Diocesi

Lunedì 6, la Giornata cataldiana dello sport e messa per la famiglie

03 Mag 2024

di Angelo Diofano

Lunedì  6 maggio il programma dei festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo prevede in mattinata la Giornata cataldiana dello sport, in collaborazione con la Uisp e il Comune e la partecipazione dell’istituto comprensivo Galilei. Gli studenti potranno cimentarsi in varie discipline sportive in piazza Duomo, largo San Gaetano e oratorio San Giuseppe.

Nella medesima serata, alle ore 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Mimmo Sergio, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale familiare, con il saluto introduttivo dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero  e il rinnovo delle promesse matrimoniali delle famiglie e la benedizione dei nubendi.

Partecipano alla celebrazione: Azione Cattolica, Agesci, Acli, Convegni di Cultura Maria Cristina, Cursillos di Cristianità, Cvs, Fuci, Gifra, Istituto secolare Servi della Sofferenza, Legio MariaeMovimento dei Focolari, Movimento di Rinascita Cristiana, Ofs, Rete mondiale di preghiera, Terz’Ordine dei Minimi, Unitalsi,  Volontariato vincenziano.

Sport

Il Taranto verso i playoff: ore di attesa spasmodica per il ricorso

foto G. Leva
03 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Sessantanove punti conquistati sul campo. Il quinto posto in classifica che sta stretto al Taranto, meritevole di stare solamente alle spalle della Juve Stabia. Anche l’ultima partita della stagione regolare ha sancito la superiorità degli uomini allenati da Eziolino Capuano. I quali hanno chiuso la pratica nella prima frazione. Non è stata una partita dominata, sei giorni fa; ma in casa di una squadra assai motivata, il Latina, intenzionato ad agguantare i playoff dalla decima posizione, ci si poteva aspettare la reazione nei secondi quarantacinque minuti di gioco.

Il Taranto ai playoff

Se non è una lotteria, è di certo un’impresa assai complicata: alla post season partecipano ben 27 squadre, e solamente una, alla fine dei giochi, viene promossa nella seconda categoria nazionale. L’auspicio è che la legge della compensazione consenta al Taranto di giocarsi le sue chance sino in fondo. Precisamente, di non essere soltanto bravo, continuando a giocare il calcio che ha saputo esprimere nell’intera stagione, ma anche fortunato. I numeri parlano chiaro. I rossoblu, infatti, rientrano nella top 10 della serie C Now. E senza i quattro punti di penalizzazione sarebbero addirittura tra le migliori 6 del campionato di terza serie nazionale.

Spes ultima dea

Le speranze di veder restituiti almeno parte dei quattro punti di penalizzazione inflitti al Taranto sono affidati al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Il ricorso presentato dalla società ionica sarà discusso in questa giornata, venerdì 3 maggio. Esclusivamente in modalità telematica, mediante videoconferenza, si chiarisce sul sito del Coni. La certezza è lo slittamento dei playoff. Misura necessaria per consentire lo stesso dibattimento, che può incidere sulla classifica, quindi sugli incontri. I rossoblu dovrebbero ritrovare proprio il Latina. Salvo sviluppi straordinari. Infatti, qualora si dovessero recuperare tutti i quattro punti, il Taranto si ritroverebbe al secondo posto in classifica. E accederebbe direttamente alla fase nazionale dei playoff. Il principio della realtà suggerisce un ottimismo cauto. Perché tra gli avversari ci sono organici che hanno spesso 6-7 volte in più rispetto alla società presieduta da Massimo Giove.

Il punto sullo stadio

Una questione non meno importante riguarda il campo di gioco. “La città mi chiede di realizzare un grande stadio, anche perché questo è un treno che passa sola volta nella storia, quindi abbiamo l’obbligo di costruire qualcosa di importante”, ha detto Massimo Ferrarese ad Antenna Sud, nei giorni scorsi. Lo stesso commissario dei Giochi del Mediterraneo ha aggiunto che il nuovo Iacovone sarà un impianto moderno. Precisamente un fiore all’occhiello, non solo della Puglia, ma di tutto il Sud Italia. Il Taranto potrebbe giocare all’interno dello Iacovone anche durante i lavori di ristrutturazione. Diversamente, ci sarebbero diverse città pronte ad ospitarlo: Grottaglie, Massafra, Martina Franca, Castellaneta e San Giorgio Jonico. Anche su questo fronte sono attese risposte nel breve termine.

Festeggiamenti patronali

Festa San Cataldo, gli appuntamenti di domenica 5 maggio

03 Mag 2024

di Angelo Diofano

Riportiamo di seguito gli appuntamenti in programma nella domenica 5 maggio per la festa patronale in onore di San Cataldo vescovo.

Alle ore 17 da piazza Carmine muoverà il pellegrinaggio delle confraternite dell’arcidiocesi verso la basilica cattedrale percorrendo via D’Aquino, via Margherita, ponte girevole, via Duomo, piazza Duomo. All’arrivo in basilica, alle ore 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Paolo Oliva, delegato arcivescovile per le confraternite, con omaggio alla tomba di San Cataldo.

In serata, alle ore 21, sempre in cattedrale, avrà inizio ilSan Cataldo Secret Tour”, a cura di  Symbolum Ets ed Ethra Archeologia e Turismo.

I visitatori potranno godere di un’esperienza di conoscenza innovativa ed esclusiva, guidati dagli archeologi e storici dell’arte e da mons. Emanuele Ferro alla scoperta di nuovi ambienti recentemente resi accessibili dai lavori di ristrutturazione, quali la stanza del tesoro, che custodisce parte del patrimonio secolare della cattedrale, l’auditorium della Colonna e l’antichissima cripta di San Cataldo. Inoltre, il percorso di visita è arricchito da una serie di esperienze possibili tramite strumentazione digitale, quali videomapping, totem multimediali e quadri musicali, che rendono immersivo e unico il viaggio nella storia della cattedrale di San Cataldo. Il tour durerà novanta minuti.

Accesso gratuito con prenotazione obbligatoria al 328.9268385 fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Associazionismo cattolico

“Testimoni di tutte le cose da lui compiute”

L’Azione cattolica diocesana alla XVIII assemblea nazionale che sarà ricordata per la grande novità della partecipazione dei ragazzi dell’Acr

03 Mag 2024

di Cosimo Spezio

Dal pomeriggio di giovedì 25 aprile alla mattinata di domenica 28 aprile si è svolta alla Fraterna Domus in Sacrofano (Roma) la XVIII assemblea nazionale dell’Azione Cattolica italiana.
Pur essendo un’associazione laicale con oltre 150 anni di storia, la numerazione delle assemblee nazionali viene considerata a partire dall’approvazione del nuovo statuto post-conciliare del 1969.

Accompagnati dall’assistente unitario in qualità di uditore, dalla nostra diocesi hanno partecipato in qualità di delegati la presidente, il vicepresidente per gli adulti, il vicepresidente per i giovani, la responsabile dell’Acr e una rappresentante dell’equipe diocesana dei ragazzi dell’Acr.

Dopo l’emozionante incontro con Francesco in piazza San Pietro del 25 aprile “A braccia aperte”, l’associazione tutta si è radunata per soffermarsi a riflettere attraverso la relazione del presidente uscente sul triennio appena concluso e tracciare le linee programmatiche per il triennio appena cominciato. Scanditi dalle stimolanti riflessioni durante le celebrazioni da parte dei cardinali Parolin, Farrell, Semeraro e Zuppi, i lavori hanno riguardato la discussione ed approvazione del documento assembleare, la cui bozza è stata redatta a partire dalle indicazioni raccolte dai territori nell’ultimo anno. Si tratta di un testo segnato da alcune scelte di fondo indicate in 5 capitoli: persone e comunità, comunione e responsabilità, formazione e scultura, spiritualità e sinodalità, alcune questioni emergenti. Questo testo sarà recepito dal neoeletto Consiglio nazionale per tracciare i prossimi orientamenti triennali.

La grande novità di questa assemblea è stata l’attiva partecipazione dei ragazzi dell’Acr (Azione cattolica ragazzi). Anche loro sono stati coinvolti nei lavori sul documento assembleare e hanno proposto i propri emendamenti, esprimendo il proprio punto di vista originale sull’associazione di cui sono sia presente che futuro. “Ci hanno chiesto cosa volessimo migliorare dell’Ac – commenta la piccola Rachele -. Mentre scrivevamo, io mi sentivo ‘grande’ e ascoltata. Quando ho scoperto che l’Assemblea aveva approvato l’emendamento presentato dal mio gruppo sono stata molto contenta, perché è bellissimo sapere che quello che hanno scritto dei ragazzi è stato apprezzato da giovani e adulti. Per noi fa molto sapere che i nostri pensieri siano ascoltati nonostante la nostra età e la poca esperienza”. È stato determinante, allora, questo contributo affinché l’associazione sia davvero a misura di tutte le sue componenti (ragazzi, giovani e adulti).

Nel corso dell’evento non sono mancati momenti di gioia vera, come l’annuncio da parte del card. Marcello Semeraro (prefetto del dicastero per le cause dei santi) della prossima canonizzazione del beato Piergiorgio Frassati. Ci sono stati anche momenti di approfondimento, come la serata in preparazione alla 50° Settimana sociale dei cattolici in Italia e la serata organizzata con l’Agenzia italiana per la Gioventù sulle opportunità riservate ai giovani dall’Unione europea.

L’Assemblea nazionale, infine, è stata un’occasione per l’associazione laicale più grande del Paese per (ri)scoprirsi una grande famiglia e, ponendosi sul solco tracciato dal Cammino sinodale della Chiesa italiana, mettersi in ascolto delle proprie comunità territoriali. L’Azione Cattolica è ormai pronta a mettersi alle spalle un periodo difficile per provare a “leggere i segni dei tempi” con rinnovato entusiasmo in questo tempo che ci è dato vivere.

Peregrinatio di San Cataldo

La visita di San Cataldo vescovo a San Giorgio jonico, sabato 4

03 Mag 2024

di Angelo Diofano

San Cataldo vescovo, nell’ambito della peregrinatio nei comuni della provincia, sabato 4 maggio sarà a San Giorgio jonico. L’arrivo del simulacro e delle reliquie e del simulacro del santo patrono dell’arcidiocesi è previsto alle ore 17.30 in piazza Santa Maria del Popolo. Da qui si snoderà il corteo processionale verso piazza San Giorgio per la consegna simbolica da parte del Capitolo Metropolitano alle autorità religiose, civili e militari del paese. Quindi si proseguirà per la chiesa intitolata a Maria Santissima Immacolata per la celebrazione eucaristica con tutti i presbiteri della vicaria di San Giorgio jonico. Dopo la santa messa il simulacro e le reliquie ripartiranno per Taranto.

Questo il commento del vicario foraneo don Giuseppe D’Alessandro: “Quando ho dato l’avviso ai fedeli della visita di San Cataldo nella nostra comunità ho colto subito un sincero entusiasmo, una gioia, un sorriso sui volti. L’avvenimento è segno di una comunione molto profonda con la città capoluogo, il cuore della diocesi e con tutta la comunità diocesana, anche di una comune appartenenza alla Chiesa, un legame con il vescovo, le nostre tradizioni, direi anche con l’origine della nostra fede che ci viene da lontano. Tutto ciò fa pensare anche al desiderio della comunità sangiorgese di continuare a impegnarsi nel territorio e nella vita quotidiana proprio in riferimento al mandato del Risorto, a quel comandamento di non tenere per noi la buona notizia ma di farla conoscere, di consegnare la speranza alla gente di oggi, di lavorare perché il Regno di Dio, che è di pace e di giustizia, continui a crescere. Nella sincera accoglienza e nell’entusiasmo della gente possiamo vedere questo: il desiderio di bene, di bello, di Vangelo, di vita, di comunione e di amicizia. La preghiera è che con l’intercessione di San Cataldo questa comunità possa sentirsi visitata sempre più dal Signore e sempre più accogliente della buona notizia e capace di restituirla”.

Così invece dichiara il sindaco Mino Fabbiano: “La comunità di San Giorgio jonico si appresta a ricevere la visita del simulacro di San Cataldo con grande partecipazione emotiva e con profonda e convinta fede. La visita del santo patrono dell’arcidiocesi è una novità che rinnova il legame tra la comunità cittadina e la Chiesa di Taranto. Esprimiamo grande gratitudine all’arcivescovo mons. Ciro Miniero e al parroco della basilica cattedrale, mons. Emanuele Ferro, per aver voluto onorare la nostra cittadina con questa straordinaria visita che sicuramente troverà calore e affetto tra i fedeli non solo di San Giorgio ma dell’intera vicaria che partecipa con giubilo alle celebrazioni”.

Peregrinatio di San Cataldo

Il simulacro e le reliquie di San Cataldo a Montemesola

foto G. Leva
02 Mag 2024

di Angelo Diofano

L’argenteo simulacro e le reliquie di San Cataldo vescovo nella serata di venerdì 3 maggio giungeranno a Montemesola nell’ambito della peregrinatio nelle vicarie dell’arcidiocesi. L’arrivo è previsto alle ore 20.15 nelle immediate vicinanze del portale di San Martino, da dove muoverà la processione alla volta di piazza 4 Novembre, per la consegna simbolica alle autorità civili e religiose della statua e delle reliquie. Al termine della cerimonia si proseguirà verso la chiesa madre dove si terrà un momento di preghiera vicariale con il saluto e la benedizione impartita dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Il simulacro e le reliquie resteranno a Montemesola fino alle ore 16 di sabato 4 marzo, quando ripartiranno in forma privata alla volta di San Giorgio jonico.

Il commento del parroco, don Andrea Casarano: “La peregrinatio delle reliquie e del simulacro argenteo di San Cataldo, patrono della città e dell’arcidiocesi di Taranto, è un avvenimento storico, pur se cominciata la scorso anno, poiché non era mai successo prima nella millenaria storia. L’eccezionalità di questa visita si arricchisce di un valore spirituale fondamentale per la nostra comunità, parte integrante e attiva della Chiesa locale che riconosce in San Cataldo la sua colonna e il suo fondamento. San Cataldo e i suoi successori sono i pastori che ci ha inviato Cristo Gesù, il bel pastore, affinché possiamo essere guidati ai buoni pascoli. La comunità sta attendendo con trepidazione e gioia questa visita che sarà l’occasione per essere confermati nella nostra fede, sostenuti nella speranza, stimolati nella pratica della carità”.

Così riferisce il vicario foraneo, don Ciro Santopietro: “Avremo la gioia di accogliere ancora una volta nella nostra vicaria (lo scorso anno è avvenuto a Grottaglie) San Cataldo. Certamente è un evento particolarmente significativo, in quanto avremo con noi le reliquie di un testimone della fede, che si pone alle origini della fede stessa della nostra diocesi. E sappiamo molto bene che la fede ha bisogno di ritrovare le radici per rinverdirsi, per rinnovarsi, per ritrovare la bellezza di un’identità che ci apre all’amore di Dio, ci trasforma per essere fermento di pace, di giustizia nella storia delle nostre relazioni quotidiane, nel cammino verso la santità cui tutti i battezzati sono chiamati. E questa santità che non è per se stessi ma per la salvezza dell’umanità, per essere luce che diradi le tenebre delle nostre angosce e smarrimenti. Credo che questa esperienza di vivere l’accoglienza di queste reliquie del nostro patrono sia occasione per ritrovare quella comunione che è possibile compiere nella comune fede per farla fruttificare in una operosa carità. E di questo ha bisogno la Chiesa, la nostra umanità in quest’ora drammatica della storia dove sembra che la cifra predominante sia quella della violenza, della conflittualità, dell’odio. Vogliamo perciò chiedere a San Cataldo che le nostre comunità si rinnovino nella fede, soprattutto si ritrovino quali luoghi di accoglienza, di promozione umana, di comunione, di fraternità, come desidera e chiede papa Francesco per i nostri tempi”.

Queste le dichiarazioni del sindaco Ignazio Punzi: “Montemesola è in fervida attesa per la visita del simulacro e delle reliquie di San Cataldo. Il nostro è un paese molto molto religioso e lo si può constatare attraverso le fervide attività della nostra parrocchia e delle due confraternite durante tutto l’anno con tantissime celebrazioni e iniziative di vario genere che coinvolgono tutta la cittadinanza. E nel nostro impegno istituzionale siamo vicini a ciò che accade nella vita ecclesiale di Montemesola. Perciò abbiamo accettato un invito, quello dell’arrivo del santo patrono dell’arcidiocesi, che per noi è simbolo veramente di grande religiosità. Devo dire che quando in paese si è appreso di questa visita e della permanenza in chiesa madre dell’argenteo simulacro e delle reliquie, non si fa altro che parlare dell’avvenimento. Perciò con don Andrea Casarano e la comunità religiosa, il nostro consiglio comunale immenso piacere accoglierà questa visita. La presenza del nostro arcivescovo, qui sempre molto atteso e benvoluto nella nostra comunità, non fa altro che alimentare questo sentimento di gioia. Quindi rinnovo i ringraziamenti per quello che la vicaria sta facendo per l’organizzazione di questo grande evento che tutti quanti noi attendiamo davvero con immenso piacere e con lo spirito cristiano che caratterizza questa comunità”.

Popolo in festa

Invenzione della Croce, festa a Monteiasi e a Pulsano

02 Mag 2024

di Angelo Diofano

Il 3 maggio, festa dell’Invenzione della Croce, celebrazioni si svolgono a Monteiasi e a Pulsano.

Monteiasi

A Monteiasi il Crocifisso, patrono del paese viene celebrato il 3 maggio nella cosiddetta “festa piccola” (quella “grande” ricorre il 14 settembre), durante la quale viene portato in processione uno dei Crocifissi presenti in chiesa, precisamente quello del settecento. Altri due Crocifissi sono presenti in chiesa quello collocato sull’altare maggiore, legato ad eventi miracolosi, e quello ottocentesco, portato in processione ai Misteri e nella festa settembrina.

Le celebrazioni religiose prevedono nella chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista, guidata da don Giovanni Nigro, giovedì 2 magio, alle ore 17 l’esposizione della reliquia della Santa Croce e l’inizio dell’indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, concessa a per tutta la giornata successiva.

Venerdì 3 maggio, solennità della Santa Croce, alle ore 10.30, santa messa solenne e a mezzogiorno l’uscita della processione, che percorrerà le vie centrali del paese, con la partecipazione della confraternita del Santissimo Sacramento-Rosario, del Terz’Ordine francescano e di tutte le altre realtà parrocchiali assieme alle autorità civili; caratteristico è, durante il suo passaggio, il lancio dai balconi delle “scattagnole”, cioè petali di papaveri e di margherite, raccolti in quantità nelle campagne circostanti. Alle ore 18.30, infine, santa messa vespertina e bacio della reliquia

I festeggiamenti civili, alquanto contenuti, prevedono per il 3 maggio la partecipazione del complesso bandistico di Città delle Grotte-Castellana, diretta dal m. Grazia Donadeo, che suonerà alla processione e nel concerto serale, l’allestimento della cassarmonica e di modeste luminarie in piazza e lo sparo di fuochi pirotecnici nel corso della serata. Quella di maggio veniva comunemente definita la festa dei forestieri per pellegrinaggio di devoti dai paesi vicini, spesso effettuato a piedi scalzi.

Pulsano

Secondo notizie attinte dalla pagina “Puglia Grand Tour”, la chiesa del Crocifisso nella periferia di Pulsano circondata da un orto botanico e dalla macchia mediterranea, risale al 1840, quando vennero unificate le cappelle di San Nicola e Santo Spirito. Deve il nome al Crocifisso del XV secolo, proveniente dalla cappella di San Nicola e attualmente conservato in una nicchia alle spalle dell’altare maggiore.Leggenda vuole che il prezioso crocifisso ligneo sia stato rinvenuto da un soldato disertore, al quale era stata affidata la custodia della chiesa. Quest’ultima è tuttora meta di pellegrinaggi di fedeli, soliti a recarvisi a piedi ogni Venerdì Santo.

La festa, molto semplice, prevede alle ore 16.30 l’uscita della processione per via Paolucci, via Amendola, via XX Settembre, via Vittorio Veneto, via Villanova, via Luogovivo, via Chiesa, con ingresso in Santa Maria La Nova per il santo rosario (ore 18) e la santa messa (ore 18.30); al termine, si riprenderà per via Costantinopoli, via Roma, via San Francesco per rientrare nella propria chiesetta. Presterà servizio la grande orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.

Fede & cultura

Il gemellaggio tra Taranto e Granada, nel segno della pietà popolare

L’intervento dell’arcivescovo Miniero al convegno internazionale di studi, tenutosi a Palazzo di città

L'arcivescovo Ciro Miniero con l'alcadesa di Granada, Marifran Carazo
02 Mag 2024

La presenza a Taranto dell’alcadesa (sindaca) di Granada per l’11.mo convegno internazionale di studi sulla cultura popolare religiosa tenutosi a Palazzo di città, organizzato dall’associazione La veste rossa presieduta da Luigi Montenegro, è stata l’occasione per gettare le basi del gemellaggio con la nostra città.

L’alcaldesa di Granada ha spronato le pubbliche amministrazioni a valorizzare ed utilizzare la propria storia ed i propri costumi a favore della comunità. Sullo stesso tenore, pur con sfaccettature diverse, è stato l’intervento dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha spiegato le parole di papa Francesco in merito alla cultura popolare religiosa. “Tali espressioni – ha detto – pur conservando la loro storica estrinsecazione culturale e tradizionale, devono evolversi, adattandosi ai dettami del rinnovamento della catechesi della Chiesa. Non cambiare le espressioni ma il modo di esprimersi per spiegare alle nuove generazioni il perché da secoli la fede in Dio si estrinseca in maniera a volte semplice, ma di grande efficacia”. Egli inoltre ha fatto riferimento a quanto dichiarato da papa Paolo VI in una nota enciclica per la rivalutazione delle espressioni di pietà popolare e dell’importanza di dare nuovamente vita a quelle tradizioni perse nel tempo.

Una vera e propria lezione magistrale quella del prof. Paolo Stefanì, ordinario di Diritto ecclesiastico all’Università di Bari che trattando il tema «L’uso e l’abuso del Crocifisso per la costruzione del dialogo» ha riferito che è proprio questo simbolo la cifra identitaria dei cattolici che non deve essere mai una ostentazione ma il modo di spiegare il proprio credo, per non cadere nell’errore del fanatismo di certe altre espressioni religiose.

Il presidente della Federazione delle confraternite di Granada, Armando Ortiz, ha evidenziato quanto importante sia il confronto tra i sodalizi, senza mai credersi unici e migliori. Paco Castro, costaleros, invece ha saputo illustrare l’evoluzione che negli anni hanno avuto i portatori dei gruppi statuari andalusi che da “facchini” pagati per reggere il peso sono divenuti confratelli portatori. Di grande impatto emotivo la relazione di Adelardo Mora, che pur se non presente, per motivi di salute, non ha voluto far mancare il suo contributo incentrato sulla celebrazione del centenario del Crocifisso della Misericordia di Granada. Non meno puntuale è stato l’intervento del parroco della chiesa del SS.Crocifisso, don Andrea Mortato, che ha diffusamente parlato dell’immagine miracolosa del Crocifisso venerato nella propria parrocchia. Interessanti le relazioni dell’arciconfraternita del Carmine (che ha ricordato lo scomparso confratello Salvatore Pace, lo scorso anno relatore al convegno), della confraternita dell’Addolorata (che ha ripercorso in breve la storia del Crocifisso di San Lorenzo, tradizionalmente portato in processione il Venerdì di Passione alla Salinella) e della confraternita dell’Immacolata, il cui priore, Angelo De Vincentis, ha parlato della processione di Gesù Risorto, sospesa nel periodo a cavallo tra gli anni 50 e 60, e che egli ha voluto riprendere facendola svolgere nella domenica successiva alla Pasqua. Il convegno si è concluso con un breve intervento del presidente dell’associazione, Montenegro, il quale ha annunciato il tema del convegno 2025: «L’Addolorata: da Madre di Gesù a Madre della Chiesa», proseguendo nel filone dei simboli più significativi della Settimana Santa.

Nel corso del convegno i due sindaci Rinaldo Melucci e Marifran Carazo hanno siglato il patto d’amicizia al fine di promuovere il dialogo, scambiarsi le esperienze ed eseguire tutte le attività congiunte che possano favorire un miglioramento reciproco in tutti i campi nelle competenze di ciascuno, attraverso un patto di gemellaggio. «Dopo circa quindici anni finalmente si realizza un sogno – ha dichiarato Luigi Montenegro – C’è voluto tanto lavoro, impegno e studio ma il primo atto verso il gemellaggio è stato finalmente compiuto». «È il momento di fare un passo avanti – ha detto Carazo – con una unione di intenti tra le due città attraverso percorsi virtuosi economici, sociali e culturali anche in funzione delle grandi sfide che aspettano le due città: i Giochi del Mediterraneo del 2026 per Taranto e la candidatura a Capitale europea della Cultura del 2031». «Sono felice di aver siglato con la sindaca di Granada questo impegno che ci vedrà assieme non soltanto per i riti della Settimana Santa ma anche per altre importanti iniziative congiunte che ora potremo intraprendere» – ha riferito il sindaco Rinaldo Melucci.

Fede & cultura

Ciclo di conferenze su San Cataldo

foto F. Paolo Occhinegro
02 Mag 2024

di Angelo Diofano

Un ciclo di conferenze sul nostro patrono, San Cataldo vescovo, sarà tenuto in questi giorni  dal prof. Antonio Fornaro, storico e ricercatore delle nostre tradizioni.

Primo appuntamento, giovedì 2 maggio alle ore 18 nella sede di Puglia Promozione in piazza Castello, in collaborazione con l’associazione culturale “Vito Forleo”, presieduta da Nicola Cardellicchio, in cui egli parlerà su “Aspettando San Cataldo”, cui seguirà un reading di poesie dialettali a cura dei poeti della stessa associazione.

Venerdì 3 maggio, sempre alle ore 18, nella sede di “Artava”, in via Duomo, presieduta da Armando Blasi, il prof. Antonio Fornaro svilupperà il tema “San Cataldo, tra storia, leggenda e miracoli”.

Sabato 4 maggio alle ore 18 nella sede dell’associazione L’Impronta in via Cavallotti 57/b egli parlerà su “Iconografia sacra e la statuaria con riferimento a San Cataldo, patrono di Taranto”.

Giorno 7 maggio alle ore 18.30 nella sede dell’associazione Maestri del lavoro in via Forleo 2 conferenza su “San Cataldo tra fede e tradizione”.

Il prof. Antonio Fornaro infine, per Antenna Sud commenterà il passaggio nel canale navigabile della processione a mare di San Cataldo.

Peregrinatio di San Cataldo

Venerdì 3, San Cataldo a Statte

02 Mag 2024

di Angelo Diofano

San Cataldo, patrono di Taranto, durante la peregrinatio nella nostra diocesi venerdì 3 maggio sarà a Statte, per la visita cui sono coinvolte le vicarie di Crispiano-Statte e di Martina Franca. L’appuntamento è nella Biopiazza alle ore 17 per la consegna del simulacro e delle reliquie da parte del Capitolo Metropolitano al commissario prefettizio Maria Luisa Ruocco e alle altre autorità civili, religiose e militari cittadine. Quindi, la  processione con il seguente ordine: Crocifisso, Associazione Marinai d’Italia, Rinnovamento nello Spirito, comitato San Michele, Azione Cattolica, Unitalsi, Anspi San Girolamo, Cammino neocatecumenale, Apostolato della preghiera, gruppo di preghiera San Pio, gruppo Ora di Gesù, ministranti, sacerdoti, reliquie e  statua di San Cataldo, autorità civili e militari, banda musicale, popolo di Dio. Questo l’itinerario: via Bainsizza, Corso Vittorio Emanuele, via Carso , Largo Lepanto con ingresso nella  chiesa madre Maria Ss. Del Rosario dove alle ore 18.30 sarà celebrata la santa messa solenne.
Al termine le reliquie e il simulacro partiranno per Montemesola

Così commenta il vicario foraneo don Luciano Matichecchia: “La visita della statua argentea e delle reliquie di San Cataldo per la nostre vicarie è un appuntamento importante innanzitutto dal punto di vista della fede perché serve a infervorare il cammino di fede delle nostre comunità unite a San Cataldo, patrono della nostra arcidiocesi oltre che della città capoluogo. L’avvenimento servirà ancor di più a rafforzare il legame con il magistero dell’arcivescovo e con le direttive che ha pensato per la nostra Chiesa, oltre che una conferma nella fede e nella carità, certamente prima di tutto. Dal punto di vista personale e della parrocchia di San Girolamo è anche un appuntamento, atteso, voluto e desiderato anche perché nel nostro territorio molti residenti sono tarantini che poi si sono trasferiti da noi, dalla grande devozione nei confronti di San Cataldo che senz’altro ne risulterà accresciuta. Penso che questa presenza sia molto utile per quanto riguarda la sinodalità “spicciola”, anche perché l’organizzazione dell’arrivo della statua e delle reliquie ha coinvolto non solo tutte le comunità parrocchiali locali ma anche tutte le associazioni e i movimenti cittadini, per cui è un evento lieto per tutti noi. Il simulacro di San Cataldo si presenta in atteggiamento benedicente e  penso che dovremmo chiedere proprio la sua benedizione  dal punto di vista sociale e politico, in quanto a Statte ci troviamo in prossimità delle votazioni per il nuovo consiglio comunale. Mi piace perciò pensare che San Cataldo possa donare alla nostra comunità una carezza per quanto riguarda la ricerca del bene comune, della solidarietà, della sussidiarietà, della vicinanza alle persone: come in fondo il santo vescovo irlandese ha sempre fatto venendo a Taranto come forestiero, impegnandosi per evangelizzare e per riportare in auge i costumi buoni nella vita comune che vengono evidenziati nel Vangelo. Questo è l’augurio che vogliamo fare a tutti. Infine siamo contenti anche perché avremo modo di incontrare l’arcivescovo mons. Ciro Miniero e questo ci dà tanta gioia e ci fa consapevoli di essere seguiti dalla sua paternità”.