Iniziative estive

Campo estivo gratuito della biblioteca Acclavio

02 Lug 2024

Un campo estivo… dalle pagine al mare? La proposta è della biblioteca civica Pietro Acclavio per i ragazzi tra i 6 e i 10 anni. Le attività si svolgeranno in due sessioni, dall’8 al 12 luglio e dal 15 al 19 luglio, con la partecipazione fino a un massimo di 15 bambini e bambine per ognuna. Sono previsti numerosi laboratori interessanti e divertenti che avranno luogo ogni mattina dalle ore 9.30 alle ore 12.30, tenendo conto della fascia di età cui sono rivolte.

Le iscrizioni si ricevono nella sede della biblioteca, in via Salinella 31, da lunedì 1 a venerdì 7 luglio, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 20, chiedendo degli operatori di Libermedia, che consegneranno apposito modulo da compilare. È possibile iscriversi a una sola settimana o a entrambe. La partecipazione è gratuita. Per informazioni, telefonare allo 099.4581172 o scrivere alla mail acclaviolab@servizicomunetaranto.it

Tutte le attività proposte terranno conto della fascia di età. Giunti in biblioteca i genitori dovranno compilare un modulo insieme agli operatori della Società Libermedia, che organizza il campo estivo.

Diseguaglianze territoriali

L’allarme di Assoturismo: i sogni non tolgono Taranto dall’isolamento

02 Lug 2024

di Silvano Trevisani

Ma che succede a Taranto? Ci si esalta per l’arrivo delle navi da crociera, per la realizzazione di impianti sportivi, in vista dei Giochi del Mediterraneo, al di là del suo reale valore, per le previsioni di arrivi di stranieri, per i futuristici voli spaziali, ma nessuno si occupa realmente dell’isolamento in cui Taranto viene lasciata. L’aeroporto resta chiuso, nonostante battaglie e proclami che si inseguono nel tempo. L’autostrada, nonostante programmi ormai quarantennali, che avevano persino finanziato la bretella di tre chilometri e mezzo che dovrebbe collegare l’uscita di Massafra con la 106, rimane monca, con inevitabili intasamenti soprattutto nelle partenze con bollino rosso. La stazione, ormai ridotta a casello ferroviario, non offre più partenze dirette per Roma, ricacciando la nostra città decenni indietro. Le Ferrovie hanno chiarito, infatti, che nessun Freccia Rossa tornerà a collegare Taranto con Roma. L’alta velocità resta un sogno.

Isolamento

In questa prospettiva, anche la Brt che il Comune ha progettato e sta perseguendo con convinzione, appare persino sproporzionata: collegare velocemente la città con la stazione ferroviaria, dalla quale partono pochi treni, nessuno dei quali diretti, somiglia vagamente al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, che consentirebbe (nel malaugurato caso delle sua realizzazione) di collegare le due regioni in pochi minuti, in maniera non solo inutile, ma persino dannosa, perché di qua e di là dei due imbocchi, si verificheranno enormi intasamenti. Le arterie stradali e ferroviarie sono assolutamente inadeguate, non in grado di far fronte al traffico normale, e un fiume di mezzi che approdano nell’isola si ritroverebbero a incolonnarsi per proseguire a passo d’uomo.

Viene da chiedersi, a questo punto: ma il grande movimento che ci si aspetta per il turismo prossimo venturo e in particolare per i Giochi del Mediterraneo, vedrà Taranto preparata?

Assoturismo

A chiederselo con una certa preoccupazione è Assoturismo Confesercenti Taranto: Scontata l’assenza dell’aeroporto (strategico per l’arrivo di turisti stranieri), vogliamo parlare di treni? Diminuisce sempre più il numero dei treni disponibili e, insomma raggiungere Taranto non è facile. Anche l’ultimissima notizia che giunge da RFI, ovvero che la fermata a Taranto del Frecciarossa sia stata eliminata e che quindi non ci sia più neanche un treno diretto Taranto-Roma e viceversa, rende Taranto sempre più isolata e al di fuori dei flussi turistici: dovremo accontentarsi solo di inevitabili cambi a Bari o di Bus sostitutivi”.

E, dopo aver sottolineato lo stato di arretramento della stazione, che non ha più servizio per i viaggiatori, Confesercenti sottolinea anche “la carenza di collegamenti tra gli aeroporti di Bari e Brindisi con la nostra città, se non possiamo ottenere a differenza di Bari e Brindisi, come sembra oramai, l’alta velocità, che le autorità competenti ci assicurino per lo meno i necessari collegamenti con gli aeroporti, e anche maggiori collegamenti ferroviari regionali. A proposito, a che punto siamo con il famoso contributo regionale per i collegamenti, così come è avvenuto per il Salento ed il Gargano? Quando arriverà e quanto spetterà a Taranto? Giusto per organizzarci anche se la stagione estiva è già a metà”.

Tracce

A destra, tutti contro tutto e contro tutti

Foto Consiglio europeo from https://www.agensir.it/
01 Lug 2024

di Emanuele Carrieri

Alla fine, la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni si è astenuta sul bis di von der Leyen e la partita delle nomine europee è finita nel modo peggiore. Un isolamento che non s’è mai visto da quando esistono le istituzioni europee, ma anzitutto una sbandata politica che non si capisce dove porterà l’Italia, i cui interessi, nella retorica della Meloni, avrebbero dovuto essere avanti a tutto. E ciò perché il secondo tempo del confronto non si presenta tale da fare ipotizzare come si possa rimediare. Meloni può sperare di rientrare nel gioco salendo, in corsa, sul carro dei vincitori nel nuovo assetto dei vertici solo al prezzo di una marcia indietro e, prima di tutto, di una rottura con quello che ha scelto essere il suo mondo: la destra di tutti quelli che l’Europa non la gradiscono e la combattono, che vogliono recuperare sovranità agli stati e libertà ai mercati. Il livore della Meloni era lampante quando si è presentata ai giornalisti per rispondere alle loro domande. Prima, la solita menata “sul metodo e sul merito” con cui è stata ristretta nell’angolo, ignorando quelle che, secondo lei, sono le indicazioni proclamate dai cittadini con le elezioni. Le indicazioni hanno documentato un avanzamento delle destre, ma anche la indiscutibilità che le forze politiche europeiste posseggono una solida maggioranza. Poi il tentativo di assicurare che la partita è ancora aperta, che c’è ancora una posta da giocare, magari nella possibilità che l’esito delle elezioni francesi rovesci gli equilibri venuti dal voto. Infine, il peso da conferire al nostro Paese, peso rivendicato da Mattarella, ma che pure gli stessi protagonisti del vertice hanno assicurato di voler tenere in considerazione. Una vicepresidenza esecutiva nella Commissione che verrà composta? Una delega importante in materia economica? L’attribuzione a un italiano del nuovo commissario alla Difesa? Ambizioni legittime in un negoziato che ci sarà per salvaguardare la presidente proposta, palese o, forse, in segreto, per evitarle il pericolo dei franchi tiratori a Strasburgo. Ma il fatto che Meloni ritenga un suo successo quello che altro non sarebbe che il normale riconoscimento, da parte dei partner, dell’importanza di un paese che è fra i fondatori e uno dei quattro più importanti, segnala il livello delle sue difficoltà. Ci vorrà tempo per fornire dei giudizi sugli errori che hanno guidato l’Italia all’isolamento. L’incontro-scontro con la stampa è stato solamente un anticipo. Dopo settimane di silenzio sui giovani del suo partito, ha dovuto parlare nel momento in cui i guai europei le cascavano addosso. Non ne poteva fare a meno ma l’impatto delle immagini che i media europei hanno riportato è stato tremendo e mostra la inconsistenza dei minimizzatori di professione che si sbracciano a sostenere che cose così accadono anche in altri paesi europei, che un po’ di fascismo, in fin dei conti, c’è ovunque. Ma una deriva così eversiva fra i partiti consolidati europei la si può trovare, forse, solo in AFD, che è stato espulso dal gruppo europeo a cui apparteneva perché ci sono limiti che non vanno oltrepassati. Ma l’inaffidabilità europea della posizione della Meloni è affiorata in un’altra vicenda. Meloni si è fatta forte del terzo posto, in ordine di grandezza, che il suo gruppo di conservatori e riformisti avrebbe strappato ai liberali a dimostrazione dello spostamento a destra segnato dalle elezioni. Ciò avrebbe tolto legittimità ai macroniani nella suddivisione delle principali funzioni a Bruxelles, ma per superare i liberali, la Meloni, presidente dell’ECR, ha introdotto nel gruppo undici parlamentari che si erano presentati sotto altre bandiere: cinque provenienti da un partito rumeno che rivendica l’appartenenza della Moldova alla Grande Romania da ricostituire, con la forza, se opportuno. Il fatto che i nuovi alleati di Meloni accampino i diritti della Romania, non soltanto su un candidato a entrare nella UE, ma pure nei confronti degli ungheresi della Transilvania, è la ragione della non entrata di Orban nell’ECR. Il nazionalismo è un veleno che si sta diffondendo nell’Europa orientale e il sovranismo, ossia l’idea di restituire poteri e prerogative agli stati riducendo l’UE a compiti di sussidiarietà, ne è la traduzione in politica in questa parte del continente. La Meloni si troverebbe di fronte a una scelta: entrare nel gioco politico della costruzione dell’Europa oppure uscirne e capitanare la battaglia di quelli che vogliono tornare ai giochi di potenza fra gli stati. Forse la scelta la Meloni l’ha già compiuta e il fatto di essersi chiamata fuori dalla definizione dei vertici dell’UE è il passo decisivo verso il fine di costruire una grande destra che si batta per un cambiamento, ma diverso da quello che vuole la maggioranza dei cittadini europei. E se è davvero questo, il disegno della Meloni ha un limite intrinseco. I nazionalisti sono nemici gli uni degli altri e le vicende più recenti ne sono la conferma: l’ECR, il tank sul quale Meloni immaginava di asfaltare insicurezze dei popolari e ostilità di socialisti e liberali, sta svanendo. Non solo Orban non ne vuole più sapere, ma addirittura Morawiecki si sta tirando indietro. L’altro gruppo di estrema destra a cui aderiscono Salvini e Le Pen non sta meglio e un successo del Rassemblement National in Francia potrebbe creare a Strasburgo un dualismo ingestibile fra le file della destra estrema, mentre sul campo si affacciano una nuova formazione vicina a Orban, e, forse, addirittura un quarto gruppo intorno agli eurodeputati eletti nelle file di AFD. Anche nella sua ambizione di prendere il dominio della “destra-destra” europea, Meloni potrebbe incassare un fallimento.

Attività estive nelle parrocchie

Attività estive alla Regina Pacis di Lama

ph G. Leva
01 Lug 2024

Il programma delle attività estive alla Regina Pacis di Lama è stato reso noto dal parroco don Luigi Pellegrino, il quale informa soprattutto degli orari delle sante messe festive: dal lunedì al sabato, alle ore 19; la domenica, alle ore 8, alle ore 9 (sala di comunità in via Sciabelle), alle ore 10.30 e alle ore 19.30.

L’animazione delle celebrazioni eucaristiche della domenica sera aiuterà a riflettere sul tema dei diritti possibili, in una ottica di speranza e sarà affidata a turnazione alle realtà parrocchiali con tema ogni volta differente, prendendo spunto dalla Bolla di indizione del Giubileo ordinario del 2025 ‘Spes non confundit’ (La speranza non delude).
Al termine della santa messa serale della domenica, la comunità vivrà il consueto momento di condivisione.

Il progetto si svolgerà con le seguenti tematiche.

7 luglio: Pace-gestione dei conflitti

14 luglio: Fratellanza e libertà

21 luglio: Migranti e poveri

28 luglio: Lavoro e tutele per tutti

4 agosto: Alleanza sociale per la speranza: i detenuti

11 agosto: Ammalati e anziani

18 agosto: Beni della terra

25 agosto: Felicità

Questo invece è il programma delle attività ricreative:

Lunedì culturali con il cineforum (ore 20.30).

Martedì 2 luglio: concerto chitarristico di Jonnathan El Barouki, Premio Città dello Jonio (ore 21)

Mercoledì 3 luglio: Concerto chitarristico di Paolo Zaccaria (ore 21).

Giovedì 4 luglio: concerto chitarristico di giovani talenti e dell’orchestra Andrès Segovia (ore 21).

Mercoledì 11 luglio: concerto di Find Out e Funk Jazz Quartet.

Mercoledì 24 luglio: ‘Aladidin 2.0’, recital giovanissimi (ore 21).

27 luglio: Cozza party, 28.ma edizione (ore 21).

9 agosto: per ‘ArmoniEstate’, concerto di Helathus Duo & Duo Pedretti Romano, chitarra e clarinetto (ore 20).

Infine dal 5 al 10 agosto i giovanissimi vivranno il campo scuola al ‘Cenacolo’ di Ceglie Messapica.

Inizio ministero parrocchiale

Don Gerardo Veneziani, nuovo rettore alla Maris Stella, a Montedarena

01 Lug 2024

di Angelo Diofano

Da lunedì primo luglio, don Gerardo Dante Veneziani è il nuovo rettore della chiesa Maris Stella, a Montedarena-Marina di Pulsano, nominato dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero al posto di don Mimmo Pagliarulo, nuovo parroco alla Regina Pacis, a Lama. 

Don Gerardo è nato a San Giorgio Jonico il 12 giugno del 1953 ed è stato ordinato il 29 dicembre del 2001. Quale ultimo incarico, quello di parroco a San Donato-Talsano.

Popolo in festa

Crispiano, un ‘Crocevia’ per la festa di Santa Maria Goretti

01 Lug 2024

di Angelo Diofano

Con la solenne celebrazione presieduta da fra Sergio Tagliente dei frati cappuccini di Montescaglioso (ore 19), iniziano mercoledì 3 a Crispiano i festeggiamenti in onore di Santa Maria Goretti, a cura della parrocchia intitolatale e con il patrocinio del Comune.

Venerdì 5, sempre alle ore 19, la santa messa presieduta da fra Sergio si terrà in via Nuvolari angolo via Mazzola; al termine, fiaccolata per il rientro in chiesa. Seguirà alle ore 21, sul sagrato, quale momento significativo dei festeggiamenti, l’azione teatrale attorno alla Croce dal titolo “Crocevia”, da un’idea di Paolo Elettrico e Concetta Vitale. L’interpretazione è affidata ai giovani Andrea, Chiara L., Chiara M., Claudia, Daniele, Denise, Elena, Ilaria M., Ilaria S., Martino, Mattia, Micaela, Rebecca, Riccardo, Robbie, Roberto, Tamara, Cristian e Davide.
Luci, suono e organizzazione saranno a cura dell’équipe giovanissimi della parrocchia e di Chiara, Francesca, Mattia e Domenico. Gli interpreti (spiegano gli ideatori) “rappresenteranno la loro realtà giovanile, la loro paura ad aprire gli occhi su quello che noi adulti abbiamo preparato per loro. Con il loro linguaggio e la loro libertà ci parleranno di ogni forma di violenza, dal bullismo alla violenza  domestica, dalla non accettazione di sé e alla morte. Quando si parla di violenza si parla di tante cose ma quando si parla di amore si parla di dono”. Al termine, alle ore 23, il parroco don Mimmo Rizzo celebrerà la santa messa.

Sabato 6 luglio, sante messe solenni si terranno alle ore 11 (presieduta da don Alessandro Fontò, vicario parrocchiale della basilica di San Martino in Martina Franca) e alle ore 18.30 (presieduta dal parroco don Mimmo Rizzo); al termine, la processione per le vie del quartiere, accompagnata dalla banda musicale di Crispiano diretta dal maestro Francesco Bolognino. Al rientro, i fuochi pirotecnici della ditta Truppa di Latiano-Brindisi.

Maria Teresa Goretti (Corinaldo, 16 ottobre 1890Nettuno, 6 luglio 1902), vittima di omicidio a seguito di un tentativo di stupro da parte di Alessandro Serenelli, fu canonizzata nel 1950 da papa Pio XII. Secondo l’agiografia, la motivazione della proclamazione della sua santità fu in primo luogo il perdono concesso da Maria (poco prima di spirare) all’uccisore, conducendolo alla conversione e alla decisione di entrare in convento dopo la pena detentiva. Il corpo e le reliquie della santa, venerata come martire della purezza, sono conservati a Nettuno, nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti.