Popolo in festa

Sabato 14, processione del SS. Crocifisso per le vie del Borgo

foto Pasquale Reo
12 Set 2024

di Angelo Diofano

Si avviano alla conclusione al Borgo i festeggiamenti in onore del Santissimo Crocifisso, a cura della omonima parrocchia e confraternita Santissimo Crocifisso e Purgatorio.

Venerdì 13, alle ore 18.30, santo rosario, alle ore 19 santa messa presieduta da don Andrea Mortato con il rito di aggregazione dei nuovi confratelli e consorelle e alle ore 20.30 veglia eucaristica ‘Una luce nella notte’ guidata dai giovani e giovanissimi della parrocchia.

Sabato 14, solennità del Santissimo Crocifisso, alle ore 10.30 santa messa, a mezzogiorno la supplica, alle ore 18.30 la Liturgia della Parola; a seguire, la processione per via De Cesare, via Anfiteatro, via Nitti, via Di Palma, via D’Aquino, via De Cesare e rientro in chiesa. Presterà servizio la Grande orchestra di fiati ‘Santa Cecilia-Città di Taranto’ diretta dal m. Giuseppe Gregucci.

Alle ore 21.30, sul piazzale della chiesa rallegrato dalle luminarie, la festa si concluderà con il concerto dell’Orchestra Mancina dal titolo ‘Guarda che tour 2024’. Durante la serata, estrazione dei premi della lotteria.

Festeggiamenti patronali

Monteiasi attorno al patrono il Crocifisso

12 Set 2024

di Angelo Diofano

“Celebriamo la festa della Santa Croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce, così insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro” Con queste parole tratte dai ‘Discorsi di sant’Andrea di Creta, vescovo’, il parroco di Monteiasi, don Giovanni Nigro, annuncia i festeggiamenti patronali in onore del SS. Crocifisso. “Nell’annuale ricorrenza della festa del nostro santo patrono – prosegue – adoriamo il nostro amato Crocifisso perché ci illumini e ci dia forza, ci allontani dal male, accresca la nostra fede e accenda la carità, nell’attesa di godere in eterno della luce del Suo volto. Gesù Crocifisso ci benedica tutti.

Nell’ambito delle funzioni del triduo (sante messe ore 7 e ore 18.30), mercoledì 11 alle ore 20 ci sarà la serata finale del campus estivo Anspi parrocchiale ‘Il Creato – Va’ e ripara la mia casa’ che avrà luogo sul piazzale dell’oratorio parrocchiale. Giovedì 12, sempre alle ore 20, ‘Tu sei Bellezza’, lettura spirituale e meditativa degli apparati pittorici della chiesa parrocchiale, a cura di suor Pierpaola Nistri, madre abbadessa del monastero delle clarisse di Grottaglie. Venerdì  13, alle ore 17.30, esposizione della reliquia della Sacra Croce e apertura delle Indulgenze, fino alla giornata successiva.

Sabato 14, solennità dell’Esaltazione della Croce, santa messe alle ore 7 e alle ore 9; alle ore 10.30, concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; al termine consegna delle chiavi della città da parte del sindaco; a mezzogiorno, processione per le vie principali; alle ore 18.30, santa messa.

I festeggiamenti esterni prevedono (oltre alle luminarie allestite dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana), le esibizioni dei complessi bandistici di Francavilla Fontana diretto dal m° Ermir Krantja (il 13) e di Squinzano diretto dal m. Giuseppe Gregucci (il 14). Due gli spettacoli di fuochi artificiali nella serata del 14: alle ore 22, a cura della ditta Pirotecnica  & Piroshow di Carosino (alle ore 21) e della premiata ditta Itria Fireworks (alle ore 22.30).

Al termine delle celebrazioni patronali, la chiesa resterà chiusa per circa un anno a causa di importanti interventi strutturali e le celebrazioni avranno così luogo nella palestra della scuola media ‘Leonardo da Vinci’.

Salute

Sanità: cresce il clima di violenza contro i medici e gli infermieri

11 Set 2024

di Silvano Trevisani

La sanità pubblica ancora sotto attacco. Ai tagli di personale, alle fughe dei medici, alla mancanza di risorse che impediscono cure adeguate, com’è accaduto a un malato di sclerosi che non ha potuto effettuare la risonanza perché l’ospedale ha esaurito le disponibilità, ora si aggiungono le violenze continue nei confronti di sanitari, infermieri e medici soprattutto.

i nuovi casi

Nuovi episodi, dopo quelli già segnalati, verificatisi all’Ospedale di Taranto, a Brindisi e Foggia, si sono verificati a Manduria, Lecce e ancora una volta a Foggia. Sconcertante il caso verificatosi a Manduria, dove il personale di un’ambulanza del 118, un autista-soccorritore del 118 e l’infermiere a bordo sono stati picchiati da un uomo che stavano tentando di soccorrere. In pieno centro, in piazza Vittorio Emanuele II, il gestore di un locale ha chiamato i soccorsi, avendo notato un uomo privo di sensi steso per terra. Giunti sul posto con l’ambulanza, infermiere e autista, intervenuti per soccorrere l’uomo che nel frattempo aveva ripreso conoscenza, sono stati aggrediti. Invitato a salire sul mezzo per essere sottoposto alle indagini del caso, l’uomo ha reagito scagliandosi contro di loro e colpendoli con pugni e calci e poi dileguandosi. I due uomini dell’equipaggio del 118 (l’infermiere era svenuto) sono stati medicati al pronto soccorso e dimessi con una prognosi di 5 giorni. Successivamente i carabinieri hanno identificato e denunciato l’aggressore.

Un altro episodio è accaduto all’Ospedale “Ferrari” di Casarano, dove un medico urologo è stato colpito con un calcio al basso ventre da un uomo che stava vistando. Due episodi erano accaduti a poche ore di distanza al pronto soccorso degli “Ospedali riuniti” di Foggia dove prima un diciottenne poi un trentatreenne hanno dato in escandescenza picchiando gli infermieri. Episodi, questi, che si aggiungono a quelli che sono stati contabilizzati nei giorni scorsi e che mostrano un clima preoccupante, forse anche infuocato da comportamenti emulativi, come fosse di moda oggi scaricare rabbia e tensioni sulle persone incaricate di curarci.

Le reazioni

“Siamo indignati e profondamente preoccupati – afferma Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FPL Taranto – per quanto accaduto a Manduria. La violenza contro il personale sanitario non solo mette a rischio l'incolumità fisica di chi ogni giorno lavora per garantire la salute dei cittadini, ma mina anche il funzionamento del sistema di emergenza e soccorso. È inaccettabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba affrontare simili minacce e pericoli. I medici e gli operatori sanitari sono sottoposti a turni massacranti, spesso in contesti di estrema carenza di personale. Nonostante lo stress, continuano a garantire il massimo della professionalità. Si trovano spesso a
operare in situazioni critiche, dovendo anche prevenire eventuali reazioni aggressive e pericolose da parte dei pazienti o dei loro familiari. Questo ambiente di violenza verbale e fisica è insopportabile e rischia di spingere sempre più professionisti a lasciare la propria professione per paura di ciò che potrebbe accadergli”.

Esami impossibili

Quanto all’episodio cui facevamo riferimento in apertura, è stato riferito da un giovane scrittore di Martina Franca, Davide Simeone, affetto da sclerosi multipla, che regolarmente si sottopone a una risonanza approfondita presso l’ospedale di Castellana Grotte: quest’anno ha ricevuto un rifiuto perché il budget destinato ai pazienti di altre Asl, questo caso Taranto, è esaurito, e per un esame urgente deve sborsare la somma di 370 euro.

Se si aggiungono a questi episodi, diversi ma tutti sintomatici di un malessere generale, le gravi carenze accumulatesi in questi anni: la crescenza carenze di personale, la situazione nella quale devono operare i pronto soccorso ospedalieri, si ha un quadro davvero preoccupante.

Lo stanziamento deciso dalla Regione di 40 milioni di euro per favorire il potenziamento della medicina territoriale e l’aggregazione dei medici di famiglia, per evitare lo scarico sui pronto soccorso, è solo un primo passo. Resta urgente la necessità di restituire al servizio sanitario nazionale qualità e dimensioni che, negli anni passati, facevano dell’Italia un Paese migliore.

Politica internazionale

Presidenziali Usa: il primo confronto tra Donald Trump e Kamala Harris

foto Ansa-Sir
11 Set 2024

di Maddalena Maltese

Bugie e verità. Iperboli e fatti. Credibilità delle istituzioni e teorie cospirazioniste. Il primo dibattito televisivo tra l’ex presidente Donald Trump e la vicepresidente Kamala Harris si è giocato sui dualismi. Due idee di paese, quello di Trump in declino e quello della Harris pronto a voltare pagina. Due stili di politica: il candidato repubblicano concentrato sul copione degli attacchi personali, la candidata democratica abile nel punzecchiare l’orgoglio dell’avversario. Il dibattito ha spostato elettori? Non proprio. Ha convinto le rispettive basi elettorali e ha presentato agli Stati Uniti e al resto del mondo Kamala Harris, una vicepresidente rimasta nell’ombra ma che stasera ha chiarito a più riprese che lei “non è Joe Biden”.
Il primo segnale di distanza, anche da quello che Trump ha ripetutamente chiamato “il suo capo”, è stata la stretta di mano iniziale offerta al suo avversario. Kamala Harris si è presentata all’ex presidente poiché non si erano mai incontrati di persona. Ha scavalcato la linea di mezzo del podio, installato al National Constitution Center di Filadelfia, e ha compiuto un gesto che non si vedeva dal 2016, quando ad affrontare Trump era stata l’ex segretario di stato Hillary Clinton.
Si parte dall’economia, tema cruciale per l’elettorato americano e mentre la Harris presenta la sua “opportunity economy” con investimenti su case accessibili, famiglie, credito di imposta per i bambini e finanziamenti alle piccole imprese, Trump impugna immediatamente i suoi temi preferiti: l’inflazione e l’invasione di immigrati. Sono i punti di forza del suo elettorato e sui migranti farà continue incursioni durante tutto il dibattito, minacciando deportazioni di massa, anche quando le domande dei due conduttori della rete ABC, David Muir e Linsey Davis, vertevano su altri temi. Il tycoon si lancia in numeri iperbolici di presenze nel paese, superiori ai censiti 11 milioni e riprende la teoria della cospirazione che circola in questi giorni sui social media: gli immigrati, arrivati a Springfield in Ohio mangiano cani e gatti domestici.
Arriva a questo punto un fact checking in diretta: i giornalisti smentiscono l’ex presidente citando il report di un funzionario della città, dove non viene segnalato nessun caso e nessuna denuncia a riguardo. Anche questa è una prima volta: non era mai accaduto nei dibattiti precedenti che i giornalisti interrompessero uno dei candidati per verificare se le sue dichiarazioni corrispondessero ai fatti.

Una costante della serata è stata la messa in dubbio, da parte del candidato repubblicano, del lavoro svolto da politici locali, dall’Fbi, dalla giustizia, dalle istituzioni internazionali come la Nato, instillando nel pubblico sospetti sulla loro credibilità e professionalità e distruggendo di fatto la fiducia nel sistema democratico e nella sua funzionalità.

Più che i temi che hanno toccato anche la politica estera e le guerre in Medio Oriente, Ucraina e il ritiro dall’Afghanistan, ad incidere sui telespettatori, non era ammesso pubblico dal vivo, è stato il modello di presidenza che spetterà agli Stati Uniti nei prossimi quattro anni. La Harris ha cercato a ogni passo di suggerire che sarebbe stata una leader pragmatica e moderata, rassicurando gli elettori che la volevano impreparata; mentre invece in certi passaggi è stata molto dura, soprattutto in politica estera. Trump ha continuato la versione anfitrione, anche se in vari passaggi il suo orgoglio è stato ferito dalla candidata democratica che gli ha ricordato di “essere stato licenziato da 81 milioni di elettori”, quelli cioè che hanno votato Biden e lei. Le elezioni del 2020 continuano a restare nell’immaginario trumpiano un furto e l’assalto al Campidoglio, un episodio dove il problema sembrava quello delle forze dell’ordine che hanno sparato alla manifestante. Nessuna parola sul trauma e la morte degli agenti che hanno provato a resistere.

Altro tema centrale è stato l’aborto, seconda domanda della serata. Kamala Harris ha iniziato dicendo che “non è necessario abbandonare la propria fede o le proprie convinzioni più profonde per essere d’accordo” e ha aggiunto “il governo e Donald Trump, certamente, non dovrebbero dire a una donna cosa fare del suo corpo”.

Ha attaccato l’ex presidente sulla scelta di giudici della Corte Suprema che hanno lasciato ad ogni stato decidere la propria politica e ha assicurato che se il Congresso votasse una legge a riguardo, la firmerebbe immediatamente. Non ha parlato dei tempi di aborto che tale legge dovrebbe consentire, mentre su questo punto Trump ha cavalcato l’onda dicendo che i democratici ammettono aborti fino al 9 mese e quando un bambino nasce vivo, sono favorevoli alla sua uccisione. La giornalista Linsey Davis è intervenuta per confutare la falsa affermazione, in un fact checking in diretta, che si è ripetuto più volte nella serata. Trump non si è voluto impegnare a firmare un bando dell’aborto a livello federale e non ha risposto, consapevole che se da un lato gli evangelici si aspettano questa decisione, dall’altro questo impegno potrebbe alienargli la simpatia delle elettrici.

Il dibattito si è concluso con Harris che invitava gli elettori a cambiare pagina e offriva un piano per farlo; mentre Trump ha scelto di accusare l’avversaria di non aver fatto abbastanza per salvare l’America dal declino. Pochi minuti dopo che le luci si sono spente, la campagna di Harris ha chiesto un secondo dibattito, mentre molti analisti repubblicani hanno contestato la performance di Trump, soprattutto gli attacchi personali alla candidata dem sulla razza. Intanto solo nella prima ora di dibattito, Harris ha guadagnato 7 milioni di dollari, da donatrici donne per il 71% e 30 minuti dopo la chiusura la pop star Taylor Swift ha affidato ad Instagram il suo supporto inequivocabile alla vicepresidente, dopo che immagini fake, generate dall’IA, la mostravano tra i supporter di Trump.

Uniti nel dono

I sacerdoti sono un dono di cui spesso non siamo consapevoli

Domenica 15 settembre 2024 ricorre la XXXVI Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero

11 Set 2024

Annunciatori del Vangelo in parole ed opere nell’Italia di oggi, uomini del dono e del perdono, costruttori di relazioni, attivi al fianco delle famiglie in difficoltà, degli anziani e dei giovani in cerca di occupazione. I sacerdoti offrono il loro tempo, sostengono le persone sole, accolgono i nuovi poveri, progettano reti solidali offrendo riposte concrete. Si affidano alla generosità delle comunità per essere liberi di servire tutti e svolgere il proprio ministero a tempo pieno.  

La Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, giunta quest’anno alla XXXVI edizione, richiama l’attenzione sull’importanza della missione dei sacerdoti, sulla bellezza del loro servizio e sulla corresponsabilità.

“La Giornata Nazionale – spiega il responsabile del Servizio promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è una domenica in cui tutti noi praticanti esprimiamo la nostra gratitudine per il dono di sé che i nostri sacerdoti ci fanno ogni giorno, testimoni del Vangelo di Gesù, punti di riferimento nelle comunità, uomini di fede, speranza e prossimità. È un nostro dovere ed è necessario un impegno collettivo per sostenerli nella loro missione, … anche economicamente”.

“I sacerdoti aggiunge Monzio Compagnoni – sono chiamati a spendersi interamente per le comunità loro affidate, e lo fanno ogni giorno in modo silenzioso e bellissimo. Per noi fedeli l’unico onere è quello di prenderci cura di loro e permettere loro di poter svolgere la propria missione sostenendoli anche economicamente. Le offerte deducibili sono lostrumento per garantire il loro sostentamento e la testimonianza della propria corresponsabilità alla vita della Chiesa. Basta un’offerta una volta l’anno, anche piccola, per essere veramente parte di questa famiglia”.

Nonostante siano state istituite 40 anni fa, a seguito della revisione concordataria le offerte deducibili costituiscono un argomento ancora poco compreso dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno.

Nate come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, le offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica in quanto espressamente destinate al sostentamento dei preti al servizio delle 226 diocesi italiane; tra questi figurano anche 300 preti diocesani impegnati in missioni nei Paesi in via di sviluppo e 2.552 sacerdoti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle offerte nel 2023 si è attestato appena sotto gli 8,4 milioni di euro in linea con il 2022. È una cifra ancora molto lontana dal fabbisogno complessivo annuo, che ammonta a 516,7 milioni di euro lordi, necessario a garantire ai circa 32.000 sacerdoti una remunerazione intorno ai mille euro mensili per 12 mesi.

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Living history

A Taranto la rievocazione storica della battaglia tra Normanni e Bizantini

foto I Cavalieri de li Terre tarentine
11 Set 2024

Che la grande Battaglia dell’XI secolo tra Normanni e Bizantini abbia inizio. Da un lato, l’esercito capeggiato da Roberto il Guiscardo e dal conte Malgerio, dall’altro le truppe che provano a difendersi dagli invasori, proteggendo i loro territori: Taranto, Brindisi, Oria e Otranto. Sullo sfondo, le voci narranti  dell’attore e regista Massimo Cimaglia e dell’attore Giovanni Guarino in un dialogo tra due civiltà profondamente diverse. Saranno loro a guidare il pubblico nel grande scontro dell’anno Mille, contestualizzando il momento storico e l’avvincente episodio, descritto nel Chronicon Northmmannicum. “Nel 1060 – si legge – fu presa la città di Taranto dal capo normanno Duce Roberto detto il Guiscardo: poi giunse a Brindisi e la conquistò. Il Normanno conte Malgerio giunse ad Oria e cacciò di lì i Greci”. E ancora: “In ottobre giunse Miriarcha con un esercito Imperiale con al seguito truppe Varieghe combattè una grande battaglia contro Roberto e Malgerio e scacciò i Normanni. E così recuperò quelle e altre terre e anche Otranto”.
L’appuntamento è per sabato 14 e domenica 15, a partire dalle 16:30.
Vicende antiche e il fascino di un’epoca passata per rivivere la grande rievocazione che riporta le lancette del tempo al 1060 attirando, puntualmente, centinaia di appassionati. Cultura, spettacolo, promozione turistica e divulgazione del patrimonio storico immateriale, ambientale e identitario sono le direttrici di questo progetto dell’associazione I Cavalieri de li Terre Tarentine con il patrocinio e il sostegno del ministero della Cultura, del Consiglio regionale della Puglia e del Comune di Taranto.
Grandi numeri in questa XIII edizione che ospiterà 22 gruppi di rievocatori – tra i quali una rappresentanza internazionale – e un grande accampamento, come mai accaduto prima. Un maestoso allestimento nei pressi del fiume Cervaro e del mar Piccolo, tra gli antichi sentieri della via Appia, nel quale immergersi prima dell’inizio dello scontro. Un vero e proprio spettacolo nello spettacolo, tra armi e armature, circa 50 tende, soldati, la riproduzione della vita dell’epoca e di attività artigianali.
Gli oltre 200 rievocatori partecipanti sono tra i più titolati per conoscenze, coerenza filologica e competenze nelle arti marziali medievali. Saranno loro a guidare i visitatori nella grande rievocazione storica del vivere e del fare la guerra nell’XI secolo.
Come ormai tradizione, ad ospitare la Battaglia sarà la zona dei Battendieri, un luogo in armonia con la natura, intriso di storia e fortemente suggestivo. Si comincia sabato 14 con la guerra tra Impero Bizantino e Normanno per la conquista del ricco Sud Italia. La domenica, l’epilogo con lo sbarco del generale bizantino Mariarcha e del suo esercito, in grado di sconfiggere il forte contingente rivale.
Questi, nel dettaglio, gli orari di sabato 14: apertura accampamento 16:30, inizio Battaglia ore 18:15 e termine intorno alle 20. Al termine, esibizioni di musica medievale e danze con Musica Historica di Fabio Anti. Inoltre, sarà allestita una ricca e allettante area food itinerante. Il sabato l’accampamento chiuderà a mezzanotte, la domenica alle 22.
L’evento prevede un biglietto di ingresso quale contributo per autofinanziamento associativo (8 euro a persona per una giornata e 10 euro per entrambe). Per i bambini sotto i 12 anni è gratuito.
Consigliata la prenotazione,
Ampio parcheggio gratuito.
Coordinate Tom Tom, Ita @40°29’41.57°N, 17°19’36.30°E.

Diocesi

Martina Franca onora Maria Santissima Addolorata

11 Set 2024

di Angelo Diofano

La confraternita della Natività e Dolori di Maria Santissima (priore, Giuseppe Speciale) ha in corso nella basilica di San Martino le celebrazioni in onore di Maria Santissima Addolorata.

“Tutte le confraternite e i fedeli – dice il padre spirituale della confraternita, mons. Giuseppe Donato Montanaro – sono invitati a vivere questa lunga ‘festa’ mariana’ partecipando ai numerosi eventi programmati”

Da domenica 8 è in corso il settenario di predicazione sul tema “La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria” con recita del santo rosario e dell’Angelus Domini alle ore 11.15, il santo rosario alle ore 19.15 e la santa messa con catechesi presieduta da don Alessandro Fontò alle ore 19.45.

Domenica 15, festa della Beata Vergine Addolorata, alle ore 8.30 santo rosario, alle ore 9 la santa messa presieduta da don Alessandro Fontò con benedizione e distribuzione del pane; alle ore 11 la celebrazione eucaristica sarà celebrata dal padre spirituale della confraternita mons. Giuseppe Donato Montanaro; alle ore 19.30, la recita dei Vespri.

Alle ore 20, processione con l’immagine dell’Addolorata nel percorso tradizionale; presterà servizio l’associazione musicale ‘Antonietta Amico’ di Ceglie Messapica diretta dal m° Michele Vitale.

Iniziative solidali

Dal Burkina Faso suor Sabine Kima a Taranto con il Movimento Shalom

11 Set 2024

di Angelo Diofano

Dopo alcuni anni di assenza, anche a causa della pandemia, torna a Taranto suor Sabine Kima, referente del Movimento Shalom in Burkina Faso per le adozioni a distanza e i progetti di cooperazione, per parlare della situazione del suo Paese martoriato dal terrorismo e da una crisi umanitaria senza precedenti, delle adozioni e delle condizioni dei bimbi così sostenuti.

Suor Sabine Kima illustrerà anche gli importanti progressi dei progetti strutturali di cooperazione allo sviluppo del paese africano realizzati dalla Puglia, con il coordinamento della sezione di Taranto del Movimento Shalom.

Giovedì 12 settembre la religiosa alle ore 10.30, si recherà nella scuola ‘Renato Moro – Livatino’ dove, grazie alla disponibilità della dirigente dott.ssa Loredana Bucci e delle docenti, incontrerà le terze classi elementari per salutare gli alunni e ringraziarli personalmente per una donazione a favore della mensa di Tampouy realizzata nell’anno scolastico 2022-23. L’istituto scolastico ha già collaborato con Shalom realizzando a Dorì, nel nord del Burkina Faso, ai confini con il deserto del Sahel, la scuola per l’infanzia ‘Ecole de la paix Renato Moro’ garantendo così il diritto allo studio a tanti bambini burkinabé in una zona martoriata dal terrorismo.

Alle ore 18  suor Sabine Kima nella sala conferenze della biblioteca civica Acclavio, in un incontro introdotto e moderato dalla responsabile regionale di Shalom, Lucia Parente De Cataldis, racconterà dei piccoli grandi frutti che produce il miracolo della solidarietà e della cooperazione internazionale, nonché dell’importanza del sostegno a distanza, grazie al quale tanti bambini hanno la possibilità di crescere sani, di frequentare la scuola e di essere curati in caso di malattia.

Popolo in festa

Faggiano, fiaccolata per la Beata Vergine Addolorata

foto G. Leva
11 Set 2024

di Angelo Diofano

Anche quest’anno a Faggiano si svolgono i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, un tempo fra i più solenni in paese, a cura della parrocchia dell’Assunta e della confraternita del Carmine, ripresi nel 2023 dopo molti anni di sospensione. “Sarà una festa molto sobria, occasione per lasciarci provocare dalle parole del Vangelo e dall’esempio di Maria, sul quale l’arcivescovo mons. Ciro Miniero punta molto nel suo ministero episcopale” – spiega il parroco don Francesco Santoro.

Le celebrazioni sono state anticipate a venerdì 13 settembre e consisteranno essenzialmente in una fiaccolata con la venerata immagine per le vie del paese, subito dopo la santa messa delle ore 19 celebrata dal parroco don Francesco Santoro. Il percorso riguarderà piazza Vittorio Veneto, via Duca d’Aosta, via Giovanni Falcone, via Livatino, via Bachelet, via Caduti per la patria, via Foscolo e via Vittorio Emanuele, con sosta davanti agli altarini allestiti dai devoti.

L’indomani, sabato 14 settembre, i parrocchiani si recheranno in pellegrinaggio a Pompei (con santa messa nel santuario alle ore 11) e a Casal di Principe, dove si visiteranno i luoghi di don Giuseppe Diana, prete ucciso dalla camorra.

Per informazioni e adesioni, rivolgersi al parroco.

Editoriale

Migranti, mons. Felicolo a L’Osservatore Romano: “Migrazione diritto naturale. Percezione del fenomeno spesso distorta”

foto Ansa-Sir
10 Set 2024

Secondo le Nazioni Unite, attualmente ci sono 117 milioni di “migranti forzati” nel mondo, persone che non si spostano per scelta o per motivi economici, ma a causa di conflitti, violenze e disastri naturali. Questo fenomeno è in costante aumento, aggravato dalle tensioni internazionali e dagli effetti del cambiamento climatico, che stanno rendendo molte aree del pianeta sempre più inospitali.
In occasione dell’ultima Giornata mondiale della terra, la Fondazione Migrantes ha lanciato il documentario “Un grido nella storia”, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei migranti climatici. Questo “grido” è un invito a riflettere e a confrontarsi con le proprie coscienze, spingendo verso un incontro sincero con l’altro. Papa Francesco ha più volte sottolineato che tutti noi siamo migranti su questa Terra, esortando la comunità internazionale a farsi carico di questa sofferenza umana e a essere solidali con coloro che fuggono verso l’ignoto, in cerca di speranza. In vista della 110ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebrerà il 29 settembre, Papa Francesco ha scelto un titolo evocativo: “Dio cammina con il Suo popolo”. Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, in un’intervista al quotidiano della Santa Sede, ha spiegato che questa immagine sottolinea l’idea di un Dio che accompagna il suo popolo in cammino, rifiutando di abbandonare chi è più vulnerabile. Tuttavia, l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite evidenzia che un terzo dei migranti vive in Europa, un continente che negli ultimi anni ha innalzato numerosi muri, cercando di contenere un fenomeno che, storicamente, ha sempre fatto parte della sua essenza. Felicolo ha ricordato che la migrazione è un diritto naturale e che è un fenomeno che non può essere fermato artificialmente. Sottolinea anche l’importanza di una distinzione chiara tra migranti economici, profughi, rifugiati e richiedenti asilo, poiché ogni gruppo affronta sfide diverse. In Italia, la percezione dell’immigrazione come emergenza è spesso distorta. Il rapporto “Italiani nel Mondo” ha dimostrato che l’emigrazione italiana è ancora maggiore rispetto all’immigrazione e che molti migranti vedono l’Italia come un punto di transito verso altri paesi europei. Mons. Felicolo ha evidenziato la necessità di corridoi umanitari per gestire l’immigrazione clandestina, riducendo così il traffico di esseri umani e promuovendo un’integrazione basata su un’accoglienza dignitosa e strutturata. L’Italia, essendo una terra di frontiera, ha un ruolo cruciale in questo contesto. Sebbene il Paese abbia sempre accolto migranti, spesso l’informazione distorta crea paure ingiustificate. Il vero obiettivo dovrebbe essere migliorare l’accoglienza per favorire una sana integrazione, distinguendo tra “integrazione” e “assimilazione” e rispettando le diversità culturali, linguistiche e religiose dei migranti.

Congresso eucaristico internazionale

Mons. Espinoza (arcivescovo Quito): “Eucarestia ci invita a essere autentici fratelli in un mondo pieno di violenza”

foto Congresso eucaristico internazionale
10 Set 2024

Delegazioni da tutti i continenti sono arrivate a Quito per partecipare, nel parco del Bicentenario, alla solenne celebrazione eucaristica, che ha aperto ufficialmente il 53° Congresso eucaristico internazionale, intitolato “Fraternità per sanare il mondo”. La messa è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita di Quito e primate dell’Ecuador, monsignor Alfredo José Espinoza Mateus, e concelebrata dal cardinale Baltazar Porras Cardozo, legato pontificio, da decine di vescovi sia ecuadoriani che provenienti dall’estero, numerosi sacerdoti. Più di 1600 bambini dell’arcidiocesi di Quito hanno ricevuto la prima comunione, e circa 25 mila fedeli hanno riempito la spianata del parco del Bicentenario.
Per mons. Espinoza Mateus, “Quito, il ‘Piccolo volto di Dio’ come la chiamiamo affettuosamente, sarà un luogo di incontro per tutti i continenti, riuniti per riflettere e vivere il grande mistero dell’Eucaristia”.
Ha aggiunto che l’Eucaristia “ci sfida a essere veri costruttori di fraternità per ‘guarire le ferite del mondo’ e ci impegna a essere autentici fratelli in mezzo ad un mondo pieno di violenza, morte, guerre; un mondo che divide, non un mondo che unisce; un mondo che trasforma l’uomo in un nemico e non in un fratello”.
Rivolgendosi ai bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione, l’arcivescovo ha aggiunto: “Oggi è un giorno di festa, un grande giorno nella vostra vita” e ha ricordato loro le parole di papa Francesco che dice: “La Prima Comunione è soprattutto una festa in cui celebriamo che Gesù ha voluto stare sempre al nostro fianco e che non si separerà mai da noi”.