziato sei progetti tra cui quello dell’associazione “La Bottega dei Semplici Pensieri”. Patron della manifestazione è lo chef Gennaro Esposito che martedì taglierà il nastro all’inaugurazione della cucina. Insieme allo chef due stelle Michelin parteciperanno il sindaco di Quarto Antonio Sabino, la psicologa Vittoria Vigo, ed Elvira Carrabba, presidente della Cooperativa “La Quercia rossa”.
Il progetto “Cooking a Revolution” ha visto il coinvolgimento di vari soggetti tra cui la comunità “La Scheggia” di Giugliano in Campania che accoglie ex tossicodipendenti e la cooperativa “La Quercia Rossa” che si occupa di lavoro per i giovani diversamente abili.
Casa Mehari è un bene del comune di Quarto confiscato alla criminalità organizzata. L’ente locale ha dedicato la struttura a Giancarlo Siani, giornalista del quotidiano “Il Mattino”; Mehari è il nome del modello dell’auto Citroën su cui il giovane venne ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985. L’associazione temporanea di scopo che gestisce l’immobile è composta dall’associazione di volontariato “La Bottega dei semplici pensieri” (capofila dell’ats), la cooperativa “La Quercia rossa”, l’associazione culturale “Artemide” e l’associazione di promozione sociale “Dialogos”.


Per la calorosa accoglienza riservata al momento tradizionale del “Resu Resu”, il tradizionale canto di Resurrezione eseguito il gruppo di musica popolare dei Mandatari la mattina di Pasqua per le strade di Fragagnano, Carosino e Lizzano, (di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi) all’iniziativa di solidarietà collegata, ecco questa nota di ringraziamento diffusa sui social:
“Buongiorno amiche e amici! Ci siamo riposati e ora siamo pronti a tirare le somme del Resu Resu 2024! Innanzitutto ci teniamo a ringraziare tutti voi: chi ci ha seguito per tutta la notte, chi ha suonato e cantato con noi, chi ci ha aperto le porte della propria casa per offrirci un caffè e una fetta di torta e chi ci ha ascoltato da dietro le scure delle finestre spiandoci forse con un po’ di timore. Un ringraziamento speciale va anche alle parrocchie di Fragagnano, Lizzano e Carosino che ogni anno accolgono con gran cuore questa nostra iniziativa. Lo scopo del Resu Resu ormai è noto e mai come quest’anno siamo stati sommersi dalla generosità di tutti voi. Sono stati raccolti 1429 euro, circa il doppio rispetto alla media solita e di questo siamo orgogliosi e commossi. Noi ci mettiamo l’anima, il cuore e la voce e ricevere così tanta generosità ci ripaga della stanchezza e della fatica. Come successo negli scorsi anni, tutto il ricavato verrà utilizzato per l’acquisto di generi di prima necessità da donare alle Caritas di Lizzano, Fragagnano e Carosino!
Un ultimo ringraziamento lo rivolgiamo a te Marco (ndr. Ferrari, scomparso lo scorso anno). Amico, ci hai accompagnato in questa notte e la tua presenza l’abbiamo sentita viva accanto a noi.
Grazie!
i Mandatari e tutti gli amici del Resu Resu”.

