Settimana sociale

50° Settimana sociale: le impressioni della delegazione guidata dall’arcivescovo

05 Lug 2024

È in corso di svolgimento a Trieste, dal 3 al 7 luglio, la 50sima Settimana sociale della Chiesa, che ha per tema “Al cuore della democrazia”. Vi partecipa una delegazione della diocesi di Taranto, guidata dall’arcivescovo Ciro Miniero. Abbiamo raccolto, grazie alla collaborazione di Paola Casella e Alessandro Greco, i primi commenti a caldo dell’arcivescovo e del vicario episcopale per la pastorale sociale don Antonio Panico, che riportiamo di seguito

L’arcivescovo

“Stiamo vivendo un evento importante, sia per la Chiesa che per la società civile perché si è aperta la porta del dialogo e del lavorare insieme. La Chiesa cammina quando si confronta, quando si comunica l’esperienza, quando si fa discepola, riconoscendo anche in tutti i fratelli e le sorelle gli amici di viaggio. È questo che deve rafforzare sempre più il nostro essere credenti. Che vivono attivamente nella società. Ecco allora l’impegno di questa Cinquantesima settimana sociale con un tema molto bello: “Al cuore della democrazia”. Qui veramente ci troviamo all’interno di quei temi che la Chiesa ha promosso da tanti anni e dei quai, in ogni parte della Terra, si fa promotrice dell’incontro tra le persone, mettendo al centro la persona.

In questa manifestazione si parla di democrazia, ma si vive e si respira un clima di democrazia, perché c’è la Chiesa in tutte le sue componenti: la gerarchia lavora insieme ai giovani, ai laici. Non è un optional quello di ascoltarci e camminare insieme. Che poi significa fare la stessa fatica per incontrarci e ascoltarci. Stiamo facendo una bella scuola di comunità”.

Don Antonio Panico

Le prime sensazioni di questa Settimana sociale sono improntate alla bellezza di essere qui tutti insieme. Ti fa respirare un’idea di Chiesa che vuole riflettere su questi temi, che generalmente vengono lasciati a pochi. La bellezza è nell’incoraggiarsi reciprocamente, provando poi a replicare nei vari territori quello che di bello si fa negli altri. E anche quello che fai nella tua diocesi venga replicato altrove.

Dopo gli interventi di Mattarella, del cardinale Zuppi, abbiamo registrato una grande convergenza sul tema e sul proposito di partecipazione, importante sollecitazione vista la crisi di partecipazione che riguarda non solo il nostro paese. La cosa più bella che sta venendo fuori è l’idea del coinvolgimento dei giovani, soprattutto per un tentativo di rivivacizzare una democrazia che sembra essere in crisi. E le sollecitazioni a loro rivolte sono un fatto assolutamente positivo.

Eventi religiosi in provincia

Per la festa del Carmine a Grottaglie restaurate le statue dei santi Elia e Teresa

05 Lug 2024

Iniziano con la benedizione delle statue restaurate di Santa Teresa e Sant’Elia e con l’intronizzazione del simulacro della Vergine, le celebrazioni per la festa della Madonna del Carmine di Grottaglie.

La benedizione delle statue, restaurate a cura della confraternita omonima, avverrà al termine della celebrazione eucaristica che si svolgerà sul sagrato della Chiesa del Carmine, domani sabato 6 luglio, alle 19. Il restauro è stato curato dal maestro cartapestaio Antonio Calogiuri di Lizzanello (Lecce). Dal 7 al 15 luglio si svolgerà la novena, che sarà predicata dal parroco e padre spirituale della confraternita intitolata alla Vergine del Carmelo, don Ciro Santopietro.

Domenica 7 luglio, durante la celebrazione eucaristica serale, ci sarà la benedizione e l’imposizione dello scapolare ai battezzati dal luglio 2023 al giugno 2024, mentre la celebrazione eucaristica del sabato 13 luglio sarà presieduta dall’arcivescovo emerito di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo, Salvatore Ligorio.

Sarà presieduta, invece, dall’arcivescovo metropolita di Taranto, Ciro Miniero, la celebrazione eucaristica di domenica 14 luglio. Poi, nel corso della Santa Messa del 15 luglio saranno consegnate le benemerenze ai confratelli con 25 e 50 anni di iscrizione.

Il 16 luglio, ricorrenza della festa di Maria Santissima del Monte Carmelo, in mattinata, alle 11, ci sarà la professione del nuovi confratelli e alle 12 la supplica. Alle 18 la celebrazione eucaristica presieduta da don Francesco Manisi, vicerettore del Seminario diocesano e a seguire la processione per le vie della città, che recherà, assieme al simulacro della Vergine anche quelli dei santi “carmelitani” Elia e Teresa.

Il programma de festeggiamenti civili prevede, dal 7 al 16 luglio, nell’oratorio della confraternità, la mostra fotografica a cura di Carmela Caiazzo e Alfonso Manigrasso; sabato 13 una serata di pizzica con I briganti del Duca. Domenica 14, alle 2030, “La storia di un sì” rappresentazione a cura dei Giullari di Dio. Lunedì 15, alle 20,30 spettacolo musicale “Lucio & Lucio”, tributo a Battisti e Dalla.

Libri

Quando la sofferenza diventa un’opportunità: il libro di padre Gregorio Di Lauro

05 Lug 2024

di Angelo Diofano

Ciascuno di noi è afflitto da sofferenze personali, nascoste. Infatti, ci sono quelle visibili, come la malattia o la perdita di un amico particolarmente caro, cui si affiancano quelle morali interiori, spesso più pungenti, più profonde, causate, alcune volte, da un rapporto deteriorato, sbagliato con il prossimo. Il dolore è un’esperienza cruciale dell’esistenza davanti al quale (in particolare quando la malattia diventa di una certa gravità) la nostra povera saggezza umana non riesce a esprimere alcuna parola di conforto. La sofferenza in sé rimane sempre, in qualche modo, una maledizione legata al peccato storico nel piano della redenzione, dolore contro cui  Cristo ha lottato e anche la Chiesa è chiamata a lottare  Ma che tipo di consolazione possiamo ricevere da Dio per la nostra afflizione? La speranza cristiana costituisce la prima grande consolazione: ne tratta padre Gregorio Di Lauro, dell’ordine francescano dei frati minori e parroco alla San Francesco in Castellaneta, nel suo ultimo libro ‘Dio con noi in noi’, edito da Viverein.

 Il testo affronta teologicamente, alla luce della Parola di Dio e della Dottrina della fede, il mistero della sofferenza quando viene accolta gioiosamente da alcuni santi, i quali non solo abbracciano fedelmente la croce e si abbandonano fiduciosamente a Dio, ma ci insegnano a trasformare il dolore in amore, il soffrire in offrire; convinti che anche il dolore deve essere un dono, sorgente di fecondità per la Chiesa e prezioso per gli altri. In questo comune destino il cristiano, piuttosto che abbandonarsi alla disperazione, sarà così portato a nutrire un sentimento di condivisione, trovando conforto nel rendere più lieve il carico della vita del suo prossimo.

Il testo porge al lettore la testimonianza di alcuni santi, finalizzata a far comprendere che anche la sofferenza conseguita per amore diventa una missione spirituale che rinvigorisce saldamente il valore redentivo dei patimenti di Cristo per ognuno di noi: da San Francesco a don Tonino Bello e Chiara Corbella, da Padre Pio a Giuseppe Ghezzi, non dimenticando San Giovanni Paolo II e, ovviamente, nostra madre Maria con il titolo di Beata Vergine Addolorata.

 Molto significativa e  interessante si presenta anche una raccolta di preghiere che esprimono non solo le fragilità, i limiti e le contraddizioni vissute nella situazione esistenziale del sofferente, ma anche il mistero di Dio nell’avere scelto la sofferenza per rivelare e attuare la salvezza.

Nell’approfondimento della problematica, l’autore avverte che la vita non è un cammino verso la morte attraverso la sofferenza, ma un ripartire sempre dal Cristo vivo che si fa storia dentro di noi: tutto ci viene riportato al compimento della Resurrezione perché Egli non vuole vederci piegati alla morte, ancorati in fatti drammatici e dolorosi, ma ravvivati dalla certezza che ha vinto il mondo.

Nella sua esperienza pastorale padre Gregorio rimarca di essere stato segnato dalla testimonianza di vita di tanti ‘santi della porta accanto’ in una significativa partecipazione a tante espressioni di sofferenza non solo a livello fisico ma anche psicologico-spirituale. “Sono stati gli stessi ammalati –riferisce – a insegnarmi l’importanza di abbandonarsi fiduciosamente a Dio, di vivere la nostra fragile umanità con la stessa compassione di Cristo e di non mollare mai il dono della speranza che per i cristiani non è ‘qualcosa’ ma ‘Qualcuno’, cioè Cristo stesso, pronto a liberarci dalle sbarre della prigione del nostro egoismo”.

Associazionismo cattolico

‘raccontACi’: conclusa la seconda stagione del podcast dell’Ac dell’Immacolata di San Giorgio jonico

Interamente condotto ed autoprodotto dal gruppo ‘giovani’ e ‘giovanissimi’ di Azione Cattolica, ha fatto conoscere storie di chi ha deciso di spendere la vita per gli altri

04 Lug 2024

di Daniele Panarelli

Sabato 29 giugno, con la registrazione della puntata dedicata all’associazione “La casa di Sofia”, si sono conclusi i lavori per la realizzazione della seconda stagione del podcast ‘raccontACi’ (storie di chi ha deciso di spendere la vita per gli altri) interamente condotto ed autoprodotto dal gruppo Giovani e Giovanissimi di Azione Cattolica della parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio jonico.

Il podcast prevede l’uscita di una puntata al mese e, dopo il buon risultato della prima stagione ricevuto sulla piattaforma Soundcloud, in questa stagione abbiamo utilizzato una delle piattaforme di streaming più conosciute,  Spotify, che ha permesso un incremento notevole di ascoltatori consentendo così la piena realizzazione del progetto che è quello di far conoscere al nostro territorio, e non solo, la presenza di associazioni che sono diventate significative per la passione e per il coraggio che dimostrano quotidianamente nel donarsi volontariamente al prossimo, in tutte le sue forme e condizioni.

Nella prima puntata abbiamo conosciuto le amiche di “Alzaia”, un’associazione che dal 2007 si fa prossima alle donne vittime di violenza attraverso gli sportelli “Sostegno Donna”. Con questa associazione è poi nata una bellissima collaborazione che ha permesso, tra le altre cose, di effettuare dei laboratori per riconoscere e prevenire la violenza maschile sulle donne a beneficio di adulti ed adolescenti.

Protagonista della seconda puntata è stata l’associazione “Nessuno escluso onlus per Avvocato di strada” che dal 2006 difende gli “ultimi” dando loro la dignità che meritano ma che spesso non possono permettersi.

Nella terza puntata abbiamo affrontato un tema che purtroppo troppo spesso è associato al nostro territorio e che quando tocca i più piccoli diventa devastante. Insieme agli amici dell’associazione “Genitori di Taranto onco-ematologia” abbiamo conosciuto il prezioso lavoro che i suoi volontari, dal 2019, fanno per sostenere le famiglie che affrontano la terribile realtà dei tumori al sangue dei propri figli.

La quinta puntata è stata caratterizzata dal brio e dalla passione trasmessa dagli amici di “Etike-T”, il brand di “Tramandare”, un’associazione che dal 2019 attraverso il riuso consapevole dei materiali e la formazione di giovani crea indumenti ed accessori che sono pienamente in linea con il rispetto e la cura del creato.

Infine, l’ultima puntata, che uscirà in questo mese, ha visto la preziosa presenza degli amici de “La casa di Sofia”, un’associazione che dal 2019 rende possibile l’aggregazione, lo sport e le arti in tutte le sue più belle sfaccettature a favore di tutti i bambini e ragazzi con disabilità, completamente a titolo gratuito e che attraverso la professionalità e la formazione dei suoi operatori, permette alle famiglie di poter privilegiare di servizi i quali, altrimenti, sarebbero molto difficili da fruire.

Una stagione esaltante, questa appena passata, che ha permesso al gruppo di conoscere ed ampliare la propria rete e che continua a permettere di farci conoscere “il bello che ci circonda”.

Ora aspettiamo solo di ascoltare e di diffondere l’ultima puntata e di prepararci per nuovi progetti e nuove prospettive.

Attività estive nelle parrocchie

Crispiano, ‘Settimana alternativa’ per i ragazzi della S. Maria Goretti

04 Lug 2024

di Paolo Elettrico

Nella parrocchia Santa Maria Goretti in Crispiano, dopo i ‘Giochi gorettiani’ e il grest per i bambini dai 6 agli 11 anni, ormai da anni concentriamo  la nostra attenzione su i ragazzi dai 10 ai 14 anni, una fascia d’età particolare, passaggio tra l’essere fanciulli e il diventare ragazzi ‘autonomi’. Così è nata la ‘Settimana alternativa’, sei giorni fuori da ogni schema fisso, fuori dai soliti orari, fuori dai soliti spazi, in una proposta nuova, stimolante per questa fascia di età. Tanti gli obiettivi che ci siamo dati, uno per ogni appuntamento, il cui tema è stato ‘La notte’, ripercorrendo le tante notti che la vita di ciascuno incontra lungo il suo cammino: dalle notti personali alle testimonianze di alcune figure importanti come San Francesco, dalle notti come buio e ricerca alle notti come momento importante per crescere.

Nel primo appuntamento abbiamo lavorato sul quadro di Van Gogh in cui ogni ragazzo ha potuto raccontare la sua notte attraverso un’attività manuale cui sono più abituati, utilizzando il colore su grandi tele e con un passaggio di grafica digitale.

Nel secondo giorno, anzi di notte, ci siamo spostati al convento dei cappuccini di Montescaglioso dove fra Sergio Tagliente, originario della nostra comunità, ci ha accolti e ci ha accompagnato, appunto nelle ore notturne, a Matera in un percorso in mezzo ai Sassi, raccontando ‘la notte’ di San Francesco. I ragazzi in questo caso sono diventati cronisti, scrivendo le loro emozioni suscitate da quei luoghi e dall’esperienza di San Francesco e della sua notte prima della conversione e successivamente della sua cecità.

Nel tardo pomeriggio del terzo giorno i ragazzi hanno affrontato un percorso nella gravina di Triglie vicino Statte. Aiutati dal locale gruppo speleologico essi hanno riflettuto sulla ‘notte della Terra’ e su cosa noi possiamo fare perché il nostro pianeta non muoia.

Nella quarta notte il cortile della  parrocchia si è trasformato in una discoteca. In quattro laboratori i ragazzi hanno fatto esercizi di manipolazione sui piatti con il dj e con l’aiuto di un sommelier hanno creato dei cocktail analcolici. Inoltre assistiti da alcuni operatori dell’Arci di Crispiano hanno realizzato dei testi ‘rap’ e si sono truccati con l ‘aiuto degli educatori della parrocchia. Tutto questo si è trasformato in una festa  ma soprattutto è stato il contenitore per far passare il messaggio che è importante divertirsi in modo sano, vivendo la ‘notte del divertimento’ in modo positivo.

Il quinto giorno è iniziato alla stazione di Crispiano, raggiungendo in treno Martina Franca dove siamo stati ospiti del Villaggio di Sant’Agostino. Nella notte il viceparroco della basilica di San Martino, don Alessandro Fontò, ci ha condotta prima sulla terrazza della canonica dove, osservando le stelle, ha fatto una catechesi sul brano della Genesi in cui Dio dice ad Abramo che avrà una discendenza; successivamente in basilica il sacerdote ha raccontato la storia della chiesa e del culto a San Martino e Santa Comasia. Per questa notte barocca abbiamo vissuto con i ragazzi un piccolo laboratorio teatrale in basilica con dei “tableau vivant”.

Nell’ultimo appuntamento siamo tornati in parrocchia dove il parroco ha celebrato la messa di ringraziamento e subito dopo i ragazzi con i loro genitori hanno realizzato la propria stella luminosa trasformando il piazzale dell’oratorio in un cielo stellato. L’esperienza della ‘Settimana alternativa’ si è conclusa con una festa animata dai giovanissimi della parrocchia  e da un piccolo spettacolo. Per noi che abbiamo seguito più da vicino questi ragazzi, l’esperienza ha costituito motivo di riflessione e sorpresa che hanno cancellato ogni pregiudizio che spesso abbiamo verso questa fascia di età.

Popolo in festa

Talsano e la Madonna delle Grazie

04 Lug 2024

di Angelo Diofano

Come tradizione, nella prima domenica di luglio, Talsano onora la patrona, la Madonna delle Grazie, secondo un programma di iniziative stilato dal parroco don Pasquale Laporta e dall’apposito comitato.

La statua della Vergine, domenica 30 giugno, è stata portata processionalmente dalla chiesa-rettoria di via Domenico Savino nel santuario di Nostra Signora di Fatima dove rimarrà esposta per tutta la durata dei festeggiamenti.

Ogni sera, fino a sabato 6 luglio, alle ore 18.10 il rosario meditato con il canto delle litanie lauretane e alle ore 19 la santa messa con riflessioni mariane.

Domenica 7, giorno della festa, celebrazioni eucaristiche si terranno alle ore 8 e alle ore 10. In serata alle ore 18.30 il parroco presiederà la santa messa, al termine della quale, alle oe 19.30 circa, ci sarà la processione per le strade di Talsano con la partecipazione di tutte le realtà ecclesiali del quartiere e delle confraternite nell’abito di rito. Le vie lungo il percorso saranno addobbate dai devoti con luci e fiori. Presterà servizio la banda musicale “Città di Squinzano” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci che al rientro si esibirà sul piazzale della chiesa.

Lunedì 8, alle ore 19 santa messa in ringraziamento; alle ore 21, sul sagrato, spettacolo musicale ‘Tributo a Claudio Baglioni’. Alle ore 23.45, conclusione con lo spettacolo pirotecnico. Durante i festeggiamenti, ricche luminarie saranno predisposte sul corso principale dove funzionerà il tradizionale mercatino.

Domenica 14 luglio, infine, dopo la santa messa vespertina delle ore 19, la statua della Madonna delle Grazie, portata a spalla, tornerà in processione nella chiesa-rettoria di via Savino. Sarà l’occasione per visitare questa graziosa chiesetta che, secondo lo storico De Vincentis, sarebbe stata edificata come badia nel 1350 dai padri basiliani greci, attorno alla quale sorse il primo nucleo di Talsano. La chiesetta fu poi ampliata e restaurata nel 1845 dall’allora re di Napoli Ferdinando II, come attesta una lapide murata nel luogo di culto. Nel 1973 la chiesetta,allora in stato di abbandono, fu visitata dai ladri che asportarono, fra l’altro, un quadro di inestimabile valore raffigurante la Madonna di Costantinopoli, giunta dall’Oriente nell’ottavo secolo. Il 25 marzo del 2017 il rettore mons. Antonio Caforio provvide a far giungere un nuovo quadro, realizzato dall’artista Gianluigi Marzo, sacerdote della diocesi di Ugento, che fu esposto solennemente al posto di quello trafugato.

Festeggiamenti patronali

Martina Franca si prepara a celebrare i suoi santi patroni, San Martino e Santa Comasia

04 Lug 2024

di Ottavio Cristofaro

Lo scorso fine settimana, a Martina, due serate di concerti in piazza XX settembre dedicate alla solidarietà e organizzate da Avis: sabato con gli “Alta Frequenza” e domenica con “Non sono Zero”. La festa si è aperta con l’esposizione delle statue dei santi patroni e la benedizione dei portatori, mentre a fare da cornice c’era il “Mercato della terra” a cura di Slow Food Martina Franca e Crispiano.

Lunedì 1° luglio don Marcello Cozzi, docente alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, ha celebrato la santa messa seguita da un incontro sul tema “San Martino di Tours e la pace”.
Giovedì 4 luglio è in programma una preghiera ecumenica per la pace e l’unità dei cristiani, mentre venerdì 5 luglio si terrà la Santa Messa presieduta da Mario Ardolino, parroco della Chiesa matrice di San Martino e Santa Lucia di Apricena (Foggia), seguita da un’adorazione eucaristica.

Sabato 6 luglio i festeggiamenti entreranno nel vivo con la fiera per le vie del centro e l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola”, un pranzo a domicilio per le famiglie bisognose. Alle 19.30 partirà il secolare corteo civico, guidato dal sindaco Gianfranco Palmisano, che culminerà con l’offerta dei ceri in Basilica da parte dell’amministrazione comunale. Alle 21, in piazza XX Settembre, si terrà un concerto bandistico, seguito dalla “Notte bianca martiniana” con l’apertura straordinaria del Museo della Basilica.

santi patroni martina franca

Domenica 7 luglio la processione solenne percorrerà le vie del centro, accompagnata dal complesso bandistico “Città di Martina Franca” associazione “Armonie d’Itria”. Alle 23.30 un suggestivo spettacolo pirotecnico illuminerà la Valle d’Itria.

Lunedì 8 luglio, alle 21.30 in piazza XX settembre arriva “Compà – L’unione fa la banda”, prima edizione di un festival unico nel suo genere ideato e diretto dal cantautore pugliese Renzo Rubino. Un evento imperdibile a ingresso gratuito che celebrerà la forza aggregativa della musica e la bellezza della tradizione bandistica pugliese. Sul palco insieme alla Banda della Città di Martina Franca di recente proclamazione, alcuni dei nomi più rilevanti della musica italiana contemporanea: Chiara Galiazzo, Diodato, Eugenio Cesaro (Eugenio in Via Di Gioia), Motta, Michele Bravi, Roy Paci e Venerus che si avvicenderanno durante la serata, proponendo i loro brani più amati riarrangiati in chiave bandistica.

Diocesi

I giovani dell’Airone, in cammino verso la resurrezione

03 Lug 2024

di Angelo Diofano

C’era una forte analogia fra il Vangelo proclamato domenica scorsa, relativo alla resurrezione della figlia di Giairo, e quanto si verifica quotidianamente fra i tanti giovani della comunità Airone, impegnati anche loro a ‘risorgere’ dopo anni di tossicodipendenza. Provenienti dai centri di Martina Franca, San Vito, Palagiano, Manduria, Trepuzzi (in provincia di Lecce) e di Taranto, circa sessanta di loro si sono ritrovati insieme per il 51.mo anniversario sacerdotale di don Nino Borsci, fondatore della comunità. La festa ha avuto luogo nella serata di domenica 30 giugno nella masseria Nasisi (nei pressi del quartiere Paolo VI), anche questa tornata a nuova vita grazie ad alcuni giovani  che vi effettuano il cammino di recupero. Il momento culminante della serata è stata la celebrazione eucaristica, occasione per ringraziare il Signore per il buon fine di tanti cammini di guarigione verificatisi finora dal 1989, da quando, cioè, alcuni genitori del quartiere Tamburi si rivolsero a don Nino, parroco alla San Francesco De Geronimo, per chiedere aiuto per i figli, vittime della tossicodipendenza. E da allora tanti tossicodipendenti hanno intrapreso il cammino di recupero nei centri dell’’Airone’, sorti man mano in tutti questi anni. Prima della benedizione finale, alcuni giovani hanno dato la propria esperienza del graduale, faticoso ma fruttuoso, ritorno alla normalità nelle varie tappe, ringraziando il sacerdote e gli educatori per le tante energie profuse per il loro bene. Ha fatto seguito un momento di convivialità con la degustazione di prelibatezze preparate dagli ospiti dell’’Airone’ nei forni dei rispettivi centri.

Nomine

Don Mimmo Alò nominato da papa Francesco addetto della Nunziatura apostolica nella Repubblica Centrafricana

03 Lug 2024

di Angelo Diofano

Il sacerdote montemesolino don Mimmo Alò (compirà 34 anni il 18 luglio) è stato nominato da papa Francesco Addetto della Nunziatura Apostolica nella Repubblica Centrafricana. Dall’agosto dello scorso anno egli si trovava a Kigali, in Rwanda, dove, dopo un mese di tirocinio alla Nunziatura, ha vissuto fino a pochi giorni addietro un tempo di missione nella capitale del Paese.

Ordinato il 28 dicembre del 2015, al termine del sesto anno di formazione al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta, don Mimmo ha proseguito gli studi di specializzazione a Roma, conseguendo i gradi accademici della licenza (2017) e del dottorato (2020) in Teologia Morale alla Pontificia Accademia Alfonsiana, risiedendo al Pontificio Seminario Lombardo. Nel 2018 l’arcivescovo mons. Filippo Santoro lo ha nominato direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare e collaboratore alla parrocchia tarantina dell’Addolorata.

Nel febbraio 2020, quasi al termine dell’esperienza romana di studio, su richiesta della Segreteria di Stato, mons. Santoro ha chiesto a don Mimmo di avviarsi al servizio diplomatico della Santa Sede, cui spetta rappresentare il Papa davanti alle Chiese e ai governi dei diversi Paesi del mondo. Accogliendo con disponibilità l’invito, egli ha intrapreso un nuovo percorso di formazione a Roma, risiedendo nella Pontificia Accademia Ecclesiastica. Dopo aver frequentato alcuni corsi di diritto internazionale e di diplomazia pontificia egli ha conseguito la licenza in Diritto Canonico alla Pontificia Università della Santa Croce.

Conclusa la fase dello studio accademico, per don Mimmo e per altri quattro alunni dell’Accademia ecclesiastica si è prospettata la tappa della missione, fortemente voluta da papa Francesco per evidenziare il carattere pastorale che deve caratterizzare la diplomazia della Santa Sede, con iniziale destinazione, appunto, il Ruanda, esercitando il ministero sacerdotale nella parrocchia di Saint Michel, a servizio in modo particolare dei fedeli di lingua inglese.

A don Mimmo Alò, gli auguri per il nuovo incarico da parte di noi tutti di Nuovo Dialogo.

Confraternite

Anno giubilare per i 350 anni dell’arciconfraternita del Carmine: presentate le iniziative

03 Lug 2024

di Angelo Diofano

Il programma delle iniziative e delle celebrazioni per il 350° di fondazione dell’arciconfraternita del Carmine è stato presentato martedì 2 luglio nel ‘salone delle troccole’ del sodalizio, in occasione dei prossimi festeggiamenti della Madonna del Carmine. Momento importante sarà l’anno giubilare straordinario indetto da papa Francesco per l’anniversario, con l’apertura della porta santa prevista lunedì 15 alle ore 19.30 nel corso della celebrazione eucaristica dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

I tarantini, durante i festeggiamenti in onore della titolare, potranno ammirare l’esito dei lavori di adeguamento liturgico della chiesa, secondo le norme in materia del Concilio Vaticano II. Di questi ultimi ha parlato l’ing. Giorgio Tonti, dello Studio associato Start, che ha elaborato il progetto, illustrando la tipologia degli interventi effettuati, per un costo complessivo di 300mila euro. “Abbiamo innanzitutto sostituito il pavimento in granito rosso scuro del presbiterio con quello in marmo bianco. Saranno nuovi anche l’altare, il seggio del sacerdote e l’ambone – ha detto – Fra l’altro, abbiamo anche risistemato le nicchie laterali, ricavandovi gli spazi per il fonte battesimale e la penitenzieria. Il transetto ospiterà la statua dell’Addolorata, con ai suoi piedi il simulacro di Gesù Morto, mentre lateralmente ci sarà la statua della Madonna del Carmine, dando così risalto alla devozione mariana che caratterizza nello specifico il luogo, unendo principi liturgici alla pietà popolare, tanto cara all’arciconfraternita e al Santo padre”.

Maggiormente dettagliato a proposito dei lavori è stato l’intervento del padre spirituale mons. Marco Gerardo: “Sin dopo Pasqua – ha detto – abbiamo alternato periodi di apertura e di chiusura della chiesa per consentire i lavori. Importante è stata la sostituzione della pavimentazione del presbiterio, uniformandola con quella dell’intera aula liturgica in quanto, secondo la teologia della liturgia, è uno solo il popolo di Dio che celebra e non deve esserci separazione tra il luogo dei fedeli e quello dei presbiteri. Poi abbiamo previsto l’altare, la sede del sacerdote e l’ambone, che sono fissi perché devono ricordare in forma permanente le tre forme in cui Gesù accompagna e sorregge la sua Chiesa: il pastore, il mastro e l’Eucarestia”.

Inoltre – ha continuato – incastoneremo nel nuovo altare un’importante reliquia custodita da 400 anni in chiesa, in una nicchia laterale, e che probabilmente la maggior parte dei tarantini non conosce. Si tratta di una colonna proveniente dalla chiesa di San Pietro, dove ora sorge il castello aragonese, su cui tradizione vuole che l’apostolo vi abbia celebrato l’Eucarestia, accompagnato dall’evangelista Marco, consacrando altresì il primo vescovo di Taranto: Sant’Amasio, o Amasiano. La colonna diventerà così per la nostra chiesa un luogo della memoria petrina e un legame con la tradizione apostolica. Infine, sempre secondo le norme liturgiche, resterà un solo tabernacolo, quello nella cappella della Madonna del Rosario”.

Infine mons. Gerardo ha reso pubblica la lettera di ringraziamento pervenutagli dal Santo Padre a seguito dell’invio del catalogo dell’ultima rassegna Facies Passionis, svoltasi nel 2023, e della nota acclusa contenente una riflessione sulla dimensione sinodale e il contributo della pietà popolare.

Quindi è intervenuto il priore cav. Antonello Papalia che ha parlato delle iniziative che scandiranno l’anno giubilare, a partire dalla festa della titolare (16 luglio), durante la quale ci sarà la professione di 46 fra confratelli e consorelle, e che continuerà con i momenti forti legati alla Quaresima e alla Settimana Santa. In particolare, verrà rinnovato il progetto relativo al percorso formativo per i bambini dai 7 ai 14 anni, aspiranti confratelli, che già lo scorso anno ha avuto un largo seguito. Inoltre il 4 luglio nella cappella dell’istituto Maria Immacolata sarà benedetto l’abito restaurato della Beata Vergine che subito dopo sarà riportata processionalmente, attraverso via D’Aquino, in chiesa per la solenne esposizione. E infine, il 16 luglio, la grande processione per le strade del Borgo”.

Anche quest’anno sarà ripetuta l’iniziativa di sostegno sociale dei ‘ristoranti solidali’ che a turno cucineranno per la mensa dei poveri del Carmine, che serve settanta pasti al giorno.

 “Pensiamo di ‘trasferire’ per una settimana le attività confraternali nelle parrocchie di periferia che ne faranno richiesta e di portare le statue di Gesù Morto e dell’Addolorata nei luoghi di sofferenza, quali il carcere e l’ospedale- ha concluso, riferendo inoltre che nella prossima Settimana Santa potrebbe esserci il ritorno dei Misteri in Città vecchia, se la proposta sarà accettata dall’assemblea degli iscritti.

Festival

Un Festival dedicato a Isabella Morra a Valsinni, Martina Franca e Taranto

02 Lug 2024

Fu definita da Benedetto Croce, che la “riscoprì” in occasione di un suo viaggio in Basilicata: “sublime poetessa”. Di lei si sono occupato critici e poeti nel corso dei secoli, tra i quali Giacomo Leopardi, e a lei è intitolato anche un parco archeologico. Stiamo parlando di Isabella Morra, la giovane poetessa morta tragicamente in epoca ormai lontana, nel Cinquecento, ma sempre presente nella memoria del suo territorio e dei poeti. Alla storia è passata per tredici poesie, dieci sonetti e tre liriche, nelle quale racconta il suo amore che le costò la vita.

Tre giorni di poesia fra Valsinni, Martina Franca e Taranto le renderanno omaggio e per l’occasione sarà presentato il volume “I fiumi di Isabella” di Silvio Raffo. Un festival itinerante si svolgerà nei giorni 6, 7 e 8 luglio rispettivamente a Valsinni (Matera), Martina Franca e Taranto. Il Festival è organizzato dall’associazione culturale Gruppo Taranto e avrà come fulcro, in tutti e tre gli appuntamenti, la presentazione del volume “I fiumi di Isabella”, del poeta, critico letterario e traduttore Silvio Raffo. Il libro fa parte della collana “Due Mari”, curata da Barbara Gortan per “Casa del Libro” di Antonio Mandese. Tutte le serate saranno introdotte dagli organizzatori del festival: Aldo Perrone, presidente del Gruppo Taranto, Barbara Gortan, curatrice della collana, Pasquale Vadalà, scrittore e poeta.

Il Festival

Il primo appuntamento si svolgerà sabato 6 luglio: al Castello di Valsinni, Castello, alle 19. Interventi delle autorità istituzionali. Letture poetiche di versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti: Lucia Diomede, Ada Del Conte, Francesco Carriero, Vincenza Di Schiena, Ezia Mitolo, Giuseppe Semeraro, Gaia Quero, Barbara Gortan, Marco Melillo, Rita Greco, Ginevra Della Notte.
Domenica 7 luglio: Martina Franca, Palazzo Ducale (Salotto cinese) ore 18.30: presentazione del volume “I fiumi di Isabella” con l’autore Silvio Raffo. Interventi di: Gianni Antonio Palumbo, italianista e docente universitario, studioso di Isabella Morra; Maria Pia Latorre, docente e scrittrice. Lettura poetica dei versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti :Lucia Diomede, Bartolomeo Bellanova, Rita Greco, Ada Del Conte, Vito Romita, Mara Venuto, Anita Piscazzi, Letizia Cobaltini, Tania Chimienti, Maria Grazia Palazzo, Stefania Danese, Luisa Di Francesco, Anna Rita Merico, Rosaria Ragni Licinio. Lunedì 8 luglio: Taranto, Libreria Mandese, via Liguria n. 82, ore 18,
presentazione del volume “I fiumi di Isabella” con l’autore Silvio Raffo. Interventi di: Antonio Mandese, editore; Silvano Trevisani, giornalista e poeta; Stefania Danese, docente e saggista, componente della società “Dante Alighieri (Comitato di Taranto). Letture poetiche dei versi ispirati a Isabella Morra a cura dei poeti: Anna Rita Merico, Elisabetta Stragapede, Rina Bello, Rosaria Ragni Licinio, Maristella Bari, Erica Romano, Ada Del Conte, Letizia Cobaltini, Vanni Schiavoni, Raffaele Nacchiero, Francesco D’Angiò, Mina Panaro, Gianluca Lovreglio, Federico Lolito.
Ingresso libero a tutti gli appuntamenti.

Isabella Morra

In un estremo lembo della Basilicata, a Valsinni, c’è il castello di Favale dove ha vissuto la giovane poetessa Isabella Morra. Fu una delle voci più belle del 1500. Fece studi Petrarcheschi e studiò i classici latini. Nei suoi pensieri e nella movenza stilistica si rivelano semi di quella che sarà la poesia leopardiana. La sua poesia, pioniera del romanticismo, ha la forza creativa, il conflitto nei confronti della società e della natura, la ricerca di un paradiso perduto, l’attrazione per il passato e il mistero, il profondo desiderio di affermare i valori della libertà. Alla poesia consegna i suoi intimi pensieri, confida le sue inquietudini: la risoluta ostilità per la terra natìa, e l’amore profondo per il padre che viveva esiliato in terra straniera. “Dall’alto monte onde si scorge il mare” aspetta che dall’orizzonte compaia una nave con a bordo l’amato padre. Si rivolge alla natura con sentimenti di solitudine, infelicità e disperazione, il fiume Sinni è il suo confidente amico e gli dedica alcune tra le poesie più intense. Fu Benedetto Croce a riscoprire la storia e i versi intensi e veri di questa sublime poetessa lucana. Dacia Maraini, le ha dedicato un’opera teatrale. Il poeta Silvio Raffo con “I fiumi di Isabella” rende omaggio a questa voce originale e autentica della lirica cinquecentesca, una delle poetesse più apprezzate del Rinascimento, la cui vita fu tragicamente soppressa a causa del suo spirito di libertà.

Silvio Raffo

Poeta, traduttore, saggista e drammaturgo, ha al suo attivo più di dieci romanzi, tra i quali La voce della pietra (già finalista al Premio Strega nel 1997, ora Elliot, 2018) da cui è stato tratto il film omonimo di Eric Howell con Emilia Clarke: Il segreto di Marie-Belle(Elliot, 2019), vincitore del Premio Lord Byron; Lo specchio attento (El-liot, 2020), e Gli angeli della casa (Elliot, 2021). Ha curato per Elliot L’amore che non osa, che presenta per la prima volta in Italia le poesie di Alfred Douglas; Natura, la più dolce delle madri, una raccolta delle poesie di Emily Dickinson.
Per Castelvecchi ha curato l’antologia della poesia italiana contemporanea, Muse del disincanto (2019). Ha vinto prestigiosi premi e collabora a trasmissioni radiofoniche e televisive.

Inizio ministero parrocchiale

Don Mimmo Pagliarulo parroco alla Regina Pacis di Lama

02 Lug 2024

di Angelo Diofano

Dal 27 giugno don Mimmo Pagliarulo è il nuovo parroco alla Regina Pacis di Lama, in sostituzione di don Luigi Pellegrino, destinato alla Pro Civitate di Assisi, il quale attraverso i social ha già inviato un messaggio di saluto ai parrocchiani.

Parroco per la prima volta, don Mimmo è nato a Statte il 19 aprile del 1969 ed è stato ordinato il 25 aprile del 1996  fra i padri somaschi, nelle cui comunità ha operato per dodici anni. Il 15 aprile del 1996 egli è stato ordinato sacerdote e nel 2000 ha chiesto all’allora arcivescovo mons. Benigno Luigi Papa di essere incardinato nella  nostra diocesi. Quindi è stato vicario parrocchiale alla Santa Famiglia, alla Sant’Egidio, a San Vito e infine nominato rettore della chiesa Maris Stella di Montedarena (Marina di Pulsano), dov’è stato per 18 anni. Don Mimmo ha ricoperto anche l’incarico di assistente diocesano dell’Unitalsi e attualmente è direttore della Legione di Maria.